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Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli
avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove
tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere
discussi in forma ragionata.
L'iscrizione è gratuita. I contenuti
del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri
arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.
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Sommario
1.
Editoriale
Secondo un'indagine inglese, solo una
ridotta percentuale dei campioni di peperoncino risulta non
conforme per quanto riguarda il contenuto in aflatossine e
pericolosa per quanto riguarda il contenuto in ocratossina
A. Sempre in Inghilterra, è stata indagata, in sistemi
modello, la capacità dei ceppi probiotici in prodotti in
commercio di raggiungere l'intestino e di moltiplicarsi in
quella sede: la selezione dei ceppi non sembra ancora
adeguata. Il Ministero della Salute ha intanto proibito la
vendita e l'impiego di cinque sostanze attive di
fitofarmaci, secondo il principio di precauzione, perché
tossici per la riproduzione. 31 persone sono state colpite
ad Hong Kong da avvelenamento da ficotossine. Uno studio
americano evidenzia invece che la contaminazione esterna
all'imballaggio delle carni può essere notevole e quindi
rappresentare un'importante fonte di contaminazione
crociata.
Per quanto riguarda le allerta europee,
riportiamo un aggiornamento sul latte per l'infanzia di
marca Picot contaminato da Salmonella Agona (http://www.sicurezzadeglialimenti.it/archivio.htm#marca_Picot),
esportato anche verso l'Italia.
Inoltre, poiché ci siamo resi conto
della difficoltà di concentrare tutte le notizie importanti
in materia di sicurezza degli alimenti in cinque coomenti,
riportiamo altre notizie, non commentate, in una rubrica che
abbiamo intitolate "E inoltre....".
Speriamo possa esservi utile.
Infine, cogliamo l'occasione per
segnalare i corsi di Hylobates per la primavera 2005, i cui
programmi sono disponibili al link
http://www.hylobates.it/formazionespecialistica.htm
2. Aflatosine e ocratissina A
non preoccupano, almeno nelle spezie (inglesi)
In Inghilterra la maggior parte delle
spezie in commercio contiene livelli di aflatossine
inferiori ai limiti di legge per le spezie e livelli di
ocratossina A inferiori alla dose quotidiana tollerabile per
l'uomo (nelle spezie, per questa micotossina attualmente non esistono
limiti di legge). E' il risultato di un'indagine delll'autorità di sicurezza alimentare inglese (FSA,
Food Standards Authority) che ha comportato l'analisi di 61
campioni di spezie tra cui peperoncino in polvere, paprika e
peperoncino di Cayenna. Il campionamento è avvenuto in
magazzini, distributori di alimenti, supermercati e piccoli
negozi. I campioni dei prodotti sono stati analizzati con HPLC. Solo 4
campioni superavano i limiti di legge (5 μg/kg per l'aflatossina B1); 3
di questi superavano anche i limiti di 10 μg/kg per le aflatossine totali. Sono stati trovato solo 2 campioni che
contenevano livelli di ocratossina A che potevano risultare
superiori alla dose quotidiana tollerabile; uno di questi
conteneva anche aflatossine sopra i livelli di legge. Su
pressione della FSA, tutti
i prodotti non conformi sono stati ritirati dalla catena alimentare.
L'indagine è stata un'opportunità per mettere a punto le
procedure, nella filiera delle spezie, per
assicurare che i prodotti rispettino i limiti legali e
accertare che l'industria sia ben disposta verso futuri limiti
europei anche sull'ocratossina
A.
** I risultati di questo studio sono
confortanti rispetto all'allarme arrivato alcuni mesi fa dalle
autorità ungheresi sui livelli di aflatossine nella paprika;
non sono immediatamente estendibili all'Italia, benché
l'origine dei prodotti sia simile a quella delle importazioni
italiane (soprattutto India). Per chi si occupa di HACCP
applicato alle spezie è interessante la
lettura del documento, anche per valutare la risposta data
dalle aziende alle autorità (le lettere sono pubblicate
insieme ai risultati delle analisi). Per chi produce, importa o distribuisce
spezie è importante mantenere un monitoraggio accurato,
anche in presenza di documentazione di conformità
dal paese terzo e introdurre un controllo sulla ocratossina A. Per i consumatori, al momento, il principale
consiglio è di evitare spezie in cattivo stato di
conservazione.
Links:
3.
Probiotici: ceppi batterici all'altezza del compito?
I batteri introdotti nel sistema
digestivo umano attraverso l'assunzione dei prodotti
alimentari con probiotici non fanno aumentare il numero totale
di batteri nell'intestino umano. Inoltre, non tutti i ceppi
batterici utilizzati in questi prodotti sopravvivono
al passaggio attraverso l'intero sistema digestivo umano.
Anche se alcuni
ceppi resistono al passaggio nello stomaco spesso non
riescono a sopravvivere nell'intestino inferiore e
superiore. Lo studio che ha portato a questa scoperta è
stato condotto da scienziati del laboratorio dell'università
di Reading, su modelli in vitro. Sono stati testati 11 differenti prodotti
probiotici, tra cui prodotti di uso quotidiano come yogurt e
succhi di frutta contenenti batteri vivi e preparazioni
disidratate sotto forma di pastiglie, capsule o in polvere.
Lo studio ha valutato se e dove sopravvivono e si
moltiplicano i batteri; non è stato invece indagato l'effetto sulla salute. 30 ceppi probiotici su 35 analizzati risultavano
sopravvivere alle condizioni gastriche simulate (pH = 1-3)
anche dopo un'incubazione di 20 minuti. La resistenza ai
sali biliari ha invece dato risultati meno uniformi,
dimostrando che alcuni ceppi di questi batteri hanno un'alta
sensibilità agli enzimi pancreatici.
** Secondo il Ministero della Salute,
"il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che
si dimostrano in grado, quando vengono ingeriti, di
esercitare funzioni benefiche per l’uomo". Sembra difficile
che quest'azione possa esplicarsi senza che i batteri siano
in grado di sopravvivere nell'intestino e di moltiplicarvicisi. Anche se
effettuata solo in
sistemi modello, la ricerca è
molto interessante e ha generato dati utili per chi intenda
utilizzare probiotici nei propri prodotti o intenda
verificare a priori la probabile efficacia di un prodotto
(in generale, Lactobacillus plantarum ha dimostrato la
migliore capacità di colonizzazione seguito da L. pentosus,
L. casei shirota e L. reuterii). Anche i modelli sviluppati
possono essere utili in fase sperimentale.
Links:
4.
Sui fitosanitari tossici per la riproduzione, l'Italia sceglie la precauzione
Carbendazim, dinocap, vinclozolin,
warfarin e flusilazolo (o flusilazol), sostanze attive impiegate nella
composizione di prodotti fitosanitari sono state
recentemente riconosciute come
tossiche per la riproduzione; il carbendazim presenta anche effetti genotossici. Questa è la
motivazione con cui il Ministero della Salute, in base al
principio di precauzione, con cinque
decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 14, 15 e 16
marzo 2005, ha sospeso con effetto immediato le
autorizzazioni all'immissione in commercio e all'impiego dei
prodotti fitosanitari composti da questi principi attivi
(sono concessi 90 giorni alle imprese per ritirare il
prodotto dal mercato). L'Unione Europea sta riesaminando
queste sostanze attive, ma non ha ancora espresso un parere
su questi composti. Secondo la Commissione, l'Italia poteva
mantenere in commercio i prodotti fino alla decisione
europea, ma in base al principio di precauzione il Ministero
ha deciso di proibirne l'uso.
** Questo è uno dei primi effetti
degli studi a largo raggio che hanno riesaminato molte
sostanze chimiche prodotte in grandi quantità, ma la cui
tossicità era ancora poco nota. Oltre che per gli esseri
umani, questi composti comportano anche notevoli problemi
ambientali. Se verranno sostituiti da prodotti meno tossici,
vi sarà sicuramente un progresso nella qualità degli
alimenti. è
importante che i prodotti rimanenti siano rimossi realmente
e rapidamente dal mercato, mentre restano immutate le norme
sui residui. Si saprà solo nei prossimi mesi quale sarà l'orientamento
europeo. Per gli utilizzatori di fitofarmaci, è necessario
interrompere immediatamente l'uso di questi composti.
Links:
5.
Frutti di mare alle alghe tossiche: a Hong Kong 31 persone
avvelenate
A Hong Kong 31 persone sono state
colpite da intossicazione dopo aver mangiato dei pettini (o capesante)
contaminati. 19 hanno ricevuto trattamenti medici ma non
sono state ricoverate in ospedale. Tutti i pazienti
hanno mostrato i sintomi di avvelenamento da ficotossine,
in particolare vertigini, vista confusa, dolori
agli arti e spasmi. Le autorità hanno
consigliato di non mangiare frutti di mare freschi. Si
ritiene che il prodotto contaminato provenisse dal Vietnam.
Dati epidemiologici sull'importanza
degli avvelenamenti da ficotossine sono stati recentemente
riassunti su Lancet
Neurology. Sulle coste del Pacifico il numero di casi di
intossicazioni da frutti di mare ha superato i 1200 casi
ogni 100.000 persone all'anno. Questi casi si sono
verificati anche tra turisti. In particolare, nel caso della ciguatera, gli effetti
neurologici predominano nella regione Indo-Pacifica mentre
quelli gastrointestinale sono più frequenti nei Caraibi. Per
quanto riguarda la mortalità, l'avvelenamento da tetrodotossina
(legata al consumo di pesce palla) è la causa di morte per avvelenamento da
prodotti marini più comune. In genere si riscontra in Asia sudorientale e
in Giappone. Infine, la forma più comune, il PSP (Paralytic
Shellfish Poisoning), arriva a costituire l'1,1 % delle
malattie di origine alimentare negli USA.
** Mangiare frutti di mare che
contengono tossine algali può avere effetti neurologici e
gastrointestinali molto seri. Le ficotossine sono quindi un pericolo che
va tenuto sotto stretto controllo, come avviene in Italia
per opera del Centro di riferimento di Cesenatico. I controlli devono
essere continui anche sui prodotti importati, per evitare
una patologia grave. Per i consumatori, è importante
ricordare che la cottura non elimina questo tipo di
tossicità.
Links:
6. Carne cruda: attenzione all'igiene della confezione
L'imballaggio esterno delle carni crude
è un veicolo di contaminazione crociata potenziale per
Campylobacter, salmonelle ed Escherichia coli, sia nei
luoghi di vendita, sia nelle case dei consumatori. In un
recente studio, su 3662 campioni, l'imballaggio esterno
della selvaggina si è dimostrato contaminato da
Campylobacter più spesso (3,6% dei campioni di questo tipo),
seguita dal pollo crudo (3,0%), dall'agnello (1,6%), dal
tacchino (0,8%), dal maiale (0,2%) e dal manzo (0,1%) La superficie esterna degli imballaggi termosaldati è risultata meno frequentemente contaminata da
Campylobacter ed E. coli rispetto ad altri tipi di
imballaggi (come ad esempio gli imballaggi in carta,
i semplici sacchetti e la chiusura con nastro adesivo). Salmonella è stata rilevata su due campioni (<
1%) di imballaggio esterno (entrambi di carne di pollo),
mentre Campylobacter è stato trovato in totale su 41 campioni (1,1%).Escherichia coli (un indicatore di contaminazione fecale) è
stato rilevato nel 4% dei campioni di carne con livelli
compresi tra 40 e 105 UFC (unità formanti colonie) per
tampone.
** Il ruolo dell'imballaggio nella
contaminazione crociata è stato da tempo sospettato; ora
arrivano dei dati quantitativi. E'interessante notare come
E. coli non sia affatto adatto a stimare il rischio,
rispetto al molto più comune Campylobacter. Per la
distribuzione sarebbe utile valutare se un secondo strato di
buste potrebbe essere utile a proteggere i consumatori, come
fanno i supermercati in America. Per i laboratori dove avviene il confezionamento sarebbe importante identificare le pratiche
per minimizzare questa contaminazione. Infine, per il
consumatore, è necessario tenere le confezioni di carne
separate dagli altri alimenti, durante la spesa, nelle buste
e nei frigoriferi; le confezioni vanno manipolate con le stesse
precauzioni della carne cruda.
Links:
7.
E inoltre:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 12/2005.
Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento
della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno
ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento
non sono generalmente disponibili informazioni più
specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per
esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di
disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa
lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori
devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese.
Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo
autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio
Commenti specifici
-
Per quanto riguarda il latte per l'infanzia di
marca Picot, al 12 marzo 2005 36 bambini francesi di
età compresa tra un mese e 11 mesi sono stati
identificati con salmonellosi collegata al latte per
l'infanzia. Sono tutti guariti, dopo che poco meno della
metà circa era stata ricoverata in ospedale. Uno studio
caso-controllo ha fortemente implicato il latte di marca
Picot; campionamenti ambientali e sul latte hanno poi
confermato la presenza di Salmonella in quattro tamponi
ambientali, presi nello stabilimento, ed uno di latte.
Il latte è stato esportato in Italia, Finlandia e fuori
dall'Unione Europea. Le autorità italiane e finlandesi
non hanno ritenuto opportuno fornire ulteriori dettagli.
In caso di vomito e diarrea sopratutto se, ma non solo,
con sangue (sintomi associati alla Salmonellosi nei
bambini), si consiglia ai genitori di consultare
immediatamente un medico.
Ulteriori dettagli, in lingua francese, al link
http://www.invs.sante.fr/display/?doc=presse/2005/le_point_sur/salmonellose_250305;
la notizia originale si trova qui
- Per quanto riguarda l'Italia, gli alimenti oggetto
di allerta sono risultati essere una salsa al pomodoro
(muffe e insetti, probabilmente un problema isolato) e
ancora il Sudan I in olio al peperoncino (si tratta in
particolare di olio di vinaccioli esportato in Germania)
|
Data |
Motivo dell’allarme |
Prodotto e lotto (se disponibile) |
Paese di origine del prodotto |
Paese che ha trovato il problema |
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14/03/2005 |
Presenza di muffe e insetti |
Salsa di pomodoro |
Italia |
Belgio |
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14/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
spp |
Fritto misto di pesce aromatizzato surgelato |
Tunisia |
Italia |
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14/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
Agona |
Latte per l'infanzia e di proseguimento (marca:
Picot; tutti i lotti) |
Francia |
Francia |
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14/03/2005 |
Livelli eccessivi delle tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Peperoncino di Cayenna |
Turchia via Olanda |
Regno Unito |
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15/03/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Lonza di maiale |
Olanda |
Francia |
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15/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
spp |
Pollo
surgelato |
Polonia |
Svezia |
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15/03/2005 |
Presenza dei colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan
4 |
Olio di palma naturale zomi |
Ghana via Belgio |
Germania |
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15/03/2005 |
Residui di farmaci veterinari vietati nitrofurano (metabolita)
- nitrofurazone (SEM) |
Gamberi surgelati (Macrobrachium rosenberghii) |
Bangladesh |
Belgio |
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16/03/2005 |
Presenza dei colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan
1 |
Olio di vinaccioli al peperoncino |
Italia |
Germania |
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16/03/2005 |
Livelli eccessivi delle tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Pistacchi |
Paesi di origine non menzionati via Spagna |
Portogallo |
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16/03/2005 |
Presenza dei colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan
1 |
Marinata fatta con la salsa di Worcester |
Germania |
Germania |
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17/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
spp |
Carne di cinghiale magra disossata |
Stati Uniti via Belgio |
Italia |
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17/03/2005 |
Livelli eccessivi di nitrito, fluoruro, bario e
boro |
Acqua da tavola con aggiunta di anidride
carbonica |
Georgia |
Germania |
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18/03/2005 |
Livelli eccessivi delle tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Pistacchi arrostiti e salati |
Spagna |
Germania |
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18/03/2005 |
Livelli eccessivi di iodio |
Alghe |
Repubblica di Corea via Olanda |
Germania |
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18/03/2005 |
Presenza di muffe |
Acqua minerale naturale
alla frutta |
Francia |
Germania |
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18/03/2005 |
Presenza del parassita Anisakis
|
Rana pescatrice (Lophius piscatorius) |
Regno Unito |
Italia |
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18/03/2005 |
Livelli eccessivi di piombo |
Aglio in polvere |
Cina via Regno Unito |
Belgio |
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18/03/2005 |
Presenza dell'idrocarburo
aromatico policiclico (PAH) benzopirene |
Pesci del genere Arius |
Suriname via Olanda |
Irlanda |
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18/03/2005 |
Livelli eccessivi di nitrati |
Lattuga |
Lituania |
Lituania |
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Sommario
1. Editoriale
Il problema delle frodi non è affatto risolto in
Italia: lo testimonia la recente vicenda del latte in Lombardia. Questo
episodio rivela, da una parte, come resti problematico anche per
importanti realtà produttive estendere i controlli a tutta la filiera e
come le autorità italiane siano, dall'altra, ancora restie a garantire
una comunicazione trasparente con il pubblico. Nello stato di New York
(USA), si stanno osservando numerosi episodi di tubercolosi legati al
consumo di formaggio ottenuto in maniera non idonea dal latte crudo; a
volte, l'esito è tragico. Un risultato confortante viene da uno studio
svedese sul legame tra acrilamide e tumori al seno: non sembra esserci
un'associazione significativa. Nel nuovo programma di controlli sugli
alimenti, la Commissione Europea pone l'accento su Listeria
monocytogenes e sui modificatori della ritenzione idrica nel pollame. A
Londra, intanto, un chiosco che vende (vendeva?) kebab, il tipico panino
di carne mediorientale, ha causato oltre cento casi di Salmonellosi (sierotipo
Enteritidis).
Per quanto riguarda la
notizia delle Filippine
pubblicata sul numero precedente del nostro settimanale,
contrariamente a quanto anticipato, si sospetta una contaminazione da pesticidi, in particolare le
analisi hanno rivelato tracce di organofosfati e carbammati.
2.
Latte fraudolento e NAS all'attacco
La Direzione distrettuale Antimafia di Milano ha bloccato
una vasta attività di sofisticazione di latte alimentare. Da circa cinque
anni, un'aziende lombarda acquistava in Francia latte, spesso scaduto, e lo
allungava con acqua e permeato (il residuo della microfiltratura) per
fornirlo a grandi aziende. La scoperta è avvenuta casualmente nell'ambito di
un'inchiesta sul riciclaggio di denaro. L'azienda incriminata è la "Centro
Latte Mantova srl” di Roverbella (Mantova), che acquistava localmente solo
il 2,5% del latte, mentre importava il resto dall'estero. Al momento del
sequestro i dodici silos dell'azienda contenevano 500 mila litri di latte,
per una produzione dai tre ai seimila quintali di latte al giorno. La
società intermediaria era la Agricomex srl, di Milano (in data 8/2/05 la
società è stata sequestrata, con stabillimento a Roccafranca (BS), dove
risulta anche produzione di prodotti per pasticceria, mentre la società
francese di Moyon, in Normandia, era la “Delice de Lait”. Francesco Pergola,
45 anni, figlio di Pasquale Pergola, è stato apparentemente l'ideatore della
truffa. L'intermediario francese era Pascal Devaux, mentre il lavoro sul
campo era svolto dai fratelli Marco e Claudio Tellini. La redditività
dell'impresa è dimostrata anche dalla costruzione di un secondo stabilimento
ad hoc (a Ludriano, BS). Risulta coinvolto anche un dipendente della
SterilGarda, il cui compito era di omettere i controlli e diffondere il
prodotto. In base all'ordinanza del Gip, le "modalità igienico sanitarie"
erano "tali da rendere i prodotti finali pericolosi per la salute pubblica",
ma su questo aspetto non sono ancora note le conclusioni dell'ICRF (Istituto
Centrale Repressione Frodi). Non è noto alcun effetto avverso, né le
autorità hanno ritenuto opportuno ritirare prodotti dal commercio o rendere
note le marche coinvolte. Sarebbero coinvolte 5-6 società di distribuzione.
Il latte veniva venduto come normale latte UHT. La Regione Lombardia ha
varato un programma di controlli supplementari sul settore del latte.
Tra il 7 e il 12 Marzo 2005, tra le varie operazioni dei
NAS, è da annoverare il sequestro, nel Salernitano, di un deposito di circa
6000 metri quadrati in cui erano conservate carni, latticini, dolciumi e
salumi in pessimo stato; sono stati rinvenuti anche prodotti per l' infanzia
le cui date di scadenza erano grossolanamente contraffatte. Il valore
complessivo della merce è stato stimato in due milioni di euro. I controlli
dei NAS sui prodotti alimentari a livello nazionale hanno anche portato alla
chiusura di sette panifici e una pescheria per gravi carenze igieniche, alla
messa sotto sequestro di un'azienda produttrice di capperi; l'attività di
tre ristoranti è stata sospesa. I carabinieri hanno anche sequestrato 13
mila bottiglie di prosecco, 4 mila ettolitri di vino, 12 mila bottiglie
d’acqua minerale, 35 chili di prodotti alimentari scaduti, 12 mila bottiglie
di birra, 600 lattine di vino e 180 bottiglie di salsa di soia. Inoltre è
stato sequestrato un intero deposito di alimenti e una cisterna da 214 litri
di latte fresco di un allevamento colpito da brucellosi. In ambito
zootecnico, i NAS hanno sequestrato 429 capi di bestiame (tra cui ovini e
caprini) che non erano stati sottoposti ai piani di risanamento per le
malattie infettive, un intero allevamento al quale era stato somministrato
betametasone, sostanza farmacologica non consentita, e un'azienda agricola
che utilizzava medicinali scaduti o non autorizzati.
** Le truffe non sono un problema debellato nel nostro
Paese. I controlli effettuati da un'azienda in ambito HACCP non possono
limitarsi alla sicurezza degli alimenti, ma devono escludere anche pratiche
fraudolente; questi controlli comprendono un'approfondita conoscenza dei
fornitori e della storia del prodotto. Senza questo sistema, il concetto di
rintracciabilità perde senso. Nell'episodio lombardo, che si era verificato
con modalità simili anche nel recente passato, si può notare che i controlli
sia ufficiali che privati sono stati totalmente carenti. Inoltre, le
autorità si sono mosse forse con ritardo (l'Agrimex è stata posto sotto
sequestro un mese prima degli stabilimenti), hanno protetto l'identità delle
aziende di distribuzione coinvolte, hanno ritenuto che i consumatori non
andassero né informati sugli esiti analitici (ottenuti con notevole ritardo)
né tutelati da un prodotto che se non nocivo è chiaramente contraffatto. Dal
punto di vista della stampa, la notizia è stata seguita per soli cinque
giorni, creando un allarme senza comunicare ai lettori l'esito della
vicenda. Nel caso dei NAS, le informazioni sono ancora più scarne. Non si
tratta di comportamenti eticamente accettabili, né adatti a sviluppare una
filiera italiana di reale sicurezza e qualità, né, infine, a formare un
pubblico maturo. In ogni caso, è importante per le aziende prevedere
l'ipotesi frode e tutelarsi attraverso controlli analitici e sulla filiera.
Per il consumatore, le possibilità di tutela sono limitate.
Links:
3.
Tubercolosi e formaggio: FDA, attenzione ai prodotti caserecci
Un neonato di 15 mesi è morto e dozzine di newyorkesi
hanno contratto la tubercolosi dopo aver mangiato latte crudo (non
pastorizzato) o formaggio fatto con latte crudo che era contaminato dagli
agenti batterici delle tubercolosi. I prodotti sono stati importati dal Messico, in particolare il
formaggio fresco (queso fresco), e contenevano probabilmente, Mycobacterium
bovis, che è causa della tubercolosi zoonotica. I pazienti intervistati
dalle autorità hanno dichiarato
di aver comprato il formaggio da parenti o amici che lo portavano dal
Messico, anche se non si esclude un ruolo di grossisti messicani di Brooklyn e Queens. Secondo la FDA, alcuni tipi di formaggio
a pasta molle ottenuto da
latte crudo sono un rischio per la salute, in particolare per
categorie a rischio come donne incinte, neonati, anziani e soggetti imunocompromessi. Negli USA,
questi prodotti provengono principalmente da Messico e Paesi dell'America
Centrale. Nel quadriennio 2001-2004 si stima che almeno 35 persone, tra cui 22 adulti e
13 bambini, abbiano contratto la tubercolosi in questo modo nello stato di
New York. Mentre i caseifici professionali utilizzano latte crudo
proveniente da allevamenti controllati e lo stagionano per almeno 60 giorni,
la situazione a livello di produzioni domestiche (il cosiddetto formaggio
della "vasca da bagno") è totalmente diversa.
** Mycobacterium bovis colpisce principalmente i
bovini, ma può colpire anche altri animali, compreso l'uomo. Al
contrario di quella causata da M. tubercolosis, la tubercolosi zoonotica non si localizza
nei polmoni, di norma, ed è quindi meno contagiosa. Non è chiaro quanto
sia contagioso l'agente della tubercolosi implicato in questi episodi,
mentre è certo che molti messicani importano il formaggio crudo per vie
illegali dal Messico. In Italia la percentuale di allevamenti in cui la
tubercolosi è ancora presente è inferiore all'1%; sono in corso numerosi
sforzi per eradicare completamente questo patogeno, come è già avvenuto
in altri paesi e in alcune regioni/province. La caseificazione,
soprattutto con latte crudo, deve essere operata scrupolosamente. Non è
consigliabile vendere o consumare formaggi di dubbia provenienza. Questo
tipo di episodio potrebbe replicarsi in Italia nelle nostre comunità di
immigrati.
Links:
4.
L'acrilamide aumenta il rischio di tumori? Non per quelli al seno
La quantità di acrilamide assunta attraverso la dieta in
Svezia non è associata a un aumento del rischio di tumori al seno. Questo è
il risultato di uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori della
facoltà di
Sanità Pubblica di Harvard e dell'Istituto Karolinska di Stoccolma
in Svezia.
Lo studio ha rivelato che la media giornaliera di assunzione di acrilamide
tra i soggetti studiati era di 25,9 ug (microgrammi) al giorno. Inoltre, meno
dell'1,5 % delle donne consumava più di 1 microgrammo di acrilamide per
kg di peso corporeo al giorno, una quantità spesso usata nei
modelli di valutazione del rischio. I cibi che sono risultati contribuire
maggiormente all'assunzione di questa sostanza si sono rivelati il caffè (54 %
della dose di acrilamide), le patate fritte (12 % della dose) e il pane
croccante (9 % della dose). Nello
studio sono state coinvolte 43000 donne, tra cui 667 casi di tumore al seno.
La quantità di acrilamide consumata è stata stimata sulla base di
questionari distribuiti alle donne nel 1991. mentre il loro stato di salute
è stato seguito fino al 2002.
** Questo è il primo studio prospettico sugli
effetti dell'acrilammide nell'uomo (che cioè ha prima valutato l'ingestione
dell'acrilammide e poi verificato se si verificavano casi di tumore). Studi
precedenti (di tipo diverso, cioè caso-controllo), sui tumori alla vescica,
all'intestino crasso e ai reni, avevano allo stesso modo dato esito
negativo. Contrariamente a quanto anticipato la scorsa settimana, dunque,
sembra che il rischio per l'uomo sia più basso di quanto
temuto. Ovviamente i risultati si riferiscono alla dieta svedese ed è stato
esaminato solo un tipo di tumore; inoltre, non sono state esaminate implicazioni neurologiche
sospettate ma non ancora studiate nell'uomo.
Links:
5.
Formaggi, insalate e pollame da controllare secondo la UE
Ricercare Listeria monocytogenes in formaggi a base di
latte pastorizzato e insalate miste; controllare la qualità e
l'etichettatura delle carni di pollame cercando gli agenti di promozione
della ritenzione idrica; controllare gli alimenti destinati ai lattanti per quanto
concerne i tenori di nitrato e patulina; queste sono le indicazioni della
recente Raccomandazione del 1 Marzo 2005 sui controlli sugli alimenti. L'UE
raccomanda agli Stati Membri di garantire una frequenza di campionamento
tale da offrire un quadro generale dei pericoli identificati e, per una
migliore comparabilità dei dati, di fornire le informazioni richieste
secondo delle schede di registrazione fornite negli allegati. Infine L'UE raccomanda agli
Stati che i prodotti alimentari da
analizzare devono essere mandati a laboratori ufficiali conformi
all'articolo 3 della direttiva 93/99/CEE (cioè, accreditati secondo la
norma ISO 17025) e che solo in caso di non
disponibilità di tali laboratori, essi possono rivolgersi ad altri
laboratori idonei ad eseguire le analisi.
** Un programma uniforme per valutare i pericoli
presenti in tutta Europa è una buona idea, ma dovrebbe tenere conto delle
differenze tra gli Stati Membri. Inoltre, nell'intento di lasciare una
sufficiente libertà agli Stati, la Commissione suggerisce semplicemente le
metodiche analitiche e i piani di campionamento, con il rischio di risultati
poco confrontabili. Gli effetti di questa
raccomandazione, benché interessanti, saranno tutti da valutare a fine 2005,
soprattutto relativamente alla presenza di Listeria nei formaggi. Per il
settore dei controlli alimentari è un riferimento molto importante. Anche
per i laboratori di autocontrollo sono offerti alcuni elementi interessanti
sulle metodiche di campionamento.
Links:
6. Anche i
taekaway di Londra sono a rischio salmonella
Lo scorso Febbraio circa 195 persone sono state
ricoverate all'ospedale a causa di un avvelenamento alimentare dopo aver
mangiato ad un takeaway che vendeva kebab a Londra. Per 87 è
stata confermata l'infezione da Salmonella Enteritidis PT 1, mentre
per altri 12 casi positivi per Salmonella non è ancora noto il sierotipo. Non si sa ancora quali alimenti abbiano
veicolato l'infezione,
ma il 60% dei pazienti intervistati sostiene di aver mangiato salsa al
peperoncino,
maionese, insalata e Doner di pollo. Sono stati analizzati circa 40
campioni di alimenti, di cui 14 sono risultati positivi per Salmonella Enteritidis
PT 1, e venti tamponi ambientali del takeaway di cui uno è risultato
positivo per lo stesso sierotipo. Inoltre 8 campioni alimentari sono
risultati positivi per la tossina di Clostridium perfrigens (6 di
questi erano anche positivi per Salmonella Enteritidis PT 1), indicando
che le condizioni igieniche erano pessime.
Il primo allarme è stato dato il 12 Febbraio 2005 quando 31 pazienti con
sintomi di infezione alimentare si sono presentati al pronto soccorso
dell'ospedale locale. I proprietari dei takeaway
coinvolti hanno smesso di servire cibo volontariamente alle 13:00 del 12
Febbraio e hanno dichiarato che tre membri del loro staff, che sono poi
risultati positivi allo stesso tipo fagico di Salmonella, avevano
continuato a lavorare nonostante non si sentissero bene. I sintomi
mostrati dalla maggior parte dei pazienti erano diarrea, vomito, forti
dolori addominali, febbre, nausea e mal di testa. Alcuni presentavano
disidratazione e confusione; in qualche caso, si è ricorsi al ricovero
in ospedale per possibili infezioni sistematiche. Questo è il più
grande focolaio epidemico di questo fagotipo di Salmonella che sia stato riportato fino a oggi nel Regno Unito.
** Salmonella resta un patogeno insidioso, soprattutto
quando le pratiche igieniche sono inadeguate. I "baracchini" sono spesso
sottovalutati perché ritenuti marginali nella produzione di alimenti;
tuttavia, data la clientela spesso numerosa e le condizioni precarie di
lavoro, le conseguenze possono essere pesanti, soprattutto per i soggetti
più sensibili. In questo caso, apparentemente è stato uno dei dipendenti a
contrarre la salmonellosi forse da uova e poi a trasmetterla agli alimenti.
Per chi somministra alimenti in queste strutture, è importante ricordare che
gli accorgimenti igienici non sono una pratica burocratica, ma un interesse
commerciale e un dovere. Per i consumatori, il consiglio è di evitare posti
dalle dubbie caratteristiche igieniche, soprattutto quando il rischio di una
tossinfezione supera il beneficio. Per i soggetti a rischio, questa è una
necessità.
Links:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
11/2005. Le allerta
riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al
momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei
paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non
sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che
riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa
lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono
evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare
possono porre rimedio
Commenti specifici
-
Tra i prodotti italiani con problemi, segnaliamo ancora i coloranti
Sudan in pasta al peperoncino prodotta con peperoncino non eliminato nel
2003 oppure non ritirata dal mercato a suo tempo; inoltre, le autorità
svedesi hanno trovato livelli eccessivi di ditiocarbammati nella rucola
| Data |
Motivo dell’allarme |
Prodotto e lotto (se disponibile) |
Paese di origine del prodotto |
Paese che ha trovato il problema |
| 07/03/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Formaggio ottenuto da latte crudo |
Francia |
Francia |
| 07/03/2005 |
Migrazione del metallo tossico piombo dai piatti agli alimenti |
Piatti di ceramica da dessert |
Romania via Francia |
Belgio |
| 07/03/2005 |
Livelli eccessivi del metallo tossico cadmio |
Filetti di sgombro in olio di oliva |
Perù via Olanda |
Belgio |
| 07/03/2005 |
Livelli eccessivi delle tossine fungine
cancerogene
aflatossine |
Pistacchi |
Iran via Spagna |
Olanda |
| 07/03/2005 |
Presenza dei coloranti non autorizzati e
potenzialmente cancerogeni
Sudan
4 e
Sudan 1 |
Pasta al peperoncino |
Italia |
Italia |
| 08/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato Eritrosina (E 127) |
Zenzero nell'aceto |
Tailandia via Olanda |
Germania |
| 08/03/2005 |
Confezione difettosa |
Alimento per bambini in tubetto |
Svezia |
Svezia |
| 08/03/2005 |
Livelli eccessivi di acido sorbico |
Prugne nere secche |
Francia |
Irlanda |
| 09/03/2005 |
Rischio di soffocamento |
Cereali per la prima colazione |
Cile via Lituania |
Estonia |
| 09/03/2005 |
Livelli eccessivi delle tossine fungine
fumonisine |
Pasto a base di mais |
Germania |
Austria |
| 09/03/2005 |
Livelli eccessivi di iodio |
Alghe secche di mare |
Cina via Olanda |
Germania |
| 10/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
spp |
Frattaglie |
Francia |
Italia |
| 10/03/2005 |
Presenza del colorante malachite verde |
Uova di trota |
Svezia |
Germania |
| 10/03/2005 |
Presenza della tossina istamina |
Filetti di tonno surgelati |
Spagna |
Italia |
| 11/03/2005 |
Trattamento di irradiazione non autorizzato |
Spaghetti istantanei |
Repubblica di Corea via Olanda |
Germania |
| 11/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
Indiana |
Petto di anatra surgelato |
Francia |
Norvegia |
| 11/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
Indiana |
Foie gras di anatra a fette |
Francia |
Norvegia |
| 11/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella |
Filetti di pollo surgelati |
Estonia via Finlandia |
Svezia |
| 11/03/2005 |
Presenza del contaminante chimico
1,4-diclorobenzene |
Miele |
Grecia |
Cipro |
| 11/03/2005 |
Presenza del contaminante chimico
1,4-diclorobenzene |
Miele |
Grecia |
Cipro |
| 11/03/2005 |
Presenza del parassita Anizakis |
Rana pescatrice (Lophius
piscatorius) |
Olanda |
Italia |
| 11/03/2005 |
Presenza dell'additivo per mangimi non autorizzato selenio organico |
Integratore per mangimi |
Germania |
Estonia |
| 11/03/2005 |
Livelli eccessivi di ditiocarbammati |
Rucola |
Italia |
Svezia |
Sommario
1. Editoriale
In Francia sono stati identificati numerosi casi di
Salmonella nei neonati, da attribuire a latte per l'infanzia di marca
Picot. Nonostante i tempi non rapidissimi con cui è stato diramato
l'allarme, l'informazione è utile per imprese e per i consumatori. A
questo proposito segnaliamo che è aperto il periodo per i commenti sulla
nuova direttiva europea latte per l'infanzia. Nelle Filippine una
tragica strage è probabilmente da attribuire al cianuro presente in
manioca insufficientemente cotta. Dagli USA, arriva una nuova conferma
del ruolo preponderante dei norovirus (patogeni virali) nelle
gastroenteriti, anche nei viaggiatori. La FDA ha condotto un
interessante studio sulla comprensione dei suoi messaggi riguardanti il
metilmercurio nel pesce, un fattore di rischio per i feti e per i
bambini piccoli. Infine, le autorità inglesi stanno valutando se
ammettere il tagatosio, un nuovo zucchero (anche se si forma
naturalmente nei latticini cotti), tra i nuovi ingredienti europei.
2.
Salmonella colpisce il latte per l'infanzia
Su questa notizia è disponibile
un aggiornamento del 29/3/05.
Nel periodo tra il 28 Dicembre 2004 e il 17 Febbraio
2005, 21 neonati sono stati trovati affetti da Salmonellosi dopo essere
stati allattati con latte per bambini preparato con diversi tipi di latte in
polvere della marca Picot. I risultati dei test clinici condotti su feci,
sangue e urine dei neonati hanno mostrato un'infezione da Salmonella Agona,
mentre i test preliminari condotti sul prodotto hanno indicato il latte in
polvere di questa marca come la fonte del focolaio epidemico. Infatti, i
neonati, compresi tra un'età di 1 e 7 mesi, provenivano da 14 differenti
distretti della Francia e, inoltre, i genitori hanno riferito di aver
preparato il latte con 5 diverse marche di acqua minerale. Il 4 Marzo, dopo
i risultati di una investigazione epidemiologica, le autorità francesi hanno
ritirato dal mercato il latte per l'infanzia prodotto dalla Picot e hanno
consigliato ai consumatori di non bere nessun tipo di latte in polvere di
questa marca. L'allarme è stato diramato in tutta Europa.
L'episodio è stato portato alla luce perchè tra Gennaio e Febbraio 2005 il
Centre National de Référence des Salmonelles (Centro Nazionale Francese di
Riferimento per Salmonella, NRC-Salm) ha notato un considerevole aumento
degli isolati si S. Agona e il 4 Marzo sono stati segnalati 32 isolati di
questo batterio, un numero 4 volte maggiore della media di isolati mandati
al NRC-Salm durante i mesi del quadriennio 2000-2004.
Secondo le autorità francesi Salmonella Agona è stata trovata in svariati
tipi di animali in Francia, compreso pollame, bestiami, maiali e anche in
alcuni tipi di mangimi. Un focolaio epidemico di questo sierotipo in
lattanti si è varificato in Germania nel 2003 ed è stato attribuito a
bevande al gusto di anice e finocchio. Altri focolai sono stati attribuiti
al latte in polvere, ad uno snack alle arachidi e ad un prodotto a base di
cereali.
** I latti per l'infanzia si confermano un alimento
molto delicato, da evitare quando l'allattamento al seno è possibile.
Per quanto relativamente raro, il sierotipo di Salmonella Agona, ha
causato recentemente, oltre all'episodio in Germania e altri precedenti,
sei casi in Inghilterra nel 1998 (fagotipo 15), associati alla carne di
tacchino precotta, nel 1998 negli USA 209 casi soprattutto tra anziani e
bambini, con 47 ospedalizzazioni, associati ad avena tostata; tra il
1994 e il 1995 80 casi in Israele e almeno 27 tra USA e Inghilterra
furono di nuovo attribuiti al tipo fagico 15 ed associati al consumo di
snack all'arachide kosher di orgine israeliana (i colpiti furono
soprattutto bambini). Questo sierotipo dunque si trova spesso nei
bambini ed è associato ad alimenti secchi, a conferma della capacità di
Salmonella di sopravvivere alla deidratazione.
In questo caso specifico, il latte Picot era stato evidentemente
trattato in maniera inefficace oppure ricontaminato prima del
confezionamento. Per chi produce o
commercializza prodotti per l'infanzia la cautela deve essere estrema.
Purtroppo non è possibile sapere se il latte Picot è distribuito in
Italia e con quale nome, né quali lotti sono interessati.
Fortunatamente, 19 dei bambini, dopo il ricovero in ospedale, sono
guariti. In ogni caso, Chi utilizza latte per l'infanzia, deve
controllare di non possedere latte Picot e, nel caso, eliminarlo. Se in
possesso di altro latte per l'infanzia di origine francese, è opportuno
verificarne la marca.
Links:
3. Strage nelle Filippine:
29 bambini morti per uno spuntino
Quasi 30 bambini di una scuola elementare nelle Filippine
sono morti a causa di una
intossicazione alimentare
dopo aver mangiato delle frittelle a base di radici di manioca, che avevano
comprato da venditori ambulanti. Altri 100 bambini sono stati portati negli
ospedali vicino alla scuola con gli stessi sintomi, ma fortunatamente si
sono salvati. Il prodotto a base di manioca caramellata fritta in grasso bollente,
probabilmente, non è stato cotto a dovere dai venditori. E' in corso
un'inchiesta. Le vittime avevano presentato forti mal di stomaco, vomito e
diarrea, dopo aver mangiato le frittelle. Per questo sono stati ricoverati
in quattro ospedali vicino alla scuola di Mabini, una città sull'isola di
Bohol, a circa 610 chilometri a sud-est di Manila. I bambini coinvolti nella
vicenda erano tutti studenti nella scuola elementare San Jose.
** La manioca è una radice amidacea e tuberosa,
rappresenta una fonte a basso costo di carboidrati nelle zone umide
tropicali; da essa si prepara la tapioca. Questa radice contiene un
elevato quantitativo di glucosidi cianogenici; deve essere cucinata
completamente per rimuoverne la tossicità. Se mangiata cruda, una parte
di questi acidi viene trasformata dal sistema digestivo in cianuro: due
radici di manioca contengono abbastanza veleno per uccidere una persona.
Sono stati registrati numerosi episodi di avvelanamento da manioca nel
mondo. Sono noti anche effetti cronici, come la polineuropata atassica
(anche se un'associazione diretta è stata di recente messa in
discussione) e il ritardo mentale. Risulta quindi estremamente
importante un trattamento adeguato del prodotto, anche in Italia dove
l'uso di questa pianta si sta diffondendo. La FAO consiglia di non
mangiare manioca con sapore amaro.
Links:
4.
Diarrea dopo le vacanze ai tropici: vedi alla voce Norovirus
L'infezione da Norovirus (NoV) sembra essere una delle
più frequenti cause della cosi detta "diarrea del viaggiatore" (TD) tra i
visitatori di Messico e Guatemala. Questi sono i risultati di uno studio
condotto, da alcuni ricercatori della Scuola di Salute Pubblica (Bloomberg
School of Public Health) all'Università Johns Hopkins di Baltimora,
sull'utilizzo di tecniche molecolari diagnostiche per determinare la
prevalenza di NoV nei casi di diarrea tra i visitatori statunitensi di
questi due Paesi in via di sviluppo. Gli studiosi in particolare hanno
esaminato 54 campioni di feci da 34 casi di TD e hanno valutato la presenza
di NoV mediante PCR inversa. Il 65% dei campioni è risultato positivo, tutti
con genogruppo I NoVs. Inoltre, i ricercatori hanno anche scoperto che il
tempo trascorso nelle destinazioni di viaggio si è rivelato essere un
fattore importante nella frequenza di infezione (P= 0.003); infatti
i turisti che si sono fermati più a lungo nei Paesi di destinazione hanno
mostrato maggiori probabilità di prendere il virus. 11 campioni di faci,
positivi a NoV, sono risultati positivi anche a Escherichia coli. Questo
indica che le coinfezioni tra NoV ed E. coli sono dunque comuni.
** Le gastroenteriti di origine virale sono state
sottostimate fino al recente passato per gli scarsi mezzi diagnostici
disponibili. Questo studio dimostra che i norovirus non sono responsabili di
infezioni solo in ambienti confinati (crociere, ecc.) o durante episodi
epidemici nei paesi sviluppati, ma sono un fattore importante di morbidità
anche nei viaggiatori. Anche se questi casi potrebbero essere collegati
all'acqua, Norovirus si appresta ad entrare a pieno titolo tra i patogeni da
controllare nelle produzioni alimentari. Nel frattempo, le abituali norme
igieniche per i viaggiatori nei paesi in via di sviluppo continuano ad
essere valide.
Links:
5.
Metilmercurio: keep it simple
Messaggi semplici: cosa fa il metilmercurio allo
sviluppo nervoso dei bambini e cosa fare per evitarlo. Questo è il
principale risultato di una serie di focus group organizzati da FDA (Food and Drug Administration, FDA)
con l'Agenzia di Protezione
Ambientale (Environmental Protection Agency, EPA) per capire come le
informazioni sul metimercurio nel pesce sono comprese dalle donne a
rischio e quali decisioni prendono in base a queste informazioni.
Alcune donne hanno chiesto più informazioni anche sulle specie di pesce
più a rischio, sui precisi effetti del metilmercurio e sugli effetti su
altri segmenti della popolazione (la FDA mette in guardia solo le donne
in età fertile e i bambini, ma le partecipanti ai focus group hanno
commentato che "se fa male alle donne incinta, deve fare male a tutti").
In generale, le donne hanno dichiarato che avrebbero seguito le
indicazioni della FDA, in particolare non consumando i pesci inseriti
nella lista sconsigliata. Molte altre informazioni utili sono state
raccolte durante questo programma.
** Quando si comunica un rischio, è importante capire
se il messaggio viene recepito correttamente dai destinatari. Per questo
lo sforzo della FDA può essere importante anche per altri pericoli oltre
al metilmercurio. In Italia, non esiste niente di simile all"advisory"
americano, ma questo tipo di esperienza può essere utile anche rispetto
al pesce con elevati livelli di contaminanti trovati nell'Adriatico,
qualora si decidesse anche in Italia di proteggere la popolazione. Per i
consumatori, è importante leggere attentamente le informazioni su
etichette o altri documenti e documentarsi su siti Internet e
pubblicazioni serie e affidabili.
Links:
6. Tagatosio:
un nuovo zucchero dall'Inghilterra
L'Agenzia di Sicurezza Alimentare
britannica (FSA) sta valutando il D-Tagatosio come nuovo
ingrediente per alimenti, per un suo futuro uso in tutta Europa. Questo prodotto, che verrà messo
in commercio
dalla Bioresco, è uno zucchero con una struttura chimica simile a quella
del fruttosio ed è naturalmente presente in prodotti a base di latte
trattati termicamente. è un po' meno dolce dello zucchero comune e,
inoltre, fornisce meno energia e quindi meno calorie. Questo zucchero è
stato proposto come nuovo ingrediente a livello europeo in una serie di
prodotti tra cui prodotti da forno, bevande, caramelle e cereali per la
colazione.
Prima di essere introdotto sul mercato un comitato indipendente di
scienziati nominati dalla FSA, il comitato consultivo sui nuovi alimenti e dei processi (ACNFP), dovrà pero accertarne la sicurezza per i
consumatori. In questo lasso di tempo, anche i consumatori e gli altri
attori interessati possono esprime il loro parere, consultando l'intera
documentazione disponibile online.
** Il tagatosio, già da tempo noto agli appassionati di
fitness e di integrazione alimentare, è ora al vaglio delle autorità
britanniche e del pubblico europeo. Anche in Italia questo zucchero è stato
studiato per la facilità con cui può essere derivato dal lattosio e per il
basso contenuto calorico. Negli
USA, la FDA non ha obiettato alla sua commercializzazione (che resta però
responsabilità del produttore) e ha successivamente stabilito che si potrà
sostenere che non promuove il decadimento dei denti (al
contrario dello zucchero). Si tratta di un prodotto di interesse anche per
l'industria italiana.
Links:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
10/2005. Le allerta
riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al
momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei
paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non
sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che
riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa
lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono
evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare
possono porre rimedio
Commenti specifici
-
In Inghilterra continuano ad essere segnalati alimenti contenenti Sudan
I Le segnalazioni si estendono ora a prodotti di origine tedesca: non è
chiaro se i due episodi siano collegati
| Data |
Motivo dell’allarme |
Prodotto e lotto (se disponibile) |
Paese di origine del prodotto |
Paese che ha trovato il problema |
| 28/02/2005 |
Presenza del
colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Alimenti vari contenenti la salsa
Worcester
Lista dei prodotti |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 28/02/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella spp. |
Collo del maiale senza ossa, surgelato |
Spagna |
Italia |
| 01/03/2005 |
Migrazione dei metalli tossici piombo e cadmio dal vetro alle
bevande |
Bicchieri di vetro |
Cina |
Germania |
| 01/03/2005 |
Presenza del
colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Marinata per Barbecue tipo Sticky Sauce
Marca: Tesco, lotto: Feb-06, confezioni da 280 g |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 01/03/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella Blockley |
Petto di tacchino senza ossa e pelle, surgelato |
Ungheria |
Estonia |
| 01/03/2005 |
Presenza del contaminante chimico
1,4-diclorobenzene |
Miele greco di bosco |
Grecia |
Cipro |
| 01/03/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella |
Latte intero in polvere ( al 26%) |
Polonia |
Olanda |
| 02/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan
4 |
Olio di palma |
Ghana via Olanda |
Germania |
| 02/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Alimenti vari contenenti la salsa Worcester |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 03/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salsa Worcester |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 03/03/2005 |
Presenza di
additivo per mangimi non autorizzato selenio organico |
Premix per bovini e pollame |
Irlanda |
Cipro |
| 03/03/2005 |
Livelli eccessivi di tossine fungine
ocratossina A e
aflatossina |
Noce moscata tritata |
India via Germania |
Slovenia |
| 03/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Misto di spezie |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 04/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Alimenti vari contenenti la salsa Worcester |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 04/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salse varie |
Germania |
Germania |
| 04/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salse varie |
Germania |
Germania |
| 04/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salse varie |
Germania |
Germania |
| 04/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salse varie |
Germania |
Germania |
| 04/03/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Salmone affumicato |
Lituania |
Latvia |
| 04/03/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato Eritrosina (E 127) |
Zenzero marinato sotto aceto |
Tailandia via Olanda |
Germania |
| 04/03/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Salsicce affumicate |
Lituania |
Lettonia |
| 04/03/2005 |
Presenza del patogeno Salmonella
C |
DÖNER fatto con carne
di pollo |
Austria |
Austria |
Sommario
1. Editoriale
Il comitato JEFCA di FAO e OMS, che si occupa di
additivi e contaminanti alimentari, ha concluso che l'acrilammide può
presentare un rischio concreto per i consumatori (anche se restano
motivi d'incertezza). Potrebbe essere l'inizio di azioni concrete contro
questo composto tossico, che si forma spontaneamente in alcuni alimenti.
Il comitato JEFCA si è espresso anche su altre sostanze (etil carbammato,
cadmio, stagno). In un altro contesto, la FAO si è occupata di
biotossine algali in vista della fissazione da parte del Codex
Alimentarius di standard internazionali: molti elementi interessanti
sono emersi per chi è interessato ai molluschi bivalvi. In Basilicata è
stata scoperta una vasta frode sul caciocavallo silano (che non era
DOP). In Inghilterra, la carne di pollo contaminata da Campylobacter
emerge come il più grave rischio alimentare; un altro studio suggerisce
che le mosche possano essere responsabili della trasmissione di questo
patogeno. Infine, in Lettonia, un nuovo paese della UE, sono segnalati
numerosi casi di trichinellosi.
2.
L'acrilammide rappresenta un rischio concreto
Gli individui che per la loro dieta consumano elevati
livelli di acrilammide potrebbero essere esposti ad un rischio sanitario.
Secondo il comitato di esperti internazionali JEFCA (Comitato Congiunto FAO/OMS
sugli Additivi e Contaminanti Alimentari), le diete dei soggetti più esposti
contengono livelli di questa sostanza cancerogena e genotossica troppo
vicini ai livelli di allarme. Inoltre, l'acrilammide potrebbe causare
cambiamenti morfologici in alcune strutture neurali, sempre tra le persone
più esposte. Il comitato ha anche concluso che, per il cadmio, stabilire dei
livelli massimi per alcuni alimenti non ha significato sanitario (l'impatto
sulla dieta non sarebbe rilevante), che l'etil carbammato merita di essere
controllato ma solo nelle bevande alcoliche, che l'opinione prudente sullo
stagno è ancora valida, che ulteriori studi sui PDBE sono necessari e che
sforzi devono essere fatti per ridurre gli idrocarburi policlici aromatici
nei processi di affumicamento e di essicamento.
** La conclusione degli esperti FAO/OMS sull'acrilammide
è importante: finora l'atteggiamento di tutte le autorità è stato di
tranquillizzare il pubblico, non proporre limiti massimi e di
commissionare ulteriore ricerca. Forse, nonostante i motivi di
incertezza indicati dagli esperti, questa situazione sta cambiando e una
regolamentazione, unita a specifici consigli ai consumatori, diventa
possibile. Fino al 2002, non si sapeva che questa sostanza tossica si
forma spontaneamente negli alimenti cotti ad alte temperature (fritti o
in forno), soprattutto se ricchi di amido. I produttori di alimenti
potenzialmente a rischio di contaminazione dovrebbero approfondire
l'argomento, prima di tutto a livello analitico e anche a livello di
produzione. Anche le altre conclusione del JEFCA sono rilevanti per
l'industria. Rispetto all'acrilammide, il consiglio generale per i
consumatori è di evitare cotture in forno a temperature molto elevate e
di considerare di bollire gli alimenti, invece di friggerli, almeno in
alcuni casi. Anche per altri motivi, è consigliabile limitare il consumo
di patate fritte.
Links:
3. Letali e ignote
come le biotossine algali
La presenza di saxitossina in molluschi bivalvi può
essere considerata sicura solo se inferiore a 0,17-0,11 mg/kg di mollusco,
secondo un gruppo di esperti riuniti recentemente dalla FAO (Organizzazione
per l'Agricoltura e la Nutrizione delle Nazioni Unite); questo livello è
otto volte inferiore a quello in vigore nel Nord America e non può essere
verificato con le metodiche attuali (che utilizzano topi). Queste sono
alcune delle numerose conclusioni il cui scopo è fornire al Codex
Alimentarius indicazioni per stabilire standard internazionali. Gli standard
dovrebbero riguardare concentrazioni massime delle tossine, metodi analitici
e piani di prevenzione. Gli esperti sono riusciti a fissare i valori di
riferimento solo per l'intossicazione acuta per AZA (Azaspiracid),
OA (Acido Ocadaico), STX (Saxitoxian), DA (Acido Domoico) e YTX (Yessotossine),
mentre per gli effetti a lungo termine i dati sono stati ritenuti
insufficienti. Tra l'altro gli esperti non hanno potuto ancora valutare
tutti i dati, né prendere in considerazione gli effetti della cottura. Per
quanto riguarda i metodi di analisi, gli esperti ritengono che un metodo per
analizzare tutte le tossine contemporaneamente sia molto difficile da
mettere a punto.
** Le biotossine algali sono un pericolo presente anche
in Italia, la cui importanza è stata riconosciuta appieno solo negli
ultimi anni. La consultazione FAO ha evidenziato come molti dati e
metodi analitici siano mancanti; è probabile che l'abbassamento dei
livelli ritenuti sicuri sarà oggetto di discussione nell'organo politico
che è il Codex. Tuttavia, per esempio per la saxitossina, va ricordato
che, rispetto al livello stabilito. solo a livelli superiori dalle dieci
alle cento volte si dovrebbero poter avere i sintomi più gravi e fatali.
Per chi commercia o controlla i molluschi, questo rapporto è sicuramente
da conoscere ed approfondire.
Links:
4.
Caciocavallo silano: frode DOP
31 quintali di caciocavallo sono stati sequestrati in
Basilicata per via dell'etichettatura contraffatta. Le forme stavano per essere
immesse in commercio con la denominazione comunitaria protetta di
“Caciocavallo silano Dop”, senza aver ottenuto la certificazione prevista. Il titolare del caseificio è stato denunciato per frode in commercio.
Inoltre, il prodotto veniva stagionato in locali privi di autorizzazione sanitaria.
Il sequestro è opera di Guardia di Finanza e
Ispettorato centrale repressione frodi (ICRF).
** I prodotti DOP sono spesso oggetto di
contraffazione. Chi, a livello commerciale, acquista prodotti DOP, dovrebbe
accertarsi della conformità del prodotto, anche attraverso i consorzi di
tutela. Purtroppo non tutti i consorzi permettono rapidi controlli anche a
mezzo Internet.
Links:
5.
Campylobacter: il peggiore dei patogeni alimentari, ora trasmesso anche da
una mosca
La malattia trasmessa da alimenti che ha causato negli
ultimi anni il maggior impatto sanitario in Inghilterra è stata
l'infezione da Campylobacter. La salmonellosi ha causato il maggior
numero di morti: 209 all'anno. Per anno, invece Campylobacter ha causato
160 mila visite mediche e 15 mila ricoveri ospedalieri all'anno. Dal
1996 al 2000, i casi totali di malattie trasmesse dagli alimenti sono
risultati quasi due milioni all'anno, escludendo i turisti di ritorno
dall'estero. Di questi due milioni annui, ventiduemila sono stati
ricoverati in ospedale e circa settecento sono morti. Il più importante
veicolo è risultata la carne di pollo contaminata, con circa
400 mila casi annui, un rischio pari a 111 casi per milioni di porzioni consumate, un tasso di
mortalità di 35 morti ogni 100.000 casi e con 141 morti in totale. La
carne rossa (manzo, agnello e maiale) ha contribuito pesantemente alle
morti, nonostante il più basso livello di rischio rispetto alla carne di
pollo (287485 casi, rischio pari a 24 casi per milione di porzioni
consumate, tasso di mortalità di 57 morti per 100.000 casi e 164 morti
totali).
Sempre a proposito di Campylobacter è stato recentemente
scoperto che le mosche sono in grado di trasmettere questo patogeno. Uno
studio recente ha evidenziato che, esaminando i dati su larga scala, si può
notare come i cicli epidemici seguano quelli di sviluppo delle mosche.
** Almeno in Inghilterra, ridurre l'impatto sulla
salute delle malattie trasmesse dagli alimenti implica prima di tutto
tenere sotto controllo la carne di pollo. Se i dati riguardanti le
mosche venissero confermato, il controllo della campilobatteriosi
significherebbe prima di tutto tenere sotto controllo questi insetti,
impresa non facile in contesti domestici, di vendita al dettaglio e di
ristorazione. Mentre il dato sulle mosche dovrà essere confermato, i
dati inglesi, per quanto non direttamente estrapolabili all'Italia, sono
di grande interesse perché permettono di valutare meglio i pericoli
presenti negli alimenti. Per esempio, gli alimenti di origine animale si
confermano estremamente importanti, nonostante gli episodi segnalati
rispetto all'ortofrutta.
Links:
6. Trichinella:
grande ritiro di carne dal mercato in Lituania ed evitato possibile rischio per l'Italia
Fra il 15 e il 21 febbraio, in Lettonia, 19 persone
hanno contratto trichinellosi dopo aver consumato carne acquistata al
mercato centrale della capitale, Riga. Il Servizio Alimentare e Veterinario
lettone (Food and Veterinary Service FVS) ha vietato la vendita di carne
di maiale affumicata, salata e marinata presso lo stesso mercato. Tutti
i pazienti, che vivono a Riga, avevano mangiato pancetta affumicata
comprata al mercato centrale di Riga in gennaio ed in febbraio. Vari
campioni di carne sono attualmente all'esame delle autorità. Nel 2003,
erano stati riportati 11 casi di trichinellosi in Lettonia, legati a due
distinti episodi.
** I sintomi della trichinellosi sono generalmente lievi
e durano alcuni mesi; le infezioni più gravi possono anche essere fatali.
Numerosi casi in Europa Occidentale sono stati collegati ad importazione da
paesi dell'Est. Secondo un commentatore, in questo caso, potrebbe anche
trattarsi di carne di cinghiale venduta come maiale; più probabilmente si
tratta di maiali scarsamente controllati dal punto di vista sanitario. Per
chi importa o acquista carne dai paesi dell'Europa dell'Est, è importante
predisporre controlli adeguati e, se possibile, procedere ad una cottura
completa delle carni.
Links:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
9/2005. Le allerta
riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al
momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei
paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non
sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che
riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa
lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono
evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare
possono porre rimedio
Commenti specifici
-
I
coloranti Sudan continuano ad essere alla ribalta in prodotti
provenienti dal Regno Unito e dal Ghana
-
Le alghe provenienti dall'Estremo Oriente sono state trovate anche
in Germania con livelli eccessivi di iodio. Per informazioni complete
(ma non sullo iodio) sui rischi relativi a preparati medicinali
provenienti dall'Estremo Oriente segnaliamo un recente
rapporto dell'Istituto Superiore della Sanità (formato pdf)
-
Le autorità norvegesi continuano a segnalare la presenza di Listeria in
salumi importati dalla Spagna e ora anche dall'Italia
-
Numerose segnalazioni di Salmonella coinvolgono diversi sierotipi. La
segnalazione proveniente dall'Italia è purtroppo priva di alcun
dettaglio sia scientifico che utile per caratterizzare il ritiro dal
commercio
| Data |
Motivo dell’allarme |
Prodotto e lotto (se disponibile) |
Paese di origine del prodotto |
Paese che ha trovato il problema |
| 21/02/2005 |
Presenza del
colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salsicce per barbecue |
Regno Unito |
Norvegia |
| 21/02/2005 |
Presenza di acido cianidrico
|
Noccioli di albicocca amari (coltura selvatica, Pakistan-Hunza) |
Pakistan via
Germania |
Austria |
| 21/02/2005 |
Livelli eccessivi
dell'insetticida methidathion |
Kiwi |
Grecia |
Olanda |
| 23/02/2005 |
Livelli
eccessivi di iodio |
Alghe secche |
Repubblica di Corea |
Germania |
| 23/02/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella |
Filetto di pollo surgelato |
Polonia |
Svezia |
| 23/02/2005 |
Presenza del
colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno
Sudan
4 |
Olio di palma |
Ghana |
Germania |
| 23/02/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella |
Carne trita bovina surgelata |
Italia |
Italia |
| 24/02/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Chorizo (salume spagnolo) |
Spagna via Danimarca |
Norvegia |
| 24/02/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Chorizo (salume spagnolo) |
Spagna via Danimarca |
Norvegia |
| 24/02/2005 |
Presenza di pezzi di metallo |
Cialde |
Belgio |
Belgio |
| 24/02/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella Dublin |
Filetto surgelato |
Olanda |
Norvegia |
| 24/02/2005 |
Livelli eccessivi di vitamina D |
Latte in polvere per neonati per scopi medici speciali |
Finlandia |
Finlandia |
| 24/02/2005 |
Presenza dei patogeni
Listeria monocytogenes e
Salmonella kedougou |
Chorizo fresco (salume spagnolo) |
Spagna via Danimarca |
Norvegia |
| 25/02/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Salsicce |
Italia via Danimarca |
Norvegia |
| 25/02/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salsa ricca al gusto di frutta e sottaceti dolci speziati |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 25/02/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella newlands |
Linguette di maiale surgelato |
Olanda |
Lituania |
| 26/02/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salsa Worcester |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 26/02/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salsa Worcester |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 26/02/2005 |
Presenza del colorante non autorizzato e
potenzialmente cancerogeno
Sudan 1 |
Salsa Worcester |
Regno Unito |
Regno Unito |
|