Archivio - Aprile 2004
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Alimenti | Pericoli | Consigli | Segnalazioni

 

Il Settimanale di Sicurezza degli Alimenti segnala quegli avvenimenti (pubblicazioni scientifiche, effetti avversi, nuove tecnologie, novità legislative) che, secondo noi, meritano di essere discussi in forma ragionata.

L'iscrizione è gratuita. I contenuti del Settimanale possono essere riportati solo citando la fonte. I numeri arretrati sono resi disponibili in archivio ogni settimana.

      

Se siete interessati a inviarci osservazioni o collaborare con un articolo o segnalando una notizia, scrivete liberamente a collaborazioni@sicurezzadeglialimenti.it.


Settimanale di Sicurezza degli Alimenti


Aprile 2004  


N. 17/2004 30 Aprile 2004

Sommario

1. Editoriale

Vibrioni, Listeria, istamina e Sudan Rosso restano i problemi principali che le autorità europee ed italiane stanno rilevando negli alimenti, in questi primi mesi del 2004. Dalla ricerca, intanto, stanno emergendo preoccupanti novità su Salmonella resistente a più antibiotici e sui ceppi di E. coli che causano enteroemoraggie. Dall'Unione Europea arrivano quattro direttive specifiche su campionamento e purezza di alcuni componenti degli alimenti, ma anche un documento sulla rintracciabilità della carne che potrebbe portare a qualche polemica. Infine, viene confermato che, data la variabilità di concentrazione della caffeina, le donne che aspettano un bambino devono limitare decisamente il loro consumo di tè e caffè.

2. Vibrioni, listeria e istamina fanno ritirare gli alimenti

Solo da gennaio a marzo 2004, in Europa, gli alimenti contaminati da vibrioni e riportati dal sistema europeo di allerta sono stati quasi la metà dell'intero 2003 (20 rispetto ai 47 del 2003). La maggioranza delle segnalazioni riguarda Vibrio parahaemolyticus, ma in un quinto circa dei casi si tratta di Vibrio cholerae. Almeno per il 2004, si tratta quasi sempre di gamberetti o granchi provenienti da paesi tropicali (America Latina o Sud-Est asiatico). Potrebbero rivelarsi in aumento anche le segnalazioni di Listeria monocytogenes, sia nei formaggi che nel salmone affumicato. Un altro pericolo emergente sembra quello posto dall'istamina, che viene rinvenuta soprattutto in tonno importato dall'Indonesia; forse il problema è collegato al trattamento con monossido di carbonio. Per questo pericolo molte segnalazioni provengono dall'Italia (61%) e sono collegati a casi di istaminosi. Persiste intanto il problema del Sudan Rosso, con ben 48 segnalazioni nel primo trimestre 2004. Il 37% ha riguardato prodotti italiani, mentre la maggioranza delle segnalazioni è stata effettuata dalla Germania. Forse anche a causa della mancata armonizzazione comunitaria, sono stati effettuati ritiri dal commercio con il coinvolgimento di imprese italiane per quanto riguarda le fumonisine. Sono questi i dati riportati nella relazione trimestrale dell'Ufficio IV della Direzione Generale Sanità animali e alimenti del Ministero della Salute.

** Continua un utile lavoro di riassunto e commento dei dati da parte del Ministero della Salute che appare collegato anche ad una precisa attività preventiva. Si tratta di informazioni utili non solo per le autorità, ma anche per industria e, in qualche misura, per i consumatori (per i quali tuttavia mancano ancora informazioni precise anche in presenza di rischi che continuano nel tempo). Da questi dati (che spesso potrebbero semplicemente riflettere un'aumentata attenzione più che un aumentato problema), emerge che importare e utilizzate crostacei di provenienza tropicale implica una particolare attenzione alle problematiche microbiologiche. Inoltre, Listeria resta una questione irrisolta, che va perlomeno affrontata a livello di produzione. Istamina e fumonisina richiedono maggiori ricerche ma soprattutto azione da parte di autorità ed industria. Per quanto riguarda il Sudan, invece, il monitoraggio e la gestione del problema deve essere migliorato per non danneggiare l'industria italiana e la salute dei consumatori.

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3. Altri guai da Salmonella ed Escherichia coli O157:H7

Latte pastorizzato ricontaminatosi dopo il trattamento sembra essere stata la causa di almeno 93 casi di salmonellosi riscontrati nel 2000 tra Pennsylvania e New Jersey (USA). All'indagine epidemiologica, i ceppi di salmonella (sierotipo Typhimurium) erano risultati collegati e in buona parte resistenti a ampicillina, kanamicina, streptomicina, sulfametoxazolo, e tetraciclina (AKSSuT). Mediante interviste, è stata individuata un'associazione con il consumo di latte proveniente da un determinato stabilimento. Indagini sul posto hanno rivelato che l'elevata umidità portava alla deposizione di goccioline che potevano cadere nel latte pastorizzato, in un locale dove molto latte crudo finiva sul pavimento. Inoltre, nel periodo dell'episodio epidemico, i parametri di qualità microbiologica del latte pastorizzato erano pessimi per conta microbica totale e coliformi. Gli autori hanno anche trovato, considerando numerosi episodi passati, che la ricontaminazione post-trattamento è un problema più grave dell'inadeguata pastorizzazione, al contrario di quanto suggeriscano i protocolli di controllo qualità. Sempre riguardo a Salmonella enterica sierotipo Typhimurium, sono stati riportati anche i dati relativi alla sorveglianza per resistenza agli antibiotici negli USA: la resistenza è diffusa con prevalenza del tipo fagico DT104, molti ceppi risultano non tipizzabili, sta aumentando in particolare la resistenza alle cefalosporine in ceppi isolati dai bambini (dove appunto sono più usate per la terapia).

56 bambini su 463 ricoverati in ospedale a Kinshasa (Congo) sono morti in seguito, con ogni probabilità, ad un'epidemia di E. coli O157:H7, con conseguente sviluppo di HUS (sindrome uremico-emolitica). La diarrea enteroemorragica causata da questo ceppo di E. coli si sta tragicamente diffondendo in Africa. Uno studio danese ha intanto concluso che per lo sviluppo di HUS i fattori di rischio principali sono la presenza dei geni stx2 e eae piuttosto che il sierotipo O157.

** Salmonella multiresistente e E. coli che causa diarrea enteroemorragica sono due delle principali preoccupazioni di sicurezza alimentare di questi anni. Nel caso presentatosi negli USA, è chiaro che i controlli HACCP e sulla qualità devono essere tarati per controllare i pericoli e si dimostra ancora una volta come l'inosservanza di alcune norme di buona produzione può portare a conseguenze gravi. Le malattie infettive quando raggiungono l'Africa diventano tragedie; non è chiaro se nell'episodio siano stati veicoli importanti gli alimenti, ma è chiaro che la sicurezza alimentare non è un lusso. Le informazioni provenienti dalla Danimarca potrebbero avere, se confermate, importanti implicazioni su come effettuare il monitoraggio e il controllo dei ceppi enteroemorragici.

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4. La Commissione UE: non rintracciate troppo la carne

La rintracciabilità della carne ha causato, secondo i rappresentanti del settore, una rinazionalizzazione del settore (cioè i consumatori prediligono la carne nazionale): per questo la Commissione vorrebbe permettere la possibilità di apporre l'indicazione di origine UE, invece di quella nazionale. Inoltre, la Commissione è contraria ad estendere la rintracciabilità ai prodotti trasformati a base di carne o a piatti a base di carne (per esempio, a livello di ristorazione). Queste sono alcune delle posizioni espresse al Parlamento e al Consiglio Europeo dalla Commissione che invece ritiene risolvibili i problemi incontrati in alcuni settori per l'applicazione del regolamento 1760/2000 (carne venduta non preimballata, riconoscimento degli standard nazionali, mescolamento di diversi lotti negli impianti di sezionamento secondari, etc.. La Commissione si dice soddisfatta dell'impatto sui consumatori della rintracciabilità, dopo che era stata persa la loro fiducia per la questione BSE.

** La rintracciabilità non è sempre una strategia praticabile ed auspicabile; inoltre, non è scontato che l'estensione del sistema di rintracciabilità ai prodotti trasformati sia la risposta corretta alle esigenze di sicurezza e qualità dei consumatori. Tuttavia, l'atteggiamento della Commissione non sembra coerente e positivo dal punto di vista della comunicazione. In particolare, l'adozione dell'indicazione UE al posto dello Stato membro di produzione (anche se solo al dettaglio) sembra danneggiare la libertà di scelta del consumatore e la possibilità di qualificarsi delle produzioni nazionali, con un danno anche per gli allevatori. Ancora più grave sembra la proposta dopo l'allargamento ai nuovi paesi membri dove effettivamente le condizioni di produzione sono diverse. In ogni caso si tratta di un documento importante ed interessante. 

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5. Direttive d'aprile: aflatossine, diossine e additivi

I metodi di campionamento e di analisi per il contenuto in aflatossine e ocratossina A nei prodotti alimentari per i lattanti e per la prima infanzia sono stati definiti dalla Direttiva 2004/43/CE che integra le due Direttive relative ai due contaminanti. Modalità di campionamento dei pesci di piccole e grandi dimensione e uniformazione dei criteri di interpretazione dei risultati per quanto riguarda la ricerca di PCB negli alimenti sono invece gli obiettivi della Direttiva 2004/44/CE. La Direttiva 2004/45/CE rende più severi i requisiti di purezza per alcuni additivi. Per la carragenina o E407 e per l'E 407a o alga Eucheuma trasformata è stato limitata la componente a basso peso molecolare a non più del 5% a scopo di precauzione;  infatti, la componente sotto i 50 kD è stata sospettata di avere seri, ma non provati, effetti sulla salute. Sono fissati anche i criteri di purezza (che sono anche adattati alle decisioni del Codex Alimentarius)  per alcuni nuovi additivi: poli-1-decene idrogenato (E 907), diacetato di glicerile (E 1517) e alcol benzilico (E 1519). L'alcool benzilico è un solvente per aromi e il poli-1-decene è utilizzato per glassare frutta secca e dolciumi al posto dell'olio di vasellina. La Direttiva 2004/46/CE riguarda invece i requisiti di purezza per il sucralosio (E 955) e il sale di aspartame-acesulfame (E 962), che sono adattati alle decisioni del Codex Alimentarius. La successiva 2004/47/CE fissa invece i nuovi requisiti di purezza per i caroteni (i caroteni misti [E 160 a (i) e il betacarotene (E 160 a (ii)]), sulla base del progresso tecnico e del lavoro del Codex Alimentarius.

** In due numeri della Gazzetta Ufficiale dell'Unione sono state pubblicate svariate direttive di importanza alimentare. Essi hanno un impatto diretto su chi produce e controlla questi componenti, che possono essere contaminanti, additivi, edulcoranti o coloranti. E'importante notare che esse non hanno solo un impatto metodologico o commerciale, ma anche di qualità e, in alcuni casi, di sicurezza. Chi utilizza o si occupa di queste sostanze può confrontare le norme precedenti a quelle attuali, considerando anche i documenti che hanno portato a queste decisioni.

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6. Non tutti i caffé sono uguali

Il caffé istantaneo può avere da 21 a 120 mg di caffeina per tazza, secondo una ricerca della FSA inglese (l'Autorità di Sicurezza Alimentare). Il caffé fatto per infusione contiene da 15 a 254 mg per tazza, confermando anche in questo caso un ampio livello di variabilità. Una tazza di tè, invece, può contenere tra 1 - 90 mg per tazza di caffeina. Secondo la stessa FSA, il risultato concorda con quanto le persone si aspettavano: per esempio, a caffé ritenuto forte corrispondevano elevati livelli di caffeina. Sulla base di questi risultati, viene reiterato l'invito alle donne in gravidanza di non consumare più di 300 mg al giorno di caffeina, perché dosi superiori potrebbero portare ad un rischio di nati sottopeso o perfino aborto. Sulla base dei valori medi, i 300 mg potrebbero essere raggiunti con sei tazze di tè o tre di caffé.

** La stessa ricerca, per gli espressi (fatti all'inglese perlomeno), ha trovato valori di 49-227 mg per tazza, che si tradurrebbero in un massimo di due tazzine al giorno per le donne in gravidanza. Eccedere le due tazzine potrebbe portare anche a livelli molto alti (tre tazzine a 227 mg porterebbero 681 mg al giorno un livello oltre la soglia di prudenza). Anche se il dibattito non è concluso, questo parrebbe un livello ragionevole per le donne che aspettano un bambino, almeno a livello prudenziale. Non vi sono particolari consigli per le altre persone.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 17/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
19/04/2004 Livelli eccessivi di tossine cancerogene prodotte dalle muffe (aflatossine) Polvere di peperoncino India Regno Unito
19/04/2004 Livelli eccessivi del metallo pesante piombo Pesche in scatola Sud Africa Danimarca
20/04/2004  Livelli eccessivi della sostanza formaldeide Merluzzo (Gadus macrocephalus; NdR: potrebbe essere sotto forma di baccalà o stoccafisso) Danimarca Italia
21/04/2004  Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Pasta Italia Germania
21/04/2004  Lesioni dovute a presenza di frammenti di metallo Latte artificiale per lattanti Irlanda Irlanda
21/04/2004  Presenza di fumonisine Polenta Italia Germania
22/04/2004   Presenza del patogeno Salmonella Petti di pollo congelati Tailandia Svezia
22/04/2004 Alimento non autorizzato in Europa Succo di Noni India Austria
22/04/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato sotto vuoto e congelato Germania Italia
23/04/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Brie e camembert pastorizzati Francia Francia
23/04/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Pasta al peperoncino (NdR: traduzione incerta) Italia Germania
23/04/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Panama Budello di maiale salato Germania Italia
23/04/2004  Avvelenamenti (NdR: probabilmente da istamina) Tonno in confezioni sotto vuoto Sri-Lanka Italia
23/04/2004  Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Paprika Italia Germania
23/04/2004  Biotossine Cozze pelose (Modiola barbata) Grecia Francia
Commenti specifici
  • A volte, purtroppo, le notifiche comunitarie mancano di precisione, anche se questa volta le specie sono state indicate con precisione.
  • Il pesce affumicato si conferma a rischio di Listeria monocytogenes; per questo andrebbe evitato dalle persone a rischio (donne incinte).
  • L'istamina si forma in alcuni pesci (per esempio, tonno) conservati in condizioni inadeguate di temperatura, per via del metabolismo batterico. Non viene eliminata con la cottura e provocano sintomi a comparsa rapida e che comprendono bruciori della gola, vampate, calo di pressione, mal di testa, nausea, vomito. Nella maggioranza dei pazienti si risolvono entro 12 ore.

 

N. 16/2004 23 Aprile 2004

Sommario

1. Editoriale

La comparsa, a Taiwan, di un ceppo di Salmonella resistente a quasi tutti i farmaci è preoccupante, anche perché gli interscambi commerciali e di persone diffondono rapidamente i microrganismi. Fortunatamente, la situazione ecologica differente può limitare questo fenomeno. In ogni caso, il problema delle malattie contratte durante i viaggi, anche veicolate da alimenti, sta destando l'attenzione di molti esperti di sanità pubblica, mentre resta alta l'attenzione sugli alimenti provenienti dall'Estremo Oriente: dalla Cina giungono quotidianamente brutte notizie sulla sicurezza degli alimenti. Riportiamo anche alcune notizie provenienti dagli USA dove la gestione del rischio BSE sta portando enormi problemi, mentre presentiamo alcuni tipi di packaging attivo in arrivo, che avranno un impatto importante sulla sicurezza degli alimenti.

2. Salmonella resistente e quasi terrorista

Il ceftriaxone e ciprofloxacina sono compresi tra gli antibiotici cui è resistente un ceppo di Salmonella enterica sierotipo choleraesuis (S. choleraesuis) recentemente isolato a Taiwan. Si tratta praticamente di tutti gli antibiotici comunemente usati per la terapia della setticemia da salmonella (una complicazione della salmonellosi); ceftriaxone, una cefalosporina di terza generazione, e ciprofloxacina, un fluorochinolone, sono i farmaci utilizzati normalmente usati con questa setticemia. L'analisi genetica ha dimostrato che la resistenza al ceftriaxone è mediata da un plasmide.

Senza causare sintomi enterici, S cholerasuis causa normalmente gravi infezioni sistemiche, in cui il batterio è isolabile dal sangue e che richiedono trattamento con antibiotici; in questo caso, il ceppo è stato isolato da una donna di 58 anni che purtroppo è morta in seguito all'infezione, nonostante il trattamento con imipenem-cilastatin. In Europa, le infezioni da S. cholerasuis sono rare, con solo 98 infezioni riportate negli ultimi dieci anni, quasi tutte sensibili a più antibiotici; nel Vecchio Continente, questo ceppo si trova nei maiali, anche qui raramente.

** La comparsa di questo ceppo è un problema serio e che implica un'azione di sorveglianza e controllo immediata soprattutto nell'Estremo Oriente, dove S. cholerasuis è più comune. Come notato giustamente su Eurosurveillance, la comparsa di queste forme di resistenza è molto preoccupante e ricorda che l'uso degli antibiotici sia in zootecnia che in medicina umana deve essere molto controllato. E'probabile che le autorità a livello europeo aumentino l'attenzione per verificare l'eventuale presenza di questo ceppo, anche nelle carni importate, sforzo che deve essere anche degli importatori. Gli operatoti del settore zootecnico, i veterinari e i medici hanno in generale un compito fondamentale nel controllare l'antibioticoresistenza.

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3. Gli USA impazziscono per la mucca pazza

Una feroce polemica è esplosa negli Stati Uniti tra una società americana specializzata in carne di qualità, la Creekstone Farms, e il Dipartimento federale dell'Agricoltura (USDA) che sta coinvolgendo anche stampa e opinionisti. La società, peraltro piccola, esportava soprattutto verso il Giappone carne di Black Angus (l'embargo alla carne USA del Giappone gli sta costando 200.000 dollari al giorno); per questo, ha costituito un laboratorio per testare tutti gli animali per l'eventuale presenza di BSE, come i giapponesi richiedono. I kit per effettuare queste analisi sono però monopolio del Dipartimento dell'Agricoltura, che ne ha vietato l'utilizzo a questa società. Infatti, la USDA sostiene che non è scientifico testare tutti i capi, soprattutto di esemplari sotto i 30 mesi (contestando perciò la posizione giapponese); inoltre, se di fatto autorizzasse questo programma, implicherebbe che la carne testata è più sicura creando uno squilibrio competitivo. Infatti l'associazione dei grandi produttori di carne è aspramente contraria all'iniziativa di Creekstone perché creerebbe di fatto uno standard di mercato, soprattutto per le esportazioni, che è visto come troppo costoso; inoltre, lasciare i test anche nelle mani dei privati creerebbe la tentazione di nascondere i risultati positivi (anche se preliminari). La Creekstone Farms replica che loro seguono il principio che "il cliente ha sempre ragione" e che la qualità dei loro test è garantita accademicamente.

Restano intanto sul tappeto, anche se con qualche spiraglio, il problema delle importazioni di carne bovina dal Canada (bloccate da mesi), delle esportazioni di carne e pollo verso Estremo Oriente e Messico, e delle norme introdotte per controllare la BSE (divieto di macellare animali non deambulanti, esclusione dei materiali a rischio). Tra l'altro, il Canada sembra propenso a consentire i test su tutti i bovini alle aziende che desiderano farlo.

** Negli Stati Uniti il concetto di libertà, difeso anche dalle corti, non  è solo quello di fare, ma anche quello di non fare (cioè, tu non sei libero di fare qualcosa che poi il mercato costringerebbe anche me a fare). Naturalmente la polemica è diventata anche politica (i repubblicani di Bush sarebbero a favore del libero mercato e del non-interventismo pubblico finché favorisce la grande industria). La questione illustra molto bene le difficoltà di gestione del rischio presenti all'interfaccia scienza-politica-economia. Di fatto, la pressione dell'opinione pubblica sta spingendo la USDA a cercare un compromesso, che però sembra ancora lontano. Per chi si occupa di regolamentazione, per chi offre prodotti certificati su basi di analisi scientifiche, è una situazione su cui riflettere.

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4. Alimenti cinesi e sicurezza alimentare

In Cina, tra i 12 e i 50 bambini sono morti perché il latte artificiale venduto alle loro madri non era nutrizionalmente adeguato. Centinaia sono i bambini coinvolti in questo problema e che hanno sviluppato i sintomi di paratiroidismo secondario dovuto a malnutrizione. Numerose ditte sono state individuate come colpevoli di vendere latte artificiale contraffatto e saranno perseguite. I nomi di alcune sono stati resi pubblici.

In Irlanda, l'anno scorso, il 25% percento degli ordini di chiusura e il 41% delle disposizioni che obbligano ad apportare migliorie sono state impartite a ristoranti cinesi. Per questo motivo, le autorità di sicurezza alimentare irlandesi (FSAI) hanno organizzato un curriculum specifico per i ristoratori cinesi. Tradurre i materiali educativi dall'inglese si è rivelata una strategia inefficace perché i dialetti parlati dal personale sono moltissimi e gli esempi sono irrilevanti per i cinesi; le tecniche culinarie sono molto diverse da quella europea.

**  La sicurezza alimentare è un problema molto serio per la Cina; le agenzie di stampa internazionali riportano quasi quotidianamente episodi di avvelenamento di massa. A differenza dei paesi occidentali, molto spesso questi episodi sono legati a contaminazioni chimiche di alimenti grossolanamente contraffatti; nonostante le punizioni prevedano anche la pena di morte, il deterrente sembra inefficace. Allo stesso tempo, anche in Europa e in Italia, i ristoranti cinesi causano numerosi problemi, questa volta spesso legati all'igiene. In questo senso, l'iniziativa irlandese va sicuramente nella giusta direzione della prevenzione. Per i ristoratori cinesi e anche per gli importatori di alimenti, garantire livelli di sicurezza adeguati è una priorità perché, in campo alimentare, i prezzi contenuti non si dimostrano spesso sufficienti a competere, al di là dei problemi etici e legali.

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5. Souvenir poco piacevoli

Gli occidentali, europei e nordamericani, viaggiano sempre di più e a tutte le età. Molti dei viaggiatori si ammalano durante i viaggi, soprattutto di diarrea, anche se non esistono dati precisi per valutare il fenomeno. In questo senso, Regno Unito e Canada stanno esaminando la possibilità di operare una sorveglianza più precisa sul fenomeno. Finora, la causa principale di diarrea rilevata nei turisti inglesi, i cui dati sono stati raccolti in collaborazione con le assicurazioni, è stata salmonella. Tra le cause delle tossinfezioni tra i viaggiatori, la mancanza di infrastrutture igieniche adeguate anche in hotel o villaggi moderni, l'uso di acqua per le piscine igienicamente inidonea, il consumo di alimenti a rischio da parte dei viaggiatori e il numero crescente di anziani o persone con problemi immunitari tra i turisti. Tra le preoccupazioni, vi è anche la possibile diffusione di nuovi ceppi di patogeni una volta rientrati dalle vacanze.

** Molti turisti non si rendono conto che, a volte, le strutture e la qualità igienica sono diverse dall'apparenza, almeno in alcune località. Il problema è significativo soprattutto per le persone sensibili e che possono andare incontro a complicazioni notevoli se contraggono una tossinfezione. E'importante soprattutto essere consapevoli che i rischi possono essere diversi da quelli riscontrati in Europa. Questo problema riguarda anche i tour operator, che possono pretendere standard igienici più elevati da parte delle strutture con cui lavorano. Le autorità sanitarie potrebbero considerare l'utilità di un sistema di sorveglianza anche nel nostro Paese.

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6. Il segreto è nella confezione

Un nuovo tipo di confezionamento dovrebbe essere in grado di raffreddare la birra al momento dell'apertura, mantenendolo sempre sotto pressione. Indicatori delle modificazioni gassose all'interno della confezione permetteranno al consumatore evitare prodotti deteriorati oppure di capire se un frutto è maturo senza bisogno di toccarlo. Anticorpi monoclonali sono stati inseriti in una pellicola in modo che cambino colore in presenza di patogeni. Queste sono alcune delle novità in arrivo in termini di packaging "attivo". In Francia è stata nel frattempo introdotto una tecnologia da tempo esistente che permette al consumatore di valutare se le temperature cui è stato tenuto un alimento sono state sufficientemente basse durante il trasporto e la conservazione.

** Il packaging attivo dovrebbe essere presto regolamentato a livello europeo. Indubbiamente può presentare numerosi vantaggi commerciali e per i consumatori, sia dal punto di vista della sicurezza che della qualità. Resta indubbiamente da valutare la sicurezza di queste soluzioni, in un contesto legislativo ancora non del tutto definito, e il potenziale impatto sull'attenzione e responsabilità dei consumatori. E'opportuno anche differenziare le soluzioni: l'idea di registrare la storia termica di un alimento è certamente buona, mentre il rilevamento delle tossine probabilmente è ancora prematuro (c'è un forte problema di falsi negativi). Per gli operatori del settore alimentare, sarebbe opportuno seguire attentamente, ma con prudenza l'evoluzione in questo settore.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 16/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
13/04/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di branzino affumicato Spagna Italia
13/04/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Filetti di branzino affumicato Spagna Italia
13/04/2004  Presenza delle sostanze tossiche e cancerogene (idrocarburi policiclici aromatici) Spratto (pesce della famiglia delle sardine) affumicato sott'olio Polonia Germania
14/04/2004  Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Germania Italia
14/04/2004  Presenza del parassita Anisakis simplex Rana pescatrice (Lophius piscatorius) Regno Unito Italia
15/04/2004  Presenza di residui dell'antibiotico vietato cloramfenicolo Pollame fresco Danimarca Danimarca
15/04/2004   Presenza della tossina istamina Filetti di sgombro in salamoia Irlanda Grecia
15/04/2004 Presenza della tossina istamina Filetti di sott'olio (olio di soia) Marocco Germania
16/04/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo typhimurium DT104 Carré di maiale Spagna Danimarca
16/04/2004 Rischio di soffocamento Alimento per l'infanzia con pezzi interi di carota Francia Francia
16/04/2004 Presenza del patogeno Salmonella serotipo Rissen Salumi Spagna Norvegia
16/04/2004 Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Curry Non disponibile Grecia
16/04/2004  Presenza del patogeno Salmonella serotipo Kottbus Busti di anatre Francia Norvegia
Commenti specifici
  • In generale, purtroppo, le notifiche comunitarie mancano di precisione; per i pesci, per esempio, raramente è riportata la specie e la denominazione in lingua inglese può portare ad errori.
  • Il pesce affumicato si conferma a rischio di Listeria monocytogenes; per questo andrebbe evitato dalle persone a rischio (donne incinte).
  • Anisakis simplex è un parassita comune nei pesci, che muore durante la cottura o prolungato congelamento. Può creare problemi in pesce consumato crudo. Normalmente viene espulso con la tosse, in altri cosi possono insorgere complicazioni. Informazioni di lingua inglese sono disponibili dalla FDA
  • Il cloramfenicolo è un antibiotico, usato anche per gli animali, i cui residui sono proibiti negli alimenti. Per questo il suo utilizzo è vietato in animali destinati all'alimentazione. Nonostante i residui siano generalmente piccoli, esso può causare malattie molto serie, come la depressione midollare. Una spiegazione dettagliata della normativa e della tossicità è disponibile in lingua inglese sul sito del Progresso Veterinario
  • L'istamina si forma in alcuni pesci (per esempio, tonno) conservati in condizioni inadeguate di temperatura, per via del metabolismo batterico. Non viene eliminata con la cottura e provocano sintomi a comparsa rapida e che comprendono bruciori della gola, vampate, calo di pressione, mal di testa, nausea, vomito. Nella maggioranza dei pazienti si risolvono entro 12 ore.

 

N. 15/2004 16 Aprile 2004

Sommario

1. Editoriale

Gli alimenti biologici sono di qualità superiore? Almeno in Inghilterra le uova bio potrebbero contenere Lasalocid, un farmaco antiparassitario. Sull'argomento si è aperta una polemica che, fortunatamente, non dovrebbe coinvolgere l'Italia. Diverse organizzazioni americane hanno pubblicato utili indicazioni per i medici che si trovano davanti ad una tossinfenzione alimentare. La UE ha stabilito i limiti per le aflatossine negli alimenti per l'infanzia, in linea comunque a quanto già stabilito dal Ministero della Salute. La stessa Commissione UE ha bandito le gelatine a mini-coppetta; è un provvedimento giusto e doveroso visto il rischio di soffocamento. Infine, le allergie ai prodotti della pesca si sono rivelate sorprendentemente frequenti negli USA e lo sono, forse, anche in Italia.

2. Uova antiparassitarie

In Inghilterra, la percentuale di uova contenenti Lasalocid (un farmaco aggiunto ai mangimi) in quantità superiori ai 50 ppb è cresciuta dallo 0.5% nel 1998. al 6.7% nel 2002, e al 12.4% nel 2003. In Inghilterra permane il problema dei residui di Lasalocid. Inoltre il livello massimo riscontrato si è quintuplicato in questi anni, nonostante l'uso di questo farmaco coccidiostatico sia proibito nelle galline ovaiole. Su queste basi è iniziata una polemica tra la Soil Association (organizzazione dei produttori biologici) e le agenzie governative. Benché i livelli riscontrati siano molto più elevati di quelli ammessi in altri paesi, le autorità britanniche non ritengono che vi sia un rischio per la salute e consigliano di continuare a mangiare le uova. La Soil Association suggerisce come rimedio il consumo di uova biologiche, poiché solo in un caso si è trovato un residuo del farmaco in una di esse.

** In Italia, secondo quanto dichiarato dall'UNA (Unione Nazionale dell'Avicoltura), il problema non dovrebbe presentarsi: infatti, si utilizza la vaccinazione per prevenire la coccidiosi piuttosto che il trattamento farmacologico. Il progressivo peggioramento del problema indica che, in questo caso, l'industria non è stata in grado di autoregolamentarsi, forse anche per problemi tecnici (è difficile tenere distinti i mangimi). La capacità di darsi regole interne resta una sfida difficile per tutte le categorie produttive europee. In assenza di dati che suggeriscono un trend diverso, dati che spetta a produttori e veterinari segnalare, l'invito a consumare uova resta valido soprattutto in Italia. Purtroppo, i dati del sistema di allerta europeo hanno identificato un problema simile anche con uova provenienti dalla Lituania.

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3. Diagnosi: mal di pancia

Una famiglia di agricoltori è preoccupata perché ritengono che il padre possa avere avuto un ictus. Si lamenta di vedere doppio e ha difficoltà a deglutire. I familiari raccontano anche di avere un grosso orto e di mangiare conserve fatte in casa. Qual'è la probabile diagnosi? Quali i test di laboratorio da effettuare? Questo è un esempio dei quiz suggeriti dal CDC (Center for Disease Contol and Prevention di Atlanta, USA) e altre organizzazioni ai medici e al personale paramedico per saggiare la loro preparazione rispetto alle patologie trasmesse dagli alimenti. I quesiti fanno parte di un documento esteso e molto utile sull'argomento, dotato di complete tabelle sinottiche.

** Molto spesso le malattie trasmesse dagli alimenti non sono diagnosticate; a volte sono i medici a non riconoscerle come tali o addirittura a non preoccuparsi di arrivare ad una diagnosi. In questo caso, i medici possono dare una terapia inappropriata al paziente, ma non evitano ulteriori casi di un possibile episodio epidemico. Per questo il materiale informativo è utile; i quiz sono anche un test interessante per chi si occupa di sicurezza degli alimenti.

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4. Aflatossine limitate

0,1 ug/g di aflatossina B1 in alimenti per l'infanzia a base di cereali, 0,025 ug/g di aflatossina M1 in alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento, compresi il latte per lattanti e il latte per lo svezzamento; 0,5 ug/g di Ocratossina A negli alimenti per l'infanzia. Questi i limiti stabiliti dal nuovo regolamento emanato dalla Commissione Europea il 13 aprile per gli alimenti per l'infanzia. Se tecnicamente possibile, il livello per la tossina M1 scenderà a 0,01 ug/g. La normativa è direttamente applicabile, ove i limiti nazionali fossero già più severi saranno questi ultimi a prevalere. Nel caso dell'Italia i limiti introdotti da una circolare ministeriale del 1999 erano altrettanto severi.

**  Tra le tossine prodotte da funghi microscopoci, le aflatossine sono sostanze estremamente tossiche e cancerogene anche per l'uomo. Per questo il loro controllo è molto importante; esperienze recenti hanno dimostrato che, anche in Italia, i mangimi possono essere contaminati da livelli considerevoli di aflatossine che poi finiscono nel latte. La nuova normativa non cambia i limiti di riferimento; è di importanza centrale che aumenti l'attenzione al controllo di questo fenomeno. La prevenzione avviene a livello di produzione di mangimi e di allevamento per l'aflatossina M1; a livello di produzione e conservazione dei cereali per la B1. E'responsabilità quindi di produttori (anche attraverso un attento controllo delle materie prime) e autorità che questi livelli siano garantiti. Il consumatore finale può fare poco se non rallegrasi dei limiti fissati in anticipo dall'Italia.

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5. Mini-coppette vietate

La Commissione Europea ha deciso di vietare le mini-coppette di gelatina che contengono alcuni additivi provenienti da alghe o altre gomme. In passato il divieto aveva riguardato solo le mini-coppette prodotte con konjac. Purtroppo questa misura si è resa indispensabile in quanto bambini ed anziani sono a rischio di soffocamento quando consumano questi prodotti popolari in Asia. I produttori e i distributori devono ritirare immediatamente dal mercato questi prodotti. Si tratta di gelatine confezionate spesso per bambini, a volte contenenti al loro interno un pezzettino di frutta.  Sono progettate per essere spinte nella bocca applicando una pressione sul contenitore (che è di plastica e normalmente contiene una sola gelatina) per essere poi mangiate in un solo boccone. La Commissione ha valutato che le scritte sulle confezioni sono insufficienti.

** L'esperienza insegna che questi sono prodotti molto pericolosi; autorità, distributori e venditori al dettaglio devono impedire il commercio di queste gelatine. Non è chiaro se questi prodotti siano, e in che misura, presenti in Italia. E'naturalmente interesse dei produttori di gelatine con altre tecnologie, spesso con una lunga tradizione in Italia, che questo avvenga nel modo più rapido possibile. I genitori (e i bambini stessi) devono prestare la massima attenzione ad evitare questi prodotti per i loro figli. Il rischio di soffocamento legato agli alimenti non va assolutamente trascurato: nel caso dei bambini, è importante un'attenta vigilanza.

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6. Allergici al pesce

Il 2,3% degli americani risultano allergici a prodotti della pesca, secondo uno studio scientifico recentemente pubblicato. In particolare, lo 0.4% sembra essere allergico al pesce, il 2,0% a crostacei o molluschi e il rimanente ad entrambi. Mentre solo 1 bambino su 200 riporta questa allergia, quasi tre adulti su cento è allergico ad uno di questi alimenti. Tra i pesci, le cause più comuni erano salmone e tonno; gamberetti, aragosta/astice o granchio tra i crostacei.

** In Italia potrebbero essere oltre un milione gli allergici ai prodotti della pesca (naturalmente, le caratteristiche della popolazione possono essere diverse da quella americana). Anche gli Italiani consumano molto pesce, ma i tipi sono diversi e quindi probabilmente anche le allergie. Al contrario di altre allergie, è notevole che in questo caso gli adulti siano più colpiti. In ogni caso, questo risultato è importante perché identifica un gruppo di persone e consumatori che richiedono prevenzione (etichette, educazione) e terapia (assistenza con adrenalina ove necessario) adeguata, ma anche prodotti adatti. Sicuramente sarà importante anche un investimento nell'ambito della ricerca. Le industrie alimentari e gli esercenti alimentari possono prendere molte misure per rendere più sicuri gli alimenti che producono.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 15/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
05/04/2004 Presenza dei patogeni Vibrio cholerae NON O:1/NON O:139 e Vibrio parahaemolyticus Gamberi Black Tiger surgelati (Penaeus monodon) Vietnam Norvegia
05/04/2004 Presenza del patogeno Listeria monocytogenes Salmone affumicato Germania Italia
06/04/2004  Presenza della sostanza naturale cancerogena ocratossina A Preparazione a base di cacao Italia Italia
06/04/2004  Mancata indicazione in etichetta di avvenuta esposizione a radiazioni (irradiazione) Integratore biologico in polvere Regno Unito Finlandia
07/04/2004  Presenza del farmaco vietato Lasalocid Uova Lituania Germania
07/04/2004  Presenza del farmaco vietato Lasalocid Uova Lituania Germania
07/04/2004   Eccessivo contenuto di bromo Acqua minerale non gasata di marca Dasani Regno Unito Regno Unito
09/04/2004 Presenza del parassita Anisakis simplex Rana pescatrice (Lophius piscatorius) Regno Unito Italia
09/04/2004  Presenza della tossina istamina Tonno yellowfin Indonesia Belgio
Commenti specifici
  • Vibrio parahaemolyticus causa una gastroenterite di solito non grave nei soggetti che consumano poco cotti il pesce o altri prodotti di mare in cui può essere presente. Le autorità norvegesi stanno osservando ripetutamente questo problema nei gamberi di origine Vietnamita. Non è escluso che il problema sia esteso; si raccomanda di cuocere completamente questo prodotto.
  • L'ocratossina A viene prodotta da alcune muffe che crescono sui cereali, ma non solo (per esempio, nel cacao, nel caffé, nel vino, nella carne di maiale). E'stata classificata come probabile cancerogeno dell'uomo; compare comunque a concentrazioni generalmente basse.
  • L'irradiazione è un procedimento che utilizza le radiazioni per eliminare i microrganismi, compresi i patogeni, dagli alimenti. E'generalmente considerato un trattamento sicuro, anche se molte organizzazioni di consumatori mantengono dubbi sull'argomento. Il suo utilizzo deve essere indicato in etichetta, ma la norma è risultata finora poco applicata.
  • Nella produzione di acqua minerale, la Coca Cola Co., che produce l'acqua Dasani, aggiunge cloruro di calcio per aumentare il contenuto di calcio dell'acqua stessa. In questo modo, ha accidentalmente introdotto anche bromuro che ha superato i livelli legalmente ammessi in Inghilterra. Non esiste un pericolo per la salute, ma grazie alla attuale trasparenza delle autorità britanniche ulteriori dettagli possono essere letti sul loro sito.
  • L'Italia ha lavorato efficacemente durante questa settimana sul fronte della segnalazione di problemi legati agli alimenti.

 

N. 14/2004 9 Aprile 2004

Sommario

1. Editoriale

I cambiamenti nella dieta occidentale forse hanno altre conseguenze negative oltre l'obesità: la maggiore fragilità delle ossa potrebbero essere un'altra. Riportiamo anche un interessante studio dell'Istituto Superiore di Sanità che ha permesso di suddividere gli italiani per comportamenti alimentari. Nell'inverno 2002-3 si è avuto un episodio epidemico importante legato alle ostriche francesi che ha coinvolto soprattutto l'Italia: sono ora disponibili spiegazioni plausibili. Si fanno strada le pellicole commestibili, mentre riemerge il problema delle micotossine nella pasta.

2. Calcio in crisi

Negli Stati Uniti numerosi pediatri ritengono che le fratture tra i bambini siano in aumento, per via della popolarità di sport più pericolosi ma anche per il diminuito consumo di latte. Il latte è una fonte importante di calcio ed è stato sostituito da bibite. Lo si usa di meno anche per cucinare o preparare alimenti. Questo incremento di fratture è stato anche riportato da studi scientifici, che hanno indicato nei bambini e negli adolescenti che evitano il latte quelli più a rischio.

** Le profonde modificazioni della dieta occidentale che portano all'attuale ondata di obesità potrebbero avere altri effetti negativi. Tra questi, potrebbero esserci le fratture ossee. Non è noto se questo problema riguarda anche l'Italia, dove comunque un progressivo cambiamento della dieta è stato documentato. Per i genitori il consiglio è di garantire un adeguato apporto di calcio ai propri figli. Per chi produce latte o latticini si tratta di un messaggio importante.

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3. Alimentazione per gruppi

Rispetto ai comportamenti alimentari, gli italiani possono essere raggruppati in cinque grandi categorie, secondo un recente studio dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità). Si tratta di anziani, non lavoratori, donne del Sud, lavoratori benestanti e lavoratori meno abbienti/disoccupati. Ad ogni gruppo corrisponde una diversa frequenza di consumo degli alimenti, diverso atteggiamento verso lo sport e diverso stato di salute riferito. In generale, emerge che il principale determinante sia della dieta che degli altri comportamenti importanti per la salute è lo status socioeconomico. Essere costretti a mangiare fuori casa per lavoro ha un preciso impatto sulla dieta, ma questo impatto dipende anche dal tipo di lavoro svolto.

** Conoscere la popolazione e le sue abitudini non è solo una questione di vendite, ma anche di prevenzione e sicurezza alimentare. In effetti, questi raggruppamenti possono essere anche utili per valutare i rischi di patologie mediate dagli alimenti e per elaborare strategie preventive. Per l'industria alimentare questo rapporto può essere una risorsa utile.

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4. Ostriche francesi: e sai cosa mangi?

Almeno 300 casi di gastroenterite dovuta a novorovirus e veicolata da ostriche sono stati registrati tra Francia e Italia nell'inverno 2002-2003. L'allarme è partito dall'Italia, dove sono stati analizzati 124 casi dall'ISS (Istituto Superiore di Sanità). L'indagine epidemiologica svolta in Francia ha indicato che le ostriche erano da incriminare e che provenivano dall'Etang de Thau, nel Sud della Francia. Da alcuni pazienti sono state isolate particelle virali dei genogruppi I e II; lo stesso risultato è stato ottenuto da alcune ostriche. L'indagine ambientale ha verificato che ai primi di dicembre la pioggia abbondante aveva fatto traboccare un depuratore con conseguente inquinamento fecale della laguna. Le autorità locali avevano invitato all'uso di impianti di purificazione, ma questo invito non era stato applicato.

** A volte le normative creano automatismi (piogge, tracimazioni, divieti) che sembrano più che altro esercizi burocratici alle autorità stesse. Le conseguenze sono significative dal punto di vista sanitario ed economico. Nel caso specifico, le autorità francesi sembra abbiano deciso per un indirizzo più rigoroso. Per quanto riguarda i norovirus, sono chiaramente un patogeno emergente in Europa e sono necessari strumenti di monitoraggio e controllo più efficaci. Per i consumatori, purtroppo, esiste una situazione di scarse garanzie per il consumo di molluschi crudi o poco cotti. Per i produttori di molluschi bivalvi è necessaria una grande attenzione alla qualità sanitaria, che dovrebbe essere accompagnata dalla collaborazione delle autorità.

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5. Pellicole commestibili

Le pellicole commestibili mostrano un grande potenziale per l'industria alimentare: potrebbero aumentare la durabilità, la sicurezza e la qualità degli alimenti. Oltre a mantenere gas, umidità, e composti volatili nella ripartizione desiderata, essi possono veicolare conservanti, aromi, antiossidanti, vitamine e coloranti. Il ritardo nella crescita batterica ottenuto utilizzando pellicole di questo tipo è stato osservato sperimentalmente. Le pellicole commestibili contengono una combinazione di proteine (glutine, collagene, zeina di mais, soia, caseina e siero), polissacaridi (cellulosa, chitosani, alginato, amido, pectina e destrina), e lipidi (cere, acilgiceroli e acidi grassi) .

** Di fronte al persistente problema di Listeria negli alimenti pronti al consumo, le pellicole commestibili potrebbero essere una soluzione importante. Permettono infatti di proteggere un alimento in maniera efficace dai microrganismi che si depositano sulla superficie. Sono molti altri i vantaggi di questo tipo di soluzione: restano ancora da esplorare i problemi, anche di natura igienica. Si tratta comunque di una possibilità interessante per l'industria alimentare. Tra le possibilità è in sviluppo anche una pellicola che cambi colore se è presente un microrganismo patogeno sulla superficie dell'alimento.

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6. Pasta aromatizzate coi funghi?

Benché la pasta sia un alimento molto comune, si conoscono ancora poco le dinamiche relative alla contaminazione microbica del grano duro ed, in particolare, relativamente alla presenza di micotossine prodotte dalla muffa Fusarium. In particolare, Fusarium produce trichoteceni, come il deossivalenolo (DON), 15-acetildeossinivalenolo (15-ADON) e il nivalenolo (NIV), che quindi possono essere occasionalmente presenti e comportare un rischio sanitario. Per il DON, la FDA ha stabilito un limite consigliato di 1,0 ug/g. Nel 2001, alta umidità e caldo hanno aumentato l'incidenza di Fusarium nel grano duro nel Nord Dakota; uno studio svolto sul grano di quell'anno ha dimostrato che, mentre nel grano del Montano era assente, in North Dakota il DON andava da 0 a 23 ug/g. Il 15-ADON
era invece raro, con un massimo di 0,8 mg/g. Il DON era correlato positivamente con la conta microbica totale e la conta fungina. La sua concentrazione diminuiva nella semola rispetto al grano (si dimezzava), mentre il passaggio da semola a spaghetti non ne alterava la concentrazione. Altre fonti suggeriscono che la cattura causa una perdita del 50% circa di questo contaminante.

** Il problema della presenza delle micotossine nella filiera alimentare sta finalmente ricevendo la dovuta attenzione. Si tratta di composti a volte estremamente tossici. Per i consumatori sono poche le possibilità di difesa, spetta dunque a produttori e ad autorità garantire elevati margini di sicurezza.

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7. Allerta europee della settimana

Questa sezione riporta le notifiche di allerta del sistema europeo RASFF pubblicate nel bollettino 14/2004. Le allerta riguardano prodotti che presentano un rischio e sono sul mercato al momento dell'allarme, che è stato lanciato da un'autorità di uno dei paesi membri. Al momento della notifica, le autorità hanno ritirato o stanno ritirando il prodotto in questione dal mercato. Al momento non sono disponibili informazioni più specifiche di quelle che riportiamo; non riportiamo le allerta riguardanti i mangimi. Questa lista ha carattere informativo. Non indica che i consumatori devono evitare tutti i prodotti provenienti da quel paese. Indica piuttosto la presenza di un problema, cui soprattutto l'industria alimentare può porre rimedio.

Data Motivo dell’allarme Prodotto Paese di origine del prodotto Paese che ha trovato il problema
29/03/2004 Presenza dei patogeni Vibrio cholerae NON O:1/NON O:139 e Vibrio parahaemolyticus Gamberi Black Tiger surgelati (Penaeus monodon) Vietnam Norvegia
29/03/2004 Presenza dei patogeni Vibrio cholerae NON O:1/NON O:139 e Vibrio parahaemolyticus Gamberi Black Tiger surgelati (Penaeus monodon) Vietnam Norvegia
30/03/2004  Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Salsa al curry madras Regno Unito Irlanda
30/03/2004  Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Salsa al curry speziata e piccante Regno Unito Irlanda
30/03/2004  Rischio di soffocamento Mini caramelle alla frutta Taiwan Germania
30/03/2004  Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Spezie Libano Danimarca
01/04/2004   Presenza del colorante non autorizzato e potenzialmente cancerogeno Sudan 4 Pasta aromatizzata: Penne al peperoncino Italia Germania
02/04/2004 Presenza dei coloranti non autorizzati e potenzialmente cancerogeni Sudan 1 Pasta aromatizzata al peperoncino Italia Germania
02/04/2004  Rischio di soffocamento Mini caramelle alla frutta Paesi Bassi Germania
02/04/2004   Presenza del patogeno Salmonella enteritidis Petti di pollo Brasile Finlandia
Commenti specifici
  • Vibrio parahaemolyticus causa una gastroenterite di solito non grave nei soggetti che consumano poco cotti il pesce o altri prodotti di mare in cui può essere presente. Abbiamo già riportato questo problema, che non sembra risolvibile all'origine.
  • Del rischio di soffocamento da caramelle con konjac abbiamo parlato recentemente (8/2004); purtroppo il problema non è risolto. Genitori, bambini e anziani devono stare molto attenti alle etichette di prodotti come gelatine e caramelle morbide alla frutta.
  • Del Sudan Rosso abbiamo parlato anche recentemente (4/2004); continuano ad essere colpiti prodotti italiani. In effetti, sembra per il momento consigliabile di evitare la pasta al peperoncino. Abbiamo avviato anche un'indagine sulla potenziale ingestione di Sudan Rosso
  • Salmonella enteritidis è spesso associata alle uova, perché la contaminazione avviene durante la formazione delle uova in galline ammalate. Ne abbiamo parlato nel settimanale 1/2003. In generale, Salmonella è specie associata alle carni, che per questo vanno manipolate con attenzione e cotte completamente

 

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