Toxoplasma
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Toxoplasma

La malattia Dose infettiva
Cenni diagnostici Identificazione su alimenti
Diffusione ed epidemiologia Episodi epidemici
Modalità di trasmissione Periodo di incubazione
Periodo di comunicabilità Misure preventive
Misure di controllo Aggiornamento

 

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Toxoplasma   

 

Classificazione

Si tratta di un protozoo intracellulare, un coccidio, parassita dei mammiferi (soprattutto, gatti, ma anche esseri umani) e uccelli, chiamato Toxoplasma gondii. Appartiene alla famiglia Sarcocystidae, raggruppati nella classe Coccidia.

Variabilità

E' presente in natura in tre forme diverse: l’oocita, escreto con le feci dai gatti infetti, la forma proliferativa (trofozoita o tachizoite) e quella cistica (cistozoite) che si trova invece nei tessuti degli animali infetti.

Ecologia

Questo parassita completa il suo ciclo solo all’interno dell’organismo di gatti e di altri felini; questi organismi acquisiscono l’infezione mangiando mammiferi (principalmente roditori) o uccelli infetti e raramente entrando in contatto con le feci di altri gatti infetti. La forma infettiva (oocita) si sviluppa nell’intestino dei gatti dove avviene lo stadio sessuale del suo ciclo vitale e viene poi rilasciata nell’ambiente attraverso le feci dopo circa 10-20 giorni. Gli ospiti intermedi sono pecore, capre, roditori, suini, bestiame, polli e uccelli; tutti possono essere portatori di uno stadio infettivo del parassita attraverso alcuni tessuti, specialmente il tessuto muscolare e nervoso. Queste cisti rimangono trasmissibili per lunghi periodi, forse per l'intera vita dell’animale.


La malattia

Denominazione

Italiano: toxoplasmosi; toxoplasmosi congenita
Inglese: toxoplasmosis (ICD-9 130; ICD-10 B58); congenital toxoplasmosis (ICD-9: 771.2; ICD-10 P37.1)

Descrizione

La maggioranze delle persone infette sono asintomatiche; solo in pochi sviluppano i sintomi, perché il sistema immunitario reagisce rapidamente impedendo lo sviluppo della malattia. Tuttavia, le donne in gravidanza e le persone con il sistema immunitario indebolito possono essere incapaci di difendersi da questo parassita.

I sintomi sono simili a quelli dell’influenza, con linfonodi ingrossati o dolori muscolari che durano per un mese o più. I sintomi sono spesso più lievi e quindi la maggior parte delle persone che si infettano non se ne accorgono. Man mano che la risposta immunitaria interviene, la sintomatologia scompare; tuttavia, è stato riscontrato che le cisti possono sopravvivere e che possono riattivarsi se il sistema immunitario è compromesso da patologie o trattamenti successivi.

Complicazioni

Raramente una persona con un sistema immunitario normale può andare incontro a complicazioni. Le persone con il sistema immunitario debole come i bambini sotto un anno, i malati di AIDS, coloro i quali si sottopongono a chemioterapia o hanno recentemente ricevuto un trapianto di organi, possono sviluppare una forma più grave che comporta cerebrite (ascesso cerebrale), corioretinite, polmonite, coinvolgimento generale dei muscoli scheletrici, miocardite, eruzioni maculopapulari o morte.

Contrarre l’infezione durante i primi mesi di gravidanza può provocare la morte del feto, corioretinite, danni cerebrali con calcificazione intracraniche, idrocefalo, microcefalia, febbre, itterro, eruzioni cutaneo, epatosplenomegalia, fluido cerebrospinale xantocromico e convulsioni evidenti alla nascita o subito dopo. Se la donna contrae l’infezione in gravidanza avanzata, le manifestazioni per il bambino saranno di media intensità o subcliniche, e ritardate, come corioretiniti ricorrenti o croniche. Le donne immunodepresse positive al toxoplasma possono riattivare l’infezione quando sono incinte provocando, seppure in rari casi, una infezione al loro bambino.

Decorso

Generalmente i sintomi compaiono da una settimana ad un mese dopo essere venuti in contatto con il parassita. La durata della malattia dipende dallo stato di salute e dal sistema immunitario dell’ospite. Nelle persone con il sistema immunitario molto indebolito, la malattia può essere molto lunga.

Terapia

Una volta confermata la diagnosi, è il medico che decide se è necessario un trattamento. Nelle persone in buona salute e non in stato di gravidanza, non è necessaria di norma alcuna terapia. I sintomi scompaiono in poche settimane.

Le donne incinte o le persone che hanno il sistema immunitario indebolito vengono trattati con antibiotici.


Dose infettiva

Informazioni al momento non disponibili.


Cenni dignostici

La diagnosi è basata sui segni clinici, analisi sierologiche e sulla presenza dell’agente nei tessuti del corpo o nei fluidi stabilita tramite biopsia.

Diagnosi iniziale

Informazioni al momento non disponibili

Conferma

L’aumento dei livelli di anticorpi confermano l’infezione acuta; la presenza di specifiche IgM e/o l’incremento del titolo di IgG di bambini piccoli è una prova definitiva di un’infezione congenita. Alti livelli di IgG possono persistere per molti anni, senza nessuna relazione con un’infezione acuta.

Diagnosi differenziale

Informazioni al momento non disponibili


Tecniche per l’identificazione su alimenti o in ambienti

Informazioni al momento non disponibili.

Tecniche di laboratorio

Informazioni al momento non disponibili.


Diffusione ed epidemiologia

Diffusione

In tutto il mondo in mammiferi e uccelli. L’infezione negli uomini è comune.

In Europa

Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2000, si verificano 1-10 casi di toxoplasmosi congenita ogni 10.000 bambini.

Nel mondo sviluppato

Negli USA più del 60% della popolazione è venuta in contatto con il toxoplasma, ma solo in pochi hanno sviluppato i sintomi.

Nei paesi sottosviluppati

Informazioni al momento non disponibili.

Epidemiologia, gruppi sensibili e resistenza
  • I bambini nati da madri che hanno contratto l’infezione per la prima volta durante o subito prima della gravidanza.

  • Persone con il sistema immunitario molto compromesso, come i malati di AIDS.


Episodi epidemici

Informazioni al momento non disponibili


Modalità di trasmissione

Attraverso i cibi
  • Ingestione di carne cruda o cotta solo in parte, specialmente di suino, ovino o selvaggina. Toccarsi la bocca dopo aver manipolato carne cruda contaminata

  • Contaminazione di coltelli, utensili, taglieri o alimenti che sono stati in contatto con della carne cruda contaminata

  • Il latte crudo (non pastorizzato) di mucca a di capra può contenere tachizoiti. Un'epidemia è stata associata al consumo di latte di capra crudo

Attraverso l’acqua
  • Bevendo acqua contaminata con feci di gatti contenenti le oocisti

Altre modalità
  • Ingestione accidentale di feci di gatto. Questo può accadere se ci si tocca accidentalmente la bocca dopo aver fatto giardinaggio, pulito la lettiera del gatto, o toccato qualunque cosa sia venuta in contatto con le feci di una gatto

  • Dalla madre al feto, se la donna viene in contatto con il parassita per la prima volta durante la gravidanza

  • L'inalazione di oocisti sporulate è stata associata ad un'epidemia

  • Sebbene sia molto raro, il toxoplasma si può trasmettere attraverso trasfusioni o trapianti di organi


Periodo di incubazione

Da 10 a 23 giorni nelle epidemie associate al consumo di carne cruda; da 5 a 20 giorni in epidemie associate ai gatti.


Periodo di comunicabilità

Non si trasmette da persona a persona eccetto che nell’utero. Le oocisti provenienti dai gatti restano infettivi da 1 a 5 giorni dopo essere diffuse e possono rendere infetta l’acqua e la terra umida per circa un anno. Le cisti nella carne di un animale infetto restano infettive finché la carne è commestibile e cruda


Misure Preventive

Queste misure preventive devono essere osservate principalmente dalle donne in gravidanza e da persone con il sistema immunitario indebolito.

Di interesse alimentare
  • Lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo qualunque attività all’aperto, specialmente prima di mangiare e di cucinare

  • Quando si prepara della carne cruda, lavare bene con sapone e acqua calda i taglieri, i lavandini, i coltelli e altri utensili che possono essere venuti in contatto con essa per evitare la contaminazione crociata con altri cibi

  • Lavarsi bene le mani con il sapone dopo aver manipolato carne cruda

  • Cuocere tutta la carne completamente, finché raggiunge la temperatura interna di 72°C  e finché non è più rosa all’interno e i succhi non diventano incolori. Non assaggiare la carne prima che sia completamente cotta

In altri ambiti
  • Indossare i guanti quando si fa giardinaggio o qualunque altra attività che richiede di toccare la terra. I gatti, che di solito possono trasmettere i parassiti attraverso le feci, usano spesso i giardini per i loro bisogni

  • Se si possiede un gatto, evitare che contragga la malattia: tenerlo in casa e nutrirlo con cibi industriali o ben cotti. I gatti si infettano mangiando prede infette o se gli viene data carne contaminata, cruda o poco cotta

  • Non portare un gatto nuovo in casa se può avere trascorso del tempo all’aperto o aver mangiato carne cruda. Evitare in particolare gatti randagi o gattini che hanno le loro abitudini

  • Assicurarsi che ci sia qualcuno in buona salute e non in gravidanza che si occupi di svuotare la lettiera del gatto. Se questo non è possibile, indossare i guanti e pulire la lettiera ogni giorno (il parassita che si trova nelle feci di gatto, impiega uno o più giorni prima di diventare infetto), lavarsi le mani con acqua calda e sapone una volta finito. La lettiera del gatto dovrebbe rimanere coperta quando non è usata

Misure di controllo

Di rilevanza alimentare

Informazioni al momento non disponibili

Di altro genere
  • Nelle infezioni congenite, determinare i titoli di anticorpi nella madre.

  • Nei casi acquisiti determinare i titoli di anticorpi nei familiari e la comune esposizione a feci di gatto, terra, carne cruda o animali infetti.

 


Aggiornamento

L'aggiornamento di questa pagine è curata al momento da LCB (ultimo aggiornamento 28/1/04); se siete interessati a diventare editori, visitate la pagina collaborazioni. Ulteriori risorse sul toxoplasma si possono trovare consultando i siti del CDC americano e dell'Istituto Superiore di Sanità.

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