Archivio - Ottobre 04
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

      

Se siete interessati a inviarci osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una notizia, scrivete liberamente a collaborazioni@sicurezzadeglialimenti.it.


Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Ottobre 2004


N. 37/2004 29 Ottobre 2004

Sommario

1. Editoriale

Il caso di capra "pazza" in Francia resta ancora da valutare come impatto generale. I nitrofurani nel pollo biologico britannico, anche se non tocca l'Italia, attira un'altra volta l'attenzione sulla difficoltà di tenere sotto controllo i residui di questo farmaco veterinario. Dall'Istituto Superiore di Sanità, arrivano i metodi ufficiali per le analisi delle acque e notizie importanti, compresi i metodi, per la rilevazione e il controllo degli alimenti sottoposti a irradiazione. Infine, è stato inaugurato in settimana il CDC italiano: impariamo la sigla CCM.

Una nota: la Commissione Europea utilizza il termine AESA (Agenzia Europea di Sicurezza Alimentare) per identificare l'EFSA. A nostro avviso, giusto o sbagliato che sia, come diciamo USA e non più SUA, NATO e non OTAN, AIDS e non SIDA, la terminologia EFSA è da preferire. Seguiremo in questo, comunque, l'orientamento della maggioranza.

2. Capra pazza in agguato?

Un gruppo di ricerca francese ha notificato alla Commissione Europea l'identificazione di una capra apparentemente affetta da BSE (encefalopatia spongiforme bovina). Si tratterebbe del primo caso di BSE in una specie diversa dal bovino. Nel quadro del programma europeo di sorveglianza, iniziato nel 2002, 140.000 esemplari di capra sono stati esaminati per l'eventuale presenza di scrapie (una malattia simile alla BSE, non trasmissibile all'uomo e tipica delle pecore) oppure BSE. Nel 2002, un esemplare era stato identificato come positivo ai test preliminari e l'intero gregge di capre, circa 300, sacrificato; la conferma ha richiesto due anni di tempo. I prodotti di questi animali non sono entrati nella catena alimentare. Al momento, il gruppo europeo di riferimento per le TSE (tutte le malattie simili alla BSE) sta valutando i risultati, che poi passeranno all'EFSA. Per il momento non è previsto nessun provvedimento.

Arriva nel frattempo dalla Francia la notizia che l'ottavo caso di vCJD (il morbo variante di Creutzfeldt-Jakob, malattia causata nell'uomo dalla BSE o mucca pazza) identificato nel paese era un donatore di sangue; dieci persone che hanno ricevuto sangue da questa persona sono state rintracciate. Dall'Irlanda viene segnalato il primo caso di vCJD.

** Poiché capre e pecore sono state nutrite fino agli anni novanta con farine animali (come le vacche che poi hanno contratto BSE), vi era il sospetto che la BSE potesse comparire anche nei piccoli ruminanti. Inoltre, studi sperimentali in laboratorio avevano dimostrato che la BSE può essere trasmessa alle pecore in determinate condizioni. I dati indicano che altri animali sono risultati positivi ai test, ma bisognerà attendere i diversi pareri ufficiali per capire se è esistito o esiste un rischio sanitario. In ogni caso, il consumo di carne di capra (anche se presente in Italia, per esempio, in Trentino) è limitato. In Francia la notizia di un caso di vCJD è preoccupante perché dati inglesi confermerebbero la trasmissibilità della vCJD attraverso il sangue. Non è consigliabile ridurre i consumi di prodotti di capra. Per chi controlla o tratta carne di capra è opportuno approfondire l'argomento, anche dal punto di vista clinico; per chi alleva o trasforma prodotti caprini è consigliabile prepararsi all'eventuale impatto sui mass-media.

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3. Nitrofurans everywhere: tocca al pollo biologico

Fino a 23 tonnellate di pollo biologico potrebbero contenere tracce di nitrofurano, un residuo derivante dall'uso di farmaci veterinari vietati in Europa del 1995. Si tratta di busti di pollo o parti di pollo, in commercio probabilmente solo in Gran Bretagna, anche nella grande distribuzione (Tesco). Tutti provenivano da una fattoria dell'Irlanda del Nord, che produce polli biologici allevati all'aperto, e venivano distribuiti da Moy Park, una società attiva in tutto il Regno Unito. I polli dovrebbero essere già stati consumati, ma qualcuno potrebbe ancora tenerli congelati.

** Anche se questi polli non dovrebbero essere arrivati in Italia, purtroppo residui di nitrofurano sono comuni negli alimenti. Benché i rischi effettivamente siano legati ad un'esposizione cronica, il nitrofurano è sospettato di essere cancerogeno. Normalmente il problema deriva dall'uso di questo o altri farmaci veterinari nei paesi in via di sviluppo, dove sono permessi oppure non sono monitorati (la FAO, organizzazione mondiale per l'alimentazione, ha avviato un'iniziativa in questo senso). Nel caso inglese, l'origine della contaminazione non è nota, ma non è da escludere il mangime; molto grave è che questo accada ad alimenti biologici. Esemplare anche la pubblicità data all'evento dalle autorità britanniche. Per gli allevatori di polli biologici questo evento suggerisce l'esame delle possibili fonti di contaminazione.

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4. Acqua analizzata con metodo

L'ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha messo a disposizione su Internet i metodi ufficiali per le analisi delle acque destinate al consumo umano, secondo il DLvo n. 31 del 2 febbraio 2001 (recepimento della Direttiva 98/83/CE), entrato in vigore a fine 2003. I parametri sono di tipo chimico e microbiologico. Per i metodi microbiologici, gli Stati Membri dell'UE avevano la facoltà di proporre metodi alternativi a quelli ISO, ufficialmente indicati dalla UE: l'Italia ha adottato due metodi alternativi, sulla base di studi coordinati dall'ISS. Per i parametri chimici i metodi sono stati prelevati da varie fonti, grazie al lavoro di una commissione ad hoc (Commissione Permanente sulle Acque).

** L'acqua è un alimento e un ingrediente di altri alimenti. Per questo il controllo della qualità dell'acqua è fondamentale anche in fase di autocontrollo secondo il metodo HACCP. La disponibilità di metodi ufficiali in maniera semplice è un requisito per la loro conoscenza e diffusione. I metodi sono una risorsa non solo per i laboratori, ma anche per chi volesse controllare se il laboratorio di fiducia utilizza metodiche approvate. Inoltre, l'introduzione al metodo riporta informazioni interessanti sul contaminante.

5. Irraggiamento degli alimenti: informazioni italiane

Il 42% di alcuni integratori alimentari a base di aloe, medicago sativa, uncaria tomentosa, arpagofito, aglio, zenzero, ginkgo biloba, ginseng, guaranà, kava kava, serenoa repens, curcuma esaminati in Inghilterra è risultato illegalmente irradiato (cioè esposto a radiazioni in maniera tale da uccidere i germi patogeni senza alterarne la qualità organolettica); in Europa questo trattamento è ammesso solo per erbe aromatiche, spezie e condimenti vegetali, ma deve essere accompagnato da apposita etichetta. Agli Stati Membri è affidato il controllo ufficiale; in Italia l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) aveva il compito di approntare i metodi per identificare i composti irraggiati e valutarne la conformità normativa, anche se poco è stato fatto in questo senso in Italia.  Sull'argomento è stato pubblicato da poco un rapporto ufficiale dell'ISS, molto completo e ricco di informazioni, metodologiche, normative e scientifiche.

** L'irraggiamento degli alimenti ha causato e causa un dibattito furioso negli USA, tra preoccupati e entusiasti (l'industria della carne). L'applicazione in Europa resta limitata, ma importante come prospettiva in molti settori, come realtà per chi si occupa di controlli sia nel pubblico che nel privato e per chi importa alimenti come erbe, spezie spesso irradiate nei paesi di produzione senza che questo venga dichiarato in etichetta. Soprattutto per quest'ultima categoria è importante richiedere informazioni ai fornitori ed effettuare controlli a campione, anche in vista dei controlli ufficiali in partenza.

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6. I CDC si moltiplicano: arriva il CCM

Dopo l'ECDC (il Center for Disease Control europeo), è stato inaugurato ufficialmente il CCM (Centro nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), istituzione italiana che si ispira dichiaratamente ai CDC americani. Questo centro opera presso il Ministero della salute con obiettivo di analisi e gestione dei rischi, legati alle malattie infettive (influenza, morbillo, influenza aviaria) e diffusive e al bioterrorismo, ma anche alle vaccinazioni, agli stili di vita, all'ambiente. Esso opera in coordinamento con le strutture regionali attraverso convenzioni con l'Istituto superiore di sanità, con l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), con gli istituti zooprofilattici sperimentali, con le università, con gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e con altre strutture di assistenza e di ricerca pubbliche e private.

** Sembrano in grande crescita i compiti del CCM, passato da un ruolo legato soprattutto a malattie infettive e bioterrorismo a compiti molto più vasti di prevenzione. Molto dipenderà dall'abilità del Direttore Operativo e del suo staff. Potenzialmente il suo ruolo in sicurezza degli alimenti potrebbe essere rilevante, come negli USA, dove i CDC si occupano di tutta l'epidemiologia delle tossinfezioni (ruolo svolto in gran parte dall'ISS, finora). Per gli addetti ai lavori, un'istituzione da seguire con attenzione.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 43/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
18/10/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Tomato ketchup speziato Austria Germania
19/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Danimarca Italia
19/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Danimarca Italia
20/10/2004 Livelli eccessivi delle sostanze fungine tossiche fumonisine Farina di mais biologica Austria Germania
20/10/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Sale speziato Austria Germania
20/10/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi Iran via Spagna e via Cipro Italia
21/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco Danimarca Italia
21/10/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Polvere di peperoncino Regno Unito Germania
21/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Filetti di platessa surgelati (Pleuronectes aspera) Cina via Belgio Italia
21/10/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Filetti di tonno fresco Spagna Italia
21/10/2004 Livelli eccessivi del residuo di lavorazione potenzialmente cancerogeno 3-monocloro-1,2-propandiolo (3-MCPD) Salsa di soia all'aroma di pesca Vietnam Regno Unito
21/10/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio Francia Francia
21/10/2004 Residui di farmaci veterinari vietati nitrofurano (metabolita) - furazolidone (AOZ) Pollo biologico Regno Unito Regno Unito
21/10/2004 Livelli eccessivi del contaminante potenzialmente cancerogeno HCH alpha Premix per scrofe che allattano Danimarca Danimarca
21/10/2004 Presenza della tossina istamina Filetti di tonno (Thunnus albacares) Paesi Bassi Francia
22/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
22/10/2004 Presenza di frammenti di vetro Muesli Italia Belgio
22/10/2004 Presenza del patogeno Campylobacter spp Insalata Francia via Paesi Bassi Svezia
Commenti specifici
  • Questa settimana è presente una notifica di allerta riguardanti i mangimi per animali, distinta con il colore verde
  • Per quanto riguarda HCH alpha, è possibile leggere la valutazione della WHO.
  • per quanto riguarda il 3-MCPD, esiste un'utile guida della FSA inglese.

N. 36/2004 22 Ottobre 2004

Sommario

1. Editoriale

A causa di problemi tecnici, il settimanale esce questa settimana in forma ridotta. Ce ne scusiamo con i lettori.

2. vCJD: il punto sull'epidemia

Due nuovi casi di vCJD (morbo di Creutzfeldt-Jakob variante, cioè la forma legata alla "mucca pazza") sono stati segnalati nel Regno Unito durante l'estate. Il totale dal 1994 al settembre di quest'anno è di 149 persone, di cui solo 5 sono ancora in vita. L'età mediana alla diagnosi è di 28 anni. I ricercatori britannici hanno individuato in un modello matematico di tipo quadratico-esponenziale il più adatto a descrivere i dati; utilizzando questo modello, i casi dovrebbero diminuire ulteriormente in futuro, con sei morti nei prossimi dodici mesi. Tutti i casi identificati finora riguardano persone con una particolare caratteristica genetica in omozigosi (stessa variante genetica in tutte e due le coppie dei cromosomi): la metionina al codone 129 nel gene umano per i prioni (esiste naturalmente una forma normale dei prioni nell'uomo). Resta incerta l'entità di trasmissione per via ematica (un solo caso registrato finora). Misteriose restano ancora alcune osservazioni: la maggior incidenza della vCJD nel nord dell'Inghilterra e la presenza di un unico raggruppamento di casi nel Leicestershire nel 2000.

** La vCJD è una malattia orribile che finora non ha lasciato scampo e colpisce molte persone giovani. Fortunatamente, però, i casi continuano a sembrare pochi rispetto a quanti si poteva temere e le predizioni, tragiche perché sappiamo che qualcuno sarà colpito, lasciano sperare che il peggio sia passato. è opportuno ricordare, però, che le predizioni si basano sull'idea che, come verificatosi finora, solo le persone con la metionina al codone 129 sono a rischio. Queste statistiche ricordano che la sicurezza degli alimenti non è un problema astratto, ma che può avere un effetto terribile sulle persone.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 42/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
11/10/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Olio di palma "Zomi" Ghana via Regno Unito Francia
12/10/2004 Presenza del patogeno Bacillus cereus Zenzero macinato India via Germania Italia
12/10/2004 Livelli pericolosi di solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) Gamberetti interi cotti Brasile via Francia Lussemburgo
12/10/2004 Vuste essicanti a contatto diretto con cracker di riso Crackers di riso Cina Italia
13/10/2004 Presenza di forma patogena di Escherichia Coli oppure livelli eccessivi Formaggio Lituania Irlanda
13/10/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1, Sudan 3 Sudan IV Peperoncino in polvere Cina via Polonia Lituania
13/10/2004 Livelli eccessivi del farmaco veterinario verde malachite anguille congelate Polonia via Norvegia Germania
13/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo typhimurium Maialini sotto vuoto Spagna Norvegia
13/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo indiana e newport Quaglie surgelate Francia Norvegia
14/10/2004 Presenza dei colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa di formaggio di capra e pepe dolce Grecia  Belgio
14/10/2004 Presenza di mercurio Smeriglio (Lamna nasus) Spagna Italia
15/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Danimarca Italia
15/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia via Danimarca Italia
15/10/2004 Migrazione dall'utensile agli alimenti di  4,4-diaminofenilmetano (potenzialmente cancerogeno) Cucchiaio e mestolo da cucina Cina via Svezia Danimarca
15/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia via Danimarca Italia
Commenti specifici
  • E'aumentata ultimamente l'attività europea di controllo sui materiali a contatto (per esempio, i cucchiai e i mestoli). Si tratta di un fatto indubbiamente positivo.

N. 35/2004 15 Ottobre 2004

Sommario

1. Editoriale

Un'ottima notizia per chi si occupa di sicurezza degli alimenti è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica americana PNAS: un sistema basato sulle nanoparticelle è in grado di rilevare in soli 20 minuti la presenza di un singolo batterio patogeno! Le prospettive per migliorare la sicurezza alimentare sono dunque entusiasmanti. Allo stesso tempo, permangono i problemi. Per esempio, dubbi sugli additivi: la Commissione Europea è intervenuta per vietarne due, mentre vengono ridotti i livelli ammessi di nitriti, necessari ma pericolosi. L'UE si è attivata anche sul fronte contaminanti, stabilendo (finalmente) i livelli massimi di Ocratossina A in vino e caffé. In Italia, la rintracciabilità del pollame, anche se su base volontaria, è resa possibile da un Decreto Ministeriale appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da Roma, infine, provengono pessime notizie sulla sicurezza delle mense scolastiche.

2. Patogeni senza nascondigli

Un nuovo test sviluppato sperimentalmente all'Università della Florida è in grado di identificare un singolo batterio patogeno (per ora, E. coli O157) in soli 20 minuti di tempo. Si tratta del primo test in grado di identificare un singolo batterio senza la necessità di amplificazioni o arricchimenti. Il sistema si basa su nanoparticelle, ognuna di 60 nm di lunghezza e contenente alcune migliaia di pigmenti fluorescenti; queste nanoparticelle vengono coniugate ad anticorpi specifici per il batterio. Nello studio, questi anticorpi legavano il batterio presente in campioni di carne macinata e potevano essere visti microscopicamente. La fluorescenza è migliaia di volte superiore a quella ottenibile con i fluorocromi convenzionali. Secondo gli scienziati, che hanno confrontato il test con le metodiche tradizionali, la tecnologia può essere estesa ad altri patogeni, anche in ambito clinico.

Nello stesso numero della rivista americana PNAS, ricercatori dell'Università del Wisconsin riportano l'uso di proteine fluorescenti ingenierizzate geneticamente con i substrati delle tossine botuliniche per individuare l'attività di queste ultime sia in vitro che in cellule viventi.

** Due novità tecnologiche promettono di rivoluzionare la microbiologia alimentare: nanoparticelle e biosensori, gli argomenti di questi due studi. Benché essi dimostrino possibilità estremamente interessanti, potrebbero essere richiesti alcuni anni prima che queste tecnologie possano essere usate su larga scala. Queste nuove soluzioni porteranno anche ad un necessario ripensamento dei limiti di contaminazione accettabile e del ruolo del controllo analitico. Sicuramente, il ruolo del microbiologo alimentare si sposterà ulteriormente dall'analisi alla prevenzione. Riflettere su queste prospettive è utile per non essere colti impreparati quando queste invenzioni diventeranno comunemente disponibili.

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3. Nitriti e nitrati da ridurre, un paraben da vietare insieme alle gelatine pericolose

La Commissione Europea ha adottato una proposta per ridurre i livelli consentiti di nitrati e nitriti nelle carni, per vietare i paraben (E216 and E217) e gli additivi utilizzati per produrre le pericolose coppette di gelatina (jelly mini-cups), modificando la direttiva sugli additivi 95/2/CE. Benché nitrati e nitriti siano necessari per impedire la crescita di C. botulinum nei salumi e altri prodotti a base di carne, essi si trasformano anche in nitrosammine, che per la loro tossicità devono essere tenute al livello più basso possibile nella dieta. Gli additivi usati per fare le jelly mini-cups erano già stati vietati provvisoriamente, perché queste coppette rappresentano un serio rischio di soffocamento, e questa modifica renderebbe il divieto permanente. Il propilparaben (E216) e il suo sale (E217) sarebbero i paraben proibiti. Nello stesso tempo, verranno inseriti nella lista degli additivi autorizzati etilcellulosa, eritritolo, 4-esilresorcinolo e emicellulosa di soia. La proposta passerà ora a Consiglio Europeo e Parlamento.

** Abbiamo seguito negli scorsi mesi i problemi legate alle coppette di gelatina e, più recentemente, il parere dell'EFSA sul propilparaben. In questo caso, la Commissione ha agito tempestivamente e si è adeguata al parere dell'EFSA. Anche se i cambiamenti normativi sugli additivi possono creare problemi ai produttori di alimenti, di additivi e anche alle autorità di controllo, l'adeguamento continuo della normativa ai risultati scientifici non solo è importante per tutelare la salute delle persone, ma anche per mantenere la fiducia dei consumatori e per stimolare la ricerca sia per appurare gli effettivi profili di rischio sia per trovare alternative più sicure. La norma sui nitriti e nitrati sarà estremamente importante per produttori di insaccati e per autorità di controllo.

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4. Caffé, vino e succo d'uva: fine della libertà per le ocratossine

In base alla decisione del Comitato Permanente per la Catena Alimentare della UE, 5 microgrammi per chilo sarà il nuovo limite per l'ocratossina A nel caffé (sia in grani tostati che nel prodotto macinato), mentre saranno tollerati fino 10.0 μg/kg nel caffé solubile. Per il vino il limite sarà di 2.0 μg/kg, come per il succo d'uva, un prodotto che ha causato particolari preoccupazioni perché, soprattutto nel Nord Europa, è diffuso tra i bambini. A questo punto sarà la Commissione a modificiare il Regolamento 466/01, che fissa i limiti massimi di contaminanti nelle derrate alimentari. Limiti per le ocratossine nei cereali erano già previsti da questo regolamento.

** La regolamentazione dell'ocratossina a livello europeo si è rivelata complicata, forse per pressioni di produttori e di alcuni stati membri; in effetti, questi limiti dovevano essere già stati definiti entro il 2003 (anche per il cacao, per ora escluso). L'ocratossina è una sostanza fortemente nefrotossica (cioè colpisce i reni) e cancerogena, prodotta da alcune muffe (delle specie Penicillum e Aspergillus) che possono crescere sulle derrate alimentari. Per chi si occupa di importare, trasformare o distribuire uno degli alimenti oggetto della normativa, è molto importante adottare le misure di prevenzione e controllo analitico necessarie, confrontando anche la futura normativa con quelle italiana esistente (più severi i limiti italiani per caffé mentre erano inesistenti per vino e succo d'uva). Per i consumatori è un provvedimento benvenuto, anche se insufficiente rispetto a quanto già previsto in Italia.

5. Etichettatura completa del pollame: volontaria ma possibile

è stato pubblicato sulla GU del 13 ottobre il Decreto Ministeriale (DM) 29 luglio 2004 del Ministero delle Politiche Agricole che regola l'applicazione di un sistema volontario di etichettatura alle carni di pollame. Secondo il DM, i prodotti che intendono avvalersi dell'etichettatura dovranno indicare il paese di nascita, di allevamento, il luogo di macellazione (stabilimento), il laboratorio di sezionamento e l'alimentazione, oltre a numerose altre informazioni. L'etichettatura, che richiede un sistema di rintracciabilità, può essere richiesta da organizzazioni di produttori, mediante redazione e approvazione ministeriale di un disciplinare. Sono previsti enti di controllo indipendenti, mentre la vigilanza è affidata, oltre a quanto la legge affida al Sistema Sanitario, al Ministero delle Politiche Agricole e alle regioni.

** L'estensione, perlomeno su base volontaria, della rintracciabilità al pollame è un passo che può essere utile per migliorare la sicurezza di questi prodotti, facilmente esposti alla contaminazione microbica e chimica (come dimostra l'esperienza recente). In particolare, sarà possibile rintracciare più facilmente i lotti problematici e risalire alla fonte di contaminazione originaria; resta naturalmente da vedere quanto, in pratica, saranno utilizzate questa possibilità. Per i produttori di pollame, si tratta di un'opportunità interessante di qualificazione del prodotto e di miglioramento della qualità. Per i consumatori sarà sicuramente un elemento di scelta informata a disposizione.

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6. Mense scolastiche romane: le catene di appalti finiscono in una brutta cantina

Dopo la segnalazione di una bambina che ha trovato un verme nel pane, i vigili dell'VIII Municipio di Roma hanno scoperto a Pomezia (RM) un panificio in pessime condizioni sanitarie ove veniva prodotto pane tra blatte ed escrementi di topo. La società proprietaria del panificio, che, attraverso una lunga catena di appalti, riforniva mense delle scuole materne ed elementari della Capitale, si chiama Pan Carrè Roma 21. Dopo i primi controlli, si è appurato che la società Pan Carrè21 non figurava nella lista ufficiale dei fornitori e che il sistema di autocertificazione previsto dal capitolato aveva fallito. Il problema potrebbe essere di notevoli proporzioni.

** Benché assolutamente inaccettabile, la sicurezza alimentare risulta spesso meno garantita nelle mense destinate alle persone più vulnerabili, quali ammalati, bambini e anziani. Le notizie riportate dalla stampa sono sempre da verificare; in generale, tuttavia, è il sistema dei controlli e delle sanzioni che non funziona e non riesce a prevenire questi episodi. I controlli interni alle aziende (ed estesi a tutta la filiera) ed esterni (pubblici e di audit privati) sono essenziali e devono essere regolari, ma rappresentano proprio la debolezza del sistema italiano, con danni economici e, purtroppo, spesso anche alle persone.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 41/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
04/10/2004 Livelli superiori ai limiti legali di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi Stati Uniti Lussemburgo
04/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella Mangime per polli Paesi Bassi Svezia
04/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo idikan Mangime per maiali Paesi Bassi Scezia
04/10/2004 Presenza del patogeno Pseudomonas aeruginosa Acqua minerale in bottiglia Francia Francia
04/10/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Filetti di tonno fresco Spagna Italia
05/10/2004 Presenza dell'additivo non autorizzato salinomycin Mangime premiscelato per galline ovaiole Germania via Lituania Lettonia
05/10/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Pasta colorata Italia Austria
06/10/2004 Presenza di frammenti di vetro Bottiglie di olio di oliva Spagna Norvegia
06/10/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Olio di palma Ghana via Paesi Bassi Germania
07/10/2004 Livelli eccessivi di farmaci veterinari verde malachite e  verde leucomalachite Tilapia intera cruda, pulita e surgelata (Oreochromis mossambicus) Vietnam Regno Unito
07/10/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Polvere di peperoncino dolce e polvere di peperoncino piccante Turchia Paesi Bassi
07/10/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Sommacco (spezia) Turchia Paesi Bassi
07/10/2004 Presenza di frammenti di vetro Cavoli rossi tritati Francia Belgio
07/10/2004 Presenza del patogeno Pseudomonas aeruginosa Acqua mineralizzata Lettonia Lettonia
08/10/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia
08/10/2004 Livelli eccessivi di coliformi fecali Cozze vive Grecia Italia
08/10/2004 Livelli pericolosi di solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) Scampi surgelati (Nephrops Norvegicus) Irlanda Italia
Commenti specifici
  • Questa settimana sono presenti tre notifiche di allerta riguardanti i mangimi per animali, distinti con il colore verde
  • Permangono purtroppo i problemi relativi al Sudan, come denunciato anche dal Movimento Consumatori e come rilevato dalla FSA britannica.

N. 34/2004 8 Ottobre 2004

Sommario

1. Editoriale

La salmonellosi resta una delle principali preoccupazioni di chi si occupa di sicurezza alimentare. Dalla Gran Bretagna, dove negli anni scorsi si era registrata una vasta epidemia dovuta a uova importate dalla Spagna, ora è la lattuga ad essere sospettata di aver infettato almeno 368 persone. Buone notizie giungono invece dagli USA, dove uno studio sembra dimostrare che la prevenzione basata sull'HACCP funziona nella riduzione di questa patologia. Riportiamo anche l'ultima analisi rilasciata dal Ministero della Salute sulle notifiche di allerta europee: micotossine e Sudan restano in testa alla classifica. Uno studio britannico ha messo in luce costi elevatissimi legati alle gastroenteriti nosocomiali, probabilmente in parte veicolate dagli alimenti. Infine, riferiamo due investigazioni su patogeni rari: Yersinia pseudotubercolosis e Arcobactrer butzleri.

2. Salmonella che va, salmonella che viene

368 casi di salmonellosi (sierotipo Newport) sono stati confermati in Inghilterra e Irlanda del Nord dalle autorità sanitarie, dal 9 settembre a oggi. Dopo aver analizzato circa un terzo dei casi, le autorità sanitarie sono giunte alla conclusione che si tratta di un'epidemia, poiché il 90% degli isolati dai pazienti hanno lo stesso profilo genetico. La maggior parte dei casi sono localizzati in tre regioni; il 9% circa delle persone affette è stato ospedalizzato. Le investigazioni eseguite finora hanno implicato fast-food e rosticcerie; tra gli alimenti, forti sono i sospetti sulla lattuga. Non sono segnalati casi in altri paesi europei, mentre proseguono le indagini microbiologiche sugli alimenti.

Un aumento dell'1% nel numero di uova prodotte seguendo un programma di controllo di qualità, negli Stati Uniti, è risultato associato ad una diminuzione dell'0,14% dell'incidenza di salmonellosi del sierotipo Enteritidis nell'uomo, secondo i risultati di uno studio recentemente pubblicato da ricercatori dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention) americani. A partire dal 1978, il sierotipo Enteritidis si è diffuso progressivamente negli USA, iniziando a declinare nel 1996, causando notevoli preoccupazioni di ordine sanitario. I programmi di qualità esaminati dallo studio sono basati sul sistema HACCP.

** La Salmonellosi rimane una delle principali tossinfezioni alimentari in tutto il mondo. In Italia è generalmente riconosciuta come ls più frequente patologia alimentare. Tradizionalmente, Salmonella è associata al consumo di carne o uova poco cotti; i programmi di monitoraggio italiani sono infatti diretti principalmente all'ambito zootecnico e alla filiera delle carni. Questa epidemia britannica, di cui sarà importante scoprire l'origine, sottolinea come sempre più spesso siano i prodotti ortofrutticoli a veicolare la Salmonella. I risultati americani sono invece incoraggianti sul fronte del controllo di questa patologia, dimostrano una metodologia utile per misurare l'effettivo funzionamento di strategie di prevenzione, e confermano l'efficacia dell'approccio HACCP. Nel caso dell'insalata, è da sottolineare come spetti ai produttori primari garantire la qualità dell'alimento, poiché gli interventi a valle, nel caso di un alimento mangiato crudo, sono comunque poco incisivi.

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3. Trimestre con Sudan e micotossine

Le micotossine restano in assoluto la causa più frequente di allerta a livello europeo nel terzo trimestre 2004, secondo il rapporto rilasciato dal Ministero della Salute. Segue ancora una volta il colorante Sudan, che viene ora riscontrato spesso anche dalle regioni e ASL italiane (che non rilevano invece problemi con le micotossine). Tra i problemi microbiologici, Salmonella e Listeria si confermano i due patogeni segnalati più frequentemente. In generale, ASL e regioni hanno segnalato più problemi che negli altri trimestri; solo sette su trentadue riguardavano prodotti italiani, prevalentemente per contaminazione da colorante Sudan.

** Le notifiche di allerta europee sono uno strumento importante per garantire la sicurezza degli alimenti sul mercato e identificare problemi emergenti; nonostante i nomi dei produttori non siano resi noti, un prodotto nazionale (per esempio, il gorgonzola o la feta greca) possono subire significativi danni d'immagine tali da indurre, almeno auspicabilmente, i produttori ad adottare misure di prevenzione più efficaci. L'efficacia di questo sistema si basa però su campionamenti e risposte uniformi, il che non sembra necessariamente la situazione attuale; inoltre, un monitoraggio interno inefficiente potrebbe esporre i prodotti italiani a brutte sorprese all'estero. Il documento reso pubblico dal Ministero è di grande interesse; tra le notazioni interessanti, è l'impossibilità apparente di controllare il problema del contaminante Sudan e di affrontare le contaminazioni da micotossine.

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4. Gastroenteriti negli ospedali: il conto è salato

Il costo degli episodi di gastoenteriti nocosomiali (cioè acquisite e diffuse negli ospedali) si può stimare in oltre un milione di euro per mille posti letto, secondo un recente studio britannico. Il patogeno registrato più di frequente sono i virus di tipo Norwalk (63% degli episodi studiati). Il metodo più efficace per ridurre i costi è risultato quello di chiudere il reparto a nuove ammissioni il prima possibile. Su 1000 giorni-ospedale, sono stati contati 2,21 casi tra i pazienti e 0,46 nel personale. Per ogni caso nel personale, sono stati persi 3,1 giorni di lavoro.

** I costi della sanità e la mancanza di personale sono problemi che affiggono la sanità britannica come quella italiana. Sebbene la trasmissione dei virus di tipo Norwalk (norovirus) non è unicamente alimentare, essi stanno emergendo come patogeni alimentari dominanti nei paesi sviluppati.  I risultati di questo studio non sono direttamente estrapolabili all'Italia, anche se questi patogeni meritano più attenzione nel nostro paese. Gli studi che tentano di stimare i costi economici delle tossinfezioni non sono molto comuni in Italia e, spesso, corrono il rischio di far passare in secondo piano l'aspetto più importante, che è quello del benessere delle persone; tuttavia, essi hanno una specifica utilità per valutare interventi e priorità. Gli operatori ospedalieri italiani potrebbero valutare la rilevanza di questi dati al loro contesto.

5. Patogeni rari (1): Yersinia pseudotubercolosis in Finlandia

Nel primo semestre del 2004, il sistema di sorveglianza finlandese per le malattie infettive ha individuato 125 casi di casi di gastroenteriti da Yersinia pseudotuberculosis, di cui il 40% circa in bambini e adolescenti. Nonostante numerose difficoltà tecniche (l'isolamento di questo patogeno è molto complesso) e diversi risultati negativi, gli investigatori sono riusciti a risalire alle carote grattugiate, prodotte da una fattoria di grande dimensioni. Si sospetta che i toporagni (Sorex araneus), insettivori, siano responsabili della contaminazione poiché le feci analizzate nei dintorni della fattoria sono risultate positive. Non è la prima volta che questo genere di infezione trasmessa dagli alimenti è risultata associata ad animali selvatici.

** Le gastroenteriti da Y. pseudotubercolosis sono molto dolorose e portano spesso a appindicectomie non necessarie. Da questo discende la necessità di studiare la possibile presenza di questo patogeno, anche in contesti ambientali diversi da quello finlandese, anche perché le specie di mammiferi selvatici coinvolte nella diffusione di questo patogeno sono diffuse in tutta Europa.

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6. Patogeni rari (2): Arcobacter butzleri in Belgio

In otto anni, studiosi belgi hanno osservato che, tra i patogeni simili a Campylobacter, A. butzleri è risultato il quarto isolato più frequentemente dalle feci dei pazienti studiati. Questo patogeno sarebbe isolato poco spesso a causa di metodi culturali inappropriati, ma risulterebbe associato con diarrea più acquosa e persistente rispetto a quelle causate da C. jejuni o C. coli.

** A. butlezeri, invece, è un patogeno associato inizialmente agli animali, il cui ruolo patogenico nell'uomo è stato apprezzato solo recentemente: rispetto a Campylobacter jejuni risulta più resistente all'aria e alle basse temperatura. Circa l'ecologia di entrambi i patogeni si sa ancora poco.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 40/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
27/09/2004 Presenza del patogeno Escherichia Coli verocitotossico Salame Germania Germania
27/09/2004 Livelli eccessivi del pesticida oxydemeton-methyl Mele varietà "golden" Francia via Paesi Bassi Germania
27/09/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Paprika dolce in polvere Paesi Bassi Germania
28/09/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Pasta al peperoncino Italia Germania
28/09/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Olio di palma rosso Via Paesi Bassi Germania
28/09/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Olio di palma puro Nigeria via Paesi Bassi e Regno Unito Germania
28/09/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Curry in polvere prodotto con peperoncino in polvere India via Polonia Lettonia
28/09/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo enteridis Spaghetti all'uovo Slovacchia Slovacchia
29/09/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Olio di palma "Zomi" Ghana via Paesi Bassi Germania
29/09/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Olio di palma puro via Paesi Bassi e Regno Unito Germania
29/09/2004 Livelli di coliformi e di Escherichia Coli Cozze nere vive (Mytilus galloprovincialis) Grecia Italia
29/09/2004 Presenza di residui dell'antibiotico vietato cloramfenicolo Carne di pollo fresca Germania Paesi Bassi
29/09/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Spezie per grill Polonia Slovacchia
29/09/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Olio di palma "Zomi" Ghana via Paesi Bassi Germania
01/10/2004 Migrazione di ammine primarie aromatiche Utensili da cucina di plastica nera (nylon) Hong Kong Germania
01/10/2004 Presenza della tossina istamina Tonno fresco Indonesia via Paesi Bassi Italia

 
N. 33/2004 1 Ottobre 2004

Sommario

1. Editoriale

E'partito a Stoccolma l'ECDC, il centro europeo per il controllo delle malattie trasmissibili: se funzionerà, potrà portare un contributo importante alla salute degli europei; se funzionerà come i CDC americani, anche sul fronte delle tossinfezioni alimentari. L'ARPA Emilia-Romagna ha iniziato controlli a tappeto sui terreni agricoli sospettati di pesante inquinamento da fanghi di depurazione: un passo dovuto e necessario. L'Autorità europea di sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso dubbi sulla sicurezza di uno dei tre composti appartenenti alla famiglia dei conservanti paraben (molto usati in cosmetica), mentre ha dato parere positivo sul pullulano, un carboidrato poco digeribile utilizzato per produrre capsule. La stessa EFSA sta avviando un dibattito sulla valutazione della sicurezza dei prodotti erboristici, di grande interesse per produttori, esercenti e consumatori. Infine, la Commissione Europea ha definito le procedure per stabilire quale sia la presenza di Salmonella negli allevamenti di galline ovaiole in tutta l'Unione: è il punto di partenza per fissare degli obiettivi di riduzione della salmonellosi.

2. Commissione Europea all'attacco contro le malattie trasmissibili

Si è svolto a Stoccolma la seduta inaugurale del Consiglio di Amministrazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Come presidente, è stato eletto Marc Spenger, olandese, direttore del prestigioso Istituto Nazionale per la Salute e l'Ambiente (RIVM), e come suo vice, la greca Meni Malliori, una professoressa di psichiatria ed europarlamentare. Per l'Italia è presente nel consiglio Donato Greco, Direttore Generale Prevenzione Sanitaria, Ministero della Salute. La missione del centro è quella di "individuare,valutare e comunicare i rischi attuali ed emergenti che rappresentano per la salute umana le malattie trasmissibili". Se in circostanze normali (focolaio di malattia che non sembra trasmissibile) opera solo in collaborazione e su richiesta dell'autorità nazionale competente, "in presenza di altri focolai di una malattia grave, di origine sconosciuta, suscettibile di diffondersi nel territorio o sino al territorio della Comunità", il Centro può agire autonomamente fino ad individuare l'origine del focolaio epidemico. Il Centro sarà anche chiamato ad esprimere pareri scientifici.

** Non è ancora chiaro in che misura l'ECDC si occuperà di malattie veicolate dagli alimenti. Negli Stati Uniti, i CDC si occupano dell'investigazione dei focolai alimentari di importanza federale, in collaborazione con la FDA, e coordinano diverse reti di sorveglianza (FoodNet, PulseNet). Anche se molta dell'effettiva importanza dell'ECDC dipenderà da come verrà diretto e da come interagirà con autorità nazionali, Commissione ed EFSA, sicuramente si tratta di un'istituzione utile, cui soprattutto le autorità nazionali e regionali potranno presto rapportarsi.

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3. Veri controlli sui terreni agricoli "tossici" del forlivese

Nella provincia di Forlì-Cesena, 187 ettari di terreno agricolo, ricadenti in 18 aziende, saranno oggetto di un campionamento straordinario da parte di Arpa Emilia Romagna (Sezione di Forlì-Cesena), del Dipartimento di Sanità Pubblica della Provincia di Forlì-Cesena e dei Carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico). Su questi terreni verranno ricercati in particolare metalli pesanti e oli minerali, potenzialmente rilasciati dai fanghi di depurazione illegalmente sparsi su questi terreni nel 2003. Sono stati analizzati anche i dati delle acque dell'area circostante con esiti non divulgati ma definiti rassicuranti; le analisi successive saranno integrate anche da nuovi parametri quali metalli pesanti, solventi, IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e oli minerali. Ai primi di settembre era stato scoperto dai carabinieri un vasto giro di corruzione, coinvolgente anche amministratori pubblici, che riguardava lo smaltimento dei rifiuti. Anche con la complicità dell'ARPA locale, quattromila tonnellate di rifiuti sarebbero state sparse nei terreni agricoli ora oggetto d'indagine.

** E'difficile parlare di sicurezza degli alimenti quando questa viene compromessa addirittura dai terreni in cui crescono le colture. Anche se solo una valutazione completa dei dati analitici potrà fornire indicazioni sul reale rischio sanitario e sulle misure di bonifica più indicate, l'episodio resta molto grave, anche per il coinvolgimento del personale dell'ente di controllo. Poiché la compromissione della qualità rischia di riguardare l'intera filiera alimentare della zona, gli interventi dovrebbero essere efficaci e radicali. Per chi acquista per il consumo o la produzione alimenti dell'area, è importante che i dati vengano resi pubblici per poter prendere decisioni appropriate.

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4. Pullulano PI-20 e paraben stanno bene sulle tavole, se si esclude il propilparaben

Secondo l'Autorità Europea di Sicurezza Alimentare, i conservanti detti "paraben" (codici, E 214-219), meglio definiti esteri alchilici dell'acido P-idrossibenzoico, possono generalmente essere utilizzati se l'ingestione giornaliera che ne risulta non supera i 700 mg per una persona di settanta chili. La novità consiste nel raccomandare di escludere dai paraben ammessi il propilparaben che, in uno studio, ha dimostrato di inibire significativamente la produzione di sperma in giovani ratti, anche alle dosi studiate più basse. Restano comunque ancora molte incertezze sull'effettiva esposizione degli europei a questi conservanti, molto usati nei cosmetici e nei farmaci. Attualmente, a livello alimentare, i paraben sono permessi sulla superficie di prodotti secchi a base carne, nelle gelatine che ricoprono i patè, nelle caramelle e negli integratori alimentari liquidi.

La stessa autorità ha invece dato parere positivo sul pullulano, un carboidrato poco digeribile, da utilizzarsi per la produzione di capsule alimentari e di matrici per prodotti che rinfrescano l'alito. Il pullulano è usato in Giappone e negli USA da molti anni e per molte applicazioni, senza apparenti problemi. Solo lievi sintomi gastrointestinali sono stati riferiti da volontari che hanno consumato dosi molto più alte di quelle ricavabili dalla dieta.

** I paraben sono sospettati di avere effetti sul sistema riproduttivo (effettivamente soprattutto a livello di recettori estrogenici). La conclusione dell'EFSA potrebbe avere un impatto importante anche sull'industria cosmetica; restano però dei margini d'incertezza significativi, su cui forse ulteriori studi faranno luce. Naturalmente, sarà importante attendere la decisione della Commissione sull'argomento. Per quanto riguarda il pullulano, se il parere dell'EFSA sarà accolto dalla Commissione, potrebbe essere un prodotto interessante per alcune applicazioni commerciali anche in Italia.

5. Dubbi sui prodotti erboristici

I prodotti erboristici possono essere contaminati con metalli pesanti, farmaci di sintesi o altre sostanze: prodotti provenienti dall'Asia hanno anche causato decessi per questo motivo. Inoltre, spesso alcune piante vengono scambiate e quindi vendute al posto di altre, con riflessi anche sanitari. Ci sono anche problemi relativi alla stabilità e quantità effettive dei principi attivi. In particolare, poiché i principi attivi sono spesso metaboliti secondari prodotti dalle piante in condizioni di stress, la loro concentrazione è molto variabile. Si può anche includere nella lista dei problemi la presenza di sostanze propriamente tossiche e le interazioni con farmaci prescritti (che possono anche diminuirne l'efficacia). A causa di tutti questi problemi e della vasta diffusione di questi prodotti in Europa, l'Autorità Europea di Sicurezza Alimentare (EFSA) ha valuto iniziare un dibattito all'interno del suo Forum consultivo proprio per definire un approccio alla sicurezza di questi prodotti. Il documento per la discussione è stato reso disponibile al pubblico.

** Il settore erboristico in Italia ha una grande rilevanza, tanto da aver assunto (o ritornato ad assumere) un posto importante anche nelle farmacie e nelle indicazioni dei medici. L'esperienza insegna che non tutti i prodotti delle erbe sono sicuri od efficaci anche quando tradizionalmente riconosciuti come tali. Va anche riconosciuto che regolamentare i prodotti erboristici come farmaci o integratori alimentari precisamente calibrati non sarebbe una decisione avveduta o probabilmente necessaria. Proprio per questo il dibattito avviato dall'EFSA è molto interessante per produttori e consumatori: il consiglio per tutti è di seguirlo attentamente.

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6. Lotta contro Salmonella ai nastri di partenza

E'arrivata la decisione della Commissione che fissa i criteri per indagare la diffusione di Salmonella tra le galline ovaiole. Per fissare un obiettivo di riduzione della salmonella in ambito avicolo, è necessario disporre di un valore di riferimento comparabile per ogni Stato Membro dell'Unione. Per questo motivo, ogni Stato Membro dovrà campionare almeno 172 allevamenti, scelti tra quelli con più di mille esemplari, a partire dal primo di ottobre. I risultati nazionali, anche se in forma aggregata, dovranno essere resi disponibili al pubblico; inoltre, sono previsti finanziamenti per gli Stati Membri.

** Si tratta di un passo importante per migliorare la sicurezza alimentare europea: è impossibile valutare i miglioramenti se non si ha un punto di partenza, come insegna l'esperienza USA. Per operatori del settore e consumatori, sarà importante avere un accesso semplice ai dati, nella forma meno aggregata possibile (compatibilmente con le esigenze legali).

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 39/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
20/09/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Tennessee Pasto di ravizzone (mangime per animali) Belgio Finlandia
21/09/2004 Presenza di parassiti Mais dolce Francia Italia
23/09/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Spaghetti al peperoncino Italia Germania
23/09/2004 Presenza del patogeno Campylobacter jejuni Faraona surgelata Francia Italia
23/09/2004 Presenza di residui dell'antibiotico vietato cloramfenicolo Latte in polvere intero Lituania Paesi Bassi
23/09/2004 Presenza di residui dell'antibiotico vietato cloramfenicolo Latte in polvere Spagna Paesi Bassi
24/09/2004 Presenza di residui dell'antibiotico vietato cloramfenicolo Miscela per bovini (mangime per animali) Belgio Paesi Bassi
24/09/2004 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale surgelata Francia Italia
24/09/2004 Test per la BSE non effettuato Bovino di oltre trenta mesi macellato Germania Germania
24/09/2004 Irradiazione Spaghetti di riso istantanei all'aroma di pollo Cina via Svezia Finalndia
24/09/2004 Livelli eccessivi di batteri mesofili aerobici Latte crudo in container Francia Italia
24/09/2004 Presenza del patogeno Pseudomonas aeruginosa Acqua minerale in bottiglia Francia Francia
Commenti specifici
  • Questa settimana sono presenti due allerta riguardanti i mangimi per animali, distinti con il colore verde

 

 


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