Settimanale num 27-07
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IV Gamma: lezioni dagli USA?

Il 14 settembre del 2006 la FDA (agenzia di sicurezza alimentare americana) ha lanciato un avviso ai consumatori in cui consigliava di non mangiare gli spinaci in busta, a causa di un grosso focolaio di Escherichia coli O157:H7 che avrebbe coinvolto questo prodotto. Il risultato di questo annuncio è stato il ritiro massiccio dal commercio di spinaci in busta, da parte di ristoranti e venditori, e una quasi totale assenza di vendite di spinaci americani freschi; almeno fino a quando la FDA non ha dichiarato sicuri quelli provenienti da alcune aree; e comunque per circa 5 giorni. 

Per far fronte ai problemi di contaminazione da patogeni associati alle coltivazioni di verdura e frutta, la FDA aveva già steso delle linee guida sulle buone pratiche di coltivazione (Good Agricultural Practices, o GAP), nel 1998, richiedendone l'adozione volontaria da parte dei produttori. Ad agosto del 2006, dopo una serie di avvisi lanciati ai consumatori, di iniziative e di incontri con i produttori (che coinvolgevano anche i CDC), la FDA si è incontrata con il Dipartimento dei Servizi di Sanità e il Dipartimento dell'Agricoltura e degli Alimenti della California, con l'industria e le accademie per discutere le visite da effettuare presso gli operatori, al fine di comprendere le cause della contaminazione eccessiva. Nello stesso periodo è scoppiato il grosso focolaio. 

Il focolaio di Escherichia coli O157:H7 associato al consumo di spinaci in busta, ha avuto inizio, infatti, tra agosto e settembre del 2006, negli Stati Uniti ed ha portato all'infezione di 204 persone in 26 stati e nel Canada. Tra queste, 104 sono state ricoverate in ospedale, 31 hanno sviluppato la sindrome uremica emolitica (HUS o SEU), una grave malattia del sistema urinario causata da questo patogeno alimentare, e 3 sono morti per le complicazioni del morbo.

** La frutta e la verdura sono degli alimenti particolarmente delicati dal punto di vista della contaminazione microbiologica, tanto che a volte, come dimostra questo caso, non sono sufficienti delle linee guida sull'igiene per evitare certi episodi di contaminazione. Il consiglio per i consumatori è quello di lavare sempre questo tipo di prodotti prima di consumarli, anche se venduti in confezione sigillata.  

 (06/07/2007)

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