Settimanale num 20-07
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Acrilammide: verso una normativa?

Recentemente, in Olanda, alcuni politici hanno invitato il governo a stabilire dei livelli massimi di assunzione di acrilammide con gli alimenti, in modo da arrivare prima possibile ad una legislazione che possa spingere i produttori a ridurre i livelli di questo cancerogeno nei loro prodotti alimentari. In particolare, essi hanno chiesto al governo di presentare delle proposte di legge per stabilire delle concentrazioni massime permesse di acrilammide negli alimenti. Hanno anche richiesto che vengano comunicati alla popolazione olandese i pericoli associati all'assunzione di questa sostanza con gli alimenti. 

A questo proposito, l'Istituto per la Sicurezza Alimentare dell'Università di Wageningen ha calcolato che i bambini olandesi, tra uno e sei anni di età, sono esposti, attraverso l'alimentazione, ad un livello medio di acrilammide pari a 0,98 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, un livello due volte superiore al limite di sicurezza stabilito dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità (WHO). Lo stesso Istituto ha anche determinato una quantità massima permessa di questa sostanza pari a 0,5 microgrammi/chilogrammo di peso corporeo al giorno. Inoltre, è stato anche determinato che un bambino olandese, all'età di tre anni, potrebbe consumare una quantità di acrillammide circa otto volte superiore al limite della WHO, se mangiasse un pacchetto da 50 grammi di patatine fritte e circa 10 volte superiore a questo limite, se mangiasse 50 gr di torta per la colazione.  

** I rischi associati all'acrilammide sono principalmente legati ai prodotti ricchi di carboidrati e cotti a temperature superiori a 100°C, come le patatine o i biscotti. La situazione in Olanda potrebbe portare ad una reazione a cascata fino ad una normativa europea. Per le aziende è opportuno valutare il rischio acrilammide per i propri prodotti. Alcune organizzazioni di consumatori hanno fornito indicazioni utili a livello domestico.

 (18/05/2007)

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