Archivio - Novembre 04
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

      

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Novembre 2004


N. 41/2004 26 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

Brutte notizie per la sicurezza degli alimenti: la conferma della BSE nella capra francese apre scenari decisamente preoccupanti, cui contribuisce la scarsità di dati e la possibile presenza del prione nel latte di questi animali. In secondo luogo, le autorità norvegesi hanno lanciato un allarme riguardo un possibile episodio epidemico di Salmonella Thompson che implica la rucola e potrebbe coinvolgere altri paesi europei. Un'altra notizia negativa (che riportiamo per ultima) è la capacità di Listeria monocytogens di sopravvivere alla fermentazione delle olive verdi: sicuramente diventano un alimento inadatto per i soggetti a rischio (anziani e donne in gravidanza). Riportiamo anche alcuni pareri dell'EFSA (Autorità Europea di Sicurezza degli Alimenti), che potrebbero rendere disponibili nuove sostanze per integrare gli alimenti. Infine, uno studio svedese getta una luce interessante sulla conservazione casalinga degli alimenti.

2. Caprino con BSE? Rischio ridotto se le capre non hanno la mastite

Il latte di capra, in caso di BSE nell'animale, può presentare un piccolo rischio, al contrario di quello bovino. Mentre sembra confermato il caso di BSE in una capra in Francia (l'intero gregge è stato abbattuto), l'EFSA (Autorità Europea di Sicurezza Alimentare) ha reso noto che ritiene il rischio d'infezione attraverso il latte minimo, soprattutto se vengono escluse le capre con mastite, anche mediante opportuni saggi analitici. Questa valutazione si applica alla produzione francese come a quella di tutti i paesi europei. Gli esperti lamentano anche che, contrariamente alle loro richieste, pochissimi studi sono stati fatti sulla BSE (che si sapeva ottenibile sperimentalmente) nei piccoli ruminanti e soprattutto nelle capre.

** Il rischio sanitario di quanto osservato in Francia è probabilmente molto basso, allo stato attuale delle conoscenze, ma la portata è molto grande se venissero identificati altri casi attraverso un monitoraggio più preciso, proprio per la possibile infettività anche del latte. Le misure proposte dall'EFSA potrebbero essere di applicazione non facile. La situazione è molto complessa; da una parte, misure simili a quelle prese per la BSE bovina appaiono ingiustificate, ma il rischio di sottovalutare il problema è sempre presente, anche perché nel giudizio di alcuni il costo sopportato dalla UE per controllare la BSE è risultato eccessivo rispetto alla morte di "sole" 140 persone circa (anche se erano giovani morti di una malattia terribile e senza speranza). Sicuramente è l'occasione per verificare quanto è stato imparato con la crisi della BSE bovina. Non appare giustificata, al momento, nessuna alterazione delle abitudini alimentari né controlli supplementari.

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3. Salmonella sierotipo Thompson nella rucola in Interrail: dopo la Norvegia, dove?

Dal 15 al 24 novembre, erano stati segnalati in Norvegia 13 casi di salmonellosi da attribuire al sierotipo Thompson, raro in quel paese. Le indagini epidemiologiche, mediante uno studio caso-controllo, hanno indicato nella rucola l'alimento probabilmente implicato, comprato sia come tale che in insalata mista (comunque in confezioni di plastica pronte al consumo). Tutta la rucola consumata in Norvegia viene importata e, per questo, le autorità temono possano essere coinvolti altri paesi. è stato pertanto diramata un allarme alla rete europea il 26 novembre, mentre si cerca di rintracciare il lotto implicato per analisi e per identificarne la provenienza.

** In attesa di ulteriori informazioni, non è possibile escludere che anche l'Italia sia coinvolta; per questo è importante che informazioni sul prodotto siano diffuse al più presto. La salmonellosi è generalmente una patologia sgradevole, ma non grave; tuttavia, le conseguenza per alcune persone possono essere serie. Il sierotipo Thompson è relativamente comune in Italia. Questo episodio sottolinea come spesso siano ormai le verdure ad agire da veicolo delle patologie trasmesse dagli alimenti; è importante evitare che lo schema salmonella=zoonosi=ambito veterinario non limiti l'attenzione e la vigilanza in altri ambiti.

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4. Temperature corrette per la conservazione degli alimenti in casa

A livello domestico, la mancanza di informazioni sulle temperature corrette per conservare i cibi  limita la nostra capacità di valutare i pericoli connessi al rischio microbiologico. Questa è la conclusione di uno studio effettuato a Uppsala in Svezia. I ricercatori sono giunti a questa conclusione raccogliendo dati sulle temperature di conservazione di alimenti refrigerati e attraverso interviste. è stato chiesto a102 famiglie di comprare sette articoli alimentari (carne macinata, filetti di aringhe freschi, formaggio molle, latte, prosciutto cotto, salmone affumicato sotto vuoto e insalata pronta al consumo) e di conservarli utilizzando le loro pratiche abituali. Il giorno seguente sono stati intervistati e le temperature dell'alimento sono state misurate. Le temperature medie erano di 6.2°C per la carne macinata a 7,4°C per insalata pronta da mangiare. Le temperature massime variavano da 11,3 a 18.2°C. Dal 5 al 20% degli articoli erano conservati ad una temperatura superiore di quella dichiarata. Il problema principale osservato è che quasi nessun intervistato conosceva la temperatura a cui conservava effettivamente gli alimenti in casa sua. La situazione attuale potrebbe essere migliorata se i consumatori fossero persuasi ad utilizzare un termometro per sapere la temperatura del frigorifero.

** Tenere un alimento in frigorifero non significa tenerlo a temperature adeguate per mantenerne la sicurezza. In generale, si assume che la temperature in frigorifero sia di 4°C; spesso non è così, soprattutto nelle zone lontane dall'unità di raffreddamento. Questo tipo di problema si riscontra anche in ambito commerciale dove la temperatura nominale, che l'esercente ritiene ovviamente adeguata, non corrisponde a quanto si riscontra misurando direttamente un alimento. Il consiglio di controllare la temperatura con un termometro vale quindi in primo luogo in sede commerciale o produttiva, ma anche nelle abitazioni ove, soprattutto, vi siano persone a rischio. I dati raccolti in Svezia saranno molto utili anche per le valutazioni del rischio.

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5. Nuove risorse per integrare gli alimenti (e altre novità EFSA)

Il solfato di calcio e l'L-5-metiltetraidrofolato di calcio non presentano preoccupazioni per la loro sicurezza e possono quindi essere aggiunti agli alimenti, mentre i limiti attuali sull'acido cianidrico vanno mantenuti. Questi sono tre pareri recenti del comitato AFC (Comitato Scientifico sugli Additivi, Aromi e materiali a contatto) dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Il solfato di calcio è già usato come additivo e per l'integrazione alimentare; era stato chiesto all'autorità se poteva essere usato anche nell'acqua o bevande a base d'acqua che diventano così arricchite di calcio (l'assorbimento di calcio da queste bevande è paragonabile a quello dal latte) e il comitato ha valutato positivamente questa richiesta, considerando accettabile l'aggiunta anche in altri alimenti. Il metiltetraidrofolato è derivato dall'acido folico e più assorbibile di quest'ultimo; in effetti, esso rappresenta la forma di folato normalmente rinvenibile nel sangue. Il comitato è del parere che lo si possa usare per l'alimentazione particolare e per gli integratori senza rischi apprezzabili. Invece, per quanto riguarda l'acido cianidrico, presente negli aromi e quindi a volte nel marzapane, se si possono escludere problemi acuti, non è possibile escludere gli effetti a lungo termine, per cui i controlli vanno mantenuti. Il comitato ha anche escluso che, per i materiali a contatto, la facilitazione recentemente concessa per gli alimenti grassi debba essere modificata per tenere conto della diversa nutrizione dei bambini.

** La disponibilità di due nuove sostanze utili ad integrare la dieta (anche se destinati a categorie di alimenti diversi) può essere importante anche per chi produce alimenti e integratori in Italia, se il parere dell'EFSA verrà confermato in sede normativa. In entrambi i casi si possono rendere disponibili nuove alternative utili anche per i consumatori. Nel caso dell'acido cianidrico, la decisione prudente del comitato è sicuramente condivisibile. Infine, la mancata modificazione del fattore di correzione per i grassi nel caso dei bambini semplifica il lavoro di chi produce o controlla materiali a contatto.

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6. Listeria monocytogenes non risparmia neppure le olive verdi da tavola

Listeria monocytogenes sopravvive al processo di fermentazione usato per produrre le olive da tavola. Lo ha dimostrato uno studio condotto dal dipartimento di Orto Floro Arboricoltura e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Università di Catania, dal dipartimento di Biotecnologie per il Monitoraggio Agro-Alimentare ed Ambientale dell'università di Reggio Calabria e dal dipartimento di Scienze Agrarie dell'università di Modena e Reggio Emilia. Nel lavoro è stata valutata la presenza di microorganismi in differenti cultivar di olive verdi fatte fermentare con colture iniziali di batteri lattici (Lactobacillus plantarum, Lactobacillus casei, and Lactobacillus pentosus). Il processo di fermentazione è stato monitorato misurando il pH, la presenza di acidi e la crescita dei batteri dell'acido lattico in un lungo periodo di tempo. Durante il processo di fermentazione i batteri dell'acido lattico e i lieviti erano le più importanti popolazioni microbiche presenti. La sicurezza microbiologica è stata valutata attraverso la ricerca di L. monocytogenes, che ha dimostrato di essere in grado di sopravvivere e crescere nelle olive verdi da tavola. Questo batterio è stato rinvenuto inoltre in uno dei campioni commerciali analizzati e in tutti i campioni vecchi più di due mesi, indipendentemente dalla cultivar di olive, dal batterio utilizzato in partenza,  dal pH o dal trattamento applicato.

** Listeria monocytogenes è un patogeno conosciuto a partire dagli anni '80, che causa un numero ancora non ben definito di sindromi gastrointestinali nella maggioranza degli individui colpiti. Meglio nota è per la capacità di causare complicazioni gravissime, che vanno sotto il nome di listeriosi invasiva, negli anziani (mortalità negli ultimi anni in Lombardia superiore al 40%), nei neonati, nei feti e nelle persone immunocompromesse. Cresce a basse temperature e a bassi pH. Il risultato di questo studio è dunque molto preoccupante. E'necessario quindi valutare se il processo produttivo può essere modificato per impedire la crescita di questo patogeno. Per i soggetti a rischio diventa prudente evitare questo alimento, sempre che non si procede a cottura, che, se sufficientemente prolungata, è in grado di eliminare il patogeno.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 47/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
15/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro (Scomber scombrus) Norvegia Italia
15/11/2004 Livelli eccessivi di iodio Algha bruna essiccata Repubblica di Corea via Paesi Bassi Germania
15/11/2004 Residui non permessi di Arpamicina Mangimi medicati Italia Slovenia
15/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Thyphimurium DT 104 Pancetta di maiale fresca disossata Paesi Bassi Danimarca
16/11/2004 Residui dell'antibiotico non permesso cloramfenicolo Anitre intere surgelate, oche intere surgelate, petto e zampe di oche fresche refrigerate Ungheria Ungheria
17/11/2004 Presenza del colorante vietato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa di Harissa Francia Belgio
17/11/2004 Migrazione non permessa di 4,4-diaminodiphenylmethane (in materiali a contatto con gli alimenti) Frusta (materiale per la cucina) Svezia Norvegia
17/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Tennessee Pasto di semi di colza Germania Finlandia
17/11/2004 Migrazione non permessa di 4,4-diaminodiphenylmethane (in materiali a contatto con gli alimenti) Cucchiaio per la pasta (materiale per la cucina) Svezia Norvegia
17/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Noce moscata macinata Portogallo Belgio
17/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Tennessee Pasto di semi di colza Germania Finlandia
17/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Tennessee Pasto di semi di colza Germania Finlandia
17/11/2004 Presenza del colorante vietato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Polvere di paprika Turchia Germania
18/11/2004 Trattamento di irraggiamento (esposizione a radiazioni ionizzanti): trattamento non consentito e non indicato in etichetta Spaghetti (noodles) istantanei Corea via Paesi Bassi Finlandia
19/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale Germania Francia
19/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella sierotipo entiritidis e Virchow Filetto di anatra selvatica Svezia Norvegia
19/11/2004 Frammenti di ossa di animali terrestri Premix di acidificanti per mangimi Svezia Svezia
Commenti specifici
  • Mentre il problema del Sudan I non è ancora risolto, è notevole l'attenzione che inizia ad essere riservata ai materiali a contatto

N. 40/2004 19 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

Il Regolamento Europeo 1935/2004 apre le porte ai materiali a contatto con gli alimenti (buste, plastiche, forchette, ecc.) "attivi" (che proteggono l'alimento dal deterioramento rilasciando specifiche sostanze) oppure "intelligenti" (che informano il consumatore sullo stato dell'alimento), oltre ad introdurre altre novità nel settore. Sono state intanto presentate le richieste di esenzione dall'etichettatura di prodotti derivati da allergeni, ai sensi della direttiva 2003/89; la strada sembra decisamente in salita. Un nuovo studio sulla vCJD (la malattia causata nell'uomo dalla BSE) indica che potrebbero esservi forme diverse dello stesso morbo, con trasmissione secondaria diversa. Riportiamo anche un episodio epidemico complesso riguardante E. coli O157:H7. Sul fronte dell'alimentazione infantile, segnaliamo invece nuovi dati preoccupanti sull'anice stellato usato per le coliche dei bambini e un'opinione EFSA sul controllo di E. sakazakii e Salmonella nei latte per l'infanzia.

2. Materiali a contatto con gli alimenti: attivi e intelligenti, purché rintracciabili

Per garantire la possibilità dei controlli, il ritiro dal commercio dei prodotti difettosi, l'informazione ai consumatori e l'attribuzione delle responsabilità, l'Unione Europea ha deciso di richiedere dal 27 ottobre 2006 la rintracciabilità di tutti i materiali a contatto con gli alimenti. Chi produce, vende o trasforma materiali a contatto è tenuto a mantenere a disposizione delle autorità le informazioni sufficienti per dimostrare quali sono le imprese da cui si è rifornito e a chi ha fornito i materiali (o le sostanze utilizzate per la produzione). Lo stesso regolamento disciplina anche i materiali a contatto attivi (cioè che mantengono o migliorano le caratteristiche degli alimenti contenuti) o intelligenti (che controllano la qualità dell'alimento e possono dare informazioni utili quali lo stato di conservazione anche al consumatore finale), stabilendo che non devono fuorviare i consumatori (per esempio, mascherare i cattivi odori) e che i componenti che entrano nell'alimento devono essere considerati veri e propri ingredienti. Responsabile della valutazione dei componenti è confermata l'EFSA (Autorità Europea di Sicurezza Alimentare), che dovrà tenere conto dell'esposizione alle sostanze anche da altre fonti; diventa obbligatorio anche un metodo di analisi e la definizione dei requisiti di purezza per le sostanze nuove. Inoltre, tra altre novità, viene istituito un laboratorio comunitario di riferimento per le analisi di queste complesse sostanze. Infine, la direttiva precedente, la 89/109, è abolita.

** I materiali a contatto (food contact materials, FCM) possono legittimamente entrare tra gli aspetti importanti da valutare nella sicurezza e qualità di un alimento. La normativa europea è molto complessa, proprio perché molte sostanze alla base dei FCM sono state approvate prima di un'uniformazione a livello UE e in un'epoca in cui l'attenzione al rischio chimico era molto inferiore di oggi. Inoltre, si tratta di un settore sottoposto a forte evoluzione tecnologica. Il nuovo regolamento è importante per tutti coloro che non solo trattano FCM, ma per chiunque imballi in qualche modo prodotti alimentari. Per i consumatori vi saranno alcune ricadute anche a livello di etichettatura, soprattutto per i nuovi materiali attivi o intelligenti che presto saranno numerosi nei supermercati.

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3. Troppo poco per evitare reazioni allergiche?

Non è possibile prevedere, sulla base dei dati finora esaminati, se l'uso di latte,  e di altri derivati del latte quali caseina e caseinato di potassio, di albume e lisozima (derivato dalle uova) o colla di pesce (isinglass) nella produzione del vino possa causare reazioni allergiche. Sono necessari ulteriori studi, secondo l'EFSA (Autorità Europea di Sicurezza Alimentare), prima di valutare la richiesta della Federazione dei Vinificatori Australiani, tendente, in base alla direttiva 2000/13, a ricevere un'esenzione dall'obbligo di indicare in etichetta gli allergeni. Stessa conclusione per la richiesta di esenzione per gli oli di arachide altamente raffinati (trattati con alcali e neutralizzati, deodorizzati e sbiancati) e i grassi idrogenati con la stessa origine: alcune persone potrebbero avere reazioni allergiche alle poche proteine presenti. Per quanto riguarda le proteine vegetali idrolizzate con acidi, provenienti da frumento e soia, il comitato competente dell'EFSA (detto NDA) dà un parere favorevole solo per i celiaci, mentre mantiene i dubbi per gli allergici. Una conclusione simile per lo sciroppo di glucosio proveniente dall'orzo e dal frumento (compreso il destrosio) e per le maltodestrine provenienti da frumento. Nel caso dei distillati alcolici aromatizzati con mandorle o altre noci, il comitato ha mostrato un'apertura perché le proteine non vengono normalmente trasferite durante la distillazione, ma ha ritenuto necessari ulteriori dati (questa volta non sui pazienti, ma di tipo analitico). 

** Come forse era prevedibile, le difficoltà per ottenere l'esenzione dall'obbligo di etichettatura prevista dall'articolo 6 della Direttiva 2000/13 (come modificato dalla Direttiva 2003/89) sono numerose perché è difficile stabilire un "livello sicuro" per la presenza di un  allergene. Alcune persone sono sensibili a quantità minuscole della proteina allergenica, anche se denaturata o ridotta in frammenti. Su sette richieste, solo in un caso non sono stati richiesti studi clinici ulteriori-si tratta forse dell'unica esenzione probabile. Ora la parola passa alla Commissione che dovrà formare una lista entro il 25 novembre dei casi ammessi a successive valutazioni, con un pronunciamento finale quando gli studi saranno completati o entro il 2007. Per chi utilizza queste sostanze sarà importante seguire le decisioni della Commissione. Non sono ammesse ulteriori domande di esenzione.

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4. Prione multiforme

Le infezioni da prione (l'agente della vCJD, la malattia indotta dalla mucca pazza nell'uomo) potrebbero avere forme anche molto diverse da quelle viste finora, oppure essere simili al morbo di Creutzfeldt-Jakob classico, in base del genotipo del paziente e dell'animale o persona infettante. Queste conclusioni, da interpretare con molta cautela, scaturiscono da uno studio recente su topi transgenici. Lo studio ha mostrato che topi con l'aminoacido valina al posto della metionina nella posizione 129 della proteina prione "naturale" non si ammalano con la forma normale di vCJD, come fanno i topini con la metionina. Finora tutti i pazienti umani erano omozigoti per la valina. Inoltre, quando i topi omozigoti per la valina trasmettono l'infezione ad altri topini omozigoti invece per metionina (effetto che si ottiene sperimentalmente), questi ultimi sviluppano in parte una forma simile alla CJD classica. D'altro canto, non è stato possibile trasmettere la malattia da topini ammalati omozigoti per la valina ad altri topini geneticamente simili.

** L'interpretazione di questi risultati è ancora incerta. Questi risultati sono preoccupanti perché indicano la possibilità, già adombrata, di casi di malattia nell'uomo dovuti a BSE con forme diverse da quelle note; d'altro canto, indicano che, per alcuni genotipi, il rischio di trasmissione da persona a persona potrebbe essere molto basso (la trasmissione da persona a persona si osserva in ambito medico e attraverso il sangue). Per la sicurezza degli alimenti, il risultato è che è ancora estremamente incerto l'impatto della BSE sulla salute umana.

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5. Hockey ed Escherichia coli

30 persone sono state coinvolte in Canada in un episodio epidemico causato da E. coli O157 e legato al consumo di carne di hamburger poco cotta nell'ambito di un campo estivo di hockey per bambini. Dei 30 casi, 21 sono risultati legati al consumo diretto della carne poco cotta, 6 a contaminazione da persona persona durante il campo e 3 a trasmissione secondaria nelle case dei bambini coinvolti. La carne coinvolta è stata ritirata immediatamente dal commercio ed è risultata contaminata con lo stesso profilo genetico del ceppo responsabile dei casi di malattia. Due bambini hanno sviluppato la sindrome  uremico-emolitica e il 30% circa è stato ospedalizzato.

** Escherichia coli O157 è un ceppo molto pericoloso. Sebbene meno comuni in Italia che in altri paesi, le infezioni causate da questo batterio sono molto pericolose per bambini e adulti. Questo episodio è istruttivo per la presenza di casi primari e secondari e per la reazione delle autorità e della comunità. La cottura completa della carne macinata rimane il primo strumento di prevenzione.

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6. Salute infantile: evitare l'anice stellato e seguire gli obiettivi per Enterobacter sakazakii

L'anice stellato, utilizzato in tisane come rimedio delle coliche infantili, può essere pericoloso perché l'anice stellato cinese (Illicium verum), generalmente ritenuto sicuro, può essere mescolato accidentalmente con anice stellato giapponese (Illicium anisatum), che è invece tossico. I due tipi di anice non sono distinguibili visivamente, ma solo mediante analisi chimiche. Fino al 2004, la FDA americana (Food and Drug Administration) contava 40 casi di convulsioni, tra cui 15 bambini, e concludeva di non consumare il prodotto. La raccomandazione ancora valida è di non consumare anice stellato come tisana. Un recente articolo su Pediatrics documenta 7 casi nei bambini e raccomanda controlli molto severi; inoltre si sconsiglia assolutamente il suo uso per i bambini.

Il comitato BIOHAZ dell'EFSA (Agenzia Europea di Sicurezza Alimentare) suggerisce di fissare un PO (Perfomance Objective) per la presenza di E. sakazakii e Salmonella nel latte per l'infanzia di assenza in 1, 10 o 100 kg, agendo prevalentemente sulle Buone Pratiche Igieniche. Si tratta di patogeni molto pericolosi, anche a basse concentrazioni, per i bambini prematuri. Nel caso di E. sakazakii, il controllo in fase produttiva resta ancora difficile. La verifica di questo PO andrebbe quindi fatta nell'ambiente di produzione oltre che nel prodotto finito, misurando le Enterobacteriaceae. Il rapporto contiene molte altre conclusioni importanti.

** La sicurezza degli alimenti è ancora più importante quando riguarda alimenti destinati all'infanzia. Nel caso dell'anice stellato, il suggerimento resta quello di evitare il prodotto nel caso dei bambini. L'importazione e l'utilizzo di prodotti erboristici deve essere ispirata alla massima cautela; è importante che gli erboristi siano i primi a fornire informazioni adeguate ai consumatori e a verificare i prodotti che gli vengono forniti. Per quanto riguarda l'Enterobacter sakazakii, l'opinione avrà probabilmente riflessi normativi. Per il momento essa è di importanza per produttori, pediatri e reparti di neonatologia.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 46/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
08/11/2004 polibutadiene Frutta e verdura varia Francia Francia
08/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Polvere di peperoncino Via Regno Unito Regno Unito
08/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) e presenza del patogeno Salmonella sierotipo Aequatoria Polvere di peperoncino macinato Cina Regno Unito
08/11/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Puro olio di palma "Zomi" Ghana Regno Unito
09/11/2004 Presenza dei patogeni Salmonella serotipo anatum, Citrobacter freundii e Escherichia coli Quarti anteriori di carne bovina surgelata Botswana via Germania Norvegia
09/11/2004 Presenza di residui proibiti di cloramfenicolo e di trimethoprim Pappa reale in polvere Vietnam via Paesi Bassi via Spagna Germania
09/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Germania via Svezia Italia
09/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Pesce "a la bordelaise" surgelato Germania Francia
09/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio con aglio ed erbe Francia Francia
09/11/2004 Rischio di Avvelenamento amnesico da molluschi (ASP) Capesante Francia Francia
10/11/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Bistecche di tonno Indonesia via Paesi Bassi Danimarca
10/11/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Filetti di tonno varietà pinne gialle surgelati (Thunnus albacares) Indonesia via Paesi Bassi Danimarca
10/11/2004 Trattamenti con monossido di carbonio Tonno Vietnam via Paesi Bassi Daniamrca
11/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi con guscio Iran Grecia
11/11/2004 Livelli pericolosi di solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) Gamberetti freschi cotti (Penaeus vannamei) Francia Italia
11/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia via Danimarca Italia
11/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi con guscio tostati e salati Iran via Germania Italia
12/11/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Gorgonzola Italia via Francia Norvegia
12/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
 
Commenti specifici
  • Il polibutadiene è usato nelle plastiche, è stato proposto anche nei materiali a contatto con gli alimenti. In Europa è inserito nella lista 9 (sostanze non valutabili)
  • Continua il problema della Listeria nel gorgonzola italiano

N. 39/2004 12 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

I numerosi riscontri dei coloranti vietati della serie Sudan (in pratica, quasi solo Sudan IV) nell'olio di palma apre un nuovo fronte per il controllo di questi coloranti tossici e vietati. Studi spagnoli confermano che l'anguilla può contenere elevati livelli di metalli pesanti, rispetto ad altri pesci; in Norvegia, l'efficacia del vino è stata riscontrata nel controllo dei patogeni alimentari. Uno studio italiano molto interessante mette in luce l'ampia prevalenza, sul mercato italiano, di molluschi contaminati da varie specie del genere Vibrio ; inoltre, i parametri microbiologici di legge non permettono di controllare questo rischio. Infine, uno studio americano indica che il miglior modo per rendere definitivo il superamento dell'allergia alle arachidi è il forte consumo delle stesse.

2. Sudan Red nell'olio di palma

Negli ultimi dieci giorni, le autorità britanniche hanno identificato ben sei oli di palma contaminati con Sudan Red IV (scarlet red). Il nostro Ministero, nel trimestre luglio-settembre 2004, aveva segnalato ben 14 notifiche europee relative a questo prodotto, quasi tutte coinvolgenti prodotti del Ghana (uno della Nigeria), scoperti dalle autorità inglesi. Si tratta prevalentemente di prodotti venduti con camioncini e direttamente nei negozi nel Regno Unito. Non vi sono segnalazioni provenienti dall'Italia.

** L'olio di palma è un ingrediente importante dell'industria alimentare e cosmetica. L'aggiunta del colorante Sudan IV sembra finalizzata ad alterarne il colore (per simulare la presenza di carotene che gli conferisce il colore caratteristico) e diretta più al consumatore finale che all'alterazione della materia prima. Tuttavia, è giusto che l'attenzione resti elevata per chi utilizza questo ingrediente nei suoi prodotti. Il legame tra Ghana ed India (il paese dove per primo è stato appurato l'uso di questo colorante tossico) pare sia nelle imprese di export-import africane che sono gestite da indiani.

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3. L'anguilla europea è più pesante della trota fario

In Spagna, uno studio recente ha rilevato la presenza di livelli elevati dei metalli pesanti rame, cadmio, piombo e mercurio, con accumulo preferenziale nel fegato (l'organo della disintossicazione per eccellenza) rispetto al muscolo (il tessuto più importante per consumo umano) della trota fario (Salmo trutta fario) e dell'anguilla europea o comune (Anguilla anguilla). Gli esemplari studiati sono stati trovati in due fiumi spagnoli in cui entrambe le specie sono solitamente pescate per il consumo umano. Questo studio ha anche evidenziato che l'anguilla europea accumula più contaminanti nocivi per il consumo umano della trota fario, poiché contiene complessivamente concentrazioni più elevate di metalli e un accumulo maggiore di mercurio nei muscoli.

** I prodotti ittici sono una componente essenziale di una dieta equilibrate e sana. La presenza di contaminanti presenta normalmente un rischio inferiore al beneficio che se ne può trarre. Tuttavia, è importante ridurre al minimo la contaminazione soprattutto nei pesci come l'anguilla con un forte potenziale benefico grazie agli alti livelli di omega-3, controllando l'inquinamento umano e riducendo il consumo di pesci provenienti da aree più inquinate. Per chi si occupa di pesca e prodotti della pesca, può essere interessante valutare la contaminazione nei prodotti trattati. Per i consumatori sono necessarie ulteriori studi prima di dare consigli sull'alimentazione, se non per le donne in gravidanza per cui il consumo di anguilla può essere sconsigliato.

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4. Il vino fa male ai patogeni

Escherichia coli O157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella typhimurium e stafilococco aureo si sono dimostrati sensibili all'azione battericida del vino, con una riduzione netta fino a 6 log dopo una esposizione di soli 10 minuti (Salmonella typhimurium in vino rosso). Il vino, sia rosso che bianco, senza solfiti aggiunti, è stato studiato per la sua attività antibatterica contro cellule in fase stazionaria da un gruppo di ricercatori norvegesi.  Il potere battericida è dovuto all'azione sinergica di acidi organici, alcool e bassi valori di pH che insieme creano condizioni pessime per la vita di questi batteri. Lo stafilococco è risultato il germe più resistente.

** L'efficacia del vino contro i patogeni alimentari più importanti è un dato interessante, anche se non del tutto nuovo. Studi precedenti avevano portato qualcuno a consigliare il vino per prevenire la diarrea durante viaggi nei paesi a rischio. Le proprietà anti batteriche del vino possono essere oggetto di studi anche con notevoli applicazioni pratiche.

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5. Vibrioni senza indizi nei molluschi pugliesi

E' stata condotta una indagine per accertare l'eventuale presenza di Vibrio, di Escherichia coli, di coliformi fecali e di salmonella in 644 campioni di molluschi venduti (prevalentemente cozze) nella regione della Puglia. Vibrioni sono stati trovati in 278 campioni (43%) e i livelli di E. coli e di coliformi fecali erano sopra al limite stabilito dalla legge, rispettivamente, in 27 e 34 campioni (4 e 5%). Salmonella non è stata isolata da nessun campione. I vibrioni isolati erano V. alginolyticus (nel 30% dei campioni; basso rischio di patogenicità), seguito da V. parahaemolyticus (8% dei campioni; medio rischio di patogenicità), V. vulnificus (3% dei campioni; alto rischio di patogenicità), V. damsela (2% dei campioni; basso rischio di patogenicità), e V. cholerae non-O:1 (0.3%). Poiché la maggioranza dei batteri del genere Vibrio sono stati isolati da campioni che erano entro i limiti legali per coliformi fecali ed E.coli, non sembra esserci una relazione fra la presenza dei microrganismi di origine fecale e la presenza dei vibrioni patogeni.

** In un campione su 10 circa, la presenza di vibrioni potenzialmente pericolosi per la salute quali V. vulnificus e V. parahaemolyticus è preoccupante soprattutto perché la sorveglianza e la prevenzione per eliminare i molluschi contamiati si basa sulla ricerca di indicatori di contaminazione fecale come E. coli e coliformi. Lo studio suggerisce che questo approccio non è corretto. Prima che queste informazioni vengano recepite a livello di regolamentazione nazionale o europea, le autorità locali potrebbero forse facilitare il processo tutelando la produzione locale e la sicurezza della popolazione. Per chi produce o distribuisce molluschi, è importante valutare se adeguare i piani HACCP e di controllo analitici a questi dati.

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6. Come superare definitivamente l'allergia alle arachidi? Mangiando più arachidi

Tra i bambini che hanno superato l'allergia alle arachidi, il rischio di una "ricaduta" è minore in bambini che mangiano regolarmente arachidi e derivati delle arachidi rispetto a bambini che continuano, per paura, prudenza o abitudine, a non mangiarne affatto. In uno studio pubblicato nell'edizione di novembre di JACI, la più prestigiosa rivista scientifica sulle allergie, studiosi dell'università Johns Hopkins (Baltimora, USA) affermano che i bambini che hanno superato un'allergia alle arachidi dovrebbero mangiare forme concentrate di prodotti dell'arachide, come il burro di arachidi, le arachidi sgranate o le caramelle a base di arachidi almeno una volta al mese per indurre una tolleranza stabile a questo allergene. Tuttavia, non sono ancora chiare le cause delle "ricadute".

** Le allergie alimentari hanno un impatto significativo sulla vita delle persone e dei bambini in particolare. Inoltre, questo impatto diventa anche economico non solo per le famiglie, ma anche per i produttori di alimenti. Risolvere il problema a monte riducendo il numero di persone che non possono mangiare alimenti sicuri per la maggioranza della popolazione (come le arachidi) sarebbe dunque molto importante. Lo studio americano non solo offre spunti per comprendere meglio il meccanismo delle allergie, ma offre anche spunti pratici per la gestione delle allergie da parte degli allergologi. Non si tratta invece di indicazioni che possono essere messe in atto a livello domestico, senza la consulenza di un medico serio.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 45/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
03/11/2004 Livelli eccessivi di diossine Argilla per caolino Germania Paesi Bassi
03/11/2004 Livelli eccessivi dei pesticidi acephate e methamidophos Peperoncini rossi (spitz paprika) Ungheria Germania
03/11/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1, Sudan IV Spezie per grill e per fritture Paesi Bassi Danimarca
03/11/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Curcuma (curcuma longa) India Cipro
03/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne in pezzi surgelata Italia Francia
04/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
04/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi con guscio tostati e salati (pistacchi crudi dagli Stati Uniti) Germania via Svezia Finlandia
04/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (ocratossina A) Uvetta sultanina iraniana Iran via Germania Lettonia
04/11/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (ocratossina A) Uvetta sultanina iraniana Iran via Germania Lettonia
04/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella sierotipo typhimurium DT 104 Filetti di maiale Danimarca Danimarca
05/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
05/11/2004 Livelli eccessivi di Bacillus licheniformis Pepe nero (intero o in polvere) Via Regno Unito Irlanda
05/11/2004 Presenza di un corpo estraneo Fiocchi di avena Polonia Lettonia
05/11/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber scombrus) Norvegia Italia
05/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella gruppo C1 Menta piperita Via Paesi Bassi Germania
05/11/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne di maiale e chitterlings (preparazioni a base di intestino di maiale) Spagna Italia
Commenti specifici
  • Questa settimana è presenti una notifica di allerta riguardante i mangimi per animali, distinti con il colore verde. Concerne la presenza di diossina nell'argilla utilizzata per produrre i mangimi al centro di una recente emergenza olandese

N. 38/2004 05 Novembre 2004

Sommario

1. Editoriale

Riportiamo la proposta di aggiungere gli steroli vegetali ai succhi di frutta presentata da parte della Coca Cola alle autorità britanniche per tutta l'Europa; paradossalmente, per ridurre il rischio cardiovascolare, si potrà usare queste bevande funzionali prima che si possa scrivere che l'olio d'oliva ha, a questo proposito, un effetto positivo (negli USA, questo si potrà fare tra breve, è la nostra quinta notizia). In Olanda è esplosa una crisi relativa alla diossina nelle patate usate come mangimi. Tra Unione Europea e altri grandi paesi è scontro su aflatossine e altre micotossine. Infine riportiamo i sempre interessanti rapporti ministeriali sulle segnalazioni europee di allerta.

2. La Coca Cola farà bene

La Coca Cola intende aggiungere steroli vegetali in succhi di frutta nettari e succo di pomodoro. A tal fine ha presentato la domanda alla Food Standards Agency (Agenzia di Sicurezza Alimentare) britannica. Gli steroli sono anche utilizzati dall'industria alimentare in quanto abbassano i livelli di colesterolo ed essi sono naturalmente presenti a basse concentrazioni negli oli vegetali. la Coca Cola propone di aggiungere lo 0,4 % di fitosteroli ai succhi di frutta. Le persone interessate potranno inviare un commento alle autorità britanniche entro il 23/11 seguendo i link riportati sotto.

** La valutazione sulla sicurezza degli steroli come additivi dovrà essere accurata proprio per la loro azione sull'organismo umano. Tuttavia, potrebbe trattarsi di una soluzione interessante anche per altri produttori. Poiché il giudizio della comunità scientifica è favorevole, potrebbe essere un'ipotesi interessante anche per i consumatori, nel campo degli alimenti funzionali.

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3. Patate diossiniche

In Olanda, 140 allevamenti di bovini, suini e ovini sono stati isolati perché sospettati di aver involontariamente utilizzato patate contamiante con elevati livelli di diossine. La decisione è stata presa dal Ministro dell'Agricoltura dopo che il latte proveniente da una delle aziende era identificato come molto contaminato. Le bucce di patate usate nell'alimentazione animale sarebbero state lavorate, con lo scopo di separare le patate di buona qualità da quelle di bassa qualità, con argilla contaminata. Si attendono i risultati delle analisi per ammettere le carni nella catena alimentare; i livelli nel latte erano bassi, ma la situazione nei grassi potrebbe essere diversa. Successivamente, grazie al sistema europeo RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed, Sistema Rapido di Allerta per Alimenti e Mangimi) e alla rintracciabilità, le aziende bloccate sono state 162 in Olanda, 3 in Germania e 8 in Belgio perché hanno usato il mangime incriminato. Le autorità europee stanno ora indagando i clienti dell'azienda tedesca fornitrice dell'argilla.

** La diossina è cancerogena, anche se a basse dosi viene ritenuta incapace di causare il cancro. Il caso dei polli alla diossina, dovuto a mangimi contaminati, ha causato seri problemi al Belgio nel 1999 e spiega la grande cautela delle autorità olandesi. E'positivo riscontrare che il sistema di rintracciabilità abbia funzionato permettendo un'azione rapida e specifica. Per chi usa nei mangimi bucce di patate è opportuno informarsi rapidamente sui sistemi di produzione utilizzati dai fornitori; questa informazione può essere poi passata a valle ai clienti di prodotti carnei e di latticini, soprattutto se provenienti dall'Olanda. Per tutto il settore mangimistico e della zootecnia si tratta di un incentivo ad introdurre sistemi funzionanti di rintracciabilità. Per i consumatori al momento non esistono motivi di allarme, mentre le autorità capiscono l'estensione del fenomeno (anche rispetto all'utilizzo di argilla contaminata).

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4. Aflatossine e Deossivalenone all'esame Codex

Secondo l'Unione Europea, il livello di aflatossine nei prodotti trasformati o comunque per gli alimenti pronti al consumo consentito in pistacchi, mandorle e nocciole dovrebbe essere di 2 µg aflatossina B1/kg o 4 µg totali/kg e si oppone strenuamente al livello di 15 µg/kg di aflatossine totali proposto dal Codex (nessun livello specifico per la più pericolosa aflattossina B1). Per mandorle, nocciole e pistacchi da trasformare, l'Unione Europea non deve superare 10 µg aflatossine/kg e 5 µg aflatossina B1/kg, secondo il principio ALARA (As Low As Reasonably Achiavable, Quanto più ragionevolmente basso possibile). Altri paesi, tra cui Argentina, Brasile, Cuba, India, Kenya, Sud Africa, Turchia e Iran, sostengono il livello Codex, anche notando che il 44% delle importazioni rifiutate dalla UE sarebbero state accettate a questo livello. Gli Stati Uniti, interpretando in maniera diversa il principio ALARA e tenendo in conto del commercio internazionale, sponsorizzano addirittura un livello di 20 µg aflatossine/kg.

Il Codex aveva rimandato l'anno scorso la decisione sui livelli massimi di DON (deossivalenone) nei cereali, un'altra micotossina, perché i dati erano ancora insufficienti. Anche su questo punto l'Unione Europea ha inviato dati indicanti che i bambini europei potrebbero essere esposti a livelli vicini ai livelli di pericolo stabiliti dal comitato OMS/FAO sui contaminanti alimentari (JEFCA).

** Le micotossine hanno un impatto acuto su alcune popolazioni umane che è indubbio (un centinaio di morti in Kenya quest'estate); l'impatto sfavorevole in zootecnia è anch'esso fuori discussione. Dibattuto è invece il loro effetto cronico sull'uomo (non in assoluto, che è certamente assai nocivo, ma in rapporto alla dieta) e quindi sulla necessità di contenerne al massimo la quantità consumata. Le dichiarazioni di molti scienziati italiani rilasciate nel contesto degli OGM lascerebbero supporre che il rischio sia significativo, ma altri studi dimostrerebbero il contrario. Mancano dunque studi conclusivi anche dal punto di vista epidemiologico. Si tratta di un argomento da seguire per chi tratta nocciole, mandorle e pistacchi, ma anche cereali.

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5. Segnalazioni europee: ancora Sudan

Durante l'estate 2004, si è osservato un 20% di notifiche comunitarie in più rispetto al trimestre precedente; in Italia l'incremento di notifiche interne (operate da ASL e Assessorati Regionali) è stato addirittura del 52%. Anche questo trimestre ha visto una larga prevalenza di notifiche legate a pericoli chimici (micotossine e ancora una volta Sudan). Tra i pericoli microbiologici, continuano a prevalere Salmonella e Listeria, mentre Campylobacter si rivela come causa emergente di allerta in prodotti carnei (circa il 10%), quasi tutti sulla base di notifiche italiane. Anisakis è praticamente l'unico parassita segnalato. Il Sudan si ritrova ora anche in prodotti di colore arancione, come l'olio di palma proveniente dall'Africa, mentre diminuisce l'incidenza dei prodotti italiani sul totale delle segnalazioni. Continua la problematica relativa alla presenza di solfati nei gamberetti importati dalla Francia.

** Continua l'eccellente lavoro di informazione del Ministero della Salute. Purtroppo il problema del Sudan si estende invece di essere risolto; sarà interessante comprendere i meccanismi per cui una frode originariamente indiana si è diffusa nel mondo. L'aumentato interesse italiano per Campylobacter non è in linea con quanto generalmente praticato a livello di sorveglianza (scarsa attenzione a questo patogeno), ma non sorprende data l'elevata prevalenza riportata nel pollame per questo organismo. I rapporti sono quindi una lettura importante per chiunque si occupi di sicurezza di alimenti; sono invece di difficile interpretazione per il consumatore.

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6. L'olio di oliva fa bene: si può dire, almeno negli USA

"Dati scientifici limitati e non conclusivi suggeriscono che mangiare circa 2 cucchiai da tavola (23 grammi) di olio di oliva ogni giorno può ridurre il rischio di danno coronarico grazie ai grassi monoinsaturi dell'olio di oliva. Per ottenere questo possibile beneficio , l'olio di oliva deve sostituire nella dieta una quantità equivalente di grasso saturo e non aumentare il numero totale di calorie che mangiate in un giorno. Una porzione di questo prodotto [ nome dell'alimento in vendita ] contiene [ x ] grammi di olio di oliva." Questa è la claim approvata dalla FDA americana (Food and Drug Administration), che si potrà apporre sulle bottiglie di olio d'oliva. Anche se le prove erano inconclusive, poiché la malattia coronarica è la prima causa di morte negli USA, per offrire la possibilità ai consumatori di una dieta più sana, la FDA ha usato i suoi poteri discrezionalmente.

** Le "health claim" possono essere uno strumento utile per incoraggiare un'alimentazione sana. L'evidenza scientifica suggerisce che l'olio d'oliva si meriti questo genere di riconoscimento, che sarebbe giusto riservargli anche in Europa. Per chi esporta olio negli USA, questa è una buona notizia. Per chi opera in Italia, è importante seguire l'evoluzione della normativa europea sulle health claim. Per i consumatori, si può già da ora seguire i consigli americani (se non lo si fa già).

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 44/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
25/10/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Pancetta di maiale affumicata (poitrine fumée) Belgio Francia
25/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella sierotipo Give Mangime per animali da compagnia Paesi Bassi Svezia
26/10/2004 Residui di farmaci veterinari vietati nitrofurano (metabolita) - nitrofurazone (SEM) Gamberetti interi surgelati(Litopenaeus vannamei) Brasile Paesi Bassi
26/10/2004 Presenza del patogeno Salmonella spp Cuore di maiale surgelato Spagna Italia
27/10/2004 Rischio BSE (importazione illegale) Carne bovina Portogallo Francia
28/10/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1, Sudan IV Paprica rossa piccante in pezzi Paesi Bassi Germania
28/10/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Paprica dolce Paesi Bassi Germania
28/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro (Scomber Scombrus) Danimarca Italia
29/10/2004 Proteine del latte di capra (ingrediente non autorizzato) preparato a base di latte di capra per lattanti Nuova Zelanda via Regno Unito Finlandia
29/10/2004 Presenza dei patogeni Listeria monocytogenes e Salmonella sierotipo typhimurium Chorizo "Doux" (Salume tipico spagnolo) Spagna Francia
29/10/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco (Scomber Scombrus) Danimarca Italia
29/10/2004 Rischio di Sindrome paralitica da molluschi (PSP) e di Avvelenamento amnesico da molluschi (ASP) Capesante (Pecten maximus) Regno Unito Italia
29/10/2004 Materiali a rischio di BSE (SRM) Quarti posteriori di bovino dichiarati falsamente di età inferiore a 12 mesi Polonia Italia
29/10/2004 Presenza del patogeno Stafilococco coagulase positivo Polpa di Gamberetti (Panalus borealis) Polonia Polonia

 


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