Archivio - Luglio 2004
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

      

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Luglio 2004


N. 29/2004 23 Luglio 2004

Sommario

1. Editoriale

In questo numero ci occupiamo di tre patogeni: salmonella, listeria e colera. Salmonella è un ospite frequente di questo settimanale; in questo caso, riportiamo la notizia di un'epidemia "multistato" americana (il cui veicolo non è ancora noto, ma che ha già sollecitato un forte allarme) e di alcuni episodi europei. Per quanto riguarda listeria, uno studio recente indica che i dettaglianti potrebbero purtroppo svolgere un ruolo importante nella diffusione di questo pericoloso patogeno, per la difficoltà di rimuoverlo dall'ambiente di lavoro. Tre casi di colera, tutti provenienti dall'India, sono stati segnalati a giugno in Europa; per ora la situazione è sotto controllo, mentre l'epidemia resta grave nell'Asia Meridionale. Il problema legato al Sudan Red I e agli altri coloranti della stessa classe non è superato: in Italia segnaliamo un sequestro di grandi dimensioni (peperoncino indiano) e l'identificazione, in Inghilterra, di Sudan IV in olio di palma proveniente dal Ghana. Infine, riportiamo la notizia di uno studio sull'effetto dell'assunzione di pesce in gravidanza e nella prima infanzia: fa bene purché il mercurio nel pesce sia a bassi livelli.

2. Eurocolera

In Belgio, il 6 giugno, ad una donna di 43 anni proveniente dall'India è stato diagnosticato colera. La donna aveva intenzione di effettuare un viaggio in Europa con nove parenti; ha sviluppato diarrea molto forte durante il viaggio dall'aeroporto di Bruxelles ed è stata ricoverata in ospedale. E'stata sottoposta a terapia intensiva; dalle feci e dalle urine è stato diagnosticato V. cholerae 01, sottosierotipo Inaba, biotipo El Tor, parzialmente resistente agli antibiotici. Sono state messe immediatamente in atto le severe misure sanitarie richieste; dei nove accompagnatori, nessuno ha riportato sintomi di colera. In Austria, invece, sono stati individuati due casi di colera da V. cholerae 01, sottosierotipo Inaba, biotipo El Tor, il 2 giugno. Si tratta di due uomini di 58 anni, austriaci, di ritorno dall'India, di cui uno ricoverato immediatamente all'arrivo a Vienna. Entrambi i pazienti sono stati isolati, mentre non è stato possibile contattare i passeggeri dell'aereo. Le autorità europee sono state immediatamente allertate dei due episodi. Fonti non ufficiali riferiscono di un'epidemia di colera in corso in India dalla primavera di quest'anno. Arriva nel contempo la notizia che un nuovo vaccino contro il colera è stato autorizzato in Europa.

** Dai dati che abbiamo potuto esaminare, non è chiaro se i due episodi si possano riferire alla stessa epidemia. Il colera è una malattia che può essere molto grave ove non sono disponibili terapie adeguate; nei paesi in via di sviluppo, ha causato migliaia di morti anche in tempi recenti. Al momento sono state registrate numerose morti in India (veicolo sospettato acqua), con migliaia di casi, mentre altre epidemie sono in corso in Camerun e Mozambico. In Europa, il problema riguarda principalmente i turisti. Nel caso di viaggi in India e Pakistan, è opportuno osservare con scrupolo le norme igieniche; in ogni caso è opportuno informarsi su eventuali epidemie in corso nel luogo di destinazione. Particolare attenzione devono fare i viaggiatori che, in Italia, manipolano professionalmente alimenti.

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3. Salmonella pennsilvana

Al 16 luglio, negli USA, 57 casi di salmonellosi (sierotipo Javiana) risultavano associati ad alimenti di buffet di vari bar della catena Sheetz di distributori di benzina, in Maryland, Pennsylvania e West Virginia (nel periodo 2-9 luglio). Il 19 luglio il Dipartimento di Sanità della Pennsylvania ha annunciato di aver trovato positivo per Salmonella una confezione di pomodori tipo Roma. I pomodori sono stati ritirati dalla catena, fornendo tra l'altro anche pubblicamente il nome del fornitore sospettato. Pochi giorni dopo è emerso che il sierotipo (anatum, in questo caso) era diverso da quello dell'episodio epidemico, escludendo il coinvolgimento di quei pomodori. Alcuni dei proprietari della catena (che possiede 2000 negozi in tutti gli USA), Steve e Trevis Sheetz, si sono precipitati sul posto per parlare con i consumatori, sperimentando una nuova strategia di risposta agli infortuni di sicurezza alimentare.

Dall'Europa, vengono segnalati due episodi epidemici legati a salmomellosi. In Baviera (Germania), sono stati registrati 32 casi, in cliniche e case di riposo, purtroppo con cinque decessi. In Irlanda del Nord, invece, sono stati registrati oltre 100 casi, probabilmente legati ad un singolo esercizio commerciale.

** La salmonellosi è una malattia fastidiosa per la maggioranza delle persone, ma può essere grave per bambini piccoli, persone ammalate o anziani (come evidenziato dal caso tedesco). Negli Stati Uniti, si osservano spesso numerosi casi, su vaste aree geografiche, spesso associati alla contaminazione delle materie prime; in Europa le epidemie sono generalmente più localizzate. L'episodio tedesco ricorda quanto sia importante proteggere le persone più sensibili da questo patogeno. E' importante continuare a seguire scrupolosamente le norme igieniche per prevenire la contaminazione e moltiplicazione di Salmonella. La risposta di pubbliche relazione del gruppo Sheetz all'episodio è interessante e potrebbe essere applicata anche in altre situazioni.

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4. Listeria invincibile

In alcuni negozi di alimenti e in alcuni stabilimenti di trasformazione, lo stesso ceppo di Listeria monocytogenes può persistere per oltre un anno nonostante aggressive misure di pulizia siano state prese e, con ogni probabilità, continuare a contaminare gli alimenti. In uno studio americano, sono stati esaminati 50 dettaglianti e sette stabilimenti, che erano stati segnalati perché alimenti venduti o prodotti in ciascuno di essi conteneva Listeria. In 47 dei 50 negozi è stato trovato il batterio a livello ambientale e in 20 di questi anche su altri campioni di alimenti. In molti negozi, dei positivi dello stesso ribotipo originale (stesso ceppo) si trovavano anche dopo un anno. Degli stabilimenti solo tre mostravano Listeria persistente.

** Questo studio, per la prima volta, induce a credere che il ruolo della vendita al dettaglio nella prevenzione della listeriosi possa essere molto significativo. Uno studio precedente aveva inoltre attribuito un rischio considerevole ai frigoriferi casalinghi, implicando un'altra fase in cui la prevenzione è importante. Per chi vende alimenti al dettaglio, questo significa che gli sforzi igienici per controllare la presenza di Listeria nell'ambiente devono essere consistenti e sostenuti, nelle modalità opportune, anche da controlli analitici. E'probabile che prodotti meno esposti alla manipolazione durante la vendita siano più sicuri per i consumatori a rischio di listeriosi (donne incinte, persone immunodepresse).

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5. Sudan Rosso: Non tramonta mai

15 tonnelate di peperoncino contaminato con Sudan Red sono state identificate dal Corpo Forestale dello Stato, su segnalazione della ASL Marche 12 di San Benedetto del Tronto e della procura di Ascoli. Di queste,8 tonnellate sono in polvere, mentre il resto è frantumato. La ditta responsabile ha sede a Pescara e rifornisce ditte di catering, distributori e supermercati, e ha importato il prodotto dall'India ignorando l'allarme lanciato a livello europeo. Di conseguenza, 110 tonnelate di cibi surgelati e sughi pronti sono risultati contaminati. Il direttore dello stabilimento e il responsabile della qualità sono stati indagati per commercio di sostanze alimentari nocive e attentato all'incolumità pubblica. I prodotti coinvolti sono in corso di sequestro e hanno scadenza fino al dicembre 2004.

Nel frattempo, le autorità alimentari britanniche hanno segnalato la presenza di colorante Sudan IV, un altro colorante vietato perché genotossico, in olio di palma ("puro") proveniente dal Ghana e venduto su scala limitata a Londra.

** La difficoltà di arrestare la contaminazione degli alimenti da coloranti Sudan deriva probabilmente dalla scarsa attenzione dei produttori di alimenti e dal vasto uso che si fa probabilmente di questi coloranti in molti paesi in via di sviluppo, come evidenziato anche dalle allerta europee della settimana. L'azione del Corpo Forestale dello Stato è importante non solo per la tutela dei consumatori, ma anche per una leale concorrenza, che non sia a scapito della sicurezza. Ancora da chiarire sono le responsabilità della società di Pescara e dei produttori indiani (che si erano solennemente impegnati all'autocontrollo), il modo in cui sono stati elusi i controlli resi obbligatori dall'Unione Europea. La comparsa di Sudan IV in olio di palma potrebbe indicare che esiste un'altra categoria di prodotti contaminati e conferma una preoccupante facilità di utilizzo di questi coloranti in alcuni paesi in via di sviluppo, anche distanti (Ghana e India). Per chi importa alimenti o ingredienti da paesi extraeuropei i controlli sul prodotto e sui fornitori sono assolutamente necessari, soprattutto quando sono già emersi elementi di cautela.

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6. Il pesce senza mercurio fa bene ai bambini

In 7421 bambini inglesi nati nel periodo 1991-92, un elevato consumo di pesce (1-3 porzioni alla settimana) da parte della madre durante la gravidanza e dei bambini nella prima infanzia è stato trovato associato ad un maggiore sviluppo cognitivo (sviluppo del linguaggio e delle capacità di comunicazione), misurato con questionari standardizzati. In generale, gli studi sul consumo di pesce in gravidanza e nell'infanzia erano stati precedentemente orientati ad evidenziare eventuali problemi legati alla presenza di metilmercurio, comune nel pesce. In questo studio, recentemente pubblicato, è stato invece ricercato ed evidenziato un beneficio, legato però a bassi livelli di mercurio nel pesce consumato. Quest'ultimo dato deriva dall'analisi del tessuto dei cordoni ombelicali di 1054 bambini.

** Non è sorprendente che il pesce favorisca il neurosviluppo infantile, come anche la tradizione suggerisce. Questa relazione deve essere comunque confermata, chiarendone eventualmente i meccanismi. Proprio perché la ricerca dei benefici degli alimenti, anche in rapporto ad eventuali rischi, è importante, bisogna ricordare che l'effetto favorevole è comunque stato osservato a bassi livelli di mercurio nel pesce stesso. Per chi commercializza prodotti ittici, l'interpretazione di questi dati, comunque da confermare, è articolata in due elementi: il pesce fa bene in gravidanza e ai bambini se, però, contiene bassi livelli di mercurio.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 29/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
12/07/2004 Presenza di particelle di vetro Prodotti a base di carne con salsicce fritte, alcuni contenenti uova Regno Unito Regno Unito
13/07/2004 Presenza dei patogeni Salmonella spp., Salmonella serotipo Caracas, Salmonella serotipo Blockley, Salmonella serotipo Havana Spezie varie Germania Germania
13/07/2004 Livelli eccessivi delle sostanze fungine tossiche fumonisine Corn Flakes Italia Austria
13/07/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Fagioli al chilli e salsa chilli Regno Unito Regno Unito
13/07/2004 Presenza del patogeno Campylobacter Filetti di tacchino e di pollo refrigerati Ungheria Italia
13/07/2004 Presenza del patogeno Salmonella Filetti di pollo surgelati Polonia Svezia
14/07/2004 Presenza del patogeno Vibrio alginolyticus Pesce pettine Groenlandia Danimarca
14/07/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio gorgonzola Italia Norvegia
15/07/2004 Presenza di un corpo estraneo Sugo di pomodoro alle verdure Italia Francia
16/07/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Misto di spezie Italia Danimarca
16/07/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan IV Misto di spezie Italia Danimarca
16/07/2004 Livelli pericolosi di solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) Gamberetti cotti e refrigerati Francia Italia
Commenti specifici
  • La presenza di Salmonella nelle spezie non è un evento raro; è importante introdurre accorgimenti lungo tutta la filiera.
  • Continua a presentarsi il problema dei coloranti del tipo Sudan, anche in prodotti di origine italiana (sostanzialmente spezie).
  • La presenza di Listeria monocytogenes nel gorgonzola è un problema noto, ma ancora irrisolto.
  • Campylobactere Salmonella si trovano spesso nella carne di pollo. Per questo è importante che nella preparazione di piatti con carne di pollo si osservino scrupolosamente le norme igieniche e i tempi di cottura.
  • Il problema delle fumonisine, dovuto anche a differenze normative, non appare risolto
  • La reazione ai sulfiti non è uguale a quella indotta da altri allergeni, ma coinvolge comunque il sistema immunitario e può essere molto pericolosa in soggetti predisposti. Gli asmatici sono a rischio maggiore.

N. 28/2004 16 Luglio 2004

Sommario

1. Editoriale

Riportiamo l'emendamento approvato al Senato in sede di conversione del DL 157/2004, che rende obbligatoria l'indicazione dell'origine di tutti i prodotti alimentari italiani, perché interessa l'intera filiera e ha anche risvolti di sicurezza degli alimenti. La sua applicazione e compatibilità a livello UE non è ancora chiara. Accanto a questa notizia, rendiamo conto anche del rapporto Legambiente-MC sulle truffe nel settore alimentare che ha ricevuto grande attenzione dalla stampa. Dagli Stati Uniti, arrivano notizie allarmanti sui latti artificiali cinesi che potrebbero essere giunti illegalmente anche in Italia. L'Istituto Superiore di Sanità, nel suo notiziario, espone con chiarezza il procedimento di approvazione degli aromi negli alimenti a livello europeo. Infine, due inchieste ufficiali inglesi dimostrano che gli alimenti pronti al consumo possono contribuire sostanzialmente ai livelli di sale nella dieta e che il sale in questi alimenti può essere sostanzialmente ridotto senza effetti sul successo dei prodotti.

2. Sale variabile

I livelli di sale negli stessi alimenti possono essere anche tre volte più bassi passando da una marca all'altra, almeno in Inghilterra. Il sale, o cloruro di sodio, contribuisce, se consumato in quantità elevate (più di 6 g al giorno nell'adulto), all'alta pressione, che è un fattore di rischio per i disturbi cardiovascolari. I risultati ottenuti in due indagini della FSA inglese (Food Standards Agency, autorità di sicurezza alimentare) mostrano che prodotti alimentari di successo possono contenere livelli di sale sostanzialmente più bassi della concorrenza. I prodotti esaminati sono pizza, fagioli in scatola e pasta in scatola (prodotto fortunatamente assente in Italia). Una singola porzione di pizza (200 g) può arrivare a contribuire al 73% della quantità di sale massima giornaliera raccomandata.

** Indubbiamente, controllare la quantità di sale nella dieta contribuisce sostanzialmente alla salute di molte persone. I consumatori non possono decidere la quantità di sale nei prodotti pronti e spesso non dispongono neanche delle informazioni per scegliere tra prodotti simili eccetto per il contenuto di cloruro di sodio. Si tratta di una questione d'interesse per il settore alimentare italiano, che riguarda la produzione ma anche la somministrazione degli alimenti. Per i consumatori il consiglio è di tenere sotto controllo i propri consumi di NaCl.
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3. Latte artificiale cinese: un pericolo internazionale

La FDA (Food and Drug Administration, autorità di sicurezza alimentare americana) ha messo in guardia i consumatori contro i latti artificiali per l'infanzia provenienti dalla Cina. Infatti, la sicurezza e la qualità nutrizionale di questi prodotti non è nota e spesso inadeguata. Gli ispettori del Dipartimento dell'agricoltura dello Stato di New York hanno analizzato recentemente latte in polvere della marca Guan Wei Yuan, trovando 1/7 del minimo di proteine obbligatorio negli USA per questo prodotto, 1/4 del minimo di grassi e piccolissime quantità di calcio e magnesio, molto meno di quanto dichiarato in etichetta. Benché non ci siano state segnalazioni di effetti avversi, come è accaduto in Cina, l'utilizzo di un latte artificiale di questo tipo può portare a malattie gravi o perfino alla morte. Nessun latte artificiale cinese è stato autorizzato negli USA secondo la procedura di notifica richiesta.

** La notizia di gravi problemi nutrizionali associati ai sostituti del latte materno provenienti dalla Cina era stata riportata alcuni giorni fa. Si tratta di un problema molto grave e non è noto se tali prodotti siano in commercio illegalmente in Europa e in particolare in Italia. A grave rischio potrebbe essere soprattutto la popolazione di immigrati cinesi. Un altro potenziale problema potrebbe essere la contraffazione delle etichette, con una falsa indicazione di origine. Controlli da parte delle autorità italiane sono sicuramente auspicabili; i consumatori dovrebbero accertare che i prodotti siano stati verificati dal Ministero della Sanità; gli importatori e i rivenditori di questi prodotti devono controllare la qualità dei loro latti artificiali. In questo caso, l'indicazione di origine è sicuramente associata ad un elemento di sicurezza.

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4. Patente europea per gli aromi

Prosegue il lavoro per la costruzione del database FLAVIS, che conterrà le informazioni su tutte le sostanze aromatizzanti autorizzate negli alimenti a livello dell'Unione Europea. Secondo il regolamento 2232/96/CE, deve essere definita una lista positiva degli aromi permessi negli alimenti (sarebbero vietati tutti gli altri); la scadenza è luglio 2005. Si è partiti nel 1999 con un registro delle 2700 sostanze legalmente utilizzate in almeno uno degli Stati Membri, che vengono periodicamente valutate da un pannello dell'EFSA per essere incluse o escluse dalla lista. Tra le sfide al completamento di questa lista, vi sono i dati sulla produzione di aromatizzanti non aggiornati (risalgono al 1995) e i nuovi Stati Membri che apporteranno numerose nuove sostanze da valutare.

** Il lavoro di rivalutazione è sicuramente necessario e utile. La lentezza del processo, per quanto comprensibile, non è invece un fatto positivo. L'arrivo di FLAVIS sarà benvenuto da industria, autorità e consumatori. Per chi utilizza sostanze aromatizzanti, l'articolo dell'Istituto Superiore di Sanità che spiega il processo di rivalutazione è di grande interesse.

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5. Controlli a confronto

1,6 infrazione per ogni ispezione nel caso dei NAS, Carabinieri per la Sanità, (15.002 in totale) contro le 6,2 contestazioni per ogni ispezione dell'ICRF, Istituto Centrale Repressione Frodi (3378). 4120 euro di sequestro a ispezione dei NAS (valore complessivo di 102.024.841 euro, il 50% dal settore carni) contro 287 euro a ispezione dell'iCRF (valore complessivo di 6.105.162). Questi sono alcuni dei dati che si possono ricavare dalla lettura del rapporto TRUFFE A TAVOLA 2004 I° Rapporto sulle frodi nelle filiere agroalimentari in Italia, recentemente pubblicato da Legambiente e Movimento Consumatori e che ha avuto una grande risonanza sulla stampa. I NAS risultano anche in grado di ispezionare 433 allevamenti e stabilimenti della filiera della carne al giorno, con sequestri per circa 5 milioni di euro al giorno, coprendo comunque solo il 2% dell'anno con questa operazione.

**Oltre a risultati spesso impressionanti in numero e caratteristiche (gravi carenze di sicurezza), il rapporto permette anche di esaminare le modalità operative di due delle principali autorità di controllo italiane, che esplicano un ruolo essenziale e irrinunciabile, accanto ai servizi locali. Al di là dell'interesse dei dati e degli episodi riportati, purtroppo l'analisi non è molto approfondita e non sembra del tutto corretto valutare l'industria alimentare italiana su questa base. Sicuramente esistono molti margini per migliorare il modo di operare dei produttori e anche delle autorità. E'stato fatto notare che le sanzioni, in seguito alla depenalizzazione, appaiono insufficienti ad indurre comportamenti virtuosi da parte di alcuni produttori. Desta interesse anche l'elevato tasso di infrazione e il valore di sequestro a ispezione da parte dei NAS.

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6. Where are you from?

"Al fine di consentire al consumatore finale di compiere scelte consapevoli sulle caratteristiche dei prodotti alimentari posti in vendita, l’etichettatura dei prodotti medesimi deve riportare obbligatoriamente [...] l’indicazione del luogo di origine o provenienza." Questo il testo dell'emendamento approvato all'unanimità dal Senato durante la conversione del Decreto Legislativo 157/2004 ("recante disposizioni urgenti per l’etichettatura di alcuni prodotti agroalimentari, nonché in materia di agricoltura e pesca") e inserito come articolo 1-bis. Nel caso di prodotti non trasformati, si intende il Paese d'origine; negli altri casi la zona di coltivazione o allevamento della materia agricola prevalente. Saranno decreti del Ministero delle Politiche Agricole a chiarire le modalità applicative della norma, ma le sanzioni sono già stabilite. Un altro emendamento rende obbligatoria l'indicazione del luogo di coltivazione e di molitura delle olive. Varie le reazioni a queste modifiche del decreto-legge.

** Si tratta di una norma di grandissima importanza, la cui effettiva portata si potrà capire solo in seguito. Una delle critiche al provvedimento è di esporre alla criminilazzazione alcune nazioni produttrici di alimenti. I dati relativi alle tossinfezioni alimentari e ai sequestri indicano che effettivamente alcuni paesi non sono in grado di produrre ed esportare alimenti di qualità accettabile; non è quindi improprio che questo fattore entri nelle valutazioni del consumatore. Il provvedimento interessa produttori primari, produttori di alimenti, la distribuzione, le autorità e i consumatori.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 28/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
05/07/2004 Presenza del patogeno Salmonella enterica Tagli di carne bovina senza osso surgelata Namibia Norvegia
05/07/2004 Elevato contenuto di iodio Alghe marine Repubblica di Corea Germania
05/07/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Enteritidis Filetti di petto di pollo Tailandia Finlandia
06/07/2004 Presenza di residui dell'antibiotico vietato cloramfenicolo Siero di latte concentrato Spagna Paesi Bassi
06/07/2004 Irraggiamento non dichiarato in etichetta Misto di spezie Germania Finlandia
06/07/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Ohio Zenzero in polvere India Regno Unito
07/07/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Sgombro fresco Danimarca Italia
07/07/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV Misto di spezie Danimarca Italia
07/07/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 1 Paprika piccante in polvere Germania Paesi Bassi
07/07/2004 Cascami bovino con rischio attribuito Bistecca con l'osso Danimarca Germania
07/07/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Hvittingfoss Polvere di peperoncino Spagna Danimarca
07/07/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia
08/07/2004 Presenza della tossina istamina Filetti di tonno fresco Indonesia Italia
08/07/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo typhimurium DT 104 Filetto Ungheria Danimarca
08/07/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Pistacchi crudi con guscio Stati Uniti Danimarca
08/07/2004 Livelli pericolosi di solfiti (per reazioni asmatiche) Gamberetti cotti e refrigerati Francia Italia
09/07/2004 Presenza di proteine dell'uovo Filetti di petti di pollo Regno Unito Svezia
09/07/2004 Presenza della tossina istamina Tonno fresco Indonesia Italia
09/07/2004 Presenza della tossina istamina Tirsite Ecuador Danimarca

N. 27/2004 9 Luglio 2004

Sommario

1. Editoriale

In questo numero, riportiamo i dati delle ispezioni dell'Istituto Centrale Repressione Frodi per il 2003 e quelli della sorveglianza comunitaria e nazionale sugli alimenti per il secondo trimestre 2004. Sono informazioni di grande importanza per chi si occupa di alimenti. Presentiamo anche i dati sulla presenza di patogeni e altri contaminanti ottenuti in Umbria nel 2003, utili a guidare la prevenzione e il controllo a livello produttivo. Infine, ma in ordine inverso di pubblicazione, vi proponiamo un caso di avvelenamento da piombo dovuto a ceramiche francesi e informazioni interessanti sulla difillobotriasi nei laghi alpini. Non riportiamo le allerta europee della settimana a causa della loro mancata pubblicazione a livello UE.

2. I piatti francesi sono pesanti!

Negli Stati Uniti è stato dimostrato che ceramiche da cucina possono rilasciare livelli di piombo pericolosi per la salute dei bambini. A New York, un bambino di un anno presentava nel sangue livelli di piombo superiori ai livello di guardia (>10 µg/dL); nonostante gli sforzi congiunti di famiglia e pediatri non si è riusciti per molto tempo ad individuare l'origine del contaminante. Successivamente, si è riscontrato che un piatto usato spesso dal bambino e per alimenti acidi (esempio, succhi di frutta), capaci di estrarre maggiori quantità di metallo, rilasciava piombo fino 29.6 mg/mL, superiore a livello guida della FDA (Food and Drug Administration) di 3 µg/mL. La rimozione di questo piatto ha riportato il bambino a livelli ematici di piombo normali. La ceramica era importata dalla Francia, dove è ancora regolarmente in commercio. Per i livelli di piombo, molte ceramiche vengono respinte alla frontiera degli Stati Uniti: sono state coinvolte a partire dagli anni novanta anche alcune marche italiane.

In una notizia collegata, è stato reso noto dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) che numerosi casi di avvelenamento da piombo negli adulti sono stati dovuti a farmaci ayurvedici.

** Il piombo è una sostanza neurotossica, che nei bambini crea problemi di sviluppo, modifica il carattere e riduce l'intelligenza. Negli USA, il problema è dovuto alla vernice della case che spesso contiene ancora piombo; la sensibilità al problema è comunque maggiore oltre oceano, come dimostrato dalla maggiore celerità nell'eliminare la benzina con il piombo. Il problema dei materiali a contatto può essere rilevante ed è opportuno che chi acquista grandi quantità di ceramica (sia per ristoranti che per commercializzazione) si informi presso il produttore dei test condotti e dei risultati ottenuti.

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3. Difillobotriasi e carpaccio di persico

I casi di difillobotriasi, una parassitosi causata dall'ingestione del platelminta Diphyllobothrium latum, sarebbero in aumento nell'Italia settentrionale, in corrispondenza dei grandi laghi alpini. La malattia si contrae ingerendo le larve del parassita che possono essere presenti soprattutto in persico (Perca fluviatilis), lucci (Esox lucius), salmerino (Salvelinus alpinus), e bottatrice (Lota lota); la cottura sopra i 55°C e il congelamento sotto i -10°C uccidono il parassita (tra le 8 e le 72 ore di congelamento), mentre l'affumicamento non lo uccide. I sintomi sono dolori addominali, perdita di peso, astenia, e vertigini; il parassita cresce nell'intestino raggiungendo un record di categoria (10 m). In casi di infestazione prolungata, si può avere anche anemia dovuta a carenze di vitamina B12. Sono stati riportati casi sporadicamente sul lago di Como e Iseo in Italia e, in Svizzera, sul lago Maggiore. Nel lago Maggiore, la frequenza del parassita nel pesce persico è all'8% circa.

** L'aumento dei consumi di pesce crudo e la continua immissione di materiale fecale nei laghi alpini (benché molto diminuita negli ultimi anni) consigliano di mantenere un'elevata attenzione su questa parassitosi. Per chi cattura o vende queste specie di pesce è opportuno informare i propri clienti o i consumatori dei rischi di una preparazione inadeguata.

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4. Patogeni umbri senza segreti

In Umbria, le prime cause di irregolarità nel settore alimentare, per il 2003, sono stati livelli eccessivi di coliformi (42%), di carica mesofila (36%) e Salmonella (9%). Nel primo quadrimestre 2004, la situazione è parzialmente cambiata, con l'inserimento di Yersina enterocolotica (18%) e di Campylobacter spp (8%) tra le prime posizioni. A livello di matrici alimentari, Salmonella è stata riscontrata più spesso in carne di suino (non disponibile), pollame (4,8%) e preparazioni di carne (2,9%); i dati ottenuti con le uova non sono significativi, anche se incoraggianti (0 positivi su 39). Listeria è stata trovata nel 2,3% delle carni lavorate e 3,7% nei prodotti a base di carne, mentre Campylobacter è stato rinvenuto nel 9% del pollame. Yersinia è stata individuata nel 2004 in numerosi prodotti provenienti da suino, anche se non sono state notificati casi umani nello stesso periodo. Per quanto riguarda Salmonella in particolare, si è riscontrato, tra il 2003 e il 2004, un relativo aumento del sierotipo Enteritidis, che era stato largamente soppiantato dal sierotipo Typhimurium sia a livello alimentare che umano. I bambini sotto i cinque anni sono i più colpiti, almeno per quanto riportato dalle autorità, ed è più frequente l'ospedalizzazione.

** I dati dell'Umbria, e la loro disponibilità, sono utili perché permettono anche agli operatori del settore alimentare (veterinari, consulenti HACCP e soprattutto produttori e rivenditori) di adeguarsi ad un quadro microbiologico in mutamento (per esempio, aumento di frequenza di alcuni patogeni); naturalmente, sono dati utili anche a livello sanitario. La prima preoccupazione resta quella di Salmonella che, purtroppo, per i bambini può rappresentare un serio pericolo. Listeria è meno diffusa, ma, per i suoi potenziali effetti sulle donne in gravidanza, desta comunque preoccupazione (i dati indicano che quasi un prodotto a base di carne su 20 è a rischio). Campylobacter è presente in un campione di pollame su dieci, rafforzando l'esigenza di cottura appropriata. In generale, la conseguenza è che il trattamento appropriato in termini di refrigerazione e cottura delle carni resta essenziale per garantire alimenti sani.

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5. Nel campo delle frodi alimentari, chi cerca, trova

48.000 confezioni di concentrato di pomodoro di origine cinese sono state sequestrate perché inadatte al consumo umano; 24000 confezioni riportavano invece ingannevolmente l'Italia come paese d'origine. Il 7% di circa 4000 etichette di vari prodotti alimentari controllati sono risultati non conformi alla normativa; inoltre, sono state sequestrate 2 milioni di bottiglie di olio extravergine di oliva perché dotate di etichette ingannevoli. Il 23% di 5150 prodotti ortofrutticoli controllati sono risultati venduti con etichette al pubblico non conformi alla legge, soprattutto nei mercati rionali e nel Sud Italia. Sempre nell'ambito ortofrutticolo, è stato scoperto un vasto commercio di arance e clementine con foglia importate dalla Spagna e vendute come calabresi o siciliane. Anche nell'ambito dei prodotti DOP sono stati effettuati sequestri per varie irregolarità, con una punta di 8 tonnellate di Caciocavallo Silano. Infine, oltre 250.000 confezioni di bevande analcoliche al gusto di arance e limone sono state sequestrate perché contenenti quantità irrisorie di frutta, mentre la normativa richiede un minimo del 12%. Questi sono i dati più eclatanti emersi dal rapporto per il 2003 dell'Istituto Centrale Repressione Frodi (ICRF), presentato recentemente a Roma.

** L'attività dell'ICRF è di importanza centrale per la tutela dei consumatori e delle produzioni alimentari nazionali. Poiché le frodi commerciali hanno spesso conseguenza anche sulla sicurezza dell'alimento, i controlli hanno spesso anche una valenza di sanità pubblica. Nonostante il numero elevato di ditte (circa 15000) e prodotti controllati (51000), si tratta comunque di un numero esiguo rispetto per esempio solo alle industrie alimentari, escludendo cioè il commercio (67000, dati ISTAT 2001). Se si pensa poi che il 7% delle etichette e il 5% delle aziende sono risultate in violazione della normativa, si assiste sicuramente ad una situazione molto preoccupante. Una riflessione particolare riguarda la rintracciabilità di filiera: esiste evidentemente una tendenza ad evadere la normativa, che solo un controllo costante può invertire. La lettura del rapporto sicuramente è di grande interesse, oltre che facile per le numerose figure, per le autorità sanitarie (possono evidenziare aree in cui vi potrebbero essere anche problemi di sicurezza), per chi produce, trasforma o commercializza alimenti (per individuare se, tra i prodotti trattati, ve ne sono alcuni notati come a rischio) e per i consumatori. Due considerazioni possono essere utili a chi tratta o controlla alimenti: le etichette non sono spesso affidabili e i fornitori vanno indagati quando propongono prodotti a prezzi molto bassi.

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6. Allarmi alimentari europei. Starring: aflatossine, Salmonella, Listeria e Sudan Red

In ambito microbiologico, la presenza dei patogeni Salmonella e Listeria monocytogenes negli alimenti sono state le principali cause di allarme a livello comunitario anche nel secondo trimestre 2004. Nel caso di Salmonella, la percentuale sul totale è lievemente salita rispetto al trimestre precedente (in totale, da 42 a 62 segnalazioni). Listeria è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al trimestre precedente (da 25 a 26), ma è circa raddoppiata rispetto alla media dell'anno precedente (circa 10 segnalazioni). Continuano i problemi relativi alla presenza di Vibrio parahaemolyticus in prodotti ittici, la cui patogenicità è però oggetto di discussione e di cui si preoccupa soprattutto l'Italia. Sempre i prodotti ittici hanno destato preoccupazioni per la presenza del parassita Anisakis. In ambito chimico, invece, permangono i problemi relativi al Sudan (ancora 37 segnalazioni di cui 7 di prodotti italiani), alle aflatossine e alle fumonisine (queste ultime un problema soprattutto per prodotti di mais italiani). L'Italia continua a contribuire molto significativamente al totale delle segnalazioni comunitarie (circa il 35% del totale europeo).

** Questi dati vanno interpretati con cautela. Da una parte riflettono certamente i problemi incontrati da alcuni prodotti con le autorità comunitarie; dall'altra, non è chiaro quanto riflettano i reali problemi di sicurezza legati agli alimenti presenti nella UE. Per esempio, i principali problemi rilevati dalle autorità continuano ad essere di natura chimica (54%) e non di natura microbiologica, nonostante gli effetti sulla salute siano generalmente ritenuti più preoccupanti nel secondo caso. Inoltre, l'aumento dei rinvenimenti di Listeria nel 2004 è probabilmente, come in altri casi, dovuto più ad un aumento dei monitoraggi che ad un reale cambiamento di frequenza. L'Italia continua a svolgere un ruolo di primo piano in questo sistema europeo, anche se lo sbilanciamento tra l'attività degli uffici periferici del Ministero e quella delle ASL/Assessorati Regionali (solo 1 segnalazione interna contro 6 su prodotti esteri) potrebbe indicare una minore attenzione ai prodotti nazionali. Resta serio il problema del Sudan rosso, che non ha ancora trovato soluzione.

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7. Allerta europee della settimana

Non è uscito il numero 27 al momento della redazione del settimanale.


N. 26/2004 2 Luglio 2004

Sommario

1. Editoriale

Negli Stati Uniti, ma anche in Giappone, si discute intensamente di BSE: quanto è giusto far sapere ai consumatori? Sempre negli Stati Uniti, i produttori di mandorle sono arrivati alla conclusione che la pastorizzazione è un passaggio necessario per evitare la presenza di Salmonella, almeno nel prodotto venduto grezzo. Nel Salento la Guardia di Finanza ha scoperto un grosso stabilimento clandestino per la produzione di vino sofisticato. Nel frattempo, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge che riporta le norme relative alla denominazione di vendita e di origine di latte e passata di pomodoro. Riportiamo infine un'utile rubrica delle autorità sanitarie inglesi.

2. BSE: opacità o trasparenza?

In Giappone alcuni ristoranti hanno iniziato a informare i propri clienti sull'origine e sui codici individuali della carne che servono. Secondo alcune fonti, le informazioni comprendono anche il luogo di nascita, il metodo di allevamento e la data in cui l'animale è stato sottoposto a test per la BSE. A dicembre in Giappone diventerà obbligatorio per alcune categorie di ristoranti esporre i dati necessari a rintracciare la carne bovina; l'impatto principale è atteso per la carne di importazione.

Nel frattempo, negli USA, si è sviluppato un ampio dibattito sull'utilità di rendere pubblici i risultati dei test per la BSE (encefalopatia spongiforme bovina, o mucca pazza) ottenuti con strumenti rapidi che però non sono così affidabili come il lungo e costoso test di conferma. Solo di recente gli USA hanno approvato l'utilizzo dei test rapidi (Bio-Rad e IDEXX). Negli ultimi giorni due vacche sono risultate positive al test rapido; almeno in un caso la conferma ha dato esito negativo. Nei giorni precedenti gli USA avevano "avvertito" i partner commerciali di non chiudere le proprie frontiere alla carne americana solo sulla base di questi test preliminari.

** L'opinione prevalente negli Stati Uniti è ancora che diffondere le informazioni, almeno sulla BSE, crei confusione e vada quindi evitata. L'esperienza dimostra spesso che nascondere le informazioni può rivelarsi molto peggio che diffonderle. Per quanto riguarda l'esperienza giapponese, sarà interessante valutare la risposta dei consumatori e i conseguenti effetti sul mercato dell'iniziativa dei ristoratori e delle nuove norme. Per chi somministra piatti di carne o a base di carne, potrebbe essere una possibilità da valutare.

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3. Mandorle pastorizzate

L'"Almond Board of California", in seguito all'episodio epidemico di salmonellosi legato alle mandorle recentemente verificatosi negli USA, ha deciso di perseguire la pastorizzazione per tutte le mandorle grezze immesse sul mercato. Tutte le mandorle grezze dovranno essere interamente pastorizzate, con un trattamento da definire (termico, già usato nell'industria, o con ossido di propilene), entro marzo 2005. In questo modo si dovrebbero evitare ulteriori problemi. Il trattamento non dovrebbe essere in conflitto con i disciplinari del settore biologico.

** Dato il forte consumo di mandorle nel nostro paese, queste informazioni sono sicuramente interessanti. L'opportunità di introdurre un trattamento come la pastorizzazione va valutata attentamente alla luce del recente episodio accaduto negli USA, ma che ha avuto un impatto anche in Italia (le mandorle sospettate sarebbero state importate anche nel nostro paese). Per chi utilizza mandorle nelle proprie produzioni, è importante informarsi sui trattamenti utilizzati o che verranno utilizzati dai propri fornitori, anche per garantire il rispetto della normativa vigente.

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4. Pseudo-vino leccese

A Cutrofiano (LE), sono stati sequestrati 250mila litri di vino sofisticato, prodotto in appositi fermentatori. Veniva prodotto in uno stabilimento sotterraneo e segreto che è stato individuato grazie a rilievi arerei dell'Agenzia delle Dogane. Il contenuto in vino era solo del 10%; sono stati rinvenuti numerosi fertilizzanti (fosfato monopotassico, fosfato diammonico cristallizzato e urea agricola), utili anche per favorire la fermentazioni, e grosse quantità di zucchero. Da parte della Guardia di Finanza, sono state denunciate sette persone per violazioni delle norme sulle bevande alcoliche, frode nell’esercizio del commercio e falso ideologico. Apparentemente erano nel cuneese le aziende destinatarie, forse costituite da società di comodo dagli stessi criminali, del vino sofisticato. Il giro d'affari dell'operazione criminale è stato stimato in 10 milioni di euro all'anno.

** L'eventuale tossicità del vino non è stata riportata dai media nei giorni successivi, anche se le analisi erano ancora in corso al momento dell'operazione della Guardia di Finanza. La pratica di adulterare il vino è purtroppo ancora presente in Italia; il settore vitivinicolo, pur essendo molto controllato, è stato oggetto di oltre 3.500.000 euro di sequestri nel 2002. In questo caso specifico non è possibile fornire indicazioni precise.
In generale, per i consumatori è prudente rivolgersi a marche conosciute, vendute nei circuiti ufficiali e a prezzi in linea con il mercato. Per chi commercia in vino o lo vende direttamente ai consumatori, i controlli dovrebbero essere più approfonditi.

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5. Latte is latte, latte fresco is latte italiano

Le denominazioni di vendita «latte fresco pastorizzato» e «latte fresco pastorizzato di alta qualità», da riportare nella etichettatura del latte vaccino destinato al consumo umano, sono esclusivamente riservate al latte pastorizzato e quindi non utilizzabili per il latte microfiltrato. La denominazione di vendita «passata di pomodoro», da riportare nella etichettatura del prodotto derivante dalla trasformazione del pomodoro, è invece riservata al prodotto ottenuto dalla spremitura diretta del pomodoro fresco. Inoltre, per entrambi i prodotti, è prevista l'indicazione obbligatoria del luogo di origine o di provenienza.

** Si tratta di un provvedimento importante, fortemente richiesto dal settore agricolo. Mentre la denominazione di vendita è associata a parametri di qualità più che di sicurezza, l'indicazione dell'origine può effettivamente guidare il consumatore o comunque l'acquirente a scegliere i prodotti provenienti da paesi che effettuano controlli più rigorosi sulle loro produzioni. Inoltre, in presenza di emergenze alimentari e data la scarsa propensione di molte autorità europee a indicare pubblicamente i lotti di prodotto coinvolti, si tratterebbe di uno strumento in più per evitare prodotti a rischio. Restano da emanare alcuni decreti attuativi.

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6. Vero, falso, opinabile?

Le persone mantengono fermamente alcune opinioni e basano molte loro scelte su di esse, anche se queste opinioni sono in realtà false. E'importante poter controllare la validità di quanto si pensa, soprattutto rispetto a fonti autorevoli. In questo senso, la Food Standards Agency (l'agenzia di sicurezza alimentare britannica) ha pubblicato su Internet una rubrica di "Vero o falso" su numerosi aspetti di nutrizione e sicurezza alimentare. Per esempio, ci si può domandare se è vero che gli esperti di nutrizione cambiano continuamente idea sulle diete sane (falso). Oppure se la carne rossa è sempre più grassa di quella di pollo (falso).

** Si tratta di un documento interessante proprio perché proviene da una fonte ufficiale, mentre le fonti di informazione sono spesso riviste con scarso rigore scientifico. Alcune risposte sono ovviamente criticabili, ma questa resta una risorsa utile per il pubblico.


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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 26/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
21/06/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Derby Carne di maiale fresca Francia Italia
21/06/2004 Odore anormale Acqua minerale Italia Italia
22/06/2004  Presenza della tossina istamina Tonno sotto vuoto refrigerato Ecuador Italia
24/06/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Dublin Filetti disossati e surgelati Paesi Bassi Norvegia
24/06/2004  Presenza del patogeno Salmonella serotipo Rough Filetti di maiale Danimarca Danimarca
25/06/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Rough Filetti di maiale Danimarca Danimarca
25/06/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Dublin Lombo di vitello tagliato e surgelato Paesi Bassi Norvegia
25/06/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia
25/06/2004 Presenza dei solfiti (possono causare reazioni asmatiche) Gamberetti cotti Francia Italia

 

 

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