| |
Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli
avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti
avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che,
secondo noi, meritano di essere discussi in forma
ragionata.
L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale
possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono
resi disponibili in archivio ogni settimana.
Inserisci la tua e-mail
Se siete interessati a inviarci
osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una
notizia, scrivete liberamente a collaborazioni
per il settimanale.
Sommario
1. Editoriale
Mentre escono le linee guida europee per chiarire
l'applicazione del Regolamento 178/2002 (molto importanti per gli
operatori) e le autorità americane decidono di mettere gli isolati
batterici a disposizione del pubblico, l'influenza aviaria continua a
spaventare: due casi recenti, di cui uno mortale, potrebbero essere
collegati al consumo di anatra. Anche quest'anno si ripresenta Vibrio
parahaemolyticus in Cile, forse a causa del cambiamento del clima.
Infine in Australia si è registrata un grosso focolaio di salmonellosi,
legato a ristoranti turchi.
2.
Una guida per rintracciabilità e ritiri dal commercio dalla Commissione
(ex 178/2002)
Con un ritardo significativo (la normativa è già in
vigore), la Commissione Europea ha reso pubbliche linee guida per
l'interpretazione e per l'implementazione del Regolamento 178/20002,
resesi necessarie per le molteplici aree d'incertezza. Secondo la
Commissione, per esempio, la rintracciabilità è obbligatoria ma limitata
solo ad alcune informazioni semplici, non si applica ai clienti che sono
consumatori finali, non si applica all'export; sono precisati anche i
tempi di mantenimento delle informazioni. Per quanto riguarda i ritiri
dal commercio, se il prodotto ha raggiunto il consumatore, viene
ribadito che, contrariamente a quanto avviene di prassi almeno in
Italia, il produttore deve informare i consumatori, se l'obiettivo di
protezione del consumatore non può essere raggiunto altrimenti.
** Per quanto non abbiano il valore di una legge,
queste linee guida hanno una grande utilità e importanza. Non tutte le
interpretazioni saranno bene accette nell'Unione ed è probabile che
siano sottoposta al vaglio della Corte di Giustizia. Rappresentano
comunque un riferimento essenziale per chiunque si occupi di alimenti.
Resta ancora da accertare l'effettiva applicazione nei vari stati
membri.
Links:
3.
Campioni prelevati durante le ispezioni a disposizione del pubblico
Gli isolati di batteri prelevati durante le ispezioni
governative saranno disponibili per chi ne fa richiesta. Il FSIS
(Servizio di Ispezione e Sicurezza Alimentare)
della USDA (Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti) ha deciso di
istituire un programma pilota per garantire questa possibilità.
In questi anni il FSIS ha ricevuto svariate richieste da parte
dell'industria, di avvocati, dell'accademia e di altri enti federali per
gli isolati dei batteri recuperati da campioni di carne, di pollame e di
prodotti a base d'uovo o dall'ambiente in cui questi alimenti sono stati
prodotti. Dopo anni di dinieghi, poiché, almeno formalmente, l'ostacolo
era economico, a cominciare dall'1 febbraio 2005 il FSIS metterà a disposizione gli isolati ai richiedenti
che vogliano sopportare il costo della spedizione.
** Questa decisione potrebbe avere un significato
importante per le cause intentante in seguito ad infezioni alimentari.
Naturalmente, vi potrà essere anche un beneficio scientifico. Per quanto
distanti, non è da escludere che anche in Europa si possa arrivare a
soluzioni simili. Sarà interessante verificare l'esito di questo
esperimento. Per chi importa o esporta prodotti alimentari verso gli USA
(se sottoposti alla giurisdizione della USDA), l'impatto invece può essere
più immediato, sia come possibilità di controllo sui fornitori che come
possibili problemi.
Links:
4.
Influenza dei polli: due casi collegate agli alimenti?
Le analisi di laboratorio hanno confermato una infezione
di influenza aviaria (virus di sottotipo H5N1) in due fratelli nella
parte nord del Viet Nam. Entrambi
avevano mangiato un piatto tradizionale contenente sangue e interiora di anatra,
serviti crudi. Per questo si ipotizza una trasmissione dell'infezione
direttamente dal veicolo, dall'anatra all'uomo, attraverso un alimento. Il
fratello maggiore, di 46 anni ha sviluppato i sintomi della malattia
l'1 gennaio ed è morto il 9. L'altro fratello di 42 anni ha sviluppato i sintomi il 10
ed è stato ricoverato all'ospedale di Hanoi dove
era già stato curato il fratello; sta guarendo.
Gli ufficiali sanitari del Viet Nam hanno ripetutamente
sconsigliato il consumo di piatti fatti con sangue di anatra fresco
crudo o prodotti di pollo non adeguatamente cotti (secondo quanto
osservato finora, una
cottura adeguata, cioè a 70°C, uccide il virus H5N1).
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO, in inglese) ha
investigato i due casi e ha formulato una seconda ipotesi di
infezione, ipotizzando una trasmissione da uomo a
uomo (il fratello più giovane avrebbe contratto l'infezione curando il
maggiore).
** L'influenza aviaria (o dei polli) resta al centro
delle preoccupazioni delle autorità per la possibile trasmissione
all'uomo e per l'elevata mortalità. La possibilità di trasmissione
attraverso gli alimenti aumenta ulteriormente questa preoccupazione, anche
se ulteriori accertamenti sono necessari. I piatti a base di
sangue di anatra sono presumibilmente rari in Europa; tuttavia, il pollo spesso non viene
cotto adeguatamente (come evidenziato da numerose patologie alimentari).
Mentre pollame non può essere certamente importato da questi paesi, i
consumatori non hanno necessità di cambiare comportamenti alimentari.
Links:
5.Vibrio
parahaemolyticus e frutti di mare: nuova episodio della pandemia in Cile
Più di 200 persone sono state probabilmente infettate da Vibrio parahaemolyticus nell'area di Puerto Montt, in Cile,
dopo aver mangiato prodotti ittici (probabilmente ostriche crude contaminate).
In totale, però, soltanto 8
persone hanno ricevuto finora una conferma della diagnosi di infezione da V. parahaemolyticus, mentre
gli altri sono sotto osservazione poiché hanno manifestato i sintomi
della malattia. Secondo le autorità, i prodotti ittici dovrebbero essere cucinati sempre ad alte temperature.
Ad aggravare la contaminazione in mare, la refrigerazione a temperature inappropriate dei frutti di mare
contaminati con questo organismo permette la loro proliferazione,
aumentando la possibilità di infezione.
è stato escluso un divieto totale della pesca.
** Questo episodio segue un evento analogo verificatosi
nel 2004 nella stessa area del Cile; si registrarono circa 1500 casi e la
causa fu attribuita alle temperature inusualmente alte delle acque
(normalmente fredde, anche d'estate). Le conseguenze socioeconomiche furono molto severe.
Evidentemente la situazione si è ripetuta senza che il comportamento dei
consumatori sia cambiato. I sierotipi non sono riportati per quest'anno, ma è
probabile che la situazione rilevata nel 2004 (appartenenza al complesso
clonale responsabile della pandemia iniziata nel 1996 e comparsa nel 1998 in
Cile) sia analoga. Per i consumatori di frutti di mare il consiglio è di
procedere ad una cottura completa (cioè bollire fino all'apertura delle
conchiglie e poi proseguire per 5 minuti o più; oppure a vapore, fino
all'apertura, e poi per almeno 10 minuti). Per gli importatori, è necessario
avere un adeguato programma di controlli e interrompere, almeno
temporaneamente, l'approvvigionamento da aree contaminate.
Links:
6.
In Australia epidemia di salmonellosi: centinaia di casi da due
intingoli
Centinaia di persone sono state colpite da una epidemia
di Salmonellosi dopo aver pranzato in un ristorante turco a Brunswick
(nello stato di Victoria, Australia).
Le autorità di Sanità Pubblica locali hanno rilevato la presenza di
Salmonella in due intingoli: l'hummus, una salsa mediorientale di ceci e sesamo con limone e
aglio, e una salsa di melanzane. Più di 720 persone hanno telefonate alle
autorità comunicando che si sono sentiti male dopo aver mangiato al
Ristorante Alasya o al Ristorante Alasya 2 tra l'8 e il 19
gennaio 2005. Al momento il numero di casi confermati di Salmonella è di
173, ma è destinato ad aumentare. Solo 25
persone, tra cui molti bambini, sono state ricoverate in ospedale. Il sierotipo di Salmonella
isolato dalle salse si è dimostrato lo stesso
isolato da tutte le vittime sottoposte ad esami di laboratorio. Secondi
alcuni esperti, l'isolamento degli organismi da 2 veicoli distinti, le due salse,
suggerisce una possibile contaminazione incrociata di uno dall'altro o
di entrambi attraverso la manipolazione di alimenti. Va, inoltre,
ricordato che precedenti casi di Salmonella sono già stati associati ai
semi di sesamo e o a prodotti a base di questi.
** Nonostante l'emergere di nuovi patogeni, Salmonella
resta un serio problema per la sicurezza degli alimenti. Il numero di
casi può essere molto alto quando una quantità presumibilmente grande di
alimento è stata contaminata ed esso viene distribuito a molte pesone. I ristoranti etnici sono di fatto spesso
più a rischio per questo genere di episodi. Sarà interessante la
determinazione dell'ingrediente o della persona che ha causato
l'episodio (il sierotipo responsabile dell'episodio non è stato
riportato nelle notizie). Per il settore della ristorazione e per i
consumatori, resta molto importante seguire le norme igieniche nella
preparazione degli alimenti e considerare la possibilità che alcuni
ingredienti, tra cui il sesamo, possono veicolare Salmonella.
Links:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
4/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da
un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal
mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di
quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o
all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i
consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese.
Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e
l'industria alimentare possono porre rimedio
- Ritornano alcuni problemi già incontrati in passato: le gelatine che
possono causare soffocamento, il cloramfenicolo nel miele, il Sudan IV
nell'olio di palma (ora anche in Svezia)
- Il gorgonzola ha di nuovo
problemi in Germania, per la presenza di Listeria monocytogenes, anche
se i livelli di questo patogeno permessi in Germania sono più elevati
che in Italia. Il reale rischio associato al consumo di questo alimento,
che riguarda comunque solo donne in gravidanza, anziani e persone
immunocompromesse, non è ancora chiaro
| Data |
Motivo
dell’allarme |
Prodotto e lotto (se disponibile) |
Paese di origine del
prodotto |
Paese che ha trovato il
problema |
| 17/01/2005 |
Rischio di soffocamento per
deglutizione |
Gelatina di cocco, lici, pesca,
mango, limone |
Taiwan |
Estonia |
| 17/01/2005 |
Contenuto troppo elevato di acido
benzoico (E 210) |
Bevanda per bambini aromatizzata
alla caramella Hollywood Distributions |
Cina |
Regno Unito |
| 17/01/2005 |
Livelli eccessivi delle tossine
fungine cancerogene aflatossine |
Fichi secchi |
Grecia via Olanda |
Finlandia |
| 18/01/2005 |
Contaminazione da cloro (cattivo
odore, nessun rischio per la salute) |
Spirali di formaggio
Marks & Spencer ‘Loved by Kids’; solo lotto con "Use by
date" (scadenza) of 18 January 2005 |
Regno Unito |
Regno Unito |
| 18/01/2005 |
Livelli eccessivi di solfiti (possibili reazioni
allergiche legate all'asma) |
Gamberi cucinati (Penaeus vannamei) |
Francia |
Italia |
| 18/01/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella |
Funghi neri secchi |
Cina |
Francia |
| 19/01/2005 |
Presenza di lieviti |
Vin brulè e punch all'amaretto |
Germania |
Germania |
| 19/01/2005 |
Irradiazioni non identificate |
Tagliatelle istantanee |
Repubblica di Corea via Olanda |
Germania |
| 19/01/2005 |
Presenza del patogeno Listeria monocytogenes
|
Formaggio gorgonzola |
Italia |
Germania |
| 19/01/2005 |
Migrazione dal materiale alimentare (bicchierini) di livelli
eccessivi di piombo e cadmio |
Bicchierini da liquore |
Cina via Svezia |
Finlandia |
| 19/01/2005 |
Presenza di
3-monocloro-1,2-propanediolo (3-MCPD) |
Salsa di pesce |
Tailandia via olanda |
Germania |
| 19/01/2005 |
Presenza di residui del farmaco
veterinario tossico cloramfenicolo |
Miele naturale d'api |
India |
Cipro |
| 19/01/2005 |
Presenza del patogeno
Salmonella Arizonae |
Formaggio Camembert
ASDA confezionato, formato "Taster", peso 125 g, scadenze: 29
Gennaio 2005, 30 Gennaio 2005, 31 Gennaio 2005, 1
Febbraio 2005 |
Francia (non distribuito in Italia) |
Regno Unito |
| 20/01/2005 |
Presenza di acido usnico |
Pillole dietetiche |
Paese non menzionato |
Svezia |
| 21/01/2005 |
Presenza del colorante non
autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan IV |
Olio di palma rosso puro |
Paese non menzionato via Francia |
Svezia |
Sommario
1. Editoriale
L'Autorità europea di sicurezza alimentare (EFSA)
occupa ben tre delle nostre cinque notizie. L'EFSA si è espressa per la
semplificazione delle visite ispettive post-mortem nei bovini e sul
congelamento come metodo per eliminare il rischio teniasi dalle carni di
maiale e cinghiale. Per quanto
riguarda il furano, il parere dell'EFSA è preoccupatnte; al momento i
livelli trovati negli alimenti (per la verità pochi quelli analizzati)
sembrano vicini a quelli che negli animali di laboratorio danno luogo a
tumori. Sono urgenti pertanto ulteriori studi, anche sugli alimenti per
l'infanzia. L'EFSA ha anche raccomandato ai produttori di sacchi di juta
di seguire le norme IJO, pena il rischio di rendere pericolosi e
inappetibili gli alimenti in essi trasportati. Dagli USA giungono dati che
confermano nei norovirus il patogeno alimentare di gran lunga emergente,
ormai diventato il principale agente di gastroenteriti negli USA. Data
anche la difficoltà di controllarlo, è importante essere preparati.
Infine, dal Giappone e dagli USA giunge un esempio di collaborazione nel
controllo di E. coli O157.
2.
Carni secondo l'EFSA: rivedere le ispezioni e congelare per eliminare la
tenia
Le ispezioni post-mortem dei bovini dovrebbero essere
semplificate, riducendo l'uso delle tecniche di palpazione/incisione.
Secondo il Pannello BIOHAZ dell'EFSA (Agenzia di Sicurezza Alimentare
Europea), in questo modo il rischio di contaminazione crociata (il
veterinario può trasferire la contaminazione con patogeni alimentari da
un sito all'altro) viene ridotto e le risorse umane e materiali possono
essere meglio dirette verso attività di provata efficacia (controlli
dell'igiene del macello, per esempio). Le ispezioni post-mortem di
animali apparentemente sani, secondo i dati dell'EFSA, sono in grado di
identificare solo il 20% delle lesioni macroscopiche realmente presenti;
queste poi sono presenti solo nell'1% degli animali. Queste
semplificazioni possono funzionare però solo in determinati casi e i
bovini a rischio devono essere esaminati in maniera tradizionale.
In un parere sempre legato alle carni, il pannello ha
concluso che il congelamento di carcasse di maiale, cinghiale o bovino a
-10°C (a temperature inferiori) per 10 giorni o più uccide i cisticerchi ed
è un'ottima base per la prevenzione della teniosi umana causata da T. solium,
T. saginata e T. saginata asiatica. L'utilizzo di questa tecnica può essere
un'alternativa all'esame microscopioco delle carni di maiale. Anche se i
dati non sono completi, il Pannello ha ritenuto che non vi sono ragioni per
ritenere che la tenia sia più resistente nelle carni di cinghiale che in
quelle di maiale e che le specie meno note resistano molto di più al freddo
(eccetto T. nativa che non sembra patogena per l'uomo). Normalmente i
sintomi di infezione con T. saginata sono lievi nell'uomo, ma possono essere
gravi nel caso di sviluppo di cisticercosi.
** Le metodiche ispettive e di trattamento degli
alimenti devono riflettere le priorità di sanità pubblica; questo spiega
lo sforzo di aggiornamento dei metodi da parte dell'EFSA. Il primo
parere è motivato da una serie di studi sull'argomento; il secondo
dall'ingresso dei nuovi paesi nell'Unione, dove il problema della Taenia
è più accentuato e le condizioni ambientali sono diverse. Il primo
parere, anche se non immediatamente operativo, è di interesse per tutti
i veterinari, mentre il secondo riguarda tutta la filiera del maiale e
del cinghiale.
Links:
3.
Furano negli alimenti anche per l'infanzia: può essere un problema
serio
Dai dati attualmente disponibili sembra che ci sia una
differenza relativamente piccola tra la possibile esposizione umana al
furano e le dosi che, in esperimenti su animali, provocano il cancro,
probabilmente attraverso meccanismi genotossici. Nonostante la forte
preoccupazione generata da questa constatazione, una completa valutazione
dei rischi andrebbe fatta per valutare i dati di tossicità ed esposizione
già esistenti. Queste sono le conclusioni di un rapporto scientifico
commissionato dall'EFSA (Autorità europea di sicurezza alimentare) sulla
base di un'analoga iniziativa della FDA (Food and Drug Administration,
autorità di sicurezza alimentare USA); gli obiettivi erano di valutare
metodi di analisi, presenza e formazione nei cibi, esposizione e tossicità
del furano. Il furano è una molecola che si trova in alcuni tipi di
alimenti come, per esempio, il caffè oppure negli omogeneizzati. Al
contrario, le verdure fresche non contengono questa sostanza. Il furano è
in grado di attraversare le membrane biologiche e viene assorbito dai
polmoni o dall'intestino, anche se la sua presenza nei tessuti corporei è
ridotta dall'attività del fegato che lo elimina dal sangue. Per questo,
tra l'altro, il fegato è il primo bersaglio della tossicità del furano. Il
rapporto dell'EFSA ha concluso che la cancerogenicità del furano è
probabilmente attribuibile a meccanismi genotossici; inoltre,
l'esposizione cronica può provocare una proliferazione secondaria di
cellule che può indirettamente amplificare la risposta tumorale.
** Negli ultimi anni, si sta accumulando una forte
evidenza circa la presenza di sostanze cancerogene nella dieta, non per
un'azione umana deliberata, ma come conseguenza accidentale della cottura
(furani, acrilammide) o della coltivazione (micotossine). Si ritiene che
gli alimenti contribuiscano sensibilmente all'incidenza dei tumori;
quindi, il controllo di queste sostanze offre una grande opportunità di
miglioramento della speranza di vita. Il caso del furano è particolarmente
significativo, per l'elevato rischio che sembra comportare. Le conclusioni
dell'EFSA sono molto preoccupanti, anche se ulteriori dati sono necessari
per valutare il rischio effettivo (compreso un maggiore numero di analisi
e dei metodi analitici). è
importante che anche l'industria partecipi attivamente a questo processo.
Mentre si aspetta una rapida risposta da parte di comunità scientifica
(studi anche epidemiologici) e autorità, per i consumatori è ancora presto
per fornire indicazioni operative. Anche se i furani potrebbero
concentrasi negli alimenti per l'infanzia confezionati (essendo volatili),
non esistono dati certi sugli alimenti preparati in casa: si può solo
presumere che il furano si disperda nell'aria.
Links:
4. Sacchi
di juta: sicuri solo se fatti secondo norme IJO
L'uso di oli minerali nella preparazione dei sacchi per
alimenti di juta o agave non è pericoloso solo se effettuato secondo le
norme IJO (International Juta Organization). è questo il parere del Pannelo
Scientifico dell'EFSA (Autorità Europea di Sicurezza ALimentare) sugli
additivi alimentari e sui materiali a contatto con gli alimenti. Secondo
l'IJO, gli oli usati per i sacchi (che conterranno grano, riso, ecc)
conterranno solo ingredienti non tossici e residui che alterino il sapore
ai cibi. L'IJO ha anche fissato i limiti per la presenza di materiali non
idrosolubili nei sacchi. Secondo l'EFSA, se queste specifiche
vengono seguite, la presenza di idrocarburi minerali semivolatili prodotti
dai sacchetti di iuta e agave verrà significativamente ridotta. I
sacchetti di sisal e di iuta sono per trasportare le materie prime, le
piante e la frutta usata per la produzione degli alimenti. Nel
processo di fabbricazione di questi sacchetti l'uso di di oli
minerali è necessario per ammorbidire le fibre prima della filatura.
Quando idrocarburi minerali semivolatili sono presenti in questi oli, essi
possono essere trasferiti dalle fibre agli alimenti trasportati nei
sacchetti attraverso evaporazione e ricondensazione, e quindi contaminare
i cibi.
** Quello dei sacchi di juta è un problema che può
riguardare l'intera filiera. Infatti, anche se la coltivazione viene fatta
in maniera appropriata, il prodotto finale può essere contaminato per
condizioni inadeguate di trasporto. Diventa quindi fondamentale per
produttori primari e per industria di trasformazione che le norme IJO
siano seguite, soprattutto ora che l'EFSA ne ha riconosciuto la
validità.
Links:
5. Norovirus: patogeno
alimentare emergente
Grazie a nuove analisi molecolari, i norovirus (NoV)
stanno emergendo come i primi patogeni alimentari, almeno negli USA e in
questi anni. In uno studio recente, alcuni ricercatori hanno analizzato
8271 focolai epidemici collegati all’alimentazione e riportati ai CDC
(Centers for Disease Control and Prevention, centri per il controllo e la
prevenzione delle malattie) negli anni dal 1991 al 2000, con ulteriori
dati provenienti da 6 stati. La proporzione di focolai epidemici collegati
ai NoV è aumentata dall'1% nel 1991 al 12% nel 2000 nonostante il fatto
che, dal 1998 al 2000, il 76% di focolai epidemici di norovirus siano
stati riportati solo da 11 stati (si sospetta quindi che gli altri non
effettuino una sorveglianza adeguata). Nel 2000, il 50% di focolai
epidemici legati all'alimentazione in 6 stati sono stati attribuiti a
norovirus. Inoltre, i focolai epidemici di questo virus sono risultati
molto più grandi di tutti i focolai legati a batteri; il 10% di persone
affette da norovirus hanno ricercato cure mediche mentre l’1% è stato
condotto in ospedale. Sulla base di questi dati, si può sospettare quindi
che i Nov siano la più comune causa di gastroenteriti negli USA. Secondo i
ricercatori dei CDC, inoltre, un uso più diffuso di queste analisi
molecolari permetterà di stimare meglio il ruolo dei norovirus nel
provocare malattie gravi e aiutare gli sforzi per il controllo e la
prevenzione delle malattie alimentari.
** I norovirus si trasmettono sia attraverso il cibo
che col contatto tra persone; inoltre, questi virus resistono, in certi
casi, ai processi di pulizia e sanificazione. Per questo, la
preoccupazione relativamente alla loro diffusione è crescente. In Italia i
dati sono ancora relativamente scarsi, ma è possibile che i trend
osservati negli USA si verifichino anche in Europa (come mostrano già
alcuni dati) e in Italia in particolare. Per gli operatori del settore
alberghiero e della ristorazione, per gli esperti di sicurezza degli
alimenti, è sicuramente un patogeno da conoscere. Anche in Italia sarebbe
opportuno che, almeno a livello regionale, esistesse la capacità di
ricercare questo patogeno mediante RT-PCR, non solo nei casi in cui
l'eziologia batterica di un focoloaio viene esclusa, ma fino dall'inizio
come possibile agente eziologico al pari di Salmonella.
Links:
6. Dall'America al
Giappone: carne contaminata
Carne americana contaminata da E. coli O157 ha
provocato alcuni casi di enterocolite emorragica in Giappone. Il primo
caso è stato scoperto a metà febbraio 2004, in un bambino ospedalizzato ad
Okinawa. Un fratello aveva manifestato alcuni degli stessi sintomi
(diarrea con sangue, e precedentemente dolori addominali). Tutti i membri
della famiglia avevano mangiato hamburger il 6 febbraio; E. coli O157:H7 è
stato isolato dal fratello e da un altro membro della famiglia, che però
non ha manifestato gli stessi sintomi. è risultato che la carne
utilizzata per fare gli hamburger era stata acquistata presso lo spaccio
di una base militare americana; la carne incriminata è stata rintracciata
e 450 quintali di carne surgelata, proveniente dagli USA e prodotta lo
stesso giorno di quella incriminata, sono stati sequestrati.
** Il commercio internazionale implica che la
collaborazione tra agenzie di sanità pubblica, anche fuori dall'Europa,
deve essere molto stretta. In questo caso, i casi si sono verificati in
Giappone ma l'indagine sulla carne si è svolta negli USA. Da un altro
punto di vista, questo episodio dovrebbe aumentare l'attenzione a
prevenire la presenza di questo pericoloso patogeno sia a livello
zootecnico sia mediante una cottura adeguata.
Links:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
3/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e
sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da
un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le
autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal
mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di
quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o
all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già
acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i
consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese.
Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e
l'industria alimentare possono porre rimedio
- Continuano i problemi legati ai solfiti soprattutto nella frutta
secca, ma anche nei gamberetti
- In Italia si trovano ancora partite di peperoncino contaminate con
rosso Sudan. Tuttavia, le autorità sembrano in grado di eseguire un buon
monitoraggio che ha permesso anche di individuare problemi con prodotti
francesi
- Una segnalazione relativa alla radioattività è interessante perché
potrebbe gettare la luce su un problema esteso, per quanto riguarda le
importazioni di alcuni prodotti dall'Europa dell'Est
| Data |
Motivo
dell’allarme |
Prodotto |
Paese di origine del
prodotto |
Paese che ha trovato il
problema |
| 10/1/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche |
Turchia via Grecia |
Cipro |
| 10/1/2005 |
Partita avariata |
Cassoulet d'anatra |
Francia |
Belgio |
| 11/1/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) |
Papaya secca glassata |
Tailanda via Olanda |
Slovenia |
| 11/1/2005 |
Presenza del colorante vietato e
potenzialmente cancerogeno Sudan 1 |
Peperoncino in polvere |
Italia |
Italia |
| 11/1/2005 |
Presenza del colorante vietato e
potenzialmente cancerogeno Sudan 4 |
Olio di palma (100% naturale) |
Ghana via Belgio |
Germania |
| 12/1/2005 |
Livelli eccessivi di
radioattività |
Funghi (Tricoloma equestre o agarico
dei cavalieri
, Tricholoma equestre
(L)) |
Polonia |
Germania |
| 12/1/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) |
Papaya e ananas secchi e
glassati |
Tailanda via Olanda |
Slovenia |
| 12/1/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche |
Turchia via Grecia |
Cipro |
| 12/1/2005 |
Livelli eccessivi di solfiti (possibili reazioni
allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche |
Paese non menzionato via Grecia |
Cipro |
| 12/1/2005 |
Livelli eccessivi di solfiti (possibili reazioni
allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche |
Turchia via Grecia |
Cipro |
| 12/1/2005 |
Presenza del colorante vietato e
potenzialmente cancerogeno Sudan 1 |
Salsa con peperoncino |
Francia |
Italia |
| 12/1/2005 |
Livelli eccessivi di
solfiti (possibili reazioni allergiche legate all'asma) |
Gamberetti cotti refrigerati |
Francia |
Italia |
| 12/1/2005 |
Alterazioni organolettiche e
insetti |
Mix di nocciole |
Stati Uniti via Germania |
Slovenia |
| 13/1/2005 |
Presenza della tossina fungina
ocratossina A |
Peperoncino |
Israele via Olanda |
Germania |
Sommario
1. Editoriale
Le pentole antiaderenti e tutti gli oggetti contenenti
Teflon potrebbero presentare un pericolo per la salute; questa è una
possibilità avanzata da una recente valutazione del rischio dell'Agenzia
americana per la Protezione dell'Ambiente (EPA). Le conseguenze potrebbero
essere molto importanti, ma è ancora presto per prendere decisioni. Uno
studio sui fast-food mette in guardia circa l'uso dei guanti: può essere
controproducente. è
probabile che i casi di vCJD in Inghilterra resteranno pochi (comunque,
sempre tragicamente troppi), nonostante i preoccupanti risultati di
screening sulle tonsille effettuati nel 2003. Il Regno Unito sta
considerando di introdurre dei veri propri semafori sulle etichette
alimentari per informare i consumatori sulla salubrità degli alimenti: una
proposta interessante davanti all'ondata di obesità. Infine, numerosi casi
di infezioni urinarie non trattabili con antibiotici importanti,
registrati negli USA, potrebbero essere attribuiti agli antibiotici usati
in zootecnia.
2. Pentole
antiaderenti: problemi in vista per il Teflon
Secondo l'EPA (Environmental Protection Agency,
l'agenzia di protezione ambientale americana), anche livelli molto bassi
di una sostanza chimica utilizzata per produrre il Teflon potrebbero
comportare un rischio per la salute umana. Un rapporto preliminare
dell'Agenzia ha infatti indicato che l'esposizione a quantità minime di
acido perfluorottanoico, o PFOA, ha il potenziale di causare effetti
avversi sullo sviluppo, oltre ad altri effetti negativi. Questa
valutazione, che è basata come quasi tutte le valutazioni di sostanze
chimiche su studi in animali, verrà sottoposta ora al vaglio di un gruppo
di esperti prima di trarre conclusioni sul rischio per la popolazione. Il
PFOA è utilizzato nelle pentole antiaderenti, ma anche in cavi,
abbigliamento e molti altri settori. Il PFOA è estremamente persistente
nell'ambiente; inoltre, è stato rinvenuto nel sangue della popolazione
generale. Per quanto riguarda gli effetti avversi, nei lavoratori esposti
professionalmente si osserva la concomitanza con livelli elevati di
trigleceridi (anche se nessuna associazione è stata provata) ed è apparso
cancerogeno in uno studio nei ratti. In questi animali, si osserva anche
accumulo nel latte materno. Infine, nella zona attorno all'impianto di
produzione, ha contaminato estesamente le risorse idriche. E'in corso
anche una battaglia legale tra DuPont ed EPA perché la multinazionale
DuPont, produttrice di PFOA e Teflon, non avrebbe condiviso numerosi dati
sul PFOA con l'agenzia federale.
** I dati sul PFOA sono ancora pochi purtroppo, mentre,
almeno negli USA (in Italia i livelli sono forse più bassi), la
popolazione ha già accumulato questo composto a livelli significativi nel
sangue. Di conseguenza, l'approccio dell'EPA nella valutazione del
problema è stato innovativo e deve essere sottoposto al vaglio di altri
esperti, mentre è già contestato dai consumatori. I rappresentanti dei
consumatori sostengono, infatti, che l'Agenzia ha favorito DuPont,
nonostante l'atteggiamento non cristallino dell'azienda. Il processo di
valutazione sarà quindi lungo e complesso; non è da escludere tuttavia
che, alla fine, vengano poste forti restrizioni all'uso dello PFOA. Per i
consumatori, al momento, non è consigliabile sostituire le pentole in
Teflon; chi è particolarmente preoccupato, può seguire i consigli del
gruppo americano EWG (vedi tra i link).
Links:
3. Trattare con i
guanti: con il cibo non funziona
L’uso dei guanti nell'ambito della ristorazione può
essere controproducente perché il personale si lava meno spesso le mani
quando usa i guanti. Questo è uno dei risultati di uno studio condotto
nell'ambito della ristorazione veloce per determinare se la contaminazione
da alcuni batteri differisce a secondo dell'uso da parte del personale dei
guanti. Lo studio ha dimostrato che i dipendenti dei ristoranti indossano
lo stesso paio di guanti per lunghi periodi e questo conduce al fallimento
dell’uso dei guanti nel ridurre o prevenire la contaminazione batterica.
Lo studio, pubblicato su Journal of Food Protection, ha analizzato 371
tortillas vendute in fast food e manipolate da personale dotato o meno di
guanti; su queste tortillas ha valutato la presenza di stafilococco aureo,
di Escherichia coli, di Klebsiella, di batteri coliformi e la conta
microbica totale (CMT). I coliformi sono stati trovati nel 9,6% delle
tortillas manipolate con i guanti e nel 4,4% dei campioni manipolati senza
i guanti; tuttavia, questa differenza non è risultata statisticamente
significativa. Anche la CMT, una misura comunemente usata per valutare lo
stato di igiene, è stata trovata a livelli più elevati in campioni
trattati coi guanti che in campioni trattati a mani nude.
** L'uso dei guanti nell'ambito della preparazione di
alimenti viene percepito come un miglioramento delle condizioni igieniche.
Tuttavia, questo studio, come altri in passato, hanno dimostrato che se
l'uso non è corretto, la contaminazione può in realtà peggiorare. Quando
si introduce l'uso dei guanti, quindi, è molto importante valutarne
l'effettiva utilità, tenendo conto anche del rischio di allergie legato al
lattice, e, in caso di decisione positiva, introdurre anche precise misure
comportamentali concernenti il loro uso. In molte situazioni, una pulizia
adeguata delle mani è un'alternativa adeguata; questo vale sicuramente in
ambito domestico.
Links:
4. vCJD in Inghilterra:
ancora pochi casi?
La probabilità che il morbo di Creutzfeldt-Jakob
(vCJD la manifestazione nell’uomo della BSE) causi un grande numero di
casi resta molto bassa, secondo uno studio di un gruppo di ricercatori
dell'Imperial College di Londra. Secondo questa ricerca, ci saranno
probabilmente circa altri 70 casi di vCJD dovuti ad assunzione di carne
bovina infetta da BSE; secondo lo scenario più pessimistico e ritenuto
meno probabile, questo tipo di trasmissione potrà portare a un numero
massimo di 600 morti. Questo lavoro aggiorna le stime dei casi di vCJD ad
uno studio del 2003 secondo il quale, oltre ai casi clinici individuati,
circa altri 3800 individui nel Regno Unito potrebbero risultare positivi
per vCJD, in base ad un nuovo test diagnostico (in base 3 campioni
positivi su un totale di 12764 campioni di tonsille e appendice
esaminati). Tuttavia, solo una delle 3 persone positive al nuovo test è
risultata positiva anche per la malattia clinica. L’interpretazione degli
altri 2 campioni è stata meno sicura e potrebbe indicare individui
infettati con vCJD che non hanno manifestato i sintomi clinici del morbo.
Lo studio dell'Imperial College non ha tuttavia tenuto conto della
possibilità di un aumento di infezioni di vCJD dovuti a trasfusioni di
sangue.
** Sebbene restino dei dubbi sulle validità di queste
stime, i risultati sono incoraggianti, dopo le preoccupazioni seguite a
questi screening di massa sulle tonsille e sulle appendici. Resta la
tragica realtà dei morti per una malattia che poteva essere evitata
qualora misure prudenziali fossero state introdotte in tempo.
Links:
5.
Semafori rossi sugli alimenti insalubri per i consumatori
inglesi
Le etichette colorate potrebbero
essere un metodo da adottare ufficialmente per aiutare le persone nella
scelta di alimenti più sani, secondo il parere della FSA britannica (Food
Standards Agency, l'autorità di sicurezza alimentare britannica) e del
governo inglese. L’FSA ha, infatti, realizzato una nuova ricerca che
dimostra che le persone chiedono segnali semplici sulle etichette
alimentari per essere aiutate ad informarsi e a scegliere i cibi più
salutari. L’Agenzia ha messo a punto delle opzioni per questi segnali,
cinque delle quali sono anche state testate sui consumatori. Tra queste
cinque testate, due sono risultate le preferite. Una era un semaforo
semplice, che univa i principali nutrienti dell’alimento in un’unica
misura etichettandoli con i colori rosso , giallo e verde in base al
livello di nutrienti contenuti. L’altro era un semaforo multiplo che
mostrava informazioni separate per i grassi totali, i grassi saturi,
zucchero e il sale contenuti negli alimenti. Questo strumento descrive con
semafori diversi i livelli alti, medi o bassi di ciascuno di questi
nutrienti chiave negli alimenti. La FSA lavorerà ora con l’industria
alimentare, con i gruppi dei consumatori e gli esperti di salute pubblica
per sviluppare queste, e potenzialmente altre, opzioni, per veder quali si
dimostrano migliori in pratica. Ulteriori ricerche verranno fatte per
testare come le persone reagiscono a questi segnali. L’Agenzia prevede che
il lavoro si concluderà nell’estate del 2005.
** L'ipotesi britannica di fornire indicazioni
nutrizionali semplici ai consumatori, attraverso uno o più semafori, ha
già scatenato polemiche, anche negli USA. Secondo alcuni, soprattutto in
mancanza di una corretta informazione, i consumatori possono reagire in
maniera superficiale e non corretta ad un messaggio comunque riduttivo.
Secondo altri, l'epidemia di obesità e l'influenza negativa di una cattiva
alimentazione sulla salute rendono necessari interventi radicali. Dal
punto di vista dell'industria, anticipare, in maniera standardizzata,
questo tipo d'azione può essere importante anche in Italia. Per il
consumatore italiano, la prospettiva attuale resta quella di consultare
l'etichetta che spesso però non permette di valutare apporti calorici, di
grassi e di sale.
Links:
6. Infezioni
delle vie urinarie: colpa della carne?
Un nuovo studio dell’Università della California a
Berkeley ha concluso che un vasto focolaio epidemico di infezioni delle
vie urinarie dovuta a E. coli resistente agli antibiotici trimetoprim e
sulfametoxazolo (TMP-SMZ) potrebbe essere stato provocato da batteri
legati agli alimenti. In particolare, un isolato del 1988 da una vacca
risulta molto simile all'unico ceppo batterico che ha causato tutte le
infezioni del focolaio. Lo studio, pubblicato sulla rivista Clinical
Infectious Diseases, ha analizzato isolati di E. coli provenienti da
animali e tamponi ambientali.
** I rischi connessi all'uso di antibiotici in
zootecnia sono da tempo oggetto di dibattito e di regolamentazione. Questo
studio, sebbene non definitivo, rafforza le preoccupazioni per la sanità
pubblica. Resta valido l'invito a trattare attentamente gli alimenti a
base di carne.
Links:
Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino
2/2005 (il numero 1/2005 non esiste). Le allerta riguardano
prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento
dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri.
Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando
il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili
informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per
esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o
restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere
informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti
provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema,
cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio
Commenti specifici
- i gamberetti importati dai paesi in via di sviluppo si confermano
prodotti particolarmente "a rischio"
| Data |
Motivo
dell’allarme |
Prodotto |
Paese di origine del
prodotto |
Paese che ha trovato il
problema |
| 3/1/2005 |
Residui di antibiotici: nitrofurano e furazolidone
(AOZ) |
Gamberetti(Litopenaeus vannamei) |
Venezuela |
Olanda |
| 4/1/2005 |
Presenza di muffe |
Biscotti ricoperti di cioccolato
con ripieno alla fragola |
Germania via Grecia |
Cipro |
| 4/1/2005 |
Presenza della tossina DSP
(diarrheic shellfish poisoning) |
Cozze (Mytilus
galloprovincialis) |
Spagna |
Italia |
| 4/1/2005 |
Aciteldenafil |
Integratore alimentare |
Olanda |
Belgio |
| 4/1/2005 |
Livelli eccessivi di solfiti (possibili reazioni
allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche, senza nocciolo,
essiccate al sole |
Turchia via Grecia |
Cipro |
| 4/1/2005 |
Livelli eccessivi di solfiti (possibili reazioni
allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche |
Turchia via Grecia |
Cipro |
| 5/1/2005 |
Livelli eccessivi di solfiti
(possibili reazioni allergiche legate all'asma) |
Albicocche secche, senza
nocciolo, essiccate al sole |
Turchia via Grecia |
Cipro |
| 5/1/2005 |
Frammenti di metallo |
Piselli |
Olanda |
Francia |
| 5/1/2005 |
Presenza del colorante potenzialemente cancerogeno Sudan
4 |
Olio di
palma |
Nigeria via Regno Unito via
Olanda |
Germania |
| 7/1/2005 |
Enterotossina da Staphylococcus aureus |
Gamberi
giganti black tiger (Peneaus monodon) |
Bangladesh India via Olanda |
Belgio |
|