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Staphylococcus | Glutine | Proteine delle Arachidi | Proteine del latte | Solfiti | Proteine delle uova | Aeromonas hydrophyla | Ameba | Bacillus Cereus | Botulino | Campylobacter | Colera O1 | E. Coli O157:H7 | Epatite A | Helicobacter pylori | Listeria | Salmonella | Shighella | Toxoplasma | Trichellosi | Yersinia | Acrilammide | Aflatossine | Enterobacter sakazakii | Aminoglicosidi | Cadmio | Cloroamfenicolo | Diossine | Metanolo | Methamidophis | Mercurio | Nitrofurano | Tiroide di bovino | Promotori della crescita | Semicarbazide | Streptomicine | Tossine del PSP | Acido benzoico | Allura red AC | Cantaxantina | Carminio | Giallo tramonto | Konjac gel | Nitriti e nitrati | Sudan red 1 | Tartrazina | Insetti | Metalli | Vetro e plastica
Classificazione
Si tratta di un protozoo intracellulare, un coccidio,
parassita dei
mammiferi (soprattutto, gatti, ma anche esseri umani) e uccelli, chiamato Toxoplasma gondii. Appartiene alla famiglia Sarcocystidae,
raggruppati nella classe Coccidia.
Variabilità
E' presente in natura in tre forme diverse: l’oocita,
escreto con le feci dai gatti infetti, la forma proliferativa (trofozoita o
tachizoite) e quella cistica (cistozoite) che si trova invece nei tessuti degli
animali infetti.
Ecologia
Questo parassita completa il suo ciclo solo all’interno
dell’organismo di gatti e di altri felini; questi organismi acquisiscono l’infezione
mangiando mammiferi (principalmente roditori) o uccelli infetti e
raramente entrando in contatto con le feci di altri gatti infetti. La forma
infettiva (oocita) si sviluppa nell’intestino dei gatti dove avviene lo
stadio sessuale del suo ciclo vitale e viene poi rilasciata nell’ambiente
attraverso le feci dopo circa 10-20 giorni. Gli ospiti intermedi sono pecore,
capre, roditori, suini, bestiame, polli e uccelli; tutti possono essere
portatori di uno stadio infettivo del parassita attraverso alcuni tessuti,
specialmente il tessuto muscolare e nervoso. Queste cisti rimangono
trasmissibili per lunghi periodi, forse per l'intera vita dell’animale.
Denominazione
Italiano: toxoplasmosi; toxoplasmosi congenita
Inglese: toxoplasmosis (ICD-9 130; ICD-10 B58); congenital toxoplasmosis
(ICD-9: 771.2; ICD-10 P37.1)
Descrizione
La maggioranze delle persone infette sono asintomatiche; solo in pochi sviluppano i
sintomi, perché il sistema immunitario reagisce rapidamente impedendo lo sviluppo della malattia.
Tuttavia, le donne in gravidanza e le persone con il sistema immunitario
indebolito possono essere incapaci di difendersi da questo parassita.
I sintomi sono simili a quelli dell’influenza, con linfonodi
ingrossati o dolori muscolari che durano per un mese o più. I sintomi sono
spesso più lievi e quindi la maggior
parte delle persone che si infettano non se ne accorgono. Man mano che la
risposta immunitaria interviene, la sintomatologia scompare; tuttavia, è stato
riscontrato che le
cisti possono sopravvivere e che possono riattivarsi se il sistema immunitario è compromesso
da patologie o trattamenti successivi.
Complicazioni
Raramente una persona con un sistema immunitario normale può
andare incontro a complicazioni. Le persone con il sistema immunitario
debole come i bambini sotto un anno, i malati di AIDS, coloro i quali si sottopongono a
chemioterapia o hanno recentemente ricevuto un trapianto di
organi, possono sviluppare una forma più grave che comporta cerebrite (ascesso
cerebrale), corioretinite,
polmonite, coinvolgimento generale dei muscoli scheletrici, miocardite, eruzioni
maculopapulari o morte.
Contrarre l’infezione durante i primi mesi di gravidanza
può provocare la morte del feto, corioretinite, danni
cerebrali con calcificazione intracraniche, idrocefalo, microcefalia, febbre,
itterro, eruzioni cutaneo, epatosplenomegalia,
fluido cerebrospinale xantocromico e convulsioni
evidenti alla nascita o subito dopo. Se la donna contrae l’infezione in
gravidanza avanzata, le manifestazioni per il bambino saranno di media intensità o subcliniche, e ritardate, come corioretiniti ricorrenti o croniche. Le donne
immunodepresse positive al toxoplasma possono riattivare l’infezione quando
sono incinte provocando, seppure in rari casi, una infezione al loro bambino.
Decorso
Generalmente i sintomi compaiono da una settimana ad un
mese dopo essere venuti in contatto con il parassita. La durata della malattia
dipende dallo stato di salute e dal sistema immunitario dell’ospite. Nelle
persone con il sistema immunitario molto indebolito, la malattia può essere
molto lunga.
Terapia
Una volta confermata la diagnosi, è il medico che decide se
è necessario un trattamento. Nelle persone in buona salute e non in stato di
gravidanza, non è necessaria di norma alcuna terapia. I sintomi scompaiono in
poche settimane.
Le donne incinte o le persone che hanno il sistema
immunitario indebolito vengono trattati con antibiotici.
Informazioni al momento non disponibili.
La diagnosi è basata sui segni clinici, analisi sierologiche e sulla presenza dell’agente nei tessuti del corpo o nei fluidi
stabilita tramite biopsia.
Diagnosi iniziale
Informazioni al momento non disponibili
Conferma
L’aumento dei livelli di anticorpi confermano l’infezione
acuta; la presenza di specifiche IgM e/o l’incremento del titolo di IgG di bambini
piccoli è una prova definitiva di un’infezione congenita. Alti livelli di IgG
possono persistere per molti anni, senza nessuna relazione con un’infezione
acuta.
Diagnosi differenziale
Informazioni al momento non
disponibili
Informazioni al momento non disponibili.
Tecniche
di laboratorio
Informazioni al momento non disponibili.
Diffusione
In tutto il mondo in mammiferi e uccelli. L’infezione negli
uomini è comune.
In Europa
Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2000, si
verificano 1-10 casi di toxoplasmosi congenita ogni 10.000 bambini.
Nel mondo sviluppato
Negli USA più del 60% della popolazione è venuta in
contatto con il toxoplasma, ma solo in pochi hanno sviluppato i sintomi.
Nei paesi sottosviluppati
Informazioni al momento non disponibili.
Epidemiologia,
gruppi sensibili e resistenza
-
I bambini nati da madri che hanno contratto l’infezione
per la prima volta durante o subito prima della gravidanza.
-
Persone con il sistema immunitario molto compromesso,
come i malati di AIDS.
Informazioni al momento non disponibili
Attraverso i cibi
-
Ingestione di carne cruda o cotta solo in parte,
specialmente di suino, ovino o selvaggina. Toccarsi la bocca dopo aver
manipolato carne cruda contaminata
-
Contaminazione di coltelli, utensili, taglieri o
alimenti che sono stati in contatto con della carne cruda contaminata
-
Il latte crudo (non pastorizzato) di mucca a di capra
può contenere tachizoiti.
Un'epidemia è stata associata al consumo di latte di capra crudo
Attraverso l’acqua
Altre modalità
-
Ingestione accidentale di feci di gatto. Questo può
accadere se ci si tocca accidentalmente la bocca dopo aver fatto
giardinaggio, pulito la lettiera del gatto, o toccato qualunque cosa sia
venuta in contatto con le feci di una gatto
-
Dalla madre al feto, se la donna viene in contatto con
il parassita per la prima volta durante la gravidanza
-
L'inalazione di oocisti sporulate è stata associata ad
un'epidemia
-
Sebbene sia molto raro, il toxoplasma si può
trasmettere attraverso trasfusioni o trapianti di organi
Da 10 a 23 giorni nelle epidemie associate al consumo di
carne cruda; da 5 a 20 giorni in epidemie associate ai gatti.
Non si trasmette da persona a persona eccetto che
nell’utero. Le oocisti provenienti dai gatti restano infettivi da 1 a 5 giorni
dopo essere diffuse e possono rendere infetta l’acqua e la terra umida per circa
un anno. Le cisti nella carne di un animale infetto restano infettive finché la
carne è commestibile e cruda
Queste misure preventive devono essere osservate
principalmente dalle donne in gravidanza e da persone con il sistema immunitario
indebolito.
Di interesse alimentare
-
Lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo qualunque
attività all’aperto, specialmente prima di mangiare e di cucinare
-
Quando si prepara della carne cruda, lavare bene con
sapone e acqua calda i taglieri, i lavandini, i coltelli e altri utensili
che possono essere venuti in contatto con essa per evitare la contaminazione
crociata con altri cibi
-
Lavarsi bene le mani con il sapone dopo aver manipolato
carne cruda
-
Cuocere tutta la carne completamente, finché raggiunge
la temperatura interna di 72°C e finché non è più rosa all’interno e i
succhi non diventano incolori. Non assaggiare la carne prima che sia
completamente cotta
In altri ambiti
-
Indossare i guanti quando si fa giardinaggio o
qualunque altra attività che richiede di toccare la terra. I gatti, che di
solito possono trasmettere i parassiti attraverso le feci, usano spesso i
giardini per i loro bisogni
-
Se si possiede un gatto, evitare che contragga la
malattia: tenerlo in casa e nutrirlo con cibi industriali o ben cotti. I
gatti si infettano mangiando prede infette o se gli viene data carne
contaminata, cruda o poco cotta
-
Non portare un gatto nuovo in casa se può avere
trascorso del tempo all’aperto o aver mangiato carne cruda. Evitare in
particolare gatti randagi o gattini che hanno le loro abitudini
-
Assicurarsi che ci sia qualcuno in buona salute e non
in gravidanza che si occupi di svuotare la lettiera del gatto. Se questo non
è possibile, indossare i guanti e pulire la lettiera ogni giorno (il
parassita che si trova nelle feci di gatto, impiega uno o più giorni prima
di diventare infetto), lavarsi le mani con acqua calda e sapone una volta
finito. La lettiera del gatto dovrebbe rimanere coperta quando non è usata
Di rilevanza alimentare
Informazioni al momento non disponibili
Di altro genere
-
Nelle infezioni congenite, determinare i titoli di
anticorpi nella madre.
-
Nei casi acquisiti determinare i titoli di anticorpi
nei familiari e la comune esposizione a feci di gatto, terra, carne cruda o
animali infetti.
L'aggiornamento di questa pagine è curata al momento da LCB (ultimo
aggiornamento 28/1/04); se siete interessati a diventare editori, visitate la
pagina collaborazioni.
Ulteriori risorse sul toxoplasma si possono trovare consultando i siti del
CDC
americano e dell'Istituto
Superiore di Sanità.
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