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Sommario
1. Editoriale
Una decisione della
Commissione Europea da il
via libera all'immissione
sul mercato di prodotti
contenenti il mais GM NK
603. La FDA americana lancia un
allarme contro la setticemia
provocata da Vibrio
Vulnificus, un batterio che
causa anche una patologia
associata al consumo di
ostriche crude. Sempre la FDA
sta decidendo
sulla possibile introduzione
di prodotti alimentari provenienti
da animali clonati; i risultati
di studi effettuati sembrano
indicare l'assoluta
sicurezza di questi
alimenti. A Tallinn, in
Estonia, un supermercato
distribuisce, a scopo
promozionale, del latte
di capra crudo infetto da encefalite
trasmessa dalle zecche (TBE).
In Danimarca il "fromage
blanc" (formaggio fresco),
un dessert contenente
lamponi surgelati, causa ben due
focolai consecutivi da Norovirus.
2.
NK 603: un nuovo OGM nei
piatti
I prodotti e gli ingredienti
alimentari ricavati dal mais
geneticamente modificato NK
603 (identificatore unico
dell'evento: MON-00603-6) possono essere immessi
sul mercato comunitario come
nuovi
prodotti o ingredienti
alimentari. Il mais è
prodotto da Monsanto ed è
resistente all'erbicida
glifosato (RoundUp). Inoltre i
prodotti contenenti questa
varietà di mais devono
essere etichettati con le
diciture "mais geneticamente
modificato" o "prodotto da
mais geneticamente
modificato". Questi i
principali elementi
contenuti nella decisione
della Commissione Europea
del 3 marzo 2005, che
autorizza la
commercializzazione di
prodotti alimentari
contenenti il nuovo mais
geneticamente modificato. Il
testo prevede
anche un allegato con informazioni
tecniche sull'evento NK 603
e sui prodotti da esso
derivati. Il metodo di
rilevamento è basato sulla
PCR quantitativa.
**I due organi europei in
cui erano rappresentati gli
stati membri, il Comitato
permanente sulla catena
alimentare e il
Consiglio europeo, non hanno
raggiunto la
maggioranze qualificata
su questo nuovo OGM; come
sta accadendo sempre più
spesso, la Commissione ha
potuto imporre la decisione
finale (positiva). Di
conseguenza, prodotti
contenenti o derivati da
questo mais transgenico si
potranno vendere e
trasformare
anche in Italia, anche se
nel nostro Paese resta a tutt'oggi
vietata la coltivazione di
qualsiasi OGM.
Links:
3.
Vibrio vulnificus:
attenzione alle ostriche
crude
Secondo un allarme lanciato
dalla americana FDA, la setticemia provocata da Vibrio vulnificus
associata al consumo di
ostriche crude costituisce
un rischio molto importante
per la salute dei
consumatori. Le ostriche
crude, infatti, possono
essere contaminate da questo
batterio che causa una
setticemia potenzialmente
mortale in individui con
malattie al fegato, o
individui il cui sistema
immunitario risulta
compromesso da varie
patologie, come l'AIDS,
l'abuso di sostanze
alcoliche, disturbi allo
stomaco e alla circolazione,
cancro, diabete, e malattie
ai reni.
V. vulnificus è un batterio
che si può trovare nelle
acque calde costiere, come
nel Golfo del
Messico tra i mesi di aprile
e ottobre; si trova
naturalmente in queste
acque, ma può anche essere
portato dall'inquinamento.
Le ostriche possono
accumulare questo batterio
attraverso il loro sistema
di filtraggio e
trasmetterlo all'uomo se
vengono consumate crude o
non totalmente cotte. La trasmissione
di questo batterio, e quindi
della malattia che causa,
può avvenire anche
attraverso il contatto
diretto tra una ferita
aperta e l'acqua di mare che
contiene il microrganismo.
** Studi confermano la
presenza di Vibrio
vulnificus anche sulle coste
italiane; anche se i casi
riportati sono rari le
persone che appartengono a
categorie a rischio devono
prestare particolare
attenzione a questo patogeno. In
particolare,
i medici dovrebbero
monitorare e fornire
indicazioni adeguate ai loro pazienti.
In generale, il consiglio
per i consumatori è
quello di consumare i
prodotti ittici cotti.
Links:
4. Hamburger con clone
La carne e il latte che
derivano da animali clonati
o dalla loro progenie
potrebbero essere presto dichiarati sicuri per il consumo
umano, almeno quando
derivano da animali
normalmente usati in
alimentazione umana.
La Food and Drug Administration
americana (FDA) ha infatti
esamianto recentemente i
risultati di uno studio
complesso
sugli animali clonati e
sulla loro sicurezza; i
risultati sembrano
rassicuranti ma, nonostante
le indiscrezioni di una
decisione favorevole
imminente, la posizione
ufficiale è di prudenza.
Lo studio è stato condotto da
scienziati dell'Università
del Connecticut in
collaborazione con
l'Istituto per lo sviluppo
dell'allevamento bovino della
prefettura di Kagoshima in
Giappone. Gli
scienziati hanno esaminato
la composizione della carne
da due bovini clonati e del
latte da quattro mucche
anch'esse clonate. Valutando
circa 100 componenti
fisiologici, cellulari e dei
tessuti, essi non hanno
trovato alcuna differenza
con quelli provenienti da
animali di razze
convenzionali.
Oggi in America non
esiste
ancora una normativa che
regolamenta
la vendita di carne o latte
dei circa 1.000 - 2.000
animali da fattoria clonati
già presenti negli USA. Dal
2003, alla FDA è stato chiesto
di prendere in
considerazione la carne e il
latte di questi animali come
base per la produzione di
vari generi alimentari, dato
l'evidente valore
commerciale.
** Anche se sembra che
non ci siano dubbi sulla
sicurezza alimentare dei
prodotti provenienti da
animali clonati, la
commercializzazione di questi
alimenti pone sicuramente
una serie di dubbi residuali
che non possono essere
sottovalutati. In
particolare, come per gli
OGM, la FDA non sembra
orientata a richiedere alcun
tipo di indicazione in
etichetta a difesa della
libertà di scelta del
consumatore.
Links:
5. Il latte di capra estone
può dare alla testa
Tra maggio e giugno 2005, a
Tallinn in Estonia, 27
persone hanno mostrato i
sintomi di infezione encefalite
trasmessa dalle zecche (TBE,
dopo aver consumato latte
crudo (non pastorizzato) di
capra e di mucca, che era
stato distribuito per una
promozione ai clienti di un
supermercato. Quindici
persone hanno mostrato i
sintomi tipici
dell'influenza (mal di testa
e febbre), quattro hanno
avuto anche vomito e otto
pazienti sono stati
ricoverati in ospedale con
chiari sintomi neurologici;
fortunatamente non ci sono
stati morti. Nessuno dei
pazienti era stato vaccinato
contro la TBE e nessuno di
loro ha riferito di essere
stato morso da zecche prima
dell'inizio dei sintomi.
Vari campioni di latte
provenienti da 5 capre di
una fattoria privata che
aveva fornito il prodotto al
supermercato sono stati
analizzati per cercare il
virus della TBE
dall'Istituto svedese per il
controllo della malattie
infettive di Stoccolma; i
risultati hanno mostrato che
una capra era chiaramente
infetta dalla malattia e
un'altra aveva mostrato
positività al test di
neutralizzazione condotto
per la ricerca del virus.
** Questo episodio
dimostra l'importanza, sia per
i turisti e sia per chi
importa alimenti,
che i prodotti che
provengono da questi paesi
siano adeguatamente trattati
prima di essere consumati o
immessi sul
mercato. Il consiglio per i
consumatori è di stare
attenti soprattutto al latte
poiché è un alimento che se
non viene pastorizzato nel
modo corretto comporta un
considerevole rischio per la
salute.
Links:
6. Danimarca: Norovirus
colpisce due volte
Nel fine settimana del 21-22
maggio 2005 e nei quattro
giorni successivi, circa 150
pazienti e 130 dipendenti di
due ospedali di Aalborg in
Danimarca,
nel nord dello Jutland,
hanno manifestato sintomi
come vomito e diarrea dopo
aver consumato il "fromage
blanc" (formaggio fresco),
un dessert contenente
pezzetti surgelati di
lamponi. I risultati delle
analisi dei campioni fecali
hanno confermato il sospetto
di un'infezione da Norovirus;
inoltre, visto che due
focolai simili si sono
verificati in due ospedali
diversi, è stata sospettata
una fonte alimentare come
veicolo di contagio. I
lamponi sono stati
identificati come la fonte
dell'infezione dallo studio
caso-controllo condotto sul
focolaio epidemico.
I pazienti sono stati
opportunamente isolati,
mentre ai dipendenti, che
erano stati lasciati a casa
per la malattia, è stato
consigliato di non tornare
al lavoro prima che fossero
passate 24 ore dal momento
della scomparsa della
malattia (48 per i
dipendenti della cucina).
Inoltre tutte le strutture
degli ospedali, compresi i
servizi igienici e le
cucine, sono state
disinfettate accuratamente
con un prodotto attivo
contro Norovirus.
Circa una decina di giorni
dopo questo focolaio, a
Sjaelland e nella zona di
Copenhagen, sono stati
riportati 289 casi di
infezione gastrointestinale
trasmessa da Norovirus,
probabilmente associata al
consumo di un dessert
contenente lamponi, che era
stato servito a più di mille
persone tra il 1 e il 3
giugno. Molti di questi casi
sono risultati essere
persone anziane. I lamponi surgelati,
che erano stati usati per
farcire il dessert, erano
stati acquistati dallo
stesso importatore che li
aveva forniti ai due
ospedali di Aalborg.
** Ancora una volta sono i
prodotti ortofrutticioli a
veicolare una malattia
trasmessa dagli alimenti. La fonte di infezione in
entrambi i casi è stata
individuata rapidamente
grazie all'intervento
tempestivo delle autorità
pubbliche e degli ospedali.
Sfortunatamente non è stato
effettuato altrettanto
rapidamente il ritiro dal
mercato del prodotto
contaminato, ed è stata
proprio questa negligenza da
parte delle autorità a far
si che si verificasse il
secondo focolaio di Sjaelland,
che sfortunatamente ha
colpito degli anziani. Infine, i lamponi contaminati
provenivano dalla Polonia,
dove forse non erano state
adottate sufficienti misure
igieniche (analoghi episodi
sono stati riscontrati negli
USA per prodotti provenienti
dal Centroamerica). Questo
tipo di episodio raccomanda
la necessità di buone
pratiche agricole nei paesi
produttori, di controlli
sulle pratiche e sul
prodotto finito da parte
degli importatori e di
richiami assolutamente
tempestivi, con l'intervento
delle autorità ove
necessario, per evitare
focolai epidemici ripetuti.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
25/2005. Le allerta
riguardano prodotti che
presentano un rischio e sono
sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- Questa settimana
si registra una
segnalazione che
riguarda un prodotto
italiano: ancora
Listeria nel formaggio.
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
13/06/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati e
potenzialmente
cancerogeni
Sudan I e
Sudan IV |
Miscela di
spezie per
hamburger |
Grecia |
Ungheria |
|
13/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Panama |
Latte intero in
polvere |
Regno Unito
|
Olanda |
|
13/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
spp. |
Maiale |
Belgio |
Italia |
|
13/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Listeria monocytogenes |
Formaggio |
Italia |
Belgio |
|
14/06/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno
Sudan I |
Insalata di
verdure con riso |
Polonia |
Germania |
|
14/06/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno
Sudan I |
Miscela di
spezie per
salsiccia |
Germania |
Germania |
|
14/06/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
aflatossine |
Peperoncino
speziato |
Slovacchia |
Ungheria |
|
14/06/2005 |
Livelli
eccessivo del
metallo cadmio e
trattamento di irradiazione non
autorizzato per
questo alimento |
Alghe in polvere (Spirulina
platensis) |
Cina |
Germania |
|
15/06/2005 |
Migrazione dei
metalli cadmio e
piombo |
Bicchieri |
Cina (Hong Kong) |
Repubblica Ceca |
|
15/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
enteritidis |
Filetti di petto di
pollo surgelati |
Lituania |
Finlandia |
|
15/06/2005 |
Livelli
eccessivi del
metallo cadmio |
Funghi secchi (shiitake) |
Tailandia via
Olanda |
Germania |
|
15/06/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
cancerogene aflatossine |
Pistacchi |
Iran -
impacchettato in
Belgio via
Olanda |
Germania |
|
16/06/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato E
127, eritrosina |
Fettine di
frutta |
Brasile via
Repubblica Ceca |
Slovacchia |
|
16/06/2005 |
Presenza del colorante
non autorizzato E 160b (annato, bixina,
norbixina) |
Salsa vegetale
speziata con
pepe piccante |
Messico via
Germania |
Slovenia |
|
16/06/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetti di tonno (Thunnus albacares) surgelati |
Indonesia Via
Olanda |
Italia |
|
16/06/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati e
potenzialmente
cancerogeni
Sudan I e
Sudan IV |
Miscela di
spezie con aglio
e pepe |
Grecia |
Ungheria |
|
17/06/2005 |
Presenza della tossina
dei molluschi che provoca amnesia (ASP) |
Pettini di mare |
Belgio |
Belgio |
|
17/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Salsiccia (Chorizo) |
Spagna |
Portogallo |
|
17/06/2005 |
Livelli
eccessivi dei
farmaci
veterinari tetraciclina
e doxiciclina) |
Filetti di pollo
surgelati |
Polonia |
Slovacchia |
|
17/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
gruppo C1 |
Semi di sesamo
sbucciati |
India via
Polonia |
Germania |
|
17/06/2005 |
Migrazione dei
metalli cadmio e
piombo |
Bicchieri |
via Olanda |
Repubblica Ceca |
|
17/06/2005 |
Presenza del colorante
non autorizzato E 160b (annato, bixina,
norbixina) |
Peperoncino in
polvere |
Spagna via
Olanda |
Repubblica Ceca |
|
17/06/2005 |
Migrazione delle
ammine
aromatiche
primarie |
Cucchiaio da
portata di
nylon nero |
Cina via Olanda |
Slovenia |
Sommario
1. Editoriale
In Austria viene
riportato un
focolaio epidemico di Norovirus associato ad un'inondazione di un hotel con
la fuoriuscita di acqua dal
sistema di scarico; gli
alimenti sono stati
scagionati. In
Canada Escherichia coli O157
colpisce un parco acquatico;
le analisi del DNA, con
l'utilizzo di enzimi di
restrizione diversi, hanno
dimostrato come questo
batterio non sia stato
trasmesso solo dagli alimenti.
Continuano i casi di epatite
A collegati a viaggi nei
paesi tropicali; questa
volta a essere colpiti sono
turisti europei in un
villaggio di Hurghada in
Egitto e l'alimento
coinvolto nel contagio è un
succo di frutta. In Spagna
Salmonella si conferma il
principale patogeno
alimentare collegato a
prodotti a base di uova; a
rischio è soprattutto
l'alimentazione casalinga.
Infine, l'Italia ha
approvato recentemente la
legge sulla celiachia, che viene
riconosciuta come malattia a
tutti gli effetti.
2.
Focolaio di Norovirus in
Austria: scagionati gli
alimenti
Il primo di giugno del 2005
in Austria, 26 turisti
americani si sono ammalati,
presentando sintomi quali
vomito e diarrea, dopo
essere stati esposti ad
acque contaminate da Norovirus a seguito di una
inondazione che aveva
allagato l'hotel in cui
risiedevano. Dieci di questi
sono stati ricoverati in
ospedale e le autorità
locali di salute pubblica
hanno iniziato a investigare
il focolaio epidemico; in
totale tra il 31 maggio e il
3 giugno sono state
coinvolte nel focolaio più
di 40 persone. Il 2 giugno
l'Agenzia di Salute Pubblica
e di Sicurezza Alimentare
Austriaca (Österreichische
Agentur für Gesundheit und
Ernährungssicherheit, AGES)
ha richiesto campioni
di feci da analizzare
all'ospedale locale e, il 3
giugno, i test del DNA
condotti su 7 campioni hanno
rivelato che 6 di questi
erano positivi per Norovirus.
Mentre il gruppo di turisti
si stava sistemando, a Salisburgo c'è
stato una forte pioggia che
ha allagato l'interno dell'hotel. Molti di loro
hanno aiutato lo staff
dell'albergo a togliere
l'acqua dalle stanze e sono
stati così esposti a liquidi
provenienti dal sistema
di scarico dell'albergo, che
contenevano pezzi di carta
igienica e quindi anche
feci. Quindi l'infezione da Norovirus portata dall'acqua
è stata contratta
inizialmente per
contatto diretto con i
liquidi contaminati e con le
feci umane ed è poi stata
trasmessa da persona a
persona.
L'alto numero di casi
riportati in un solo giorno
e il fatto che tutte le
persone coinvolte avevano
mangiato, il giorno
precedente, in un ristorante
a Salisburgo aveva fatto
sospettare una trasmissione da alimenti. Ma
l'investigazione
epidemiologica e
le analisi sugli alimenti
hanno escluso
un'associazione con la cena consumata.
** Le inondazioni sono
spesso associate ad un
elevato rischio di
infezione, ma questo rischio
generalmente rimane basso a
meno che entrino in gioco
fattori come flussi
turistici o sorgenti di acqua
compromesse, ad esempio
acque potabili contaminate.
L'identificazione di questa
causa di contagio può
risultare
difficile, poiché spesso la
si confonde con
intossicazioni alimentari,
soprattutto in zone esotiche
dove vengono serviti alimenti ad
alto rischio, come pesce
crudo o altri cibi poco
cotti e poco puliti. Gli
albergatori devono prestare
la massima attenzione in
caso di allagamenti.
Links:
3.
Escherichia coli colpisce uno
spray park
Nella Columbia Britannica,
Canada, a luglio del 2004
sono stati riportati alle
autorità di salute pubblica
regionali 10 casi di
infezioni da Escherichia
coli 0157:H7 associate a un
parco acquatico per bambini.
Tutti i casi riportati hanno
mostrato sintomi come
diarrea (con sangue nell'80
% dei casi), nausea, vomito,
crampi allo stomaco e
febbre; inoltre più della
metà dei casi sono stati
ricoverati in ospedale e in
un caso si è sviluppata la
sindrome uremico emolitica (HUS).
Non ci sono stati morti.
Un'indagine iniziale con
l'utilizzo di tecniche di
analisi del DNA (PFGE) su
due gruppi di infezioni
individuati in quel periodo
aveva rivelato profili
identici degli isolati di E.
coli per tutti i casi
analizzati, indicando come
probabile fonte comune del
contagio un prodotto a base
di carne. In realtà una
seconda analisi dei ceppi di
E. coli condotta con un
enzima di restrizione
diverso da quello usato
precedentemente ha
dimostrato la presenza di
due cloni diversi del
batterio in alcuni casi
analizzati; questo ha
portato a cercare una nuova
fonte di contaminazione che
poi si è rivelata essere il
parco acquatico.
Il parco acquatico era stato
costruito nel 1991 ed era
dotato di un sistema di
ricircolo dell'acqua con
disinfezione con cloro e con
filtri. C'erano stati vari
problemi nel sistema,
soprattutto legati
all'eliminazione
dell'eccesso di acqua dopo
eventi di pioggia intensa.
Campioni di acqua prelevati
dal parco hanno mostrato la
presenza di indicatori
fecali come E. coli e altri
coliformi ; i livelli di
cloro residuo erano di 0,4
ppm, un valore sensibilmente
inferiore rispetto al
livello necessario. La
fonte originaria di E coli è
ancora sconosciuta; si pensa
ad una contaminazione fecale
del sistema del parco
acquatico attraverso dei
bambini che già erano
infetti.
** I problemi strutturali
e la filtrazione o la
disinfezione inadeguata
delle acque dei parchi
acquatici possono causare
focolai epidemici di
infezioni enteriche. Il
consiglio è quello di
effettuare maggiori
controlli sullo stato delle
acque in questi parchi che
nelle stagioni più calde
sono spesso molto affollati.
Per i frequentatori di
piscine il consiglio è di
evitare impianti
apparentemente poco
igienici. In generale, anche
se in Italia le infezioni da
E. coli verocitotossico sono
relativamente rare questo
tipo di evento è possibile
soprattutto nelle regioni
del nord, dove questo
patogeno è presente a
livelli nordeuropei.
Links:
4. Epatite A: sono i succhi
di frutta a fare strage in
un villaggio in Egitto
Tra l'agosto e il
settembre del 2004 in Egitto
si sono verificati 351 casi
di epatite A; in questo
focolaio epidemico sono
stati coinvolti turisti
europei che soggiornavano in
uno specifico hotel (hotel
X) del complesso turistico
egiziano di Hurghada. 278
erano tedeschi, mentre gli
altri 73 casi erano turisti
di altri 8 Paesi europei (2
italiani). Uno studio
caso-controllo ha
identificato come veicolo
dell'infezione alimentare i
succhi di frutta serviti
nell'hotel. Il periodo in
cui si è verificata
l'infezione, anche se in
modo intermittente e non
continuo durante tutto il
lasso di tempo, è stato tra
il 24 giugno e il 23 luglio.
Nello studio condotto sia i
casi che i controlli avevano
assunto la stessa quantità
di gelato, insalata e altri
alimenti; l'unica cosa in
cui differivano era
nell'assunzione di succhi di
frutta (82% i casi, 64 % i
controlli). I turisti
dell'albergo, che hanno
sviluppato la malattia,
hanno mostrato una
probabilità di consumo di
succhi 2,6 volte maggiore
rispetto ai controlli. In
particolare il consumo di
succo di pompelmo è stato
associato ad un aumento del
rischio di malattia: 32 %
dei casi, ma solo il 17 %
dei controlli ha ricordato
di averlo bevuto.
Gran parte dei turisti
tedeschi, la nazione che ha
mostrato il maggior numero
di infezioni, non erano
immunizzati contro l'epatite
A, sebbene ai viaggiatori in
Egitto sia consigliata la
vaccinazione contro questa
malattia. Molti di loro
hanno riferito che i medici
a cui si sono rivolti
avevano detto loro che la
vaccinazione non era
necessaria per il tipo di
viaggio e per la
destinazione.
** I succhi di
frutta sono noti veicoli di
infezioni alimentari;
tuttavia, i
succhi di agrumi sono stati
raramente associati a
malattie trasmesse dagli
alimenti. Per i turisti
è importante ricevere consigli
adeguati, prima di
effettuare viaggi in zone a
rischio di epatite A. Gli
operatori turistici
dovrebbero includere nei
loro "pacchetti" consigli
per i viaggiatori, inserendo
vaccinazioni o consigliando
ai loro clienti delle
istituzioni competenti a cui
richiedere questi consigli.
Links:
5. In Spagna Salmonella si
conferma il principale
contaminante dei prodotti a
base di uova
In Spagna, focolai epidemici
collegati a uova e
prodotti a base d'uovo hanno
rappresentato il 41% di
tutti i focolai di malattie
trasmesse dagli alimenti
segnalati dal sistema di
sorveglianza nazionale nel
periodo 2002-2003.
Salmonella ha causato l'85%
di questi focolai
connessi con consumo di
uova; S. enteritidis è
risultato il sierotipo più
frequente. La maggioranza
delle infezioni sono
risultate casalinghe. I
focolai dovuti alle uova
tendono ad essere più
frequenti nei mesi con le
temperature più alte; un
fattore critico sono le
temperature inadeguate di
conservazione.
In Spagna, nei 10 anni
precedenti al 2002, sono
stati riportati una media di
951 focolai epidemici
all'anno associati ad
alimenti; nel 2002 e nel
2003 i focolai sono stati
rispettivamente 971 e 1227.
I focolai associati a
consumo di uova e di
prodotti a base d'uovo hanno
rappresentato il 41% di
tutti quelli portati dagli
alimenti (895/2198), con un
totale di 6991 casi di cui
1059 ricoverati in ospedale
e 6 morti.
** La Spagna continua ad
avere problemi con
Salmonella nelle uova. Il trend in aumento di
focolai di malattie
associate ai prodotti di
uova tra il 1999 e il 2003
ci porta a credere che,
nonostante i miglioramenti
nel sistema di sorveglianza,
nessuna modifica sia stata
effettuata nelle abitudini
della popolazione e dei
produttori in merito alle
misure di prevenzione della
salmonellosi collegata a
prodotti di uova. In più,
secondo gli stessi autori
spagnoli, le misure di
prevenzione per quanto
riguarda il settore della
ristorazione continuano a
non essere conformi con le
regolamentazioni.
è importante prestare
attenzione alle temperature
a cui si conservano le uova
o alimenti a base di uova,
in quanto presentano un alto
rischio di salmonellosi,
soprattutto se provenienti
dalla Spagna.
Links:
6. Celiachia: sì definitivo
alla nuova legge
Diagnosi precoce,
prevenzione e anche garanzie
per la quotidianità sono i
punti cardine della
nuova norma per la
protezione dei soggetti
malati di celiachia.
Si tratta del disegno di
legge
697-B, che le
Commissioni riunite
Industria e Sanità hanno
recentemente approvato in
maniera definitiva.
La normativa, che entrerà in
vigore 15 giorni dopo la
pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale, prevede tra
l’altro che siano
specificati i farmaci
«utilizzabili da celiaci» e
che i pasti senza glutine
siano disponibili anche
nelle mense di scuole,
ospedali e uffici pubblici.
La nuova legge contiene,
come indicato negli articoli
1 e 2, interventi diretti «a
favorire il normale
inserimento nella vita
sociale dei soggetti affetti
da celiachia».
Essa inoltre contiene una
definizione della malattia
celiachia, un elenco delle
finalità degli interventi in
merito a questa malattia,
una descrizione delle
modalità di erogazione dei
prodotti senza glutine,
accenni al diritto
all'informazione da parte di
questa categoria di persone
e le modalità con cui sarà
espletata la copertura
finanziaria per l'attuazione
della legge, che dovrebbe
costare allo Stato circa
3.760.000 euro all'anno.
** L’intolleranza al
glutine è un disturbo di cui soffrono
almeno trentamila italiani; per
questo motivo è un argomento
che necessita di una
regolamentazione, che prima
di questa legge non esisteva.
Il testo della legge è stato
modificato, con la
soppressione dell'articolo
1, per non contrastare
la normativa europea in
materia di etichettatura.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF
pubblicate nel bollettino
24/2005. Le allerta
riguardano prodotti che
presentano un rischio e sono
sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- Salmonella Aberdeen,
un sierotipo raro di
questo batterio, viene
ritrovato anche nelle
spezie
- Continua
l'attenzione per i
materiali in contatto
con gli alimenti; ancora
presente la migrazione
di metalli e la migrazione del
4,4-diamminodifenilmetano in utensili di nylon
- Altra novità è
l'attenzione per la
presenza di arachidi,
allergeni non dichiarati
in etichetta, negli
alimenti
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
06/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Listeria
monocytogenes |
Salsiccia
affumicata |
Lituania |
Lettonia |
|
06/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Aberdeen |
Zenzero tritato |
Cina |
Germania |
|
06/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Listeria
monocytogenes |
Salsiccia secca |
Spagna |
Lettonia |
|
06/06/2005 |
Residuo del
farmaco
veterinario leucomalachite
verde |
Pesce Cefalone
(Chanos chanos),
intero, da
allevamento
|
Indonesia via
Olanda |
Regno Unito |
|
07/06/2005 |
Presenza di
arachidi non
dichiarate in
etichetta |
Pasticcio di
pollo |
Olanda |
Regno Unito |
|
07/06/2005 |
Rigonfiamento
nell'imballaggio |
Vasetti di
metallo con
coperchio a
torsione
contenenti
rafano
naturalmente
piccante da
tavola |
Ungheria |
Germania |
|
07/06/2005 |
Presenza di
diossina |
Gusci di
gamberetti |
Polonia |
Germania |
|
07/06/2005 |
Migrazione dei
metalli cadmio e
piombo |
Bicchieri e caraffe |
Cina (Hong Kong) |
Repubblica Ceca |
|
08/06/2005 |
Livelli eccessivi del
conservante E 210, acido benzoico |
Marmellata di fragole |
Grecia |
Cipro |
|
08/06/2005 |
Livelli eccessivi del
conservante E 210, acido benzoico |
Marmellata di ciliege |
Grecia |
Cipro |
|
08/06/2005 |
Livelli eccessivi del
conservante E 210, acido benzoico |
Marmellata di pesche |
Grecia |
Cipro |
|
08/06/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti |
Gamberi (Penaeus
vannamei) cucinati |
Spagna |
Italia |
|
08/06/2005 |
Presenza del colorante
non autorizzato E 160b (annato, bixina,
norbixina) |
Pepe rosso piccante |
Spagna via
Croazia |
Slovenia |
|
09/06/2005 |
Presenza del
3-monocloro-1,2-propanediolo (3-MCPD) |
Salsa di soia |
Filippine via
Olanda |
Belgio |
|
09/06/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetto di tonno pinna
gialla (Thunnus albacares) surgelato |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
|
09/06/2005 |
Migrazione del
4,4-diamminodifenilmetano |
Utensili da cucina in
nylon |
Cina |
Germania |
|
09/06/2005 |
Presenza della tossina
dei crostacei che provoca amnesia (ASP) |
Pettini di mare |
Regno Unito |
Belgio |
|
10/06/2005 |
Migrazione dei metalli
cobalto e piombo |
Piatti di ceramica |
Cina via Olanda |
Germania |
|
10/06/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Filetti di Pangasius (Pangasius
hypophthalmus) |
Vietnam via
Olanda |
Francia |
|
10/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Livingstone |
Prodotto per cani |
Germania |
Svezia |
|
10/06/2005 |
Migrazione di ammine
aromatiche primarie |
Cucchiaio di nylon |
Repubblica Ceca
via Italia |
Slovenia |
|
10/06/2005 |
Presenza del patogeno
Listeria monocytogenes |
Salmone affumicato |
Danimarca |
Italia |
|
10/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella Spp |
Curcuma |
India via Regno
Unito via Olanda |
Germania |
|
10/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella Spp |
Frattaglie |
Francia |
Italia |
Sommario
1. Editoriale
Dalla UE, per i bovini,
potrebbero essere in arrivo
i nuovi limiti di età per
la rimozione dei materiali a
rischio specifico di BSE: 21 mesi è l'età
minima suggerita dall'EFSA
(Autorità Europea di
Sicurezza Alimentare).
In Italia, il Ministero della
Salute ritira un intero
lotto di latte in polvere
per l'infanzia Mellin a
causa di una contaminazione
da Salmonella, collegata
all'episodio francese di
alcune settimane fa. Sempre
in Italia è stato
riscontrato che, in alcuni integratori alimentari,
una contaminazione
dell'ingrediente Coleus
forskholii provoca
effetti tossici sull'uomo;
il prodotto deve essere
eliminato.
E'stato emanato, invece, a livello
europeo il nuovo regolamento
856 del 2005 sulle
fusario tossine, che introduce
l'attesa regolamentazione di
queste sostanze nei prodotti
a base di cereali.
Infine in Germania, è stata
attirata l'attenzione del
pubblico sul
chinino, una sostanza
presente in alcune bevande
e che può causare problemi a una
parte della popolazione
(soprattutto feti).
2.
BSE: forse nuovi limiti europei
per i materiali a rischio
specifico
Il pannello sui pericoli
biologici (BIOHAZ) dell'Agenzia di
Sicurezza Alimentare Europea
(EFSA) ha suggerito come
possibile i 21 mesi
come età minima per l'obbligo
di rimuovere dai
bovini macellati per uso
alimentare i cosiddetti materiali a rischio
specifico (SRM), ovvero
tessuti come il cervello e
il midollo spinale che
costituiscono un rischio di BSE; questa età dovrebbe
permettere un margine di
sicurezza ragionevole.
Basandosi su questa
opinione, la Commissione
Europea considererà se
dovranno essere proposti dei
cambiamenti alla
legislazione esistente, anche sulla base
del fatto che per altri tipi
di tessuti, come l'intestino
e le tonsille dei bovini,
attualmente non esistono
basi scientifiche per porre
limiti di età per la
rimozione.
Basandosi su nuove
informazioni fornite
dall'Organizzazione Mondiale
della Sanità Animale (OIE) e
su dati di ricerche
scientifiche, il pannello ha
riconosciuto che l'età media dei
capi affetti da BSE nell'UE
è aumentata, fra il 2001 e
il 2004, da 86 mesi a 108
mesi;
soltanto 4 casi di infezione
in animali sotto i 35 mesi
sono stati segnalati dal
2001 e il minimo d'età dei
capi affetti da BSE è
aumentato da 28 a 42 mesi
fra il 2001 e il 2004. Dagli
studi di patogenesi sulla
distribuzione dell'infezione
durante il periodo di
incubazione e dall'età in
cui si verifica per la prima
volta la manifestazione
clinica, è stato concluso
che un sistema nervoso
centrale di bovino non
diventerebbe contagioso fino
almeno a 26 mesi dalla
nascita.
**
Attualmente, la rimozione
del materiale a rischio
specifico avviene dai 12
mesi in poi, nella
maggioranza degli Stati
europei. L'innalzamento
della soglia avrebbe quindi
un importante impatto
economico; potrebbe segnare
il ritorno della Fiorentina.
Resta comunque alla
Commissione il potere di
prendere una decisione. La
decisione dell'EFSA sembra
comunque ispirata a prudenza
e quindi affidabile.
Links:
3.
Salmonella insidia anche il
latte in polvere Mellin: il
Ministero della Salute
ritira un intero lotto
Il 10 maggio 2005 il
Ministero della Salute ha
lanciato un'allerta sul
latte in polvere Mellin 2
appartenente al lotto LD008,
confezionato il 25 gennaio
2005 con scadenza nel
gennaio 2007, per una
contaminazione del patogeno
alimentare Salmonella
enterica sierotipo agona.
Questo patogeno è risultato
presente secondo le analisi
effettuate in seguito a 22
casi di gastroenterite che
si sono verificati in
Francia e che sono state
associate all'assunzione di
questo prodotto. Il
Ministero della Salute ha
invitato i NAS e gli
assessorati della sanità
delle varie regioni ad
adottare interventi
cautelativi presso la ditta
in questione.
Purtroppo delle confezioni
di questo prodotto si
trovano ancora sul mercato;
infatti l'associazione di
consumatori "Altroconsumo"
ha lanciato un allarme
sottolineando come, 8 giorni
dopo le disposizioni del
Ministero sul ritiro del
prodotto, questo sia ancora
in commercio e quindi
acquistabile nei negozi (è
stato infatti trovato in un
supermercato a Milano).
L'associazione ha chiesto di
ritirare immediatamente il
prodotto contaminato e ha
chiesto di avvisare i
consumatori
in modo
che chi dovesse avere in
casa una confezione del
lotto contaminato la
riconsegni al negoziante
senza consumarla.
** La scoperta di questi
prodotti contaminati e il
successivo ritiro del lotto
contaminato sono quasi
certamente collegati
con gli episodi avvenuti in
Francia, che abbiamo già
riportato; se è vero, vi è
stato un ritardo notevole.
In ogni caso è auspicabile
una
maggiore prudenza nel
trattare episodi di
contaminazione legati al
latte per l'infanzia, in
quanto si tratta di prodotti
destinati ad una fascia
della popolazione
particolarmente a rischio di
infezioni e complicazioni.
L'azione di produttori e
autorità dovrebbe essere più
rapida, coinvolgere una
comunicazione più
trasparente ed un effettivo
monitoraggio del richiamo
dei prodotti dalla
distribuzione.
Links:
4. Integratori con Coleus
adulterato: un rischio in
Italia
Quattro casi di
avvelenamento acuto simile a
quello indotto da
atropina, con sintomi
come agitazione, confusione,
allucinazioni, tachicardia,
midriasi e amnesia,
si sono verificati in Italia
dopo assunzione di alcuni
prodotti contenenti Coleus forskohlii,
una pianta che
viene impiegata come
ingrediente in alcuni
integratori alimentari.
Anche se il fatto non è
ancora stato confermato,
sembra possibile che Coleus
forskholii sia stato
sostituito o mescolato con
una pianta che appartiene
alla famiglia delle Solanaceae. A questa
famiglia, infatti,
appartengono alcune piante
velenose e psicoattive, tra
cui Atropa belladonna
definita "Belladonna
mortale", che contengono
alcaloidi tropani come
appunto l'atropina.
Altri due rapporti di
reazioni avverse a certe
sostanze (ADR, Adverse Drug
Reactions), inviati all'
Agenzia inglese dei farmaci (MHRA), hanno
collegato prodotti italiani
contenenti questo estratto
di pianta a effetti come
tremore, astenia, disturbi
visivi e confusione ed è
stata stesa una lista
specifica dei prodotti
associati a questi casi di
avvelenamento acuto. Anche
se la MHRA non ha ricevuto
segnalazioni dal Regno Unito, è possibile
che questi prodotti siano
presenti anche sul mercato
inglese e
quindi comporterebbero un
rischio per la salute
pubblica. Inoltre, in questa
fase è poco chiaro se
soltanto i prodotti chiamati
in causa sono risultati
contaminati o se la
contaminazione ha
interessato invece un
intero raccolto di Coleus.
Il Ministero della Salute
italiano, a questo
proposito, ha pubblicato una
circolare per segnalare gli
effetti sfavorevoli
correlati all'assunzione di
prodotti contenenti questa
sostanza e per chiedere, in
via cautelativa, la
sospensione temporanea della
commercializzazione dei
prodotti in questione, in
attesa di un approfondimento
sulle cause della
problematica evidenziata e
di una rivalutazione della
sicurezza d’uso di tale
sostanza.
** I prodotti erboristici
sono spesso complessi e la
loro preparazione richiede
procedure molto accurate,
anche in fase di raccolto.
L'atropina è un alcaloide
naturale di "Atropa belladonna"
ed è un antagonista
competitivo dei recettori colinergici muscarinici
(recettori presenti sui
neuroni). Essa può provocare
il blocco colinergico
simpatico e il blocco
parasimpatico, portando
inizialmente a effetti come
secchezza della bocca,
visione confusa, tensione
intraoculare aumentata e
ritenzione delle urine.
Negli anziani, si può
osservare amnesia e
confusione. Chi fosse in
possesso di prodotti o
commercializzasse i prodotti
della lista (vedi link),
deve restituirli al
fornitore senza venderli o
utilizzarli. Chi fosse in
possesso di altri prodotti
contenenti Coleus, dovrebbe
raccogliere ulteriori
informazioni sull'origine e
sicurezza del prodotto.
Anche questa volta si può
rimarcare come le
informazioni anche su
prodotti italiani siano più
accessibili all'estero che
nel nostro paese.
Links:
5. Arrivano i tenori massimi di fusario
tossine in Europa
Il 6 giugno 2005 la
Commissione Europea ha
emanato un nuovo regolamento, il numero 856 del 2005,
che introduce importanti novità
per quanto concerne i limiti
delle
micotossine prodotte da
funghi del genere Fusarium (i metodi di
campionamento e analisi per la
rilevazione delle fusario tossine
sono introdotti da una
contemporanea direttiva, la
38 del 2005). Il regolamento, che entrerà
in vigore a decorrere dal 1
luglio 2006, va a
modificare il 466 del 2001 e in
particolare ne modifica
l'allegato I introducendo
i tenori massimi per deossinivalenolo,
zearalenone, fumonisina
B1+B2 e T-2 e HT-2 nei
cereali e nei prodotti a
base di cereali. Entro
il 1 luglio 2008 la
Commissione procederà ad un
riesame dei tenori massimi.
Inoltre il regolamento
stabilisce che gli Stati
membri e i soggetti
interessati dovranno
comunicare ogni anno alla
Commissione i risultati
delle indagini e il successo
nella prevenzione della contaminazione di
prodotti alimentari da parte
di queste micotossine.
** Questo regolamento
porta delle novità in campo
di limiti per quanto
riguarda le micotossine; si tratta di una
regolamentazione molto attesa
e "temuta". Sebbene
l'impatto di
queste tossine sulla salute
pubblica
non sono stati ancora
del tutto dimostrati, questo
atto legislativo pone
comunque le basi per una
ulteriore tutela dei
consumatori. L'impatto
sull'agricoltura italiana
sarà notevole se non vengono
adottati provvedimenti
preventivi adeguati già sul
campo. Per tutti gli
operatori si tratta di una
norma da conoscere.
Links:
6. Chinino nelle bevande:
informazione utile per le
donne in gravidanza
Il consumo di grandi
quantità di chinino può
comportare problemi per la
salute, soprattutto per le
donne incinta. Infatti,
sulle etichette di alcune
bevande gasate o amare al
gusto di limone si può
trovare l'indicazione, tra
gli ingredienti,
"incluso chinino", ma
spesso molte persone non ne
conoscono la motivazione. A
questo proposito l'Istituto
Federale di Valutazione del
Rischio tedesco (BfR) ha
proposto di includere in
etichetta informazioni
specifiche per le donne
incinte ed altri gruppi a
rischio per questa sostanza.
Anche se il consumo di
bevande contenenti chinino
non è problematico per la
maggioranza della popolazione,
l'assunzione di grandi
quantità di questa sostanza
può essere pericoloso per
alcuni individui. In
particolare le donne incinta
e le persone che sono state
avvertite di evitare
l'assunzione di questa
sostanza a causa di
specifiche condizioni
cliniche o per ipersensibilità agli
alcaloidi della Cincona (la
pianta da cui si estrae il
chinino)
dovrebbero evitare queste
bevande. Nella letteratura
scientifica, per esempio,
vengono riferiti i sintomi avuti da un
bambino neonato la cui madre
aveva bevuto, durante la sua
gravidanza, più di un litro di
acqua tonica al giorno. 24
ore dopo la nascita,
infatti, il bambino ha
cominciato a soffrire di
tremiti nervosi e nelle sue
urine è stata rilevata una
grossa quantità di chinino,
che è stata indicata come la
causa di questi disturbi.
** Il chinino è una polvere
cristallina amara ottenuta
come estratto dalla
corteccia dell'albero della
Cincona,
Cinchona pubescens. In
medicina questa sostanza è
usata per curare la malaria
e i crampi notturni al
polpaccio, ma viene anche
usata per aromatizzare
bevande toniche e amare al
gusto di limone. Il consiglio per i
consumatori è quello di
evitare il consumo eccessivo
di questi tipi di bevande,
soprattutto nei mesi estivi
in cui l'assunzione di
liquidi e quindi di bevande
aumenta di molto. Questo
vale soprattutto per le
donne in gravidanza. Infine,
un'etichettatura più chiara
potrebbe essere opportuna
anche in Italia.
Links:
7. E inoltre:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF
pubblicate nel bollettino
23/2005. Le allerta
riguardano prodotti che
presentano un rischio e sono
sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- Emergono due
problemi per i prodotti
italiani, questa volta
legati ai materiali a
contatto. Si tratta di
un settore che riceve
meno attenzione di
quanto meriterebbe
- Un'altra notizia
importante è l'aggiunta
di
Toluidina rossa
(probabilmente CAS No.:
2425-85-6)
alla lunga lista dei
coloranti non
autorizzati nelle spezie.
La toluidina rossa non
risulta classificabile
per cancerogenità dallo
IARC, cioè risulta in
classe 3 (ultima
valutazione 1993)
|
Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
|
30/05/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
Indiana |
Faraona congelata |
Francia |
Norvegia |
|
30/05/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati e
potenzialmente
cancerogeni
Sudan I e Para Red
e del colorante
non autorizzato
Toluidina rossa |
Miscela di
spezie per shaslik
(spiedini di
carne) e miscela
di spezie per borsch (zuppa
russa a base di
barbabietole) |
Federazione
Russa via
Germania |
Francia |
|
31/05/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti |
Gamberetti
freschi cotti |
Francia |
Italia |
|
01/06/2005 |
Presenza dei
coloranti non
autorizzati e
potenzialmente
cancerogeni
Sudan I e
Sudan IV |
Peperoncini
rossi caldi
schiacciati |
India |
Italia |
|
01/06/2005 |
Livelli
eccessivi del
metallo stagno
rilasciato dal
contenitore |
Frutta per
cocktail in
scatola in succo
di mela |
Italia |
Regno Unito |
|
01/06/2005 |
Livelli
eccessivi di
idrocarburi policiclici
aromatici (PAH) |
Olio di soia |
Germania |
Olanda |
|
01/06/2005 |
Irradiazione non
autorizzata e
irradiazione in
uno stabilimento
non autorizzato |
Miscela di
spezie |
Austria |
Germania |
|
02/06/2005 |
Migrazione di
olio di soia
epossidato (ESBO) |
Coperchi di barattoli
di pasta di olive nere |
Italia |
Germania |
|
02/06/2005 |
Presenza del residuo di farmaco malachite verde
e di nitrofurano (metabolita) e furazolidone |
Anguille da
allevamento cingelate (Anguilla anguilla) |
Grecia via
Olanda |
Germania |
|
02/06/2005 |
Presenza del patogeno
Vibrio cholerae |
Gamberi tigre (Penaeus monodon) crudi e cotti
congelati |
Bangladesh |
Svezia |
|
03/06/2005 |
Presenza del
patogeno
Norovirus |
Crumble di
lamponi |
Polonia via
Repubblica Ceca |
Danimarca |
|
03/06/2005 |
Presenza del
metallo cadmio |
Integratore
alimentare
di alga Spirulina |
Svizzera |
Germania |
Sommario
1. Editoriale
Con una decisione, che
aggiunge
anche l'olio di palma ai
prodotti da tenere sotto
controllo per i coloranti
Sudan, l'Europa continua la
sua lotta con queste
sostanze illegali e
potenzialmente cancerogene
che contaminano gli
alimenti. Nei RASFF si nota
la segnalazione di una
sostanza illegale scoperta
nel miele, la tilosina, già
segnalata in prodotto
importati, ma questa volta
ritrovata in un prodotto
etichettato come
italiano.
2. Linea
dura dell'Europa contro i
coloranti Sudan: nel
mirino anche l'olio di palma
In Europa è vietata
l'importazione di
peperoncino, prodotti
derivati dal peperoncino, curcuma e olio di palma, a
meno che le partite siano
accompagnate da un rapporto
d’analisi attestante che il
prodotto non contenga
nessuno tra i coloranti
illegali e potenzialmente
cancerogeni Sudan I, II, III,
IV. In attesa del rapporto
d’analisi, il prodotto è
trattenuto sotto controllo
ufficiale e in caso di
positività delle partite ad
uno di questi coloranti,
esse vengono distrutte.
Queste sono le condizioni di
importazione previste dalla
decisione della Commissione
numero 1454 del 23 maggio
2005, che reca anche le
misure di emergenza relative
a questi prodotti. Per
quanto riguarda
campionamento e analisi, la
decisione stabilisce che sono
gli Stati membri a dover
adottare misure adeguate.
Queste misure possono
comprendere prelievi
casuali e analisi di partite
di questi prodotti
all'importazione
o già in commercio; le partite
sottoposte a campionamento e
ad analisi ufficiali possono
essere trattenute per un
periodo massimo di 15 giorni
lavorativi prima di essere
immesse in commercio.
Inoltre attraverso il RASFF
(sistema di allarme rapido
per gli alimenti ed i
mangimi) gli stati europei
devono informare la
Commissione Europea di tutte
le partite adulterate. In
fine, ma non meno
importante, è il fatto che
la decisione stabilisce che
le spese relative alle
analisi, allo stoccaggio e
alla distruzione eventuale
dei prodotti sono a carico
degli importatori o degli
operatori del settore
alimentare interessati.
** L'Europa risponde ancora
una volta al problema del
Sudan, un gruppo di
coloranti che, nonostante
tutte le misure prese in
questi anni, continua a
essere presente nei prodotti
alimentari. Questa volta la
risposta è una decisione, la
cui novità è
l'introduzione dell'olio di
palma tra i prodotti da
tenere sotto osservazione
per questi coloranti.
Links:
Questa sezione riporta le
notifiche di allerta del
sistema europeo RASFF
pubblicate nel bollettino
22/2005. Le allerta
riguardano prodotti che
presentano un rischio e sono
sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato
lanciato da un'autorità di
uno dei paesi membri. Al
momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o
stanno ritirando il prodotto
in questione dal mercato. Al
momento non sono
generalmente disponibili
informazioni più specifiche
di quelle che riportiamo,
che permettano, per esempio,
al consumatore o all'azienda
distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha
carattere informativo. Non
indica che i consumatori
devono evitare tutti i
prodotti provenienti da quel
paese. Indica piuttosto la
presenza di un problema, cui
solo autorità e l'industria
alimentare possono porre
rimedio
Commenti specifici
- Emerge un problema
sui prodotti italiani:
si tratta della
migrazione di sostanze
(olio di soia epossidato)
dai coperchi dei
barattoli, un problema
spesso sottovalutato
- Mentre continuano i
problemi legati al
trattamento con
monossido di carbonio
nei prodotti a base di
pesce, spunta una nuova
sostanza illegale, la
tilosina, un residuo di
antibiotici ritrovato
nel miele, anche in un
prodotto italiano. Si
tratta di un macrolide.
Questa sostanza non può
residuare nel miele
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Data
|
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto
(se disponibile) |
Paese di origine
del prodotto |
Paese che ha
trovato il
problema |
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23/05/2005 |
Presenza della
sostanza non
autorizzata
tilosina |
Miele italiano
di castano |
Italia |
Regno Unito |
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24/05/2005 |
Presenza della
sostanza non
autorizzata
tilosina |
Miele |
Argentina via
Irlanda |
Regno Unito |
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24/05/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetto di tonno
affumicato
surgelato (Thunnus
albacares) |
Indonesia via
Olanda |
Italia
|
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24/05/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Bistecche di
pesce spada (Xiphias
gladius) |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
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24/05/2005 |
Livelli troppo
elevati di
radioattività |
Frutti di bosco
secchi surgelati |
Polonia via
Francia |
Regno Unito |
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25/05/2005 |
Migrazione di
olio di soia
epossidato (ESBO) |
Coperchi
sigillati dei
barattoli di
funghi
conservati |
Italia |
Germania |
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25/05/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno Para
Red |
Fagioli rossi e
fagioli al
peperoncino in
scatola |
Francia |
Francia |
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25/05/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti |
Aragosta surgelata (Nephrops
Norvegicus) |
Spagna |
Italia |
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25/05/2005 |
Presenza della
sostanza potenzialmente pericolosa forskolin
estratta da una pianta indiana |
Integratori alimentari |
India |
Italia |
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25/05/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti |
Gamberetti cotti |
Francia |
Italia |
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25/05/2005 |
Presenza della
sostanza non
autorizzata
tilosina |
Miele |
Ungheria |
Regno Unito |
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26/05/2005 |
Stabilimento non
autorizzato |
Prodotti a base
di carne |
Polonia |
Lituania |
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26/05/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetto di tonno
affumicato
surgelato (Thunnus
albacares) |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
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26/05/2005 |
Migrazione del
di-(2-etilesil)
ftalato |
Coperchio a
torsione del
barattolo di
pasta al
pomodoro
speziato |
Germania |
Germania |
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26/05/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Trancio di tonno
pinna gialla
affumicato e
surgelato (Thunnus
albacares) |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
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26/05/2005 |
Livelli
eccessivi delle
tossine fungine
aflatossine |
Pistacchi |
Iran via
Germania via
Slovacchia |
Repubblica Ceca |
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26/05/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella
salamae |
Carne di bovino
surgelata |
Namibia via
Germania |
Norvegia |
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26/05/2005 |
Deterioramento
del prodotto |
Muesli di frutta
e mandorle |
Australia |
Regno Unito |
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26/05/2005 |
Presenza del
colorante non
autorizzato e
potenzialmente
cancerogeno
Sudan I |
Miscele di
condimento |
Regno Unito |
Irlanda |
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27/05/2005 |
Presenza del
patogeno
Salmonella |
Chorizo (tipo di
salsiccia) |
Spagna |
Francia |
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27/05/2005 |
Trattamento con
il gas monossido
di carbonio (CO) |
Filetto di tonno
affumicato
surgelato (Thunnus
albacares) |
Indonesia via
Olanda |
Italia |
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27/05/2005 |
Presenza di
materiali a
rischio
specifico di BSE
(SRM) |
Manzo fresco |
Danimarca |
Italia |
|