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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Settembre 2005


N. 34/2005 30 settembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Negli Usa la FDA americana è oggetto di polemica per aver permesso l'inserimento sulle etichette dei prodotti alimentari di frasi che ne declamano proprietà salutari anche senza prove scientifiche certe. In Inghilterra la FSA rassicura i consumatori sul contenuto di nitrato in spinaci e lattuga; secondo l'agenzia i limiti europei sono troppo restrittivi. In Russia l'epatite A continua a dilagare; più di mille i casi e ad essere indagata è l'acqua. Il BfR tedesco ha recentemente trovato dei composti associati al processo di plastificazione in campioni di olio d'oliva; è ancora poco chiara la fonte di contaminazione. Con la firma del decreto sulla passata di pomodoro l'Italia chiarisce le differenze di qualità tra due tipi di prodotti attualmente venduti sotto lo stesso nome.

2. Polemica sui richiami di salute autorizzati dalla FDA

La FDA americana, pressata dalle industrie alimentari, ha deciso recentemente di permettere l’inserimento delle cosiddette "health claim" (descrizioni degli effetti benefici di un alimento, definite a livello UE come "informazioni sulla salute") sulle etichette dei prodotti alimentari, senza richiedere prove convincenti delle affermazioni. Con questa nuova politica la FDA permette alle industrie alimentari di inserire in etichetta una "health claim" sulla base di quanto sembrano suggerire alcuni dati, anche se incompleti,  purché sia scritto chiaramente che questi dati sono incompleti e inconclusivi. Un esempio di questa nuova politica della FDA è l’autorizzazione, che la stessa FDA ha recentemente rilasciato a riportare sull’etichetta del te verde la dicitura che questo prodotto può ridurre il rischio di cancro al seno e alla prostata, anche se in realtà questo è molto improbabile che sia vero.

Nel 1990 una legge richiedeva alla FDA di autorizzare solo quelle claim che sono supportate da studi scientifici significativi e la FDA si è attenuta a questa politica fino al 2002, cambiandola in seguito anche su pressione delle corti. Un'organizzazione di consumatori, il Centro per la Scienze nel Pubblico Interesse (CSPI), infatti, sostiene che la FDA permettendo questi richiami di salute dubbi confonde i consumatori. Il Centro sostiene anche che un recente studio della FDA stessa dimostra che questi richiami di salute preliminari sono spesso ingannevoli e che quindi la FDA stessa non dovrebbe autorizzarli.

** L'interesse dei consumatori per i benefici sanitari degli alimenti è crescente; di pari passo, è aumentata enormemente la quantità di informazioni che i consumatori stessi ricevono dai media, spesso in maniera scorretta e confusa. Inserire in etichetta informazioni parziali o fuorvianti, comunque non chiare per il consumatore, danneggia nel lungo periodo la credibilità dell'industria stessa, diminuisce la fiducia dei consumatori nelle autorità e nella comunità scientifica, soprattutto se queste informazioni sono collegate ad un'etichetta, che il consumatore si aspetta "vera" per legge. Non si tratta dunque di una strada da auspicare, in mancanza di evidenze scientifiche robuste, sia per i prodotti italiani esportati verso gli USA, né per una simile regolamentazione in Europa.

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 3.Nitrati in lattuga e spinaci: secondo la FSA i limiti europei sono troppo restrittivi

Un monitoraggio condotto dall’Agenzia di Sicurezza Alimentare inglese (FSA) ha mostrato che i livelli di nitrato in lattuga e spinaci sono generalmente bassi e non creano problemi alla salute dei consumatori. Infatti una stima dell’assunzione di nitrato dai dati di monitoraggio mostra che anche alti livelli di questo composto in lattuga e spinaci non causa il superamento della dose accettabile di assunzione giornaliera (ADI), posto a 3,7 mg per kg di peso corporeo al giorno da un comitato di esperti, nemmeno in coloro che mangiano grandi quantità di queste verdure.

Durante tutto il 2004 un totale di 118 campioni di lattuga sono stati analizzati; 12 di questi (il 10%) sono risultati al di sopra dei limiti europei. Dei 41 campioni di lattuga iceberg analizzati, 9 (il 21%) hanno superato i limiti consentiti; mentre solo 5 (13%) campioni di spinaci su 40 analizzati non sono risultati in regola con questi limiti. Questi livelli massimi di nitrati in lattuga e spinaci sono stati stabiliti dalla legislazione europea, ma sono in corso delle discussione sulla loro applicabilità nel Regno Unito. Inoltre c’è da sottolineare il fatto che il nitrato si trova naturalmente in piante e vegetali e i suoi livelli in questi organismi non sono dovuti soltanto ai fertilizzanti, ma anche alle diverse varietà di piante che ne accumulano più o meno a seconda della specie, alle condizioni di crescita e, in modo particolare alla quantità di luce assunta dagli organismi.

** Nonostante la presenza di nitrati nel suolo sia naturale, in realtà, spesso a causa di fertilizzazioni eccessive, il nitrato aumenta i suoi livelli nelle verdure e rischia così di creare problemi alla salute dei consumatori. Va quindi evitato l’uso eccessivo di fertilizzanti, seguendo le buone pratiche agricole. Il monitoraggio dei prodotti è quindi opportuno, anche per chi utilizza questi prodotti su larga scala, sia per distribuirli che per preparare insalate di quarta gamma, o per la surgelazione. Dal punto di vista dei consumatori, i prodotti dell'agricoltura biologica hanno generalmente livelli inferiori di nitrati.

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4.Più di 1000 casi di Epatite A in Russia: indagata l’acqua

Dai primi di settembre del 2005, a Nizhny Novgorod, una città della Russia, più di 1000 persone, colpite dall’epatite A, sono state ricoverate in ospedale. L'epidemia, di notevoli proporzioni è probabilmente collegata al consumo di acqua contaminata. Infatti in questa zona sono stati identificati subito 350 casi, ma la sorgente del focolaio sembra non essere puntiforme, e comunque non circoscritta a questa zona. L'epidemia si è poi diffuso nelle città di Dzerzhinsk e Balakhna e al momento 1034 persone cui è stata diagnosticata la malattia sono state ricoverate in ospedale.Un totale di 211 bambini sono stati ricoverati in ospedale per le complicazioni del morbo. Le autorità russe hanno già raccomandato di bollire sempre l’acqua prima di utilizzarla e soprattutto di berla, e stanno decidendo di procedere alla vaccinazione nelle zone colpite.

** Questo episodio è un esempio di come l’acqua spesso sia una fonte di contaminazione, soprattutto nelle zone in cui gli standard igienici sono scarsi. Di esso stupisce l'elevato numero di ricoveri ospedalieri; meno sorprendente ma significativa è l'incapacità delle autorità di arrestare l'epidemia. Nelle situazioni di rischio e soprattutto nei viaggi, per evitare queste infezioni si consiglia di bollire sempre l’acqua prima di farne uso alimentare, o di utilizzare acqua confezionata.

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5.“Oro sporco”: trovati composti plastificanti nell’olio d’oliva

In Germania, nell’olio di oliva extra vergine, oltre ad altre imperfezioni di qualità, sono stati rilevati dei composti per produrre la plastica, che servono a rendere elastici i prodotti sintetici. Quattro sostanze sono state rilevate e tra queste c’era uno dei composto più frequentemente usati per il processo di plastificazione, il dietil esil ftalato, detto in breve DEHP e il diisodecil ftalato (DIDP). Questi sono i risultati di uno studio pubblicato sul numero di ottobre della rivista di Stiftung Warentest (Associazione di consumatori tedesca) in un articolo intitolato "Dirty Gold" (oro sporco). Purtroppo al momento la causa della contaminazione rimane ancora sconosciuta; ma nella sua valutazione del rischio il BfR (Istituto Federale Tedesco di Valutazione del Rischio) è arrivato alla conclusione che non ci si devono aspettare pericoli per la salute collegati al consumo per poco tempo di olio d’oliva contenente questi contaminanti, anche se viene superata la dose quotidiana tollerabile. Comunque un danno alla salute può verificarsi e non essere più recuperabile se si considera un consumo a lungo termine di questo olio altamente contaminato. A questo proposito il BfR ha urgentemente allertato i fornitori di oli da tavola di identificare la presenza di queste sostanze nei loro prodotti e soprattutto le vie attraverso le quali essi possono entrare nell’olio; in modo, così, da evitare la contaminazione di questi prodotti che non sembra includere il processo di confezionamento, anche se esso è il primo sospettato.

Il BfR nell’agosto del 2003 aveva già sottolineato che la media delle dosi giornaliere di DEHP potrebbe essere stata considerevolmente sottostimata a causa del fatto che l’assunzione per via alimentare non era stata sufficientemente presa in considerazione dalle valutazioni europee; e i test di Stiftung Warentest lo hanno confermato. In realtà il DEHP presenta bassi livelli di tossicità acuta e non è classificato tra le sostanze mutagene; nonostante ciò in dosi eccessive ha un effetto negativo sui testicoli, i reni e il fegato. L’altro composto rilevato è il DIDP che è solo tossico per la riproduzione ad alti livelli e colpisce soprattutto il fegato. Per entrambe le sostanze l’EFSA (agenzia di sicurezza alimentare europea) ha fissato delle dosi quotidiane tollerabili pari a 0,05 milligrammi per kg di peso corporeo (mg/kg bw) per il DEHP e 0,15 mg/kg bw per il DIDP.

 ** Non è ancora noto come questi plasticizzanti siano arrivati all'olio di oliva, anche se l'uso di contenitori o attrezzature in plastica nella produzione o nell'imballaggio è l'ovvio sospettato. Tra i temi di sicurezza alimentare, quello dei materiali a contatto è spesso sottovalutato, mentre, in realtà, i possibili effetti delle plastiche sulla riproduzione umana sono un elemento di grave preoccupazione. Nonostante pareri discordanti, l'uso di plastiche per la conservazione dei grassi, compresi gli oli, sembra ancora sconsigliabile.

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6.Decreto sulla passata di pomodoro italiana: lotta alla Cina sul fronte dell’agroalimentare

La "passata di pomodoro" potrà essere ottenuta solo direttamente da pomodoro fresco con l'eventuale aggiunta di spezie, erbe, piante aromatiche e sale ma con una presenza di bucce e semi non superiore al 4% del prodotto finito. Questo afferma il decreto interministeriale sulla passata di pomodoro che è stato firmato recentemente e che aprirà la strada alla tutela della passata italiana, cercando di contrastare la concorrenza cinese. Con questo provvedimento, che entrerà in vigore il giorno successo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i derivati di pomodoro ottenuti da diluizione del concentrato, di minore qualità), potranno essere messi in vendita sul mercato nazionale solo con denominazioni differenti, in modo da non creare confusione con la vera passata di pomodoro. Secondo Coldiretti, la principale organizzazione di agricoltori italiana, il passo successivo sarà l'indicazione in etichetta dell’origine del pomodoro impiegato per fare la passata, volta ad evitare che venga scambiato per italiano un prodotto straniero.

**  Questa distinzione probabilmente non avrà un impatto sulla sicurezza alimentare, ma permetterà semplicemente una maggiore tutela a livello di qualità.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 39/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • I materiali a contatto di origine cinese sono oggetto di un ritiro dal commercio da parte delle autorità belghe, forse indicando un problema che può essere diffuso
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
19/09/2005 Presenza dei patogeni Salmonella Derby e Salmonella Typhirium Carne di maiale Germania Italia
19/09/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Arachidi tostati Stati Uniti via Norvegia Svezia
20/09/2005 Livelli eccessivi di migrazione totale di composti Piatti di plastica Cina via Olanda Belgio
20/09/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati E 102, tartrazina e E 110, giallo tramonto FCF Snack di spaghetti istantaneo Cina (Hong Kong) Germania
20/09/2005 Presenza del parassita Anisakis Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia via Danimarca Italia
20/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Anatra eviscerata con frattaglie surgelata Ungheria Italia
20/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale congelata Germania Italia
20/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Rissen Carne di maiale congelata Spagna Italia
20/09/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 102, tartrazina Snack di spaghetti istantaneo Indonesia Germania
21/09/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 102, tartrazina Snack di spaghetti cinesi istantaneo Thailandia Germania
22/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella infantis Spiedini di pollo marinato con paprika Polonia via Danimarca Germania
22/09/2005 Presenza del patogeno Bacillus cereus Latte parzialmente scremato a lunga conservazione Belgio Regno Unito
22/09/2005 Presenza di solfiti non autorizati Gigli secchi Thailandia via Olanda Germania
23/09/2005 Presenza del parassita Anisakis Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia via Danimarca Italia

N. 33/2005 23 settembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Le ultime notizie portano alla ribalta i rischi connessi ad alimenti che non sono trattati tramite calore. In Danimarca un ceppo di Salmonella resistente a vari antibiotici e associato a carpaccio italiano infetta 22 clienti di un ristorante. In Svezia Escherichia coli 0157 trovato nella lattuga Iceberg di produzione locale provoca circa 120 casi di infezione, soprattutto tra donne e bambini. Sempre in Danimarca continuano i casi di gastroenterite da norovirus legati ai lamponi polacchi. In Galles più di 50 casi di infezioni da Escherichia coli si verificano in diverse scuole del Paese; questa volta implicati sono i piatti pronti da mangiare, le vittime i bambini. Sempre in Inghilterra, aumentano inspiegabilmente i casi di listeriosi, ma questa volta a essere coinvolte non sono le donne in cinta, bensì gli anziani.

2. Danimarca: carpaccio di manzo italiano con Salmonella

In Danimarca recentemente è stato individuato un focolaio epidemico di Salmonella associato alla carne di manzo importata dall’Italia. In particolare sono stati confermati dai laboratori nazionali 22 casi di infezioni da Salmonella Typhimurium DT104 (fagotipo generalmente resistente a vari antibiotici, ma l'isolato era diverso dal comune DT104 trovato in Danimarca); molte di queste persone hanno riferito di aver mangiato in un ristorante italiano che serviva il carpaccio. Queste persone hanno aggiunto di aver mangiato separatamente, nel ristorante prima dell’inizio dei sintomi, nei cinque fine settimana fra il 16 luglio e il 23 agosto 2005; solo una piccola parte dei pazienti che erano stati trovati infetti all’inizio del focolaio hanno riferito di non aver mangiato al ristorante. La sorgente dell’infezione per queste persone non è ancora chiara.

La carne italiana era stata importata in due diverse occasioni nell’estate del 2005; un primo lotto, che è stato testato all’importazione e trovato positivo per Salmonella Typhimurium DT104, è già stato eliminato o comunque non consumato (in virtù della tolleranza zero per questo sierotipo di Salmonella in Danimarca). Il ceppo isolato dalla carne e analizzato con metodi di tipizzazione (analisi multilocus VNTR in combinazione con gel di elettroforesi) è risultato identico a quello che ha causato il focolaio. Il secondo lotto è stato utilizzato per fare il carpaccio. Sebbene non disponibile per le analisi, il piatto è stato identificato come la probabile sorgente del focolaio epidemico, sulla base delle interviste ai pazienti e della scoperta del lotto di carne contaminato all’importazione. Come risultato dell’investigazione epidemiologica la carne di questi lotti è stata ritirata dall’importatore e il ristorante, alla fine di agosto, ha smesso di utilizzare la carne di questi lotti.

** Il carpaccio, essendo carne servita cruda, è un piatto ad alto rischio di contaminazione batterica. Infatti la carne destinata a questi tipi di piatti dovrebbe subire controlli più rigidi almeno da parte del personale dei ristoranti, il quale dovrebbe stare molto attento anche a tutte le fasi di preparazione, così da ridurre al minimo soprattutto i rischi di contaminazione crociata. La provenienza di questo ceppo di Salmonella dall'Italia non è sorprendente: secondo l'ISS, il 40% degli isolati umani di Salmonella sono di Typhimurium, in un campione di questi il 23% era DT104, con moltissimi di questi resistenti a molteplici antibiotici.

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 3. Escherichia coli colpisce la Svezia, implicata la lattuga iceberg

Tra il 16 agosto e il 10 settembre 2005, sulla costa ovest della Svezia (nei paesi di Halland e Västra Götaland), è stato identificato un focolaio epidemico (circa 120 casi infetti) di Escherichia coli 0157 VT2 verotossigenico (produttore di verotossina, una tossina molto potente) probabilmente collegato al consumo di lattuga irrigata con acqua proveniente da un piccolo corso d’acqua. Il 20 settembre i 120 casi confermati da analisi di coltura batterica e da analisi con gel di elettroforesi (analisi del DNA) hanno mostrato un unico ceppo dominante (0157 VT2). Sette pazienti hanno sviluppato la sindrome uremica emolitica (HUS, spesso associata a E. coli), molti di loro erano donne e alcuni erano bambini.

L’investigazione per individuare la sorgente del focolaio, condotta dai dipartimenti di controllo delle malattie comunicabili delle due località in collaborazione con le agenzie di salute ambientale locali e con l’Istituto Svedese per il Controllo delle Malattie Infettive (Smittskyddsinstitutet), ha collegato le infezioni con il consumo di lattuga tipo iceberg. L’ipotesi è stata confermata da uno studio caso controllo che ha mostrato una significativa associazione tra il consumo di lattuga e la malattia. L’insalata, in cui è stato trovato il ceppo batterico che ha provocato il focolaio, è stata ritirata dal mercato il 9 settembre; dal giorno seguente non sono più stati individuati casi collegati a questo focolaio.

** La lattuga, poiché viene servita cruda, non subisce normalmente alcun trattamento che possa eliminare patogeni eventualmente presenti; anche l'uso di disinfettanti è controverso. Per questo è fondamentale una corretta prassi di lavorazione a livello agricolo. Si tratta di un'evoluzione necessaria, come previsto anche dalla recente normativa europea. Questo problema riguarda ovviamente anche i prodotti italiani. L'altro aspetto rilevante riguarda l'espansione di E. coli verocitotossico, che, come conferma anche l'esperienza della Campania, sta diventando un grave problema in tutta Europa, non solo nella carne. Soprattutto per le insalate pronte al consumo, è importante assicurare controlli analitici e procedure verificate lungo tutta la filiera. Per i consumatori, l'utilità di lavare con disinfettanti l'insalata destinata ai bambini è un'opzione che merita di essere valutata dalle autorità sanitarie; in fatti, la capacità di rimozione dei residui deve essere attentamente misurata per non creare un rischio chimico.

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4. Lamponi surgelati dalla Polonia e Norovirus: 6 focolai in Danimarca

Tra giugno e settembre del 2005, in Danimarca, si sono verificati sei focolai epidemici di Norovirus con un’origine puntiforme, tutti associati ai lamponi surgelati importati dalla Polonia. Le analisi (del DNA) fatte sui campioni provenienti dai pazienti hanno rivelato la presenza del virus, ma di differenti genogruppi. la contaminazione sembra essere avvenuta o a livello della fattoria, dove i frutti potrebbero essere stati irrigati con acqua contaminata probabilmente per via fecale, o durante la lavorazione dove il personale infetto potrebbe aver contaminato i prodotti che sono poi stati surgelati. Tutti i focolai si sono verificati in ospedali, case di cura e ristoranti; sembra che prima dell’inizio di ciascun focolaio fosse stato servito un piatto freddo preparato con lamponi surgelati. In cinque dei sei episodi sono stati utilizzati frutti surgelati probabilmente provenienti da un grosso lotto importato in Danimarca dalla Polonia nella primavera del 2005. Con un totale di 1000 persone colpite, questo lotto di lamponi ha causato il maggior numero di infezioni alimentari attribuite ad un singolo veicolo che si sono verificati in Danimarca negli ultimi anni.

Dopo essere stato avvertito dalle autorità in seguito al primo episodio avvenuto in primavera, l’importatore dei frutti ha subito ritirato i lotti incriminati dal mercato. I ritardi nell’effettuazione di questi ritiri hanno provocato lo scoppio del focolaio successivo, che ha colpito circa 400 persone anziane, clienti di una mensa; studi microbiologici sugli episodi di agosto hanno evidenziato che i ritiri non sono stati condotti in modo efficiente. Sembra che i lotti (composti da confezioni da 2,5 kg) fossero destinati solo a grosse mense o ristoranti e che i lamponi non siano stati venduti al pubblico. L’ultimo focolaio si è verificato a settembre in una mensa di una industria tessile nello Jutland; uno studio sull’episodio ha mostrato che i dipendenti avevano mangiato il hindbærkoldskål, un piatto danese freddo fatto con siero di latte, fromage frais, zucchero e zucchero vanigliato con aggiunta di lamponi. In questo caso l’82% di coloro che sono stati esposti e più del 30% dei pazienti indagati hanno riferito di aver mangiato il piatto a base di lamponi prima della malattia. Tra gli ingredienti del hindbærkoldskål solo i frutti sono stati considerati il veicolo per norovirus.

Le autorità danesi sospettano che questi lamponi, esportati in altri paesi, possono causare o aver causato altri casi di gastroenterite; per questo è stata effettuata una segnalazione con il sistema RASFF.

** La frutta e la verdura, servite crude anche se sottoposti a congelamento, sono veicoli potenziali di patogeni alimentari. Anche in questo caso, le pratiche igieniche in produzione sono fondamentali; la presenza di vari genogruppi indicherebbe una contaminazione continuata dei lamponi. Le autorità polacche stanno indagando, ma sarebbe opportuno un monitoraggio in tutti i paesi europei. Per chi importa lamponi, soprattutto dalla Polonia, è necessario un monitoraggio ad hoc (peraltro ancora difficie) ma anche ottenere e verificare precise condizioni igieniche in fase di produzione e raccolta. Lo stesso criterio si applica a produzioni nazionali. In generale, chi congela alimenti a rischio, dovrebbe dotarsi di capacità analitiche adeguate. Per il consumatore, il consiglio è di consumare frutta fresca e di cuocere, ove possibile, la frutta congelata (in molti casi i frutti di bosco si prestano a questo trattamento).

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5. Galles, anche Escherichia coli va a scuola: implicati i piatti pronti per il consumo

A settembre del 2005 in 26 diverse scuole del Galles si sono verificati più di 50 casi (circa il doppio dei casi annuali in Galles) di infezione da Escherichia coli 0157, probabilmente associato al consumo di piatti pronti da mangiare (non cucinati nella mensa) che erano stati serviti nelle mense delle rispettive scuole. Dopo che la malattia è stata trasmessa per via alimentare, sembra che le attività ricreative abbiano contribuito alla trasmissione da persona a persona, diffondendo così ulteriormente il morbo. L’investigazione epidemiologica condotta sui casi si è concentrata sul fornitore alimentare delle rispettive mense scolastiche coinvolte; è stato scoperto così che più del 60% dei ragazzi avevano mangiato nelle mense della loro scuola.

Venerdì 16 settembre 2005, il personale dell’ospedale Prince Charles a Merthyr Tydfil, in Galles, ha segnalato alle autorità locali e al Servizio di Salute Pubblica Nazionale nove casi di colite emorragica. Nel mese di settembre ci sono stati in tutto 56 casi con questo disturbo intestinale e 12 di questi, confermati da analisi microbiologiche, hanno mostrato la presenza del batterio Escherichia coli O157 produttore di verotossina (VTEC O157).

** I piatti pronti da mangiare (in inglese definiti Ready-to-eat) sono ad alto rischio di contaminazione batterica, soprattutto se vengono manipolati dopo essere stati precedentemente cotti e il rispetto della temperatura di refrigerazione non è perfetto. Per questo nelle mense l'utilizzo di alimenti pronti al consumo che si prestano alla crescita batterica va soppesato attentamente e va valutata l'opportunità di cucinare o di preparare gli alimenti poco prima del consumo. Inoltre, questo episodio sottolinea come E. coli O157 stia diventando una priorità in sanità pubblica.

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6. La listeriosi spaventa Inghilterra e Galles: in aumento i casi negli ultimi anni

Tra il primo gennaio e il 30 agosto 2005 in Inghilterra e Galles, 118 casi di infezioni da Listeria monocytogenes associati ad alimenti sono stati segnalati al Centro per le Infezioni (CDR) dell’Agenzia di Protezione della Salute (HPA) del Regno Unito. Questo numero di casi, se paragonato allo stesso periodo di tempo negli anni tra il 1990 e il 2002 (meno di 100 casi all’anno), costituisce un aumento significativo dell’incidenza di queste infezioni, soprattutto se si vanno a considerare i casi di listeriosi associati a persone non in gravidanza. Infatti tra il 1990 e il 2004 i casi di listeriosi in donne incinte è rimasto relativamente stabile; mentre tra il 2001 e il 2004 sono aumenti drammaticamente i casi di questa malattia associata a persone non in gravidanza e con età dai 60 anni in su. Si sta ancora indagando sulle cause di questo aumento di casi imprevisto e potenzialmente pericoloso per la salute della popolazione.

** Questa malattia trasmessa dagli alimenti può manifestarsi, specie nei feti e negli anziani, in forme molto gravi che a volte causano anche la morte. Questo aumento è molto preoccupante e sottolinea l'importanza di un monitoraggio costante dei casi di listeriosi.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 38/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • La presenza del cloramfenicolo in prodotti delle api presumibilmente importati resta un problema aperto anche nel nostro Paese. Questa volta riguarda la pappa reale.
  • Continuano i monitoraggi per gli allergeni, che trovano allergeni inattesi (arachidi in ciambelle al cioccolato), una fattispecie che in Italia sembra non sanzionabile
  • Un prodotto italiano a base di pistacchi incontra problemi legati alla presenza di aflatossine
  • L'Italia conferma un 'ottimo lavoro in tema di controlli microbiologici e sui tratamenti vietati sul pesce
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
12/09/2005 Presenza non dichiarata di arachidi Ciambella al cioccolato Austria Svezia
13/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Filetti di petto d'oca freschi Ungheria Italia
13/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale fresca Germania Italia
13/09/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Lombi di tonno surgelati (Thunnus albacares) Indonesia via Olanda Italia
13/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale fresca Germania Italia
14/09/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetti di tonno surgelati (Thunnus albacares) Polonia via Danimarca Italia
14/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Pepe nero macinato Vietnam via Repubblica Ceca Slovacchia
14/09/2005 Presenza del parassita Anisakis Sgombro fresco (Scomber scombrus ) Norvegia via Danimarca Italia
15/09/2005 Presenza della sostanza non autorizzata chloramphenicol Pappa reale fresca Svizzera Italia
15/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella enteritidis Uova Spagna Francia
15/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella typhimurium DT 104 Carne di maiale fresca Olanda Danimarca
16/09/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Crema di pistacchio pura Italia Germania
16/09/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario vietato cloramfenicolo Pappa reale fresca Via Italia Italia
16/09/2005 Presenza del virus patogeno Norovirus Lamponi Polonia Danimarca

N. 32/2005 16 settembre 2005

Sommario

1. Editoriale

A giugno del 2005 nel Salernitano vengono rilevati tre casi di sindrome emolitica uremica probabilmente associata al consumo di acqua di pozzo o di prodotti a base di latte di produzione locale. Mentre la FDA decide di legalizzare le radiazioni ionizzanti come tecnica per l'abbattimento dei patogeni negli alimenti, l'organizzazione no-profit Public Citizen avvisa sugli effetti avversi di questa tecnica. Nel savonese un cliente di un bar finisce all'ospedale per aver bevuto soda caustica servitagli per errore dal barista; stessa sorte per tre ragazzi in provincia di Potenza, il barista serve loro la sostanza al posto della vodka. Ancora SEU, stavolta in Slovenia muore una bambina di 22 mesi; probabilmente implicata la carne trita di un macellaio della zona. Un grande focolaio di batteri della specie Vibrio, trasmessi soprattutto attraverso le ferite, viene rilevato nelle zone colpite da Katrina; probabilmente la causa è lo stesso uragano.

2. La HUS colpisce in Campania: probabilmente implicata l'acqua di pozzo e latticini locali

Tra il 3 e il 19 giugno 2005 nella provincia di Salerno sono stati rilevati tre casi di sindrome emolitico-uremica (malattia acuta molto grave che colpisce i reni e può essere fatale, SEU o HUS), probabilmente collegata a consumo di acqua di pozzo non potabile e di latticini di produzione locale (come evidenziato anche dalle autorità sanitarie locali). L'epidemia che si è verificata nei comuni di Novi Velia, Casalvelino e Angellara, nel territorio della Asl Salerno 3, ha colpito bambini di età inferiore ai tre anni; uno di questi è morto. Le indagini microbiologiche e sierologiche condotte dall’Iss hanno dimostrato in tutti e tre i pazienti un’infezione da Escherichia coli Verotossigenico (Vtec) di sierogruppo O26, l'agente eziologico che causa la HUS. Le indagini microbiologiche condotte su campioni di acque della rete idrica dell’acquedotto, dei pozzi e del mare, della sabbia del litorale, di latte crudo bovino e bufalino, di latticini hanno dato risultati negativi alle analisi per la presenza di ceppi di Vtec. L’Osservatorio epidemiologico della Regione Campania ha dato l'allarme agli ospedali e alle strutture sanitarie regionali avvertendo del possibile verificarsi di altri casi di questa malattia e indicando di avvisare tempestivamente eventuali casi di diarrea emorragica (sintomo della SEU). Nel mese di luglio, altri tre pazienti con Seu provenienti dalle province di Salerno, Caserta e Napoli sono stati ricoverati presso l’ospedale Santobono di Napoli; dopo analisi microbiologiche e uno studio epidemiologico si è visto che i casi non erano connessi al focolaio di Salerno.

** Attenzione all'acqua di pozzo e alle produzioni locali ("caserecce"), tipiche del nostro Paese (soprattutto delle regioni del cento sud) che a volte possono nascondere problemi di sicurezza alimentare dovuti agli scarsi controlli effettuati. Il consiglio per i piccoli produttori locali è quello di applicare sempre i controlli di sicurezza sui propri prodotti, in modo da garantire una produzione sana oltre che di qualità. I consumatori sono chiamati ad assicurarsi che ciò che mangiano provenga da produzioni controllate e sicure.

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3. Irradiazioni ionizzanti negli alimenti: ma sono veramente sicure?

L'Amministrazione Alimentare Americana (FDA) ha recentemente deciso di legalizzare l'uso di radiazioni ionizzanti su ostriche, vongole e altri crostacei, ignorando le prove che molluschi trattati con alte dosi di queste radiazioni possono presentare ancora contaminazione batterica potenzialmente letale e quindi essere un rischio per la salute di chi li mangia. Questo ha sottolineato l'organizzazione no-profit Public Citizen, che si è opposta, così, ai processi di irradiazione come misure di sicurezza alimentare. Il gruppo di Public Citizen ha detto che effetti come la morte prematura, i difetti di nascita, le mutazioni, i danni agli organi, le carenze nutrizionali ed altri problemi di salute seri sono già stati osservati in laboratorio su animali che avevano erano stati nutriti con alimenti trattati in questo modo. Inoltre l'unico studio pubbilicato sugli alimenti per bambini che hanno subito irradiazione ha scoperto un inizio di danno al cromosoma, prima di essere interrotto. L'organizzazione ha anche affermato che i nuovi composti chimici che si formano nei cibi sottoposti ad irradiazione (chiamati 2-ABCs) sono collegati ad uno sviluppo dei tumori e al deterioramento del genoma; in più i batteri della specie Vibrio possono crescere anche dopo che le ostriche sono state irradiate.

L'associazione si è opposta duramente alle richieste, proposte dalle aziende alimentari, di irradiare cibi pronti per il consumo e crostacei (richieste ancora da approvare) e ha chiesto di revocare le già avvenute approvazioni di irradiazione della carne macinata di manzo.

** Sebbene l'uso di radiazioni nei molluschi (come trattamento antibatterico) sia stato recentemente legalizzato dalla FDA, rimangono delle preoccupazioni sui risvolti sanitari e qualitativi di questo trattamento sui prodotti alimentari interessati. Nonostante ciò, la pericolosità, che il gruppo di Public Citizen associa a questo tipo di trattamento, rimane ancora da provare.

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4. Soda caustica: attenzione quando si ordina da bere al bar

Recentemente a Laigueglia, località balneare del Savonese, un cliente di un bar si è sentito male dopo aver bevuto un bicchiere che conteneva soda caustica al posto dell’acqua minerale. Il cliente, Carlo Montaldo di 55 anni, è stato subito ricoverato in ospedale, è stato portato in rianimazione ma, fortunatamente, non è in pericolo di vita. I carabinieri di Alassio hanno accertato che si è trattato di un incidente e non di un avvelenamento volontario, e che quindi  la sostanza è stata servita dal barista per errore.

Sempre recentemente a Brienza, in provincia di Potenza, tre giovani si sono sentiti male dopo aver ingerito una sostanza liquida, probabilmente soda caustica, in un piccolo bar del centro cittadino. Sembra che la sostanza sia stata somministrata loro al posto della vodka che avevano ordinato. I giovani sono stati ricoverati in ospedale e per due di loro la prognosi è ancora riservata, per il terzo è di 10 giorni.

** è pericolosissimo trasferire detergenti o altre sostanze in altri recipienti, soprattutto se simili a quelli usati per bevande o per alimenti; ogni anno in Italia muoiono molte persone per questo motivo. Dalle fonti che abbiamo non è ben chiaro se la causa di avvelenamento nei due casi sia stata questa; nonostante ciò vogliamo cogliere l'occasione per segnalare un problema ancora presente in Italia nel settore alimentare e che crea situazioni come quelle sopra descritte. Consigliamo, per tanto, ai gestori di bar e ristoranti di controllare sempre che prodotti potenzialmente tossici (come ad esempio disinfettanti o saponi) non vengano mai messi in contenitori diversi da quelli di origine.

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5. In Slovenia una bambina muore di SEU; implicata la carne trita di un macellaio

Recentemente l’Istituto di Salute Pubblica di Kranj, in Slovenia, ha segnalato un caso mortale di diarrea sanguinante, e conseguente sviluppo di sindrome uremico-emolitica (SEU o HUS), causata da Escherichia coli O145 produttore di verotissina (VTEC), probabilmente associata al consumo di carne proveniente da un macellaio della cittadina. Infatti la vittima, una bambina di 22 mesi, è morta l’8 agosto 2005 a causa di una miocardite associata alla SEU dopo aver manifestato diarrea sanguinante ma senza febbre o altri dolori. La bambina è stata portata subito all’ospedale dove ha ricevuto cure generiche, ma dopo essere stata dimessa, le sue condizioni sono peggiorate con la presenza di sintomi neurologici ed è stata portata nuovamente all’ospedale dove le hanno diagnosticato la SEU.

Escherichia coli sierogruppo O145 è stato isolato da campioni di feci della bambina e una analisi con test ELISA (test immunoenzimatici per la rilevazione di proteine e altre sostanze) ha rilevato la presenza della verotossina prodotta dal batterio e responsabile della morte della bambina. Lo stesso batterio, anche se non proprio il sierogruppo 0145, è stato isolato anche da campioni di carne e acqua presi da due macellai della zona, nel corso di una indagine epidemiologica. Questa, per il momento, sembra essere la fonte più probabile, poiché in casa della bambina non ci sono animali domestici o di fattoria (possibile fonte di contagio per il batterio) a parte un gatto; inoltre i campioni di acqua e carne della casa sono stati trovati sani proprio come tutti gli altri parenti della vittima; ma la bambina aveva mangiato carne trita proveniente da un macellaio proprio alcuni giorni prima dell’inizio dei sintomi. Quello della bambina è stato, fortunatamente, l’unico caso di infezione rilevato nella regione.

** Il consiglio per chi lavora negli ospedali è quello di stare molto attenti a diagnosticare questa malattia che può essere mortale soprattutto per bambini e anziani, poiché a volte presenta sintomi generici e quindi associabili ad altre forme di infezione, magari più leggere rispetto alla SEU e sicuramente non mortali come quest'ultima. A chi affronta questi casi al di fuori di ospedali, si consiglia rivolgersi sempre ad un medico, soprattutto se si presenta la diarrea sanguinante, sintomo tipico di questa forma di infezione. Altro consiglio è quello di cuocere sempre molto bene la carne, magari controllando la temperatura con un termometro, in modo particolare se è macinata e se è destinata a popolazioni a rischio come bambini, anziani, donne incinte, immunodepressi

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6. Vibrio fa strage negli USA: l'uragano Katrina sembra essere il responsabile

Tra il 29 agosto e l'11 settembre 2005, sono stati identificati 22 nuovi casi di malattie causate da batteri della specie Vibrio, probabilmente trasmessi attraverso ferite, tra persone che abitavano negli stati della Luisiana e del Mississippi, dopo che la costa del Golfo degli Stati Uniti era stata colpita dall'uragano Katrina proprio il 29 agosto 2005. Cinque di queste persone sono morte per le complicazioni del morbo. Le analisi hanno rivelato che le malattie sono state causate da V. vulnificus, V. parahaemolyticus e V. cholerae non tossigenico e che questi batteri sono, probabilmente, stati presi dall'ambiente e trasmessi da persona a persona; magari trasmessi all'uomo attraverso le ferita dopo immersioni in acque alluvionali. Non sono stati rilevati casi di infezione da V. cholerae sierogruppo O1 o O139, l'agente eziologico che provoca il colera. Nessun caso di malattia è stato identificato con inizio dopo il 5 settembre, confermando Katrina come possibile causa principale di questo focolaio epidemico.

18 dei 22 casi sono stati associati ad infezione attraverso ferite; sette vivevano nel Mississippi e cinque in Luisiana. L'isolamento delle specie condotto su 17 di questi casi dai laboratori clinici ha rivelato che 14 di infezioni (82%) sono state causate da V. vulnificus, mentre 3 (18%) da V. parahaemolyticus. I 5 casi di morte sono stati associati a infezioni da ferite; tre di questi sono stati causati da V. vulnificus, gli altri due da V. parahaemolyticus. L'età dei malati associati a ferite è risultata compresa tra i 31 e gli 89 anni e 18 di questi (83%) erano maschi. La maggior parte dei pazienti è stata ricoverata in ospedale.
I casi di malattia non associati a ferita sono stati 4 e sono stati trovati due nel Mississippi, uno in Luisiana e uno che si è spostato dalla Luisiana in Arizona. Le informazione sulle specie di Vibrio sono state riportate solo in due casi; entrambi hanno rivelato la presenza di V. cholerae non tossigenico isolato da un paziente con gastroenterite. Uno di questi due casi era un bambino di due mesi da cui è stato isolato anche Salmonella mentre l'altro caso era un adulto che è stato poi ricoverato in ospedale. Tra i casi non collegati a ferite non ci sono stati morti.

** Gli agenti infettivi che provocano malattie sono normalmente già presenti nell'ambiente anche prima di un evento catastrofico; dopo un uragano si vengono a creare delle condizioni igieniche che rendono più facile la trasmissione dei batteri all'uomo e poi tra persona e persona. Per questo motivo in queste circostanze bisognerebbe stare molto attenti soprattutto a non far venire in contatto le ferite con l'acqua alluvionale e rispettare al massimo le norme igieniche.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 37/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Dall'Italia arriva un nuovo allarme, la fermentazione eccessiva nello spumante aromatico
  • Sempre in Italia ritorna il problema di Salmonella; in questo caso il sierotipo è Thypimurium e i prodotti sono polpettone di manzo e la parte superiore del manzo senza ossa
  • In Spagna è stata rilevata la migrazione di un nuovo composto da confezioni di latte per neonati, isopropil thioxanthone
  • Altra novità di questa settimana è la presenza del disinfettante benzetonio cloruro in estratto di semi di pompelmo
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
05/09/2005 Fermentazione eccessiva Spumante aromatico Italia Germania
05/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Thypimurium DT104 Polpettone di manzo Italia Danimarca
06/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne di maiale surgelata Francia Italia
06/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Thypimurium DT104 Parte superiore del manzo senza ossa Italia Danimarca
06/09/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Tonno a pinne gialle surgelato Olanda Italia
06/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne di maiale sottovuoto Germania Italia
07/09/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Peperoncino rosso macinato Regno Unito Regno Unito
07/09/2005 Presenza del colorante non autorizzato eritrosina (E 127) Gomme da masticare Stati Uniti Germania
08/09/2005 Livelli eccessivi del metallo tossico mercurio Verdesca surgelato Spagna Italia
08/09/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Tonno a pinna gialla (Thunnus albacares) leggermente affumicato surgelato Indonesia via Olanda Italia
08/09/2005 Migrazione di isopropil thioxanthone Confezione di latte per neonati Spagna Italia
08/09/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Para Red Salsa vegetale speziata Federazione Russia Germania
08/09/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Curry Malawi via Sud Africa via Regno Unito Italia
09/09/2005 Presenza del disinfettante benzetonio cloruro Estratto di semi di pompelmo Svezia Repubblica Ceca
09/09/2005 Presenza del disinfettante benzetonio cloruro Polvere Citricidal (Estratto di semi di pompelmo) Svezia Repubblica Ceca
09/09/2005 Presenza del disinfettante benzetonio cloruro Estratto di semi di pompelmo Stati Uniti via Regno Unito via Slovacchia Repubblica Ceca
09/09/2005 Presenza dell'additivo per mangimi non autorizzato nicarbazina Pollo intero sviscerato con frattaglie Argentina Belgio
09/09/2005 irradiazioni non dichiarate in etichetta e irradiazioni in uno stabilimento non autorizzato Zuppa di spaghetti cinesi istantanea Repubblica di Corea Germania
09/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella infantis Filetto di petto di pollo surgelato Brasile via Danimarca Norvegia

N. 31/2005 9 settembre 2005

Sommario

1. Editoriale

In Questo numero riportiamo solamente la tabella dei RASFF.

2. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 36/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
29/08/2005 Migrazione di costituenti organici volatili Stampi per cottura da forno Cina via Olanda Germania
29/08/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Pesce spada affumicato surgelato Via Olanda Italia
29/08/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Tonno affumicato surgelato Via Olanda Italia
29/08/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Via Lussemburgo Olanda
29/08/2005 Presenza del patogeno Salmonella Senftenberg Cozze sgusciate surgelate (Mitilus Galloprovincials) Spagna Italia
29/08/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio a pasta molle Austria Austria
29/08/2005 Migrazione di ammine aromatiche primarie Attrezzi da cucina in nylon Via Italia Danimarca
29/08/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi salati e tostati Via Italia Italia
30/08/2005 Presenza del parassita Anisakis Rana Pescatrice (Lophius piscatorius) Danimarca Italia
30/08/2005 Livelli eccessivi di propilen glicole Biscotti Polonia Estonia
31/08/2005 Presenza dei patogeni Salmonella Derby Carne di maiale fresca Olanda Italia
31/08/2005 Errata etichettatura e date di scadenza modificate fraudolentemente Formaggio di pecora Repubblica di Corea Germania
31/08/2005 Irradiazioni non dichiarate in etichetta e irradiazione in uno stabilimento non autorizzato Zuppa di spaghetti cinesi istantanei Repubblica di Corea Germania
31/08/2005 Presenza di parassiti Filetti di nasello (Meriangius merlangus) Regno Unito via Francia Italia
31/08/2005 Presenza dei patogeni Salmonella Thypimurium Carne senza ossa sottovuoto refrigerata Namibia via Germania Norvegia
31/08/2005 Presenza dei patogeni Salmonella Carne di maiale fresca Germania Italia
01/09/2005 Fermentazione eccessiva Vino bianco Francia Olanda
01/09/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e giallo-burrro Preparato in polvere per kebab Ghana via Italia Austria
01/09/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio di latte crudo di capra Francia Francia
01/09/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Iran via Germania Italia
01/09/2005 Presenza del patogeno Escherichia coli 0:157 Vari tagli di carne bovina Belgio Belgio
02/09/2005 Presenza di muffa Mini muffins al cioccolato Regno Unito Regno Unito
02/09/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetti di tonno(Thunnus albacares) surgelati Indonesia via Olanda Italia

N. 30/2005 2 settembre 2005

Sommario

1. Editoriale

A san Francisco, 22 persone vengono trovate infette da un sierotipo di Salmonella associato alle mandorle, dopo aver mangiato in un ristorante della città; il focolaio sembra essere collegato a vari episodi in altri stati USA. I casi di influenza aviaria scoperti in agosto prima in Russia e poi in Finlandia mettono in allerta l'Europa; l'Italia vorrebbe l'etichettatura obbligatoria delle carni di pollo e aumenta i controlli. Sono disponibili i dati dell'indagine ufficiale sulle più di 600 persone infettate dal virus dell'epatite A mangiando piatti a base di cipollotti in Pennsylvania. La FAO e la OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) concludono un importante studio di valutazione del rischio su Vibrio vulnificus in ostriche crude. Per pura casualità, un gruppo di ricercatori americani scopre l'oleocantale, un composto con proprietà antinfiammatorie naturalmente presente nell'olio extravergine d'oliva.

2. San Francisco: anche le mandorle nel mirino di Salmonella

A luglio del 2005, nella città di San Francisco in California, 22 persone si sono sentite male dopo aver mangiato al ristorante La Tapatia, a sud della città; 21 erano clienti e uno era un dipendente del locale. Le analisi sui campioni delle persone affette hanno rivelato la presenza di un ceppo di Salmonella enterica altre volte associato alle mandorle. Il ristorante, infatti, aveva comprato una grande quantità di mandorle crude da un grosso fornitore e le aveva rimpacchettate per rivenderle; i campioni di mandorle confiscati al ristorante, però, hanno dato tutti risultato negativo al test per l'individuazione del ceppo batterico. Al momento sono ancora in corso test per individuare la fonte di contaminazione. Al personale del ristorante sono già state fatte le dovute raccomandazioni per prevenire una trasmissione della malattia.

Recentemente, gli ufficiali hanno paragonato questo episodio con un incidente simile verificatosi a Berkeley nello stesso periodo. Questo focolaio epidemico di Salmonella, come quello di Berkeley, potrebbe essere in relazione con una grossa quantità di mandorle crude, che lo scorso anno sono state trovate contaminate con Salmonella enterica sierotipo Enteritidis. Infatti nel 2004 la FDA aveva collegato dei focolai di questo batterio a partite di mandorle crude prodotte e vendute dalla società californiana Paramount Farms, Inc. Ma, sebbene la società abbia ritirato i prodotti contaminati, una grande quantità di mandorle era già stata consumata prima dell'allarme lanciato dalla FDA.

** Questo episodio sottolinea come partite contaminate di prodotti rischiano di provocare focolai anche se tempestivamente segnalate e ritirate. A questo proposito il consiglio per i produttori e per i gestori di ristoranti è quello di stare molto attenti a ritirare il più in fretta possibile le partite contaminate e, nel caso di ristoranti, non accettare prodotti a rischio. Ai consumatori non rimane altro che stare attenti a quei prodotti che sono particolarmente a rischio di contaminazione.

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3. Influenza aviaria in Finlandia: l'Italia si tutela con l'etichettatura obbligatoria

Recentemente in Finlandia, a nord della città di Oulu, durante abituali controlli dell'avifauna marina, è stato isolato da tre gabbiani trovati morti un virus probabilmente a bassa patogenicità, appartenente alla famiglia di quelli dell'influenza aviaria; gli animali erano morti probabilmente di fame e non solo a causa della malattia. Infatti, nonostante i segni ritrovati collegabili al virus dell'influenza degli uccelli, i gabbiani, in realtà, non avevano mostrato i chiari sintomi della malattia. Questo virus, a differenza di quello isolato nel sud est asiatico (virus H5N1) e che aveva ucciso almeno 60 persone, non provocherebbe malattia significativa nell'animale e nell'uomo. Questo è il primo caso di influenza degli uccelli scoperto in Finlandia; gli esperti hanno paura che il virus H5N1 possa mutare e cominciare a diffondersi nell'uomo rischiando di creare una vera e propria epidemia a livelli globale.

L'Italia ha già attivato controlli più serrati sulle importazioni di animali e di carni e sta attivando un rafforzamento delle dogane con personale veterinario. Inoltre, il 26 agosto 2005, il Ministero della Salute ha emanato provvedimenti d'urgenza per prevenire la diffusione di questo virus nel nostro Paese. In modo particolare viene ritenuta di estrema importanza l'introduzione dell'etichettatura obbligatoria sull'origine dei volatili d'allevamento, provvedimento che, secondo il Ministero, potrebbe garantire qualità e sicurezza alimentare di prodotti nazionali. Tuttavia, la decisione deve essere presa a livello europeo.

** I timori di una "mutazione" del virus H5N1 che lo renda trasmissibile da uomo a uomo sono purtroppo fondati; sebbene sia possibile che questo non avvenga mai, esiste un consenso a livello internazionale sulla necessità di prepararsi ad un evento potenzialmente gravissimo. Il virus, nella forma nota nel Sud-Est asiatico, si trasmette dal pollame all'uomo ed il rischio sarebbe pertanto limitato a chi ha un contatto diretto con gli animali. In questo quadro, non è chiaro come l'etichettatura d'origine possa essere utile alla protezione del consumatore di carne di pollo, se non come forma di indirizzo dei consumi verso prodotti italiani. Per chi alleva polli, è importante adeguarsi alle misure di sicurezza raccomandate dal Ministero e di consultarsi rapidamente con i veterinari ove necessario.

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4. L'epatite A fa strage in Pennsylvania: coinvolte i cipollotti provenienti dal Messico

A novembre del 2003, un grosso focolaio epidemico di epatite A, collegato al consumo di cipolle verdi, è stato identificato tra i clienti di un ristorante della Pennsylvania. Analisi di laboratorio hanno confermato l'infezione da questo virus (HAV). Sono stati individuati 601 casi di infezione, tre dei quali sono morti mentre 124 sono stati ricoverati in ospedale. I risultati di una investigazione caso-controllo hanno identificato come fonte del contagio una salsa e vari piatti, preparati al ristorante, che contenevano cipollotti (o cipolle verdi); le cipolle provenivano dal Messico e, probabilmente, erano state contaminate prima di arrivare al ristorante. Il ristorante è stato chiuso.

Lo studio caso-controllo è stato condotto tra i clienti che avevano cenato nel ristorante tra il 3 e il 6 ottobre del 2003; tra i 425 pazienti che avevano mangiato al ristorante una sola volta, 356 (l'84%) avevano cenato lì proprio in queste date. Su 240 pazienti compresi nello studio caso-controllo, 218 (il 91%) hanno riferito di aver mangiato una salsa leggera a base di cipolle, mentre il 98% dei pazienti e il 58% dei controlli hanno riferito di aver mangiato un menu, anch'esso contenente le cipolle verdi. I test per il virus dell'epatite A sono stati condotti su tutti i dipendenti del ristorante, ma nessuno è stato identificato come fonte del contagio. Inoltre, sono state condotte delle analisi di sequenza del RNA del virus dell'epatite A su campioni presi da 170 pazienti; le sequenze sono risultate identiche in tutti i campioni analizzati. Inoltre le sequenze analizzate sono risultati identiche o molto simili a quelle osservate tra persone trovate con la stessa malattia che vivevano ai confini col Messico o che avevano fatto viaggi in questo Paese. In più tre fabbriche messicane di cipolle verdi sono state implicate in in alcuni focolai in Georgia e Tennessee.

** Il resoconto di questo episodio, che avevamo già affrontato nel 2003, sottolinea l'importanza di osservare Buone Pratiche Agricole (GAP) in tutti i paesi che interagiscono con la nostra filiera alimentare. A questo proposito i fornitori e i ristoratori dovrebbero fare molta attenzione ai prodotti prodotti provenienti da Paesi in via di sviluppo, che sono a maggiore rischio per varie patologie alimentari. è importante che anche a livello agricolo vengono istituiti adeguati controlli anche da parte dei produttori italiani. Prodotti vegetali italiani freschi, come evidenziano le allerta europee, non sono esenti da questi problemi.

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5. Vibrio vulnificus e ostriche crude: ora protagonista di una valutazione del rischio

Recentemente la FAO, in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO), ha concluso un importante studio di valutazione del rischio di Vibrio vulnificus associato al consumo di ostriche crude (iniziato nel 2001 e pubblicato solo nel 2005). Lo studio effettuato è uno di una serie di valutazioni del rischio che sono state condotte per determinare l'incidenza dei batteri della specie Vibrio associati al consumo di prodotti ittici, spesso consumati crudi o poco cotti. Il lavoro è stato valutato da due gruppi di esperti; alcuni dati sono stati forniti dal Comitato del Codex sull'igiene alimentare e dal Comitato del Codex sul pesce e sui prodotti a base di pesce.

Per portare avanti il lavoro è stato seguito l'approccio di estendere i modelli di valutazione del rischio, già sviluppati dalla FDA e dalla FAO, al patogeno di interesse, Vibrio vulnificus. Con questo metodo è stato possibile sviluppare un modello in grado di valutare l'effettiva potenzialità delle varie strategie di mitigazione nel ridurre i livelli di V. vulnificus nelle ostriche e, quindi, nel ridurre i rischi di malattia. Inoltre, il modello sviluppato fornisce informazioni sulle modalità di trasmissione della malattia provocata da questo batterio (setticemia) soprattutto in relazione all'allevamento di questi animali e al consumo da parte dell'uomo, con un occhio di riguardo alla popolazione più suscettibile.  Inoltre, anche se a volte con qualche modifica, il modello è applicabile in diversi Stati. In fine lo scopo del lavoro è stato quello di contribuire al processo di decisione per quanto riguarda l'amministrazione della sicurezza alimentare legata al rischio nei prodotti ittici.

** Queste valutazioni sono rivolte principalmente alle autorità sanitarie. Contengono inoltre ottimi consigli per come trattare o cucinare questi animali. In modo particolare il consiglio per i consumatori è quello di consumare le ostriche e tutto il pesce ben cotte, in modo da eliminare eventuali patogeni che possono essere presenti.

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6. Olio d'oliva: non solo alimento ma anche medicinale; scoperte proprietà antinfiammatorie

L'oleocanteale, un composto naturalmente presente nell'olio extra-vergine d'oliva, è risultato essere un agente antinfiammatorio non steroideo che può apportare effetti benefici in certe malattie croniche dell'uomo, dove l'infiammazione gioca un ruolo chiave. Queste, alcune conclusioni di un articolo scritto da un gruppo di scienziati del centro chimico Monell in collaborazione con due università americane e un'industria chimica (la Firmenich, Inc.), che è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Nature" il primo di settembre del 2005. I ricercatori hanno scoperto che il composto, da loro chiamato oleocanthal (oleo=oliva; canth=pungente; al=aldeide), inibisce l'attività degli enzimi ciclooxigenasi (COX-1 e COX-2) responsabili dell'infiammazione, proprio come fa l'ibuprofene, un principio attivo farmaceutico usato in alcuni medicinali antinfiammatori. La scoperta è stata portata alla luce in un modo molto curioso; infatti, Beauchamp, uno scienziato del centro chimico Monell, assaggiando l'olio d'oliva ha provato un effetto di irritazione alla parte bassa della gola simile a quella che gli era già stata provocata assaggiando l'ibuprofene. Così, incuriosito da quell'effetto, ha cercato nell'olio d'oliva il composto responsabile dell'irritazione e ha trovato proprio l'oleocanthal, che poi si è rivelato un principio attivo contro l'infiammazione, proprio come l'ibuprofene.

** Questo articolo fa sospettare potenziali nuovi effetti benefici dell'olio d'oliva, alimento essenziale nella dieta mediterranea. Al momento è prematuro valutarne l'utilizzo come farmaco o gli effetti nell'alimentazione.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 35/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Apparentemente anche le autorità europee stanno incontrando numerosi problemi legati all'uso dei coloranti, una delle principale cause di rifiuto all'importazione di prodotti negli USA
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
22/08/2005 Livelli eccessivi del colorante E 124 (Ponceau 4R / rosso di cocciniglia A) Caramelle colorate ripieni di cacao Polonia Slovacchia
22/08/2005 Presenza dei patogeni Salmonella chester, Salmonella Give, Salmonella Newport e Salmonella Schwarzengrund dog chew Germania Austria
22/08/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati E 102, tartrazina e E 110, giallo tramonto FCF Snack di spaghettini cinesi istantanei Cina (Hong Kong) Germania
23/08/2005 Presenza del patogeno Salmonella Filetti di pollo surgelati Danimarca Svezia
24/08/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Peperoncino in polvere Regno Unito Spagna
24/08/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati E 102, tartrazina e E 110, giallo tramonto FCF Prodotti di pasticceria Olanda Germania
24/08/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati E 102, tartrazina e E 110, giallo tramonto FCF Prodotti pronti per il consumo surgelati Olanda Germania
24/08/2005 Presenza del patogeno Salmonella Spp. Filetti di petto d'oca freschi Ungheria Italia
25/08/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Lombi di tonno freschi Spagna Italia
25/08/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Curry in polvere Via Olanda Germania
25/08/2005 Presenza del patogeno Salmonella Pollo surgelato Olanda via Belgio Svezia
26/08/2005 Livelli eccessivi di propilen glicole Torta di fragole Polonia Estonia
26/08/2005 Presenza del patogeno Salmonella typhimurium Filetti di patto di tacchino surgelati Polonia Finlandia

 

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