Carni bovine
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Carni bovine Caratteristiche
Tipologie Trattamenti e additivi
Etichette Pericoli
Frodi Enti di controllo
Sequestri o ritiri importanti Misure preventive

 

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Carni bovineCarni bovine   

Caratteristiche

Le carni hanno un elevato valore nutritivo, per il loro contenuto in sostanze azotate, per la quantità e varietà degli aminoacidi presenti e per l'alta digeribilità. Sono tradizionalmente un elemento molto pregiato nell'alimentazione umana. Tuttavia, al loro consumo sono potenzialmente legati svariati problemi di sicurezza sanitaria.

La carne è composta principalmente di sostanze azotate (proteine, sostanze idrosolubili, collagene), lipidi, glucidi e sali minerali; il quantitativo reciproco della varie sostanze dipende in una certa percentuale dall'età, dalla razza, dallo stato di nutrizione dell'animale e da altri fattori. Tra le proteine, il 70% circa è costituito dalla proteina dei muscoli miosina. I glucidi sono presenti in piccola quantità nella carne, ma diminuiscono rapidamente dopo la morte dell'animale.

Il pH è più acido (5.5-5.3) di quello del pollo. Questo valore si stabilizza dopo la macellazione, quando il glicogeno presente nella carne va incontro a demolizione e trasformazione in acido lattico. Questo processo, detto glicolisi anaerobia, influenza la qualità della carne, secondo la modalità con cui avviene.


Tipologie   

Le specie da cui si trae carne bovina, ai fini di questa trattazione, sono:

  • bovine: vitello o bovino adulto (Bos taurus);
  • bufaline: (sia Bubalus bubalis che Bison bison)

Per carne intendiamo quindi tutte le parte atte al consumo umano di esemplari appartenenti alle specie di cui sopra. Le grandi categorie di prodotti che si ricavano da queste carni sono:

  • carne fresca (non ha subito nessun trattamento conservativo diverso dal freddo; sono comprese le carni conservate sotto vuoto o in atmosfera modificata)

  • carne trasformata: carne macinata o preparazioni di carni (ove c'è stata un'aggiunta di condimenti o additivi, ma le caratteristiche sono ancora simili alla carne fresca)

  • prodotti a base di carne (prodotti in cui la carne non può più essere definita fresca). Esempi sono i prodotti di salumeria cotti e crudi, i prodotti di gastronomia, etc..

  • altri prodotti di origine animale (grasso, ciccioli, gelatine, etc.)

In questa scheda le informazioni riguardano principalmente la carne fresca. Informazioni specifiche sui singoli tagli sono disponibili dal sito del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.


Trattamenti e additivi   

Gli additivi o altri trattamenti conservanti non sono ammessi nella carne fresca. Da notare, per esempio, la differenza tra "salsiccia fresca" (preparazione di carne) e "salsiccia" (prodotto a base di carne): sono diversi gli additivi e i trattamenti ammessi. Nella salsiccia fresca, per esempio, è vietato l'uso di nitrati e nitriti.


Etichette   

Il bollo sanitario viene apposto dal veterinario della ASL. Serve ad identificare lo stabilimento di macellazione o il laboratorio di sezionamento, ed è applicato direttamente su ciascuna mezzena o sulle etichette per le carni confezionate.

Per la carne venduta al dettaglio devono essere fornite una serie di informazioni, con etichetta sul prodotto o con cartellino esposto:

  • codice identificativo del capo (o del gruppo di animali);
  • paese di nascita dell’animale;
  • paese in cui ha avuto luogo l’ingrasso;
  • paese di macellazione e numero di riconoscimento dello stabilimento di macellazione;
  • paese di selezionamento delle carni e numero di riconoscimento del laboratorio;
  • specie;
  • prezzo unitario per chilogrammo;
  • stato fisico (se fresche, congelate o scongelate).

Attraverso Internet, è possibile conoscere le informazioni riguardanti un singolo capo, partendo dal codice identificativo e consultando la nuova anagrafe bovina, per verificare per esempio la correttezza dell'etichetta.


Pericoli   

Le carni possono essere contaminate da numerosi patogeni, tra cui Salmonella spp., Escherichia coli O157:H7, Listeria monocytogenes, Clostridium perfringens e altri. Il rischio di contaminazione cresce nella carne macinata. Contaminanti chimici (ormoni, antibiotici o altri) possono anche essere presenti.


Frodi   

  • Bovini cui sono stati somministrati sostanze proibite (ormoni, tireostatici, stilbenici, beta-agonisti). A volte il risultato è che la carne è più ricca di acqua e si riduce di volume in cottura
  • Presenza di residui di medicinali perché non è stata osservata sospensione tra la terapia farmacologica e la macellazione
  • A volte la carne appartiene effettivamente al bovino, ma il taglio venduto è di qualità inferiore rispetto a quello dichiarato
  • Nella vendita di grossi tagli, succede che i segni lasciati da ratti o altri roditori vengano spacciati per forchettatura od altri segni accindentali

Enti di controllo   

  • Le carni dirette al consumo umano devono provenire da animali che siano stati sottoposti, a cura del veterinario ufficiale (ASL), a visita “ante mortem” e ad ispezione “post mortem”; questo controllo è provato dal bollo sanitario.
  • Le carni provenienti dai paesi non comunitari sono controllate dell’autorità sanitaria tramite i posti di ispezione frontaliera (P.I.F.).
  • Il Ministero della Salute con i NAS a livello centrale, gli Assessorati alla Sanità a livello regionale e le ASL a livello locale controllano regolarmente la produzione e la distribuzione.

Sequestri o ritiri importanti   

  • Nel Luglio 2002, il Food Safety and Inspection Service (FSIS) della Dipartimendo dell'Agricoltura americano ha annunciato il ritiro dal commercio da parte di uno dei giganti americani della carne, la ConAgra Beef Company, di 8600 tonnellate di carne macinata e non, fresca e congelata. Le pratiche produttive dello stabilimento erano tali che esisteva un serio rischio di contaminazione con il patogeno Escherichia coli O157:H7. Il CDC (Center of Disease Control and Prevention) di Atlanta, incaricato delle indagine sanitarie, aveva documentato diversi casi di malattia dovuti a partite di carne provenienti da quello stabilimento. In totale per il consumo di questa carne si sono registrati dunque 38 casi, con 1 morto, 6 persone con sindrome uremica emolitica (HUS) e altri 11 ricoveri in ospedali. La carne contaminata non era stata probabilmente ben cotta.
  • Nell'estate del 2003, diverse partite di carne macinata sono state ritirate dal commercio negli USA per la presenza di pelle, vetro e metallo (forse un orologio). Frammenti di questi materiali erano stati trovati nell’apparecchio utilizzato per macinare la carne.
  • Il più grande sequestro di alimenti avariati nella storia americana ha riguardato 22 milioni di libbre (circa 11 mila tonnellate) di carne che sono risultate per anni attaccate da ratti e vendute come sane; i segni erano spiegati come danni accidentali. Si trattava di un magazzino di Chicago. Il problema è stato scoperto nel 2002 ed era incominciato nel 1999; i gestori non riuscivano a controllare i ratti e marchiavano la carne peggiore con le lettere MM (Mickey Mouse).

Misure preventive   

Consumatori
  1. La carne macinata, anche quella usata in polpettoni, pasticci, o altri preparati, deve essere cotta ad una temperatura di sicurezza di 71°C, in ogni sua parte. La temperatura è il parametro da considerare, non il colore. Il metodo adeguato per accertare la temperatura è un termometro digitale a lettura istantanea, mentre il colore non è un parametro affidabile. Mangiare carne rossa o rosata senza verificare la temperatura può essere pericoloso. L’uso dei termometri è particolarmente importante se si serve la carne a bambini piccoli, anziani o a coloro che hanno un sistema immunitario deficitario.
  2. Si raccomanda di refrigerare o congelare la carne macinata appena possibile. La carne congelata dovrebbe essere scongelata nel frigorifero.
  3. Usare sapone e acqua calda per lavare utensili, mani e altre superfici che possono essere stati in contatto con carne cruda o poco cotta, specie se macinata.
  4. Imparare a distinguere un taglio di carne proveniente da animale trattato con sostanze non consentite o un taglio di carne pregiato per uno meno pregiato.
  5. instaurare un rapporto di fiducia con il proprio fornitore.
Esercenti
  1. Vanno seguite scrupolosamente le norme HACCP riguardanti le carni, anche mediante una strumentazione adeguata;
  2. Valutare la qualità della carne fornita dal proprio fornitore, anche mediante il consiglio di esperti o mediante analisi laboratoristiche;
  3. Verificare le etichette e controllarne la veridicità;
  4. Accettare solo carne proveniente da macelli ASL;
  5. Selezionare accuratamente i propri fornitori, mediante verifiche anche analitiche ed audizioni.

Aggiornamento   

L'aggiornamento di questa pagine è curata al momento da LB (ultimo aggiornamento 17/11/03); se siete interessati a diventare editori, visitate la pagina collaborazioni. Informazioni interessanti, in lingua italiana, si trovano sui siti dell'Arma dei Carabinieri e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

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