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Sommario
1. Editoriale
Negli
Usa la FDA americana è
oggetto di polemica per aver
permesso
l'inserimento sulle
etichette dei prodotti
alimentari di frasi che ne
declamano proprietà
salutari anche senza prove
scientifiche certe. In
Inghilterra la FSA rassicura
i consumatori sul contenuto
di nitrato in spinaci e
lattuga; secondo l'agenzia i
limiti europei sono troppo restrittivi. In
Russia l'epatite A continua
a dilagare;
più di mille i casi e ad
essere indagata è l'acqua.
Il BfR tedesco ha
recentemente trovato dei
composti associati al
processo di plastificazione
in campioni di olio d'oliva; è ancora poco
chiara la fonte di
contaminazione. Con la firma
del decreto sulla passata di
pomodoro l'Italia chiarisce
le differenze di qualità tra
due tipi di prodotti
attualmente venduti sotto lo
stesso nome.
2.
Polemica sui richiami di
salute autorizzati dalla FDA
La FDA americana, pressata
dalle industrie alimentari,
ha deciso recentemente di
permettere l’inserimento
delle cosiddette "health
claim" (descrizioni degli
effetti benefici di un
alimento, definite a livello
UE come "informazioni sulla
salute") sulle etichette
dei prodotti alimentari,
senza richiedere prove
convincenti delle
affermazioni. Con
questa nuova politica la FDA
permette alle industrie
alimentari di inserire in
etichetta una "health claim" sulla base di
quanto sembrano suggerire
alcuni dati, anche se
incompleti,
purché sia scritto
chiaramente che questi dati
sono incompleti e
inconclusivi. Un esempio di questa nuova
politica della FDA è
l’autorizzazione, che la
stessa FDA ha
recentemente rilasciato a
riportare sull’etichetta del
te verde la dicitura che questo prodotto
può ridurre il rischio di
cancro al seno e alla
prostata, anche se in realtà
questo è molto improbabile
che sia vero.
Nel
1990 una legge richiedeva
alla FDA di autorizzare solo
quelle claim che
sono supportate da studi
scientifici significativi e
la FDA si è attenuta a
questa politica fino al
2002, cambiandola in seguito
anche su pressione delle
corti. Un'organizzazione di
consumatori, il
Centro per la Scienze nel
Pubblico Interesse (CSPI),
infatti, sostiene che la FDA
permettendo questi richiami
di salute dubbi confonde i consumatori. Il
Centro sostiene anche che un
recente studio della FDA
stessa
dimostra che questi richiami
di salute preliminari sono
spesso ingannevoli e che
quindi la FDA stessa non
dovrebbe autorizzarli.
**
L'interesse dei consumatori
per i benefici sanitari
degli alimenti è crescente;
di pari passo, è aumentata
enormemente la quantità di
informazioni che i
consumatori stessi ricevono
dai media, spesso in maniera
scorretta e confusa.
Inserire in etichetta
informazioni parziali o
fuorvianti, comunque non
chiare per il consumatore,
danneggia nel lungo periodo
la credibilità
dell'industria stessa,
diminuisce la fiducia dei
consumatori nelle autorità e
nella comunità scientifica,
soprattutto se queste
informazioni sono collegate ad
un'etichetta, che il
consumatore si aspetta
"vera" per legge. Non si
tratta dunque di una strada
da auspicare, in mancanza di
evidenze scientifiche
robuste, sia per i prodotti
italiani esportati verso gli
USA, né per una simile
regolamentazione in Europa.
Links:
3.Nitrati
in lattuga e spinaci:
secondo la FSA i limiti
europei sono troppo
restrittivi
Un
monitoraggio condotto
dall’Agenzia di Sicurezza
Alimentare inglese (FSA) ha
mostrato che i livelli di
nitrato in lattuga e spinaci
sono generalmente bassi e
non creano problemi alla
salute dei consumatori.
Infatti una stima
dell’assunzione di nitrato
dai dati di monitoraggio
mostra che anche alti
livelli di questo composto
in lattuga e spinaci non
causa il superamento della
dose accettabile di
assunzione giornaliera
(ADI), posto a 3,7 mg per kg
di peso corporeo al giorno
da un comitato di esperti,
nemmeno in coloro che
mangiano grandi quantità di
queste verdure.
Durante
tutto il 2004 un totale di
118 campioni di lattuga sono
stati analizzati; 12 di
questi (il 10%) sono
risultati al di sopra dei
limiti europei. Dei 41
campioni di lattuga iceberg
analizzati, 9 (il 21%) hanno
superato i limiti
consentiti; mentre solo 5
(13%) campioni di spinaci su
40 analizzati non sono
risultati in regola con
questi limiti. Questi
livelli massimi di nitrati
in lattuga e spinaci sono
stati stabiliti dalla
legislazione europea, ma
sono in corso delle
discussione sulla loro
applicabilità nel Regno
Unito. Inoltre c’è da
sottolineare il fatto che il
nitrato si trova
naturalmente in piante e
vegetali e i suoi livelli in
questi organismi non sono
dovuti soltanto ai
fertilizzanti, ma anche alle
diverse varietà di piante
che ne accumulano più o meno
a seconda della specie, alle
condizioni di crescita e, in
modo particolare alla
quantità di luce assunta
dagli organismi.
**
Nonostante la presenza di
nitrati nel suolo sia
naturale, in realtà, spesso
a causa di fertilizzazioni
eccessive, il nitrato
aumenta i suoi livelli nelle
verdure e rischia così di
creare problemi alla salute
dei consumatori. Va
quindi evitato l’uso eccessivo
di fertilizzanti, seguendo
le buone pratiche agricole. Il
monitoraggio dei prodotti è
quindi opportuno, anche per
chi utilizza questi prodotti
su larga scala, sia per
distribuirli che per
preparare insalate di quarta
gamma, o per la surgelazione.
Dal punto di vista dei
consumatori, i prodotti
dell'agricoltura biologica
hanno generalmente livelli
inferiori di nitrati.
Link:
4.Più di 1000 casi di
Epatite A in Russia:
indagata l’acqua
Dai
primi di settembre del 2005,
a Nizhny Novgorod, una città
della Russia, più di 1000
persone, colpite
dall’epatite A, sono state
ricoverate in ospedale. L'epidemia,
di notevoli proporzioni è
probabilmente collegata al
consumo di acqua contaminata. Infatti in
questa zona sono stati
identificati subito 350
casi, ma la sorgente del
focolaio sembra non essere
puntiforme, e comunque non
circoscritta a questa zona.
L'epidemia si
è poi diffuso nelle città di Dzerzhinsk e Balakhna
e al momento 1034 persone
cui è stata diagnosticata la
malattia sono state
ricoverate in ospedale.Un totale di 211
bambini sono stati
ricoverati in ospedale per
le complicazioni del morbo.
Le autorità russe hanno già
raccomandato di bollire
sempre l’acqua prima di
utilizzarla e soprattutto di
berla, e stanno decidendo
di procedere alla
vaccinazione
nelle zone colpite.
**
Questo episodio è un esempio
di come l’acqua spesso sia
una fonte di contaminazione,
soprattutto nelle zone in
cui gli standard igienici
sono scarsi. Di esso
stupisce l'elevato numero di
ricoveri ospedalieri; meno
sorprendente ma
significativa è l'incapacità
delle autorità di arrestare
l'epidemia. Nelle situazioni
di rischio e soprattutto nei
viaggi, per evitare
queste infezioni si
consiglia di bollire sempre
l’acqua prima di farne uso
alimentare, o di utilizzare
acqua confezionata.
Link:
5.“Oro
sporco”: trovati composti
plastificanti nell’olio
d’oliva
In Germania, nell’olio
di oliva extra vergine,
oltre ad altre imperfezioni
di qualità, sono stati
rilevati dei composti per
produrre la plastica, che
servono a rendere elastici i
prodotti sintetici. Quattro
sostanze sono state rilevate
e tra queste c’era uno dei
composto più frequentemente
usati per il processo di
plastificazione, il dietil
esil ftalato, detto in breve
DEHP e il diisodecil ftalato
(DIDP). Questi sono i
risultati di uno studio
pubblicato sul numero di
ottobre della rivista di
Stiftung Warentest (Associazione
di consumatori tedesca)
in un articolo intitolato "Dirty
Gold" (oro sporco).
Purtroppo al momento la
causa della contaminazione
rimane ancora sconosciuta;
ma nella sua valutazione del
rischio il BfR (Istituto
Federale Tedesco di
Valutazione del Rischio) è
arrivato alla conclusione
che non ci si devono
aspettare pericoli per la
salute collegati al consumo
per poco tempo di olio
d’oliva contenente questi
contaminanti, anche se viene
superata la dose quotidiana
tollerabile. Comunque un
danno alla salute può
verificarsi e non essere più
recuperabile se si considera
un consumo a lungo termine
di questo olio altamente
contaminato. A questo
proposito il BfR ha
urgentemente allertato i
fornitori di oli da tavola
di identificare la presenza
di queste sostanze nei loro
prodotti e soprattutto le
vie attraverso le quali essi
possono entrare nell’olio;
in modo, così, da evitare la
contaminazione di questi
prodotti che non sembra
includere il processo di
confezionamento, anche se
esso è il primo sospettato.
Il BfR
nell’agosto del 2003 aveva
già sottolineato che la
media delle dosi giornaliere
di DEHP potrebbe essere
stata considerevolmente
sottostimata a causa del
fatto che l’assunzione per
via alimentare non era stata
sufficientemente presa in
considerazione dalle
valutazioni europee; e i
test di Stiftung Warentest
lo hanno confermato. In
realtà il DEHP presenta
bassi livelli di tossicità
acuta e non è classificato
tra le sostanze mutagene;
nonostante ciò in dosi
eccessive ha un effetto
negativo sui testicoli, i
reni e il fegato. L’altro
composto rilevato è il DIDP
che è solo tossico per la
riproduzione ad alti livelli e
colpisce soprattutto il
fegato. Per entrambe le
sostanze l’EFSA (agenzia di
sicurezza alimentare
europea) ha fissato delle dosi
quotidiane tollerabili pari
a 0,05 milligrammi per kg di
peso corporeo (mg/kg bw) per
il DEHP e 0,15 mg/kg bw per
il DIDP.
**
Non è ancora noto come
questi plasticizzanti siano
arrivati all'olio di oliva,
anche se l'uso di
contenitori o attrezzature
in plastica nella produzione
o nell'imballaggio è l'ovvio
sospettato. Tra i temi di
sicurezza alimentare, quello
dei materiali a contatto è
spesso sottovalutato, mentre,
in realtà, i possibili effetti delle
plastiche sulla riproduzione
umana sono un elemento di grave
preoccupazione. Nonostante
pareri discordanti, l'uso di
plastiche per la
conservazione dei grassi,
compresi gli oli, sembra
ancora sconsigliabile.
Link:
6.Decreto
sulla passata di pomodoro
italiana: lotta alla Cina
sul fronte dell’agroalimentare
La
"passata di pomodoro" potrà
essere ottenuta solo
direttamente da pomodoro
fresco con l'eventuale
aggiunta di spezie, erbe,
piante aromatiche e sale ma
con una presenza di bucce e
semi non superiore al 4% del
prodotto finito. Questo
afferma il decreto
interministeriale sulla
passata di pomodoro che è
stato firmato recentemente e
che aprirà la strada alla
tutela della passata
italiana, cercando di
contrastare la concorrenza
cinese. Con questo
provvedimento, che entrerà
in vigore il giorno successo
alla pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale, i
derivati di pomodoro
ottenuti da diluizione del
concentrato, di minore
qualità), potranno essere
messi in vendita sul mercato
nazionale solo con
denominazioni differenti, in
modo da non creare
confusione con la vera
passata di pomodoro. Secondo Coldiretti,
la principale organizzazione
di agricoltori italiana, il
passo successivo sarà l'indicazione in
etichetta dell’origine del
pomodoro impiegato per fare
la passata, volta ad
evitare che venga scambiato
per italiano un prodotto
straniero.
**
Questa distinzione
probabilmente non avrà un
impatto sulla sicurezza
alimentare, ma permetterà
semplicemente una maggiore
tutela a livello di qualità.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel
bollettino 39/2005. Le
allerta riguardano prodotti
che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- I materiali a
contatto di origine
cinese sono oggetto di
un ritiro dal commercio
da parte delle autorità
belghe, forse indicando
un problema che può
essere diffuso
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
19/09/2005 |
Presenza dei
patogeni
Salmonella Derby
e
Salmonella
Typhirium |
Carne di maiale |
Germania |
Italia |
|
19/09/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Arachidi tostati |
Stati Uniti via
Norvegia |
Svezia |
|
20/09/2005 |
Livelli
eccessivi di
migrazione
totale di
composti |
Piatti di
plastica |
Cina via Olanda |
Belgio |
|
20/09/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati
E 102,
tartrazina e E
110, giallo
tramonto FCF |
Snack di
spaghetti
istantaneo |
Cina (Hong Kong) |
Germania |
|
20/09/2005 |
Presenza del
parassita
Anisakis |
Sgombro fresco (Scomber
scombrus) |
Norvegia via
Danimarca |
Italia |
|
20/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella spp |
Anatra
eviscerata con
frattaglie
surgelata |
Ungheria |
Italia |
|
20/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Carne di maiale
congelata |
Germania |
Italia |
|
20/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Rissen |
Carne di maiale
congelata |
Spagna |
Italia |
|
20/09/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato
E 102, tartrazina |
Snack di
spaghetti
istantaneo |
Indonesia |
Germania |
|
21/09/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato
E 102, tartrazina |
Snack di
spaghetti cinesi
istantaneo |
Thailandia |
Germania |
|
22/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
infantis |
Spiedini di pollo marinato con paprika |
Polonia via
Danimarca |
Germania |
|
22/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Bacillus cereus |
Latte parzialmente scremato a lunga
conservazione |
Belgio |
Regno Unito |
|
22/09/2005 |
Presenza di
solfiti non
autorizati |
Gigli secchi |
Thailandia via
Olanda |
Germania |
|
23/09/2005 |
Presenza del
parassita
Anisakis |
Sgombro fresco (Scomber scombrus) |
Norvegia via
Danimarca |
Italia |
Sommario
1. Editoriale
Le
ultime notizie portano alla
ribalta i rischi connessi ad
alimenti che non sono
trattati tramite calore. In
Danimarca un ceppo di
Salmonella resistente a vari
antibiotici e associato a
carpaccio italiano infetta
22 clienti di un ristorante.
In Svezia Escherichia coli 0157
trovato nella lattuga
Iceberg di produzione locale
provoca circa 120 casi di
infezione, soprattutto tra
donne e bambini. Sempre in
Danimarca continuano i casi
di gastroenterite da
norovirus legati ai lamponi
polacchi.
In Galles più di 50 casi di
infezioni da Escherichia
coli si verificano in
diverse scuole del Paese;
questa volta implicati sono
i piatti pronti da mangiare,
le vittime i bambini.
Sempre in Inghilterra, aumentano
inspiegabilmente i
casi di listeriosi, ma questa volta
a essere coinvolte non sono
le donne in cinta, bensì gli
anziani.
2.
Danimarca: carpaccio di
manzo italiano con
Salmonella
In
Danimarca recentemente è
stato individuato un
focolaio epidemico di
Salmonella associato alla
carne di manzo importata
dall’Italia. In particolare
sono stati confermati dai
laboratori nazionali 22 casi
di infezioni da
Salmonella
Typhimurium DT104 (fagotipo
generalmente resistente a vari
antibiotici, ma l'isolato
era diverso dal
comune DT104 trovato in
Danimarca); molte di queste
persone hanno riferito di
aver mangiato in un
ristorante italiano che
serviva il carpaccio.
Queste persone hanno
aggiunto di aver mangiato separatamente, nel
ristorante prima dell’inizio
dei sintomi, nei cinque fine settimana
fra il 16 luglio e il 23
agosto 2005; solo una
piccola parte dei pazienti
che erano stati trovati
infetti all’inizio del
focolaio hanno riferito di
non aver mangiato al
ristorante. La sorgente
dell’infezione per queste
persone non è ancora chiara.
La
carne italiana era stata
importata in due diverse
occasioni nell’estate del
2005; un primo lotto, che è
stato testato
all’importazione e trovato
positivo per Salmonella
Typhimurium DT104, è già
stato eliminato o comunque
non consumato (in virtù
della tolleranza zero per
questo sierotipo di
Salmonella in Danimarca). Il
ceppo isolato dalla carne e
analizzato con metodi di
tipizzazione (analisi
multilocus VNTR in
combinazione con gel di
elettroforesi) è risultato
identico a quello che ha
causato il focolaio. Il
secondo lotto è stato
utilizzato per fare il
carpaccio. Sebbene non
disponibile per le analisi,
il piatto è stato
identificato come la
probabile sorgente del
focolaio epidemico, sulla
base delle interviste ai
pazienti e della scoperta
del lotto di carne
contaminato
all’importazione. Come
risultato
dell’investigazione
epidemiologica la carne di
questi lotti è stata
ritirata dall’importatore e
il ristorante, alla fine di
agosto, ha smesso di
utilizzare la carne di
questi lotti.
** Il
carpaccio, essendo carne
servita cruda, è un piatto
ad alto rischio di
contaminazione batterica.
Infatti la carne destinata a
questi tipi di piatti
dovrebbe subire controlli
più rigidi almeno da parte
del personale dei
ristoranti, il quale
dovrebbe stare molto attento
anche a tutte le fasi di
preparazione, così da
ridurre al minimo
soprattutto i rischi di
contaminazione crociata. La
provenienza di questo ceppo
di Salmonella dall'Italia
non è sorprendente: secondo
l'ISS, il 40% degli isolati
umani di Salmonella sono di
Typhimurium, in un campione
di questi il 23% era DT104,
con moltissimi di questi
resistenti a molteplici
antibiotici.
Links:
3.
Escherichia coli colpisce la
Svezia, implicata la lattuga
iceberg
Tra il
16 agosto e il 10 settembre
2005, sulla costa ovest
della Svezia (nei paesi di
Halland e Västra Götaland),
è stato identificato un
focolaio epidemico (circa
120 casi infetti) di
Escherichia coli 0157 VT2
verotossigenico (produttore
di verotossina, una tossina
molto potente) probabilmente
collegato al consumo di
lattuga irrigata con acqua
proveniente da un piccolo
corso d’acqua. Il 20
settembre i 120 casi
confermati da analisi di
coltura batterica e da
analisi con gel di
elettroforesi (analisi del
DNA) hanno mostrato un unico
ceppo dominante (0157 VT2).
Sette pazienti hanno
sviluppato la sindrome
uremica emolitica (HUS,
spesso associata a E. coli),
molti di loro erano donne e
alcuni erano bambini.
L’investigazione per
individuare la sorgente del
focolaio, condotta dai
dipartimenti di controllo
delle malattie comunicabili
delle due località in
collaborazione con le
agenzie di salute ambientale
locali e con l’Istituto
Svedese per il Controllo
delle Malattie Infettive (Smittskyddsinstitutet),
ha collegato le infezioni
con il consumo di lattuga
tipo iceberg. L’ipotesi è
stata confermata da uno
studio caso controllo che ha
mostrato una significativa
associazione tra il consumo
di lattuga e la malattia. L’insalata, in cui è stato
trovato il ceppo batterico
che ha provocato il
focolaio, è stata ritirata
dal mercato il 9 settembre;
dal giorno seguente non sono
più stati individuati casi
collegati a questo focolaio.
** La
lattuga, poiché viene
servita cruda, non subisce
normalmente alcun
trattamento che possa
eliminare patogeni
eventualmente presenti;
anche l'uso di disinfettanti
è controverso. Per questo è
fondamentale una corretta
prassi di lavorazione a
livello agricolo. Si tratta
di un'evoluzione necessaria,
come previsto anche dalla
recente normativa europea.
Questo problema riguarda
ovviamente anche i prodotti
italiani. L'altro aspetto
rilevante riguarda
l'espansione di E. coli
verocitotossico, che, come
conferma anche l'esperienza
della Campania, sta
diventando un grave problema
in tutta Europa, non solo
nella carne. Soprattutto per
le insalate pronte al
consumo, è importante
assicurare controlli
analitici e procedure
verificate lungo tutta la
filiera. Per i consumatori,
l'utilità di lavare con
disinfettanti l'insalata
destinata ai bambini è
un'opzione che merita di
essere valutata dalle
autorità sanitarie; in
fatti, la capacità di
rimozione dei residui deve
essere attentamente misurata
per non creare un rischio
chimico.
Link:
4.
Lamponi surgelati dalla
Polonia e Norovirus: 6
focolai in Danimarca
Tra
giugno e settembre del 2005,
in Danimarca, si sono
verificati sei focolai
epidemici di Norovirus con
un’origine puntiforme, tutti
associati ai lamponi
surgelati importati dalla
Polonia. Le analisi (del
DNA) fatte sui campioni
provenienti dai pazienti
hanno rivelato la presenza
del virus, ma di differenti
genogruppi.
la contaminazione sembra
essere avvenuta o a livello
della fattoria, dove i
frutti potrebbero essere
stati irrigati con acqua
contaminata probabilmente
per via fecale, o durante la
lavorazione dove il
personale infetto potrebbe
aver contaminato i prodotti
che sono poi stati
surgelati. Tutti i focolai
si sono verificati in
ospedali, case di cura e
ristoranti; sembra che prima
dell’inizio di ciascun
focolaio fosse stato servito
un piatto freddo preparato
con lamponi surgelati. In cinque dei
sei episodi sono stati
utilizzati frutti
surgelati probabilmente
provenienti da un grosso
lotto importato in Danimarca
dalla Polonia nella
primavera del 2005. Con un
totale di 1000 persone
colpite, questo lotto di
lamponi ha causato il
maggior numero di infezioni
alimentari attribuite ad un
singolo veicolo che si sono
verificati in Danimarca
negli ultimi anni.
Dopo essere stato
avvertito dalle autorità in
seguito al primo episodio
avvenuto in primavera,
l’importatore dei frutti ha
subito ritirato i lotti
incriminati dal mercato. I
ritardi nell’effettuazione
di questi ritiri hanno
provocato lo scoppio del
focolaio successivo, che ha
colpito circa 400 persone
anziane, clienti di una
mensa; studi microbiologici
sugli episodi di agosto
hanno evidenziato che i
ritiri non sono stati
condotti in modo efficiente. Sembra che i lotti
(composti da confezioni da
2,5 kg) fossero destinati
solo a grosse mense o
ristoranti e che i lamponi
non siano stati venduti al
pubblico. L’ultimo focolaio
si è verificato a settembre
in una mensa di una
industria tessile nello
Jutland; uno studio
sull’episodio ha mostrato
che i dipendenti avevano
mangiato il hindbærkoldskål,
un piatto danese freddo
fatto con siero di latte,
fromage frais, zucchero e
zucchero vanigliato con
aggiunta di lamponi. In
questo caso l’82% di coloro
che sono stati esposti e più del 30% dei
pazienti indagati hanno
riferito di aver mangiato il
piatto a base di lamponi
prima della malattia. Tra
gli ingredienti del hindbærkoldskål solo i
frutti sono stati
considerati il veicolo per
norovirus.
Le autorità danesi
sospettano che questi
lamponi, esportati in altri
paesi, possono causare o
aver causato altri casi di
gastroenterite; per questo è
stata effettuata una
segnalazione con il
sistema
RASFF.
** La
frutta e la verdura, servite
crude anche se sottoposti a
congelamento, sono veicoli
potenziali di patogeni
alimentari. Anche in questo
caso, le pratiche igieniche
in produzione sono
fondamentali; la presenza di
vari genogruppi indicherebbe
una contaminazione
continuata dei lamponi. Le
autorità polacche stanno
indagando, ma sarebbe
opportuno un monitoraggio in
tutti i paesi europei. Per
chi importa lamponi,
soprattutto dalla Polonia, è
necessario un monitoraggio
ad hoc (peraltro ancora
difficie) ma anche ottenere
e verificare precise
condizioni igieniche in fase
di produzione e raccolta. Lo
stesso criterio si applica a
produzioni nazionali. In
generale, chi congela
alimenti a rischio, dovrebbe
dotarsi di capacità
analitiche adeguate. Per il
consumatore, il consiglio è
di consumare frutta fresca e
di cuocere, ove possibile,
la frutta congelata (in
molti casi i frutti di bosco
si prestano a questo
trattamento).
Link:
5. Galles, anche Escherichia
coli va a scuola: implicati
i piatti pronti per il
consumo
A
settembre del 2005 in 26
diverse scuole del Galles si
sono verificati più di 50
casi (circa il doppio dei
casi annuali in Galles) di
infezione da Escherichia
coli 0157, probabilmente
associato al consumo di
piatti pronti da mangiare
(non cucinati nella mensa)
che erano stati serviti
nelle mense delle rispettive
scuole. Dopo che la malattia
è stata trasmessa per via
alimentare, sembra che le
attività ricreative abbiano
contribuito alla
trasmissione da persona a
persona, diffondendo così
ulteriormente il morbo.
L’investigazione
epidemiologica condotta sui
casi si è concentrata sul
fornitore alimentare delle
rispettive mense scolastiche
coinvolte; è stato scoperto
così che più del 60% dei
ragazzi avevano mangiato
nelle mense della loro
scuola.
Venerdì
16 settembre 2005, il
personale dell’ospedale
Prince Charles a Merthyr
Tydfil, in Galles, ha
segnalato alle autorità
locali e al Servizio di
Salute Pubblica Nazionale
nove casi di colite
emorragica. Nel mese di
settembre ci sono stati in
tutto 56 casi con questo
disturbo intestinale e 12 di
questi, confermati da
analisi microbiologiche,
hanno mostrato la presenza
del batterio Escherichia
coli O157 produttore di verotossina (VTEC O157).
** I
piatti pronti da mangiare
(in inglese definiti
Ready-to-eat) sono ad alto rischio di
contaminazione batterica,
soprattutto se vengono
manipolati dopo essere stati
precedentemente cotti e il
rispetto della temperatura
di refrigerazione non è
perfetto. Per
questo nelle mense
l'utilizzo di alimenti
pronti al consumo che si
prestano alla crescita
batterica va soppesato
attentamente e va valutata
l'opportunità di cucinare o
di preparare gli alimenti
poco prima del consumo.
Inoltre, questo episodio
sottolinea come E. coli O157
stia diventando una priorità
in sanità pubblica.
Link:
6. La listeriosi spaventa
Inghilterra e Galles: in
aumento i casi negli ultimi
anni
Tra il primo gennaio e il 30
agosto 2005 in Inghilterra e
Galles, 118 casi di infezioni da Listeria
monocytogenes associati ad
alimenti sono stati
segnalati al Centro per le
Infezioni (CDR) dell’Agenzia di
Protezione della Salute (HPA)
del Regno Unito.
Questo numero di casi, se
paragonato allo stesso
periodo di tempo negli anni
tra il 1990 e il 2002 (meno
di 100 casi all’anno),
costituisce un aumento
significativo dell’incidenza
di queste infezioni,
soprattutto se si vanno a
considerare i casi di
listeriosi associati a
persone non in gravidanza.
Infatti tra il 1990 e il
2004 i casi di listeriosi in
donne incinte è rimasto
relativamente stabile;
mentre tra il 2001 e il 2004
sono aumenti drammaticamente
i casi di questa malattia
associata a persone non in
gravidanza e con età dai 60
anni in su. Si sta ancora indagando
sulle cause di questo
aumento di casi imprevisto e
potenzialmente pericoloso
per la salute della
popolazione.
** Questa malattia trasmessa
dagli alimenti può
manifestarsi, specie nei
feti e negli anziani, in forme
molto gravi
che a volte causano anche la
morte. Questo aumento è
molto preoccupante e
sottolinea l'importanza di
un monitoraggio costante dei
casi di listeriosi.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel
bollettino 38/2005. Le
allerta riguardano prodotti
che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- La presenza del
cloramfenicolo in
prodotti delle api
presumibilmente
importati resta un
problema aperto anche
nel nostro Paese. Questa
volta riguarda la pappa
reale.
- Continuano i
monitoraggi per gli
allergeni, che trovano
allergeni inattesi
(arachidi in ciambelle
al cioccolato), una
fattispecie che in
Italia sembra non
sanzionabile
- Un prodotto italiano
a base di pistacchi
incontra problemi legati
alla presenza di
aflatossine
- L'Italia conferma un
'ottimo lavoro in tema
di controlli
microbiologici e sui
tratamenti vietati sul
pesce
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
12/09/2005 |
Presenza non
dichiarata di
arachidi |
Ciambella al
cioccolato |
Austria |
Svezia |
|
13/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella spp
|
Filetti di petto
d'oca freschi |
Ungheria |
Italia |
|
13/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Carne di maiale
fresca |
Germania |
Italia |
|
13/09/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Lombi di tonno
surgelati (Thunnus
albacares) |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
|
13/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Carne di maiale
fresca |
Germania |
Italia |
|
14/09/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetti di tonno
surgelati (Thunnus
albacares) |
Polonia via
Danimarca |
Italia |
|
14/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella spp
|
Pepe nero
macinato |
Vietnam via
Repubblica Ceca |
Slovacchia |
|
14/09/2005 |
Presenza del
parassita
Anisakis |
Sgombro fresco (Scomber
scombrus ) |
Norvegia via
Danimarca |
Italia |
|
15/09/2005 |
Presenza della
sostanza non
autorizzata
chloramphenicol |
Pappa reale
fresca |
Svizzera |
Italia |
|
15/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
enteritidis |
Uova |
Spagna |
Francia |
|
15/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
typhimurium DT
104 |
Carne di maiale fresca |
Olanda |
Danimarca |
|
16/09/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Crema di pistacchio
pura |
Italia |
Germania |
|
16/09/2005 |
Presenza di
residui del
farmaco
veterinario
vietato
cloramfenicolo |
Pappa reale
fresca |
Via Italia |
Italia |
|
16/09/2005 |
Presenza del
virus patogeno
Norovirus |
Lamponi |
Polonia |
Danimarca |
Sommario
1. Editoriale
A giugno del 2005 nel
Salernitano vengono rilevati
tre casi di sindrome
emolitica uremica
probabilmente associata al
consumo di acqua di pozzo o
di prodotti a base di latte
di produzione locale. Mentre
la FDA decide di legalizzare
le radiazioni ionizzanti
come tecnica per
l'abbattimento dei patogeni
negli alimenti,
l'organizzazione no-profit
Public Citizen avvisa sugli
effetti avversi di questa
tecnica. Nel savonese un
cliente di un bar finisce
all'ospedale per aver bevuto
soda caustica servitagli per
errore dal barista; stessa
sorte per tre ragazzi in
provincia di Potenza, il
barista serve loro la
sostanza al posto della
vodka. Ancora SEU, stavolta
in Slovenia muore una
bambina di 22 mesi;
probabilmente implicata la
carne trita di un macellaio
della zona. Un grande
focolaio di batteri della
specie Vibrio, trasmessi
soprattutto attraverso le
ferite, viene rilevato nelle
zone colpite da Katrina;
probabilmente la causa è lo
stesso uragano.
2.
La HUS colpisce in Campania:
probabilmente implicata
l'acqua di pozzo e latticini
locali
Tra il 3 e il 19 giugno 2005
nella provincia di Salerno
sono stati rilevati tre casi
di sindrome
emolitico-uremica (malattia
acuta molto grave che
colpisce i reni e può essere
fatale, SEU o HUS),
probabilmente collegata a
consumo di acqua di pozzo
non potabile e di latticini
di produzione locale (come
evidenziato anche dalle
autorità sanitarie locali).
L'epidemia che si è
verificata nei comuni di
Novi Velia, Casalvelino e
Angellara, nel territorio
della Asl Salerno 3, ha
colpito bambini di età
inferiore ai tre anni; uno
di questi è morto. Le
indagini microbiologiche e
sierologiche condotte dall’Iss
hanno dimostrato in tutti e
tre i pazienti un’infezione
da Escherichia coli
Verotossigenico (Vtec) di
sierogruppo O26, l'agente
eziologico che causa la HUS.
Le indagini microbiologiche
condotte su campioni di
acque della rete idrica
dell’acquedotto, dei pozzi e
del mare, della sabbia del
litorale, di latte crudo
bovino e bufalino, di
latticini hanno dato
risultati negativi alle
analisi per la presenza di
ceppi di Vtec.
L’Osservatorio
epidemiologico della Regione
Campania ha dato l'allarme
agli ospedali e alle
strutture sanitarie
regionali avvertendo del
possibile verificarsi di
altri casi di questa
malattia e indicando di
avvisare tempestivamente
eventuali casi di diarrea
emorragica (sintomo della SEU). Nel mese di luglio,
altri tre pazienti con Seu
provenienti dalle province
di Salerno, Caserta e Napoli
sono stati ricoverati presso
l’ospedale
Santobono
di Napoli; dopo
analisi microbiologiche e
uno studio epidemiologico si
è visto che i casi non erano
connessi al focolaio di
Salerno.
** Attenzione all'acqua di
pozzo e alle produzioni
locali ("caserecce"),
tipiche del nostro Paese
(soprattutto delle regioni
del cento sud) che a volte
possono nascondere problemi
di sicurezza alimentare
dovuti agli scarsi controlli
effettuati. Il consiglio per
i piccoli produttori locali
è quello di applicare sempre
i controlli di sicurezza sui
propri prodotti, in modo da
garantire una produzione
sana oltre che di qualità. I
consumatori sono chiamati ad
assicurarsi che ciò che
mangiano provenga da
produzioni controllate e
sicure.
Links:
3.
Irradiazioni ionizzanti
negli alimenti: ma sono
veramente sicure?
L'Amministrazione Alimentare
Americana (FDA) ha
recentemente deciso di
legalizzare l'uso di
radiazioni ionizzanti su
ostriche, vongole e altri
crostacei, ignorando le prove che molluschi
trattati con alte dosi di
queste radiazioni possono
presentare ancora
contaminazione batterica potenzialmente
letale e quindi essere un
rischio per la salute di chi
li mangia. Questo ha
sottolineato
l'organizzazione no-profit
Public Citizen, che si è
opposta, così, ai processi
di irradiazione come misure
di sicurezza alimentare. Il
gruppo di Public Citizen ha
detto che effetti come la
morte prematura, i difetti
di nascita, le mutazioni, i
danni agli organi, le
carenze nutrizionali ed
altri problemi di salute
seri sono già stati
osservati in laboratorio su
animali che avevano erano
stati nutriti con alimenti
trattati in questo modo.
Inoltre l'unico studio
pubbilicato sugli alimenti
per bambini che hanno subito
irradiazione ha scoperto un
inizio di danno al
cromosoma, prima di essere
interrotto.
L'organizzazione ha anche
affermato che i nuovi
composti chimici che si
formano nei cibi sottoposti
ad irradiazione (chiamati
2-ABCs) sono collegati ad uno
sviluppo dei tumori e al
deterioramento del genoma;
in più i batteri della specie Vibrio possono crescere
anche dopo che le ostriche
sono state irradiate.
L'associazione si è opposta
duramente alle richieste,
proposte dalle aziende
alimentari, di irradiare
cibi pronti per il consumo e
crostacei (richieste ancora
da approvare) e ha chiesto
di revocare le già avvenute
approvazioni di irradiazione
della carne macinata di manzo.
** Sebbene l'uso di
radiazioni nei molluschi
(come trattamento
antibatterico) sia stato
recentemente legalizzato
dalla FDA, rimangono delle
preoccupazioni sui risvolti
sanitari e qualitativi di
questo trattamento sui
prodotti alimentari
interessati. Nonostante ciò,
la pericolosità, che il
gruppo di Public Citizen
associa a questo tipo di
trattamento, rimane ancora
da provare.
Links:
4.
Soda caustica: attenzione
quando si ordina da bere al
bar
Recentemente a Laigueglia,
località balneare del
Savonese, un cliente di un
bar si è sentito male dopo
aver bevuto un bicchiere che
conteneva soda caustica al
posto dell’acqua minerale.
Il cliente, Carlo Montaldo
di 55 anni, è stato subito
ricoverato in ospedale, è
stato portato in
rianimazione ma,
fortunatamente, non è in
pericolo di vita. I
carabinieri di Alassio hanno
accertato che si è trattato
di un incidente e non di un
avvelenamento volontario, e
che quindi la sostanza è
stata servita dal barista
per errore.
Sempre
recentemente a Brienza, in
provincia di Potenza, tre
giovani si sono sentiti male
dopo aver ingerito una
sostanza liquida,
probabilmente soda caustica,
in un piccolo bar del centro
cittadino. Sembra che la
sostanza sia stata
somministrata loro al posto
della vodka che avevano
ordinato. I giovani sono
stati ricoverati in ospedale
e per due di loro la
prognosi è ancora riservata,
per il terzo è di 10 giorni.
**
è pericolosissimo
trasferire detergenti o
altre sostanze in altri
recipienti, soprattutto se
simili a quelli usati per
bevande o per alimenti; ogni
anno in Italia muoiono molte
persone per questo motivo.
Dalle fonti che abbiamo non
è ben chiaro se la causa di
avvelenamento nei due casi
sia stata questa; nonostante
ciò vogliamo cogliere
l'occasione per segnalare un
problema ancora presente in
Italia nel settore
alimentare e che crea
situazioni come quelle sopra
descritte. Consigliamo, per
tanto, ai gestori
di bar e ristoranti di
controllare sempre che
prodotti potenzialmente
tossici (come ad esempio
disinfettanti o saponi) non
vengano mai messi in
contenitori diversi da
quelli di origine.
Links:
5. In Slovenia una bambina
muore di SEU; implicata la
carne trita di un macellaio
Recentemente l’Istituto di
Salute Pubblica di Kranj, in
Slovenia, ha segnalato un
caso mortale di diarrea
sanguinante, e conseguente
sviluppo di sindrome
uremico-emolitica (SEU o HUS),
causata da Escherichia coli
O145 produttore di
verotissina (VTEC),
probabilmente associata al
consumo di carne proveniente
da un macellaio della
cittadina. Infatti la
vittima, una bambina di 22
mesi, è morta l’8 agosto
2005 a causa di una
miocardite associata alla
SEU dopo aver manifestato
diarrea sanguinante ma senza
febbre o altri dolori. La
bambina è stata portata
subito all’ospedale dove ha
ricevuto cure generiche, ma
dopo essere stata dimessa,
le sue condizioni sono
peggiorate con la presenza
di sintomi neurologici ed è
stata portata nuovamente
all’ospedale dove le hanno
diagnosticato la SEU.
Escherichia coli sierogruppo
O145 è stato isolato da
campioni di feci della
bambina e una analisi con
test ELISA (test
immunoenzimatici per la
rilevazione di proteine e
altre sostanze) ha rilevato
la presenza della
verotossina prodotta dal
batterio e responsabile
della morte della bambina.
Lo stesso batterio, anche se
non proprio il sierogruppo
0145, è stato isolato anche
da campioni di carne e acqua
presi da due macellai della
zona, nel corso di una
indagine epidemiologica.
Questa, per il momento,
sembra essere la fonte più
probabile, poiché in casa
della bambina non ci sono
animali domestici o di
fattoria (possibile fonte di
contagio per il batterio) a
parte un gatto; inoltre i
campioni di acqua e carne
della casa sono stati
trovati sani proprio come
tutti gli altri parenti
della vittima; ma la bambina
aveva mangiato carne trita
proveniente da un macellaio
proprio alcuni giorni prima
dell’inizio dei sintomi.
Quello della bambina è
stato, fortunatamente,
l’unico caso di infezione
rilevato nella regione.
** Il consiglio per chi
lavora negli ospedali è
quello di stare molto
attenti a diagnosticare
questa malattia che può
essere mortale soprattutto
per bambini e anziani,
poiché a volte presenta
sintomi generici e quindi
associabili ad altre forme
di infezione, magari più
leggere rispetto alla SEU e
sicuramente non mortali come
quest'ultima. A chi affronta
questi casi al di fuori di
ospedali, si consiglia
rivolgersi sempre ad un
medico, soprattutto se si
presenta la diarrea
sanguinante, sintomo tipico
di questa forma di infezione.
Altro consiglio è quello di cuocere
sempre molto bene la carne,
magari controllando la
temperatura con un
termometro, in modo
particolare se
è macinata e se è destinata
a popolazioni a rischio come
bambini, anziani, donne
incinte, immunodepressi
Links:
6. Vibrio fa strage negli
USA: l'uragano Katrina
sembra essere il
responsabile
Tra il 29 agosto e l'11
settembre 2005, sono stati
identificati 22 nuovi casi
di malattie causate da
batteri della specie Vibrio,
probabilmente trasmessi
attraverso ferite, tra
persone che abitavano negli
stati della Luisiana e del
Mississippi, dopo che la
costa del Golfo degli Stati
Uniti era stata colpita
dall'uragano Katrina proprio
il 29 agosto 2005. Cinque di
queste persone sono morte
per le complicazioni del
morbo. Le analisi hanno
rivelato che le malattie
sono state causate da V.
vulnificus, V.
parahaemolyticus e V.
cholerae non tossigenico e
che questi batteri sono,
probabilmente, stati presi
dall'ambiente e trasmessi da
persona a persona; magari
trasmessi all'uomo
attraverso le ferita dopo
immersioni in acque
alluvionali. Non sono stati
rilevati casi di infezione
da V. cholerae sierogruppo
O1 o O139, l'agente
eziologico che provoca il
colera. Nessun caso di
malattia è stato
identificato con inizio dopo
il 5 settembre, confermando
Katrina come possibile causa
principale di questo
focolaio epidemico.
18 dei 22 casi sono stati
associati ad infezione
attraverso ferite; sette
vivevano nel Mississippi e
cinque in Luisiana.
L'isolamento delle specie
condotto su 17 di questi
casi dai laboratori clinici
ha rivelato che 14 di
infezioni (82%) sono state
causate da V. vulnificus,
mentre 3 (18%) da V.
parahaemolyticus. I 5 casi
di morte sono stati
associati a infezioni da
ferite; tre di questi sono
stati causati da V.
vulnificus, gli altri due da
V. parahaemolyticus. L'età
dei malati associati a
ferite è risultata compresa
tra i 31 e gli 89 anni e 18
di questi (83%) erano
maschi. La maggior parte dei
pazienti è stata ricoverata
in ospedale.
I casi di malattia non
associati a ferita sono
stati 4 e sono stati trovati
due nel Mississippi, uno in
Luisiana e uno che si è
spostato dalla Luisiana in
Arizona. Le informazione
sulle specie di Vibrio sono
state riportate solo in due
casi; entrambi hanno
rivelato la presenza di V.
cholerae non tossigenico
isolato da un paziente con
gastroenterite. Uno di
questi due casi era un
bambino di due mesi da cui è
stato isolato anche
Salmonella mentre l'altro
caso era un adulto che è
stato poi ricoverato in
ospedale. Tra i casi non
collegati a ferite non ci
sono stati morti.
** Gli agenti infettivi che
provocano malattie sono
normalmente già presenti
nell'ambiente anche prima di
un evento catastrofico;
dopo un uragano
si vengono a creare delle condizioni igieniche che rendono
più facile la trasmissione
dei batteri all'uomo e poi
tra persona e persona. Per
questo motivo in queste
circostanze bisognerebbe
stare molto attenti
soprattutto a non far venire
in contatto le ferite con
l'acqua alluvionale e
rispettare al massimo le
norme igieniche.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel
bollettino 37/2005. Le
allerta riguardano prodotti
che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- Dall'Italia arriva
un nuovo allarme, la
fermentazione eccessiva
nello spumante aromatico
- Sempre in Italia
ritorna il problema di
Salmonella; in questo
caso il sierotipo è
Thypimurium e i prodotti
sono polpettone di manzo
e la parte superiore del
manzo senza ossa
- In Spagna è stata
rilevata la migrazione
di un nuovo composto da
confezioni
di latte per
neonati,
isopropil
thioxanthone
-
Altra novità di questa
settimana è la presenza
del disinfettante
benzetonio cloruro in
estratto di semi di pompelmo
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
05/09/2005 |
Fermentazione
eccessiva |
Spumante
aromatico |
Italia |
Germania |
|
05/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Thypimurium
DT104 |
Polpettone di
manzo |
Italia |
Danimarca |
|
06/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
spp |
Carne di maiale
surgelata |
Francia |
Italia |
|
06/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Thypimurium
DT104 |
Parte superiore
del manzo senza
ossa |
Italia |
Danimarca |
|
06/09/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Tonno a pinne
gialle surgelato |
Olanda |
Italia |
|
06/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
spp |
Carne di maiale
sottovuoto |
Germania |
Italia |
|
07/09/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Peperoncino
rosso macinato |
Regno Unito |
Regno Unito |
|
07/09/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato
eritrosina (E
127) |
Gomme da
masticare |
Stati Uniti |
Germania |
|
08/09/2005 |
Livelli
eccessivi del
metallo tossico
mercurio |
Verdesca surgelato |
Spagna |
Italia |
|
08/09/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Tonno a pinna
gialla
(Thunnus albacares)
leggermente affumicato
surgelato |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
|
08/09/2005 |
Migrazione di
isopropil
thioxanthone |
Confezione di latte per
neonati |
Spagna |
Italia |
|
08/09/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno Para
Red |
Salsa vegetale speziata |
Federazione
Russia |
Germania |
|
08/09/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno
Sudan 1 |
Curry |
Malawi via Sud
Africa via Regno
Unito |
Italia |
|
09/09/2005 |
Presenza del
disinfettante
benzetonio
cloruro |
Estratto di semi di pompelmo |
Svezia |
Repubblica Ceca |
|
09/09/2005 |
Presenza del
disinfettante
benzetonio
cloruro |
Polvere
Citricidal (Estratto di semi di pompelmo) |
Svezia |
Repubblica Ceca |
|
09/09/2005 |
Presenza del
disinfettante
benzetonio
cloruro |
Estratto di semi di pompelmo |
Stati Uniti via
Regno Unito via
Slovacchia |
Repubblica Ceca |
|
09/09/2005 |
Presenza
dell'additivo
per mangimi
non autorizzato nicarbazina |
Pollo intero sviscerato con frattaglie |
Argentina |
Belgio |
|
09/09/2005 |
irradiazioni non
dichiarate in
etichetta e
irradiazioni in
uno stabilimento non
autorizzato |
Zuppa di spaghetti cinesi istantanea |
Repubblica di Corea |
Germania |
|
09/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
infantis |
Filetto di petto di pollo surgelato |
Brasile via
Danimarca |
Norvegia |
|
Sommario
1. Editoriale
In Questo numero riportiamo solamente la tabella dei RASFF.
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 36/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
29/08/2005 |
Migrazione di
costituenti organici
volatili |
Stampi per
cottura da forno |
Cina via Olanda |
Germania |
|
29/08/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Pesce spada affumicato
surgelato |
Via Olanda |
Italia |
|
29/08/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Tonno affumicato
surgelato |
Via Olanda |
Italia |
|
29/08/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Pistacchi |
Via Lussemburgo |
Olanda |
|
29/08/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Senftenberg |
Cozze sgusciate
surgelate (Mitilus
Galloprovincials) |
Spagna |
Italia |
|
29/08/2005 |
Presenza del
patogeno
Listeria
monocytogenes |
Formaggio a
pasta molle |
Austria |
Austria |
|
29/08/2005 |
Migrazione di
ammine
aromatiche
primarie |
Attrezzi da
cucina in nylon |
Via Italia |
Danimarca |
|
29/08/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Pistacchi salati
e tostati |
Via Italia |
Italia |
|
30/08/2005 |
Presenza del
parassita
Anisakis |
Rana Pescatrice (Lophius
piscatorius) |
Danimarca |
Italia |
|
30/08/2005 |
Livelli
eccessivi di
propilen glicole |
Biscotti |
Polonia |
Estonia |
|
31/08/2005 |
Presenza dei
patogeni
Salmonella
Derby |
Carne di maiale fresca |
Olanda |
Italia |
|
31/08/2005 |
Errata
etichettatura e
date di scadenza
modificate
fraudolentemente |
Formaggio di pecora |
Repubblica di Corea |
Germania |
|
31/08/2005 |
Irradiazioni non
dichiarate in
etichetta e
irradiazione in
uno stabilimento non
autorizzato |
Zuppa di spaghetti
cinesi istantanei |
Repubblica di Corea |
Germania |
|
31/08/2005 |
Presenza di
parassiti |
Filetti di nasello
(Meriangius merlangus) |
Regno Unito via
Francia |
Italia |
|
31/08/2005 |
Presenza dei
patogeni
Salmonella
Thypimurium |
Carne senza ossa
sottovuoto refrigerata |
Namibia via
Germania |
Norvegia |
|
31/08/2005 |
Presenza dei
patogeni
Salmonella |
Carne di maiale fresca |
Germania |
Italia |
|
01/09/2005 |
Fermentazione
eccessiva |
Vino bianco |
Francia |
Olanda |
|
01/09/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati e
potenzialmente
cancerogeni
Sudan 1 e
giallo-burrro |
Preparato in polvere
per kebab |
Ghana via Italia |
Austria |
|
01/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Listeria
monocytogenes |
Formaggio di latte
crudo di capra |
Francia |
Francia |
|
01/09/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Pistacchi |
Iran via
Germania |
Italia |
|
01/09/2005 |
Presenza del
patogeno
Escherichia coli
0:157 |
Vari tagli di carne
bovina |
Belgio |
Belgio |
|
02/09/2005 |
Presenza di
muffa |
Mini muffins al
cioccolato |
Regno Unito |
Regno Unito |
|
02/09/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetti di tonno(Thunnus
albacares) surgelati |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
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Sommario
1. Editoriale
A san Francisco, 22
persone vengono trovate
infette da un sierotipo di
Salmonella associato alle
mandorle, dopo aver mangiato
in un ristorante della
città; il focolaio sembra
essere collegato a vari episodi in altri stati USA. I
casi di influenza aviaria scoperti
in
agosto prima in Russia e poi in Finlandia mettono
in allerta l'Europa;
l'Italia vorrebbe l'etichettatura
obbligatoria delle carni di
pollo e aumenta i controlli.
Sono disponibili i dati
dell'indagine ufficiale
sulle più di 600 persone
infettate dal
virus dell'epatite A
mangiando piatti
a base di cipollotti in
Pennsylvania. La
FAO e la OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità)
concludono un importante
studio di valutazione del
rischio su Vibrio vulnificus in
ostriche crude. Per pura
casualità, un gruppo di
ricercatori americani scopre
l'oleocantale, un composto
con proprietà
antinfiammatorie
naturalmente presente
nell'olio extravergine
d'oliva.
2.
San Francisco: anche le
mandorle nel mirino di Salmonella
A luglio del 2005, nella
città di San Francisco in
California, 22 persone si
sono sentite male dopo aver
mangiato al ristorante La
Tapatia, a sud della città;
21 erano clienti e uno era
un dipendente del locale. Le
analisi sui campioni delle
persone affette hanno
rivelato la presenza di un
ceppo di Salmonella enterica
altre volte associato alle mandorle. Il
ristorante, infatti, aveva
comprato una grande quantità
di mandorle crude da un
grosso fornitore e le aveva
rimpacchettate per
rivenderle; i campioni di
mandorle confiscati al
ristorante, però, hanno dato
tutti risultato negativo al
test per l'individuazione
del ceppo batterico. Al
momento sono ancora in corso
test per individuare la
fonte di contaminazione. Al
personale del ristorante
sono già state fatte le
dovute raccomandazioni per
prevenire una trasmissione
della malattia.
Recentemente, gli
ufficiali hanno paragonato
questo episodio con un
incidente simile
verificatosi a Berkeley
nello stesso periodo.
Questo focolaio epidemico di
Salmonella, come quello di
Berkeley, potrebbe essere
in relazione con una grossa
quantità di mandorle crude,
che lo scorso anno sono
state trovate contaminate
con Salmonella enterica sierotipo Enteritidis.
Infatti nel 2004 la FDA
aveva collegato dei focolai
di questo batterio a partite
di mandorle crude prodotte e
vendute dalla società
californiana Paramount Farms,
Inc. Ma, sebbene la società
abbia ritirato i prodotti
contaminati, una grande
quantità di mandorle era già
stata consumata prima
dell'allarme lanciato dalla FDA.
** Questo episodio
sottolinea come partite
contaminate di prodotti
rischiano di provocare
focolai anche se
tempestivamente segnalate e
ritirate. A questo proposito
il consiglio per i
produttori e per i gestori
di ristoranti è quello di
stare molto attenti a
ritirare il più in fretta
possibile le partite
contaminate e, nel caso di
ristoranti, non accettare
prodotti a rischio. Ai
consumatori non rimane altro
che stare attenti a quei
prodotti che sono
particolarmente a rischio di
contaminazione.
Links:
3.
Influenza aviaria in
Finlandia: l'Italia si
tutela con l'etichettatura
obbligatoria
Recentemente in Finlandia, a
nord della città di Oulu,
durante abituali controlli
dell'avifauna marina, è
stato isolato da tre gabbiani
trovati morti
un virus probabilmente a bassa patogenicità,
appartenente alla famiglia
di quelli dell'influenza aviaria;
gli animali erano morti
probabilmente di fame e non
solo a causa della malattia.
Infatti, nonostante i segni
ritrovati collegabili al
virus dell'influenza degli
uccelli, i gabbiani, in
realtà, non avevano mostrato
i chiari sintomi della
malattia. Questo virus, a differenza
di quello isolato nel sud
est asiatico (virus H5N1) e
che aveva ucciso almeno 60
persone, non provocherebbe
malattia significativa
nell'animale e nell'uomo.
Questo è il primo caso di
influenza degli uccelli
scoperto in Finlandia; gli
esperti hanno paura che il
virus H5N1 possa mutare e
cominciare a diffondersi
nell'uomo rischiando di
creare una vera e propria
epidemia a livelli globale.
L'Italia ha già attivato
controlli più serrati sulle
importazioni di animali e di
carni e sta attivando un
rafforzamento delle dogane
con personale veterinario.
Inoltre, il 26 agosto 2005,
il Ministero della Salute ha
emanato provvedimenti
d'urgenza per prevenire la
diffusione di questo virus
nel nostro Paese. In modo
particolare viene ritenuta di estrema
importanza l'introduzione
dell'etichettatura
obbligatoria sull'origine
dei volatili d'allevamento,
provvedimento che, secondo
il Ministero, potrebbe garantire
qualità e sicurezza
alimentare di prodotti
nazionali. Tuttavia, la
decisione deve essere presa
a livello europeo.
** I timori di una
"mutazione" del virus H5N1
che lo renda trasmissibile
da uomo a uomo sono
purtroppo fondati; sebbene
sia possibile che questo non
avvenga mai, esiste un
consenso a livello
internazionale sulla
necessità di prepararsi ad
un evento potenzialmente
gravissimo. Il virus, nella
forma nota nel Sud-Est
asiatico, si trasmette dal
pollame all'uomo ed il
rischio sarebbe pertanto
limitato a chi ha un
contatto diretto con gli
animali. In questo quadro,
non è chiaro come
l'etichettatura d'origine
possa essere utile alla
protezione del consumatore
di carne di pollo, se non
come forma di indirizzo dei
consumi verso prodotti
italiani. Per chi alleva
polli, è importante
adeguarsi alle misure di
sicurezza raccomandate dal
Ministero e di consultarsi
rapidamente con i veterinari
ove necessario.
Links:
4.
L'epatite A fa strage in
Pennsylvania: coinvolte i
cipollotti provenienti
dal Messico
A novembre del 2003, un
grosso focolaio epidemico di
epatite A, collegato al
consumo di cipolle verdi, è
stato identificato tra i
clienti di un ristorante
della Pennsylvania. Analisi
di laboratorio hanno
confermato l'infezione da
questo virus (HAV). Sono
stati individuati 601 casi
di infezione, tre dei quali
sono morti mentre 124 sono
stati ricoverati in
ospedale. I risultati di una
investigazione
caso-controllo hanno
identificato come fonte del
contagio una salsa e vari
piatti, preparati al
ristorante, che contenevano
cipollotti (o cipolle verdi); le cipolle
provenivano dal Messico e,
probabilmente, erano state
contaminate prima di
arrivare al ristorante. Il
ristorante è stato chiuso.
Lo studio caso-controllo
è stato condotto tra i
clienti che avevano cenato
nel ristorante tra il 3 e il
6 ottobre del 2003; tra i
425 pazienti che avevano
mangiato al ristorante una
sola volta, 356 (l'84%)
avevano cenato lì proprio in
queste date. Su 240 pazienti
compresi nello studio
caso-controllo, 218 (il 91%)
hanno riferito di aver
mangiato una salsa leggera a
base di cipolle, mentre il
98% dei pazienti e il 58%
dei controlli hanno riferito
di aver mangiato un menu,
anch'esso contenente le
cipolle verdi. I test per il
virus dell'epatite A sono
stati condotti su tutti i
dipendenti del ristorante,
ma nessuno è stato
identificato come fonte del
contagio. Inoltre, sono
state condotte delle analisi
di sequenza del RNA del
virus dell'epatite A su
campioni presi da 170
pazienti; le sequenze sono
risultate identiche in tutti
i campioni analizzati.
Inoltre le sequenze
analizzate sono risultati
identiche o molto simili a
quelle osservate tra persone
trovate con la stessa
malattia che vivevano ai
confini col Messico o che
avevano fatto viaggi in
questo Paese. In più tre
fabbriche messicane di
cipolle verdi sono state
implicate in in alcuni
focolai in Georgia e
Tennessee.
** Il resoconto di questo
episodio, che avevamo già
affrontato nel 2003,
sottolinea l'importanza di
osservare Buone Pratiche
Agricole (GAP) in tutti i
paesi che interagiscono con
la nostra filiera
alimentare. A questo proposito
i fornitori e i
ristoratori dovrebbero fare
molta attenzione ai prodotti
prodotti provenienti da
Paesi in via di sviluppo, che sono a
maggiore rischio per varie patologie
alimentari. è importante che
anche a livello agricolo
vengono istituiti adeguati
controlli anche da parte dei
produttori italiani.
Prodotti vegetali italiani
freschi, come evidenziano le
allerta europee, non sono
esenti da questi problemi.
Links:
5. Vibrio vulnificus e
ostriche crude: ora
protagonista di una
valutazione del rischio
Recentemente la FAO, in
collaborazione con
l'Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS o WHO), ha
concluso un importante
studio di valutazione del
rischio di Vibrio vulnificus
associato al consumo di
ostriche crude (iniziato nel
2001 e pubblicato solo nel
2005). Lo studio
effettuato è uno di una
serie di valutazioni del
rischio che sono state
condotte per determinare
l'incidenza dei batteri
della specie Vibrio
associati al consumo di
prodotti ittici, spesso consumati crudi o poco
cotti. Il lavoro è stato
valutato da due gruppi di esperti; alcuni
dati sono stati forniti dal
Comitato del Codex
sull'igiene alimentare e dal
Comitato del Codex sul pesce
e sui prodotti a base di
pesce.
Per portare avanti il lavoro
è stato seguito l'approccio
di estendere i modelli di
valutazione del rischio, già
sviluppati dalla FDA e dalla
FAO, al patogeno di
interesse, Vibrio vulnificus.
Con questo metodo è stato
possibile sviluppare un
modello in grado di valutare
l'effettiva potenzialità
delle varie strategie di
mitigazione nel ridurre i
livelli di V. vulnificus
nelle ostriche e, quindi,
nel ridurre i rischi di
malattia. Inoltre, il
modello sviluppato fornisce
informazioni sulle modalità
di trasmissione della
malattia provocata da questo
batterio (setticemia)
soprattutto in relazione
all'allevamento di questi
animali e al consumo da
parte dell'uomo, con un
occhio di riguardo alla
popolazione più
suscettibile. Inoltre,
anche se a volte con qualche
modifica, il modello è
applicabile in diversi
Stati. In fine lo scopo del
lavoro è stato quello di
contribuire al processo di
decisione per quanto
riguarda l'amministrazione
della sicurezza alimentare legata
al rischio nei prodotti
ittici.
** Queste valutazioni
sono rivolte principalmente
alle autorità sanitarie. Contengono
inoltre ottimi
consigli per come trattare o
cucinare questi animali. In
modo particolare il
consiglio per i consumatori
è quello di consumare le
ostriche e tutto il pesce
ben cotte, in modo da
eliminare eventuali patogeni
che possono essere presenti.
Links:
6. Olio d'oliva: non solo
alimento ma anche medicinale;
scoperte proprietà
antinfiammatorie
L'oleocanteale, un composto
naturalmente presente
nell'olio extra-vergine
d'oliva, è risultato essere un agente
antinfiammatorio non steroideo che può apportare
effetti benefici in certe
malattie croniche dell'uomo,
dove l'infiammazione gioca
un ruolo chiave. Queste,
alcune conclusioni di un
articolo scritto da un
gruppo di scienziati del
centro chimico Monell in
collaborazione con due
università americane e
un'industria chimica (la Firmenich, Inc.), che è
stato pubblicato sulla
rivista scientifica "Nature"
il primo di settembre del
2005. I ricercatori hanno
scoperto che il composto, da
loro chiamato oleocanthal (oleo=oliva;
canth=pungente; al=aldeide),
inibisce l'attività degli
enzimi ciclooxigenasi (COX-1
e COX-2) responsabili
dell'infiammazione, proprio
come fa l'ibuprofene, un
principio attivo
farmaceutico usato in alcuni
medicinali
antinfiammatori. La scoperta
è stata portata alla luce in
un modo molto curioso;
infatti, Beauchamp, uno
scienziato del centro
chimico Monell, assaggiando
l'olio d'oliva ha provato un
effetto di irritazione alla
parte bassa della gola
simile a quella che gli era
già stata provocata
assaggiando l'ibuprofene.
Così, incuriosito da quell'effetto,
ha cercato nell'olio d'oliva
il composto responsabile
dell'irritazione e ha
trovato proprio l'oleocanthal,
che poi si è rivelato un
principio attivo contro
l'infiammazione, proprio
come l'ibuprofene.
** Questo articolo
fa sospettare potenziali
nuovi effetti benefici
dell'olio d'oliva, alimento
essenziale nella dieta
mediterranea. Al momento è
prematuro valutarne
l'utilizzo come farmaco o
gli effetti
nell'alimentazione.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel
bollettino 35/2005. Le
allerta riguardano prodotti
che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- Apparentemente anche
le autorità europee
stanno incontrando
numerosi problemi legati
all'uso dei coloranti,
una delle principale
cause di rifiuto
all'importazione di
prodotti negli USA
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
22/08/2005 |
Livelli
eccessivi del
colorante E 124
(Ponceau 4R /
rosso di
cocciniglia A) |
Caramelle
colorate ripieni
di cacao |
Polonia |
Slovacchia |
|
22/08/2005 |
Presenza dei
patogeni
Salmonella
chester,
Salmonella Give,
Salmonella
Newport e
Salmonella
Schwarzengrund |
dog chew |
Germania |
Austria |
|
22/08/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati
E 102,
tartrazina e E
110, giallo
tramonto FCF |
Snack di spaghettini
cinesi
istantanei |
Cina (Hong Kong) |
Germania
|
|
23/08/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Filetti di pollo
surgelati |
Danimarca |
Svezia |
|
24/08/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Peperoncino in
polvere |
Regno Unito
|
Spagna |
|
24/08/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati
E 102,
tartrazina e E
110, giallo
tramonto FCF |
Prodotti di
pasticceria |
Olanda |
Germania |
|
24/08/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati
E 102,
tartrazina e E
110, giallo
tramonto FCF |
Prodotti pronti
per il consumo
surgelati |
Olanda |
Germania |
|
24/08/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella Spp. |
Filetti di petto
d'oca freschi |
Ungheria |
Italia |
|
25/08/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Lombi di tonno freschi |
Spagna |
Italia |
|
25/08/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno
Sudan 1
|
Curry in polvere |
Via Olanda |
Germania |
|
25/08/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Pollo surgelato |
Olanda via
Belgio |
Svezia |
|
26/08/2005 |
Livelli
eccessivi di
propilen glicole |
Torta di fragole |
Polonia |
Estonia |
|
26/08/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
typhimurium |
Filetti di patto di
tacchino surgelati |
Polonia |
Finlandia |
|