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Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Giugno 2005


N. 24/2005 24 Giugno 2005

Sommario

1. Editoriale

Una decisione della Commissione Europea da il via libera all'immissione sul mercato di prodotti contenenti il mais GM NK 603. La FDA americana lancia un allarme contro la setticemia provocata da Vibrio Vulnificus, un batterio che causa anche una patologia associata al consumo di ostriche crude. Sempre la FDA sta decidendo sulla possibile introduzione di prodotti alimentari provenienti da animali clonati; i risultati di studi effettuati sembrano indicare l'assoluta sicurezza di questi alimenti. A Tallinn, in Estonia, un supermercato distribuisce, a scopo promozionale, del latte di capra crudo infetto da encefalite trasmessa dalle zecche (TBE). In Danimarca il "fromage blanc" (formaggio fresco), un dessert contenente lamponi surgelati, causa ben due focolai consecutivi da Norovirus.

2. NK 603: un nuovo OGM nei piatti

I prodotti e gli ingredienti alimentari ricavati dal mais geneticamente modificato NK 603 (identificatore unico dell'evento: MON-00603-6) possono essere immessi sul mercato comunitario come nuovi prodotti o ingredienti alimentari. Il mais è prodotto da Monsanto ed è resistente all'erbicida glifosato (RoundUp). Inoltre i prodotti contenenti questa varietà di mais devono essere etichettati con le diciture "mais geneticamente modificato" o "prodotto da mais geneticamente modificato". Questi i principali elementi contenuti nella decisione della Commissione Europea del 3 marzo 2005, che autorizza la commercializzazione di prodotti alimentari contenenti il nuovo mais geneticamente modificato. Il testo prevede anche un allegato con informazioni tecniche sull'evento NK 603 e sui prodotti da esso derivati. Il metodo di rilevamento è basato sulla PCR quantitativa.

**I due organi europei in cui erano rappresentati gli stati membri, il Comitato permanente sulla catena alimentare e il Consiglio europeo, non hanno raggiunto la maggioranze qualificata su questo nuovo OGM; come sta accadendo sempre più spesso, la Commissione ha potuto imporre la decisione finale (positiva). Di conseguenza, prodotti contenenti o derivati da questo mais transgenico si potranno vendere e trasformare anche in Italia, anche se nel nostro Paese resta a tutt'oggi vietata la coltivazione di qualsiasi OGM. 

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3. Vibrio vulnificus: attenzione alle ostriche crude

Secondo un allarme lanciato dalla americana FDA, la setticemia provocata da Vibrio vulnificus associata al consumo di ostriche crude costituisce un rischio molto importante per la salute dei consumatori. Le ostriche crude, infatti, possono essere contaminate da questo batterio che causa una setticemia potenzialmente mortale in individui con malattie al fegato, o individui il cui sistema immunitario risulta compromesso da varie patologie, come l'AIDS, l'abuso di sostanze alcoliche, disturbi allo stomaco e alla circolazione, cancro, diabete, e malattie ai reni.

V. vulnificus è un batterio che si può trovare nelle acque calde costiere, come nel Golfo del Messico tra i mesi di aprile e ottobre; si trova naturalmente in queste acque, ma può anche essere portato dall'inquinamento. Le ostriche possono accumulare questo batterio attraverso il loro sistema di filtraggio e trasmetterlo all'uomo se vengono consumate crude o non totalmente cotte. La trasmissione di questo batterio, e quindi della malattia che causa, può avvenire anche attraverso il contatto diretto tra una ferita aperta e l'acqua di mare che contiene il microrganismo.

** Studi confermano la presenza di Vibrio vulnificus anche sulle coste italiane; anche se i casi riportati sono rari le persone che appartengono a categorie a rischio devono prestare particolare attenzione a questo patogeno. In particolare, i medici dovrebbero monitorare e fornire indicazioni adeguate ai loro pazienti. In generale, il consiglio per i consumatori è quello di consumare i prodotti ittici cotti.

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4. Hamburger con clone

La carne e il latte che derivano da animali clonati o dalla loro progenie potrebbero essere presto dichiarati sicuri per il consumo umano, almeno quando derivano da animali normalmente usati in alimentazione umana. La Food and Drug Administration americana (FDA) ha infatti esamianto recentemente i risultati di uno studio complesso sugli animali clonati e sulla loro sicurezza; i risultati sembrano rassicuranti ma, nonostante le indiscrezioni di una decisione favorevole imminente, la posizione ufficiale è di prudenza.

Lo studio è stato condotto da scienziati dell'Università del Connecticut in collaborazione con l'Istituto per lo sviluppo dell'allevamento bovino della prefettura di Kagoshima in Giappone. Gli scienziati hanno esaminato la composizione della carne da due bovini clonati e del latte da quattro mucche anch'esse clonate. Valutando circa 100 componenti fisiologici, cellulari e dei tessuti, essi non hanno trovato alcuna differenza con quelli provenienti da animali di razze convenzionali.

Oggi in America non esiste ancora una normativa che regolamenta la vendita di carne o latte dei circa 1.000 - 2.000 animali da fattoria clonati già presenti negli USA. Dal 2003, alla FDA è stato chiesto di prendere in considerazione la carne e il latte di questi animali come base per la produzione di vari generi alimentari, dato l'evidente valore commerciale.

** Anche se sembra che non ci siano dubbi sulla sicurezza alimentare dei prodotti provenienti da animali clonati, la commercializzazione di questi alimenti pone sicuramente una serie di dubbi residuali che non possono essere sottovalutati. In particolare, come per gli OGM, la FDA non sembra orientata a richiedere alcun tipo di indicazione in etichetta a difesa della libertà di scelta del consumatore.

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5. Il latte di capra estone può dare alla testa

Tra maggio e giugno 2005, a Tallinn in Estonia, 27 persone hanno mostrato i sintomi di infezione encefalite trasmessa dalle zecche (TBE, dopo aver consumato latte crudo (non pastorizzato) di capra e di mucca, che era stato distribuito per una promozione ai clienti di un supermercato. Quindici persone hanno mostrato i sintomi tipici dell'influenza (mal di testa e febbre), quattro hanno avuto anche vomito e otto pazienti sono stati ricoverati in ospedale con chiari sintomi neurologici; fortunatamente non ci sono stati morti. Nessuno dei pazienti era stato vaccinato contro la TBE e nessuno di loro ha riferito di essere stato morso da zecche prima dell'inizio dei sintomi.

Vari campioni di latte provenienti da 5 capre di una fattoria privata che aveva fornito il prodotto al supermercato sono stati analizzati per cercare il virus della TBE dall'Istituto svedese per il controllo della malattie infettive di Stoccolma; i risultati hanno mostrato che una capra era chiaramente infetta dalla malattia e un'altra aveva mostrato positività al test di neutralizzazione condotto per la ricerca del virus.

** Questo episodio dimostra l'importanza, sia per i turisti e sia per chi importa alimenti, che i prodotti che provengono da questi paesi siano adeguatamente trattati prima di essere consumati o immessi sul mercato. Il consiglio per i consumatori è di stare attenti soprattutto al latte poiché è un alimento che se non viene pastorizzato nel modo corretto comporta un considerevole rischio per la salute.

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6. Danimarca: Norovirus colpisce due volte

Nel fine settimana del 21-22 maggio 2005 e nei quattro giorni successivi, circa 150 pazienti e 130 dipendenti di due ospedali di Aalborg in Danimarca, nel nord dello Jutland, hanno manifestato sintomi come vomito e diarrea dopo aver consumato il "fromage blanc" (formaggio fresco), un dessert contenente pezzetti surgelati di lamponi. I risultati delle analisi dei campioni fecali hanno confermato il sospetto di un'infezione da Norovirus; inoltre, visto che due focolai simili si sono verificati in due ospedali diversi, è stata sospettata una fonte alimentare come veicolo di contagio. I lamponi sono stati identificati come la fonte dell'infezione dallo studio caso-controllo condotto sul focolaio epidemico.

I pazienti sono stati opportunamente isolati, mentre ai dipendenti, che erano stati lasciati a casa per la malattia, è stato consigliato di non tornare al lavoro prima che fossero passate 24 ore dal momento della scomparsa della malattia (48 per i dipendenti della cucina). Inoltre tutte le strutture degli ospedali, compresi i servizi igienici e le cucine, sono state disinfettate accuratamente con un prodotto attivo contro Norovirus.

Circa una decina di giorni dopo questo focolaio, a Sjaelland e nella zona di Copenhagen, sono stati riportati 289 casi di infezione gastrointestinale trasmessa da Norovirus, probabilmente associata al consumo di un dessert contenente lamponi, che era stato servito a più di mille persone tra il 1 e il 3 giugno. Molti di questi casi sono risultati essere persone anziane. I lamponi surgelati, che erano stati usati per farcire il dessert, erano stati acquistati dallo stesso importatore che li aveva forniti ai due ospedali di Aalborg.

** Ancora una volta sono i prodotti ortofrutticioli a veicolare una malattia trasmessa dagli alimenti. La fonte di infezione in entrambi i casi è stata individuata rapidamente grazie all'intervento tempestivo delle autorità pubbliche e degli ospedali. Sfortunatamente non è stato effettuato altrettanto rapidamente il ritiro dal mercato del prodotto contaminato, ed è stata proprio questa negligenza da parte delle autorità a far si che si verificasse il secondo focolaio di Sjaelland, che sfortunatamente ha colpito degli anziani. Infine, i lamponi contaminati provenivano dalla Polonia, dove forse non erano state adottate sufficienti misure igieniche (analoghi episodi sono stati riscontrati negli USA per prodotti provenienti dal Centroamerica). Questo tipo di episodio raccomanda la necessità di buone pratiche agricole nei paesi produttori, di controlli sulle pratiche e sul prodotto finito da parte degli importatori e di richiami assolutamente tempestivi, con l'intervento delle autorità ove necessario, per evitare focolai epidemici ripetuti.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 25/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Questa settimana si registra una segnalazione che riguarda un prodotto italiano: ancora Listeria nel formaggio.
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
13/06/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan I e Sudan IV Miscela di spezie per hamburger Grecia Ungheria
13/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella Panama Latte intero in polvere Regno Unito Olanda
13/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp. Maiale Belgio Italia
13/06/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio Italia Belgio
14/06/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan I Insalata di verdure con riso Polonia Germania
14/06/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan I Miscela di spezie per salsiccia Germania Germania
14/06/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine aflatossine Peperoncino speziato Slovacchia Ungheria
14/06/2005 Livelli eccessivo del metallo cadmio e trattamento di irradiazione non autorizzato per questo alimento Alghe in polvere (Spirulina platensis) Cina Germania
15/06/2005 Migrazione dei metalli cadmio e piombo Bicchieri Cina (Hong Kong) Repubblica Ceca
15/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella enteritidis Filetti di petto di pollo surgelati Lituania Finlandia
15/06/2005 Livelli eccessivi del metallo cadmio Funghi secchi (shiitake) Tailandia via Olanda Germania
15/06/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Pistacchi Iran - impacchettato in Belgio via Olanda Germania
16/06/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 127, eritrosina Fettine di frutta Brasile via Repubblica Ceca Slovacchia
16/06/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina, norbixina) Salsa vegetale speziata con pepe piccante Messico via Germania Slovenia
16/06/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetti di tonno (Thunnus albacares) surgelati Indonesia Via Olanda Italia
16/06/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan I e Sudan IV Miscela di spezie con aglio e pepe Grecia Ungheria
17/06/2005 Presenza della tossina dei molluschi che provoca amnesia (ASP) Pettini di mare Belgio Belgio
17/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella Salsiccia (Chorizo) Spagna Portogallo
17/06/2005 Livelli eccessivi dei farmaci veterinari tetraciclina e doxiciclina) Filetti di pollo surgelati Polonia Slovacchia
17/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella gruppo C1 Semi di sesamo sbucciati India via Polonia Germania
17/06/2005 Migrazione dei metalli cadmio e piombo Bicchieri via Olanda Repubblica Ceca
17/06/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina, norbixina) Peperoncino in polvere Spagna via Olanda Repubblica Ceca
17/06/2005 Migrazione delle ammine aromatiche primarie Cucchiaio da portata di nylon nero Cina via Olanda Slovenia

N. 23/2005 17 Giugno 2005

Sommario

1. Editoriale

In Austria viene riportato un focolaio epidemico di Norovirus associato ad un'inondazione di un hotel con la fuoriuscita di acqua dal sistema di scarico; gli alimenti sono stati scagionati. In Canada Escherichia coli O157 colpisce un parco acquatico; le analisi del DNA, con l'utilizzo di enzimi di restrizione diversi, hanno dimostrato come questo batterio non sia stato trasmesso solo dagli alimenti. Continuano i casi di epatite A collegati a viaggi nei paesi tropicali; questa volta a essere colpiti sono turisti europei in un villaggio di Hurghada in Egitto e l'alimento coinvolto nel contagio è un succo di frutta. In Spagna Salmonella si conferma il principale patogeno alimentare collegato a prodotti a base di uova; a rischio è soprattutto l'alimentazione casalinga. Infine, l'Italia ha approvato recentemente la legge sulla celiachia, che viene riconosciuta come malattia a tutti gli effetti.

2. Focolaio di Norovirus in Austria: scagionati gli alimenti

Il primo di giugno del 2005 in Austria, 26 turisti americani si sono ammalati, presentando sintomi quali vomito e diarrea, dopo essere stati esposti ad acque contaminate da Norovirus a seguito di una inondazione che aveva allagato l'hotel in cui risiedevano. Dieci di questi sono stati ricoverati in ospedale e le autorità locali di salute pubblica hanno iniziato a investigare il focolaio epidemico; in totale tra il 31 maggio e il 3 giugno sono state coinvolte nel focolaio più di 40 persone. Il 2 giugno l'Agenzia di Salute Pubblica e di Sicurezza Alimentare Austriaca (Österreichische Agentur für Gesundheit und Ernährungssicherheit, AGES) ha richiesto campioni di feci da analizzare all'ospedale locale e, il 3 giugno, i test del DNA condotti su 7 campioni hanno rivelato che 6 di questi erano positivi per Norovirus.

Mentre il gruppo di turisti si stava sistemando, a Salisburgo c'è stato una forte pioggia che ha allagato l'interno dell'hotel. Molti di loro hanno aiutato lo staff dell'albergo a togliere l'acqua dalle stanze e sono stati così esposti a liquidi provenienti dal sistema di scarico dell'albergo, che contenevano pezzi di carta igienica e quindi anche feci. Quindi l'infezione da Norovirus portata dall'acqua è stata contratta inizialmente per contatto diretto con i liquidi contaminati e con le feci umane ed è poi stata trasmessa da persona a persona.

L'alto numero di casi riportati in un solo giorno e il fatto che tutte le persone coinvolte avevano mangiato, il giorno precedente, in un ristorante a Salisburgo aveva fatto sospettare una trasmissione da alimenti. Ma l'investigazione epidemiologica e le analisi sugli alimenti hanno escluso un'associazione con la cena consumata.

** Le inondazioni sono spesso associate ad un elevato rischio di infezione, ma questo rischio generalmente rimane basso a meno che entrino in gioco fattori come flussi turistici o sorgenti di acqua compromesse, ad esempio acque potabili contaminate. L'identificazione di questa causa di contagio può risultare difficile, poiché spesso la si confonde con intossicazioni alimentari, soprattutto in zone esotiche dove vengono serviti alimenti ad alto rischio, come pesce crudo o altri cibi poco cotti e poco puliti. Gli albergatori devono prestare la massima attenzione in caso di allagamenti.

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3. Escherichia coli colpisce uno spray park

Nella Columbia Britannica, Canada, a luglio del 2004 sono stati riportati alle autorità di salute pubblica regionali 10 casi di infezioni da Escherichia coli 0157:H7 associate a un parco acquatico per bambini. Tutti i casi riportati hanno mostrato sintomi come diarrea (con sangue nell'80 % dei casi), nausea, vomito, crampi allo stomaco e febbre; inoltre più della metà dei casi sono stati ricoverati in ospedale e in un caso si è sviluppata la sindrome uremico emolitica (HUS). Non ci sono stati morti.

Un'indagine iniziale con l'utilizzo di tecniche di analisi del DNA (PFGE) su due gruppi di infezioni individuati in quel periodo aveva rivelato profili identici degli isolati di E. coli per tutti i casi analizzati, indicando come probabile fonte comune del contagio un prodotto a base di carne. In realtà una seconda analisi dei ceppi di E. coli condotta con un enzima di restrizione diverso da quello usato precedentemente ha dimostrato la presenza di due cloni diversi del batterio in alcuni casi analizzati; questo ha portato a cercare una nuova fonte di contaminazione che poi si è rivelata essere il parco acquatico.

Il parco acquatico era stato costruito nel 1991 ed era dotato di un sistema di ricircolo dell'acqua con disinfezione con cloro e con filtri. C'erano stati vari problemi nel sistema, soprattutto legati all'eliminazione dell'eccesso di acqua dopo eventi di pioggia intensa. Campioni di acqua prelevati dal parco hanno mostrato la presenza di indicatori fecali come E. coli e altri coliformi ; i livelli di cloro residuo erano di 0,4 ppm, un valore sensibilmente inferiore rispetto al livello necessario. La fonte originaria di E coli è ancora sconosciuta; si pensa ad una contaminazione fecale del sistema del parco acquatico attraverso dei bambini che già erano infetti.

** I problemi strutturali e la filtrazione o la disinfezione inadeguata delle acque dei parchi acquatici possono causare focolai epidemici di infezioni enteriche. Il consiglio è quello di effettuare maggiori controlli sullo stato delle acque in questi parchi che nelle stagioni più calde sono spesso molto affollati. Per i frequentatori di piscine il consiglio è di evitare impianti apparentemente poco igienici. In generale, anche se in Italia le infezioni da E. coli verocitotossico sono relativamente rare questo tipo di evento è possibile soprattutto nelle regioni del nord, dove questo patogeno è presente a livelli nordeuropei.

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4. Epatite A: sono i succhi di frutta a fare strage in un villaggio in Egitto

Tra l'agosto e il settembre del 2004 in Egitto si sono verificati 351 casi di epatite A; in questo focolaio epidemico sono stati coinvolti turisti europei che soggiornavano in uno specifico hotel (hotel X) del complesso turistico egiziano di Hurghada. 278 erano tedeschi, mentre gli altri 73 casi erano turisti di altri 8 Paesi europei (2 italiani). Uno studio caso-controllo ha identificato come veicolo dell'infezione alimentare i succhi di frutta serviti nell'hotel. Il periodo in cui si è verificata l'infezione, anche se in modo intermittente e non continuo durante tutto il lasso di tempo, è stato tra il 24 giugno e il 23 luglio. Nello studio condotto sia i casi che i controlli avevano assunto la stessa quantità di gelato, insalata e altri alimenti; l'unica cosa in cui differivano era nell'assunzione di succhi di frutta (82% i casi, 64 % i controlli). I turisti dell'albergo, che hanno sviluppato la malattia, hanno mostrato una probabilità di consumo di succhi 2,6 volte maggiore rispetto ai controlli. In particolare il consumo di succo di pompelmo è stato associato ad un aumento del rischio di malattia: 32 % dei casi, ma solo il 17 % dei controlli ha ricordato di averlo bevuto.

Gran parte dei turisti tedeschi, la nazione che ha mostrato il maggior numero di infezioni, non erano immunizzati contro l'epatite A, sebbene ai viaggiatori in Egitto sia consigliata la vaccinazione contro questa malattia. Molti di loro hanno riferito che i medici a cui si sono rivolti avevano detto loro che la vaccinazione non era necessaria per il tipo di viaggio e per la destinazione.

** I succhi di frutta sono noti veicoli di infezioni alimentari; tuttavia, i succhi di agrumi sono stati raramente associati a malattie trasmesse dagli alimenti. Per i turisti è importante ricevere consigli adeguati, prima di effettuare viaggi in zone a rischio di epatite A. Gli operatori turistici dovrebbero includere nei loro "pacchetti" consigli per i viaggiatori, inserendo vaccinazioni o consigliando ai loro clienti delle istituzioni competenti a cui richiedere questi consigli.

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5. In Spagna Salmonella si conferma il principale contaminante dei prodotti a base di uova

In Spagna, focolai epidemici collegati a  uova e prodotti a base d'uovo hanno rappresentato il 41% di tutti i focolai di malattie trasmesse dagli alimenti segnalati dal sistema di sorveglianza nazionale nel periodo 2002-2003. Salmonella ha causato l'85% di  questi focolai connessi con consumo di uova; S. enteritidis è risultato il sierotipo più frequente. La maggioranza delle infezioni sono risultate casalinghe. I focolai dovuti alle uova tendono ad essere più frequenti nei mesi con le temperature più alte; un fattore critico sono le temperature inadeguate di conservazione.

In Spagna, nei 10 anni precedenti al 2002, sono stati riportati una media di 951 focolai epidemici all'anno associati ad alimenti; nel 2002 e nel 2003 i focolai sono stati rispettivamente 971 e 1227. I focolai associati a consumo di uova e di prodotti a base d'uovo hanno rappresentato il 41% di tutti quelli portati dagli alimenti (895/2198), con un totale di 6991 casi di cui 1059 ricoverati in ospedale e 6 morti.

** La Spagna continua ad avere problemi con Salmonella nelle uova. Il trend in aumento di focolai di malattie associate ai prodotti di uova tra il 1999 e il 2003 ci porta a credere che, nonostante i miglioramenti nel sistema di sorveglianza, nessuna modifica sia stata effettuata nelle abitudini della popolazione e dei produttori in merito alle misure di prevenzione della salmonellosi collegata a prodotti di uova. In più, secondo gli stessi autori spagnoli, le misure di prevenzione per quanto riguarda il settore della ristorazione continuano a non essere conformi con le regolamentazioni. è importante prestare attenzione alle temperature a cui si conservano le uova o alimenti a base di uova, in quanto presentano un alto rischio di salmonellosi, soprattutto se provenienti dalla Spagna.

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6. Celiachia: sì definitivo alla nuova legge

Diagnosi precoce, prevenzione e anche garanzie per la quotidianità sono i punti cardine della nuova norma per la protezione dei soggetti malati di celiachia. Si tratta del disegno di legge 697-B, che le Commissioni riunite Industria e Sanità hanno recentemente approvato in maniera definitiva. La normativa, che entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede tra l’altro che siano specificati i farmaci «utilizzabili da celiaci» e che i pasti senza glutine siano disponibili anche nelle mense di scuole, ospedali e uffici pubblici. La nuova legge contiene, come indicato negli articoli 1 e 2, interventi diretti «a favorire il normale inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da celiachia».

Essa inoltre contiene una definizione della malattia celiachia, un elenco delle finalità degli interventi in merito a questa malattia, una descrizione delle modalità di erogazione dei prodotti senza glutine, accenni al diritto all'informazione da parte di questa categoria di persone e le modalità con cui sarà espletata la copertura finanziaria per l'attuazione della legge, che dovrebbe costare allo Stato circa 3.760.000 euro all'anno.

** L’intolleranza al glutine è un disturbo di cui soffrono almeno trentamila italiani; per questo motivo è un argomento che necessita di una regolamentazione, che prima di questa legge non esisteva. Il testo della legge è stato modificato, con la soppressione dell'articolo 1,  per non contrastare la normativa europea in materia di etichettatura.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 24/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Salmonella Aberdeen, un sierotipo raro di questo batterio, viene ritrovato anche nelle spezie
  • Continua l'attenzione per i materiali in contatto con gli alimenti; ancora presente la migrazione di metalli e la migrazione del 4,4-diamminodifenilmetano in utensili di nylon
  • Altra novità è l'attenzione per la presenza di arachidi, allergeni non dichiarati in etichetta, negli alimenti
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
06/06/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salsiccia affumicata Lituania Lettonia
06/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella Aberdeen Zenzero tritato Cina Germania
06/06/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salsiccia secca Spagna Lettonia
06/06/2005 Residuo del farmaco veterinario leucomalachite verde Pesce Cefalone (Chanos chanos), intero, da allevamento Indonesia via Olanda Regno Unito
07/06/2005 Presenza di arachidi non dichiarate in etichetta Pasticcio di pollo Olanda Regno Unito
07/06/2005 Rigonfiamento nell'imballaggio Vasetti di metallo con coperchio a torsione contenenti rafano naturalmente piccante da tavola Ungheria Germania
07/06/2005 Presenza di diossina Gusci di gamberetti Polonia Germania
07/06/2005 Migrazione dei metalli cadmio e piombo Bicchieri e caraffe Cina (Hong Kong) Repubblica Ceca
08/06/2005 Livelli eccessivi del conservante E 210, acido benzoico Marmellata di fragole Grecia Cipro
08/06/2005 Livelli eccessivi del conservante E 210, acido benzoico Marmellata di ciliege Grecia Cipro
08/06/2005 Livelli eccessivi del conservante E 210, acido benzoico Marmellata di pesche Grecia Cipro
08/06/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi (Penaeus vannamei) cucinati Spagna Italia
08/06/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina, norbixina) Pepe rosso piccante Spagna via Croazia Slovenia
09/06/2005 Presenza del 3-monocloro-1,2-propanediolo (3-MCPD) Salsa di soia Filippine via Olanda Belgio
09/06/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetto di tonno pinna gialla (Thunnus albacares) surgelato Indonesia via Olanda Italia
09/06/2005 Migrazione del 4,4-diamminodifenilmetano Utensili da cucina in nylon Cina Germania
09/06/2005 Presenza della tossina dei crostacei che provoca amnesia (ASP) Pettini di mare Regno Unito Belgio
10/06/2005 Migrazione dei metalli cobalto e piombo Piatti di ceramica Cina via Olanda Germania
10/06/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di Pangasius (Pangasius hypophthalmus) Vietnam via Olanda Francia
10/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella Livingstone Prodotto per cani Germania Svezia
10/06/2005 Migrazione di ammine aromatiche primarie Cucchiaio di nylon Repubblica Ceca via Italia Slovenia
10/06/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia
10/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella Spp Curcuma India via Regno Unito via Olanda Germania
10/06/2005 Presenza del patogeno Salmonella Spp Frattaglie Francia Italia

N. 22/2005 10 Giugno 2005

Sommario

1. Editoriale

Dalla UE, per i bovini, potrebbero essere in arrivo i nuovi limiti di età per la rimozione dei materiali a rischio specifico di BSE: 21 mesi è l'età minima suggerita dall'EFSA (Autorità Europea di Sicurezza Alimentare). In Italia, il Ministero della Salute ritira un intero lotto di latte in polvere per l'infanzia Mellin a causa di una contaminazione da Salmonella, collegata all'episodio francese di alcune settimane fa. Sempre in Italia è stato riscontrato che, in alcuni integratori alimentari, una contaminazione dell'ingrediente Coleus forskholii provoca effetti tossici sull'uomo; il prodotto deve essere eliminato. E'stato emanato, invece, a livello europeo il nuovo regolamento 856 del 2005 sulle fusario tossine, che introduce l'attesa regolamentazione di queste sostanze nei prodotti a base di cereali. Infine in Germania, è stata attirata l'attenzione del pubblico sul chinino, una sostanza presente in alcune bevande e che può causare problemi a una parte della popolazione (soprattutto feti).

2. BSE: forse nuovi limiti europei per i materiali a rischio specifico

Il pannello sui pericoli biologici (BIOHAZ) dell'Agenzia di Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) ha suggerito come possibile i 21 mesi come età minima per l'obbligo di rimuovere dai bovini macellati per uso alimentare i cosiddetti materiali a rischio specifico (SRM), ovvero tessuti come il cervello e il midollo spinale che costituiscono un rischio di BSE; questa età dovrebbe permettere un margine di sicurezza ragionevole. Basandosi su questa opinione, la Commissione Europea considererà se dovranno essere proposti dei cambiamenti alla legislazione esistente, anche sulla base del fatto che per altri tipi di tessuti, come l'intestino e le tonsille dei bovini, attualmente non esistono basi scientifiche per porre limiti di età per la rimozione.

Basandosi su nuove informazioni fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) e su dati di ricerche scientifiche, il pannello ha riconosciuto che l'età media dei capi affetti da BSE nell'UE è aumentata, fra il 2001 e il 2004, da 86 mesi a 108 mesi; soltanto 4 casi di infezione in animali sotto i 35 mesi sono stati segnalati dal 2001 e il minimo d'età dei capi affetti da BSE è aumentato da 28 a 42 mesi fra il 2001 e il 2004. Dagli studi di patogenesi sulla distribuzione dell'infezione durante il periodo di incubazione e dall'età in cui si verifica per la prima volta la manifestazione clinica, è stato concluso che un sistema nervoso centrale di bovino non diventerebbe contagioso fino almeno a 26 mesi dalla nascita.

** Attualmente, la rimozione del materiale a rischio specifico avviene dai 12 mesi in poi, nella maggioranza degli Stati europei. L'innalzamento della soglia avrebbe quindi un importante impatto economico; potrebbe segnare il ritorno della Fiorentina. Resta comunque alla Commissione il potere di prendere una decisione. La decisione dell'EFSA sembra comunque ispirata a prudenza e quindi affidabile.

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3. Salmonella insidia anche il latte in polvere Mellin: il Ministero della Salute ritira un intero lotto

Il 10 maggio 2005 il Ministero della Salute ha lanciato un'allerta sul latte in polvere Mellin 2 appartenente al lotto LD008, confezionato il 25 gennaio 2005 con scadenza nel gennaio 2007, per una contaminazione del patogeno alimentare Salmonella enterica sierotipo agona. Questo patogeno è risultato presente secondo le analisi effettuate in seguito a 22 casi di gastroenterite che si sono verificati in Francia e che sono state associate all'assunzione di questo prodotto. Il Ministero della Salute ha invitato i NAS e gli assessorati della sanità delle varie regioni ad adottare interventi cautelativi presso la ditta in questione.

Purtroppo delle confezioni di questo prodotto si trovano ancora sul mercato; infatti l'associazione di consumatori "Altroconsumo" ha lanciato un allarme sottolineando come, 8 giorni dopo le disposizioni del Ministero sul ritiro del prodotto, questo sia ancora in commercio e quindi acquistabile nei negozi (è stato infatti trovato in un supermercato a Milano). L'associazione ha chiesto di ritirare immediatamente il prodotto contaminato e ha chiesto di avvisare i consumatori in modo che chi dovesse avere in casa una confezione del lotto contaminato la riconsegni al negoziante senza consumarla.

** La scoperta di questi prodotti contaminati e il successivo ritiro del lotto contaminato sono quasi certamente collegati con gli episodi avvenuti in Francia, che abbiamo già riportato; se è vero, vi è stato un ritardo notevole. In ogni caso è auspicabile una maggiore prudenza nel trattare episodi di contaminazione legati al latte per l'infanzia, in quanto si tratta di prodotti destinati ad una fascia della popolazione particolarmente a rischio di infezioni e complicazioni. L'azione di produttori e autorità dovrebbe essere più rapida, coinvolgere una comunicazione più trasparente ed un effettivo monitoraggio del richiamo dei prodotti dalla distribuzione.

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4. Integratori con Coleus adulterato: un rischio in Italia

Quattro casi di avvelenamento acuto simile a quello indotto da atropina, con sintomi come agitazione, confusione, allucinazioni, tachicardia, midriasi e amnesia, si sono verificati in Italia dopo assunzione di alcuni prodotti contenenti Coleus forskohlii, una pianta che viene impiegata come ingrediente in alcuni integratori alimentari. Anche se il fatto non è ancora stato confermato, sembra possibile che Coleus forskholii sia stato sostituito o mescolato con una pianta che appartiene alla famiglia delle Solanaceae. A questa famiglia, infatti, appartengono alcune piante velenose e psicoattive, tra cui Atropa belladonna definita "Belladonna mortale", che contengono alcaloidi tropani come appunto l'atropina.

Altri due rapporti di reazioni avverse a certe sostanze (ADR, Adverse Drug Reactions), inviati all' Agenzia inglese dei farmaci (MHRA), hanno collegato prodotti italiani contenenti questo estratto di pianta a effetti come tremore, astenia, disturbi visivi e confusione ed è stata stesa una lista specifica dei prodotti associati a questi casi di avvelenamento acuto. Anche se la MHRA non ha ricevuto segnalazioni dal Regno Unito, è possibile che questi prodotti siano presenti anche sul mercato inglese e quindi comporterebbero un rischio per la salute pubblica. Inoltre, in questa fase è poco chiaro se soltanto i prodotti chiamati in causa sono risultati contaminati o se la contaminazione ha interessato invece un intero raccolto di Coleus.

Il Ministero della Salute italiano, a questo proposito, ha pubblicato una circolare per segnalare gli effetti sfavorevoli correlati all'assunzione di prodotti contenenti questa sostanza e per chiedere, in via cautelativa, la sospensione temporanea della commercializzazione dei prodotti in questione, in attesa di un approfondimento sulle cause della problematica evidenziata e di una rivalutazione della sicurezza d’uso di tale sostanza.

** I prodotti erboristici sono spesso complessi e la loro preparazione richiede procedure molto accurate, anche in fase di raccolto. L'atropina è un alcaloide naturale di "Atropa belladonna" ed è un antagonista competitivo dei recettori colinergici muscarinici (recettori presenti sui neuroni). Essa può provocare il blocco colinergico simpatico e il blocco parasimpatico, portando inizialmente a effetti come secchezza della bocca, visione confusa, tensione intraoculare aumentata e ritenzione delle urine. Negli anziani, si può osservare amnesia e confusione. Chi fosse in possesso di prodotti o commercializzasse i prodotti della lista (vedi link), deve restituirli al fornitore senza venderli o utilizzarli. Chi fosse in possesso di altri prodotti contenenti Coleus, dovrebbe raccogliere ulteriori informazioni sull'origine e sicurezza del prodotto. Anche questa volta si può rimarcare come le informazioni anche su prodotti italiani siano più accessibili all'estero che nel nostro paese.

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5. Arrivano i tenori massimi di fusario tossine in Europa

Il 6 giugno 2005 la Commissione Europea ha emanato un nuovo regolamento, il numero 856 del 2005, che introduce importanti novità per quanto concerne i limiti delle micotossine prodotte da funghi del genere Fusarium (i metodi di campionamento e analisi per la rilevazione delle fusario tossine sono introdotti da una contemporanea direttiva, la 38 del 2005). Il regolamento, che entrerà in vigore a decorrere dal 1 luglio 2006, va a modificare il 466 del 2001 e in particolare ne modifica l'allegato I introducendo i tenori massimi per deossinivalenolo, zearalenone, fumonisina B1+B2 e T-2 e HT-2 nei cereali e nei prodotti a base di cereali. Entro il 1 luglio 2008 la Commissione procederà ad un riesame dei tenori massimi. Inoltre il regolamento stabilisce che gli Stati membri e i soggetti interessati dovranno comunicare ogni anno alla Commissione i risultati delle indagini e il successo nella prevenzione della contaminazione di prodotti alimentari da parte di queste micotossine.

** Questo regolamento porta delle novità in campo di limiti per quanto riguarda le micotossine; si tratta di una regolamentazione molto attesa e "temuta". Sebbene l'impatto di queste tossine sulla salute pubblica non sono stati ancora del tutto dimostrati, questo atto legislativo pone comunque le basi per una ulteriore tutela dei consumatori. L'impatto sull'agricoltura italiana sarà notevole se non vengono adottati provvedimenti preventivi adeguati già sul campo. Per tutti gli operatori si tratta di una norma da conoscere.

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6. Chinino nelle bevande: informazione utile per le donne in gravidanza

Il consumo di grandi quantità di chinino può comportare problemi per la salute, soprattutto per le donne incinta. Infatti, sulle etichette di alcune bevande gasate o amare al gusto di limone si può trovare l'indicazione, tra gli ingredienti, "incluso chinino", ma spesso molte persone non ne conoscono la motivazione. A questo proposito l'Istituto Federale di Valutazione del Rischio tedesco (BfR) ha proposto di includere in etichetta informazioni specifiche per le donne incinte ed altri gruppi a rischio per questa sostanza.

Anche se il consumo di bevande contenenti chinino non è problematico per la maggioranza della popolazione, l'assunzione di grandi quantità di questa sostanza può essere pericoloso per alcuni individui. In particolare le donne incinta e le persone che sono state avvertite di evitare l'assunzione di questa sostanza a causa di specifiche condizioni cliniche o per ipersensibilità agli alcaloidi della Cincona (la pianta da cui si estrae il chinino) dovrebbero evitare queste bevande. Nella letteratura scientifica, per esempio, vengono riferiti i sintomi avuti da un bambino neonato la cui madre aveva bevuto, durante la sua gravidanza, più di un litro di acqua tonica al giorno. 24 ore dopo la nascita, infatti, il bambino ha cominciato a soffrire di tremiti nervosi e nelle sue urine è stata rilevata una grossa quantità di chinino, che è stata indicata come la causa di questi disturbi.

** Il chinino è una polvere cristallina amara ottenuta come estratto dalla corteccia dell'albero della Cincona, Cinchona pubescens. In medicina questa sostanza è usata per curare la malaria e i crampi notturni al polpaccio, ma viene anche usata per aromatizzare bevande toniche e amare al gusto di limone. Il consiglio per i consumatori è quello di evitare il consumo eccessivo di questi tipi di bevande, soprattutto nei mesi estivi in cui l'assunzione di liquidi e quindi di bevande aumenta di molto. Questo vale soprattutto per le donne in gravidanza. Infine, un'etichettatura più chiara potrebbe essere opportuna anche in Italia.

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7. E inoltre:

8. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 23/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Emergono due problemi per i prodotti italiani, questa volta legati ai materiali a contatto. Si tratta di un settore che riceve meno attenzione di quanto meriterebbe
  • Un'altra notizia importante è l'aggiunta di Toluidina rossa (probabilmente CAS No.: 2425-85-6) alla lunga lista dei coloranti non autorizzati nelle spezie. La toluidina rossa non risulta classificabile per cancerogenità dallo IARC, cioè risulta in classe 3 (ultima valutazione 1993)
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
30/05/2005 Presenza del patogeno Salmonella Indiana Faraona congelata Francia Norvegia
30/05/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan I e Para Red e del colorante non autorizzato Toluidina rossa Miscela di spezie per shaslik (spiedini di carne) e miscela di spezie per borsch (zuppa russa a base di barbabietole) Federazione Russa via Germania Francia
31/05/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberetti freschi cotti Francia Italia
01/06/2005 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan I e Sudan IV Peperoncini rossi caldi schiacciati India Italia
01/06/2005 Livelli eccessivi del metallo stagno rilasciato dal contenitore Frutta per cocktail in scatola in succo di mela Italia Regno Unito
01/06/2005 Livelli eccessivi di idrocarburi policiclici aromatici (PAH) Olio di soia Germania Olanda
01/06/2005 Irradiazione non autorizzata e irradiazione in uno stabilimento non autorizzato Miscela di spezie Austria Germania
02/06/2005 Migrazione di olio di soia epossidato (ESBO) Coperchi di barattoli di pasta di olive nere Italia Germania
02/06/2005 Presenza del residuo di farmaco malachite verde e di nitrofurano (metabolita) e furazolidone Anguille da allevamento cingelate (Anguilla anguilla) Grecia via Olanda Germania
02/06/2005 Presenza del patogeno Vibrio cholerae Gamberi tigre (Penaeus monodon) crudi e cotti congelati Bangladesh Svezia
03/06/2005 Presenza del patogeno Norovirus Crumble di lamponi Polonia via Repubblica Ceca Danimarca
03/06/2005 Presenza del metallo cadmio Integratore alimentare di alga Spirulina Svizzera Germania

N. 21/2005 3 Giugno 2005

Sommario

1. Editoriale

Con una decisione, che aggiunge anche l'olio di palma ai prodotti da tenere sotto controllo per i coloranti Sudan, l'Europa continua la sua lotta con queste sostanze illegali e potenzialmente cancerogene che contaminano gli alimenti. Nei RASFF si nota la segnalazione di una  sostanza illegale scoperta nel miele, la tilosina, già segnalata in prodotto importati, ma questa volta ritrovata in un prodotto etichettato come italiano.

2. Linea dura dell'Europa contro i coloranti Sudan: nel mirino anche l'olio di palma

In Europa è vietata l'importazione di peperoncino, prodotti derivati dal peperoncino, curcuma e olio di palma, a meno che le partite siano accompagnate da un rapporto d’analisi attestante che il prodotto non contenga nessuno tra i coloranti illegali e potenzialmente cancerogeni Sudan I, II, III, IV. In attesa del rapporto d’analisi, il prodotto è trattenuto sotto controllo ufficiale e in caso di positività delle partite ad uno di questi coloranti, esse vengono distrutte. Queste sono le condizioni di importazione previste dalla decisione della Commissione numero 1454 del 23 maggio 2005, che reca anche le misure di emergenza relative a questi prodotti. Per quanto riguarda campionamento e analisi, la decisione stabilisce che sono gli Stati membri a dover adottare misure adeguate. Queste misure possono comprendere prelievi casuali e analisi di partite di questi prodotti all'importazione o già in commercio; le partite sottoposte a campionamento e ad analisi ufficiali possono essere trattenute per un periodo massimo di 15 giorni lavorativi prima di essere immesse in commercio. Inoltre attraverso il RASFF (sistema di allarme rapido per gli alimenti ed i mangimi) gli stati europei devono informare la Commissione Europea di tutte le partite adulterate. In fine, ma non meno importante, è il fatto che la decisione stabilisce che le spese relative alle analisi, allo stoccaggio e alla distruzione eventuale dei prodotti sono a carico degli importatori o degli operatori del settore alimentare interessati.

** L'Europa risponde ancora una volta al problema del Sudan, un gruppo di coloranti che, nonostante tutte le misure prese in questi anni, continua a essere presente nei prodotti alimentari. Questa volta la risposta è una decisione, la cui novità è l'introduzione dell'olio di palma tra i prodotti da tenere sotto osservazione per questi coloranti.

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3. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 22/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Emerge un problema sui prodotti italiani: si tratta della migrazione di sostanze (olio di soia epossidato) dai coperchi dei barattoli, un problema spesso sottovalutato
  • Mentre continuano i problemi legati al trattamento con monossido di carbonio nei prodotti a base di pesce, spunta una nuova sostanza illegale, la tilosina, un residuo di antibiotici ritrovato nel miele, anche in un prodotto italiano. Si tratta di un macrolide. Questa sostanza non può residuare nel miele
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
23/05/2005 Presenza della sostanza non autorizzata tilosina Miele italiano di castano Italia Regno Unito
24/05/2005 Presenza della sostanza non autorizzata tilosina Miele Argentina via Irlanda Regno Unito
24/05/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetto di tonno affumicato surgelato (Thunnus albacares) Indonesia via Olanda Italia
24/05/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO)  Bistecche di pesce spada (Xiphias gladius) Indonesia via Olanda Italia
24/05/2005 Livelli troppo elevati di radioattività Frutti di bosco secchi surgelati Polonia via Francia Regno Unito
25/05/2005 Migrazione di olio di soia epossidato (ESBO) Coperchi sigillati dei barattoli di funghi conservati Italia Germania
25/05/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Para Red Fagioli rossi e fagioli al peperoncino in scatola Francia Francia
25/05/2005 Livelli eccessivi di solfiti Aragosta surgelata (Nephrops Norvegicus) Spagna Italia
25/05/2005 Presenza della sostanza potenzialmente pericolosa forskolin estratta da una pianta indiana Integratori alimentari India Italia
25/05/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberetti cotti Francia Italia
25/05/2005 Presenza della sostanza non autorizzata tilosina Miele Ungheria Regno Unito
26/05/2005 Stabilimento non autorizzato Prodotti a base di carne Polonia Lituania
26/05/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetto di tonno affumicato surgelato (Thunnus albacares) Indonesia via Olanda Italia
26/05/2005 Migrazione del di-(2-etilesil) ftalato Coperchio a torsione del barattolo di pasta al pomodoro speziato Germania Germania
26/05/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO)  Trancio di tonno pinna gialla affumicato e surgelato (Thunnus albacares) Indonesia via Olanda Italia
26/05/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine aflatossine Pistacchi Iran via Germania via Slovacchia Repubblica Ceca
26/05/2005 Presenza del patogeno Salmonella salamae Carne di bovino surgelata Namibia via Germania Norvegia
26/05/2005 Deterioramento del prodotto Muesli di frutta e mandorle Australia Regno Unito
26/05/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan I Miscele di condimento Regno Unito Irlanda
27/05/2005 Presenza del patogeno Salmonella Chorizo (tipo di salsiccia) Spagna Francia
27/05/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Filetto di tonno affumicato surgelato (Thunnus albacares) Indonesia via Olanda Italia
27/05/2005 Presenza di materiali a rischio specifico di BSE (SRM) Manzo fresco Danimarca Italia

 

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