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Si tratta di un protozoo, della specie Entameoba
histolytica. Altre amebe dello stesso
genere non sono patogene (E. dispar che è morfologicamente identica, ma innocua).
Le due specie si differenziano con saggi immunologici ed enzimatici.
Classificazione
Secondo una vecchia
classificazione, si trovava nel phylum Sarcodina comprendente, tra gli altri, la classe
Rhizopoidea, con la sottoclasse Lobosia (organismi con estensioni lobate usate per
movimento e nutrizione) e l’ordine Amoebida (tra i Lobosia,gli organismi prevalentemente
privi di scheletro), tra cui Entameoba histolytica. Attualmente, E. histolytica
non è affiliata ad ordini tassonomici superiori secondo il NCBI
Taxonomy Database.
Variabilità
Vi sono 9 zimodemi
potenzialmente patogeni e 13 non patogeni (classificati nella specie E. dispar).
Ecologia
Questo organismo, nel
suo ciclo vitale, attraversa due forme distinte, il fragile e patogeno trofozoite e la resistente e
infettiva ciste. Non è necessariamente un patogeno e può esistere come
commensale (E. dispar); se nella forma patogena, può invadere i tessuti dando
origine a disturbi intestinali o extraintestinali. È un parassita umano, e si
trova generalmente nelle persone ammalate in maniera cronica oppure negli
asintomatici. Si trova anche nei cani o nei gatti, ma non è in grado di
arrivare a produrre cisti.
Il ciclo inizia per ingestione delle cisti, che nell'intestino si trasformano
in trofozoiti. Da questi derivano nuove cisti, che, dopo l’escrezione nelle
feci,
sono in grado di sopravvivere fuori dall’ospite nel suolo, in acqua e
soprattutto sul cibo. Il requisito è l’umidità.
Denominazione
Italiano: amebiasi;
Inglese:
Amebiasis or Amoebiasis. Classificazione: ICD-9 006; ICD-10 A06.
Descrizione
Si tratta di un infezione da
protozoo. La maggior parte delle infezioni sono asintomatiche, ma
possono acquisire rilevanza clinica in certe circostanze, con forme intestinali
o extraintestinali. I disturbi intestinali sono variabili e vanno da dissenteria
acuta o fulminante con febbre, brividi e diarrea con muco o sangue (dissenteria
amebica) a un lieve fastidio intestinale con diarrea con muco o sangue che
si alternano a periodi di stitichezza o alla remissione dei sintomi.
Complicazioni
L’ulcerazione delle
mucose intestinali riguarda circa il 16% dei casi. Nei casi di dissenteria o colite
di lunga durata, si può avere la formazione di granulomi amebici (amebomi),
che possono essere scambiati per carcinomi, nelle pareti dell’intestino
crasso. Vi possono essere anche (raramente) ulcerazioni della pelle,
spesso nella regione perianale, dovuti ad estensioni delle lesioni intestinali o
ascessi amebici del fegato; lesioni sul pene possono comparire in omosessuali
attivi. La disseminazione via sangue è rara, ma può portare ad ascessi nel
fegato o, in casi rarissimi, del cervello o dei polmoni. Raramente si è
osservato il blocco intestinale. Morti rare.
Decorso
È presumibile che si risolva o
cronicizzi, in assenza
di cure specifiche.
Terapia
Farmacologica.
Ignota; teoricamente,
basta una solo cisti vitale.
Diagnosi iniziale
Sintomi tipici, in
particolare dissenteria negli adulti.
Conferma
Identificazione di cisti nelle
feci.
Diagnosi differenziale
Può essere confusa con varie forme di sindromi da intestino infiammato,
come la colite ulcerante, o con altre malattie intestinali infettive o meno.
D’altra parte, la presenza di amebe nell’intestino spesso non è la causa
dei disturbi lamentati dal paziente.
Si possono utilizzare
tecniche microscopiche o serologiche per identificare trofozoiti o cisti.
Nelle feci, un occhio esperto può identificare al microscopio i trofozoiti
all’interno di campioni freschi o ben conservati; la presenza al loro interno
di globuli rossi è indicativa di amebiasi invasiva. In generale, non è facile
distinguere le amebe patogeniche da quelle innocue o dai macrofagi.
Per i liquidi o l’acqua si usa la filtrazione. Bisogna aspettarsi molti falsi
negativi, perché si perdono molti organismi. D’altra parte, la distinzione da altre amebe non è facile.
Tecniche
di laboratorio
Il protozoo, nella forma
di ciste o trofozoite, può essere isolato da feci, strisci o aspirati da
proctoscopia, o aspirati o altri campioni da altri tessuti, da sangue (per le
forme invasive). L’isolamento da alimenti è più complesso
Diffusione
La diffusione è
mondiale e non rara.
In Europa
Informazioni al momento non disponibile
Nel mondo sviluppato
Riscontrabile tra gli
immigrati e i viaggiatori provenienti da paesi in via di sviluppo.
Nei paesi in via di sviluppo
Soprattutto ai tropici o
dove il livello igienico è basso (compreso l’Artico).
Epidemiologia,
gruppi sensibili e resistenza
Sono colpiti soprattutto
i giovani adulti, mentre è assai rara sotto i cinque anni e quasi assente sotto
i 2 (dove sono le shigellae a causare la dissenteria). È comune dove c’è
poca igiene; si riscontra tra i maschi omosessuali; nelle zone dove il livello
igienico generale è buono, tende a trovarsi in famiglie o in comunità.
Le persone con sistema immunitario debole (soprattutto per via dell’AIDS) possono
avere forme più gravi.
La suscettibilità è generale, con l’esclusione di chi ospita già E. dispar
nel suo intestino e
con un rischio inferiore per chi è già stato colpito.
- Nel
1933, alla Fiera Mondiale di Chicago, l’acqua potabile fu contaminata da
acqua di fogna; ci furono circa 1000 casi, con 58 vittime.
- Nel
1983, a Los Angeles fu identificata una pseudoepidemia di amebiasi. Si scoprì
poi che il problema era dovuto al laboratorio, che, con una tecnica
leggermente modificata, scambiava macrofagi per amebe. Prove effettuate dal
CDC e dalla College of American Pathologists (CAP) indicano che il 15-30%
dei laboratori che partecipano a prove interlaboratorio (ma non quelli di
riferimento) fanno
lo stesso errore; purtroppo, intorno al 30% dei laboratori sembra incapace
di riconoscere le cisti o i trofozoiti (falsi negativi).
Poiché questi protozoi
sono parassiti solo umani, la via di trasmissione principale è oro-fecale.
Attraverso i cibi
Questa via è importante
nella trasmissione di questo patogeno.La contaminazione può avvenire se un portatore sano o una persona
ammalata in maniera cronica (o qualcuno che è stato in stretto contatto)
contamina con le feci degli alimenti. Le persone malate in maniera acuta sono
meno a rischio in quanto le feci non contengono le cisti.
Attraverso l’acqua
Le cisti sono
relativamente resistenti al cloro.
Altre modalità
Sessuale, per contatto
oro-anale.
Variabile, da pochi
giorni fino a mesi o anni; normalmente, 2-4 settimane.
Finché le cisti si
ritrovano nelle feci, ovvero anche per anni. La maggioranza dei portatori è
asintomatica.
Di interesse alimentare
- Lavarsi
le mani accuratamente, soprattutto dopo la defecazione
- Lavarsi
le mani accuratamente, prima di preparare il cibo o di mangiarlo
- Pulire
accuratamente e/o cuocere verdure e frutta;
- Curare
i portatori identificati
- I
controlli sanitari sui preparatori di cibo non sono praticamente
effettuabili
- Lavare
frutta e verdura con disinfettanti non è generalmente consigliato in
mancanza di prove di efficacia
- Lavare
frutta e verdura con acqua potabile e mantenerle in ambiente secco (le cisti sono
uccise dal disseccamento, da irradiamento e da temperature oltre i 50°C)
- Lavare
le mani dopo essere stati a contatto con gli animali
- Proteggere
l’acqua dalle feci
- Usare
acqua clorata o purificata
- La
chemoprofilassi non è consigliata
In altri ambiti
- Sconsigliare
le pratiche sessuali che possono portare a trasmissione oro-fecale.
Di rilevanza alimentare
- Gli
individui infetti non devono occuparsi di cibo, attività infermieristiche o
simili.
- Investigare
le feci dei familiari e di contatti dei casi.
Di altro genere
L'aggiornamento di
questa pagine è curata al momento da LB (ultimo aggiornamento 14/11/03); se
siete interessati a diventare editori, visitate la pagina collaborazioni.Le ricerche su PubMed
sono meno efficaci di quelle su Agricola;
c’è una pagina utile, in lingua inglese, a http://www.lshtm.ac.uk/mp/bcu/enta/homef.htm,
ricchissima di informazioni e collegamenti.
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