Archivio - Marzo 05
Informazioni | Mappa del sito | Settimanale | Contatti | Collaborazioni | Active tools | Link utili

Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

Inserisci la tua e-mail

      

Se siete interessati a inviarci osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una notizia, scrivete liberamente a collaborazioni per il settimanale.


Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Marzo 2005

 


 
N. 11/2005 25 Marzo 2005

Sommario

1. Editoriale

Secondo un'indagine inglese, solo una ridotta percentuale dei campioni di peperoncino risulta non conforme per quanto riguarda il contenuto in aflatossine e pericolosa per quanto riguarda il contenuto in ocratossina A. Sempre in Inghilterra, è stata indagata, in sistemi modello, la capacità dei ceppi probiotici in prodotti in commercio di raggiungere l'intestino e di moltiplicarsi in quella sede: la selezione dei ceppi non sembra ancora adeguata. Il Ministero della Salute ha intanto proibito la vendita e l'impiego di cinque sostanze attive di fitofarmaci, secondo il principio di precauzione, perché tossici per la riproduzione. 31 persone sono state colpite ad Hong Kong da avvelenamento da ficotossine. Uno studio americano evidenzia invece che la contaminazione esterna all'imballaggio delle carni può essere notevole e quindi rappresentare un'importante fonte di contaminazione crociata.

Per quanto riguarda le allerta europee, riportiamo un aggiornamento sul latte per l'infanzia di marca Picot contaminato da Salmonella Agona (http://www.sicurezzadeglialimenti.it/archivio.htm#marca_Picot), esportato anche verso l'Italia.

Inoltre, poiché ci siamo resi conto della difficoltà di concentrare tutte le notizie importanti in materia di sicurezza degli alimenti in cinque coomenti, riportiamo altre notizie, non commentate, in una rubrica che abbiamo intitolate "E inoltre....". Speriamo possa esservi utile.

Infine, cogliamo l'occasione per segnalare i corsi di Hylobates per la primavera 2005, i cui programmi sono disponibili al link http://www.hylobates.it/formazionespecialistica.htm

2. Aflatosine e ocratissina A non preoccupano, almeno nelle spezie (inglesi)

In Inghilterra la maggior parte delle spezie in commercio contiene livelli di aflatossine inferiori ai limiti di legge per le spezie e livelli di ocratossina A inferiori alla dose quotidiana tollerabile per l'uomo (nelle spezie, per questa micotossina attualmente non esistono limiti di legge). E' il risultato di un'indagine delll'autorità di sicurezza alimentare inglese (FSA, Food Standards Authority) che ha comportato l'analisi di 61 campioni di spezie tra cui peperoncino in polvere, paprika e peperoncino di Cayenna. Il campionamento è avvenuto in magazzini, distributori di alimenti, supermercati e piccoli negozi. I campioni dei prodotti sono stati analizzati con HPLC. Solo 4 campioni superavano i limiti di legge (5 μg/kg per l'aflatossina B1); 3 di questi superavano anche i limiti di 10 μg/kg per le aflatossine totali. Sono stati trovato solo 2 campioni che contenevano livelli di ocratossina A che potevano risultare superiori alla dose quotidiana tollerabile; uno di questi conteneva anche aflatossine sopra i livelli di legge. Su pressione della FSA, tutti i prodotti non conformi sono stati ritirati dalla catena alimentare. L'indagine è stata un'opportunità per mettere a punto le procedure, nella filiera delle spezie, per assicurare che i prodotti rispettino i limiti legali e accertare che l'industria sia ben disposta verso futuri limiti europei anche sull'ocratossina A.

** I risultati di questo studio sono confortanti rispetto all'allarme arrivato alcuni mesi fa dalle autorità ungheresi sui livelli di aflatossine nella paprika; non sono immediatamente estendibili all'Italia, benché l'origine dei prodotti sia simile a quella delle importazioni italiane (soprattutto India). Per chi si occupa di HACCP applicato alle spezie è interessante la lettura del documento, anche per valutare la risposta data dalle aziende alle autorità (le lettere sono pubblicate insieme ai risultati delle analisi). Per chi produce, importa o distribuisce spezie è importante mantenere un monitoraggio accurato, anche in presenza di documentazione di conformità dal paese terzo e introdurre un controllo sulla ocratossina A. Per i consumatori, al momento, il principale consiglio è di evitare spezie in cattivo stato di conservazione.

Links:

3. Probiotici: ceppi batterici all'altezza del compito?

I batteri introdotti nel sistema digestivo umano attraverso l'assunzione dei prodotti alimentari con probiotici non fanno aumentare il numero totale di batteri nell'intestino umano. Inoltre, non tutti i ceppi batterici utilizzati in questi prodotti sopravvivono al passaggio attraverso l'intero sistema digestivo umano. Anche se alcuni ceppi resistono al passaggio nello stomaco spesso non riescono a sopravvivere nell'intestino inferiore e superiore. Lo studio che ha portato a questa scoperta è stato condotto da scienziati del laboratorio dell'università di Reading, su modelli in vitro. Sono stati testati 11 differenti prodotti probiotici, tra cui prodotti di uso quotidiano come yogurt e succhi di frutta contenenti batteri vivi e preparazioni disidratate sotto forma di pastiglie, capsule o in polvere. Lo studio ha valutato se e dove sopravvivono e si moltiplicano i batteri; non è stato invece indagato l'effetto sulla salute. 30 ceppi probiotici su 35 analizzati risultavano sopravvivere alle condizioni gastriche simulate (pH = 1-3) anche dopo un'incubazione di 20 minuti. La resistenza ai sali biliari ha invece dato risultati meno uniformi, dimostrando che alcuni ceppi di questi batteri hanno un'alta sensibilità agli enzimi pancreatici.  

** Secondo il Ministero della Salute, "il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, quando vengono ingeriti, di esercitare funzioni benefiche per l’uomo". Sembra difficile che quest'azione possa esplicarsi senza che i batteri siano in grado di sopravvivere nell'intestino e di moltiplicarvicisi. Anche se effettuata solo in sistemi modello, la ricerca è molto interessante e ha generato dati utili per chi intenda utilizzare probiotici nei propri prodotti o intenda verificare a priori la probabile efficacia di un prodotto (in generale, Lactobacillus plantarum ha dimostrato la migliore capacità di colonizzazione seguito da L. pentosus, L. casei shirota e L. reuterii). Anche i modelli sviluppati possono essere utili in fase sperimentale.

Links:

4. Sui fitosanitari tossici per la riproduzione, l'Italia sceglie la precauzione

Carbendazim, dinocap, vinclozolin, warfarin e flusilazolo (o flusilazol), sostanze attive impiegate nella composizione di prodotti fitosanitari sono state recentemente riconosciute come tossiche per la riproduzione; il carbendazim presenta anche effetti genotossici. Questa è la motivazione con cui il Ministero della Salute, in base al principio di precauzione, con cinque decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 14, 15 e 16 marzo 2005, ha sospeso con effetto immediato le autorizzazioni all'immissione in commercio e all'impiego dei prodotti fitosanitari composti da questi principi attivi (sono concessi 90 giorni alle imprese per ritirare il prodotto dal mercato). L'Unione Europea sta riesaminando queste sostanze attive, ma non ha ancora espresso un parere su questi composti. Secondo la Commissione, l'Italia poteva mantenere in commercio i prodotti fino alla decisione europea, ma in base al principio di precauzione il Ministero ha deciso di proibirne l'uso.

**  Questo è uno dei primi effetti degli studi a largo raggio che hanno riesaminato molte sostanze chimiche prodotte in grandi quantità, ma la cui tossicità era ancora poco nota. Oltre che per gli esseri umani, questi composti comportano anche notevoli problemi ambientali. Se verranno sostituiti da prodotti meno tossici, vi sarà sicuramente un progresso nella qualità degli alimenti. è importante che i prodotti rimanenti siano rimossi realmente e rapidamente dal mercato, mentre restano immutate le norme sui residui. Si saprà solo nei prossimi mesi quale sarà l'orientamento europeo. Per gli utilizzatori di fitofarmaci, è necessario interrompere immediatamente l'uso di questi composti.

Links:

5. Frutti di mare alle alghe tossiche: a Hong Kong 31 persone avvelenate

A Hong Kong 31 persone sono state colpite da intossicazione dopo aver mangiato dei pettini (o capesante) contaminati. 19 hanno ricevuto trattamenti medici ma non sono state ricoverate in ospedale. Tutti i pazienti hanno mostrato i sintomi di avvelenamento da ficotossine, in particolare vertigini, vista confusa, dolori agli arti e spasmi. Le autorità hanno consigliato di non mangiare frutti di mare freschi. Si ritiene che il prodotto contaminato provenisse dal Vietnam.

Dati epidemiologici sull'importanza degli avvelenamenti da ficotossine sono stati recentemente riassunti su Lancet Neurology. Sulle coste del Pacifico il numero di casi di intossicazioni da frutti di mare ha superato i 1200 casi ogni 100.000 persone all'anno. Questi casi si sono verificati anche tra turisti. In particolare, nel caso della ciguatera, gli effetti neurologici predominano nella regione Indo-Pacifica mentre quelli gastrointestinale sono più frequenti nei Caraibi. Per quanto riguarda la mortalità, l'avvelenamento da tetrodotossina (legata al consumo di pesce palla) è la causa di morte per avvelenamento da prodotti marini più comune. In genere si riscontra in Asia sudorientale e in Giappone. Infine, la forma più comune, il PSP (Paralytic Shellfish Poisoning), arriva a costituire l'1,1 % delle malattie di origine alimentare negli USA.

** Mangiare frutti di mare che contengono tossine algali può avere effetti neurologici e gastrointestinali molto seri. Le ficotossine sono quindi un pericolo che va tenuto sotto stretto controllo, come avviene in Italia per opera del Centro di riferimento di Cesenatico. I controlli devono essere continui anche sui prodotti importati, per evitare una patologia grave. Per i consumatori, è importante ricordare che la cottura non elimina questo tipo di tossicità.

Links:

6. Carne cruda: attenzione all'igiene della confezione

L'imballaggio esterno delle carni crude è un veicolo di contaminazione crociata potenziale per Campylobacter, salmonelle ed Escherichia coli, sia nei luoghi di vendita, sia nelle case dei consumatori. In un recente studio, su 3662 campioni, l'imballaggio esterno della selvaggina si è dimostrato contaminato da Campylobacter più spesso (3,6% dei campioni di questo tipo), seguita dal pollo crudo (3,0%), dall'agnello (1,6%), dal tacchino (0,8%), dal maiale (0,2%) e dal manzo (0,1%) La superficie esterna degli imballaggi termosaldati è risultata meno frequentemente contaminata da Campylobacter ed E. coli rispetto ad altri tipi di imballaggi (come ad esempio gli imballaggi in carta, i semplici sacchetti e la chiusura con nastro adesivo). Salmonella è stata rilevata su due campioni (< 1%) di imballaggio esterno (entrambi di carne di pollo), mentre Campylobacter è stato trovato in totale su 41 campioni (1,1%).Escherichia coli (un indicatore di contaminazione fecale) è stato rilevato nel 4% dei campioni di carne con livelli compresi tra 40 e 105 UFC (unità formanti colonie) per tampone.

** Il ruolo dell'imballaggio nella contaminazione crociata è stato da tempo sospettato; ora arrivano dei dati quantitativi. E'interessante notare come E. coli non sia affatto adatto a stimare il rischio, rispetto al molto più comune Campylobacter. Per la distribuzione sarebbe utile valutare se un secondo strato di buste potrebbe essere utile a proteggere i consumatori, come fanno i supermercati in America. Per i laboratori dove avviene il confezionamento sarebbe importante identificare le pratiche per minimizzare questa contaminazione. Infine, per il consumatore, è necessario tenere le confezioni di carne separate dagli altri alimenti, durante la spesa, nelle buste e nei frigoriferi; le confezioni vanno manipolate con le stesse precauzioni della carne cruda.

Links:

7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 12/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici
  • Per quanto riguarda il latte per l'infanzia di marca Picot, al 12 marzo 2005 36 bambini francesi di età compresa tra un mese e 11 mesi sono stati identificati con salmonellosi collegata al latte per l'infanzia. Sono tutti guariti, dopo che poco meno della metà circa era stata ricoverata in ospedale. Uno studio caso-controllo ha fortemente implicato il latte di marca Picot; campionamenti ambientali e sul latte hanno poi confermato la presenza di Salmonella in quattro tamponi ambientali, presi nello stabilimento, ed uno di latte. Il latte è stato esportato in Italia, Finlandia e fuori dall'Unione Europea. Le autorità italiane e finlandesi non hanno ritenuto opportuno fornire ulteriori dettagli. In caso di vomito e diarrea sopratutto se, ma non solo, con sangue (sintomi associati alla Salmonellosi nei bambini), si consiglia ai genitori di consultare immediatamente un medico.
    Ulteriori dettagli, in lingua francese, al link http://www.invs.sante.fr/display/?doc=presse/2005/le_point_sur/salmonellose_250305; la notizia originale si trova qui
     
  • Per quanto riguarda l'Italia, gli alimenti oggetto di allerta sono risultati essere una salsa al pomodoro (muffe e insetti, probabilmente un problema isolato) e ancora il Sudan I in olio al peperoncino (si tratta in particolare di olio di vinaccioli esportato in Germania)
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
14/03/2005 Presenza di muffe e insetti Salsa di pomodoro Italia Belgio
14/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Fritto misto di pesce aromatizzato surgelato Tunisia Italia
14/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella Agona Latte per l'infanzia e di proseguimento (marca: Picot; tutti i lotti) Francia Francia
14/03/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Peperoncino di Cayenna Turchia via Olanda Regno Unito
15/03/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Lonza di maiale Olanda Francia
15/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Pollo surgelato Polonia Svezia
15/03/2005 Presenza dei colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Olio di palma naturale zomi Ghana via Belgio Germania
15/03/2005 Residui di farmaci veterinari vietati nitrofurano (metabolita) - nitrofurazone (SEM) Gamberi surgelati (Macrobrachium rosenberghii) Bangladesh Belgio
16/03/2005 Presenza dei colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Olio di vinaccioli al peperoncino Italia Germania
16/03/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Paesi di origine non menzionati via Spagna Portogallo
16/03/2005 Presenza dei colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Marinata fatta con la salsa di Worcester Germania Germania
17/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Carne di cinghiale magra disossata Stati Uniti via Belgio Italia
17/03/2005 Livelli eccessivi di nitrito, fluoruro, bario e boro Acqua da tavola con aggiunta di anidride carbonica Georgia Germania
18/03/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi arrostiti e salati Spagna Germania
18/03/2005 Livelli eccessivi di iodio Alghe Repubblica di Corea via Olanda Germania
18/03/2005 Presenza di muffe Acqua minerale naturale alla frutta Francia Germania
18/03/2005 Presenza del parassita Anisakis Rana pescatrice (Lophius piscatorius) Regno Unito Italia
18/03/2005 Livelli eccessivi di piombo Aglio in polvere Cina via Regno Unito Belgio
18/03/2005 Presenza dell'idrocarburo aromatico policiclico (PAH) benzopirene Pesci del genere Arius Suriname via Olanda Irlanda
18/03/2005 Livelli eccessivi di nitrati Lattuga Lituania Lituania

 
N. 10/2005 18 Marzo 2005

Sommario

1. Editoriale

Il problema delle frodi non è affatto risolto in Italia: lo testimonia la recente vicenda del latte in Lombardia. Questo episodio rivela, da una parte, come resti problematico anche per importanti realtà produttive estendere i controlli a tutta la filiera e come le autorità italiane siano, dall'altra, ancora restie a garantire una comunicazione trasparente con il pubblico. Nello stato di New York (USA), si stanno osservando numerosi episodi di tubercolosi legati al consumo di formaggio ottenuto in maniera non idonea dal latte crudo; a volte, l'esito è tragico. Un risultato confortante viene da uno studio svedese sul legame tra acrilamide e tumori al seno: non sembra esserci un'associazione significativa. Nel nuovo programma di controlli sugli alimenti, la Commissione Europea pone l'accento su Listeria monocytogenes e sui modificatori della ritenzione idrica nel pollame. A Londra, intanto, un chiosco che vende (vendeva?) kebab, il tipico panino di carne mediorientale, ha causato oltre cento casi di Salmonellosi (sierotipo Enteritidis).

Per quanto riguarda la notizia delle Filippine pubblicata sul numero precedente del nostro settimanale, contrariamente a quanto anticipato, si sospetta una contaminazione da pesticidi, in particolare le analisi hanno rivelato tracce di organofosfati e carbammati.

2. Latte fraudolento e NAS all'attacco

La Direzione distrettuale Antimafia di Milano ha bloccato una vasta attività di sofisticazione di latte alimentare. Da circa cinque anni, un'aziende lombarda acquistava in Francia latte, spesso scaduto, e lo allungava con acqua e permeato (il residuo della microfiltratura) per fornirlo a grandi aziende. La scoperta è avvenuta casualmente nell'ambito di un'inchiesta sul riciclaggio di denaro. L'azienda incriminata è la "Centro Latte Mantova srl” di Roverbella (Mantova), che acquistava localmente solo il 2,5% del latte, mentre importava il resto dall'estero. Al momento del sequestro i dodici silos dell'azienda contenevano 500 mila litri di latte, per una produzione dai tre ai seimila quintali di latte al giorno. La società intermediaria era la Agricomex srl, di Milano (in data 8/2/05 la società è stata sequestrata, con stabillimento a Roccafranca (BS), dove risulta anche produzione di prodotti per pasticceria, mentre la società francese di Moyon, in Normandia, era la “Delice de Lait”. Francesco Pergola, 45 anni, figlio di Pasquale Pergola, è stato apparentemente l'ideatore della truffa. L'intermediario francese era Pascal Devaux, mentre il lavoro sul campo era svolto dai fratelli Marco e Claudio Tellini. La redditività dell'impresa è dimostrata anche dalla costruzione di un secondo stabilimento ad hoc (a Ludriano, BS). Risulta coinvolto anche un dipendente della SterilGarda, il cui compito era di omettere i controlli e diffondere il prodotto. In base all'ordinanza del Gip, le "modalità igienico sanitarie" erano "tali da rendere i prodotti finali pericolosi per la salute pubblica", ma su questo aspetto non sono ancora note le conclusioni dell'ICRF (Istituto Centrale Repressione Frodi). Non è noto alcun effetto avverso, né le autorità hanno ritenuto opportuno ritirare prodotti dal commercio o rendere note le marche coinvolte. Sarebbero coinvolte 5-6 società di distribuzione. Il latte veniva venduto come normale latte UHT. La Regione Lombardia ha varato un programma di controlli supplementari sul settore del latte.

Tra il 7 e il 12 Marzo 2005, tra le varie operazioni dei NAS, è da annoverare il sequestro, nel Salernitano, di un deposito di circa 6000 metri quadrati in cui erano conservate carni, latticini, dolciumi e salumi in pessimo stato; sono stati rinvenuti anche prodotti per l' infanzia le cui date di scadenza erano grossolanamente contraffatte. Il valore complessivo della merce è stato stimato in due milioni di euro. I controlli dei NAS sui prodotti alimentari a livello nazionale hanno anche portato alla chiusura di sette panifici e una pescheria per gravi carenze igieniche, alla messa sotto sequestro di un'azienda produttrice di capperi; l'attività di tre ristoranti è stata sospesa. I carabinieri hanno anche sequestrato 13 mila bottiglie di prosecco, 4 mila ettolitri di vino, 12 mila bottiglie d’acqua minerale, 35 chili di prodotti alimentari scaduti, 12 mila bottiglie di birra, 600 lattine di vino e 180 bottiglie di salsa di soia. Inoltre è stato sequestrato un intero deposito di alimenti e una cisterna da 214 litri di latte fresco di un allevamento colpito da brucellosi. In ambito zootecnico, i NAS hanno sequestrato 429 capi di bestiame (tra cui ovini e caprini) che non erano stati sottoposti ai piani di risanamento per le malattie infettive, un intero allevamento al quale era stato somministrato betametasone, sostanza farmacologica non consentita, e un'azienda agricola che utilizzava medicinali scaduti o non autorizzati.

** Le truffe non sono un problema debellato nel nostro Paese. I controlli effettuati da un'azienda in ambito HACCP non possono limitarsi alla sicurezza degli alimenti, ma devono escludere anche pratiche fraudolente; questi controlli comprendono un'approfondita conoscenza dei fornitori e della storia del prodotto. Senza questo sistema, il concetto di rintracciabilità perde senso. Nell'episodio lombardo, che si era verificato con modalità simili anche nel recente passato, si può notare che i controlli sia ufficiali che privati sono stati totalmente carenti. Inoltre, le autorità si sono mosse forse con ritardo (l'Agrimex è stata posto sotto sequestro un mese prima degli stabilimenti), hanno protetto l'identità delle aziende di distribuzione coinvolte, hanno ritenuto che i consumatori non andassero né informati sugli esiti analitici (ottenuti con notevole ritardo) né tutelati da un prodotto che se non nocivo è chiaramente contraffatto. Dal punto di vista della stampa, la notizia è stata seguita per soli cinque giorni, creando un allarme senza comunicare ai lettori l'esito della vicenda. Nel caso dei NAS, le informazioni sono ancora più scarne. Non si tratta di comportamenti eticamente accettabili, né adatti a sviluppare una filiera italiana di reale sicurezza e qualità, né, infine, a formare un pubblico maturo. In ogni caso, è importante per le aziende prevedere l'ipotesi frode e tutelarsi attraverso controlli analitici e sulla filiera. Per il consumatore, le possibilità di tutela sono limitate.

Links:

3. Tubercolosi e formaggio: FDA, attenzione ai prodotti caserecci

Un neonato di 15 mesi è morto e dozzine di newyorkesi hanno contratto la tubercolosi dopo aver mangiato latte crudo (non pastorizzato) o formaggio fatto con latte crudo che era contaminato dagli agenti batterici delle tubercolosi. I prodotti sono stati importati dal Messico, in particolare il formaggio fresco (queso fresco), e contenevano probabilmente, Mycobacterium bovis, che è causa della tubercolosi zoonotica. I pazienti intervistati dalle autorità hanno dichiarato di aver comprato il formaggio da parenti o amici che lo portavano dal Messico, anche se non si esclude un ruolo di grossisti messicani di Brooklyn e Queens. Secondo la FDA, alcuni tipi di formaggio a pasta molle ottenuto da latte crudo sono un rischio per la salute, in particolare per categorie a rischio come donne incinte, neonati, anziani e soggetti imunocompromessi. Negli USA, questi prodotti provengono principalmente da Messico e Paesi dell'America Centrale. Nel quadriennio 2001-2004 si stima che almeno 35 persone, tra cui 22 adulti e 13 bambini, abbiano contratto la tubercolosi in questo modo nello stato di New York. Mentre i caseifici professionali utilizzano latte crudo proveniente da allevamenti controllati e lo stagionano per almeno 60 giorni, la situazione a livello di produzioni domestiche (il cosiddetto formaggio della "vasca da bagno") è totalmente diversa.

** Mycobacterium bovis colpisce principalmente i bovini, ma può colpire anche altri animali, compreso l'uomo. Al contrario di quella causata da M. tubercolosis, la tubercolosi zoonotica non si localizza nei polmoni, di norma, ed è quindi meno contagiosa. Non è chiaro quanto sia contagioso l'agente della tubercolosi implicato in questi episodi, mentre è certo che molti messicani importano il formaggio crudo per vie illegali dal Messico. In Italia la percentuale di allevamenti in cui la tubercolosi è ancora presente è inferiore all'1%; sono in corso numerosi sforzi per eradicare completamente questo patogeno, come è già avvenuto in altri paesi e in alcune regioni/province. La caseificazione, soprattutto con latte crudo, deve essere operata scrupolosamente. Non è consigliabile vendere o consumare formaggi di dubbia provenienza. Questo tipo di episodio potrebbe replicarsi in Italia nelle nostre comunità di immigrati.

Links:

4. L'acrilamide aumenta il rischio di tumori? Non per quelli al seno

La quantità di acrilamide assunta attraverso la dieta in Svezia non è associata a un aumento del rischio di tumori al seno. Questo è il risultato di uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori della facoltà di Sanità Pubblica di Harvard e dell'Istituto Karolinska di Stoccolma in Svezia. Lo studio ha rivelato che la media giornaliera di assunzione di acrilamide tra i soggetti studiati era di 25,9 ug (microgrammi) al giorno. Inoltre, meno dell'1,5 % delle donne consumava più di 1 microgrammo di acrilamide per kg di peso corporeo al giorno, una quantità spesso usata nei modelli di valutazione del rischio. I cibi che sono risultati contribuire maggiormente all'assunzione di questa sostanza si sono rivelati il caffè (54 % della dose di acrilamide), le patate fritte (12 % della dose) e il pane croccante (9 % della dose). Nello studio sono state coinvolte 43000 donne, tra cui 667 casi di tumore al seno. La quantità di acrilamide consumata è stata stimata sulla base di questionari distribuiti alle donne nel 1991. mentre il loro stato di salute è stato seguito fino al 2002.

**  Questo è il primo studio prospettico sugli effetti dell'acrilammide nell'uomo (che cioè ha prima valutato l'ingestione dell'acrilammide e poi verificato se si verificavano casi di tumore). Studi precedenti (di tipo diverso, cioè caso-controllo), sui tumori alla vescica, all'intestino crasso e ai reni, avevano allo stesso modo dato esito negativo. Contrariamente a quanto anticipato la scorsa settimana, dunque, sembra che il rischio per l'uomo sia più basso di quanto temuto. Ovviamente i risultati si riferiscono alla dieta svedese ed è stato esaminato solo un tipo di tumore; inoltre, non sono state esaminate implicazioni neurologiche sospettate ma non ancora studiate nell'uomo.

Links:

5. Formaggi, insalate e pollame da controllare secondo la UE

Ricercare Listeria monocytogenes in formaggi a base di latte pastorizzato e insalate miste; controllare la qualità e l'etichettatura delle carni di pollame cercando gli agenti di promozione della ritenzione idrica; controllare gli alimenti destinati ai lattanti per quanto concerne i tenori di nitrato e patulina; queste sono le indicazioni della recente Raccomandazione del 1 Marzo 2005 sui controlli sugli alimenti. L'UE raccomanda agli Stati Membri di garantire una frequenza di campionamento tale da offrire un quadro generale dei pericoli identificati e, per una migliore comparabilità dei dati, di fornire le informazioni richieste secondo delle schede di registrazione fornite negli allegati. Infine L'UE raccomanda agli Stati che i prodotti alimentari da analizzare devono essere mandati a laboratori ufficiali conformi all'articolo 3 della direttiva 93/99/CEE (cioè, accreditati secondo la norma ISO 17025) e che solo in caso di non disponibilità di tali laboratori, essi possono rivolgersi ad altri laboratori idonei ad eseguire le analisi.

** Un programma uniforme per valutare i pericoli presenti in tutta Europa è una buona idea, ma dovrebbe tenere conto delle differenze tra gli Stati Membri. Inoltre, nell'intento di lasciare una sufficiente libertà agli Stati, la Commissione suggerisce semplicemente le metodiche analitiche e i piani di campionamento, con il rischio di risultati poco confrontabili. Gli effetti di questa raccomandazione, benché interessanti, saranno tutti da valutare a fine 2005, soprattutto relativamente alla presenza di Listeria nei formaggi. Per il settore dei controlli alimentari è un riferimento molto importante. Anche per i laboratori di autocontrollo sono offerti alcuni elementi interessanti sulle metodiche di campionamento.

Links:

6. Anche i taekaway di Londra sono a rischio salmonella

Lo scorso Febbraio circa 195 persone sono state ricoverate all'ospedale a causa di un avvelenamento alimentare dopo aver mangiato ad un takeaway che vendeva kebab a Londra. Per 87 è stata confermata l'infezione da Salmonella Enteritidis PT 1, mentre per altri 12 casi positivi per Salmonella non è ancora noto il sierotipo. Non si sa ancora quali alimenti abbiano veicolato l'infezione, ma il 60% dei pazienti intervistati sostiene di aver mangiato salsa al peperoncino, maionese, insalata e Doner di pollo. Sono stati analizzati circa 40 campioni di alimenti, di cui 14 sono risultati positivi per Salmonella Enteritidis PT 1, e venti tamponi ambientali del takeaway di cui uno è risultato positivo per lo stesso sierotipo. Inoltre 8 campioni alimentari sono risultati positivi per la tossina di Clostridium perfrigens (6 di questi erano anche positivi per Salmonella Enteritidis PT 1), indicando che le condizioni igieniche erano pessime. Il primo allarme è stato dato il 12 Febbraio 2005 quando 31 pazienti con sintomi di infezione alimentare si sono presentati al pronto soccorso dell'ospedale locale. I proprietari dei takeaway coinvolti hanno smesso di servire cibo volontariamente alle 13:00 del 12 Febbraio e hanno dichiarato che tre membri del loro staff, che sono poi risultati positivi allo stesso tipo fagico di Salmonella, avevano continuato a lavorare nonostante non si sentissero bene. I sintomi mostrati dalla maggior parte dei pazienti erano diarrea, vomito, forti dolori addominali, febbre, nausea e mal di testa. Alcuni presentavano disidratazione e confusione; in qualche caso, si è ricorsi al ricovero in ospedale per possibili infezioni sistematiche. Questo è il più grande focolaio epidemico di questo fagotipo di Salmonella che sia stato riportato fino a oggi nel Regno Unito.

** Salmonella resta un patogeno insidioso, soprattutto quando le pratiche igieniche sono inadeguate. I "baracchini" sono spesso sottovalutati perché ritenuti marginali nella produzione di alimenti; tuttavia, data la clientela spesso numerosa e le condizioni precarie di lavoro, le conseguenze possono essere pesanti, soprattutto per i soggetti più sensibili. In questo caso, apparentemente è stato uno dei dipendenti a contrarre la salmonellosi forse da uova e poi a trasmetterla agli alimenti. Per chi somministra alimenti in queste strutture, è importante ricordare che gli accorgimenti igienici non sono una pratica burocratica, ma un interesse commerciale e un dovere. Per i consumatori, il consiglio è di evitare posti dalle dubbie caratteristiche igieniche, soprattutto quando il rischio di una tossinfezione supera il beneficio. Per i soggetti a rischio, questa è una necessità.

Links:

7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 11/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici
  • Tra i prodotti italiani con problemi, segnaliamo ancora i coloranti Sudan in pasta al peperoncino prodotta con peperoncino non eliminato nel 2003 oppure non ritirata dal mercato a suo tempo; inoltre, le autorità svedesi hanno trovato livelli eccessivi di ditiocarbammati nella rucola
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
07/03/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio ottenuto da latte crudo Francia Francia
07/03/2005 Migrazione del metallo tossico piombo dai piatti agli alimenti Piatti di ceramica da dessert Romania via Francia Belgio
07/03/2005 Livelli eccessivi del metallo tossico cadmio Filetti di sgombro in olio di oliva Perù via Olanda Belgio
07/03/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Iran via Spagna Olanda
07/03/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 4 e Sudan 1 Pasta al peperoncino Italia Italia
08/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato Eritrosina (E 127) Zenzero nell'aceto Tailandia via Olanda Germania
08/03/2005 Confezione difettosa Alimento per bambini in tubetto Svezia Svezia
08/03/2005 Livelli eccessivi di acido sorbico Prugne nere secche Francia Irlanda
09/03/2005 Rischio di soffocamento Cereali per la prima colazione Cile via Lituania Estonia
09/03/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine fumonisine Pasto a base di mais Germania Austria
09/03/2005 Livelli eccessivi di iodio Alghe secche di mare Cina via Olanda Germania
10/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Frattaglie Francia Italia
10/03/2005 Presenza del colorante malachite verde Uova di trota Svezia Germania
10/03/2005 Presenza della tossina istamina Filetti di tonno surgelati Spagna Italia
11/03/2005 Trattamento di irradiazione non autorizzato Spaghetti istantanei Repubblica di Corea via Olanda Germania
11/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella Indiana Petto di anatra surgelato Francia Norvegia
11/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella Indiana Foie gras di anatra a fette Francia Norvegia
11/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella Filetti di pollo surgelati Estonia via Finlandia Svezia
11/03/2005 Presenza del contaminante chimico 1,4-diclorobenzene Miele Grecia Cipro
11/03/2005 Presenza del contaminante chimico 1,4-diclorobenzene Miele Grecia Cipro
11/03/2005 Presenza del parassita Anizakis Rana pescatrice (Lophius
piscatorius)
Olanda Italia
11/03/2005 Presenza dell'additivo per mangimi non autorizzato selenio organico Integratore per mangimi Germania Estonia
11/03/2005 Livelli eccessivi di ditiocarbammati Rucola Italia Svezia

N. 9/2005 11 Marzo 2005

Sommario

1. Editoriale

In Francia sono stati identificati numerosi casi di Salmonella nei neonati, da attribuire a latte per l'infanzia di marca Picot. Nonostante i tempi non rapidissimi con cui è stato diramato l'allarme, l'informazione è utile per imprese e per i consumatori. A questo proposito segnaliamo che è aperto il periodo per i commenti sulla nuova direttiva europea latte per l'infanzia. Nelle Filippine una tragica strage è probabilmente da attribuire al cianuro presente in manioca insufficientemente cotta. Dagli USA, arriva una nuova conferma del ruolo preponderante dei norovirus (patogeni virali) nelle gastroenteriti, anche nei viaggiatori. La FDA ha condotto un interessante studio sulla comprensione dei suoi messaggi riguardanti il metilmercurio nel pesce, un fattore di rischio per i feti e per i bambini piccoli. Infine, le autorità inglesi stanno valutando se ammettere il tagatosio, un nuovo zucchero (anche se si forma naturalmente nei latticini cotti), tra i nuovi ingredienti europei.

2. Salmonella colpisce il latte per l'infanzia

Su questa notizia è disponibile un aggiornamento del 29/3/05.

Nel periodo tra il 28 Dicembre 2004 e il 17 Febbraio 2005, 21 neonati sono stati trovati affetti da Salmonellosi dopo essere stati allattati con latte per bambini preparato con diversi tipi di latte in polvere della marca Picot. I risultati dei test clinici condotti su feci, sangue e urine dei neonati hanno mostrato un'infezione da Salmonella Agona, mentre i test preliminari condotti sul prodotto hanno indicato il latte in polvere di questa marca come la fonte del focolaio epidemico. Infatti, i neonati, compresi tra un'età di 1 e 7 mesi, provenivano da 14 differenti distretti della Francia e, inoltre, i genitori hanno riferito di aver preparato il latte con 5 diverse marche di acqua minerale. Il 4 Marzo, dopo i risultati di una investigazione epidemiologica, le autorità francesi hanno ritirato dal mercato il latte per l'infanzia prodotto dalla Picot e hanno consigliato ai consumatori di non bere nessun tipo di latte in polvere di questa marca. L'allarme è stato diramato in tutta Europa.

L'episodio è stato portato alla luce perchè tra Gennaio e Febbraio 2005 il Centre National de Référence des Salmonelles (Centro Nazionale Francese di Riferimento per Salmonella, NRC-Salm) ha notato un considerevole aumento degli isolati si S. Agona e il 4 Marzo sono stati segnalati 32 isolati di questo batterio, un numero 4 volte maggiore della media di isolati mandati al NRC-Salm  durante i mesi del quadriennio 2000-2004.

Secondo le autorità francesi Salmonella Agona è stata trovata in svariati tipi di animali in Francia, compreso pollame, bestiami, maiali e anche in alcuni tipi di mangimi. Un focolaio epidemico di questo sierotipo in lattanti si è varificato in Germania nel 2003 ed è stato attribuito a bevande al gusto di anice e finocchio. Altri focolai sono stati attribuiti al latte in polvere, ad uno snack alle arachidi e ad un prodotto a base di cereali.

** I latti per l'infanzia si confermano un alimento molto delicato, da evitare quando l'allattamento al seno è possibile. Per quanto relativamente raro, il sierotipo di Salmonella Agona, ha causato recentemente, oltre all'episodio in Germania e altri precedenti, sei casi in Inghilterra nel 1998 (fagotipo 15), associati alla carne di tacchino precotta, nel 1998 negli USA 209 casi soprattutto tra anziani e bambini, con 47 ospedalizzazioni, associati ad avena tostata; tra il 1994 e il 1995 80 casi in Israele e almeno 27 tra USA e Inghilterra furono di nuovo attribuiti al tipo fagico 15 ed associati al consumo di snack all'arachide kosher di orgine israeliana (i colpiti furono soprattutto bambini). Questo sierotipo dunque si trova spesso nei bambini ed è associato ad alimenti secchi, a conferma della capacità di Salmonella di sopravvivere alla deidratazione.

In questo caso specifico, il latte Picot era stato evidentemente trattato in maniera inefficace oppure ricontaminato prima del confezionamento. Per chi produce o commercializza prodotti per l'infanzia la cautela deve essere estrema. Purtroppo non è possibile sapere se il latte Picot è distribuito in Italia e con quale nome, né quali lotti sono interessati. Fortunatamente, 19 dei bambini, dopo il ricovero in ospedale, sono guariti. In ogni caso, Chi utilizza latte per l'infanzia, deve controllare di non possedere latte Picot e, nel caso, eliminarlo. Se in possesso di altro latte per l'infanzia di origine francese, è opportuno verificarne la marca.

Links:

3. Strage nelle Filippine: 29 bambini morti per uno spuntino

Quasi 30 bambini di una scuola elementare nelle Filippine sono morti a causa di una intossicazione alimentare dopo aver mangiato delle frittelle a base di radici di manioca, che avevano comprato da venditori ambulanti. Altri 100 bambini sono stati portati negli ospedali vicino alla scuola con gli stessi sintomi, ma fortunatamente si sono salvati. Il prodotto a base di manioca caramellata fritta in grasso bollente, probabilmente, non è stato cotto a dovere dai venditori.  E' in corso un'inchiesta. Le vittime avevano presentato forti mal di stomaco, vomito e diarrea, dopo aver mangiato le frittelle. Per questo sono stati ricoverati in quattro ospedali vicino alla scuola di Mabini, una città sull'isola di Bohol, a circa 610 chilometri a sud-est di Manila. I bambini coinvolti nella vicenda erano tutti studenti nella scuola elementare San Jose.

** La manioca è una radice amidacea e tuberosa, rappresenta una fonte a basso costo di carboidrati nelle zone umide tropicali; da essa si prepara la tapioca. Questa radice contiene un elevato quantitativo di glucosidi cianogenici; deve essere cucinata completamente per rimuoverne la tossicità. Se mangiata cruda, una parte di questi acidi viene trasformata dal sistema digestivo in cianuro: due radici di manioca contengono abbastanza veleno per uccidere una persona. Sono stati registrati numerosi episodi di avvelanamento da manioca nel mondo. Sono noti anche effetti cronici, come la polineuropata atassica (anche se un'associazione diretta è stata di recente messa in discussione) e il ritardo mentale. Risulta quindi estremamente importante un trattamento adeguato del prodotto, anche in Italia dove l'uso di questa pianta si sta diffondendo. La FAO consiglia di non mangiare manioca con sapore amaro.

Links:

4. Diarrea dopo le vacanze ai tropici: vedi alla voce Norovirus

L'infezione da Norovirus (NoV) sembra essere una delle più frequenti cause della cosi detta "diarrea del viaggiatore" (TD) tra i visitatori di Messico e Guatemala. Questi sono i risultati di uno studio condotto, da alcuni ricercatori della Scuola di Salute Pubblica (Bloomberg School of Public Health) all'Università Johns Hopkins di Baltimora, sull'utilizzo di tecniche molecolari diagnostiche per determinare la prevalenza di NoV nei casi di diarrea tra i visitatori statunitensi di questi due Paesi in via di sviluppo. Gli studiosi in particolare hanno esaminato 54 campioni di feci da 34 casi di TD e hanno valutato la presenza di NoV mediante PCR inversa. Il 65% dei campioni è risultato positivo, tutti con genogruppo I NoVs. Inoltre, i ricercatori hanno anche scoperto che il tempo trascorso nelle destinazioni di viaggio si è rivelato essere un fattore importante nella frequenza di infezione (P= 0.003); infatti i turisti che si sono fermati più a lungo nei Paesi di destinazione hanno mostrato maggiori probabilità di prendere il virus. 11 campioni di faci, positivi a NoV, sono risultati positivi anche a Escherichia coli. Questo indica che le coinfezioni tra NoV ed E. coli sono dunque comuni.

**  Le gastroenteriti di origine virale sono state sottostimate fino al recente passato per gli scarsi mezzi diagnostici disponibili. Questo studio dimostra che i norovirus non sono responsabili di infezioni solo in ambienti confinati (crociere, ecc.) o durante episodi epidemici nei paesi sviluppati, ma sono un fattore importante di morbidità anche nei viaggiatori. Anche se questi casi potrebbero essere collegati all'acqua, Norovirus si appresta ad entrare a pieno titolo tra i patogeni da controllare nelle produzioni alimentari. Nel frattempo, le abituali norme igieniche per i viaggiatori nei paesi in via di sviluppo continuano ad essere valide.

Links:

5. Metilmercurio: keep it simple

Messaggi semplici: cosa fa il metilmercurio allo sviluppo nervoso dei bambini e cosa fare per evitarlo. Questo è il principale risultato di una serie di focus group organizzati da FDA (Food and Drug Administration, FDA) con l'Agenzia di Protezione Ambientale (Environmental Protection Agency, EPA) per capire come le informazioni sul metimercurio nel pesce sono comprese dalle donne a rischio e quali decisioni  prendono in base a queste informazioni. Alcune donne hanno chiesto più informazioni anche sulle specie di pesce più a rischio, sui precisi effetti del metilmercurio e sugli effetti su altri segmenti della popolazione (la FDA mette in guardia solo le donne in età fertile e i bambini, ma le partecipanti ai focus group hanno commentato che "se fa male alle donne incinta, deve fare male a tutti"). In generale, le donne hanno dichiarato che avrebbero seguito le indicazioni della FDA, in particolare non consumando i pesci inseriti nella lista sconsigliata. Molte altre informazioni utili sono state raccolte durante questo programma.

** Quando si comunica un rischio, è importante capire se il messaggio viene recepito correttamente dai destinatari. Per questo lo sforzo della FDA può essere importante anche per altri pericoli oltre al metilmercurio. In Italia, non esiste niente di simile all"advisory" americano, ma questo tipo di esperienza può essere utile anche rispetto al pesce con elevati livelli di contaminanti trovati nell'Adriatico, qualora si decidesse anche in Italia di proteggere la popolazione. Per i consumatori, è importante leggere attentamente le informazioni su etichette o altri documenti e documentarsi su siti Internet e pubblicazioni serie e affidabili.

Links:

6. Tagatosio: un nuovo zucchero dall'Inghilterra

L'Agenzia di Sicurezza Alimentare britannica (FSA) sta valutando il D-Tagatosio come nuovo ingrediente per alimenti, per un suo futuro uso in tutta Europa. Questo prodotto, che verrà messo in commercio dalla Bioresco, è uno zucchero con una struttura chimica simile a quella del fruttosio ed è naturalmente presente in prodotti a base di latte trattati termicamente. è un po' meno dolce dello zucchero comune e, inoltre, fornisce meno energia e quindi meno calorie. Questo zucchero è stato proposto come nuovo ingrediente a livello europeo in una serie di prodotti tra cui prodotti da forno, bevande, caramelle e cereali per la colazione. Prima di essere introdotto sul mercato un comitato indipendente di scienziati nominati dalla FSA, il comitato consultivo sui nuovi alimenti e dei processi (ACNFP), dovrà pero accertarne la sicurezza per i consumatori. In questo lasso di tempo, anche i consumatori e gli altri attori interessati possono esprime il loro parere, consultando l'intera documentazione disponibile online.

** Il tagatosio, già da tempo noto agli appassionati di fitness e di integrazione alimentare, è ora al vaglio delle autorità britanniche e del pubblico europeo. Anche in Italia questo zucchero è stato studiato per la facilità con cui può essere derivato dal lattosio e per il basso contenuto calorico. Negli USA, la FDA non ha obiettato alla sua commercializzazione (che resta però responsabilità del produttore) e ha successivamente stabilito che si potrà sostenere che non promuove il decadimento dei denti (al contrario dello zucchero). Si tratta di un prodotto di interesse anche per l'industria italiana.

Links:

7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 10/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici
  • In Inghilterra continuano ad essere segnalati alimenti contenenti Sudan I Le segnalazioni si estendono ora a prodotti di origine tedesca: non è chiaro se i due episodi siano collegati
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
28/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Alimenti vari contenenti la salsa Worcester
Lista dei prodotti
Regno Unito Regno Unito
28/02/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp. Collo del maiale senza ossa, surgelato Spagna Italia
01/03/2005 Migrazione dei metalli tossici piombo e cadmio dal vetro alle bevande Bicchieri di vetro Cina Germania
01/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Marinata per Barbecue tipo Sticky Sauce
Marca: Tesco, lotto: Feb-06, confezioni da 280 g
Regno Unito Regno Unito
01/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella Blockley Petto di tacchino senza ossa e pelle, surgelato Ungheria Estonia
01/03/2005 Presenza del contaminante chimico 1,4-diclorobenzene Miele greco di bosco Grecia Cipro
01/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella Latte intero in polvere ( al 26%) Polonia Olanda
02/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Olio di palma Ghana via Olanda Germania
02/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Alimenti vari contenenti la salsa Worcester Regno Unito Regno Unito
03/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa Worcester Regno Unito Regno Unito
03/03/2005 Presenza di additivo per mangimi non autorizzato selenio organico Premix per bovini e pollame Irlanda Cipro
03/03/2005 Livelli eccessivi di tossine fungine ocratossina A e aflatossina Noce moscata tritata India via Germania Slovenia
03/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Misto di spezie Regno Unito Regno Unito
04/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Alimenti vari contenenti la salsa Worcester Regno Unito Regno Unito
04/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salse varie Germania Germania
04/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salse varie Germania Germania
04/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salse varie Germania Germania
04/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salse varie Germania Germania
04/03/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Lituania Latvia
04/03/2005 Presenza del colorante non autorizzato Eritrosina (E 127) Zenzero marinato sotto aceto Tailandia via Olanda Germania
04/03/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salsicce affumicate Lituania Lettonia
04/03/2005 Presenza del patogeno Salmonella C DÖNER fatto con carne di pollo Austria Austria

N. 8/2005 4 Marzo 2005

Sommario

1. Editoriale

Il comitato JEFCA di FAO e OMS, che si occupa di additivi e contaminanti alimentari, ha concluso che l'acrilammide può presentare un rischio concreto per i consumatori (anche se restano motivi d'incertezza). Potrebbe essere l'inizio di azioni concrete contro questo composto tossico, che si forma spontaneamente in alcuni alimenti. Il comitato JEFCA si è espresso anche su altre sostanze (etil carbammato, cadmio, stagno). In un altro contesto, la FAO si è occupata di biotossine algali in vista della fissazione da parte del Codex Alimentarius di standard internazionali: molti elementi interessanti sono emersi per chi è interessato ai molluschi bivalvi. In Basilicata è stata scoperta una vasta frode sul caciocavallo silano (che non era DOP). In Inghilterra, la carne di pollo contaminata da Campylobacter emerge come il più grave rischio alimentare; un altro studio suggerisce che le mosche possano essere responsabili della trasmissione di questo patogeno. Infine, in Lettonia, un nuovo paese della UE, sono segnalati numerosi casi di trichinellosi.

2. L'acrilammide rappresenta un rischio concreto

Gli individui che per la loro dieta consumano elevati livelli di acrilammide potrebbero essere esposti ad un rischio sanitario. Secondo il comitato di esperti internazionali JEFCA (Comitato Congiunto FAO/OMS sugli Additivi e Contaminanti Alimentari), le diete dei soggetti più esposti contengono livelli di questa sostanza cancerogena e genotossica troppo vicini ai livelli di allarme. Inoltre, l'acrilammide potrebbe causare cambiamenti morfologici in alcune strutture neurali, sempre tra le persone più esposte. Il comitato ha anche concluso che, per il cadmio, stabilire dei livelli massimi per alcuni alimenti non ha significato sanitario (l'impatto sulla dieta non sarebbe rilevante), che l'etil carbammato merita di essere controllato ma solo nelle bevande alcoliche, che l'opinione prudente sullo stagno è ancora valida, che ulteriori studi sui PDBE sono necessari e che sforzi devono essere fatti per ridurre gli idrocarburi policlici aromatici nei processi di affumicamento e di essicamento.

** La conclusione degli esperti FAO/OMS sull'acrilammide è importante: finora l'atteggiamento di tutte le autorità è stato di tranquillizzare il pubblico, non proporre limiti massimi e di commissionare ulteriore ricerca. Forse, nonostante i motivi di incertezza indicati dagli esperti, questa situazione sta cambiando e una regolamentazione, unita a specifici consigli ai consumatori, diventa possibile. Fino al 2002, non si sapeva che questa sostanza tossica si forma spontaneamente negli alimenti cotti ad alte temperature (fritti o in forno), soprattutto se ricchi di amido. I produttori di alimenti potenzialmente a rischio di contaminazione dovrebbero approfondire l'argomento, prima di tutto a livello analitico e anche a livello di produzione. Anche le altre conclusione del JEFCA sono rilevanti per l'industria. Rispetto all'acrilammide, il consiglio generale per i consumatori è di evitare cotture in forno a temperature molto elevate e di considerare di bollire gli alimenti, invece di friggerli, almeno in alcuni casi. Anche per altri motivi, è consigliabile limitare il consumo di patate fritte.

Links:

3. Letali e ignote come le biotossine algali

La presenza di saxitossina in molluschi bivalvi può essere considerata sicura solo se inferiore a 0,17-0,11 mg/kg di mollusco, secondo un gruppo di esperti riuniti recentemente dalla FAO (Organizzazione per l'Agricoltura e la Nutrizione delle Nazioni Unite); questo livello è otto volte inferiore a quello in vigore nel Nord America e non può essere verificato con le metodiche attuali (che utilizzano topi). Queste sono alcune delle numerose conclusioni il cui scopo è fornire al Codex Alimentarius indicazioni per stabilire standard internazionali. Gli standard dovrebbero riguardare concentrazioni massime delle tossine, metodi analitici e piani di prevenzione. Gli esperti sono riusciti a fissare i valori di riferimento solo per l'intossicazione acuta per AZA  (Azaspiracid), OA (Acido Ocadaico), STX (Saxitoxian), DA (Acido Domoico) e YTX (Yessotossine), mentre per gli effetti a lungo termine i dati sono stati ritenuti insufficienti. Tra l'altro gli esperti non hanno potuto ancora valutare tutti i dati, né prendere in considerazione gli effetti della cottura. Per quanto riguarda i metodi di analisi, gli esperti ritengono che un metodo per analizzare tutte le tossine contemporaneamente sia molto difficile da mettere a punto.

** Le biotossine algali sono un pericolo presente anche in Italia, la cui importanza è stata riconosciuta appieno solo negli ultimi anni. La consultazione FAO ha evidenziato come molti dati e metodi analitici siano mancanti; è probabile che l'abbassamento dei livelli ritenuti sicuri sarà oggetto di discussione nell'organo politico che è il Codex. Tuttavia, per esempio per la saxitossina, va ricordato che, rispetto al livello stabilito. solo a livelli superiori dalle dieci alle cento volte si dovrebbero poter avere i sintomi più gravi e fatali. Per chi commercia o controlla i molluschi, questo rapporto è sicuramente da conoscere ed approfondire.

Links:

4. Caciocavallo silano: frode DOP

31 quintali di caciocavallo sono stati sequestrati in Basilicata per via dell'etichettatura contraffatta. Le forme stavano per essere immesse in commercio con la denominazione comunitaria protetta di “Caciocavallo silano Dop”, senza aver ottenuto la certificazione prevista. Il titolare del caseificio è stato denunciato per frode in commercio. Inoltre, il prodotto veniva stagionato in locali privi di autorizzazione sanitaria. Il sequestro è opera di Guardia di Finanza e Ispettorato centrale repressione frodi (ICRF).

**  I prodotti DOP sono spesso oggetto di contraffazione. Chi, a livello commerciale, acquista prodotti DOP, dovrebbe accertarsi della conformità del prodotto, anche attraverso i consorzi di tutela. Purtroppo non tutti i consorzi permettono rapidi controlli anche a mezzo Internet.

Links:

5. Campylobacter: il peggiore dei patogeni alimentari, ora trasmesso anche da una mosca

La malattia trasmessa da alimenti che ha causato negli ultimi anni il maggior impatto sanitario in Inghilterra è stata l'infezione da Campylobacter. La salmonellosi ha causato il maggior numero di morti: 209 all'anno. Per anno, invece Campylobacter ha causato 160 mila visite mediche e 15 mila ricoveri ospedalieri all'anno. Dal 1996 al 2000, i casi totali di malattie trasmesse dagli alimenti sono risultati quasi due milioni all'anno, escludendo i turisti di ritorno dall'estero. Di questi due milioni annui, ventiduemila sono stati ricoverati in ospedale e circa settecento sono morti. Il più importante veicolo è risultata la carne di pollo contaminata, con circa 400 mila casi annui, un rischio pari a 111 casi per milioni di porzioni consumate, un tasso di mortalità di 35 morti ogni 100.000 casi e con 141 morti in totale. La carne rossa (manzo, agnello e maiale) ha contribuito pesantemente alle morti, nonostante il più basso livello di rischio rispetto alla carne di pollo (287485 casi, rischio pari a 24 casi per milione di porzioni consumate, tasso di mortalità di 57 morti per 100.000 casi e 164 morti totali).

Sempre a proposito di Campylobacter è stato recentemente scoperto che le mosche sono in grado di trasmettere questo patogeno. Uno studio recente ha evidenziato che, esaminando i dati su larga scala, si può notare come i cicli epidemici seguano quelli di sviluppo delle mosche.

** Almeno in Inghilterra, ridurre l'impatto sulla salute delle malattie trasmesse dagli alimenti implica prima di tutto tenere sotto controllo la carne di pollo. Se i dati riguardanti le mosche venissero confermato, il controllo della campilobatteriosi significherebbe prima di tutto tenere sotto controllo questi insetti, impresa non facile in contesti domestici, di vendita al dettaglio e di ristorazione. Mentre il dato sulle mosche dovrà essere confermato, i dati inglesi, per quanto non direttamente estrapolabili all'Italia, sono di grande interesse perché permettono di valutare meglio i pericoli presenti negli alimenti. Per esempio, gli alimenti di origine animale si confermano estremamente importanti, nonostante gli episodi segnalati rispetto all'ortofrutta.

Links:

6. Trichinella: grande ritiro di carne dal mercato in Lituania ed evitato possibile rischio per l'Italia

Fra il 15 e il 21 febbraio, in Lettonia, 19 persone hanno contratto trichinellosi dopo aver consumato carne acquistata al mercato centrale della capitale, Riga. Il Servizio Alimentare e Veterinario lettone (Food and Veterinary Service FVS) ha vietato la vendita di carne di maiale affumicata, salata e marinata presso lo stesso mercato. Tutti i pazienti, che vivono a Riga, avevano mangiato pancetta affumicata comprata al mercato centrale di Riga in gennaio ed in febbraio. Vari campioni di carne sono attualmente all'esame delle autorità. Nel 2003, erano stati riportati 11 casi di trichinellosi in Lettonia, legati a due distinti episodi.

** I sintomi della trichinellosi sono generalmente lievi e durano alcuni mesi; le infezioni più gravi possono anche essere fatali. Numerosi casi in Europa Occidentale sono stati collegati ad importazione da paesi dell'Est. Secondo un commentatore, in questo caso, potrebbe anche trattarsi di carne di cinghiale venduta come maiale; più probabilmente si tratta di maiali scarsamente controllati dal punto di vista sanitario. Per chi importa o acquista carne dai paesi dell'Europa dell'Est, è importante predisporre controlli adeguati e, se possibile, procedere ad una cottura completa delle carni.

Links:

7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 9/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici
  • I coloranti Sudan continuano ad essere alla ribalta in prodotti provenienti dal Regno Unito e dal Ghana
  •  Le alghe provenienti dall'Estremo Oriente sono state trovate anche in Germania con livelli eccessivi di iodio. Per informazioni complete (ma non sullo iodio) sui rischi relativi a preparati medicinali provenienti dall'Estremo Oriente segnaliamo un recente rapporto dell'Istituto Superiore della Sanità (formato pdf)
  • Le autorità norvegesi continuano a segnalare la presenza di Listeria in salumi importati dalla Spagna e ora anche dall'Italia
  • Numerose segnalazioni di Salmonella coinvolgono diversi sierotipi. La segnalazione proveniente dall'Italia è purtroppo priva di alcun dettaglio sia scientifico che utile per caratterizzare il ritiro dal commercio
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
21/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsicce per barbecue Regno Unito Norvegia
21/02/2005 Presenza di acido cianidrico Noccioli di albicocca amari (coltura selvatica, Pakistan-Hunza) Pakistan via Germania Austria
21/02/2005 Livelli eccessivi dell'insetticida methidathion Kiwi Grecia Olanda
23/02/2005 Livelli eccessivi di iodio Alghe secche Repubblica di Corea Germania
23/02/2005 Presenza del patogeno Salmonella Filetto di pollo surgelato Polonia Svezia
23/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Olio di palma Ghana Germania
23/02/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne trita bovina surgelata Italia Italia
24/02/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Chorizo (salume spagnolo) Spagna via Danimarca Norvegia
24/02/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Chorizo (salume spagnolo) Spagna via Danimarca Norvegia
24/02/2005 Presenza di pezzi di metallo Cialde Belgio Belgio
24/02/2005 Presenza del patogeno Salmonella Dublin Filetto surgelato Olanda Norvegia
24/02/2005 Livelli eccessivi di vitamina D Latte in polvere per neonati per scopi medici speciali Finlandia Finlandia
24/02/2005 Presenza dei patogeni Listeria monocytogenes e Salmonella kedougou Chorizo fresco (salume spagnolo) Spagna via Danimarca Norvegia
25/02/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salsicce Italia via Danimarca Norvegia
25/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa ricca al gusto di frutta e sottaceti dolci speziati Regno Unito Regno Unito
25/02/2005 Presenza del patogeno Salmonella newlands Linguette di maiale surgelato Olanda Lituania
26/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa Worcester Regno Unito Regno Unito
26/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa Worcester Regno Unito Regno Unito
26/02/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Salsa Worcester Regno Unito Regno Unito

 

Archivio - Gennaio 05 ] Archivio - Marzo 05 ] Archivio - Aprile 05 ] Archivio - Giugno 05 ] Archivio - Maggio 05 ] Archivio - Luglio 05 ] Archivio - Settmbre 05 ] Archivio - Ottobre 05 ] Archivio - Novembre 05 ]


Sito creato e gestito da Hylobates Consulting s.r.l.