Settimanale num 34-07
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Importazioni dalla Cina: le preoccupazioni dell'Italia e non solo...

L'Italia ha chiesto alla Commissione europea di delineare la situazione delle importazioni di prodotti alimentari dalla Cina, soprattutto a seguito del recente aumento delle notifiche di allerta alimentari associate a prodotti a base di pomodori, provenienti da questo Paese.

In risposta alle richieste dell'Italia, la Commissione ha identificato i principali problemi associati a prodotti provenienti dalla Cina e ha valutato dei possibili interventi. In particolare, per quanto concerne le notifiche riguardanti i prodotti di pesce, la Commissione intende proporre dei controlli sui livelli del residuo di farmaco veterinario malachite verde e del colorante viola cristallo pre-esportazione dalla Cina. Per quanto riguarda le notifiche di residui di farmaci veterinari nel miele, problema che non presenta un rischio immediato per il consumatore, la Commissione ha mandato una comunicazione alle autorità cinesi. Per quanto riguarda poi le notifiche sulla migrazione di composti organici dai materiali in contatto con gli alimenti, la Cina ha inviato un Piano d'Azione in risposta alle raccomandazione dell'Ufficio Veterinario e degli Alimenti (FVO). Infine, per gli incidenti riguardanti la melammina nei mangimi, la Cina ha adottato una serie di controlli pre-esportazione sui prodotti ricchi di proteine. A questo proposito, la Commissione ha raccomandato alla Cina di introdurre un buon sistema di controlli sui mangimi e ha organizzato a Beijing un seminario per spiegare il sistema di controlli europeo su questo tipo di prodotti. Il problema del pomodoro non sembra essere condiviso dalla Commissione.

Alcuni incontri tra la DG-SANCO (Direzione Generale europea sulla salute dei consumatori) e l'AQSIQ (General Administration for Quality Supervision Inspection and Quarantine cinese) si sono tenuti tra il 10 e il 12 settembre scorso, sui problemi legati al commercio illegale di prodotti alimentari. In particolare, Europa e Cina hanno concordato per una più stretta collaborazione e per una maggiore comunicazione tra di loro. Infatti, sta per essere realizzato un sistema di notifiche tipo RASFF, tra Europa e Cina, che permetterà alle autorità cinesi di ottenere le informazioni relative alle allerta che le riguardano e di condurre le necessarie indagini sui casi. 

A causa dei problemi di qualità nei prodotti provenienti dalla Cina e delle numerose allerta comunitarie, Italia e Francia hanno anche chiesto alla Commissione un aumento nei controlli sulle importazioni di prodotti dalla Cina.   

Le questioni sono state discusse alla riunione del Comitato Permanente sulla catena alimentare e la salute degli animali, tenutosi lo scorso 16 ottobre a Bruxelles. 

** La Cina, per varie ragioni tra cui, secondo alcuni, anche la mancanza di effettiva regolamentazione in campo sanitario, ambientale e di sicurezza del lavoro, è estremamente competitiva anche in campo alimentare e quindi in grado di penetrare efficacemente anche nel mercato europeo. I dati sembrano suggerire che i prodotti di origine cinese comportino realmente rischi per la salute degli europei più spesso di prodotti di origine comunitaria o di altri paesi terzi. In rari casi sembra però che vi siano situazioni gravissime, mentre in generale le autorità cinesi non sembrano a volte in grado, o sensibilizzate, in questo ambito e i rimedi anche a livello comunitario appaiono troppo spesso occasionali, tardivi, ed incapaci di modificare complessivamente la situazione, e condizionati dall'obiettivo primario di mantenere aperte le relazioni commerciali. D'altra parte, è spesso difficile tracciare una linea di demarcazione netta tra effettive preoccupazioni sanitarie e lo sfruttamento di queste preoccupazioni a fini, peraltro di per sé legittimi, di protezione commerciale. La disponibilità di dati trasparenti e di qualità adeguata potrebbero rendere più chiara la situazione.

(7/12/2007)

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