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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

      

Se siete interessati a inviarci osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una notizia, scrivete liberamente a collaborazioni@sicurezzadeglialimenti.it.


Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Novembre 2004


N. 40/2004 19 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

Il Regolamento Europeo 1935/2004 apre le porte ai materiali a contatto con gli alimenti (buste, plastiche, forchette, ecc.) "attivi" (che proteggono l'alimento dal deterioramento rilasciando specifiche sostanze) oppure "intelligenti" (che informano il consumatore sullo stato dell'alimento), oltre ad introdurre altre novità nel settore. Sono state intanto presentate le richieste di esenzione dall'etichettatura di prodotti derivati da allergeni, ai sensi della direttiva 2003/89; la strada sembra decisamente in salita. Un nuovo studio sulla vCJD (la malattia causata nell'uomo dalla BSE) indica che potrebbero esservi forme diverse dello stesso morbo, con trasmissione secondaria diversa. Riportiamo anche un episodio epidemico complesso riguardante E. coli O157:H7. Sul fronte dell'alimentazione infantile, segnaliamo invece nuovi dati preoccupanti sull'anice stellato usato per le coliche dei bambini e un'opinione EFSA sul controllo di E. sakazakii e Salmonella nei latte per l'infanzia.

2. Listeria monocytogenes nelle olive verdi da tavola

Uno studio condotto dal dipartimento di Orto Floro Arboricoltura e Tecnologie Agro-Alimentari dell'università di Catania, dal dipartimento di Biotecnologie per il Monitoraggio Agro-Alimentare ed Ambientale dell'università di Reggio Calabria e dal dipartimento di Scienze Agrarie dell'università di Modena and Reggio Emilia ha rilevato la presenza del batterio Listeria monocytogenes nelle olive verdi da tavola. Nel lavoro è stata valutata la presenza di microorganismi in differenti cultivar di olive verdi fatte fermentare con colture iniziali di batteri dell'acido lattico (Lactobacillus plantarum, Lactobacillus casei, and Lactobacillus pentosus).
IL processo di fermentazione è stato monitorato misurando il pH, la presenza di acidi e la crescita dei batteri dell'acido lattico in un lungo periodo di tempo. durante il processo di fermentazione i batteri dell'acido lattico e i lieviti erano le più importanti popolazioni microbiche presenti. La sicurezza microbiologica è stata valutata attraverso l'analisi di Listeria monocytogenes. I risultati hanno dimostrato che L. monocytogenes è in grado di sopravvivere e crescere nelle olive verdi da tavola. Questo batterio è stato trovato in uno dei campioni commerciali analizzati e in tutti i campioni vecchi più di due mesi, indipendentemente dalla cultivar di olive, dal batterio utilizzato in partenza,  dal pH o dal trattamento applicato.

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3. Verdure: colore significa nutrizione

Anche i colori nelle verdure hanno il significato di nutrizione. E' quello che hanno provato recentemente dei ricercatori del Vegetable Crops Research Unit in Madison (Wisconsin) con la loro nuova linea di carote coltivate di vari colori: giallo, arancione scuro, rosso brillante e porpora. Le carote gialle, infatti, devono il loro colore alle xantofille, pigmenti che sono stati associati alla buona salute degli occhi. Il licopene, un carotene trovato in pomodoro, è stato indicato come sostanza che impedisce la formazione di certi tipi di cancro e dà alle carote il loro colore rosso brillante. Le carote porpora, invece, contengono gli antociani, antiossidanti potenti che possono curare i le cellule somatiche dagli effetti distruttivi dei radicali liberi.

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4. Temperature corrette per la conservazione degli alimenti in casa

Uno studio effettuato a Upsala in Svezia ha messi in luce il fatto che la mancanza di informazioni sulle temperature corrette per conservare i cibi in casa limita la nostra capacità di valutare i pericoli connessi al rischio microbiologico. Questo studio ha messo in rilievo queste limitazioni raccogliendo dati sulle temperature di conservazione di alimenti refrigerati e facendo un sondaggio statistico. I consumatori di 102 famiglie di Upsala, Svezia, sono stati incaricati di comprare sette articoli alimentari (la carne tritata, i filetti di aringhe freschi, il formaggio molle, latte, il prosciutto cotto, salmone affumicate impacchettato sotto vuoto e insalata pronta da mangiare) e a conservarli utilizzando le loro pratiche normali. Il giorno seguente sono stati intervistati e le temperature dell'alimento sono state misurate. Le temperature medie di conservazione misurate variavano da 6.2°C per carne tritata a 7.4°C per insalata pronta da mangiare. Le temperature massime variavano da 11,3 a 18.2°C. I dati non erano significativamente differenti da una distribuzione normale, tranne insalata pronta da mangiare. Dal 5 al 20% degli articoli sono stati conservati a una temperatura superiore a quella dichiarata dalla maggior parte (10°C). La mancanza maggiore che è stata notata è che quasi nessun intervistato conosceva la temperatura a cui conservava gli alimenti in casa sua. La situazione attuale potrebbe essere migliorata se i consumatori potessero essere persuasi di utilizzare un termometro per tenersi al corrente della temperatura del frigorifero.

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5. Hockey ed Escherichia coli

30 persone sono state coinvolte in Canada in un episodio epidemico causato da E. coli O157 e legato al consumo di carne di hamburger poco cotta nell'ambito di un campo estivo di hockey per bambini. Dei 30 casi, 21 sono risultati legati al consumo diretto della carne poco cotta, 6 a contaminazione da persona persona durante il campo e 3 a trasmissione secondaria nelle case dei bambini coinvolti. La carne coinvolta è stata ritirata immediatamente dal commercio ed è risultata contaminata con lo stesso profilo genetico del ceppo responsabile dei casi di malattia. Due bambini hanno sviluppato la sindrome  uremico-emolitica e il 30% circa è stato ospedalizzato.

** Escherichia coli O157 è un ceppo molto pericoloso. Sebbene meno comuni in Italia che in altri paesi, le infezioni causate da questo batterio sono molto pericolose per bambini e adulti. Questo episodio è istruttivo per la presenza di casi primari e secondari e per la reazione delle autorità e della comunità. La cottura completa della carne macinata rimane il primo strumento di prevenzione.

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6. Salute infantile: evitare l'anice stellato e seguire gli obiettivi per Enterobacter sakazakii

L'anice stellato, utilizzato in tisane come rimedio delle coliche infantili, può essere pericoloso perché l'anice stellato cinese (Illicium verum), generalmente ritenuto sicuro, può essere mescolato accidentalmente con anice stellato giapponese (Illicium anisatum), che è invece tossico. I due tipi di anice non sono distinguibili visivamente, ma solo mediante analisi chimiche. Fino al 2004, la FDA americana (Food and Drug Administration) contava 40 casi di convulsioni, tra cui 15 bambini, e concludeva di non consumare il prodotto. La raccomandazione ancora valida è di non consumare anice stellato come tisana. Un recente articolo su Pediatrics documenta 7 casi nei bambini e raccomanda controlli molto severi; inoltre si sconsiglia assolutamente il suo uso per i bambini.

Il comitato BIOHAZ dell'EFSA (Agenzia Europea di Sicurezza Alimentare) suggerisce di fissare un PO (Perfomance Objective) per la presenza di E. sakazakii e Salmonella nel latte per l'infanzia di assenza in 1, 10 o 100 kg, agendo prevalentemente sulle Buone Pratiche Igieniche. Si tratta di patogeni molto pericolosi, anche a basse concentrazioni, per i bambini prematuri. Nel caso di E. sakazakii, il controllo in fase produttiva resta ancora difficile. La verifica di questo PO andrebbe quindi fatta nell'ambiente di produzione oltre che nel prodotto finito, misurando le Enterobacteriaceae. Il rapporto contiene molte altre conclusioni importanti.

** La sicurezza degli alimenti è ancora più importante quando riguarda alimenti destinati all'infanzia. Nel caso dell'anice stellato, il suggerimento resta quello di evitare il prodotto nel caso dei bambini. L'importazione e l'utilizzo di prodotti erboristici deve essere ispirata alla massima cautela; è importante che gli erboristi siano i primi a fornire informazioni adeguate ai consumatori e a verificare i prodotti che gli vengono forniti. Per quanto riguarda l'Enterobacter sakazakii, l'opinione avrà probabilmente riflessi normativi. Per il momento essa è di importanza per produttori, pediatri e reparti di neonatologia.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 46/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
08/11/2004 polibutadiene Frutta e verdura varia Francia Francia
08/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Polvere di peperoncino Via Regno Unito Regno Unito
08/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) e presenza del patogeno Salmonella sierotipo Aequatoria Polvere di peperoncino macinato Cina Regno Unito
08/11/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Puro olio di palma "Zomi" Ghana Regno Unito
09/11/2004 Presenza dei patogeni Salmonella serotipo anatum, Citrobacter freundii e Escherichia coli Quarti anteriori di carne bovina surgelata Botswana via Germania Norvegia
09/11/2004 Presenza di residui proibiti di cloramfenicolo e di trimethoprim Pappa reale in polvere Vietnam via Paesi Bassi via Spagna Germania
09/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Germania via Svezia Italia
09/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Pesce "a la bordelaise" surgelato Germania Francia
09/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio con aglio ed erbe Francia Francia
09/11/2004 Rischio di Avvelenamento amnesico da molluschi (ASP) Capesante Francia Francia
10/11/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Bistecche di tonno Indonesia via Paesi Bassi Danimarca
10/11/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Filetti di tonno varietà pinne gialle surgelati (Thunnus albacares) Indonesia via Paesi Bassi Danimarca
10/11/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Tonno Vietnam via Paesi Bassi Daniamrca
11/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi con guscio Iran Grecia
11/11/2004 Livelli pericolosi di solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) Gamberetti freschi cotti (Penaeus vannamei) Francia Italia
11/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia via Danimarca Italia
11/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi con guscio tostati e salati Iran via Germania Italia
12/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Gorgonzola Italia via Francia Norvegia
12/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
 
Commenti specifici
  • Il polibutadiene è usato nelle plastiche, è stato proposto anche nei materiali a contatto con gli alimenti. In Europa è inserito nella lista 9 (sostanze non valutabili)
  • Continua il problema della Listeria nel gorgonzola italiano

N. 39/2004 12 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

I numerosi riscontri dei coloranti vietati della serie Sudan (in pratica, quasi solo Sudan IV) nell'olio di palma apre un nuovo fronte per il controllo di questi coloranti tossici e vietati. Studi spagnoli confermano che l'anguilla può contenere elevati livelli di metalli pesanti, rispetto ad altri pesci; in Norvegia, l'efficacia del vino è stata riscontrata nel controllo dei patogeni alimentari. Uno studio italiano molto interessante mette in luce l'ampia prevalenza, sul mercato italiano, di molluschi contaminati da varie specie del genere Vibrio ; inoltre, i parametri microbiologici di legge non permettono di controllare questo rischio. Infine, uno studio americano indica che il miglior modo per rendere definitivo il superamento dell'allergia alle arachidi è il forte consumo delle stesse.

2. Sudan Red nell'olio di palma

Negli ultimi dieci giorni, le autorità britanniche hanno identificato ben sei oli di palma contaminati con Sudan Red IV (scarlet red). Il nostro Ministero, nel trimestre luglio-settembre 2004, aveva segnalato ben 14 notifiche europee relative a questo prodotto, quasi tutte coinvolgenti prodotti del Ghana (uno della Nigeria), scoperti dalle autorità inglesi. Si tratta prevalentemente di prodotti venduti con camioncini e direttamente nei negozi nel Regno Unito. Non vi sono segnalazioni provenienti dall'Italia.

** L'olio di palma è un ingrediente importante dell'industria alimentare e cosmetica. L'aggiunta del colorante Sudan IV sembra finalizzata ad alterarne il colore (per simulare la presenza di carotene che gli conferisce il colore caratteristico) e diretta più al consumatore finale che all'alterazione della materia prima. Tuttavia, è giusto che l'attenzione resti elevata per chi utilizza questo ingrediente nei suoi prodotti. Il legame tra Ghana ed India (il paese dove per primo è stato appurato l'uso di questo colorante tossico) pare sia nelle imprese di export-import africane che sono gestite da indiani.

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3. L'anguilla europea è più pesante della trota fario

In Spagna, uno studio recente ha rilevato la presenza di livelli elevati dei metalli pesanti rame, cadmio, piombo e mercurio, con accumulo preferenziale nel fegato (l'organo della disintossicazione per eccellenza) rispetto al muscolo (il tessuto più importante per consumo umano) della trota fario (Salmo trutta fario) e dell'anguilla europea o comune (Anguilla anguilla). Gli esemplari studiati sono stati trovati in due fiumi spagnoli in cui entrambe le specie sono solitamente pescate per il consumo umano. Questo studio ha anche evidenziato che l'anguilla europea accumula più contaminanti nocivi per il consumo umano della trota fario, poiché contiene complessivamente concentrazioni più elevate di metalli e un accumulo maggiore di mercurio nei muscoli.

** I prodotti ittici sono una componente essenziale di una dieta equilibrate e sana. La presenza di contaminanti presenta normalmente un rischio inferiore al beneficio che se ne può trarre. Tuttavia, è importante ridurre al minimo la contaminazione soprattutto nei pesci come l'anguilla con un forte potenziale benefico grazie agli alti livelli di omega-3, controllando l'inquinamento umano e riducendo il consumo di pesci provenienti da aree più inquinate. Per chi si occupa di pesca e prodotti della pesca, può essere interessante valutare la contaminazione nei prodotti trattati. Per i consumatori sono necessarie ulteriori studi prima di dare consigli sull'alimentazione, se non per le donne in gravidanza per cui il consumo di anguilla può essere sconsigliato.

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4. Il vino fa male ai patogeni

Escherichia coli O157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella typhimurium e stafilococco aureo si sono dimostrati sensibili all'azione battericida del vino, con una riduzione netta fino a 6 log dopo una esposizione di soli 10 minuti (Salmonella typhimurium in vino rosso). Il vino, sia rosso che bianco, senza solfiti aggiunti, è stato studiato per la sua attività antibatterica contro cellule in fase stazionaria da un gruppo di ricercatori norvegesi.  Il potere battericida è dovuto all'azione sinergica di acidi organici, alcool e bassi valori di pH che insieme creano condizioni pessime per la vita di questi batteri. Lo stafilococco è risultato il germe più resistente.

** L'efficacia del vino contro i patogeni alimentari più importanti è un dato interessante, anche se non del tutto nuovo. Studi precedenti avevano portato qualcuno a consigliare il vino per prevenire la diarrea durante viaggi nei paesi a rischio. Le proprietà anti batteriche del vino possono essere oggetto di studi anche con notevoli applicazioni pratiche.

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5. Vibrioni senza indizi nei molluschi pugliesi

E' stata condotta una indagine per accertare l'eventuale presenza di Vibrio, di Escherichia coli, di coliformi fecali e di salmonella in 644 campioni di molluschi venduti (prevalentemente cozze) nella regione della Puglia. Vibrioni sono stati trovati in 278 campioni (43%) e i livelli di E. coli e di coliformi fecali erano sopra al limite stabilito dalla legge, rispettivamente, in 27 e 34 campioni (4 e 5%). Salmonella non è stata isolata da nessun campione. I vibrioni isolati erano V. alginolyticus (nel 30% dei campioni; basso rischio di patogenicità), seguito da V. parahaemolyticus (8% dei campioni; medio rischio di patogenicità), V. vulnificus (3% dei campioni; alto rischio di patogenicità), V. damsela (2% dei campioni; basso rischio di patogenicità), e V. cholerae non-O:1 (0.3%). Poiché la maggioranza dei batteri del genere Vibrio sono stati isolati da campioni che erano entro i limiti legali per coliformi fecali ed E.coli, non sembra esserci una relazione fra la presenza dei microrganismi di origine fecale e la presenza dei vibrioni patogeni.

** In un campione su 10 circa, la presenza di vibrioni potenzialmente pericolosi per la salute quali V. vulnificus e V. parahaemolyticus è preoccupante soprattutto perché la sorveglianza e la prevenzione per eliminare i molluschi contamiati si basa sulla ricerca di indicatori di contaminazione fecale come E. coli e coliformi. Lo studio suggerisce che questo approccio non è corretto. Prima che queste informazioni vengano recepite a livello di regolamentazione nazionale o europea, le autorità locali potrebbero forse facilitare il processo tutelando la produzione locale e la sicurezza della popolazione. Per chi produce o distribuisce molluschi, è importante valutare se adeguare i piani HACCP e di controllo analitici a questi dati.

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6. Come superare definitivamente l'allergia alle arachidi? Mangiando più arachidi

Tra i bambini che hanno superato l'allergia alle arachidi, il rischio di una "ricaduta" è minore in bambini che mangiano regolarmente arachidi e derivati delle arachidi rispetto a bambini che continuano, per paura, prudenza o abitudine, a non mangiarne affatto. In uno studio pubblicato nell'edizione di novembre di JACI, la più prestigiosa rivista scientifica sulle allergie, studiosi dell'università Johns Hopkins (Baltimora, USA) affermano che i bambini che hanno superato un'allergia alle arachidi dovrebbero mangiare forme concentrate di prodotti dell'arachide, come il burro di arachidi, le arachidi sgranate o le caramelle a base di arachidi almeno una volta al mese per indurre una tolleranza stabile a questo allergene. Tuttavia, non sono ancora chiare le cause delle "ricadute".

** Le allergie alimentari hanno un impatto significativo sulla vita delle persone e dei bambini in particolare. Inoltre, questo impatto diventa anche economico non solo per le famiglie, ma anche per i produttori di alimenti. Risolvere il problema a monte riducendo il numero di persone che non possono mangiare alimenti sicuri per la maggioranza della popolazione (come le arachidi) sarebbe dunque molto importante. Lo studio americano non solo offre spunti per comprendere meglio il meccanismo delle allergie, ma offre anche spunti pratici per la gestione delle allergie da parte degli allergologi. Non si tratta invece di indicazioni che possono essere messe in atto a livello domestico, senza la consulenza di un medico serio.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 45/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
03/11/2004 Livelli eccessivi di diossine Argilla per caolino Germania Paesi Bassi
03/11/2004 Livelli eccessivi dei pesticidi acephate e methamidophos Peperoncini rossi (spitz paprika) Ungheria Germania
03/11/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1, Sudan IV Spezie per grill e per fritture Paesi Bassi Danimarca
03/11/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Curcuma (curcuma longa) India Cipro
03/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne in pezzi surgelata Italia Francia
04/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
04/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi con guscio tostati e salati (pistacchi crudi dagli Stati Uniti) Germania via Svezia Finlandia
04/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (ocratossina A) Uvetta sultanina iraniana Iran via Germania Lettonia
04/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (ocratossina A) Uvetta sultanina iraniana Iran via Germania Lettonia
04/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella sierotipo typhimurium DT 104 Filetti di maiale Danimarca Danimarca
05/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
05/11/2004 Livelli eccessivi di Bacillus licheniformis Pepe nero (intero o in polvere) Via Regno Unito Irlanda
05/11/2004 Presenza di un corpo estraneo Fiocchi di avena Polonia Lettonia
05/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
05/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella gruppo C1 Menta piperita Via Paesi Bassi Germania
05/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne di maiale e chitterlings (preparazioni a base di intestino di maiale) Spagna Italia
Commenti specifici
  • Questa settimana è presenti una notifica di allerta riguardante i mangimi per animali, distinti con il colore verde. Concerne la presenza di diossina nell'argilla utilizzata per produrre i mangimi al centro di una recente emergenza olandese

N. 38/2004 05 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

Riportiamo la proposta di aggiungere gli steroli vegetali ai succhi di frutta presentata da parte della Coca Cola alle autorità britanniche per tutta l'Europa; paradossalmente, per ridurre il rischio cardiovascolare, si potrà usare queste bevande funzionali prima che si possa scrivere che l'olio d'oliva ha, a questo proposito, un effetto positivo (negli USA, questo si potrà fare tra breve, è la nostra quinta notizia). In Olanda è esplosa una crisi relativa alla diossina nelle patate usate come mangimi. Tra Unione Europea e altri grandi paesi è scontro su aflatossine e altre micotossine. Infine riportiamo i sempre interessanti rapporti ministeriali sulle segnalazioni europee di allerta.

2. La Coca Cola farà bene

La Coca Cola intende aggiungere steroli vegetali in succhi di frutta nettari e succo di pomodoro. A tal fine ha presentato la domanda alla Food Standards Agency (Agenzia di Sicurezza Alimentare) britannica. Gli steroli sono anche utilizzati dall'industria alimentare in quanto abbassano i livelli di colesterolo ed essi sono naturalmente presenti a basse concentrazioni negli oli vegetali. la Coca Cola propone di aggiungere lo 0,4 % di fitosteroli ai succhi di frutta. Le persone interessate potranno inviare un commento alle autorità britanniche entro il 23/11 seguendo i link riportati sotto.

** La valutazione sulla sicurezza degli steroli come additivi dovrà essere accurata proprio per la loro azione sull'organismo umano. Tuttavia, potrebbe trattarsi di una soluzione interessante anche per altri produttori. Poiché il giudizio della comunità scientifica è favorevole, potrebbe essere un'ipotesi interessante anche per i consumatori, nel campo degli alimenti funzionali.

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3. Patate diossiniche

In Olanda, 140 allevamenti di bovini, suini e ovini sono stati isolati perché sospettati di aver involontariamente utilizzato patate contamiante con elevati livelli di diossine. La decisione è stata presa dal Ministro dell'Agricoltura dopo che il latte proveniente da una delle aziende era identificato come molto contaminato. Le bucce di patate usate nell'alimentazione animale sarebbero state lavorate, con lo scopo di separare le patate di buona qualità da quelle di bassa qualità, con argilla contaminata. Si attendono i risultati delle analisi per ammettere le carni nella catena alimentare; i livelli nel latte erano bassi, ma la situazione nei grassi potrebbe essere diversa. Successivamente, grazie al sistema europeo RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed, Sistema Rapido di Allerta per Alimenti e Mangimi) e alla rintracciabilità, le aziende bloccate sono state 162 in Olanda, 3 in Germania e 8 in Belgio perché hanno usato il mangime incriminato. Le autorità europee stanno ora indagando i clienti dell'azienda tedesca fornitrice dell'argilla.

** La diossina è cancerogena, anche se a basse dosi viene ritenuta incapace di causare il cancro. Il caso dei polli alla diossina, dovuto a mangimi contaminati, ha causato seri problemi al Belgio nel 1999 e spiega la grande cautela delle autorità olandesi. E'positivo riscontrare che il sistema di rintracciabilità abbia funzionato permettendo un'azione rapida e specifica. Per chi usa nei mangimi bucce di patate è opportuno informarsi rapidamente sui sistemi di produzione utilizzati dai fornitori; questa informazione può essere poi passata a valle ai clienti di prodotti carnei e di latticini, soprattutto se provenienti dall'Olanda. Per tutto il settore mangimistico e della zootecnia si tratta di un incentivo ad introdurre sistemi funzionanti di rintracciabilità. Per i consumatori al momento non esistono motivi di allarme, mentre le autorità capiscono l'estensione del fenomeno (anche rispetto all'utilizzo di argilla contaminata).

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4. Aflatossine e Deossivalenone all'esame Codex

Secondo l'Unione Europea, il livello di aflatossine nei prodotti trasformati o comunque per gli alimenti pronti al consumo consentito in pistacchi, mandorle e nocciole dovrebbe essere di 2 µg aflatossina B1/kg o 4 µg totali/kg e si oppone strenuamente al livello di 15 µg/kg di aflatossine totali proposto dal Codex (nessun livello specifico per la più pericolosa aflattossina B1). Per mandorle, nocciole e pistacchi da trasformare, l'Unione Europea non deve superare 10 µg aflatossine/kg e 5 µg aflatossina B1/kg, secondo il principio ALARA (As Low As Reasonably Achiavable, Quanto più ragionevolmente basso possibile). Altri paesi, tra cui Argentina, Brasile, Cuba, India, Kenya, Sud Africa, Turchia e Iran, sostengono il livello Codex, anche notando che il 44% delle importazioni rifiutate dalla UE sarebbero state accettate a questo livello. Gli Stati Uniti, interpretando in maniera diversa il principio ALARA e tenendo in conto del commercio internazionale, sponsorizzano addirittura un livello di 20 µg aflatossine/kg.

Il Codex aveva rimandato l'anno scorso la decisione sui livelli massimi di DON (deossivalenone) nei cereali, un'altra micotossina, perché i dati erano ancora insufficienti. Anche su questo punto l'Unione Europea ha inviato dati indicanti che i bambini europei potrebbero essere esposti a livelli vicini ai livelli di pericolo stabiliti dal comitato OMS/FAO sui contaminanti alimentari (JEFCA).

** Le micotossine hanno un impatto acuto su alcune popolazioni umane che è indubbio (un centinaio di morti in Kenya quest'estate); l'impatto sfavorevole in zootecnia è anch'esso fuori discussione. Dibattuto è invece il loro effetto cronico sull'uomo (non in assoluto, che è certamente assai nocivo, ma in rapporto alla dieta) e quindi sulla necessità di contenerne al massimo la quantità consumata. Le dichiarazioni di molti scienziati italiani rilasciate nel contesto degli OGM lascerebbero supporre che il rischio sia significativo, ma altri studi dimostrerebbero il contrario. Mancano dunque studi conclusivi anche dal punto di vista epidemiologico. Si tratta di un argomento da seguire per chi tratta nocciole, mandorle e pistacchi, ma anche cereali.

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5. Segnalazioni europee: ancora Sudan

Durante l'estate 2004, si è osservato un 20% di notifiche comunitarie in più rispetto al trimestre precedente; in Italia l'incremento di notifiche interne (operate da ASL e Assessorati Regionali) è stato addirittura del 52%. Anche questo trimestre ha visto una larga prevalenza di notifiche legate a pericoli chimici (micotossine e ancora una volta Sudan). Tra i pericoli microbiologici, continuano a prevalere Salmonella e Listeria, mentre Campylobacter si rivela come causa emergente di allerta in prodotti carnei (circa il 10%), quasi tutti sulla base di notifiche italiane. Anisakis è praticamente l'unico parassita segnalato. Il Sudan si ritrova ora anche in prodotti di colore arancione, come l'olio di palma proveniente dall'Africa, mentre diminuisce l'incidenza dei prodotti italiani sul totale delle segnalazioni. Continua la problematica relativa alla presenza di solfati nei gamberetti importati dalla Francia.

** Continua l'eccellente lavoro di informazione del Ministero della Salute. Purtroppo il problema del Sudan si estende invece di essere risolto; sarà interessante comprendere i meccanismi per cui una frode originariamente indiana si è diffusa nel mondo. L'aumentato interesse italiano per Campylobacter non è in linea con quanto generalmente praticato a livello di sorveglianza (scarsa attenzione a questo patogeno), ma non sorprende data l'elevata prevalenza riportata nel pollame per questo organismo. I rapporti sono quindi una lettura importante per chiunque si occupi di sicurezza di alimenti; sono invece di difficile interpretazione per il consumatore.

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6. L'olio di oliva fa bene: si può dire, almeno negli USA

"Dati scientifici limitati e non conclusivi suggeriscono che mangiare circa 2 cucchiai da tavola (23 grammi) di olio di oliva ogni giorno può ridurre il rischio di danno coronarico grazie ai grassi monoinsaturi dell'olio di oliva. Per ottenere questo possibile beneficio , l'olio di oliva deve sostituire nella dieta una quantità equivalente di grasso saturo e non aumentare il numero totale di calorie che mangiate in un giorno. Una porzione di questo prodotto [ nome dell'alimento in vendita ] contiene [ x ] grammi di olio di oliva." Questa è la claim approvata dalla FDA americana (Food and Drug Administration), che si potrà apporre sulle bottiglie di olio d'oliva. Anche se le prove erano inconclusive, poiché la malattia coronarica è la prima causa di morte negli USA, per offrire la possibilità ai consumatori di una dieta più sana, la FDA ha usato i suoi poteri discrezionalmente.

** Le "health claim" possono essere uno strumento utile per incoraggiare un'alimentazione sana. L'evidenza scientifica suggerisce che l'olio d'oliva si meriti questo genere di riconoscimento, che sarebbe giusto riservargli anche in Europa. Per chi esporta olio negli USA, questa è una buona notizia. Per chi opera in Italia, è importante seguire l'evoluzione della normativa europea sulle health claim. Per i consumatori, si può già da ora seguire i consigli americani (se non lo si fa già).

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 44/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
25/10/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Pancetta di maiale affumicata (poitrine fumée) Belgio Francia
25/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella sierotipo Give Mangime per animali da compagnia Paesi Bassi Svezia
26/10/2004 Residui di farmaci veterinari vietati nitrofurano (metabolita) - nitrofurazone (SEM) Gamberetti interi surgelati(Litopenaeus vannamei) Brasile Paesi Bassi
26/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Cuore di maiale surgelato Spagna Italia
27/10/2004 Rischio BSE (importazione illegale) Carne bovina Portogallo Francia
28/10/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1, Sudan IV Paprica rossa piccante in pezzi Paesi Bassi Germania
28/10/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Paprica dolce Paesi Bassi Germania
28/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro (Scomber Scombrus) Danimarca Italia
29/10/2004 Proteine del latte di capra (ingrediente non autorizzato) preparato a base di latte di capra per lattanti Nuova Zelanda via Regno Unito Finlandia
29/10/2004 Presenza dei patogeni Listeria monocytogenes e Salmonella sierotipo typhimurium Chorizo "Doux" (Salume tipico spagnolo) Spagna Francia
29/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber Scombrus) Danimarca Italia
29/10/2004 Rischio di Sindrome paralitica da molluschi (PSP) e di Avvelenamento amnesico da molluschi (ASP) Capesante (Pecten maximus) Regno Unito Italia
29/10/2004 Materiali a rischio di BSE (SRM) Quarti posteriori di bovino dichiarati falsamente di età inferiore a 12 mesi Polonia Italia
29/10/2004 Presenza del patogeno Stafilococco coagulase positivo Polpa di Gamberetti (Panalus borealis) Polonia Polonia

 


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