Archivio - Dicembre 2003
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

      

Se siete interessati a inviarci osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una notizia, scrivete liberamente a collaborazioni@sicurezzadeglialimenti.it.


Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Dicembre 2003 


N. 16/2003 19 Dicembre 2003 

Sommario

1. Editoriale   

Il sospetto che i prioni (gli agenti sia della BSE nei bovini che della sindrome vCJD umana) possano essere trasmessi dal sangue e dai tessuti muscolari umani è la notizia più importante e grave della settimane, per le potenziali implicazioni sanitarie. In positivo, l'Italia registra l'assegnazione della sede dell'EFSA a Parma. La questione del Sudan Rosso non è purtroppo affatto risolta, mentre le nuove norme per le acque per il consumo umano sono il regalo (o il carbone?) di Natale dell'UE per regioni, gestori delle reti e industrie alimentari. Negli USA si discute accanitamente delle etichette nutrizionali, che presto dovrebbero arrivare anche in Europa.

2. Nuovi rischi per vCJD

Il sangue potrebbe aver trasmesso direttamente, da una persona all'altra, la vCJD (variante della Sindrome di Creutzfeldt-Jacob), la malattia che si contrae principalmente da carne di bovini affetti da BSE ("mucca pazza"). Secondo il Ministro della Sanità inglese, nel 1996 il donatore del sangue sospettato non mostrava alcun sintomo della sindrome (sintomi che sarebbero comparsi nel 1999); la trasfusione alla persona morta poco tempo fa (autunno 2003) avvenne sempre nel 1996, durante un intervento chirurgico. La persona trasfusa ha mostrato i primi sintomi sei anni e mezzo dopo. Non si può tuttavia escludere che la persona trasfusa abbia acquisito la sindrome mangiando carne o altri prodotti della carne. Sono sotto osservazione altre 15 persone che, negli ultimi anni, hanno ricevuto sangue da persone che poi hanno sviluppato la sindrome (purtroppo non c'è attualmente modo di fare test diagnostici su persone sane); 5 lo hanno ricevuto dopo che erano state messe in atto misure molto severe di prevenzione, tra cui l'importazione di prodotti a base di plasma dagli USA e l'eliminazione dei leucociti dal sangue.

Pochi mesi fa, uno studio svizzero aveva fatto sospettare la possibilità che anche i tessuti muscolari, nell'uomo, potessero risultare contagiosi. Finora si riteneva che il rischio sanitario fosse limitato alla neurochirurgia; in generale, le procedure di sterilizzazione usate negli ospedali sono insufficienti ad eliminare i prioni (gli agenti sia di BSE che di vCJD) e quindi è sorto il timore di una trasmissione della sindrome a livello ospedaliero. E'praticamente certo, invece, che i tessuti muscolari dei bovini non possono trasmettere la sindrome.

Nel frattempo, l'Italia ha identificato il 29esimo caso di BSE per il 2003. Considerando settembre 2003, l'Italia era il settimo paese nell'Unione Europea come numero di casi riportati da gennaio, fortunatamente dietro a tutti i paesi più grandi compresa la Spagna (che ne hanno molti di più).

** Prevenire la trasmissione dei prioni non è solo un problema veterinario e di sicurezza degli alimenti, ma anche di ambito clinico. Finora i casi cosiddetti iatrogeni (cioè contratti in ambito medico) erano legati a trapianti di dura madre o all'uso di ormoni pituitari infetti. E'importante ricordare che questi primi dati sulla trasmissione via sangue e tessuto muscolare vanno confermati, mentre le autorità valuteranno presto i nuovi provvedimenti da prendere. Nell'ambito della sicurezza degli alimenti, rimane prioritario l'impegno ad eliminare la BSE e a garantire carni sicure.

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3. Sicurezza alimentare sotto casa

La sede dell'EFSA (European Food Safety Authority o Autorità europea per la sicurezza alimentare) sarà a Parma. Dopo una lunga contesa e l'intenzione iniziale di dividerla su due sedi l'Autorità (questa proposta era stata osteggiata dal Parlamento Europeo), il recente Consiglio Europeo ha deciso di porre nel Nord Italia la sede definitiva di questa importante organizzazione.  L'EFSA, isituita dal Regolamento 178/2002, è un ente indipendente che fornisce consulenza scientifica su tutte le materie in qualche modo inerenti agli alimenti; il suo principale "cliente" è la Commissione della UE, ma anche il Parlamento e gli Stati Membri possono chiedere pareri. Si occupa anche di OGM e comunica direttamente con il pubblico.

** Si tratta indubbiamente di un risultato molto positivo per l'Italia e anche per l'Europa. Parma è più vicina a Bruxelles di Helsinki (questa era la principale obiezione alla capitale finlandese) e si trova in un'area ricca di industrie alimentari e di risorse accademiche. Ora è importante che l'Autorità agisca rapidamente e bene, non solo fornendo una consulenza scientifica molto qualificata, ma anche comunicando bene con il pubblico: al momento, il sito dell'Autorità è molto tecnico e disponibile in sole tre lingue dell'Unione (non c'è ovviamente l'italiano). Inoltre, è importante che chiarisca il suo ruolo al pubblico: non si tratta infatti di una FDA europea, in quanto l'agenzia non ha poteri ispettivi (affidati ad un altro ente) e tanto meno decisionali (spettano a governi e commissione). Per gli italiani, consumatori e produttori, è un'opportunità (di contatti, di informazioni, di scambi) ma anche una sfida: i problemi di sicurezza alimentare saranno più evidenti se accadono nel cortile dell'EFSA.

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4. Truffatori del Sudan rosso ancora al lavoro

Una delle ditte indiane sospettate di aver utilizzato il colorante Sudan Red I (vietato perché cancerogeno) per rendere più attraenti i peperoncini, dopo essere stata scoperta, aveva cambiato nome e continuava ad operare. Lo hanno scoperto gli investigatori dell'Autorità britannica di sicurezza alimentare (FSA), dopo aver ricevuto una soffiata da una fonte dell'industria. Ora la licenza è stata di nuovo sospesa da parte dello Spices Board of India, mentre il Ministero del Commercio indiano dovrebbe revocarla in maniera definitiva. Lo stesso Spices Board of India ha pubblicato la lista delle ditte le cui licenze sono state sospese ed introdotto una procedura per cui tutte le esportazioni di peperoncino sono monitorate (possono essere esportate prima dei risultati analitici, ma in caso di positività l'esportatore deve assicurare, a sue spese, il ritiro dei lotti incriminati). Nel frattempo, continuano le segnalazioni di alimenti contenenti questa sostanza adulterante (l'ARPA Emilia Romagna aveva comunicato a metà ottobre che il 20% dei campioni esaminati risultava positivo).

** Sono state le autorità inglese a scoprire il trucco, e non quelle indiane. Di fronte alle continue segnalazioni da tutto il mondo di Sudan Red in vari prodotti italiani e indiani, è sconcertante scoprire che un trucco così semplice è riuscito: solleva seri dubbi sulle capacità e determinazione delle autorità indiane. Sicuramente è necessaria la massima attenzione da parte dell'industria e delle autorità europee e italiane; è importante non solo bloccare questa grave frode ma anche trasmettere il messaggio che gli errori si pagano onde evitarne il ripetersi. Le autorità inglesi hanno dimostrato l'importanza della collaborazione tra autorità e industria e dell'attività di "intelligence". Per il consumatore, è difficile proteggersi, salvo evitare totalmente i prodotti contenenti peperoncino, leggendo l'etichetta di sughi pronti, miscele di spezie, etc.; mancano purtroppo informazioni dettagliate sui rischi e sui prodotti da evitare.

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5. Limiti più severi per le acque

Il 25 dicembre 2003, per le acque destinate al consumo umano entreranno in vigore i parametri stabiliti dalla direttiva 98/93/CE (D. lgs. 31/2001). La nuova direttiva prescrive dei limiti precisi per oltre 48 sostanze, in particolare riduce i livelli di arsenico, piombo (con un lungo periodo di transizione), alcuni pesticidi, rame, e introduce dei parametri per molti altri composti. Tra i nuovi principi della direttiva, vi è la continua revisione dei parametri sulla base di novità scientifiche, una maggiore trasparenza, il riferimento "al rubinetto" come luogo in cui gli standard devono essere centrati e l'obbligo di informare i consumatori in alcune circostanze (situazioni di pericoli e provvedimenti correttivi). La normativa si applica anche alle imprese alimentari, che sono responsabili dell'acqua una volta che questa ha lasciato il rubinetto e cioè nel punto in cui esse utilizzano l'acqua. Sono consentite deroghe giustificate per aree particolari: per alcuni comuni, Lombardia e Trentino-Alto Adige chiederanno al Ministero della Salute deroghe per quanto riguarda l'arsenico,  mentre Sicilia e Toscana per il boro e la Campania per il fluoro.

** Si tratta di un provvedimento molto importante cui tutti gli attori interessati devono prestare la massima attenzione. Il Ministero della Salute e le Regioni sono chiamati ad utilizzare con serietà lo strumento delle deroghe, valutando l'effettivo rischio per i cittadini. Sarà interessante verificare le modalità con cui i cittadini verranno informati di eventuali problemi. Per i produttori di alimenti, l'obbligo è di agire prontamente, integrando i nuovi requisiti nel proprio piano HACCP, se non lo si è già fatto.

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6. Etichette nutrizionali USA da rivedere

Le etichette nutrizionali americane vanno riviste. Questa è la conclusione di un comitato dell'IOM (Institute of Medicine). Per permettere ai consumatori di valutare il contenuto in vitamine e altre sostanze degli alimenti andrebbero utilizzati i moderni DRI (Daily Reference Intake) invece dei parametri attuali, che risalgono al 1968; la determinazione di questi nuovi valori sarà un processo complicato anche perché devono riflettere le necessità medie delle popolazione e non di gruppi particolari (per esempio, le donne incinte). Inoltre, lo stesso tipo di informazioni dovrebbe essere fornito sulle etichette degli alimenti normali e degli integratori alimentari.  Infine, il livello consigliato di acidi grassi saturi, trans e colesterolo dovrebbe essere fissato al livello più basso possibile nel contesto di una dieta salutare. Il rapporto è stato contestato per l'approccio scelto per i valori di riferimento (non proteggerebbe alcune sottocategorie) e per il coinvolgimento nel comitato di molti rappresentanti dell'industria.

** Mentre l'avvento delle etichette nutrizionali si avvicina ufficialmente anche in Europa (e in realtà etichette di vario tipo si trovano già), è interessante osservare il dibattito che avviene in Nordamerica. Evidentemente, le etichette diventano non solo uno strumento informativo e di marketing, ma anche un elemento che determina la dieta e quindi anche la salute della popolazione. I consumatori italiani possono iniziare a confrontare le etichette esistenti, mentre per i produttori questa materia è certamente da approfondire anche in termini di marketing. Chi esporta verso gli USA, può essere interessato a visionare il rapporto dell'IOM.

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N. 15/2003 12 Dicembre 2003 

Sommario

1. Editoriale   

In Europa vedremo presto il Salatrim al posto dei grassi cui siamo abituati; negli USA, si potrà dire che certi alimenti a base di cereali integrali prevengono le malattie cardiache. Aumentano quindi le informazioni a disposizione del consumatore, una conseguenza inevitabile tra l'altro dell'aumento delle allergie (ci occupiamo di quelle alla arachidi). Dalla Svizzera giunge la conferma di un fenomeno preoccupante: la resistenza ad alcuni antibiotici (i fluorochinoloni) da parte di Campylobacter. Per sorridere un po', vi proponiamo infine un piccolo filmato proveniente dall'Irlanda del Nord.

Eccezionalmente, vi segnaliamo il sito www.sicurezzadeglialimenti.it che entra questo fine settimana nella sua prima fase sperimentale. Se lo desiderate, potete visitarlo e inviarci i vostri commenti.

2. Salatrim

La Commissione Europea ha approvato un nuovo tipo di grassi, noti come Salatrim (Short And Long-chAin TRIglyceride Molecules, molecole di trigliceridi a catena corta e lunga), che potranno essere usati come ingredienti nell'Unione Europea. Si tratta appunto di trigliceridi a ridotto contenuto calorico, sviluppati per essere utilizzati solo nei prodotti da forno e da pasticceria (soprattutto cioccolato). Poiché possono causare disturbi gastrointestinali se consumati in grandi quantità (30 mg al giorno, cioé molto di più del consumo atteso), i prodotti che lo contengono dovranno riportare un avvertimento in etichetta oltre all'indicazione della sua presenza tra gli ingredienti. Salatrim verrà commercializzato solo ai produttori (e non ai consumatori) dall'industria danese Danisco, sotto il nome di BENEFAT. Salatrim è stato usato per anni in Giappone e USA ed è stato estensivamente studiato; restano i dubbi sugli effetti sui bambini (che non sono stati inclusi negli studi per motivi etici) e sull'effettiva riduzione calorica nella dieta. Sembra invece che non vi siano maggiori rischi vascolari.

** Quando un nuovo alimento viene introdotto, i dubbi sono molti e gli studi preliminari non sono sempre sufficienti ad escludere effetti avversi, e ancora più spesso a tranquillizzare il pubblico. E'importante che i consumatori siano informati della presenza e dei potenziali problemi dovuti a Salatrim. Per i consumatori, la scelta è quindi possibile, confidando in un'informazione equilibrata e completa al di là dell'etichetta. Per i produttori, si tratta di fare una valutazione ancora più complessa e accurata. La nuova tendenza di informare i consumatori attraverso le etichette, per lasciare a loro la decisione finale sulla sicurezza e qualità di un alimento, verrà ulteriormente messa alla prova.

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3. Poter dire che integrale e magro fa bene  

"Le diete ricche in alimenti a base di cereali integrali e altri alimenti derivati dalle piante, e con pochi grassi saturi e colesterolo, possono contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache." A partire dal 9 dicembre, la Kraft, una grande industria alimentare, potrà scrivere questa frase su alcuni prodotti. Anche se il nullaosta (ottenuto dalla FDA) per questa indicazione nutrizionale e sulla salute è stato richiesto dalla Kraft, anche altri produttori potranno usare la stessa affermazione purché (1) contengano un minimo del 51% di cereali integrali (usando le fibre dietetiche come indicatore) (2) contengano meno di 1 grammo di grassi saturi e meno di 20 milligrammi di colesterolo per dose consumata abitualmente dai consumatori (3) indichino il contenuto in acidi grassi trans e (4) contengano meno di 6,5 grammi di grassi totali e 0,5 grammi di grassi trans per dose di riferimento. Per questa frase, la Kraft ha utilizzato un rapporto ("Diet and Health: Implications for Reducing Chronic Disease Risk") della National Academy of Science (NAS), un'autorevole istituzione scientifica.

** Gli alimenti incidono sulla salute, è ovvio; meno ovvio è il metodo di comunicare queste informazioni al pubblico soprattutto nel contesto della promozione di uno specifico prodotto. Se è necessario non ingannare i consumatori, spesso questi non sono a conoscenza delle informazioni come quelle riportate in questo caso dalla Kraft. Una soluzione equilibrata può quindi essere utile per tutti, se l'autorità di controllo è autorevole e capace di far rispettare le regole. Per i produttori, si tratta di una prospettiva molto interessante; per chi esporta verso gli USA, le implicazioni possono essere molto vicine.

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4. Sempre più allergici alle arachidi

L'allergia alle arachidi è raddoppiata in frequenza tra i bambini americani tra il 1997 e il 2002 (da 0,4  0,8%). E'questa una delle conclusioni di un'inchiesta telefonica effettuata su 13.493 persone da alcuni dei migliori allergologi americani. Inoltre, le allergie alle arachidi e alla frutta secca in guscio (noci, etc.) continuano ad essere un problema per oltre 3 milioni di americani, come nel 1997; si tratta cioè di un 1,2% delle persone e un 3,2% delle famiglie. Nella stessa inchiesta, si è confermato che i sintomi sono spesso molto gravi e che la consulenza di un medico non viene ricercata da tutti i soggetti (solo il 44% degli adulti è stato valutato da un medico). L'incremento potrebbe essere attribuito ad un aumento generalizzato delle allergie, al maggiore uso di sostituti del latte a base di soia, alla maggiore allergenicità delle arachidi tostate, all'uso di unguenti a base di olio di arachidi o alla somministrazione di arachidi a bambini troppo piccoli. In un altro studio, eseguito nelle scuole canadesi, la prevalenza dell'allergia all'arachide è stato stimata all'1,5%.

** L'allergia alle arachidi è molto grave, sia per la loro pericolosità (possibile lo shock anafilattico e quindi la morte) sia per la loro persistenza nella vita adulta. Di conseguenza, negli Stati Uniti è stato necessario proibire l'uso delle arachidi in molte scuole, perfino nelle case di tutti i compagni dei bambini allergici. Poiché le arachidi sono un alimento tipico degli USA, in passato la si riteneva confinata al Nord America; si è osservato però un aumento dei casi anche in Europa. Ulteriori studi che chiarissero la ragione di questi incrementi potrebbero essere utili per la prevenzione anche in Italia. L'incremento delle allergie, in ogni caso, influenzerà anche chi produce e somministra alimenti con la necessità di garantire la sicurezza delle persone allergiche, come sta già avvenendo nel caso della celiachia, che è comunque meno grave di queste altre forme.

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5. Campylobacter più forte degli antibiotici

Il 28,7% di ceppi di Campylobacter isolati da carne di pollo in Svizzera è resistente alla ciprofloxacina (28.7%), un fluorochinolone di grande importanza terapeutica nell'uomo e negli animali. Inferiori (anche alle realtà incontrate in altri paesi) la frequenza della resistenza alle tetracicline (12.6%), alla sulfonamide (11.8%), e all'ampicillina (10.3%). I 91 ceppi sono stati isolati da 415 campioni di pollame (carne cruda). Uno dei ceppi ha dimostrato resistenza a ben cinque antibiotici (tra cui ciprofloxacina, tetracicline, e eritromicine), che sono i più utilizzati nella terapia della campilobatteriosi umana. Il fattore di rischio principale per la presenza di resistenza era l'importazione della carne dall'estero. In generale, solo il 22% dei campioni di carne è stato trovato positivo per questo patogeno (contro per esempio l'oltre 80% riscontrato in uno studio italiano).

** L'insorgenza di ceppi patogeni resistenti agli antibiotici è molto preoccupante, perché implica l'impossibilità di curare i pazienti più sensibili (bambini, ammalati e anziani) con farmaci normalmente efficaci. La frequenza di ceppi resistenti alla ciproflaxicina è elevata in Svizzera, ma non più alta che in altri paesi (simile in USA, quasi doppia in Austria), con alcune eccezioni (Danimarca, 6%). La situazione svizzera è particolare perché l'uso del Baytril (enrofloxacina) in terapia è permesso per i polli. Questo potrebbe spiegare il livello relativamente alto di resistenza, che sembra fra l'altro più frequente verso il confine italiano. Tuttavia, l'esperienza americana, dove l'FDA sta cercando di bloccare l'uso di questo antibiotico per i polli, dimostra che non è facile arginare il problema. Per i consumatori, l'invito è a cuocere completamente le carni ed evitare la contaminazione di altri alimenti con carni crude. Per gli esercenti alimentari e i consulenti HACCP, l'invito è a non pensare che la terapia medica possa risolvere i problemi causati da alimenti non sicuri.

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6. Cartoline da voltastomaco

In occasione delle feste natalizie, si possono immaginare strumenti originali per promuovere una scelta oculata dei ristoranti sulla base del rispetto delle norme igieniche. La Food Standards Agency dell'Irlanda del Nord ha messo insieme un filmato cantato (formato Macromedia Flash) che può essere visto tramite Internet. 

** Le autorità britanniche alimentari hanno puntato molto sulla comunicazione, utilizzando spesso anche il canale Internet. Il messaggio comunicato dal filmato è divertente ma anche molto deciso; in fondo, è vero che parlando di sicurezza alimentare si paventano (giustamente) spesso gli effetti più gravi ma non si attira l'attenzione del pubblico sulle conseguenze (vomito, diarrea, mal di pancia) che, pur risolvendosi rapidamente, restano spiacevoli.

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N. 14/2003 5 Dicembre 2003   

Sommario

1. Editoriale   

Questa settimana la nostra attenzione è principalmente rivolta all'Italia. Ritorna alla ribalta il fantasma botulino, che aveva destato notevoli preoccupazioni già nei mesi scorsi. L'acqua continua ad essere un veicolo di episodi gravi o tragici, purtroppo anche in forma deliberata. Dall'estero, giungono nuove conferme sulla pericolosità dei germogli usati in alimentazione, mentre alcuni studi mettono in guardia su un possibile aumento di tossinfezioni legato al cambiamento di clima.

2. Vergognarsi del botulismo

Il 26 novembre è giunta al Ministero della Salute la segnalazione di un sospetto caso di botulismo. Il prodotto incriminato è "patè di tofu alla pizzaiola", prodotto dalla ditta "Mediterranea SNC", con sede in provincia di Vicenza. E'seguita l'attivazione delle autorità regionali e locali, con campionamento e sequestro di questi prodotti e di altri simili. Il Ministero ha proposto anche la sospensione della linea di produzione (che deve essere disposta dal sindaco). Il giorno 28 il Ministero ha emesso un comunicato stampa, che invita i consumatori ad evitare i prodotti di questa ditta, seguito da una rettifica, il 3 dicembre, che spiega che il consiglio riguarda solo i prodotti in vasi di vetro a base di soia. Le autorità svizzere del Canton Ticino, poiché il prodotto è stato distribuito anche là, hanno emesso un comunicato più ampio, che elenca i prodotti interessati, con il numero di lotto, e altri consigli e notizie per consumatori ed  esercenti alimentari; conferma inoltre il rinvenimento della tossina nel prodotto da parte dell'Istituto Zooprofilattico di Padova. Dal Rapid Alert System dell'Unione Europea emerge intanto che le autorità tedesche hanno individuato, il 26 novembre, Clostridium botulinum in formaggio grattugiato proveniente dall'Italia.

** Il botulismo è una malattia gravissima, spesso mortale (se curato appropriatamente, siamo scesi fortunatamente all'8% di mortalità), e in tutto il mondo le autorità sanitarie agiscono con la massima severità quando si sospetta la presenza di tossine di Clostridium botulinum in un alimento. Normalmente è associato a conserve sott'olio fatte in casa. E'estremamente preoccupante che si presenti in un prodotto commerciale; sarà importante accertarne le cause. Da notare, purtroppo, a parità di rapidità, il contrasto tra le numerose informazioni fornite dalle autorità svizzere e lo scarno comunicato delle autorità italiane. I comunicati del Ministero, anche quando diretti ai consumatori (oltre alla stampa che non sempre li riporta), non sono facilmente accessibili; sono rivolti solo ai consumatori e non ai commercianti che potrebbero non essere rintracciati direttamente dalle autorità. E' importantissimo che queste notizie vengano rese pubbliche sia per proteggere i consumatori, sia per incoraggiare i produttori alla massima cautela in fase produttiva.

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3. Acqua pericolosa   

Tre casi di avvelenamento nel Mantovano, fortunatamente senza conseguenze gravi; un ragazzo di 19 anni morto in provincia di Foggia per aver ricevuto soda caustica invece di acqua minerale. Nel Mantovano, la contaminazione con un composto contenente presumibilmente ammonio quaternario (composto usato per la disinfezione anche delle superfici) è stata deliberata; il veicolo sono state bottiglie di plastica alla cui sommità è stato iniettato il composto tossico; le vittime, tutte non gravi, comprendono un bambino di 11 anni  (ricoverato il 21 novembre con sintomi, subito dopo aver bevuto l'acqua, di disgusto e bruciore alla gola), una donna di 30 anni e una neonata (ricoverata ai primi di dicembre, dopo aver pianto disperatamente al contatto con l'acqua). Altri casi sono stati evitati prima casualmente (rottura della bottiglia e formazione di schiuma sospetta) e poi, dopo la diffusione della notizia, con la ricerca dei fori causati dalle iniezioni e della schiuma. Il caso in provincia di Foggia non è probabilmente dovuto ad avvelenamento volontario, ma alla scandalosa abitudine di conservare liquidi pericolosi in bottiglie precedentemente usate per l'acqua minerale.

** Da un punto di vista di sanità pubblica, non è importante soffermarsi sull'aspetto criminale degli episodi mantovani, ma sulle modalità di prevenire effetti avversi sulla salute delle persone. Nel caso di Foggia, bisogna ancora una volta richiamare l'attenzione delle persone, degli esercenti e delle autorità sanitarie su un'abitudine che è scandalosa; indubbiamente, vi è spazio per la repressione in sede ispettiva e per molta informazione. Il consumatore, in ogni caso, può controllare l'aspetto e l'odore dell'acqua prima di trangugiarla. Nel caso di Mantova, si evidenzia come l'informazione capillare ai consumatori (magari anche nei punti vendita oltre che sui media) può svolgere un'efficace azione preventiva. Anche nella prospettiva di possibili attacchi terroristici, è importante che gli esercenti alimentari sorveglino i loro prodotti e che i medici segnalino prontamente i casi di avvelenamento inusuali. Le autorità sanitarie devono collaborare con le forze dell'ordine con rapidità (dal 21 novembre alla grande diffusione della notizia sono passati molti giorni), anche per identificare situazioni epidemiologicamente più difficili da quella di Mantova. Riportiamo tra i link i suggerimenti delle autorità americane.

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4. L'acqua minerale fai da te crea problemi

"Aver posto in commercio apparecchiature per il trattamento di acque potabili finalizzate a modificarne alcune caratteristiche fisiche ed organolettiche...."con il risultato che alcuni ristoranti di Roma (e presumibilmente di altre località italiane) hanno somministrato "acqua privata, anche solo in parte, dei propri elementi nutritivi...". In altre parole, l'acqua trattata non risultava più potabile, per un'eccessiva riduzione di alcuni sali minerali. Questa, secondo il Corriere della Sera del 1 dicembre, la motivazione per cui sono indagati i legali rappresentanti di alcune società che commercializzano impianti di trattamento delle acque. Inoltre, secondo i NAS, sulle caraffe non compariva la dicitura "acqua potabile trattata" richiesta dalla legge (art. 13, comma 5, D. Lgs. 23 giugno 2003 n. 181, attuazione direttiva 2000/13/CE); inoltre, i filtri non venivano sostituiti con la frequenza richiesta.

** Da quanto è finora emerso, si può sospettare sia un problema sanitario (le perplessità maggiori riguardano i filtri) che problemi di ordine legale e commerciale. Nonostante il costo sostenuto per ottenere il comodato degli impianti, I vantaggi di questi sistemi sono evidenti: offrire ai clienti al costo di acqua minerale sostanzialmente acqua del rubinetto, cui gli italiani non sono più abituati e che può dispiacere per il sapore di cloro. Purtroppo, sembra che i distributori di questi sistemi, importando spesso sistemi americani, non hanno tenuto conto dei parametri richiesti dalla legge, danneggiando così in primis i ristoratori ma anche i consumatori. In attesa che la situazione si chiarisca, sia i consumatori che gli operatori del settore possono optare per l'acqua del rubinetto oppure, se sgradita, per l'acqua minerale.

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5. Il cambiamento di clima piace a Salmonella

Più fa caldo, più persone si ammalano di salmonellosi. Infatti, il massimo numero di casi di questa enterite si osserva in estate. Questo effetto viene osservato in diversi studi; alcuni hanno evidenziato l'aumento di casi tra una e quattro settimane dopo un periodo più caldo. Naturalmente, questo vale quando non fa troppo freddo; altrimenti, Salmonella ha probabilmente difficoltà a crescere. Il meccanismo di questa relazione caldo-salmonellosi non è chiara, ma è probabile che il cambiamento di clima che sta avvenendo a livello globale aggraverà negli anni questo problema.

** Tra i numerosi effetti negativi del cambiamento di clima, ci sarà probabilmente un aumento delle malattie trasmesse dagli alimenti. In effetti, quasi tutti i microrganismi crescono meglio al caldo ed è noto che la mancata refrigerazione è una delle cause delle tossinfezioni alimentari. Gli effetti saranno più sensibili dove i programmi di controllo dei patogeni saranno meno efficienti; per questo, è importante che l'Italia, che è già caratterizzata da clima caldo in estate, agisca efficacemente in questo senso. In alcuni casi, i piani di autocontrollo dovrebbero riflettere l'andamento del clima; l'attenzione a livello domestico dovrebbe anch'essa crescere quando fa caldo. In questo modo, almeno su questo fronte, gli effetti del cambiamento di clima potrebbero essere meno devastanti.

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6. Attenzione ai germogli

Sei persone hanno contratto la salmonellosi in Oregon (USA) probabilmente mangiando dei germogli, di una specie non identificata. La FDA americana suggerisce alle persone a rischio (anziani, bambini o persone con sistema immunitario indebolito) di evitare del tutto questo alimento. 

** I germogli di soia, di erba medica, di broccoli, di lenticchie e di altre piante, soprattutto leguminose, sono diventati popolari per il loro elevato apporto di principi nutritivi; vengono saltati in padella o mangiati crudi in insalata; la loro popolarità sta crescendo anche in Italia. Purtroppo, essi sono stati associati a numerosissimi focolai epidemici (soprattutto salmonellosi ed E. coli enteroemorragica) e permangono gravi problemi tecnologici che impediscono la produzione di un alimento sicuro. Per questo, il consiglio della FDA è di evitare quanto possibile questo alimento. Per i consumatori, il consiglio è di valutare attentamente il rapporto rischi-benefici; per i ristoratori, l'orientamento dovrebbe essere all'attenta documentazione e alla prudenza, anche se uno studio svolto in Italia ha trovato che i germogli nostrani erano privi di patogeni.

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