Archivio - Dicembre 2005
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

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Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Dicembre 2005

 

N. 47/2005 30 Dicembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Questa settimana ci limitiamo ad alcune segnalazioni nella rubrica "E inoltre...".

2. E inoltre:

Interesse generale

Prodotti di origine animale

Vario

N. 46/2005 23 Dicembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Più attenzione ai metalli, contaminanti e no, negli integratori alimentari, questo sembra il principale esito dell'indagine svolta su questi prodotti dalle autorità inglesi. La vicenda del piombo negli spaghetti non è ancora del tutto chiarita, mentre la presenza di E. coli verocitotossico in camembert è sicuramente un motivi di preoccupazione. Il controllo di Salmonella nei gamberetti è oggetto dell'attenzione della FDA, perché finora rivelatosi problematico nei paesi esportatori, anche verso l'Europa.

Nella sezione Inoltre, che presentiamo riordinata, segnaliamo numerose novità legislative di grande importanza, come i regolamenti 2073 e 2074, sui quali Hylobates sta organizzando un forum virtuale per metà gennaio.

Vi consigliamo anche la nostra pagina di consigli per Natale, disponibile al link Natale.

Cogliamo l'occasione per augurarvi un Felice Natale ed un importante 2006!

Forum virtuale sui regolamenti 2073 e 2074, del 19 gennaio 2005

2. FSA, occhio ai metalli pesanti negli integratori

Alcuni integratori alimentari sono stati trovati con livelli eccessivi di metalli pesanti, tra cui il ferro, il manganese e lo zinco; i livelli erano al di sopra dei limiti raccomandati dal ruppo inglese di Esperti sui prodotti a base di Vitamine e Minerali (EVM). In particolare cinque campioni, il 2,5% del totale, contenevano livelli di arsenico maggiori di 1 mg/kg, superiore quindi ad un livello sanzionato legalmente (ma non applicabile perchè si trattava di prodotti marini); altri dieci campioni contenevano concentrazioni di piombo superiori a 1 mg/kg. In diversi prodotti i livelli di ferro, manganese e zinco superavano, rispettivamente, i limiti di 17, 4 e 25 mg/day considerati dall'EVM sicuri per l'assunzione di queste sostanze con l'alimentazione.

Sono questi i risultati di un'indagine condotta dall'Agenzia di Sicurezza Alimentare Britannica (FSA) su circa 200 integratori alimentari acquistati in diversi supermercati, farmacie e negozi di prodotti per la salute in tutti il Regno Unito. Lo studio, che ha indagato la presenza di 13 metalli pesanti in questo tipo di prodotti, ha avuto lo scopo di fornire ai consumatori informazioni precise sui livelli di queste sostanze e sui rischi connessi. Infatti il rapporto dell'indagine sottolinea anche che alte dosi di ferro possono indurre stitichezza, nausea, vomito e dolori di stomaco; alte dosi di manganese assunte per lunghi periodi possono danneggiare il sistema nervoso e provocare sintomi neurologici come fatica e depressione; alte dosi di zinco possono ridurre le quantità di rame che il corpo è in grado di assorbire, provocando così anemia e indebolimento delle ossa. Nell'inchiesta sono riportati anche i nomi delle aziende coinvolte.

** Gli integratori alimentari sono ancora scarsamente regolamentati a livello europeo. Non esistono norme per i livelli di contaminanti ed è difficile per le autorità sanzionare comportamenti non corretti. L'inchiesta della FSA è di grande utilità anche in Italia, sia come stimolo per indagini simili, sia per lo stile trasparente di comunicazione. I risultati sono utili, però, prima di tutto, ai produttori e agli importatori. I consumatori di integratori possono soprattutto prestare attenzione ai livelli massimi raccomandati ufficialmente e non avvicinarsi a tali dosaggi.

Links:

Hylobates ha l'esperienza per misurare, valutare e prevenire la presenza di metalli pesanti in integratori prodotti in Italia o importati. Potete scriverci per ulteriori informazioni. 

3. Polonia: spaghetti al piombo per errore

Agli inizi di novembre, un gruppo di tecnici di laboratorio polacchi hanno rilevato 0,53 milligrammi per chilo di piombo (la soglia
massima per il piombo è di 0,2 milligrammi per chilo) in un pacco di spaghetti numero 5 della marca Barilla appartenente a un lotto che risale al 14 aprile del 2005, destinato al mercato internazionale. Sono queste le informazioni contenute nella segnalazione giunta il 25 novembre 2005 alla Commissione Europea da parte delle autorità polacche dopo le analisi di routine compiute sui prodotti di importazione e che hanno rilevato una presenza di piombo nella pasta superiore ai limiti consentiti dalla legge.

L'azienda italiana ha già provveduto a far analizzare lo stesso lotto e altri campioni di pasta prodotti tra il primo gennaio e il primo dicembre 2005 da esperti esterni. Su 700 analisi effettuate, nel 90% dei casi il piombo è risultato al di sotto della soglia di rilevabilità dello strumento, mentre nel restante 10% i livelli sono risultati pari a un decimo del limite massimo fissato dalla Comunità Europea. Nonostante ciò la Barilla ha provveduto a ritirare le confezioni del lotto incriminato non ancora vendute e a rassicurare, con i risultati delle proprie analisi, la sua rete di distribuzione. La contaminazione potrebbe essersi originata dall'acqua o dalla semola, ma la spiegazione più probabile, almeno per l'azienda, sembra essere una contaminazione del prodotto in fase di preparazione per le analisi o dovuta a fattori ambientali quando i prodotti erano già sul mercato polacco.

** La spiegazione del problema fornita da Barilla è plausibile e i controlli fatti finora importanti; sicuramente il problema andrà approfondito a livello europeo. Tuttavia, questa vicenda è stata poco trattata dalle fonti di informazione, né Barilla ha ritenuto opportuno farne minimamente cenno sul suo sito, secondo una tradizione consolidata, la cui efficacia non è del tutto chiara. Per i produttori di pasta, è un richiamo a curare due aspetti: controlli lungo tutta la filiera (a cominciare dai campi che spesso sono contaminati massicciamente) e dialogo costante con le autorità. Per i consumatori, non vi sono inviti particolari da fare su questo aspetto.

Link:

4. E.coli O26 in alcuni lotti di Camembert francese

I prodotti a base di formaggio camembert non pastorizzato Reaux Gaslonde Camembert da 250g, Camembert de Normandie Th.Reaux sempre da 250g e Reaux Gaslonde Camembert da 1kg, fabbricati in Francia dalle marche Reo, Reaux, Laiterie du Val d’Ay e Le Gaslonde e distribuiti nel Regno Unito dalla Anthony Rowcliffe Ltd sono stati segnalati a causa della possibile presenza del batterio Escherichia coli 026 produttore di verotossina. E' questo il contenuto dell'allarme alimentare pubblicato dall'Agenzia di Sicurezza Alimentare Britannica (FSA) il 19 dicembre 2005. Tutti i prodotti possono essere identificati facilmente dal bollo sanitario 50.267.01 apposto sulle etichette.

La Anthony Rowcliffe Ltd, oltre a segnalare la possibile contaminazione, ha già contattato tutte le aziende a cui aveva fornito i prodotti in questione e ha provveduto a far pubblicare in alcuni punti vendita e sui giornali nazionali un avvertimento per i consumatori. Le autorità ritengono che questi prodotti presentano un rischio per la salute e, pertanto, hanno richiesto di assicurare che questi prodotti contaminati vengano rimossi dal mercato immediatamente. Infatti alcuni ceppi di Escherichia coli 026 possono provocare conseguenze gravi. Non è stato possibile accertare se il prodotto è sul mercato italiano.

** I prodotti da latte non pastorizzato presentano sempre un rischio di contaminazione maggiore, soprattutto se la maturazione del formaggio non è lunghissima. O26:H11, seppure meno noto del sierotipo di E.coli O157:H7, causa lo stesso spettro di malattie ed era già stato segnalato nelle Isole Britanniche, come secondo più diffuso dopo O157. Questa situazione è confermata anche a livello europeo e in particolare in Italia. Si tratta dunque di un problema che va monitorato a livello produttivo anche in Italia, utilizzando metodiche analitiche adeguate. Per gli anziani e per i bambini sotto i cinque anni, è opportuna una riflessione sull'utilizzo di formaggi da latte crudo, che non siano a lunga maturazione: vi sono alternative altrettanto appetitose.

Link:

Hylobates ha l'esperienza per valutare il rischio delle produzioni e prevenire la presenza di Listeria o E. coli verocitotossico in formaggi. Potete scriverci per ulteriori informazioni. 

5. Salmonella nei gamberi da acquacoltura; un problema da non sottovalutare

La presenza del batterio Salmonella nei gamberi da acquacoltura è in relazione con la concentrazione di batteri fecali nell'acqua utilizzata per l'allevamento e degli stagni in cui vengon allevati. Una relazione significativa, infatti, è stata osservata tra il logaritmo del numero di batteri fecali (E. coli e coliformi) e la probabilità che nessuno dei campioni considerati contenesse Salmonella. In più, la probabilità che un campione di questi animali contenesse il batterio in questione aumentava con fattore 1,2 per ogni aumento di 10 volte della concentrazione sia dei coliformi fecali che di Escherichia coli, nel campione stesso. Questa relazione statistica tra la concentrazione di Salmonella e i coliformi fecali ed E. coli è risultata massima nell'acqua dove vengono fatti crescere questi animali.

Queste sono le conclusioni di uno studio scientifico sulla prevalenza di Salmonella e dei coliformi nelle fattorie per la coltivazione dei gamberi, condotto dalla FDA in collaborazione con altri paesi, con l'industria dell'acquacoltura e con università. Nello studio sono stati analizzati più di 1000 campioni presi da circa 100 fattorie di allevamento, con lo scopo di sviluppare delle linee guida o semplici misure preventive per ridurre la presenza di questi batteri nei prodotti che escono da questo tipo di filiere alimentari. Si è anche evidenziato che la presenza di Salmonella nell'ambiente di coltura dei gamberi non è naturale.

** I gamberi importati presentano un particolare rischio di trasmettere la salmonellosi perchè spesso vengono consumati poco cotti o addirittura crudi. Inoltre, spesso essi vengono allevati in condizioni inadeguate, con la conseguenza che frequentemente sono ritirati dal commercio per la presenza di residui di antibiotici o per contaminazioni microbiologiche. Secondo gli estensori dell'articolo, la principale misura preventiva è la sensibilizzazione degli allevatori nei paesi esportatori, localizzati in Asia ma anche in Sud America. Parte di questo ruolo può essere svolto anche dagli importatori. Per i consumatori il consiglio è di procedere ad una cottura completa del prodotto.

Links:

6. E inoltre:

Interesse generale

Prodotti di origine animale

  • Norme europee contro Trichnella
    Regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione, del 5 dicembre 2005, che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_338/l_33820051222it00600082.pdf
    (lingua italiana - il testo della norma - formato pdf)
  • Divieto per alcuni ormoni più vicino
    Parere sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2003/74/CE concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agonistiche nelle produzioni animali. Punto 4 dell'o.d.g. - Repertorio Atti n. 2382
    http://www.governo.it/backoffice/allegati/26943-2776.pdf
    (lingua italiana - il testo del parere - formato pdf)
  • Variazioni economiche contro le TSE
    2005/934/CE Decisione della Commissione, del 21 dicembre 2005, che modifica le decisioni 2004/696/CE e 2004/863/CE per quanto concerne la riassegnazione del contributo finanziario della Comunità ai programmi di eradicazione e di sorveglianza delle TSE presentati dagli Stati membri per il 2005
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2005:340:0073:0077:IT:PDF
    (lingua italiana - il testo della norma - formato pdf)
  • Aggiornati modelli per certificato sanitario per ovini e caprini
    2005/932/CE Decisione della Commissione, del 21 dicembre 2005, che modifica l’allegato E della direttiva 91/68/CEE del Consiglio al fine di aggiornare i modelli di certificato sanitario relativi a ovini e caprini
    http://europa.eu.int/eur-lex/lex/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_340/l_34020051223it00680069.pdf
    (lingua italiana - il testo della norma - formato pdf)

Additivi

Influenza aviaria

Vario

6. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 51/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio.

Commenti specifici

  • 11 allerta riguardano l'ITX: tutte provengono dall'Italia. 4 riguardano prodotti italiani, 5 prodotti austriaci. Tutte riguardano succhi di frutta tranne un vino. La portata della crisi ITX dipende dal comportamento delle autorità degli altri paesi europei
  • Per altri prodotti italiani si segnalano quelli legati alle micotossine, fumonisine nella polenta e ocratossina nel cacao
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
12/12/2005 Livelli eccessivi di residui del farmaco dexamenthasone Fegato bovino Italia Italia
12/12/2005 Livelli eccessivi di fumonisine Farina di mais macinato Italia Germania
12/12/2005 Presenza del patogeno Salmonella cholerausis Salamae Manzo privo di ossa refrigerato Botswana via Germania Norvegia
13/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione si succo di arancia rossa Italia Italia
13/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo di frutta tipo ACE Italia Italia
13/12/2005 Presenza del patogeno Salmonella typhimurium Prodotto argentino a base di coniglio Germania Finlandia
13/12/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Lombi di tonno fresco(Thunnus thinnus) Spagna Italia
13/12/2005 Presenza del patogeno Salmonella typhimurium DT 104 Controgirello di manzo surgelato Italia Olanda
14/12/2005 Commercio illegale varie carni di pollame Origine sconosciuta Ungheria
14/12/2005 Migrazione di ammine primarie aromatiche Pinze da cucina Svezia Danimarca
14/12/2005 Presenza di muffa Noci Stati Uniti via Germania Norvegia
14/12/2005 Etichettatura errata e mancata dichiarazione per presenza di molluschi (rischio di reazioni allergiche) Involtini primavera di anatra; marca: Marks & Spencer; lotto: 0236577; in vendita probabilmente solo nel Regno Unito Regno Unito Regno Unito
14/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo d'arancia senza zucchero aggiunto Italia Italia
14/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di vino Italia Italia
14/12/2005 Migrazione di ammine primarie aromatiche Cucchiaio nero in plastica Italia Italia
15/12/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato affettato Cina via Austria Slovenia
15/12/2005 Presenza di frammenti di ossa Salami Germania Germania
15/12/2005 Presenza di frammenti di vetro Cibo per bambini in barattoli di vetro Polonia via Repubblica Ceca Olanda
15/12/2005 Sospetto di commercio illegale Carne di pollame surgelata Olanda Regno Unito
15/12/2005 Presenza del patogeno Salmonella typhimurium DT 104 Carne di maiale fresca Danimarca Danimarca
15/12/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina ocratossina A Cioccolato Italia via Regno Unito Norvegia
16/12/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina ocratossina A Cacao Italia via Regno Unito Norvegia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo d'arancia Austria Italia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo multifrutta Austria Italia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo di limone Austria Italia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo d'arancia rossa Austria Italia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo di bacche Austria Italia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di nettare di frutta Austria Italia
16/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo di mela verde Austria Italia
16/12/2005 Presenza delle sostanze non autorizzate malachite bverde e leucomalachite Anguilla di allevamento surgelata Cina via Polonia Germania
17/12/2005 Presenza del patogeno Escherichia coli O26 Formaggio di latte crudo Francia Francia

N. 45/2005 16 Dicembre 2005

Sommario

1. Editoriale

La sicurezza alimentare, che dovrebbe essere uno dei pilastri nella competizione verso le importazioni extra-europee di alimenti, si rivela invece molto difficile da assicurare in Italia, e anche in Europa. Nel nostro paese, frodi ricorrenti (latte pochi mesi fa, ora uova) indicano una situazione di incapacità di controllo preventivo anche nel Nord Italia e la presenza di numerose imprese che ricorrono a pratiche gravi per difficoltà o per incrementare i profitti. Il caso dell'ITX mostra invece come i materiali a contatto siano stati molto trascurati anche dalla grande industria alimentare. Infine, un'investigazione in Irlanda mostra un problema che potrebbe essere diffuso: l'importazione illegale di carne dalla Cina.

2. Sullo stato della sicurezza alimentare in Italia: uova al Nord e HACCP a Bari

Dal 2003, ingenti quantitativi di uova e "ovoprodotti" (uova pastorizzate impiegate negli alimenti) adulterati, in particolare ammuffite, scadute, marce, sono stati fraudolentemente commerciati da un'organizzazione italiana, composta da imprenditori e rappresentanti nel settore alimentare, che operava in varie regioni. L'organizzazione infatti metteva in commercio prodotti a base di uova invase da muffe, parassiti e, in alcuni casi, anche in stato di putrefazione. Fattorie Caiconti (Forlì-Cesena); Biovo (Treviso); Uovadoro (Verona); Volcar (Verona); Angonova (Cuneo) Agricola Tre Valli (Verona), Fattorie Guglielmi (stabilimento a Mantova, sede legale a Forlì); Bionature Agroalimentari (sede legale a Ravenna, stabilimenti a Torino e Cuneo). Sono queste le aziende recentemente sottoposte a sequestro da parte dei NAS, nucleo dei carabinieri per la tutela della salute, per la messa in commercio di prodotti fraudolentemente contaminati.

Dall'inchiesta sono risultate un totale di 36 ordinanze a carico di 27 indagati all'interno dell'organizzazione, emesse dal gip di Bologna e che ha portato ad altri arresti e sequestri in aziende appartenenti a 13 province di sette regioni italiane, tra cui Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Nel frattempo, a Bari, una società, la Console, si era assicurata il quasi-monopolio del settore HACCP, operando in stretto collegamento con il SIAN della ASL. La Console non svolgeva realmente il proprio lavoro: ancora più gravemente i funzionari della ASL coinvolti si attivavano per nascondere alla stampa ed alterare isolamenti di patogeni, anche presso ospedali, non effettuavano controlli oppure si attivavano per difendere i clienti della Console contro i riscontri di altri organi ispettivi.

** Questi due episodi, diversi per molti aspetti, sono accomunati da una totale mancanza di moralità e di rispetto della legge. L'estensione dei fenomeni contrasta con le aspettative dei cittadini; tuttavia, non dovrebbe sorprendere del tutto gli esperti. Queste inchieste sembrerebbero indicare che i comportamenti volontariamente fraudolenti non siano vantaggiosi nel lungo termine; tuttavia, la risposta delle autorità deve essere costante per garantire un cambiamento reale dei comportamenti. Per chi si occupa di sicurezza alimentare, è importante non trascurare la frode tra i principali pericoli che sono associati agli alimenti (oltre a quelli fisici, microbiologici, ecc.). Evidentemente le complicità rischiano  di compromettere ulteriormente l'intero sistema, per quanto riguarda gli imprenditori alimentari. Per il cittadino, l'invito è quello di approfondire le notizie per non cadere nel fatalismo e pretendere continuamente comportamenti corretti da commercianti e autorità.

Links:

3. EFSA e ITX (inchiostro rilasciato da alcuni Tetrapak): accontentiamoci del lato positivo

In studi in vitro il 2-isopropiltioxantone (ITX) è risultato, anche se in modo contraddittorio, non genotossico e soprattutto gli studi migliori non indicano una genotossicità per questo composto. Sono queste le conclusioni sui possibili rischi per la salute associati al ITX, composto presente negli inchiostri usati per le stampe di alcuni tipi di cartoni di tetrapak, che è stato recentemente espresso dal pannello scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) su additivi alimentari, aromatizzanti e materiali a contatto con gli alimenti (AFC).

Per tutte le altre forme di tossicità non è disponibile alcun dato.

Per quanto riguarda le quantità assunte, e ignorando la lunghezza dell'esposizione, quei neonati che hanno assunto solo latte per l'infanzia confezionato in cartoni stampati con inchiostro trattato con raggi UV (cioè senza latte materno) e basandosi su una concentrazione media di 250 microgrammi/L di ITX nel latte, la loro potenziale esposizione giornaliera, al 95-esimo percentile (i più esposti), è stata di 43 microgrammi/kg bw/day. Nei bambini di età superiore, partendo dalla stessa concentrazione di sostanza, i livelli di ITX sono stati di 23 microgrammi/kg bw/day; negli adulti invece di 6 microgrammi/kg bw/day.

In prodotti a base di latte destinati al consumo nel primo anno di età sono stati ritrovati livelli di 2-isopropiltioxantone (ITX) compresi tra 120 e 305 microgrammi/L (da 54 a 219 microgrammi/L in latte di soia per neonati); nel latte per bambini di età superiore a 12 mesi sono stati trovati da 74 a 445 microgrammi/L di ITX; mentre fino a 600 microgrammi/L di questa sostanza sono stati trovati in campioni di latte aromatizzato (295 microgrammi/L nel latte al cioccolato). Livelli di ITX oltre 200 microgrammi/L sono stati rilevati anche in succhi di frutta ed è anche risultato che i livelli più alti sono stati riportati nelle confezioni di minori dimensioni.

Nei bambini svezzati l'esposizione è stata valutata sull'ipotesi che metà degli alimenti consumati fossero potenzialmente contaminati da ITX; in questo caso i livelli di questa sostanza sono stati di 12 microgrammi/kg bw/day partendo da una concentrazione di sostanza pari a 125 microgrammi/L.

** La comunicazione di una realtà complessa come quella dell'ITX è oggettivamente difficile: ci sono pochissimi dati, quelli esistenti non sono preoccupanti, i neonati sono i più esposti (che sono stati molto esposti), la base normativa è debole. Tuttavia, è chiaro che l'informazione è stata distorta nei passaggi dal Comitato alla Commissione: il Comitato ha parlato di non genotossicità e nessun commento sul resto, la Commissione di dati rassicuranti, mentre è evidente che la genotossicità è solo uno dei motivi di preoccupazione nei bambini (per esempio, la tossicità riproduttiva non è stata affatto valutata, non si sa nulla del metabolismo) e i livelli di esposizione sono molto elevati, soprattutto per un composto lipofilo. Resta inspiegabile come un fatto di questo genere possa essere accaduto. Per le aziende che producono alimenti confezionati è necessario richiedere ai fornitori di confezioni informazioni assolutamente complete sulla migrazione di composti (le tecniche chimiche per analizzare i migranti esistono). Per i consumatori il consiglio è di evitare i prodotti coinvolti.

Link:

4. Marchi illeciti sulla carne in Irlanda del Nord: un indagine che potrebbe avere dimensioni importanti

La Euro Freeze (Ireland) Ltd, azienda irlandese che fornisce carne, sembra aver esportato in tutta Europa prodotti a base di carne marchiati con etichette illecite, spesso indicando una provenienza della carne diversa da quella reale. La compagnia, che vendeva carne di manzo, di pollo e di maiale, almeno in alcune occasioni importava illecitamente diversi prodotti dalla Cina, specialmente prodotti di pollame e li rivendeva a diversi distributori con marchi illeciti; lo stabilimento è stato chiuso. Le autorità locali irlandesi hanno contattato questi distributori e hanno già provveduto a ritirare le partite coinvolte.

Questo sembra essere solo l'inizio dell'indagine condotta dal Servizio di Igiene nei prodotti di carne (MHS) che ha condotto le autorità ad effettuare controlli in circa 37 distributori di carne in tutta l'Irlanda del Nord. Nonostante si sappia ancora poco dei risultati, l'indagine potrebbe avere dimensioni molto importanti; la commissione Europea è stata tenuta costantemente informata.

** L'informazione delle autorità inglesi è stata puntuale, ma non è risultato evidente il motivo di un allarme così vasto. Sicuramente l'importazione illegale dalla Cina di carne è un fenomeno di grande preoccupazione, soprattutto se il fenomeno risulterà vasto. Probabilmente tali controlli andranno estesi anche ad altri Stati Membri.

Link:

5. E inoltre:

6. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 47/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio.

 

Commenti specifici

  • In Italia controlli sulla polenta hanno evidenziato problemi sulla polenta con le aflatossine, mentre la passata di pomodoro esportata in Irlanda ha rivelato problemi legati alla presenza di frammenti di vetro. Salumi italiani hanno invece rivelato la presenza di Listeria
  • Tra i prodotti in commercio in Italia, si evidenzia la presenza di ITX nei succhi, di Listeria nel salmone e di Sudan (!) nel peperoncino
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
5/12/2005 Presenza di cherosene Dolci "paradise slices" (prodotto di forno) Regno Unito Irlanda
5/12/2005 Frammenti di vetro Passata di pomodoro Italia Irlanda
5/12/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di salmone affumicato Danimarca Italia
5/12/2005 Presenza di benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici Spratti affumicati sott'olio Lettonia Germania
6/12/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmete cancerogeno Sudan 3 Polvere di paprika piccante Spagna Italia
6/12/2005 Presenza di mercurio Halibut (Rheinhardtius hippoglossoides) Federazione Russa Olanda
6/12/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario vietato cloramfenicolo Pappa reale Australia Svizzera Spagna via Italia Spagna
7/12/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salami affettati Italia Grecia
7/12/2005 Presenza di residui dei farmaci veterinari vietati nitrofurani (metabolita) e furazolidone (AOZ) Gamberi interi (Penaeus vannamei) Ecuador Olanda
7/12/2005 Livelli eccessivi di morfine Semi di papavero Austria Ungheria
7/12/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Preparato di mais per polenta Italia Italia
7/12/2005 Roditore Verdure surgelate Olanda Islanda
8/12/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmete cancerogeno Sudan 1 Polvere di curry tipo "mild madras" India via Regno Unito Germania
8/12/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario metronidazolo Filetti di trota  Onconhynchus mykiss) affumicati Danimarca Danimarca
8/12/2005 Presenza di benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici Pomodori secchi in olio d'oliva Turchia via Germania Finlandia
8/12/2005 livelli eccessivi di coliformi e di Escherichia coli Formaggio Brie Francia Norvegia
8/12/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario metronidazolo Filetti di trota  Onconhynchus mykiss) affumicati Danimarca Danimarca
9/12/2005 Presenza di anaerobi solfitoriduttori e livelli eccessivi di coliformi Grasso di maiale Polonia Francia
9/12/2005 Frammenti ossei di animali terrestri Additivo per mangime Cina via Belgio Polonia
9/12/2005 Presenza di benzo(a)pirene Olio di girasole grezzo Ucraina Lettonia
9/12/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Vari tipi di sushi Germania Austria
9/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo di mela Austria Italia
9/12/2005 Migrazione di isopropil tioxanthone (ITX) Confezione di succo di bacche Austria Italia

N. 44/2005 9 Dicembre 2005

Sommario

1. Editoriale

A causa delle festività, questa settimana pubblichiamo soltanto la tabella dei RASFF.

2. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 49/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Questa settimana si riscontra una considerevole presenza di Listeria monocytogenes sia in salmone che in vari tipi di formaggio; il patogeno è stato rinvenuto anche in una salsiccia all'aglio
  • Per quanto riguarda i prodotti italiani, si segnala la presenza di Listeria nel gorgonzola, situazione che si è già spesso verificata in passato e di cui non si conoscono le dimensioni, e di aflatossine nei gherigli di nocciola; entrambi i prodotti sono stati esportati in Germania
  • Per i prodotti in commercio in Italia, ritroviamo nuovamente la presenza di solfiti nei gamberetti e poi i lombi di tonno trattati con CO e Salmonella nei mangimi a base di colza
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
28/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Fettine di salmone affumicato di prima scelta Cipro Cipro
28/11/2005 Migrazione di ammine primarie aromatiche Mestolo da zuppa Cina Francia
28/11/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberetti (Nephrops norvegicus) interi surgelati Irlanda Italia
29/11/2005 Migrazione di ammine primarie aromatiche Scrematrice Origine sconosciuta Francia
29/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Gorgonzola Italia Germania
30/11/2005 Presenza dei conservanti non autorizzati E 210 acido benzoico e E 200 acido sorbico Marmellata di fragole Grecia Repubblica ceca
30/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Formaggio Emmental Olanda Francia
30/11/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Fichi secchi Turchia via Svezia Finlandia
1/12/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Gherigli di nocciola Italia Germania
1/12/2005 Livelli eccessivi del colorante E110 "Sunset Yellow FCF" Caramelle Spagna via Germania Repubblica Ceca
1/12/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato a fette Polonia Slovacchia
1/12/2005 Trattamento con il gas monossido di carbonio (CO) Lombi di tonno (Thunnus albacares) Brasile via Olanda Italia
1/12/2005 Presenza del patogeno Salmonella spp Farina di colza Austria Italia
2/12/2005 Livelli eccessivi di iodio Alghe marine essiccate Cina via Francia Germania
2/12/2005 Livelli eccessivi delle tossine fungine cancerogene aflatossine Noce moscata Indonesia via Olanda Ungheria
2/12/2005 Livelli eccessivi del metallo pesante stagno Fagioli cotti inscatolati Regno Unito Malta
2/12/2005 Presenza di benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici Spratti affumicati in olio vegetale Lituania Germania
2/12/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salsiccia all'aglio Germania Francia

N. 43/2005 2 Dicembre 2005

Sommario

1. Editoriale

Anche nel 2004, la maggioranza delle infezioni da Salmonella è stata contratta in Italia e sembra riguardare bambini sotto i sei anni, mentre il sierotipo S. Enteritidis mostra una significativa riduzione della sua presenza. In Toscana un caso di avvelenamento da istamina nel tonno segnala la necessità di particolari cautela in fase produttiva. Nuove raccomandazioni sulla preparazione del latte per l'infanzia sono state diffuse per prevenire infezioni da Salmonella ed Enterobacter nei neonati. Una vasta inchiesta su conservanti nelle bibite, in Inghilterra, rivela alcune violazioni, seppure rare.

2. Salmonella in Italia; i trend dal rapporto Enter-net del 2004

In Italia, nel 2004 sono stati ufficialmente identificati 5156 ceppi di Salmonella da casi di infezione umana; al contrario di altri paesi europei, solo il 2.3% erano casi importati (l'infezione acquisita all'estero). Il maggior numero di isolamenti è stato riportato dal Nord, forse per una maggiore efficienza del sistema sanitario, ovvero il 63.5% degli isolamenti contro il 45% della popolazione italiana (26% dal Centro, 10.5% dal Sud Italia). La maggioranza degli isolamenti proviene da bambini sotto i sei anni, 44.8%; più isolamenti sono stati riportati in estate. Queste sono solo alcune delle conclusioni tratte dal rapporto del 2004 della rete nazionale di sorveglianza per i batteri enterici nell'uomo (Enter-net).

Nel 2004 si è osservata una diminuzione degli isolamenti di S. Enteritidis (2287 nel 2003 e 1648 nel 2004), mentre S. Typhimurium è rimasta costante. Altri sierotipi come S. Hadar, Thompson, London e S. Napoli sono risultati in aumento; S. Napoli è aumentato nel 2004 (2.3% contro l’1.2% del 2003), soprattutto in Lombardia durante l'estate. Sono stati effettuati anche isolamenti del nuovo sierotipo con formula antigenica 4,5,12;i;, risultati in aumento.  I fagotipi più frequenti di S. Enteritidis sono ancora PT4 e PT1, mentre DT104 resta il più frequente fagotipo di S. Typhimurium.

Molti ceppi sono risultati resistenti a tetraciclina (46.2%), streptomicina (44.4%), sulfamidico (44.2%) ed ampicillina (38.9%); per i farmaci di ultima generazione (fluorochinoloni e cefalosporine) la resistenza è ancora molto bassa. La multiresistenza è stata osservata prevalentemente in S. Typhimurium (60%).

** I dati sull'andamento di infezioni da Salmonella sono di grande importanza per la sicurezza alimentare, soprattutto se incrociati con quelli disponibili attraverso la rete Enter-Vet, gestita in Italia dall'IZS delle Venezie. Tra l'altro, quell'istituto mostra i dati con generosità molto maggiore rispetto ad Enter-Net. I trend devono essere anche paragonati con gli andamenti a livello europeo.

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3. Istamina nel tonno in scatola: sta forse diventando un problema?

A Grosseto nell'agosto 2005, due studentesse universitarie dopo aver mangiato un'insalata di tonno presso un bar hanno presentato sintomi di vario genere, come arrossamenti al volto e al corpo, sensazione di calore, prurito alle mani, bruciore oculare, cardiopalmo e cefalea. Probabilmente il pasto era contaminato con istamina. Successivamente sono comparsi anche diarrea e vomito; le due ragazze sono state portate al Pronto Soccorso. Non si è riusciti a risalire al tipo di confezioni di tonno (in scatola) usate presso il locale; dalla documentazione è stata rilevata una confezione di tonno da 1.700 g acquistata 2 giorni prima dell’accaduto, utilizzata nell’arco di due giorni. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana ha analizzato nove campioni prelevati dalla ditta fornitrice del locale per la ricerca analitica di istamina mediante HPLC; tutti i test hanno dato esito negativo.

Un altro episodio significativo si è verificato nel maggio del 2005 a Orbetello dove un uomo, dopo aver consumato un’insalata di tonno in un bar, ha presentato i sintomi di una intossicazione da sgombroidi. LAl Pronto Soccorso locale, gli è stata diagnosticata una “reazione allergica”. Le analisi dell’Istituto Zooprofilattico, eseguite sulla scatola in questione (una confezione da 1.730 g conservata in frigorifero a 4 °C, aperta 3 giorni prima del consumo) con tecnica HPLC, hanno evidenziato la presenza di istamina in misura di 8.299 mg/kg. L'analisi svolta sulle confezioni integre presso la ditta fornitrice ha dato esito negativo.

** L''ISS (Istituto Superiore di Sanità) riporta che l'intossicazione da istamina è poco presente in Europa e in Italia mentre è una delle più comuni negli USA in seguito ad ingestione di pesce. Per prevenire questo fenomeno è necessario che i produttori adottino procedure adeguato, in quanto il trattamento termico non è in gradi di inattivare questa tossina.

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4. Preparazione sicura del latte per l'infanzia per i neonati

Il latte in polvere per neonati va preparato usando acqua bollita e che sia almeno a 70 °C, cioè che non sia stata fatta raffreddare per più di mezz'ora. Questo tipo di prodotto va preparato sempre fresco; infatti conservare il latte per neonati, dopo averlo preparato, può aumentare il rischio che il neonato si infetti a causa di batteri potenzialmente presenti nell'alimento. Ogni avanzo di latte deve essere sempre scartato; inoltre, quando l'alimento va preparato in un secondo momento rispetto alla bollitura dell'acqua, bisogna conservare l'acqua bollita in un contenitore sigillato e preparare il prodotto fresco solo quando necessario.

Sono questi alcuni consigli sulla preparazione e la conservazione del latte per l'infanzia che la FSA (Agenzia di Sicurezza Alimentare Britannica), in collaborazione col Dipartimento di Sanità, ha pubblicato recentemente. Questa pubblicazione è seguita all'opinione del pannello scientifico sui pericoli biologici dell'EFSA (Agenzia di Sicurezza Alimentare Europea) riguardante i rischi microbiologici legati al latte in polvere per l'infanzia. Salmonella ed Enterobacter sakazakii sarebbero infatti, secondo il pannello di esperti, i due microrganismi che interessano maggiormente la contaminazione del latte in polvere; e sebbene le infezioni da batteri siano rare in questo tipo di prodotti, il rischio può essere ridotto seguendo alcune norme sulla preparazione e la conservazione di questo alimento.

** Le infezioni da Salmonella o da Enterobacter nella prima infanzia sono rare, ma, data la sensibilità dei bambini, le precauzioni devono essere elevate, soprattutto nella fase neonatale. Le indicazioni dell'FSA sono importanti anche per gli asili nido, oltre che per i consumatori.

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5. Benzoati e sorbati: bibite analcoliche inglesi generalmente in regola

In una vasta indagine condotta nel Regno Unito, quattro bibite analcoliche hanno superato i limiti di legge per il contenuto di acido benzoico. Fortunatamente, questa situazione non è problematica per la salute, secondo gli esperti inglesi. La stessa indagine ha rivelato che quattro bevande contenevano acido sorbico non menzionato nella lista degli ingredienti. Tre dei quattro produttori delle bibite con benzoato hanno preso misure per ridurne i livelli, mentre l'ultimo ha ritirato il prodotto dal mercato europeo. Per quanto riguarda le bibite con sorbato, hanno tutti provveduto ad inserire in etichetta la sostanza tranne uno che ha ritirato il prodotto. Nel complesso però il 99% delle bibite testate non contenevano nè acido sorbico nè acido benzoico al di sopra dei limiti di legge; inoltre nessun lotto con eccesso di queste due sostanze è stato scorrettamente etichettato o immesso sul mercato.

Queste sono le conclusioni di una indagine condotta dalla FSA (Autorità di Sicurezza Alimentare britannica) su circa 300 campioni di bevande analcoliche per la ricerca dei benzoati (E210-213) e dei sorbati (E200, E202-203), che vengono spesso usati in questi prodotti come conservanti, soprattutto per prevenire la crescita di muffe e lieviti. I campioni sono stati presi da otto differenti aree del Regno Unito, sia nei supermercati che nei negozi comuni. I livelli ammessi di benzoato in questi prodotti sono di 150 mg/L, di acido sorbico 300 mg/L da solo e 250 mg/L se usato in combinazione con il benzoato.

** Questi conservanti hanno destato l'interesse dei consumatori per il loro possibile ruolo in comportamenti iperattivi da parte dei bambini, che ne sono grandi consumatori. Benché questa inchiesta evidenzi che le violazioni della normativa sono piuttosto rare, esse si verificano e rendono quindi i controlli opportuni anche in Italia. Al momento l'atteggiamento di molti consumatori di evitare questi conservanti è rispettabile, ma non presenta basi scientifiche dimostrate; è invece noto l'effetto negativo sul peso anche nei bambini di molte di queste bevande.

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6. E inoltre:

  • Non disponibile
7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 48/2005. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono generalmente disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo, che permettano, per esempio, al consumatore o all'azienda distributrice di disfarsi o restituire i prodotti già acquistati. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui solo autorità e l'industria alimentare possono porre rimedio

Commenti specifici

  • Non appaiono risolti i problemi relativi ai coloranti Para Red e Sudan: risultano coinvolte importazioni dalla Russia e prodotti spagnoli, sempre spezie
  • Per quanto riguarda i prodotti italiani, si segnala la presenza di Listeria in carne di vitello, situazione la cui portata non è chiara, e di piombo in quantità eccessive in spaghetti esportati in Polonia. Quest'ultimo riscontro è più importante e potrebbe avere vaste conseguenze
  • Per i prodotti in commercio in Italia, appare irrisolta la situazione della pappa reale (cloramfenicolo in prodotti importati), ricorre la presenza di Listeria nel salmone, di solfiti nei gamberi importati. Altri problemi sembrano di minor portata
Data Motivo dell’allarme Prodotto e lotto (se disponibile) Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
21/11/2005 Presenza di residui del farmaco veterinario non autorizzato cloramfenicolo Pappa reale Svizzera Italia
22/11/2005 Presenza del patogeno Salmonella Typhimurium Ritagli di manzo salati Polonia Norvegia
23/11/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina e norbixina) Olio di palma grezzo Africa orientale via Belgio Francia
23/11/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina e norbixina) Spezie Origine non menzionata Francia
23/11/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Para Red Spezie Federazione Russa Francia
23/11/2005 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Para Red Spezie Federazione Russa Francia
23/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Carne di vitello Italia Italia
23/11/2005 Presenza del patogeno Salmonella Carne di maiale Germania Italia
23/11/2005 Livelli eccessivi di solfiti Gamberi (Penaeus vannamei) precotti Brasile via Francia Italia
24/11/2005 Presenza di frammenti di plastica Torte Regno Unito Regno Unito
24/11/2005 Migrazione dal contenitore agli alimenti di 4,4-diaminodiphenylmethane Da spatola in plastica Via Olanda Germania
24/11/2005 Frammenti ossei di animali terrestri Polpa di barbabietola da zucchero (mangime) Croazia Slovenia
24/11/2005 Presenza del colorante non autorizzato E 160b (annato, bixina e norbixina)e dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 e Sudan 4  Peperoncino Spagna Francia
24/11/2005 Livelli eccessivi di arsenico Salsa remoulade (a base di maionese e senape) Danimarca Danimarca
24/11/2005 Presenza dei coloranti E-452 polifosfati Preparazione a base di maiale Spagna Italia
24/11/2005 Presenza di Trichinella spiralis Carne equina cruda Argentina Via Belgio Italia
24/11/2005 Frammenti ossei di animali terrestri Polpa di barbabietola da zucchero (mangime) Croazia Slovenia
25/11/2005 Presenza del patogeno Salmonella choleraesius Salsiccia di cinghiale Francia Regno Unito
25/11/2005 Sospetto commercio illegale Carne di tacchino Danimarca Danimarca
25/11/2005 Livelli eccessivi della tossina fungina ocratossina A Farina di segale Slovacchia Repubblica Ceca
25/11/2005 Novel food non autorizzato Estratto di noni (Morinda citrifolia) Irlanda Finlandia
25/11/2005 Livelli eccessivi dell'additivo propilen-glicole Biscotti al cocco Olanda Belgio
25/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Italia
25/11/2005 Livelli eccessivi dell'additivo propilen-glicole Torta Olanda Belgio
25/11/2005 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Danimarca Belgio
25/11/2005 Livelli eccessivi del metallo tossico piombo Spaghetti Italia Polonia
25/11/2005 Sospetto di commercio illegale Vari tipi di carne Paese non menzionato Germania

 

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