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Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio alla fine di ogni mese.
Se siete interessati a inviarci osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una notizia, scrivete liberamente a collaborazioni@sicurezzadeglialimenti.it. Settimanale di Sicurezza degli Alimenti
Settembre 2003Numero 4/2003 26 Settembre 2003Sommario 1. Editoriale Riportiamo, questa settimana, una serie di notizie preoccupanti, dal botulismo in Francia, allo scarso funzionamento del sistema di rintracciabilità delle carni, alla presenza di metalli pesanti nei campi pugliesi, oltre a una notizia non prettamente di sicurezza alimentare (pubblicità e alimentazione infantile) e uno spunto utile proveniente dagli USA. Ricordiamo ai lettori che è possibile distribuire liberamente questo Settimanale. 2. Rischio botulismo dalla Francia Gli stessi lotti di prodotti carnei francesi implicati in 4 casi di botulismo sono stati importati anche in Italia (oltre che alle isole Comore). Le autorità francesi hanno identificato, in due regioni, quattro casi, di cui tre appartenenti alla stessa famiglia ed uno isolato, associati al consumo di salsicce halal (cioè prodotte con carne macellate secondo la legge islamica). La presenza della tossina di botulino di tipo A è stata confermata nel siero di tutti i casi, che sono stati ospedalizzati. I sintomi sono stati relativamente lievi. Poiché tutte le salsicce provenivano dallo stesso produttore, la direzione generale per l’alimentazione (DGAl) francese ha ordinato prima il ritiro dal commercio di tutte le salsicce, e poi di tutte le carni della ditta Bouod con scadenza anteriore al 24 marzo 2004. Nessun altro caso è stato riportato alle autorità francesi. Il Ministero della Salute italiano, sulla base delle informazioni ricevute attraverso il sistema europeo di allerta, ha esteso il ritiro all’Italia, informando NAS e regioni per provvedere, e mettendo in guardia anche i consumatori. L’eco della notizia è stato ampio. ** Non sono ancora noti i problemi produttivi che possono aver causato questi episodi di botulismo, che è la più grave delle intossicazioni alimentari. Nei paesi sviluppati, la maggioranza dei casi di botulismo è dovuta ad alimenti manipolati per la conservazione a livello casalingo. Quando sono i prodotti commerciali a causare le intossicazioni, le persone a rischio non appartengono allo stesso gruppo ed è più difficile proteggerle. Fondamentale è ritirare rapidamente il prodotto dal commercio e informare i rivenditori e i consumatori. Dalla probabile data di ospedalizzazione, le autorità francesi hanno impiegato 10 giorni per ritirare le salsicce implicate e 17 ad estendere il provvedimento a tutti gli altri prodotti carnei. Il comunicato del Ministero risale a 29 giorni dopo l’ospedalizzazione; il contenuto del comunicato stampa potrebbe essere più esaustivo. Links:
Nell’Unione Europea, quando, dopo la macellazione, la carne passa al sezionamento fino alla vendita al dettaglio, la rintracciabilità perde spesso in affidabilità, nonostante l’introduzione delle misure richieste dal Regolamento EC 1760/2000. Tuttavia, l’applicazione della normativa ha reso effettivamente possibile risalire per ciascun esemplare dal macello alla fattoria d’origine. Sono queste alcune delle conclusioni del rapporto che l’Ufficio Alimentare e Veterinario (UAV) della Commissione Europea ha presentato il 23 settembre. Questo rapporto indica anche che la documentazione commerciale è spesso carente, che carni di provenienza diversa vengono mischiate e a volte diventa impossibile distinguere la carne proveniente dall’Unione rispetto a quella extraeuropea, come è stato recentemente denunziato dai media irlandesi. Inoltre, gravi mancanze sono state notate a livello di etichettatura. ** La rintracciabilità è giudicato uno strumento essenziale per garantire la sicurezza degli alimenti e informare adeguatamente esercenti alimentari e consumatori. È stata applicata inizialmente al settore carni, con l’urgenza dovuta soprattutto alla BSE, ma l’UE ha deciso di estenderla a tutti i generi alimentari. È importante che autorità nazionali e produttori collaborino per rendere funzionale questo meccanismo. Links (lingua inglese):
4. Fertilizzanti a base di cromo e zinco Per almeno quattro anni sono stati utilizzati sui campi della Murgia, in Puglia, composti fertilizzanti con elevato contenuto di metalli pesanti, provenienti dal riciclaggio di fanghi industriali. Apparentemente, da questi campi sono stati ottenuti prodotti alimentari, tra cui farine (e da queste pane); inoltre, le falde acquifere potrebbero essere molto inquinate. Il numero ridotto dei campi che paiono coinvolti e l’elevato mescolamento del frumento e delle farine, secondo l’Assessore all’Agricoltura della Puglia, avrebbero mitigato il rischio sanitario. I prodotti tipici, tra cui il Pane di Altamura, non sarebbero sufficientemente a rischio per rendere necessari ritiri dal commercio. ** I metalli pesanti, se presenti in elevate quantità, possono comportare un grave rischio per la salute. L’effettivo impatto sanitario non è stato ancora stimato; certamente per chi dovesse utilizzare nella sua attività o per il consumo personale prodotti provenienti dalle aree a rischio, è difficile prendere decisioni supportate da informazioni valide. Le autorità di controllo, sia gli enti pubblici che i consorzi, potrebbero tenere presente l’esperienza internazionale in campo alimentare. Essa dimostra che solo l’autorevolezza derivante da una continua trasparenza e un assoluto rigore nell’applicare le norme garantiscono nel tempo la fiducia dei clienti (sia commerciali che consumatori) verso i prodotti di un’area geografica, mentre le rassicurazioni sono spesso poco efficaci o controproducenti. Links (lingua italiana):
5. Pubblicità e preferenze alimentari dei bambini La pubblicità alimentare rivolta ai bambini è efficace e ne influenza i gusti, gli acquisti e i consumi, anche se la dieta pubblicizzata è meno sana di quella raccomandata dai nutrizionisti (che al contrario è poco pubblicizzata). I principali prodotti pubblicizzati, almeno in Inghilterra, sono i cereali per la colazione, le bevande analcoliche, i dolci e gli snack, oltre alle catene di fast-food. Queste sono alcune delle conclusioni di un rapporto commissionato al Cento di Marketing Sociale dell’Università di Strathclyde dalla FSA britannica.
** Questo studio non si basa su ricerca originale, ma sull’analisi sistematica degli studi scientifici svolti in precedenza, secondo una pratica molto utilizzata in medicina (meta-analisi). Tra le limitazioni, gli stessi autori riconoscono che la prova scientifica è difficile da stabilire, ma, aggiungono, le loro conclusioni sono almeno altrettanto valide di quelle degli esperti di marketing. I risultati appaiono in buona parte estrapolabili all’Italia. Potrebbe essere interessante indagare quali effetti ha la pubblicità sui comportamenti che influenzano la sicurezza alimentare. Links (lingua inglese):
6. Etichette per il consumo e ristoranti Etichette per spiegare come riutilizzare in sicurezza gli avanzi che i clienti si portano a casa dal ristorante. Si tratta di un'idea americana, nata dalla collaborazione tra una catena di ristoranti e la Home Food Safety Initiative. I principali consigli, in particolare, sono di refrigerare gli avanzi entro due ore dal pranzo; scrivere sull'etichetta la data del pasto per mangiare gli avanzi entro tre o quattro giorni; utilizzare sempre un termometro nel frigorifero per assicurarsi che la temperatura interna sia sotto i 4°C; riscaldare gli avanzi ad almeno 75°C; usare un termometro per assicurarsi della cottura della carne. **In Italia non esiste l'abitudine americana di chiedere al ristoratore di mettere in un contenitore quello che non si è mangiato. Gli americani le chiamano ancora "doggy bags" (buste per il cane), ma è raro che siano i cani a mangiare gli avanzi. I problemi di conservazione sicura di questi avanzi è evidente. L'idea di applicare etichette per il consumo si potrebbe però validamente estendere a tutti i prodotti confezionati al momento con problemi di deperibilità (per esempio, prodotti di pasticceria, carne, etc.). Come dimostra l'esempio americano, potrebbe essere anche un veicolo pubblicitario. Links:
Numero 3/2003 19 Settembre 2003Sommario 1. Editoriale Questa settimana è giunto alla ribalta, con un certo impatto anche in Italia, il caso Rosso Sudan 1, cui dedichiamo maggiore spazio; le altre notizie riguardano rischi (toxoplasmosi), igiene e GMP (lavaggio mani, Salmonella nelle pasticcerie) e ispezioni. 2. Spezie: meglio pallide che cancerogene A partire da maggio di quest'anno, le autorità francesi hanno incominciato a trovare un colorante chimico, il Sudan Red 1, in peperoncini e polvere di peperoncino provenienti dall'India. Questo colorante, vietato negli alimenti anche in India, di solito è usato per colorare solventi, oli, cere, e lucidi per scarpe. E'cancerogeno per i topi e non vi sono dati che ne smentiscano la pericolosità per l'uomo (cioè si trova in classe 3 per la International Agency for Research on Cancer, o IARC). -In giugno, l'UE ha deciso di sottoporre ad analisi tutte le importazioni di peperoncino e di verificare i prodotti già sul mercato, attraverso le autorità dei paesi membri. Per esempio, le autorità inglesi, con il contributo dei produttori stessi, hanno identificato diversi prodotti contaminati, tra cui un sugo Cirio all'arrabbiata, il Pesto Rosso Bertolli e vari sughi di un'altra casa italiana, la Star, mentre i produttori davano pubblicità del pericolo e li ritiravano dal commercio. In Italia, problemi si sarebbero riscontrati con una salsa Barilla ed è stata avviata un'inchiesta. ** La presenza di contaminanti anche nocivi (coloranti non consentiti, antibiotici o altri residui) in alimenti provenienti dai paesi in via di sviluppo è purtroppo un fatto abbastanza comune. Probabilmente vari fattori, tra cui le priorità e capacità delle autorità di quei paesi, la mentalità dei produttori, etc., contribuiscono a queste frodi che vengono poi rilevate dalle autorità di altre nazioni. Il rischio per le popolazioni esposte è incerto e probabilmente basso, mentre si evidenzia con chiarezza come problemi relativi ad un ingrediente finiscano per coinvolgere a catena tutta la filiera. E'importante che i fornitori siano controllati e affibabili-forse era possibile sospettare qualcosa prima delle evidenze chimiche. Infine, colpisce l'attivismo e le pubblicità in alcuni paesi europei rispetto alla scarsa risonanza, almeno finora, in Italia. Links (lingua inglese):
Secondo un'inchiesta recente presentata al 43esimo convegno ICAAC, il 30% circa dei viaggiatori aeroportuali americani non si lava le mani dopo aver utilizzato il bagno. L'agenzia Wirthlin Worlwide, su incarico della American Society for Microbiology (ASM), ha osservato, nell'agosto 2003, 7541 persone nei bagni pubblici degli aeroporti di New York, Chicago, San Francisco, Dallas, Miami, e Toronto. Diversamente che in America, i passeggeri dell'aeroporto di Toronto, città dove la SARS ha colpito, si lavavano le mani quasi sempre. Altro elemento interessante è che, secondo un'inchiesta simile, fatta però via telefono, su 1000 americani, il 95 percento diceva di lavarsi le mani, dopo l'uso dei bagni pubblici. ** Il lavaggio delle mani è una misura igienica fondamentale non solo in sicurezza alimentare, ma anche per prevenire molte altre malattie. Il caso di Toronto indica che, in presenza di uno stimolo forte (SARS) e di una conseguente campagna informativa, le abitudini possono essere significativamente diverse. Infine, si evidenzia che, in molte materie di igiene, si deve credere con cautela a quanto dichiarato verbalmente. Questo vale anche nell'accertare le effettive pratiche igieniche del personale di un esercizio alimentare. Per confrontare il dato con l'Italia, bisogna aggiungere che, al contrario che qui, negli Stati Uniti, i lavandini dei bagni pubblici sono praticamente sempre funzionanti, puliti e dotati di sapone e carta per asciugarsi. Links (lingua inglese):
4. Le numerose vie di Salmonella: le siringhe per dolci In Australia, l'investigazione di 22 casi di salmomellosi dovuti a Salmonella typhimurium tipo fagico 99 ha concluso che le probabili colpevoli erano le siringhe per dolci di una pasticceria. In questa pasticceria, vi era l'abitudine di utilizzare questi strumenti indifferentemente per carne cruda da mettere nei salatini che per la panna per i pasticcini, senza sostituirle o sanitizzarle. A peggiorare gli effetti di questa pratica alcune delle paste alla panna incriminate come veicolo sono state consumate dopo averle lasciate per più di 24 ore a temperatura ambiente. Anche due dipendenti della pasticceria sono stati colpiti dalla stessa forma di salmonellosi. Anche se non è detto che la contaminazione crociata con carne sia la fonte di Salmonella, in questo caso, la pratica identificata era sicuramente molto preoccupante. Le pasticcerie producono prodotti molto delicati dal punto di vista microbiologico; per questi esercizi, è estremamente importante attuare pratiche produttive corrette. A volte i consumatori aggravano gli effetti di pratiche produttive sbagliate; in questo senso, anche gli esercenti stessi potrebbero dare indicazioni sulla conservazione adeguata degli alimenti. Links (lingua inglese): L'autorità di controllo alimentare britannica (FSA) ha pubblicato i risultati del suo audit di un'autorità locale di controllo alimentare (London Borough of Lewisham). Questa audit ha evidenziato che l'autorità locale non aveva mai preparato un programma ispettivo per gli standard alimentari e che le ispezioni igieniche non erano eseguite abbastanza spesso e in maniera razionale. Alcuni esercizi ad alto rischio non erano stati ispezionati da oltre 2 anni. I risultati di questo audit sono stati pubblicati online. Anche l'Unione Europea conduce audit formali dei sistemi di ispezione degli Stati membri. Per quanto riguarda l'igiene alimentare, uno dei problemi italiani era proprio quello della mancanza di un sistema di audit delle autorità locali di sicurezza alimentare. ** Sebbene spesso le autorità ispettive operino in condizioni difficili, con scarso personale o mezzi, è importante una valutazione esterna perché le autorità stesse possano identificare i problemi e migliorarsi e perché il pubblico possa essere informato sulla situazione nella propria area. E'nell'interesse dei produttori seri, oltre che dei consumatori, che il sistema ispettivo funzioni. Links (lingua inglese):
Epicentro, il sito epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità, ha dedicato un articolo al problema toxoplasmosi, un'infezione causata da un protozoo, che si rinviene nelle feci di gatti e nelle carni di animali infetti (soprattutto, agnello, maiale, cervo). Rappresenta un grave pericolo per le donne incinte, perché può causare malformazioni al feto, e per persone con il sistema immunitario gravemente danneggiato. Informazioni sulla prevenzione si trovano anche sul sito del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Atlanta (CDC, lingua inglese). ** La toxoplasmosi non è spesso oggetto di grande attenzione quando si progetta un piano di autocontrollo secondo il metodo HACCP, forse perché il rischio per buona parte della popolazione è basso. Tuttavia, la sua gravità per le categorie vulnerabili ne fanno un rischio importante. I consumatori a rischio devono prestare molta attenzione non solo in ambito alimentare. Chi vende o somministra alimenti deve considerare questo rischio (per esempio, nelle carni di agnello e maiale) e può contribuire alla prevenzione informando e orientando i consumi per esempio delle donne in gravidanza (il macellaio: "Signora, siccome è incinta, magari lo sa già, forse è meglio che non lo mangi o lo cuoccia molto bene....attenzione anche quando lo prepara...etc."). Non va ignorato anche il rischio per chi per lavoro manipola carni o altri alimenti potenzialmente infetti. Links: (lingua italiana) Numero 2/2003 12 settembre 2003Sommario 1. Editoriale Siamo al secondo numero, le iscrizioni aumentano, le notizie anche, alcune positive e molte preoccupanti. Le istruzioni per abbonarvi e altre info sono in fondo al messaggio. 2. Si può crescere senza antibiotici I paesi con un sistema agricolo moderno possono seguire l'esempio della Danimarca in fatto di antibiotici usati come promotori della crescita animale nell'allevamento, secondo un gruppo di esperti dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). La Danimarca li ha proibiti nel 1999, per prevenire la comparsa di ceppi resistenti agli antibiotici, che potevano poi porre problemi sanitari. Secondo il rapporto OMS, i ceppi di batteri resistenti, almeno per una specie, sono crollati dal 50-80% al 5-35%; le conseguenza economiche sul settore agricolo sono state minime. Anche l'Unione Europea ha deciso di proibire gli ultimi promotori di crescita ancora ammessi a partire da quest'anno. ** L'uso di antibiotici nell'allevamento come promotori della crescita è stato oggetto di molte discussioni, soprattutto negli USA dove questa pratica è permessa. Mentre la diatriba scientifica continua (se cioé sia assolutamente provato che i batteri resistenti sviluppino negli allevamenti e poi passino all'uomo), alcuni paesi hanno agito secondo il cosidetto principio di precauzione; in questo caso, sembra con risultati positivi. A volte essere prudenti non è molto costoso ed è efficace. Links (lingua inglese): La data di scadenza, la lista degli ingredienti e le informazioni nutrizionali sono le informazioni in etichetta più lette dai consumatori di Australia e Nuova Zelanda. Quando si passa alle tabelle nutrizionali, i consumatori sanno confrontare i prodotti su un parametro, ma ammattiscono quando si tratta di decidere se è meglio meno sale o meno grasso. Un quarto sapeva che gli ingredienti sono indicati nella lista in ordine decrescente. Putroppo, invece, metà degli intervistati non capiva l'espressione "Da consumarsi entro", e la riteneva una semplice indicazione. L'autorità di sicurezza alimentare di quei paesi ne deduce che è necessaria una campagna per spiegare ai consumatori come funzionano le etichette. Anche una ricerca inglese sulle etichette nutrizionali conferma che i consumatori fanno fatica a capirle. ** Le etichette permettono ai consumatori di scegliere meglio. Questo è vero, in Australia come in Italia, però solo se sono comprensibili e se i consumatori sono stati adeguatamente informati o forse addirittura formati quando erano a scuola. In Italia, recentemente, nel campo della pubblicità di alcune acque minerali e dei biscotti, è stata attirata l'attenzione dei consumatori sull'etichetta. Tuttavia, la mancanza di informazione riduce in genere la possibilità dei produttori di competere con questo strumento che potrebbe differenziare sulla base della qualità. Links (lingua inglese): 4. Ritiri dal commercio e allergie Nel periodo 2003-4, l'autorità di sicurezza alimentare di Australia e Nuova Zelanda ha ritirato dal commercio 75 prodotti. Rispetto all'anno precedente, l'incremento è stato del 40% ed è dovuto alla presenza non dichiarata di allergeni che la nuova legislazione vuole chiaramente indicati in etichetta. Degli altri, 22 erano dovuti ad un rischio sanitario microbiologico, 8 a pericoli fisici (presenza di materiali estranei nell'alimento), 7 chimici. ** Più o meno frequentemente, le autorità di sicurezza alimentare ordinano il ritiro di alimenti non adatti alla commercializzazione (a volte decisamente nocivi) dal mercato (in alcuni paesi ne danno anche ampia pubblicità, come negli USA). Quando viene introdotta una nuova regolamentazione, i ritiri dal commercio crescono perché non tutti si adeguano. E'importante dunque essere preparati alla crescente e giustificata attenzione agli allergeni, a volte inaspettatamente presenti per via di ingredienti non specificati o per contaminazioni non volute. In generale, questi dati confermano anche che i rischi microbiologici sono riscontrati più frequentemente degli altri. Links (lingua inglese): 5. I dati dimostrano l'efficacia della prevenzione USA La rete americana per la sorveglianza attiva delle malattie trasmesse dagli alimenti(FoodNet)sta per distribuire il suo rapporto sul 2001 e ha diffuso delle anticipazioni. Negli ultimi sei anni, i patogeni Yersinia, Listeria, Campylobacter, e Salmonella typhimurium hanno causato progressivamente meno malattie, portando gli americani verso i loro obiettivi sanitari per il 2010. Una delle cause della diminuzione è probabilmente un programmo nazionale contro i patogeni, basato sul metodo HACCP; è stato anche importante lo sforzo di identificare le cause delle epidemie e di attirare l'attenzione delle industria sui problemi esistenti. Per il futuro, bisognerà controllare i patogeni nei bovini (Escherichia coli O157), nelle galline ovaiole(Salmonella enteritidis, attraverso un programma nazionale), e nei molluschi, soprattuto ostriche (Vibrio). Soprattutto, E. coli O157 ha continuato a causare lo stesso numero di infezioni, senza diminuzioni. Di grande preoccupazione è l'alto numero di casi tra i bambini piccoli, e l'aumento di quelli dovuto a Salmonella newport, che in alcuni casi è resistente a tutti gli antibiotici orali ammessi per i bambini. ** I dati di FoodNet sono ottenuti solo su un campione della popolazione e hanno altre limitazioni, ma in generale possono essere considerati validi. Gli americani pongono molta attenzione a dimostrare, in maniera scientifica, l'efficacia delle regolamentazioni. In questo caso, hanno dimostrato che un'azione organizzata è efficace per controllare molte malattie, e che diverse misure sono necessarie per ottenere il successo. Chi produce alimenti, può contribuire efficacemente a contenere un problema sanitario che può essere serio, come nel caso dei bambini. Links (lingua inglese):
6. Bagni al pesticida per le pecore Nel Galles, sembra che i pastori abbiano preso l'abitudine di immergere le pecore in un pesticida, la cipermetrina, approvata per l'uso in agricoltura, ma non sugli animali. I sospetti sono nati da una moria di trote; il pesticida è molto meno costoso dei composti ammessi come antiparassitari per le pecore (sono stati venduti 6.000 litri all'anno del pesticida nella zona incriminata). Secondo le autorità inglesi, non è noto l'effetto del pesticida sugli animali e le possibili conseguenze sui consumatori che mangiassero carne di questi ovini, mentre è chiaro che è molto dannoso per i pesci. Vi sono una ventina di pesticidi basati su cipermetrina registrati in Italia, di cui 12 sicuramente in commercio. ** E'ancora difficile valutare le conseguenze sanitarie, ambientali ed economiche di questo episodio, di cui si inizia ora a stimare l'entità. Per esempio, non si conocono ancora le dosi residuate nelle carni. La capacità inventiva (e il desiderio di risparmiare) dell'uomo ha prevalso su una regolamentazione forse ritenuta poco importante. Ora, le conseguenze legali e anche economiche per i pastori coinvolti e per tutto il comparto potrebbero essere pesanti. Inventare procedure illegali o non accertarsi della loro legalità è pericoloso in campo alimentare, per se stessi, per la propria categoria e a volte per consumatori e ambiente; d'altra parte chi deicide e applica le norme, deve farle rispettare, essere vigilante e convincere chi è sottoposto alla regolamentazione della sua fondatezza e necessità. Links: (lingua inglese):
Numero 1/2003 5 settembre 2003Sommario E'un piacere inviarvi il numero 1 del Settimanale di Sicurezza degli Alimenti. Pensiamo che sarà uno strumento utile per tenersi aggiornati, in Italiano, su un argomento importante. Trovate le istruzioni per abbonarsi, inviarci informazioni e contributi (benvenuti) in fondo al messaggio. 2. Faccette sorridenti in Danimarca I consumatori danesi avranno la possibilità di valutare i risultati delle ispezioni di tutti i ristoranti e negozi di alimentari. Le ispezioni, svolte quattro all'anno, operate dalle autorità riguardano igiene e altre norme alimentari. I risultati possono variare da una faccetta che ride (nessuna osservazione), sorride, è perplessa o ad una che é proprio triste (provvedimento giudiziario in corso); le faccette saranno esposte nel negozio e su Internet. Il 68% dei 40 000 esercenti danesi ha già ricevuto una faccetta allegra. **Si tratta di un'iniziativa già intrapresa in altri paesi, con possibili vantaggi per i consumatori, ma che dimostra soprattutto una forte capacità ispettiva da parte delle autorità (4 ispezioni all'anno). L'efficacia e l'impatto commerciale andranno valutate nel tempo. Per alcuni operatori un sistema simile potrebbe rappresentare uno strumento competitivo. Links (lingua inglese): 3. Inghilterra colpita da SE associata a ristoranti cinesi e a uova importate Salmonella enteritidis (in breve, SE), una specie di salmonella, ha causato in Inghilterra e Galles molti casi di malattia quest'estate e l'autunno scorso: 356 casi quest'estate e 1000 nell'autunno 2002. Quest'estate, su 22 episodi accomunati da una stessa fonte ben 12 erano associati a ristoranti cinesi. L'autunno scorso, invece, erano risultate le uova importate dalla Spagna ad essere il probabile veicolo. In generale, gli alimenti sospetti sono le uova crude, il pollo e le anitre crude. **Non è detto che le conclusioni si applichino all'Italia: in comune abbiamo sicuramente la presenza di numerosi ristoranti cinesi e l'uso di uova in guscio (cioè, non sgusciate e pastorizzate). Per proteggersi, è importante cuocere bene le uova, soprattutto se destinate a persone vulnerabili (bambini, anziani, malati, etc.), e il pollame, evitando di contaminare con il prodotto crudo altri alimenti. Questo vale a maggior ragione per gli operatori del settore. Links (lingua inglese): 4. O157:H7 colpisce in Argentina e anche in Irlanda Un tipo di Escherichia coli, chiamato O157:H7, è in grado di causare una malattia renale grave in molte delle persone infettate, soprattutto se bambini e anziani. Il paese più colpito è l'Argentina, con ogni probabilità perché il veicolo più comune sono gli hamburger poco cotti. Uno studio recente ha confermato questo legame nel caso di una bambina di 2 anni. In Irlanda, invece, è stato probabilmente un lavoratore poco attento all'igiene a contaminare gli alimenti di un ristorante causando nei giorni scorsi la più grande epidemia di O157:H7 nella storia gaelica. **O157:H7 è un patogeno pericoloso, da cui ci si protegge manipolando gli alimenti in maniera igienica. La situazione italiana sembra meno grave (apparentemente 10 volte meno casi di complicazioni renali nei bambini che in Argentina), ma è importante non abbassare la guardia. Chi produce o somministra alimenti, deve assicurarsi delle pratiche igieniche del personale e trattare la carne con grande prudenza. Links (lingua inglese): I pesci, soprattutto quelli al vertice della catena alimentare (pesci spada, squali, etc.), possono contenere alti livelli di mercurio. Il mercurio proveniente dal pesce è stato associato a danni neurologici ed aumentato rischio di infarto. Per questo il consumo di questi pesci è sconsigliato ai bambini piccoli e alle donne incinte; negli Stati Uniti il consumo viene addirittura periodicamente sconsigliato o proibito a tutti. Uno studio recentemente pubblicato su Science, una delle due riviste scientifiche più prestigiose del mondo, indica che il mercurio nel pesce sarebbe in una forma diversa (metilmercuriocisteina) da quella che si era ipotizzata. Il livello di rischio finora sarebbe stato dunque valutato su un composto più tossico di quello realmente presente (almeno secondo studi preliminari in pesci-cavia). ** I nuovi risultati scientifici sono sempre emozionanti, soprattutto se ottenuti con tecnologie nuove e potenti. Tuttavia, per trasporli in valutazioni e decisioni sanitarie, occorre tempo e prudenza. Poiché il mercurio nei pesci ha un grosso impatto economico e dietetico, vale la pena comunque di osservare con attenzione queste ricerche. Links (lingua inglese): 6. Gli effetti del blackout sulla sicurezza degli alimenti Negli USA, come in Italia, si sono sentiti recentemente gli effetti di una gestione inadeguata dell'energia elettrica, con conseguenti blackout. Le conseguenze di sicurezza alimentare dalla mancata refrigerazione possono essere notevoli. Come riporta il Washington Post (il blackout questa volta era causato da temporali), molti esercenti alimentari hanno dovuto eliminare grosse quantità di alimenti, anche di pregio, per evitare problemi igienici e sanitari. Il danno economico è maggiore per le piccole imprese che non si possono permettere dei generatori alternativi. ** La temperatura è un parametro fondamentale della crescita microbica, e quindi della sicurezza alimentare. Le disposizioni di legge in Italia sono precise e rigorose e l'applicazione deve essere scrupolosa per proteggere i consumatori. Anche a livello casalingo è importante prestare attenzione agli elementi scongelati (generalmente da eliminare) o che non sono stati refrigerati adeguatamente. Sarebbe opportuno che i blackout fossero prevenuti a monte. Links:
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