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EFSA: il Pannello AFC smonta le conclusioni dello studio di SouthamptonSecondo l'EFSA, la notevole incertezza associata ai nuovi dati sui potenziali effetti dei coloranti su alcuni gruppi di bambini suggerisce di non intraprendere ulteriori azioni. Nella sua opinione del 7 marzo 2008, il gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari (AFC) ha esaminato i risultati dello studio di McCann et al. (2007) riguardante gli effetti di alcuni coloranti e dell’additivo alimentare sodio benzoato sul comportamento dei bambini. Il Pannello ha concluso che i risultati dello studio non sono sufficientemente robusti da poter costituire la base per la modifica o la rivalutazione dei livelli accettabili (ADI) di queste sostanze negli alimenti. Il recente studio epidemiologici di McCann et al. del 2007 suggeriva un collegamento tra il conservante benzoato di sodio e diversi altri coloranti con l’aumento di iperattività nei bambini. Su questa base, le autorità britanniche avevano dato inizio ad un approccio volontario per limitare l'uso soprattutto dei coloranti. Secondo il Pannello EFSA, invece, gli effetti osservati di queste miscele di additivi sull’attività e l’attenzione dei bambini sarebbero limitati e tali effetti sarebbero risultati anche inconsistenti nei due gruppi osservati. Il Pannello AFC dell’EFSA, con il supporto di esperti di comportamento, di psichiatria infantile, di allergie e di statistica, ha quindi concluso che questo studio non può essere utilizzato come base per modificare l’ADI (assunzione giornaliera accettabile) di questi coloranti e del benzoato di sodio. Tra le limitazioni dello studio di Mc Cann et al. (2007), secondo gli esperti del Panel, ci sarebbe anche la difficoltà di associare gli effetti osservati ad un particolare composto della miscela (additivi) e la specificità del gruppo di popolazione osservato, che risulterebbe molto più sensibile rispetto alla popolazione generale e per tanto non rappresentativo della stessa. Inoltre, sempre secondo il Pannello, non sarebbe provato dallo studio che gli effetti sul comportamento potrebbero interferire con lo studio o con altre funzioni intellettuali. D'altro canto, da studi sul consumo di dolciumi contenenti coloranti nei bambini e dal fatto che il sodio benzoato è spesso usato nelle bevande analcoliche gli esperti riconoscono che si possono raggiungere livelli di assunzione di certi additivi pari ai livelli di assunzione giornaliera forniti dallo studio. Il Pannello infine sostiene che l’EFSA sta già conducendo una rivalutazione di tutti i coloranti presenti negli alimenti nella Comunità e quelli valutati dallo studio in questione sono inclusi. I pareri scientifici sulla sicurezza di alcuni di questi coloranti saranno adottate entro la fine dell’anno. ** La valutazione dello studio di McCann et al (2007), noto come Southampton study, non è semplice; le limitazioni sono indiscutibili, ma i risultati, come riconosce anche la rianalisi dell'EFSA che individua comunque effetti significativi, indicano perlomeno la necessità di maggiori studi, un aspetto su cui il gruppo AFC non ritiene opportuno pronunciarsi. In questa occasione, è notevole che il gruppo AFC ha scelto quasi di ribaltare alcuni approcci tradizionali utilizzati per la valutazione degli additivi. Per esempio, l'incertezza che normalmente viene considerata "a svantaggio" dell'additivo, in questo caso viene considerata a favore del mantenimento dei livelli attuali; per esempio, la mancanza di attribuzione degli effetti ad uno specifico colorante è considerata un motivo di inazione, non di ulteriori studi. I livelli di esposizione dello studio di Southampton sono compatibili con l'esposizione nella popolazione, per di più in una popolazione sensibile; eppure, la possibile presenza di effetti, che potrebbero essere considerati adeguati per fissare un NOAEL nel topo a livelli 100 volte più elevati, non viene considerata significativa di per sé perché non riportata a parametri di performance scolastica. Non è chiaro perché un additivo dovrebbe rimanere sul mercato quando modifica in un qualunque modo il comportamento di un bambino. Inoltre, non viene mai considerato, forse perché è un problema di gestione, che quasi tutti questi additivi non sono necessari. Il dovere di un gruppo di esperti è quello di attenersi ai dati scientifici, qualunque sia l'opinione prevalente nel pubblico. Tuttavia, in questo caso, sembra che i principi enunciati dal gruppo AFC siano in contrasto con molte opinioni prevalenti tra i tossicologi, gli epidemiologi e gli esperti del settore. Altre volte questo gruppo di esperti ha espresso pareri in contrasto anche con colleghi di altre nazioni. A questo punto, una revisione internazionale del lavoro di questo gruppo potrebbe essere presa in considerazione, anche per non danneggiare la percezione di EFSA presso i cittadini dell'Unione Europea. Benché la mancanza di sicurezza di questi additivi non sia in alcun modo provata dallo studio di Southampton, non vi sono motivi per consigliarne il consumo e perché l'industria alimentare ne valuti l'eliminazione, ove possibile. (4/4/2008)
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