Archivio - Ottobre 05
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Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Ottobre 2005

 

N. 38/2005 28 Ottobre 2005

Sommario

1. Editoriale

Questa settimana pubblichiamo solo la tabella dei RASFF

2. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 43/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
17/10/2005 Presenza dell'idrocarburo aromatico policiclico (PAH) benzopirene benzo(a)pirene Olio di girasole biologico Olanda Danimarca
17/10/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Lombi di tonno confezionati sotto vuoto surgelati Indonesia Italia
17/10/2005 Migrazione di isopropil tioxantone Confezione di latte per neonati Spagna Italia
17/10/2005 Migrazione di isopropil tioxantone Confezione di latte per neonati Spagna Italia
17/10/2005 Livelli eccessivi di caffeina e taurina Bevanda energetica Giappone via Olanda Germania
17/10/2005 Presenza delle sostanze non autorizzate streptomicina e oxitetraciclina Miele Argentina Spagna
18/10/2005 Livelli eccessivi di iodio Alghe secche Cina via Olanda Germania
18/10/2005 Presenza della sostanza non autorizzata cloramfenicolo Latte fresco Lettonia Lettonia
18/10/2005 Presenza del patogeno Bacillus cereus Lasagne alla bolognese Svizzera Germania
18/10/2005 Presenza del patogeno Bacillus cereus e alto valore di carica microbica totale Bevanda di latte aromatizzata Danimarca Regno Unito
19/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato Rodamina B Peperoncino e paprica in polvere Francia Germania
19/10/2005 Inadatto al consumo umano Olio vergine di oliva Belgio Francia
19/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato Rodamina B Peperoncino in polvere India Francia
19/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 102 tartrazina Spaghettini cinesi Tailandia via Olanda Germania
19/10/2005 Livelli eccessivi di Escherichia coli Latticini (formaggio da latte pastorizzato) Italia Regno Unito
20/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes  Salmone affumicato confezionato sotto vuoto Danimarca Italia
21/10/2005 Presenza della tossina fungina ocratossina A Farina di segale Slovacchia Slovacchia
21/10/2005 Presenza del patogeno Salmonella Thiphymurium Tagli di maiali congelati Germania Svezia
21/10/2005 Presenza di particelle di vetro Fagiolini in vasetti Olanda Belgio
21/10/2005 Presenza del patogeno Salmonella Lievito per mangimi Federazione Russa Polonia
21/10/2005 Presenza di glutine Prodotto dietetico senza glutine Italia Italia
21/10/2005 Presenza del patogeno Bacillus cereus Bastoncini di pesce Francia Belgio
21/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Francia
21/10/2005   Salmone affumicato affettato Polonia Belgio
21/10/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi tropicali precotti(Penaeus vannamei) Francia Italia
21/10/2005 Presenza delpesticida mepronil Insalata valeriana Belgio Belgio
21/10/2005 Presenza di saprofiti Prugne secche Francia Belgio
21/10/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan 4 Peperoncini frantumati Cina via India Germania

N. 37/2005 21 Ottobre 2005

Sommario

1. Editoriale

In Italia e parzialmente in Europa, si è registrata una furbesca "commedia degli equivoci", alimentata da stampa, Ministero della Salute, dal Commissario europeo Kyprianou e dall'Autorità di Sicurezza Alimentare Europea (EFSA); la caratteristica di questo scambio di battute è stata la mancanza di serietà. Dopo una dichiarazione ufficiosa dell'EFSA (è improbabile, ma possibile che il virus si trovi nelle uova), da parte della Commissione, ma più nettamente  da parte del nostro Ministero si sono registrate dichiarazioni che, ad occhi poco attenti, sembravano smentire le dichiarazioni dell'EFSA (mentre in realtà dicevano altro), con l'emergere di un paradossale invito a mangiare uova crude (che non sarebbe mai lecito). Benché la comunicazione oggettiva dei fatti si presti ad alcune difficoltà (per esempio, un passaggio critico per controllare il rischio è la capacità di aziende e autorità di rimuovere animali malati dalla catena alimentare, aspetto del quale il consumatore può fidarsi poco), l'esperienza insegna che è la strategia migliore. Se ci auguriamo tutti che non succeda mai, è possibile che il nostro Ministero sia smentito clamorosamente, con una perdita di fiducia grave dell'ente stesso e anche degli altri attori della commedia che non hanno saputo chiarire l'equivoco: come già riportato, i dati sperimentali indicano che uova e carni contengono il virus, seppure non sia chiaro se queste dosi siano infettive.

Riportiamo anche informazioni relativa all'epidemia di S. suis in Cina, che non sembra risolta, i risultati di un importante lavoro sul controllo della listeriosi e, infine, notizie preoccupanti dal Regno Unito sull'acqua santa dei musulmani.

2. Influenza aviaria: si accusa ingiustamente l'EFSA di smentirsi da sola

L'Autorità di Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) ha comunicato che non ci sono evidenze scientifiche che confermino la capacità dell'influenza aviaria di trasmettersi all'uomo attraverso il consumo di alimenti provenienti da animali infetti, principalmente carne di pollame e uova. Ma la stessa Autorità ha anche aggiunto che non ci sono modifiche al precedente avviso di sicurezza alimentare a sostegno del fatto che i prodotti di pollame vengano sempre cucinati correttamente e bene, in modo tale da proteggere i consumatori dai possibili rischi di intossicazione alimentare.

Infatti la stessa EFSA, nel raccomandare la cottura di carni e uova come misura generale di prevenzione contro i pericoli microbiologici negli alimenti, come per esempio Salmonella e Campylobacter, ribadisce che “se presente, il virus viene inattivato dalla cottura“. Questo concetto quindi non esclude, come sostenuto da qualcuno, che il virus possa trasmettersi all'uomo per via alimentare e in modo particolare attraverso le uova. In pratica l'EFSA sostiene che "anche se è improbabile che l’H5N1 (il virus nella sua forma più a rischio) possa essere passato agli umani attraverso la carne cruda e le uova crude, la cottura accurata del cibo renderebbe inattivo il virus eliminando il rischio potenziale". Infatti, sembra che gli animali malati, nelle prime fasi del morbo, producano uova che contengono il virus. Il solo modo di inattivare questo virus quando ha contaminato carne o uova, è la cottura (almeno 70°C); sopra i 70°C il virus muore sempre.

** L'EFSA con le dichiarazioni sopra riportate, si rifà dunque al così detto "principio di precauzione", gia applicato dall'UE in campo ambientale e di salute umana, quando si hanno scarsi dati scientifici sugli effetti di una nuova malattia o tecnologia. Per questo motivo l'Autorità non ha sostenuto che le uova sono sicure anche crude (come del resto la carne di pollo), ma che bisogna stare attenti e prendere tutte le misure di prevenzione necessarie ad un eventuale abbattimento del virus, se presente, la cottura. Benché non vi siano animali malati identificati in Italia o nella UE, per una maggiore prudenza si può procedere ad una cottura del pollame.

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3. Febbre suina in Cina non controllata

Nei giorni scorsi, a Hong Kong, si è registrato il decesso di un cuoco per febbre suina, probabilmente collegata all'epidemia iniziata in Cina questa estate.

In Cina, i primi di agosto del 2005, 18 persone si sono criticamente ammalate e altre 38 sono morte a causa di una malattia associata ad un focolaio epidemico del batterio Streptococcus suis, nei maiali. Il Ministero della Sanità cinese ha segnalato, in tutto, 215 casi umani di infezione da questa malattia e praticamente tutti i casi si sono verificati nella provincia di Sichuan. In questa regione si è verificato anche il focolaio di Streptococcus nei maiali. Molti dei questi casi umani erano allevatori. Tra l'altro, questa è una delle province con la maggiore presenza di maiali di tutta la Cina. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO in inglese) ritiene che la malattia sia da imputare allo stretto contatto tra l'uomo e gli animali ammalati o già morti per la malattia.

Le investigazioni condotte da alcuni epidemiologi cinesi hanno indicato che il primo caso umano si è verificato verso la fine di giugno 2005 nella città di Ziyang, nella provincia di Sichuan. Tra il 24 giugno e il 21 luglio le autorità hanno riportato 20 casi di una malattia con causa sconosciuta, e queste persone sono state portate in tre ospedali della città. La OMS è stata avvertita ufficialmente di questo focolaio solo il 22 luglio, quando 9 delle 20 persone ricoverate erano già morte. I sintomi principali di questa malattia sono stati febbre alta, malesseri vari, nausea, e vomito seguito da meningite, emorragia sottocutanea e coma, nei casi più gravi.

** In questi ultimi anni si sta assistendo ad un aumento delle malattie umane da contatto con animali; due esempi sono Escherichia coli associato agli zoo e la recente influenza aviaria. Come per questi due tipi di infezioni anche per la febbre suina i consigli sono: evitare di mangiare alimenti, specialmente la carne, crudi o poco cotti; in secondo luogo, manipolare con prudenza le carcasse o le carni crude. Non è ancora noto se S. suis, in questo caso, avesse caratteristiche diverse dei ceppi che occasionalmente colpiscono le persone a stretto contatto con i suini in tutte le regioni del mondo.

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4. Quali sono le migliori strategie per il controllo della listeriosi?

Ci sono tre principali strategie per ottenre una riduzione significativa della listeriosi: prevenire la contaminazione a livello dei processi di confezionamento e lavorazione dei prodotti alimentari (a livello delle industrie alimentari); inibire la crescita del batterio responsabile di questa malattia una volta che i cibi sono confezionati e prima del consumo; condurre una formazione a carattere scientifico per i gruppi della popolazione ad alto rischio e per chi cura le strategie di sicurezza alimentare.

Queste sono le principali conclusioni di un pannello di esperti americane sulle strategie più efficienti per combattere la malattia trasmessa dagli alimenti listeriosi. Lo studio ha identificato i tipi specifici di alimenti, i gruppi della popolazione e le pratiche per cui aumenta il rischio di contrarre questa malattia, che può essere anche mortale. Hanno anche identificato alcuni gruppi etnici che negli USA sono a rischio elevato, come per esempio le donne ispaniche.Infine lo studio ha concluso che un grande impegno per combattere questa malattia deve essere fatto dall'industria alimentare attraverso le buone pratiche nella produzione.

Il pannello di esperti è stato riunito dall'Istituto Internazionale di Scienze della Vita (ILSI) ed è stato co-finaziato da varie organizzazioni alimentari tra cui la Fondazione Americana per le Carni (AMIF). Le scoperte fatte sono state pubblicate in un artico di un numero di settembre 2005 della rivista scientifica "Journal of Food Protection".

** La listeriosi è una malattia grave, che probabilmente riceve meno attenzione di quanto merita. Per combattere questa malattia è molto importante il contributo di tutta l'industria alimentare, sia per quanto riguarda le buone pratiche di lavorazione, ma anche per quanto concerne il trattamento dei prodotti dopo il confezionamento (soprattutto con controlli della temperatura), prima che vengano consumati. Tuttavia, forse l'elemento centrale è la corretta informazione delle popolazioni a rischio e il raggiungimento di un consenso con la comunità medica (ginecologica, per esempio), che in Italia a volte non condivide l'importanza attribuita a questa malattia dagli esperti di sicurezza alimentare.

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5. Inghilterra: attenzione all'acqua Zam Zam, trovati livelli eccessivi di arsenico

Recentemente le autorità locali di una circoscrizione di Londra hanno trovato livelli eccessivi di arsenico, pari a tre volte il livello permesso, in acqua Zam Zam, un acqua sacra per i mussulmani che proviene da una particolare sorgente dell'Arabia Saudita. Questa acqua non può essere legalmente esportata per scopi commerciali; i livelli di arsenico trovati nei campioni analizzati potrebbero contribuire all'aumento del rischio di cancro nella popolazione. L'Agenzia di Sicurezza Alimentare Inglese (FSA), dopo essere stata avvisata dai leader mussulmani, ha comunicato ai consumatori della vendita fraudolenta di questa acqua.

Le autorità locali hanno già intrapreso la azioni necessarie a prevenire una ulteriore vendita di questa acqua e hanno contattato l'importatore assicurandosi che non importi altri prodotti. Inoltre la FSA sta avvisando le persone di non comprare o bere l'acqua Zam Zam disponibile dalle marche commerciali e di informare le autorità se  rilevano la vendita di questa acqua. La stessa Agenzia ha comunque avvertito che questo avviso non riguarda assolutamente l'acqua Zam Zam portata nel Regno Unito dai pellegrini come prodotto di importazione personale.

** L'acqua Zam Zam è, secondo quanto riportato dalla stampa inglese, analoga all'acqua benedetta per i cattolici. Non è chiaro se la notizia può essere rilevante anche per i musulmani italiani.

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6. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 42/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • ND
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
10/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Olio di palma Ghana via Germania Belgio
10/10/2005 Presenza di glutine Pane senza glutine Francia Irlanda
10/10/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Iran via Germania Repubblica Ceca
10/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes 5 tipi di insalata Slovacchia Ungheria
11/10/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Tonno pinne gialle surgelato (Thunnus albacares) Filippine via Olanda Germania
11/10/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale Germania Italia
11/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Curry in polvere Turchia Germania
11/10/2005 Presenza del parassita Anisakis Rana Pescatrice (Lophius piscatorius) Danimarca Italy

 

11/10/2005 Presenza del bacillus cereus Misto di spezie (curcuma) Germania Islanda
11/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone di allevamento affumicato Norvegia via Danimarca Italia
12/10/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Crema di pistacchio Italia Germania
12/10/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario vietato cloramfenicolo Pappa reale fresca Grecia Italia
12/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 102, tartrazina Porzioni di impasto Olanda Germania
12/10/2005 Livelli eccessivi di Enterobacteriaceae Latte per l'infanzia (6 mesi di età) Francia via Belgio Lussemburgo
12/10/2005 Livelli eccessivi di Enterobacteriaceae e presenza di ingredienti non autorizzati Latte per l'infanzia (da 1a 3 mesi di età) Francia via Belgio Lussemburgo
12/10/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale surgelata Germania Italia
12/10/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati E 102, tartrazina e E 133, Blu Brillante FCF Spaghettini di spinaci Cina (Hong Kong) Germania
13/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 102, tatrazina Spaghettini all'uovo Vietnam via Olanda Germania
13/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato red yeast rice (Angkak) Salsa di soia al formaggio Cina (Hong Kong) via Olanda Germania
13/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 102, tatrazina Pasticcio di wonton Olanda Germania
13/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato red yeast rice (Angkak) Salsa di soia al formaggio Cina (Hong Kong) via Olanda Germania
13/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Insalate miste Slovacchia Slovacchia
13/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Insalata mista Slovacchia Slovacchia
13/10/2005 Migrazione di isopropil thioxanthone Latte per infanzia Olanda Italia
13/10/2005 Presenza del patogeno Salmonella paratipo b Formaggio di capra Francia Francia
14/10/2005 Presenza di muffa Crema di yogurt con mirtilli Austria Italia

N. 36/2005 14 Ottobre 2005

Sommario

1. Editoriale

Ancora influenza aviaria in Europa, al momento della pubblicazione siamo arrivati a Turchia e Romania; nella prima muoiono circa 1800 tacchini, In Romania si manifestano malattia e decessi in anatre, oche e polli. L'UE ha già imposto il blocco delle importazioni. In Inghilterra viene trovato ancora il colorante Sudan IV in prodotti di olio di palma provenienti dal Ghana; l'EFSA si esprime dichiarando i coloranti della categoria Sudan genotossici e cancerogeni. Dati presentati dalla London School of Hygiene rivelano che il serbatoio di Campylobacter jejuni, fino ad oggi ritenuto principalmente un patogeno alimentare, potrebbe essere l'ambiente. La Confederazione delle Industrie Agro-Alimentari della UE (CIAA) ha recentemente elaborato un "Toolbox" sull'acrilamide, contenente consigli utili per ridurre la formazione di questa sostanza tossica nelle catene di produzione alimentari. I primi di ottobre 2005 in Francia sono stati identificati 17 casi di trichinellosi associati al consumo di carne di orso; la selvaggina proveniva da una battuta di caccia in Canada.

2. Ancora influenza aviaria: in Turchia e in Romania strage di volatili

Il primo ottobre in una fattoria nella regione di Balikesir, regione scarsamente popolata che si trova nella Turchia nordoccidentale, 1800 tacchini hanno manifestato segni clinici di malattia e 1700 di questi sono morti poco dopo. I risultati delle analisi effettuate dal laboratorio di riferimento dell'Unione Europea hanno indicato che gli uccelli erano stati infettati dal tipo A (H5N1) del virus dell'influenza aviaria, lo stesso ceppo di virus che ha contagiato i volatili domestici e causato circa 60 morti tra gli esseri umani nel Sudest asiatico. I rimanenti uccelli della fattoria sono stati immediatamente abbattuti e le strutture dell'azienda sono state disinfettate. Il 9 ottobre 2005 la Commissione Europea ha pubblicato una allerta e condotto ulteriori test sugli animali.

In Romania, nella zona del delta del Danubio, dopo aver riscontrato decessi tra gli uccelli selvatici, sono state recentemente notate, a livello domestico, forme di malattia e a volte anche decessi in oche e anatre, ma non nei polli. Test preliminari sugli uccelli hanno rivelato la presenza del virus dell'influenza aviaria di tipo A (H5), non, quindi, il ceppo ad alta patogenicità. Le autorità rumene, appena ottenuti i risultati positivi ai test degli anticorpi, hanno subito eliminato il pollame dalle fattorie e disinfettato tutte le strutture.

Il 13 ottobre l'Unione Europea ha imposto un blocco delle importazioni di uccelli vivi, carne e di alcuni prodotti a base di pollame nei Paesi dell'Unione Europea dalla Romania; il 10 dello stesso mese era già partito il blocco alle importazioni dalla Turchia.

** I virus influenzali di tipo A sono la tipologia in cui si manifesta maggiormente la variabilità delle caratteristiche antigeniche. Gli uccelli fungono da serbatoio per questi virus che possono colpire direttamente l'uomo, ma non trasmettersi da uomo a uomo. La trasmissione da uomo a uomo diventa possibile dopo un evento di riassortimento genico, che si compie spesso attraverso il passaggio in un ospite intermedio. Infatti, si è scoperto che il maiale possiede i recettori sia per il virus umano sia per quello dei volatili e in esso, quindi, potrebbe avvenire il riassortimento genico. Chi alleva o manipola volatili deve prestare la massima attenzione alle  misure di biosicurezza. è probabile che l'influenza aviaria tipo H5N1 arrivi in Italia nelle prossime settimane.

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3. I coloranti Sudan ci sono ancora e sono davvero nocivi

Sebbene non ci siano dati sufficienti per condurre una valutazione del rischio completa, evidenze sperimentali indicano che il colorante Sudan I è sia cancerogeno che genotossico e che i coloranti Sudan II, Sudan III, Sudan IV e Para Red, per similarità nella struttura chimica al Sudan I sono potenzialmente genotossici e possibilmente anche cancerogeni. Queste sono le conclusioni del Pannello sui coloranti (APC) dell'Autorità di Sicurezza Alimentare Europea (EFSA). L'EFSA ritiene che tutte le molecole con strutture azo, trifenil metano e antrachinone possono essere considerati sospetti per la cancerogenicità e le genotossicità.

Ancora una volta, il 19 ottobre 2005, in Inghilterra tre prodotti a base di olio di palma, olio di palma speziato attivo, olio di palma puro della marca Ventures Zomi del Ghana e olio di palma della Rika Ventures, sono stati trovati contaminati con il colorante illegale Sudan IV.

Nel frattempo, l'Ufficio Alimentare e Veterinario (Food and Veterinary Office, FVO), che compie le ispezioni per la Commissione Europea, ha condotto una missione in Ghana per valutare le misure di controllo prese dalle autorità locali sui coloranti Sudan. L'FVO ha effettuato un'ispezione in Ghana, anche per migliorare le capacità analitiche nel paese; il rapporto sull'indagine non è ancora stata pubblicato.

** Anche se la contaminazione da coloranti di classe Sudan è in diminuzione, il problema non è del tutto risolto e anche l'associazione europea delle imprese attive nel settore delle spezie (European Spices Association, ESA) ha prodotto un nuovo codice interno d'azione per prevenire questo tipo di eventi. Sicuramente parte della strategia di prevenzione è basata sull'opera delle autorità locali, come giustamente indica l'azione dell'FVO, proprio perchè, come confermato dall'EFSA, si tratta di sostanze pericolose. Per le industrie che importano prodotti da paesi extraeuropei è prioritario dotarsi di sistemi di controllo della qualità adeguati. Per i consumatori di olio di palma, l'olio di palma va valutato con estrema attenzione prima dell'acquisto.

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4. Campylobacter jejuni: ma è solo un patogeno alimentare?

Sorprendentemente, la maggior parte degli isolati umani del patogeno Campylobacter jejuni (39 su 70, il 55,7%) non sembrano mostrare associazioni filogenomiche con gli isolati di origine zootecnica ma sono più affini a quelli ambientali. Se confermati, questi risultati ottenuti a Londra suggeriscono che la maggior parte delle infezioni trasmesse da questo batterio potrebbero essere associate a cause non alimentari e che quindi il serbatoio principale di C. jejuni sia semplicemente l'ambiente. Lo studio scientifico è stato pubblicato recentemente sulla rivista PNAS, .

Il lavoro condotto dal Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali della London School of Hygiene ha utilizzato la genomotipizzazione (confronto di genoma completo di batteri usando i microarray di DNA) in combinazione con algoritmi statistici di tipo bayesiano per descrivere la filogenesi del batterio C. jejuni, causa importante di gastroenteriti batteriche nel mondo. Nello studio sono stati esaminati 111 ceppi di questo batterio, isolati dall'uomo (70 ceppi), dai polli (17 ceppi), dai bovini (13 ceppi), dagli ovini (5 ceppi) e dall'ambiente (6 ceppi). Da questi dati la filogenesi degli isolati ha rivelato la presenza di due rami filogenetici distinti (con elevatissima probabilità); uno legato al settore zootenico, comprendente 31/35 (88.6%) degli isolati da animali e un ramo di ceppi non provenienti dal bestiame comprendenti una buona parte di isolati ambientali e umani. Questi risultati dimostrano così la provenienza, principalmente ambientale, di Campylobacter jejuni e l'approccio filogenomico descritto fornisce un prototipo metodologico robusto che potrebbe essere applicabile ad altri microrganismi o patogeni alimentari.

** Questa nuova tecnica di analisi dei percorsi evolutivi, la filogenomica, sembra in grado di esaminare in maniera potente le nostre ipotesi di fondo nell'analisi del rischio alimentare; questo perchè è in grado di indagere contemporaneamente il complesso dei geni, e non singoli rappresentanti del genoma. Tuttavia, la sua utilità e validità va confermata. Nello specifico, se venisse definitivamente confermata, come probabile, la validità delle conclusioni su Campylobacter, l'origine ambientale di tanti isolati suggerisce che le strategie di controllo dovrebbero essere completamente diverse e che le risorse spese per controllare questo patogeno in zootecnia sarebbero meglio investite in altri settori.

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5. Acrilamide: come si fa a tenerla sotto controllo? Risponde il CIAA

Il controllo degli zuccheri nelle patate, per esempio attraverso la scelta di varietà a minor contenuto di zuccheri o con le buone pratiche agricole, è una delle misure più importanti per ridurre i livelli di acrilamide nelle patatine fritte. L'acrilammide è infatti una sostanza tossica che si libera nel processo di frittura. Un'altra misura efficacia, per i prodotti da forno, è sostituire l'ammonio bicarbonato (NH4HCO3) con agenti lievitanti alternativi e abbassare il pH del prodotto aggiungendo acido citrico.

Questi sono alcuni consigli utili contenuti nel "Toolbox" (letteralmente "scatola degli strumenti") sull'acrilamide che la Confederazione delle Industrie Agro-Alimentari della UE (CIAA) ha recentemente elaborato. Questo documento è il risultato di tre anni di studi per identificare nei processi industriali i passaggi in cui c'è maggiore possibilità che si formi questa sostanza e dove, quindi, la sua formazione può essere controllata. Per questo sono stati identificati 13 parametri che possono essere applicati ad ogni linea produttiva.

Le informazioni in questo strumentoverranno sempre tenute aggiornate e questo documento sarà così un ottimo strumento anche per i ristoranti, i servizi di catering e per chi cucina in casa.

** L'acrilamide è una sostanza tossica per l'uomo che si forma durante la cottura di determinati alimenti; generalmente si forma alla alte temperature. Benché non vi siano chiare evidenze epidemiologiche sugli effetti avversi nell'uomo, la tossicologia e la presenza di questo composto negli alimenti fanno sospettare un rischio apprezzabile per l'uomo. Per questo le indicazioni fornite dalla CIAA sono importanti sia per le aziende che per i consumatori.

Link:

6. Trichinellosi in Francia: attenzione alla selvaggina

Fino al 4 ottobre, in Francia sono stati identificati 17 casi di trichinellosi (tra di essi, 13 uomini e 4 donne di età compresa tra i 31 e i 67 anni), associata probabilmente al consumo di carne di orso proveniente dal Canada. Delle persone che hanno mangiato l'orso, il 68% (87% per gli uomini e 40% per le donne) si è ammalato. In particolare, il 22 settembre 2005 cinque persone si sono presentate all'ospedale di Orléans con febbre, mialgia (dolore muscolare) ed eosinofilia (eccesso di globuli bianchi con nucleo lobato e granuli citoplasmatici colorabili con eosina) dopo aver mangiato, circa due settimane prima, della carne di orso portata da uno del gruppo che aveva fatto un viaggio di caccia in Canada. Analisi di laboratorio condotte sui pazienti hanno rilevato la presenza del verme di Trichinella, probabilmente assunto attraverso la carne. Il paziente che ha portato la carne dal Canada faceva parte di un gruppo di dieci cacciatori che avevano condiviso un pasto a base di carne di orso in Canada e alcuni di loro avevano portato un po' di questa carne in Francia.

Il centro francese di referenza per Trichinella è stato contattato già il 23 settembre; nonostante ciò altri due casi di trichinellosi sono stati identificati e segnalati al centro di referenza, prima che si potesse intervenire.

**  La selvaggina va trattata con particolare cura, perchè gli animali possono essere stati infettati da parassiti meglio controllati in ambito zootecnico. Per questo si consiglia sempre una cottura molto attenta e completa delle carni. In generale, la trichinosi è una malattia con sintomi prolungati che, a volte, possono diventare molto gravi.

Links:

7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 41/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • L'unico problema riguardante prodotti italiani concerne i livelli eccessivi di antiparassitario nell'uva da tavola
  • Questa settimana è anche caratterizzata da numerosi problemi legati alle micotossine
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
03/10/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Stati Uniti Lussemburgo Olanda
03/10/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina ocratossina A Paprika in polvere Slovacchia Ungheria
03/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia
05/10/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di salmone affumicato Danimarca Italia
05/10/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina ocratossina A Uva sultanina Turchia Lettonia
05/10/2005 Caratteristiche organolettiche inadeguate e livelli eccessivi di coliformi Cervella di bovino surgelate Belgio via Germania Repubblica Ceca
05/10/2005 Presenza di frammenti di plastica Dolci Olanda Regno Unito
06/10/2005 Confezione con rigonfiamento "Bags" di tonno Senegal via Italia Francia
06/10/2005 Presenza di polifosfati non dichiarati Preparazione a base di maiale Spagna Italia
06/10/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario vietato cloramfenicolo Pappa reale Grecia Italia
06/10/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi surgelati (Nephrops norvegicus) Irlanda Irlanda
06/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Curry in polvere Repubblica ceca Slovacchia
06/10/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Tranci di tonno Vietnam via Olanda Germania
06/10/2005 Livelli eccessivi del pesticida parathion-metile Uva da tavola Italia Ungheria
06/10/2005 Reazione allergica Ripieno di panino Austria Regno Unito
07/10/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina aflatossina Arachidi sgusciate Brasile Olanda
07/10/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina aflatossina Arachidi sgusciate sbiancate Cina Olanda
07/10/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina e norbixina)e dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan 4  Peperoncino macinato Via Olanda Germania
07/10/2005 Presenza del patogeno Escherichia coli O:157 Salame Francia Germania

N. 35/2005 7 Ottobre 2005

Sommario

1. Editoriale

A livello europeo continua a destare preoccupazione l’influenza aviaria, soprattutto per la sua potenziale trasmissione all’uomo, che, nonostante le rassicurazioni degli esperti, il consumatore sospetta possa avvenire anche attraverso i cibi. Con l'attenuarsi del problema mucca pazza, invece, la bistecca con l’osso ritornerà nei ristoranti europei entro la fine anno; la UE ha aumentato i limiti per l'utilizzo di alcune parti da 12 mesi a 24 mesi di età dei bovini da carne.  In Alaska, inaspettatamente, le temperature eccessive dell’acqua di coltura delle ostriche portano ad un focolaio epidemico di gastroenterite da Vibrio parahaemolyticus; circa 80 casi. Ancora negli Stati Uniti, è di nuovo l’insalata a causare una serie di casi di colite enteroemmoragica da Escherichia coli verocitotossica; si tratta di un prodotto di IV gamma. In Australia 57 persone si ammalano di salmonellosi: sospettati i prodotti da forno di due fabbriche.

2. Influenza aviaria: ma si può escludere al 100% che si trasmetta anche per via alimentare?

Secondo uno studio recente, il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, l’H5N2 (HPAI, High Pathogenicity Avian Influenza), opportunamente inoculato in polli per via intranasale, viene facilmente ritrovato nel sangue, nel midollo osseo e nella carne di petto e coscia dei polli infetti, a differenza del suo corrispettivo a bassa patogenicita (LPAI). Inoltre, il virus LPAI viene inattivato in tutti i prodotti a base di uova quando queste vengono trattate usando i protocolli standard di pastorizzazione. Al contrario, il suo gemello ad alta patogenicità (HPAI) viene inattivato in prodotti d’uovo liquidi ma non nel bianco d’uovo secco, nemmeno utilizzando i protocolli standard di pastorizzazione. Queste le conclusioni di due recenti articoli scientifici che indicano come alcuni tipi di virus dell’influenza aviaria (a maggiore patogenicità) possono essere ritrovati anche in prodotti alimentari provenienti da animali infetti come la carne e le uova.

Nonostante questi risultati sperimentali preoccupanti, le indagini su due focolai di infezioni umane di influenza aviaria (Hong Kong SAR, 1997 e Olanda, 2003) hanno mostrato che essi si trasmettono solo attraverso lo stretto contatto con il pollame infetto. Non ci sono evidenze epidemiologiche che suggeriscano che la malattia si possa trasmettere attraverso i cibi contaminati o che prodotti provenienti da zone infette possano essere la sorgente di contagio anche per l’uomo. Tuttavia, secondo l'OMS (WHO), non vi sono anche prove sperimentali che lo escludano, e il virus dell'influenza è stato trovato in carne di anatra congelato. Tuttavia, la cottura a temperatura elevata (sopra i 70°C) elimina il virus, mentre la manipolazione di alimenti crudi dovrebbe presentare un rischio che, però, è limitato per il consumatore finale se sono seguite le buone prassi igieniche.

** Anche se il rischio di trasmissione attraverso gli alimenti appare molto minore rispetto a quello legato al contatto diretto, i dati finora disponibili non lo escludono. Soprattutto, sembrano a rischio la manipolazione di animali anche morti (per esempio, cacciagione), delle uova in guscio e della carne, se provenienti da animali infetti. Confidando nella capacità delle autorità di eliminare gli animali infetti e i loro prodotti dalla catena alimentare, è importante seguire le norme igieniche, sia a livello produttivo che a livello domestico, con il massimo scrupolo: le norme igieniche sono le stesse che si applicano per prevenire la salmonellosi. Per chi manipola professionalmente pollame o a livello dilettantistico cacciagione, le precauzioni devono essere decisamente maggiori. L'etichettatura sulla provenienza è una misura utile, ma la diffusione rapida del virus potrebbe privarla di efficacia.

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3. La “Fiorentina” a un passo dal ritorno sulle tavole europee

L’Unione Europea ha recentemente preso una decisione che quasi sicuramente consentirà la commercializzazione della bistecche con l’osso, compresa la famosa bistecca “Fiorentina“ italiana. Questo piatto ritornerebbe nei ristoranti europei dopo quattro anni di divieto che erano stati imposti dall’Unione a causa del rischio di vCJD, la variante del morbo di Creutzfeld-Jakob, che si ritiene dovuto a carne di aninali malati di BSE. Infatti la vendita di carne di bovino contenente l’osso della spina dorsale, e quindi il midollo di animali con più di 12 mesi, era stata vietata all’inizio del 2001 in tutti i Paesi europei. Questo limite di età così basso ha di fatto impedito la vendita nei ristoranti delle bistecche con l’osso. Gli esperti veterinari si sono incontrati recentemente a Bruxelles e, sulla base di nuove evidenze scientifiche e del parere favorevole dell'EFSA, hanno deciso di aumentare questo limite a 24 mesi. La decisione deve però essere formalizzata dalla Commissione.

** Il ritorno della bistecca con l’osso fa felici soprattutto gli italiani, per il fatto che la “Fiorentina” viene tagliata da capi tra i 17 e i 22 mesi di età (24 il nuovo limite) e contiene una parte di osso della spina dorsale considerato a rischio di BSE. Infatti esso contiene tessuto nervoso, dove si trovano più facilmente i prioni, gli agenti che causano la BSE. Le informazioni attualmente disponibili, nonostante casi di BSE in individui più giovani di quanto atteso, e la diminuzione dei casi di BSE tra i bovini rendono corretta questa decisione. Tuttavia, è importante che l'attenzione a questa patologia da parte della autorità e del pubblico non scemi, per non ripercorrere gli errori degli anni ottanta e novanta.

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4. Ostriche crude dall’Alaska; occhio alle temperature dell’acqua di coltura

Recentemente negli Stati Uniti sono stati rilevati e indagati circa 80 casi di gastroenterite da Vibrio parahaemolyticus (il più grande focolaio conosciuto di questo batterio in America), con molta probabilità associati al consumo di ostriche crude provenienti da alcune fattorie di coltura dell’Alaska. Le ostriche associate al focolaio erano state coltivate in acque con una temperatura media giornaliera superiore ai 15 °C, la soglia teorica per il rischio di malattia da Vibrio P. associato al consumo di ostriche crude. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “New England Journal of Medicine” che ha indagato il focolaio associato al consumo di frutti di mare provenienti dall’Alaska. Il lavoro è stato svolto conducendo uno studio retrospettivo di gruppo tra i passeggeri di una nave da crociera che avevano avuto una gastroenterite e mettendo in atto una sorveglianza attiva in tutta l’Alaska per identificare altri possibili casi e uno studio ambientale per identificare la sorgente del batterio.

Nello studio sono stati indagati 189 passeggeri della nave, di cui 132 (70%) sono stati intervistati; 22 di questi (17%) hanno mostrato gastroenterite. Da una analisi di regressione logistica multipla (analisi statistica sui casi) è risultato che l’unico fattore significativo associabile alla malattia è stato il consumo di ostriche crude. La sorveglianza attiva ha identificato altri 62 pazienti con gastroenterite; V. parahaemolyticus sierotipo O6:K18 è stato isolato dalla maggior parte di questi casi testati e dai campioni ambientali di ostriche analizzati.

** Le ostriche, in quanto alimento spesso mangiato crudo, sono spesso a rischio di contaminazione da batteri patogeni. è fondamentale che la produzione sia attentamente monitorata, anche dove la temperatura dell'acqua media non desta normalmente preoccupazioni.

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5. I problemi della IV gamma

Recentemente, nella zona di St. Paul e Minneapolis, nel Minnesota (Stati Uniti), sono stati identificati 17 casi di infezione da Escherichia coli collegati al consumo di insalata fresca pre-impacchettata e già lavata della multinazionale Dole; il prodotto veniva dalla valle di Salinas, in California. Otto pazienti sono stati ricoverati in ospedale e una delle vittime ha sviluppato una disfunzione renale. I ricercatori non hanno ancora identificato la fonte di origine dei batteri. L’insalata pre-impacchettata della Dole era stata venduta dal grossista alimentare Rainbow Foods con tre diverse marche.

Sebbene il focolaio epidemico sia rimasto circoscritto alla zona di Minneapolis e St. Paul. la FDA americana ha recentemente pubblicato un allarme ai consumatori sul consumo di questi prodotti della Dole, soprattutto oltre la data di scadenza, poiché sono distribuiti in tutto il Paese. Infatti, la Dole ha distribuito più di 245000 confezioni di insalate, aggiungendo che l'episodio emerso a Minneapolis appare finora isolato. Questo è il quarto focolaio di E. coli collegato a prodotti cresciuti nella valle di Salinas dal 2002;  gli altri tre focolai sono stati segnalati tra luglio del 2002 e ottobre del 2003, hanno coinvolto lattuga e spinaci contaminati e hanno provocato 114 casi di infezione e ucciso una donna anziana.

** Purtroppo a volte I prodotti già pronti per il consumo, apparentemente più sicuri in quanto già lavati e puliti, non si rivelano tali. L'attenzione a questi prodotti deve pertanto essere elevata, anche da parte dei distributori.

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6. Salmonella in Australia nei prodotti da forno

Tra il 7 e il 10 ottobre 2005, nel nord della Tasmania, in Australia, circa 57 persone si sono ammalate di salmonellosi e alcune sono state ricoverate in ospedale; tutte sono in condizioni stabili. La causa dell’infezione, anche se non è ancora stata confermata dalle autorità, sembra essere collegata a due forni nella città di Launceston, il Trevallyn Gourmet Bakery or the Sugar Shack Bakery, che hanno chiuso volontariamente. I campioni di alimenti e di ingredienti, che sono stati recuperati dai due forni e analizzati, non hanno rivelato informazioni interessanti.

**  Anche i prodotti da forno possono essere veicoli di salmonellosi, se non vengono preparati adeguatamente, osservando le norme igieniche e le buone prassi di produzione. La salmonellosi, per quanto normalmente non grave, resta una gastroenterite molto sgradevole.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 40/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Restano numerosi i motivi di allarme legati al pesce, per la presenza di metalli pesanti oppure per quella di parattisit
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
26/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella enteritidis Uova crude con guscio Olanda Regno Unito
26/09/2005 Livelli eccessivi del metallo tossico mercurio Lombi si pescespada congelato Vietnam via Olanda Italia
27/09/2005 Contatto diretto con sacchetti per l'essiccazione Biscotti di riso Cina Italia
28/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Anatra sviscerata congelata con frattaglie Ungheria Italia
28/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella Virchow multiresistente Filetti di petto di pollo congelati Francia via Belgio Finlandia
28/09/2005 Presenza del patogeno Salmonella typhirium DT 104 Carne sottovuoto Olanda via Germania Danimarca
28/09/2005 Presenza del patogeno Bacillus Licheniformis Cibo dietetico per bambini per fini salutistici particolari Olanda via Belgio Lussemburgo
29/09/2005 Livelli eccessivi del metallo tossico mercurio Bistecche di Marlin (Makaira indica) Belgio Germania
29/09/2005 Presenza del parassita Anisakis Rana pescatrice (Lophius Piscatorius) Danimarca Italia
29/09/2005 Presenza del patogeno Escherichia coli O:157 Carcassa intera di bovino Belgio Belgio

 

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