Archivio - Novembre 05
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Novembre 2005


N. 42/2005 25 Novembre 2005

Sommario

1. Editoriale

La vicenda del latte per l'infanzia con IsopropilThioXantone rivela una catena di errori, di mancanza di autorità e di trasparenza, che coinvolge TetraPak, Nestlè, Ministero della Salute e Commissione: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, mentre i rischi per i bambini non sono per nulla chiari. Di certo la normativa sui materiali a contatto andrebbe valutata attentamente. Per quanto riguarda i pesticidi, i dati UE del 2003 sono una lettura interessante. Riportiamo anche indicazioni sull'influenza aviaria e sull'evoluzione delle etichette a semaforo in Inghilterra.

2. Fungicidi: i residui più frequenti nei prodotti ortofrutticoli

Nel 2003 i pesticidi più frequentemente trovati negli alimenti sono stati rilevati in frutta, verdura e nei cereali. In particolare i fungicidi sono stati rilavati principalmente nella frutta e nella verdura, mentre i pesticidi più spesso trovati nei cereali sono stati gli insetticidi. La valutazione dell'esposizione cronica dimostra che i livelli di assunzione di pesticidi rimangono chiaramente sotto il limite di assunzione giornaliera (dose pericolosa). Per l'esposizione acuta, i dati mostrano che la dose di riferimento è stata superata solo in 9 casi (su un totale di 47550 campioni analizzati).

Queste sono le conclusioni di un programma di monitoraggio a livello nazionale dei residui di pesticidi in alimentazione che è stato sviluppato nel 2003 dai 15 Stati membri dell'UE di allora (tra cui l'Italia). Le analisi sono state condotte per 519 pesticidi diversi; circa il 92%  dei campioni analizzati erano di frutta e di verdura fresca o surgelata e di cereali, mentre solo l'8% erano prodotti processati. Nel 58% dei campioni non sono stati rilevati residui, mentre più del 37% conteneva residui di pesticidi a livelli inferiori o uguali ai limiti massimi di residui permessi dalla legislazione della UE a livello nazionale (MRL). Solo nel 5,1% dei campioni sono stati superati questi livelli. Il residuo di pesticida ritrovato nel maggior numero di campioni (11% dei campioni) è stato il procimidone, un residuo di pesticidi, seguito da altri residui di fungicidi, i composti del gruppo maneb (10% dei campioni); questi ultimi hanno mostrato il valore più alto di tasso di presenza in un unico prodotto, essendo stati ritrovati al 26,5% solo nei cavolfiori. La Germania è risultato il paese in cui i prodotti avevano più residui, mentre quello con più prodotti fuori legge è risultata l'Olanda.

** I residui dei pesticidi rimangono ancora uno dei problemi principali legati ai prodotti freschi da coltivazione, come verdura e frutta; per questo gli operatori del settore ortofrutticolo dovrebbero prestare attenzione al controllo di queste sostanze. In particolare, appare chiaro che per alcuni prodotti il quadro è meno rassicurante di quello complessivo. Si tratta quindi di un rapporto da esaminare con attenzione. 

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3. FSA: un semaforo per scegliere i prodotti più salutari

Vedere se un alimento è più salutare di un altro in Inghilterra potrebbe diventare più semplice; basterà infatti dare un'occhiata alla nuova "etichetta semaforo" che dovrebbe essere lanciata dall'Agenzia di Sicurezza Alimentare Britannica (FSA) per avere maggiori informazioni sulla salubrità di alcuni prodotti alimentari. Questa etichetta, che verrà inserita nella parte anteriore delle confezioni dei prodotti, mette in luce, attraverso l'uso di un semaforo a quattro voci e tre colori (proprio come un semaforo multiplo per il traffico), se i grassi totali, i grassi saturi, gli zuccheri e il sale sono contenuti in un alimento a livelli bassi (simbolo in verde), medi (simbolo in giallo) o alti (simbolo in rosso). Questa nuova etichetta quindi mostra in modo semplice e facile alla maggior parte dei consumatori le caratteristiche nutrizionali chiave di ogni singolo alimento, rendendo più semplice la scelta di prodotti alimentari più salutari.

L'etichetta è stata proposta principalmente per i prodotti pronti al consumo ma può anche essere estesa agli altri prodotti alimentari. Inoltre si possono anche consultare le linee guida sui colori e i codici in modo da conoscere la quantità giornaliera di assunzione di fattori nutrizionali associati ai vari colori presenti nell'etichetta. Questo schema di etichetta è stato scelto tra varie alternative coinvolgendo 2600 persone in tutto il Regno Unito che sono state intervistate per conto della FSA.

** Questa proposta è un'idea originale sia per i consumatori, a cui facilita la scelta dei prodotti più salutari. Naturalmente, gli effetti sulla salute dei consumatori sono da misurare, ma i benefici potenziali sono ampi.

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4. IsopropilThioXantone nel latte per l'infanzia Nestlè: un sequestro a livello nazionale e non solo...

IsopropilThioXantone (ITX), questo è il nome del composto, utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, che è stato trovato, anche se solo in tracce, all'interno di confezioni di TetraPak contenenti latte per la prima infanzia della marca Nestlè (Mio, Mio Cereali, Nidina 1 e Nidina 2). A confermare la scoperta sono stati i risultati delle analisi dell'ARPAM della Regione Marche che hanno trovato la sostanza in quasi tutte le confezioni di questi prodotti con scadenza nel settembre 2006. Tuttavia sembra che questa sostanza non comporti effetivi rischi per la salute umana, ma, come non ci sono prove che confermino la sua tossicità, non ci sono nemmeno prove che la smentiscano. Dal punto di vista legale, appare che la sua presenza non sia illegale.

Fino ad ora ammontano a trenta milioni di litri di latte sequestrati in tutta Italia dagli uomini del Corpo Forestale che hanno condotto l'operazione. La Nestlè ha già ritirato le partite adulterate in Francia, Spagna e Portogallo, oltre che in Italia. La Nestlé Italiana dichiara di aver ritirato dal commercio tutti i prodotti che sono stati segnalati dalle Autorità Sanitarie della Regione Marche e in più sta mobilitandosi per sostituire le confezioni in TetraPak a stampa off-set (ancora sul mercato) con le confezioni con un diverso sistema di stampa più sicuro, almeno per il latte per l'infanzia.

** Mentre le polemiche divampano e i fatti sono ancora in corso di chiarimento, appare chiaro che la questione è stata affrontata con leggerezza da Nestlè e sicuramente da TetraPak. Appare difficile che soprattutto la ditta svedese non avesse già evidenziato questo tipo di problema, in prove di laboratorio. Inoltre, sembra che il comportamento delle autorità italiane ed europee sia stato orientato al compromesso, forse anche per valide ragioni; sicuramente la mancanza di trasparenza danneggia gravemente la reputazione del colosso svizzero (già non ottima), ma coinvolge anche la Commissione, TetraPak e non sorprendentemente il nostro Ministero della Salute. Infine, i materiali a contatto restano un ambito in cui la legislazione è poco trasparente, poco garantista del consumatore e su cui si è fatto molto poco per informare correttamente il pubblico.

Link:

5. Influenza aviaria: alcuni consigli per controllarla nelle produzioni!

Il rischio che il virus dell'influenza aviaria possa trasmettersi per via alimentare è molto basso; infatti anche se il virus ad alta patogenicità si può ritrovare nei muscoli e nelle uova del pollame infetto, ricerche ed indagini epidemiologiche mostrano che il pollame e le uova contaminate, che sono state opportunamente cucinate, non possono diffondere la malattia. Infatti, sono molti i fattori lungo tutta la filiera produttiva ("dalla fattoria alla forchetta") che contribuiscono ad abbassare la probabilità che gli alimenti siano veicolo di questa malattia per l'uomo. Tra di essi si possono ricordare le misure di biosicurezza per prevenire il contatto tra gli animali da allevamento e quelli selvatici, spesso portatori del virus; la sorveglianza attiva sui casi di infezione lungo tutta la filiera; gli interventi delle autorità per la messa in quarantena degli allevamenti con casi di infezione; le buone pratiche igieniche nelle fattorie; le ispezioni sul pollame destinato al macello. Ci sono anche interventi lungo le fasi di preparazione degli alimenti, che comprendono tutte quelle pratiche per l'abbattimento dei potenziali patogeni presenti nelle produzioni alimentari e che inattivano anche il virus H5N1 dell'influenza aviaria, come la cottura, la pastorizzazione delle uova, e le buone pratiche di igiene e sanificazione. la refrigerazione ha un effetto minore, in quanto inattiva momentaneamente il virus, ma non lo abbatte completamente.  

Su questi argomenti hanno discusso recentemente negli USA 0gli scienziati in merito alla forma asiatica di influenza aviaria (H5N1) che si è diffusa tra i volatili del sud di questo continente e che potrebbe svilupparsi in forma pandemica nell'uomo, a causa di una mutazione del virus o di una sua ricombinazione genetica. Lo scopo di questa discussione è stato quello di educare i produttori alimentari sulle cause della diffusione di questa malattia e di fornire loro i metodi per il controllo di questo virus lungo tutta la filiera di produzione: i risultati sono disponibili online. 

** L'esame dei contenuti di questa discussione è molto utile per gli operatori della filiera aviaria.

Links:

6. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 47/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Tra i prodotti italiani all'estero si segnala la presenza di frammenti metallici e di muffe in salame
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
14/11/2005 Presenza di benzopirene e idrocarburi policiclici aromatici Spratti affumicati in olio vegetale Lituania Germania
14/11/2005 Presenza del patogeno Salmonella Hadar Preparazione di carne di tacchino Olanda Finlandia
14/11/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi californiani tostati e salati Stati Uniti via Lussemburgo Germania
14/11/2005 Presenza della tossina Azaspiracide Granchi (Cancer pagurus) bolliti e vivi Norvegia Norvegia
15/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di Pangasio decongelati Vietnam via Olanda Italia
15/11/2005 Presenza di frammenti ossei di animali terrestri Polpa di barbabietola da zuchero Serbia e Montenegro Slovenia
15/11/2005 Presenza di frammenti ossei di animali terrestri Polpa di barbabietola da zuchero Slovenia Croazia
15/11/2005 Presenza di frammenti metallici e di muffe Salame Italia Germania
15/11/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 210 acido benzoico Marmellate alla pesca,albicocca e fragola Grecia Cipro
15/11/2005 Presenza di cadmio Funghi shitake essiccati Cina via Olanda Germania
15/11/2005 Presenza di cadmio Funghi shitake essiccati Tailandia via Olanda Germania
16/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Francia Italia
16/11/2005 Livelli eccessivi di solfiti Porzioni di melone candito Tailandia via Lettonia Estonia
16/11/2005 Irradiazione non dichiarata ed effettuata in modo non autorizzato Zuppa di spaghetti istantanea Repubblica di Korea via Olanda Germania
16/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Manzo cotto Irlanda Irlanda
17/11/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi (Nephrops norvegicus)  interi refrigerati Irlanda Italia
17/11/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine ocratossine A Caffé istantaneo Polonia Ungheria
17/11/2005 Presenza del patogeno Salmonella menston gruppo C Magine: pastone di pesce Germania Austria
17/11/2005 Presenza del conservante non autorizzato E 452 polifosfati Lombo di maiale sottovuoto, refrigerato Spagna Italia
17/11/2005 Commercio illegale Carne di manzo Nazione non menzionata Regno Unito
18/11/2005 Livelli eccessivi del colorante E 122 azurbina Zucchero filato Bulgaria via Francia Regno Unito
18/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di Pangasio (Pangasius hypophthalmus) decongelati Vietnam via Olanda Italia
18/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato (Oncorhynchus keta) Danimarca Italia

N. 41/2005 18 Novembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Le autorità ghanesi non sembrano in grado di risolvere il problema Sudan nell'olio di palma, anche se stanno lanciando numerosi segnali di buona volontà, secondo quanto emerge dal rapporto dell'FVO della Commissione. Un sondaggio dei CDC negli USA indica che meno di un quarto dei colpiti da diarrea forse trasmessa da alimenti segnala a qualcuno l'accaduto, tantomeno ai ristoratori, anche se ritenuti responsabili dell'accaduto. La prevalenza di E. coli O157 nei bovini può essere molto elevata, secondo una revisione complessiva degli studi sull'argomento recentemente pubblicata. Nuovi metodi molecolari sembrano rendere ancora più difficile l'uso di materiali proibiti a causa del rischio BSE.

Segnaliamo anche l'intenzione dell'EFSA di abbandonare il principio ALARA per la valutazione delle sostanze cancerogene, a favore del MOE.

2. Sudan nell'olio di palma: le autorità ghanesi dimostrano poca competenza

Da quando hanno cominciato a verificarsi eccessivi episodi di contaminazione dell'olio di palma con i coloranti Sudan in Ghana, le autorità competenti ghanesi non sono ancora riuscite a scoprire dove si sono verificate queste adulterazioni e perciò non hanno ancora intrapreso alcuna azione legale contro singole persone o società produttrici. Infatti i sistemi di controllo ufficiali non sono riusciti a capire come questa contaminazione sia avvenuta. Vari campioni di questo olio sono stati raccolti in tutto il paese per sottoporli ad analisi; ma i laboratori ufficiali designati dalle autorità per effettuare i test sui prodotti da esportare hanno mostrato di non avere le capacità analitiche per valutare tutti i coloranti Sudan negli alimenti. Per questo non è stato possibile alle autorità competenti certificare le esportazioni come richiesto dalla decisione della Commissione 2005/402/CE. In più in Ghana la legislazione non fornisce chiare linee guida e indicazioni sulle responsabilità nei controlli sui generi alimentari o sulle licenze e le registrazioni delle premesse in campo alimentare. Peraltro, i produttori di olio di palma non erano a conoscenza dei problemi riscontrati in Europa e un importante ente governativo sta lavorando per sostituire ai coloranti di tipo Sudan altri coloranti, anche questi purtroppo vietati nell'Unione Europea.

Queste sono state le conclusioni del rapporto sulla missione in Ghana condotta dal FVO (Ufficio Alimentare e Veterinario) a seguito dell'aumentato numero di notifiche della presenza di coloranti Sudan nell'olio di palma in questo Paese. A queste conclusioni sono seguite una serie di raccomandazioni fatte alla autorità ghanesi delle autorità di altri stati in relazione alle mancanze identificate nei modi di operare di questi organi pubblici. Le autorità ghanesi si sono mosse con estrema rapidità per reagire alle raccomandazioni europee. 

** Non è facile per un paese in via di sviluppo rispondere alle esigenze di sicurezza alimentare dei partner industrializzati. Da una parte vi sono queste difficoltà, dall'altra c'è il legittimo desiderio europeo di investire le proprie ricchezze anche garantendosi prodotti più sani. Sicuramente una collaborazione continuata è necessaria per ottenere risultati duraturi. Per chi importa prodotti alimentari da paesi in via di sviluppo o comunque non occidentali è fondamentale instaurare una reciproca fiducia e profonda conoscenza. Per le autorità resta la necessità di monitorare con attenzione i prodotti di questi paesi, in particolare quest'olio che viene importato anche in Italia. Per i consumatori, ove possibile, va esercitata prudenza nell'acquisto di prodotti di origine incerta.

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3. Diarrea e vomito da alimenti? Colpa del ristorante, ma non lo dico

Un quarto degli americani attribuisce la responsabilità delle gastroenteriti ai ristoranti, ma pochi segnalano l'accaduto. Inoltre, le persone che soffrono di disturbi gastrointestinali da alimenti ritengono, spesso erroneamente, che i sintomi si verificano solo poco tempo dopo l'ingestione del cibo contaminato. Sono queste le conclusioni di una indagine telefonica dei Centri di Prevenzione e Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta condotta su un campione di 16435 persone scelte a caso tra i residenti negli Stati Uniti.

Tra coloro che hanno avuto esperienze di vomito e diarrea, circa il 22% ritiene che la fonte di questi sintomi sia stata una malattia gastrointestinale associata a pasti consumati fuori casa. Anche molti di coloro che hanno avuto solo diarrea la associano a pasti fuori casa; in totale il 43% degli intervistati che hanno fatto esperienza di questi sintomi hanno fornito come causa un pasto fuori casa. Solo l'8% hanno riferito i loro sintomi ai dipartimenti di sanità o ai ristoranti; tra questi si annoverano soprattutto coloro che hanno dovuto assentarsi dal lavoro a causa della malattia. Il 54% di coloro che hanno attribuito la malattia a un pasto fuori casa hanno detto di aver avuto i primi sintomi subito dopo (circa 5 ore dopo) aver consumato il pasto.

** I titolari di imprese di ristorazione spesso non ritengono che le malattie trasmesse dagli alimenti, salvo rari episodi gravissimi, possano incidere sul loro business, perchè ricevono poche lamentele. Questi risultati sembrano smentire questa idea: in realtà, sembra che i consumatori, almeno in USA, stiano male senza segnalare l'accaduto (forse però cambiando ristorante). D'altro canto, l'idea che le tossinfezioni si manifestino rapidamente dopo i pasti può portare ad addossare erroneamente le colpe. Per chi somministra alimenti e per le autorità, si tratta di dati interessanti.

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4. E. coli verocitotossica e bovini: troppo spesso in compagnia

Prese nel loro complesso, le analisi effettuate in tutto il mondo su feci prelevate da mandrie di bovini hanno rivelato tassi di prevalenza molto elevati sia per Escherichia coli 0157 produttrice della tossina Shiga (dallo 0,2 al 27,8%), sia per il E. coli non-0157 (da 2,1 a 70,1%. Inoltre tra i 261 sierotipi di Escherichia coli produttore di tossina (STEC) identificati negli animali, 44 causano la sindrome uremica emolitica (SEU o HUS), mentre 37 causano altre malattie tra cui diarrea, diarrea emorragica e colite emorragica. Inoltre queste malattie sono spesso da attribuire al consumo di carne trita di manzo o di altri prodotti contaminati dalle feci di bovino.

Queste sono le conclusioni di una revisione completa dei dati sulla presenza di questo patogeno nel bovino, condotta da studiosi dell'Università del Nevada.

** Questo articolo documenta la grande diffusione che i sierotipi verocitotossici di E. coli presentano oggi nel mondo. Fino ad un quarto degli animali può essere portatore del patogeno, in alcune popolazioni. Inoltre, un'alta percentuale dei ceppi è molto virulenta. Benché molti aspetti della natura di questa malattia siano da chiarire, soprattutto in Italia l'argomento merita una grande attenzione. Per i veterinari e chi gestisce bovini è fondamentale aggiornarsi per controllare il problema.

Link:

5. Materiali a rischio BSE usati fraudolentemente: nuovi metodi molecolari

Grazie a tecniche molecolari, è diventato possibile identificare anche piccole aggiunte di materiali vietati per il rischio di BSE. Infatti, un test di screening ELISA seguito da una valutazione del DNA specie specifica, con RT-PCR (a trascrittasi inversa) per l'identificazione del tessuto di sistema nervoso centrale nei bovini (che sono materiali a rischio specifico per la BSE), si è rivelato un approccio pratico per il monitoraggio di prodotti a base di carne e la valutazione della loro conformità ai regolamenti europei in campo alimentare. Per la capacità emulsionante, i tessuti del sistema nervoso centrale provenienti da vari animali sono stati spesso aggiunti a prodotti di carne come le salsicce di fegato; ma attraverso l'uso della RT-PCR si è riusciti a identificate i tessuti CNS di bovini in questo tipo di prodotti, fino a una concentrazione dello 0,25%.

Come recentemente riportato su un importante rivista internazionale, uno studio di campo è stato condotto su 258 campioni di salsicce di fegato provenienti da vendita al dettaglio; tutte le salsicce sono state testate sia con RT-PCR che con un test commerciale ELISA per l'identificazione delle proteine.

** La portata degli effetti sanitari, in ambito umani, della BSE non è ancora chiara. Molte discussioni sono sorte sull'opportunità di misure draconiane per prevenire l'ingresso di materiale a rischio nella catena alimentare. Tuttavia, è chiaro che la mancata applicazione delle norme è un aspetto negativo, da molti punti di vista. Per questo strumenti raffinati per il controllo sono utili. Si tratta di un'opzione elaborata, ma interessante per i numerosi laboratori che si sono dotati di PCR per altre applicazioni.

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6. E inoltre:

7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 46/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Tra i prodotti italiani, un tipo di pasta è risultata contaminata con Bacillus cereus, un batterio sporigeno che ha causato tossinfezioni soprattutto in associazione con un il riso, e la presenza di un corpo estraneo in un pesto alla genovese
  • Tra i prodotti sul mercato italiano
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
07/11/05 Presenza di frammenti di vetro Vino Francia Francia
07/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Typhimurium DT 104    Pancetta fresca Germania Danimarca
07/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Gruppo B Tapas (salsicce) Spagna Austria
07/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale fresca Germania Italia
07/11/05 Presenza del patogeno Bacillus cereus Pasta Pasteria Italian del supermercato Aldi Italia Regno Unito
07/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Typhimurium DT 104 Carne di maiale fresca Germania Danimarca
08/11/05 Presenza di (batteri) Clostridi solfitoriduttori a del batterio Pseudomonas aeruginosa Acqua in bottglia Spagna Spagna
08/11/05 Imprtazione non autorizzata di un nuovo alimento contente Hoodia gordonii  Prodotto per dimagrimento Germania Olanda
08/11/05 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Nocciole Via Germania Danimarca
08/11/05 Presenza del patogeno Salmonella enteritidis Filetti di pollo privi di ossa e pelle refrigerati Brasile via Olanda Finlandia
08/11/05 Presenza di frammenti di lische si pesce Soia destinati a ruminanti (mangime) Brasile via Uruguay Slovenia
09/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Agona Pasto a base di girasoli Bosnia-Herzegovina Slovenia
09/11/05 Presenza del farmaco veterinario non autorizzato Cloramfenicolo Miele Ucraina Polonia
09/11/05 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di Pangasio Vietnam via Olanda Italia
09/11/05 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi (Penaeus vannamei) precotti sottovuoto Ecuador via Spagna Italia
09/11/05 Presenza di un corpo estreaneo Pesto genovese Bevelini Italia Regno Unito
10/11/05 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Fichi secchi Turchia via Italia Malta
10/11/05 Presenza della tossina dei molluschi provocante diarrea (DSP) azaspiracide Granchi vivi e bollliti Norvegia Norvegia
10/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Typhimurium DT 104 Manzo salato Polonia Norvegia
10/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Typhimurium DT 104 Manzo salato Polonia Norvegia
10/11/05 Irradiazione non dichiarata ed effettuata in modo non autorizzato Zuppa istantanea Repubblica di Corea via Olanda Germania
10/11/05 Irradiazione non dichiarata ed effettuata in modo non autorizzato Zuppa istantanea Repubblica di Corea via Olanda Germania
10/11/05 Presenza del patogeno Escherichia coli 0:157 Quarti posteriori di manzo Belgio Belgio
11/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Indiana Filetto di petto di tacchino crudo refrigerato Francia Finlandia
11/11/05 Corrosione dei tappi Bottiglie di birra Federazione Russa Olanda
11/11/05 Presenza di mercurio Filetti di Pesce spada Taiwan Spagna Italia
11/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Blockey Petti di tacchino privi di ossa e pelle Ungheria Finlandia
11/11/05 Livelli eccessivi di coliformi Formaggio brie Francia Norvegia
11/11/05 Colore anormale Gamberi (Penaeus vannamei)  precotti Tailandia via Francia Italia
11/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Typhimurium DT 104 Lombo di maiale fresco Danimarca Danimarca

N. 40/2005 11 Novembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Klebsiella è un microrganismo capace di resistere a molti antibiotici; uno studio recente, che ne rivela l'ampia diffusione in ambito zootecnico almeno negli USA, potrebbe aver identificato un fattore importante per la diffusione della resistenza ai farmaci. La resistenza potrebbe arrivare anche per i patogeni alimentari. Uno studio recente sui rischi e i benefici di mangiare salmone allevato e pescato (una polemica di qualche mese fa aveva riguardato la maggior quantità di contaminanti nel pesce allevato) indica che i benefici di mangiare un pesce così ricco di acidi omega, anche se allevato, superano i rischi; le eccezioni riguardano le donne incinta e i bambini piccoli. Le arance biologiche, secondo uno studio italiano, sembra presentare composti chimici benefici in quantità maggiori di quelle convenzionali: risultati interessanti ma da confermare. Infine, uno studio americano indica che la forza del guscio non è importante nell'impedire la contaminazione delle uova da Salmonella sierotipo enteritidis.

Segnaliamo anche un ritiro dal commercio di olive di Cerignola italiane in Canada (link nella sezione E inoltre), mentre dai RASFF si evidenzia la presenza di Vibrio cholerae in gamberi black tiger indiani (importati in Francia) e cloramfenicolo in pappa reale importata in Italia, un problema irrisolto.

2. La resistenza di Klebsiella è forte

Secondo analisi del DNA, alcuni cloni del batterio Klebsiella pneumoniae, contenenti geni per la resistenza a diversi antibiotici, rimangono attaccati alle piume, ai mangimi, alle feci e all'acqua da bere nelle fattorie di allevamento dei tacchini. Questo indica da una parte negli ambienti di allevamento per la produzione la potenziale disseminazione di geni per la resistenza agli antibiotici, che potrebbero quindi trasferirsi a patogeni alimentari rendendoli a loro volta resistenti; dall'altra parte una potenziale contaminazione crociata di batteri antibiotico-resistenti durante la lavorazione e la distribuzione dei prodotti alimentari. Queste sono le conclusioni di un articolo pubblicato sulla rivista "Journal of Food Protection" e in cui hanno lavorato diversi dipartimenti dell'Università di Oklahoma State.

In questo studio, batteri enterici resistenti a diversi antibiotici sono stati isolati in fattorie di allevamento di tacchini, bovini e polli e in prodotti a base di carne per la vendita al dettaglio in Oklahoma. Tra le specie di batteri isolati quella predominante si è rivelata essere Klebsiella pneumoniae; in particolare questo batterio è stato trovato più frequentemente in fattorie di tacchini e in prodotti a base di carne di tacchino tritata. Tutti gli isolati erano resistenti all'ampicillina, alla tetraciclina, alla streptomicina, alla gentamicina e alla kanamicina (antibiotici) e i geni per la resistenza a questi antibiotici erano localizzati nei plasmidi. Inoltre i ricercatori hanno anche dimostrato che il trasferimento di questi particolari geni (ad esempio l'SHV-11, l'SHV-1 e il TEM-1)  è avvenuto in Escherichia coli attraverso il processo di coniugazione.

** Il ruolo dell'ecologia e della selezione naturale nel trasferimento di geni per l'antibioticoresistenza non è ancora del tutto compreso. Potrebbero risultare di grande importanza microrganismi che, come in questo caso, non causano patologie nell'uomo per via alimentare. In questo senso, le strategie di controllo devono essere più ampie di quanto previsto per i soli patogeni alimentari.

Links:

3. Salmone allevato: sono più i rischi o i benefici nel consumarlo?

Il rischio di assunzione di contaminanti sia nel salmone pescato che in quello da allevamento viene parzialmente superato dai benefici per la salute che questi alimenti portano all'uomo garantendogli l'assunzione di acidi grassi omega 3 e quindi riducendo il rischio di malattie cardiovascolari. Per quei gruppi di popolazione particolarmente a rischio per gli effetti dei contaminanti chimici (bambini, donne in gravidanza o in allattamento) come riduzione del quoziente intellettivo o effetti comportamentali e che nel contempo temono meno le malattie cardiovascolari, si può minimizzare l'esposizione ai contaminanti, scegliendo salmoni pescati, quindi meno contaminati, o selezionando altre fonti più sicure di acidi grassi omega 3. Queste sono le conclusioni di una analisi del rischio quantitativa condotta dal Centro di Scienze Ambientali di Milwaukee in collaborazione con altre università per paragonare i rischi e i benefici per la salute legati al consumo di salmone pescato del Pacifico e del salmone da allevamento dell'Atlantico.

Lo studio ha rilevato che si possono assumere i livelli raccomandati di acidi grassi, come l'acido eicosapentenoico (EPA) e l'acido docosaesenoico (DHA), consumando come fonte di questi composti solo  salmone pescato o da allevamento e mantenendo comunque un livello accettabile di rischio di effetti avversi diversi dal tumore. Al contrario, i livelli raccomandati di EPA+DHA non posso essere ottenuti solamente dal salmone mantenendo un livello di rischio cancerogeno accettabile. Inoltre sebbene il rapporto rischi-benefici sia migliore (meno rischi, più benefici) sia migliore per il salmone pescato, alcuni tipi di salmone da allevamento presentano lo stesso rapporto di rischi presente nel pescato.

** Le valutazioni comparative del rischio sono sempre operazioni complesse, che richiedono numerose assunzioni non sempre corroborate da dati. Tuttavia, data anche l'attualità del dibattito sul pesce pescato rispetto a quello allevato e i consumi considerevoli di salmone in Italia, questi risultati vanno considerati attentamente. Per chi alleva o importa salmone è importante modificare la dieta dei salmoni per ridurre la concentrazione di contaminanti. Per i consumatori il consiglio è quello dell'articolo: moderare il consumo di salmone allevato solo per le popolazioni a rischio.

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4. Le arance bio-logiche sono più bio-attive

Le arance rosse da agricoltura biologica presentano maggiori contenuti di composti fitochimici (come i composti fenolici, le antocianine e l'acido ascorbico), una maggiore attività antiossidante e una più alta bioattività rispetto alle arance rosse da agricoltura convenzionale e quindi risulterebbero potenzialmente migliori in termini di effetto protettivo contro danni ossidativi al livello cellulare. In questo senso, sembrerebbero indicati ulteriori studi per confermare se le pratiche di agricoltura biologica aumentano effettivamente l'attività antiossidante anche in altre varietà di frutta e verdura. Queste sono le conclusioni di uno studio italiano condotto da due dipartimenti dell'Università di Bologna (Dip. di Biochimica e Dip. di Farmacologia) per valutare se alcuni prodotti alimentari derivanti da agricoltura biologica siano più salubri dei corrispettivi alimenti derivanti da agricoltura convenzionale.

Nello studio sono stati misurati i composti fenolici totali con il metodo della valutazione di Folin Ciocalteau, mentre le antocianine totali e l'acido ascorbico sono stati determinati rispettivamente con analisi spettrofotometriche e HPLC. è stata poi valutata la capacità dell'estratto di arancia rossa di contrastare i processi ossidativi in colture di cellule di ratto. A questo proposito, si è rilevato che le arance biologiche hanno livelli più elevate capacità antiossidanti, almeno in cellule di ratto.

** Questi risultati sono molto interessanti, anche se da valutare con prudenza, in attesa di conferme. Studi successivi dovrebbero confermare il risultato anche al di là della variabilità tra vari lotti ed aree di produzione, ed eventualmente indagare i meccanismi di questa differenza. Altri studi potrebbero esaminare l'effettiva rilevanza per la salute. I vantaggi per la salute del consumo di prodotti biologici restano in gran parte non dimostrati.

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5. Uova dal guscio duro: Salmonella è indifferente

In uno studio recente, è stata trovata soltanto una debole correlazione tra la durezza del guscio delle uova e la contaminazione da Salmonella enteritidis sia sulla superficie esterna che all'interno del guscio stesso. Infatti, tra uova di varia durezza questo parametro non gioca un ruolo importante nella contaminazione da Salmonella E. Queste sono le conclusioni di uno studio condotto da ricercatori della USDA (Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti) .

Nell'esperimento, le uova (visibilmente pulite) sono state campionate da una linea di produzione industriale e sono state inoculate attraverso l'immersione in una sospensione concentrata di Salmonella enteritidis resistente all'acido nalidixico (un antibiotico). Dopo questa procedura si è valutata la forza del guscio e la contaminazione sia interna che esterna del batterio. In nessuno degli esperimenti si è osservata alcuna correlazione, sia all'esterno che all'interno dell'uovo. Altri lavoro di questo tipo, ma con un range di durezze più ampio, potrebbero portare a conclusioni definitive.

** La qualità e quindi la durezza del guscio delle uova è un carattere ereditabile; per questo motivo potrebbe essere manipolato geneticamente forse per controllare la contaminazione. I risultati ottenuti escludono però, anche se non definitivamente, una correlazione tra probabilità di contaminazione (derivante dall'esterno fino all'interno e sulla superficie) e forza del guscio. Non si tratta dunque di una via percorribile per il miglioramento della sicurezza delle uova. Il consiglio per i consumatori, soprattutto se a rischio di complicazioni, rimane quello di cuocere sempre molto bene le uova in modo da eliminare eventuali rischi.

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6. E inoltre:

  • Olive di tipo Cerignola, di origine italiana, di marca Saroli, ritirate dal commercio in Canada per rischio di Clostridium botulinum
    http://www.inspection.gc.ca/english/corpaffr/recarapp/2005/20051108e.shtml
    (lingua italiana - il testo del ritiro dal commercio)
  • Regolamento (CE) n. 1810/2005 della Commissione, del 4 novembre 2005, relativo ad una nuova autorizzazione per un periodo di dieci anni di un additivo destinato ai mangimi animali, all'autorizzazione permanente di alcuni additivi dei mangimi e all'autorizzazione provvisoria di nuovi impieghi di alcuni additivi già autorizzati nei mangimi
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_291/l_29120051105it00050011.pdf
    (lingua italiana - il testo del Regolamento, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • Regolamento (CE) n. 1811/2005 della Commissione, del 4 novembre 2005, relativo alle autorizzazioni provvisorie e permanenti di alcuni additivi nei mangimi nonché all’autorizzazione provvisoria di nuovi impieghi di un additivo già autorizzato nei mangimi
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_291/l_29120051105it00120017.pdf
    (lingua italiana - il testo del Regolamento, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • Regolamento (CE) n. 1812/2005 della Commissione, del 4 novembre 2005, che modifica i regolamenti (CE) n. 490/2004, (CE) n. 1288/2004, (CE) n. 521/2005 e (CE) n. 833/2005 per quanto riguarda le condizioni per l'autorizzazione nell'alimentazione animale di taluni additivi appartenenti ai gruppi degli enzimi e dei microrganismi
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_291/l_29120051105it00180023.pdf
    (lingua italiana - il testo del Regolamento, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • 2005/772/CE Decisione della Commissione, del 3 novembre 2005, relativa all’immissione in commercio, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato resistente a determinati lepidotteri e tollerante all’erbicida glufosinato ammonio [notificata con il numero C(2005) 4192]
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_291/l_29120051105it00420044.pdf
    (lingua italiana - il testo della Decisione, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • Rettifica della decisione 2005/759/CE della Commissione, del 27 ottobre 2005, recante alcune misure di protezione relative all’influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni paesi terzi e al movimento da paesi terzi di volatili al seguito dei rispettivi proprietari (GU L 285 del 28.10.2005)
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_291/l_29120051105it00480053.pdf
    (lingua italiana - il testo dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • Nuovi limiti per i nitrati
    Regolamento (CE) n. 1822/2005 della Commissione, dell’8 novembre 2005, che modifica il regolamento (CE) n. 466/2001 per quanto riguarda i nitrati in alcuni ortaggi
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_293/l_29320051109it00110013.pdf
    (lingua italiana - il testo del Regolamento, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • Residui modificati per antiparassitari
    Direttiva 2005/76/CE della Commissione, dell’8 novembre 2005, che modifica le direttive 90/642/CEE e 86/362/CEE del Consiglio per quanto riguarda le quantità massime di residui di kresoxim-metile, ciromazina, bifentrin, metalaxil e azossistrobina in esse fissate
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_293/l_29320051109it00140022.pdf
    (lingua italiana - il testo della Direttiva, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
  • Possibile iscrizione di nuovi fitosanitari
    2005/778/CE Decisione della Commissione, del 28 ottobre 2005, che riconosce in linea di massima la completezza dei fascicoli presentati per un esame particolareggiato in vista della possibile iscrizione dell’aminopyralid e del fluopicolide nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_293/l_29320051109it00260027.pdf
    (lingua italiana - il testo della Decisione, dalla Gazzetta Ufficiale europea - formato pdf)
7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 45/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Nessuna segnalazione riguarda prodotti italiani
  • Di prodotti importati in Italia, si evidenziano problemi legati alla pappa reale. Risulta probabilmente difficile assicurarsi che non vengano utilizzato prodotti farmaceutici vietati; la Listeria nel salmone, in particolare danese, si conferma un problema irrisolto, mentre la presenza di Salmonella nella carne e di Anisakis nel pesce non sono sorprendenti
  • è stato probabilmente ritirato dal mercato in Francia il lotto che nel mese scorso ha causato numerosi casi di enterocolite emorragica
  • Un'allerta importante riguarda infine la presenza di Vibrio cholerae in gamberi black tiger provenienti dall'India. Questo problema potrebbe riguardare anche l'Italia
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
03/11/05 Presenza del patogeno Escherichia coli 0:157 Carne bovina macinata (hamburger) Francia Francia
03/11/05 Presenza del patogeno Vibrio cholerae NON O:1/NON O.139 Gamberi black tiger (Penaeus monodon) privi di testa India via Francia Norvegia
03/11/05 Presenza di residui del farmaco veterinario vietato cloramfenicolo Pappa reale fresca Australia via Grecia Italia
03/11/05 Presenza della tossina dei molluschi provocante diarrea (DSP) e della tossina azaspiracide Granchi bolliti vivi Norvegia Norvegia
03/11/05 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale Germania Italia
03/11/05 Materiale a rischio specifico (SRM) Quarti di bovino Estonia Germania
03/11/05 Presenza del parassita Anisakis Rana pescatrice (Lophius piscatorius) Danimarca Italia
03/11/05 Presenza del patogeno Vibrio cholerae NON O:1/NON O.139 Gamberi black tiger (Penaeus monodon) privi di testa India via Francia Norvegia
04/11/05 Contaminazione batterica di Pseudomonas aeruginosa Acqua minerale naturale Grecia Cipro
04/11/05 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Arachidi in guscio Sconosciuto Ungheria
04/11/05 Irradiazione non autorizzata Cosce di rana surgelate (Rana macrodon) Indonesia via Francia Germania
04/11/05 Presenza di residui del farmaco veterinario vietato cloramfenicolo Pappa reale fresca Germania Italia
04/11/05 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia

N. 39/2005 04 Novembre 2005

Sommario

1. Editoriale

In Europa viene proposta una nuova rete internazionale di sorveglianza per la listeriosi basata sulle reti nazionali e sui laboratori di riferimento nazionali: potrebbe avere importanti conseguenze per la prevenzione e per il ritiro di prodotti alimentari. In Danimarca, Cryptosporidium appare come causa di numerosi casi di gastroenterite, legati al consumo di carote, confermando così il ruolo di patogeno emergente. In Francia, numerosi casi gravi di colite enteroemorragica vengono causati da una partita di carne macinata, arrivata fino al Portogallo: l'allerta su questo patogeno deve essere massima. Negli USA, infine, l'uso improprio di informazioni sulla salute a proposito di alimenti viene represso dalla FDA utilizzando la legislazione sui farmaci.

2. Listeriosi: proposta la nuova rete di sorveglianza internazionale

Tra il 1991 e il 2002 19 focolai di listeriosi invasiva sono stati identificati in nove diversi Paesi europei, con un totale di 526 casi di infezione. Mentre il numero di focolai segnalati è aumentato gradualmente da sette, nel periodo 1992-1996, a 11, nel periodo 1997-2001, il numero di casi per focolaio è diminuito da 57 a 11 negli stessi periodi. Inoltre, quattro focolai di gastroenterite acuta da Listeria sono stati segnalati: due in Italia di cui uno nel 1993 (18 casi) e uno nel 1997 (1566 casi); un focolaio in Danimarca nel 1996 (3 casi) e uno in Belgio nel 2001.

Per controllare meglio questo patogeno, un rapporto recente suggerisce lo sviluppo di una rete europea di sorveglianza per le infezioni da Listeria monocytogenes, i cui risultati siano dati comparabili, gli andamenti della malattia e l'individuazione di focolai internazionali con maggiore efficienza. Inoltre, a causa della grande diversità dei focolai di Listeria, un database comune europeo dovrebbe contenere i risultati di una caratterizzazione dei ceppi sia attraverso la sierotipizzazione, sia attraverso l'analisi del DNA. Una rete di sorveglianza di questo tipo, basata sui sistemi di sorveglianza nazionali, sarebbe realizzabile anche con le infrastrutture già presenti nei vari stati.

Queste sono alcune delle conclusioni dell'indagine alla base del rapporto, che ha coinvolto 17 Paesi del vecchio continente. Quattordici di questi laboratori hanno effettuato almeno un metodo di tipizzazione sui ceppi umani e tredici hanno già portato avanti o quantomeno espresso la volontà di introdurre la caratterizzazione degli isolati attraverso corsa su gel di elettroforesi del DNA.

** La listeriosi è una malattia rara, ma molto grave che, in casi estremi, può anche portare alla morte. Per questo è particolarmente utile una rete internazionale di sorveglianza. E' necessario però che le reti nazionali su cui si deve basare la sorveglianza siano adeguatamente funzionanti; purtroppo in Italia in passato sono state incontrate delle difficoltà, anche per carenza di finanziamenti. Le conseguenze di queste reti possono essere importanti per la tutela della popolazione e per i produttori di alimenti. L'esperienza USA indica che il numero di ritiri dal commercio aumenta con l'introduzione di questi sistemi.

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3. Danimarca: Cryptosporidium contamina le carote di una mensa aziendale

I primi di settembre in Danimarca circa 80 dipendenti di un'azienda privata hanno avuto attacchi di diarrea dopo aver mangiato ad un buffet di insalate nella mensa della società. I campioni fecali esaminati hanno escluso la causa virale e batteriologica della malattia e hanno rivelato, attraverso indagini microscopiche, la presenza del parassita Cryptosporidium in 13 dei 17 campioni. L'analisi delle risposte a un questionario, che è stato sottoposto a coloro che avevano mangiato al buffet di insalate, ha rivelato che due alimenti in particolare sono stati associati alla forma di diarrea: le carote intere sbucciate (rischio relativo [RR]: 2.4, 95% intervallo di confidenza [CI]: 1.5-4.0) e le carote grattuggiate (RR: 2.0, 95% CI: 1.2-3.5). Le carote intere sono state considerate un probabile veicolo di infezione a causa del fatto che erano tenute in un contenitore con acqua. Gli utenti della mensa prendevano le carote dalla ciotola con le mani, e, secondo un'ipotesi, questa azione ha contaminato l'acqua delle carote poiché alcune di queste persone sarebbero portatori umani del parassita. Non ci sono infatti evidenze che suggeriscano che le carote siano state contaminate dal personale della cucina. Infine il parassita che ha provocato il focolaio è stato successivamente tipizzato con la tecnica della PCR (amplificazione del DNA) e si è rivelato essere Cryptosporidium hominis.

** Ove vengono somministrati alimenti è necessario evitare che gli utenti tocchino il cibo destinato ad altri clienti con le mani. Cryptosporidium, e in modo particolare il suo ceppo più raro hominis, è un patogeno emergente; in Italia riceva meno attenzione di quanto probabilmente si merita. L'attenzione alla qualità delle acque è fondamentale per prevenire l'esposizione a questo patogeno.

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4. Escherichia coli O157 trovato nella carne francese

A lunedì 31 ottobre 2005, in Francia, erano state individuate 17 persone con gravi problemi gastrointetinali causati dal batterio Escherichia coli O157. I sintomi si sono manifestati dopo aver mangiato della carne macinata proveniente da un unico lotto e venduta in una popolare catena di supermercati. La carne contaminata faceva parte di un lotto di polpette surgelate vendute sotto le marche Chantegril e Marque Repere nei supermercati della catena Leclerc. Il direttore del gruppo di supermercati sostiene che la contaminazione si sia originata in un macello chiamata Sovina che riforniva i punti vendita. Alcune partite di questi prodotti sono state esportate anche in Portogallo.

Tranne una, tutte le vittime erano bambini; molti sono stati ricoverati in ospedale con diarrea emorragica, pallore e astenia, e alcuni di loro hanno ricevuto terapia intensiva. 10 bambini hanno anche mostrato ulteriori complicazioni e hanno manifestato la sindrome uremica emolitica (HUS), una malattia potenzialmente mortale, spesso associata ad E. coli 0157. Le autorità hanno già effettuato il ritiro dal commercio della partita contaminata e stanno continuando a cercare altri lotti con problemi, ma nessun'altra contaminazione è stata rilevata.

** Escherichia coli associato a prodotti di carne sta recentemente assumendo grande importanza in Europa, in modo particolare per quanto riguarda i processi di macellazione e preparazione delle carni. Anche in Italia sono stati registrati dei casi, la cui origine non è stata chiarita; il livello di attenzione per questo patogeno deve essere molto elevato in tutti i luoghi in cui le carni vengono preparate.  Il consiglio per i consumatori rimane quello di cuocere sempre al meglio questo tipo di prodotti e di controllarne la cottura con l'uso di un termometro da alimenti.

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5. Etichette ingannevoli sugli alimenti: la FDA trova il modo di combatterle!

"Alcune informazioni contenute sull'etichetta del vostro prodotto sembrano indicare che esso [ciliegie, frutta, ecc] sia un nuovo medicinale come definito dalla legge sull'etichettatura di prodotti alimentari, medicinali e cosmetici. Poiché non è stato riconosciuto scientificamente sicuro ed efficace, come richiede la legge, è vostra responsabilità assicurare le modifiche necessarie"

Questi sono alcuni dei principali punti (qui riassunti e semplificati) toccati dalla FDA nelle 29 lettere di attenzione inviate a compagnie che producono, vendono e distribuiscono prodotti a base di ciliege o di altri frutti. Queste lettere infatti intimano alle aziende di interrompere la produzione e la vendita di quei prodotti, in particolare frutta secca, succhi di frutta, concentrati di frutta, nelle cui etichette viene indicato che sono utili per trattare o prevenire una varietà di malattie, quali il cancro, le malattie cardiache e le artriti. Le lettere stabiliscono anche che se le aziende non applicano queste misure correttive, la FDA stessa può sequestrare i prodotti, inviare ingiunzioni giudiziarie e applicare sanzioni criminali.

** Le aziende alimentari dovrebbero prestare la massima attenzione nell'utilizzare informazioni sulla salute sui loro prodotti; questa infatti è una pratica ormai diffusa anche in Italia, dove però il controllo, oltre che raro, è affidato all'Autorità Garante della Concorrenza piuttosto che a quelle sanitarie. La strategia della FDA di considerare queste affermazioni sulla salute come una prova del fatto che il prodotto sia un nuovo medicinale sembra molto efficacie per combattere questa tendenza; potrebbe essere utilizzata anche in Italia. Per quanto riguarda i consumatori il consiglio è di valutare con cautela quando si leggono proprietà salutistiche riferite ai prodotti alimentari sia in etichetta che sui siti delle aziende produttrici, in attesa della nuova normativa.

Link:

6. E inoltre:

7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 44/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Nessun problema riguarda prodotti italiani, con l'importante eccezione di un cioccolato con sorpresa con corpo estraneo
  • Per quanto riguarda i problemi di prodotti che hanno raggiunto l'Italia, continua la difficoltà dei paesi esportatori di tonno a garantire prodotti non trattati con monossido di carbonio; il salmone danese risulta contaminato con Listeria monocytogenes; gamberi tailandesi risultano troppi addizionati di solfiti; infine, alcune caramelle di origine spagnola risultano pericolose per il soffocamento
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
24/10/05 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Polonia Germania Francia
24/10/05 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Bacelli di peperoncino Malawi via Olanda Germania
25/10/05 Presenza di frammenti ossei di animali terrestri Mangime in farina di pesce asciugata a vapore Francia Slovacchia
25/10/05 Presenza dei patogeni Salmonella Blockey  Filetti di petto di tacchino congelati Ungheria Finlandia
25/10/05 Rischio di danno fisico dovuto all'esplosione di bottiglie sovrapressurizzate Bevande di vino analcoliche (gusti pesca e ciliegia) Polonia via Repubblica Ceca Germania
25/10/05 Trattamento con disinfettante Antisettico Fink A Prosciutti affumicati Belgio Belgio
25/10/05 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Lombi di tonno surgelati Olanda Italia
25/10/05 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di salmone affumicato Danimarca Italia
26/10/05 Presenza dei patogeni Salmonella enteritidis  Uova crude Spagna Francia
27/10/05 Mancata indicazione in etichetta di irradiazione e irradiazione effettuata senza autorizzazione Zuppa di spaghetti cinesi istantanea Repubblica di Corea Germania
27/10/05 Presenza del patogeno Escherichia coli O:157 Quarto anteriore di manzo Belgio Belgio
27/10/05 Presenza dei patogeni Salmonella Seftenberg  Panello di semi di girasole (mangime) Croazia Slovenia
27/10/05 Presenza di frammenti ossei di animali terrestri Polpa di barbabietola da zucchero (mangime) Croazia Slovenia
27/10/05 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di salmone affumicato Danimarca Italia
28/10/05 Rischio di soffocamento Consumo di dolci contenenti giochi-sorprese Spagna Italia
28/10/05 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi (Penaeus vannamei)precotti refrigerati Tailandia via Francia Italia
28/10/05 Migrazione di ammine primarie aromatiche Tazza per caffè in nylon Regno Unito Danimarca
28/10/05 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Confezione sottovuoto di tonno fresco Polonia Italia
28/10/05 Corpo estraneo Cioccolato delle uova con sorpresa Italia Francia
28/10/05 Presenza di residui del farmaci veterinari vietati cloramfenicolo e sulfonamide Miele puro chiarificato, marca "Morris & Sons Ltd, Natural Choice Brand Pure Clear Honey", lotto: L2043A ; fotografia
 
  Regno Unito

 

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